Oggetto del Consiglio n. 3044 del 17 ottobre 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 3044/XII - Interpellanza: "Acquisti da parte della pubblica amministrazione di manufatti realizzati con materiale riciclato".
Interpellanza
Premesso che il Green Public Procurement è lo strumento che rende eco-sostenibili gli acquisti pubblici adottando criteri ambientali nelle procedure d'acquisto della Pubblica Amministrazione;
Ricordato quindi che il Green Public Procurement permette di sostituire i prodotti e i servizi esistenti con altri di minore impatto ambientale;
Richiamato il Decreto Ministeriale 8 maggio 2003, n. 203 il quale stabilisce che gli uffici pubblici, le società a prevalente capitale pubblico e le società di gestione dei servizi coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti in materiale riciclato nella misura del 30%;
Ritenuto importante conoscere in che modo l'Amministrazione regionale applica queste prescrizioni;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
il Governo regionale per sapere:
1) quali sono le modalità di applicazione del D.M. 203 nella nostra Regione;
2) se esistono circolari applicative, dirette agli uffici regionali e alle società controllate o partecipate dalla Regione, dei precetti contenuti nel decreto considerato e se sono sorti dei problemi nell'applicazione del decreto stesso e quali sono stati i provvedimenti;
3) in che modo intende ampliare o quanto meno implementare la diffusione degli acquisti verdi.
F.to: Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Vorrei prima illustrare cos'è il "Green Public Procurement": sono gli appalti cosiddetti "ecosostenibili e compatibili". È un'opportunità e qualcuno dice che questi strumenti, per così dire appalti verdi, potrebbero essere considerati uno degli strumenti principali che hanno gli enti locali e le pubbliche amministrazioni per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile; cosa vuol dire? Vuol dire che all'interno dei diversi tipi di appalto, che vanno dalle forniture di beni e anche di servizi, una direttiva dell'UE e poi diverse sentenze della Corte di giustizia di Strasburgo hanno indicato nel ricorso a questo strumento, ossia nel far sì che negli appalti globali di una pubblica amministrazione almeno il 30% sia destinato a prodotti che abbiano delle caratteristiche precise di eco-sostenibilità e compatibilità... hanno indicato questa come una pratica che si poteva adottare senza problemi. Cosa si deve fare? Si devono solo introdurre a livello d'appalto, nella fattispecie nei capitolati speciali d'appalto, dei criteri di tipo ambientale. Perché questo strumento degli appalti cosiddetti "ecosostenibili" è importante? Perché permette di sostituire prodotti e servizi esistenti sul mercato con altri a minore impatto ambientale. Si introducono in questo modo dei principi, credo che l'Assessore Cerise, che si occupa della gestione dei rifiuti, sa bene a cosa mi riferisco, perché è parte integrante del lavoro che sta facendo il suo Assessorato; ora tali prodotti e servizi hanno queste caratteristiche: riducono l'uso delle risorse naturali, sostituiscono le fonti energetiche da non rinnovabili a rinnovabili, riducono la produzione di rifiuti, riducono le emissioni inquinanti, oltre che i pericoli e i rischi ambientali. L'UE proprio nel novembre 1996 pubblicò il Libro verde sugli appalti pubblici nell'UE, riconoscendo l'opportunità di introdurre criteri ecologici nella selezione di beni e servizi.
Restiamo in attesa delle risposte dell'Assessore, a cui abbiamo chiesto in riferimento al tipo di argomento: "quali sono le modalità di applicazione del DM 203 nella nostra regione", quello che dà le indicazioni sugli appalti ecocompatibili; se esistono nella nostra amministrazione delle circolari applicative e se si intende implementare questo tipo di procedura all'interno non solo degli enti locali e della pubblica amministrazione, ma il DM n. 203 impone anche che le società collegate alla pubblica amministrazione vadano in tale senso.
Si dà atto che dalle ore 16,50 presiede il Vicepresidente Tibaldi.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il collega Venturella pone l'attenzione per la verità su un decreto ministeriale che non è stato così osservato dal sistema delle Regioni, tant'è che, rispetto a questo tema, il nostro Assessorato ad aprile 2007 ha ricevuto dalla Direzione ambiente dell'Assessorato del collega Cerise la trasmissione di una circolare del febbraio 2007, che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio inviava a tutte le Regioni. In questa circolare è stato richiamato il DM n. 203 con un'esortazione alle Regioni perché il decreto ministeriale individua le Regioni come soggetti che devono adottare le disposizioni destinate agli enti pubblici e alle società a prevalente capitale pubblico e rilevava che a quella data -febbraio 2007 - solo la Provincia di Bolzano aveva ottemperato agli obblighi di legge.
Non voglio sminuire questo argomento dicendo non lo ha fatto nessuno, "mal comune è mezzo gaudio" come si suol dire, ma solo per dire che il decreto ministeriale sottopone alla nostra attenzione un argomento molto importante, individua delle percentuali anch'esse molto importanti, filosoficamente condivisibili, ma, dal punto di vista della pratica, sicuramente questo argomento è un argomento di non facile soluzione. Anche perché come forniture abbiamo nel passato utilizzato della carta riciclata, non adempiendo al DM n. 203, parlo solo di una fornitura che è stata scelta di materiale riciclato che è la carta, sicuramente un prodotto molto elementare, abbiamo avuto non dico un'insurrezione, ma delle resistenze esagerate da parte degli uffici perché quella carta riciclata nell'utilizzo inceppava continuamente le macchine. Stiamo parlando di una fornitura del 2005, quindi i nostri uffici dopo quella fornitura di carta riciclata sono tornati all'utilizzo di carta non riciclata.
Come ha potuto intuire, sulla prima e seconda domanda noi non abbiamo normato, ossia né emanato la circolare, né dato indicazioni agli enti pubblici e alle società a prevalente... È un argomento che, anche in virtù della sua esortazione, ritengo debba essere oggetto di approfondimento, ritengo che i miei servizi con la Direzione ambiente del collega Cerise debbano adoperarsi per "costruire" il provvedimento che il DM n. 203 richiede, non sarà un risultato scontato quello di raggiungere il 30%, che è un obiettivo e un traguardo, ma che non credo, per come siamo organizzati, si possa cogliere senza particolari sforzi, però l'impegno è quello di approfondire per vedere cosa si può fare.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Prima un'osservazione, Assessore: lei dice che avete avuto in passato problemi sulle forniture in riferimento all'uso della carta per fotocopie...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... certo, ma non pensavo che con questa si inceppassero le stampanti, non credo che si usi per questo... Io ritengo che limitare il discorso degli appalti ecocompatibili all'uso della carta sia non tanto corretto, perché ho degli esempi che di beni non trattano nulla, ma di servizi. Il DM n. 203 non entra solo nel merito della fornitura di beni, ma anche di servizi e le faccio un esempio, ma prima una piccola osservazione. Lei ha detto: "filosoficamente posso essere d'accordo sul 30%", ma la pratica è una cosa diversa e di non facile soluzione. Vorrei capire come ha fatto la Provincia autonoma di Bolzano...
Marguerettaz (fuori microfono) - ... ha deliberato, ma non so se ha centrato l'obiettivo...
Venturella (Arc-VA) - ... secondo me, nei nostri frequenti pellegrinaggi, dalla II alla V Commissione, forse qualcosa che la riguarda potrebbe interessarla in quel di Bolzano, che non siano i prodotti agricoli.
Le volevo solo - per rispondere alle sue naturali critiche - citarle un caso finlandese che mi pare riguardi proprio l'Assessorato dell'Assessore Pastoret (non me ne voglia l'Assessore): nel settembre 1997 il Servizio di trasporti del Comune di Helsinki pubblicò un bando di gara per l'assegnazione e copertura di una linea di autobus, ma l'appalto verde non fu su un bene, ma su un servizio, perché richiese, oltre all'offerta economicamente più vantaggiosa, 3 specifichi criteri: costi complessivi del servizio, qualità dei mezzi di trasporto, qualità e programma ambientale dell'operatore. La gara prevedeva l'assegnazione di punti extra per l'utilizzo di mezzi che producessero emissioni di rumore esterno inferiore ai 77 decibel, emissione di ossidi di azoto inferiori a 4 gr/kW ora. La compagnia arrivata seconda fece un ricorso, si appellò all'Autorità nazionale competente, insomma nel 2002 la sentenza della Corte di giustizia europea dette ragione al Comune di Helsinki. Non si tratta quindi solo di acquistare quei beni che hanno l'"eco-label", hanno il marchio, ma si tratta di impostare in maniera diversa i nostri appalti pubblici, chiedendo delle prestazioni ambientali superiori ai nostri fornitori, di beni e di servizi, di questo si tratta. Siamo comunque rammaricati che siamo all'interno della compagnia delle Regioni e delle Province autonome che non hanno dato applicazione al DM del 2004. Le consiglio, Assessore, un piccolo pellegrinaggio in quel di Bolzano per vedere come hanno applicato il DM n. 203.
