Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3042 del 17 ottobre 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 3042/XII - Interpellanza: "Flussi di lavoratori immigrati nella regione".

Interpellanza

Visti

- il D.C.P.M. 15 febbraio 2006 (Governo Berlusconi) che fissava entro un limite di 170.000 i lavoratori extracomunitari (stagionali e non stagionali) che potevano accedere nel territorio dello Stato per l'anno 2006;

- il D.C.P.M. 25 ottobre 2006 (Governo Prodi) che ha permesso l'ulteriore ingresso di 350.000 lavoratori extracomunitari nello stesso anno;

- il D.C.P.M. 9 gennaio 2007 (Governo Prodi) che, in attesa della determinazione della quota di lavoratori extracomunitari non stagionali da ammettere in Italia per il 2007, ha stabilito che possano nel frattempo entrare nel nostro Paese 80.000 lavoratori stagionali;

Considerato che la ripartizione su base regionale di tali flussi alimenta un costante incremento della popolazione extracomunitaria anche in Valle d'Aosta, suscitando la comprensibile attenzione e legittima preoccupazione di numerosi cittadini residenti;

Atteso che il Governo è in procinto di stabilire ulteriori programmazioni dei flussi di stranieri nel territorio italiano;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione per sapere:

1) quali indicazioni previsionali ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito ai flussi di immigrati che la Regione Valle d'Aosta può sostenere nel proprio territorio in rapporto alla reale capacità di assorbimento del tessuto sociale e produttivo;

2) quanti lavoratori extracomunitari (stagionali e non stagionali) sono entrati in Valle d'Aosta negli anni 2006 e 2007 e quali sono gli attuali livelli (in termini assoluti e percentuali) della presenza straniera nella nostra regione;

3) quali iniziative ha adottato o quali sono i suoi intendimenti per limitare questo continuo aumento di stranieri nella nostra regione.

F.to: Tibaldi - Lattanzi

Président - Collègue Venturella, simplement pour vous dire que nous avons procédé à demander l'avis sur l'amendement n° 12 sur le nouveau texte de loi n° 173, donc il y a l'avis négatif que je vous ai fait distribuer. Si les collègues sont d'accord et on avait convenu ainsi... collègue Tibaldi, nous pouvons discuter l'objet n° 26.

La parole au Vice-président Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Grazie ai colleghi che hanno consentito questa piccola inversione dell'ordine del giorno. L'argomento è di attualità: si parla di presenza di immigrati extracomunitari nella nostra Regione, si parla di controlli sui flussi migratori verso la nostra Regione, nei confronti dei quali in particolare la Presidenza della Regione, viste anche le funzioni prefettizie ricoperte dal Presidente, ha un indubbio ruolo e una funzione importante. Nell'interpellanza abbiamo declinato gli interventi del Consiglio dei ministri, che attraverso diversi decreti nel 2006 e nel 2007 hanno fissato il limite di lavoratori extracomunitari stagionali e non stagionali che sono stati ammessi nel territorio dello Stato. In particolare merita sottolineare come il "Governo Prodi" con un provvedimento del 25 ottobre 2006 abbia permesso l'ulteriore ingresso a 350mila lavoratori nello stesso anno, oltre ai 170mila che vennero già indicati dal precedente "Governo Berlusconi". Naturalmente si procede per quote che vengono stabilite in anticipo all'inizio dell'anno con determinati valori e poi a conguaglio verso la fine dell'anno.

Siamo in questo periodo... siamo nella fase in cui anche le Regioni hanno una voce in capitolo nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri per stabilire le parti di questi flussi di immigrati che possono essere accolte all'interno dei propri territori. Così immaginiamo abbia fatto la Valle d'Aosta, in particolare un anno fa sollecitammo l'attenzione del Presidente Caveri, affinché i flussi di immigrati che sarebbero arrivati in Valle d'Aosta fossero sostenibili, ovvero compatibili con la reale capacità di assorbimento del tessuto sociale e produttivo della Regione. A distanza di un anno chiediamo conto di quello che è stato fatto dal Presidente Caveri, quali indicazioni previsionali ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri in materia, quanti sono i lavoratori extracomunitari che nell'ultimo biennio - anche se il 2007 non è ancora concluso, ma si avvia a conclusione - sono entrati in Valle d'Aosta e quali sono gli attuali livelli percentuali della presenza straniera nella nostra Regione. Qui non si vuole fare allarmismi, ma non si vuole neppure abbassare la soglia del controllo, che vede da parte della popolazione residente una certa attenzione, se non una certa preoccupazione, a fronte dell'ingresso indiscriminato di numerosi stranieri anche all'interno del nostro territorio. Presidente, vorremmo chiederle conto di questa situazione, ben sapendo che determinati valori sono stati comunicati lo scorso anno, ipotizziamo che si siano innalzati, oggi la presenza extracomunitaria, in prevalenza maghrebina, ci risulta essere intorno alle 5.000 unità, è una presenza oggi concentrata soprattutto in alcuni centri abitati ed è meno manifesta in altri. Per queste ragioni vorremmo capire quali sono le intenzioni della Presidenza della Regione finora "adottate", soprattutto se vi è l'intento di contenere tale continuo aumento di stranieri nella nostra Regione, fenomeno che riguarda l'Italia senza però escludere la Valle d'Aosta.

Président - La parole au Président de la Région, Caveri.

Caveri (UV) - Naturalmente le fornirò una serie di tabelle a complemento del mio intervento, perché sarebbe difficile da parte mia mettermi a scandirle Comune per Comune, quindi le fornirò una serie di informazioni in calce. L'immigrazione di cittadini non appartenenti all'UE dipende dalla regolamentazione fissata dal Governo centrale e avviene sulla base di una programmazione annuale che fissa le quote massime di ingressi nel nostro Paese, ripartite per tipologie di rapporti di lavoro - stagionali e tempi indeterminati -, per territorio, per nazionalità e talora per specifici profili professionali. Le quote annuali vengono stabilite con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministri interessati e le competenti Commissioni parlamentari.

In merito ai 2 decreti flussi... relativi alle autorizzazioni all'ingresso per l'anno 2006, si precisa che gli stessi, come sommatoria di autorizzazioni all'ingresso, hanno tenuto conto del totale delle richieste di assunzione di lavoratori extracomunitari ancora all'estero presentate dai datori di lavoro sull'intero territorio nazionale. In pratica è stata presa la decisione politica di autorizzare l'ingresso di tutti i lavoratori, per cui esisteva una domanda di lavoro concreta; non so se mi sono spiegato per il 2006. Per quanto riguarda gli ingressi per lavoro stagionale per l'anno 2007, la Conferenza delle Regioni aveva richiesto al Governo proprio l'autorizzazione di soli ingressi per lavoro stagionale, in attesa di verificare l'impatto sui mercati del lavoro regionale delle precedenti autorizzazioni in corso di rilascio con una certa lentezza a livello nazionale da parte dei vari Sportelli unici per l'immigrazione, per le difficoltà amministrative incontrate; in realtà nel 2007 ci si è trovati di fronte ad una situazione di viva incertezza.

"Quanti lavoratori extracomunitari sono entrati in Valle", il DCPM del 15 febbraio 2006 ha autorizzato - poi troverà la documentazione apposita - 485 ingressi in Valle per lavoro subordinato, oltre a 100 per lavoro stagionale. Con il DCPM del 25 ottobre 2006 sono stati autorizzati gli ingressi per tutte le domande di lavoro subordinato presentate entro il 21 luglio. Da marzo 2006 - e fino a luglio - negli uffici postali valdostani sono state presentate oltre 800 domande di lavoro subordinato e di queste circa 300 erano relative a lavoratori rumeni e bulgari, come lei sa c'è stata poi una modifica dal 1° gennaio di quest'anno. Fra l'altro, la comunità extracomunitaria più grande in Valle era quella rumena, che è diventata comunitaria dal 1° gennaio di quest'anno. Nel corso del 2006 abbiamo avuto l'ingresso di 90 lavoratori - una settantina per lavoro subordinato, anche domestico, e una ventina per lavoro stagionale -, il dato 2006 comprende ancora i lavoratori rumeni e bulgari. Nel corso del 2007 abbiamo avuto l'ingresso di 231 lavoratori extracomunitari (una trentina di essi per lavoro stagionale). Nel complesso nel biennio registriamo nuovi ingressi di lavoratori per 321 unità; il dato è pressoché definitivo, in quanto le domande ancora in istruttoria potrebbero determinare al massimo poche unità di nuovi ingressi. A fronte dei 321 ingressi si sono registrati oltre 200 dinieghi, la maggior parte dei quali riferibili a rinuncia o incompletezza della documentazione presentata da parte del datore di lavoro. Si ricorda che il lavoro stagionale comporta il rientro obbligatorio del lavoratore al Paese di origine al termine del rapporto di lavoro e che è possibile solo per il lavoro agricolo e per quello alberghiero (i rientri sono stati circa 50).

Per quanto riguarda gli attuali livelli di presenza straniera, il dato è aggiornato a fine 2006 e si registra una percentuale di 4,44 stranieri extracomunitari residenti sul totale della popolazione (valore assoluto di 5.547 unità). La popolazione straniera nel corso del 2006 si è incrementata del 11,18%. Qui vi è il dettaglio derivante dalle tabelle, che do per illustrate, le do una copia, però diciamo, Presidente, che diamo per scontato che consegno "brevi manu" le diverse tabelle: una delle quali è Comune per Comune, l'altra è la situazione della popolazione residente complessivamente e l'altra è quella concernente lo Sportello unico per l'immigrazione, che dà in maniera compiuta i dati; naturalmente resto a sua disposizione nel caso in cui la trattazione dei dati non fosse stata esaustiva.

La presenza straniera della nostra società non si può ignorare, né sottovalutare. In Valle d'Aosta l'immigrazione - soprattutto questa - ha assunto maggiore consistenza a partire dalla seconda metà degli anni '90. Oggi anche qui la presenza di immigrati è divenuta un elemento strutturale della società e dell'economia regionale. La presenza straniera è una realtà che interessa tutto il territorio regionale, anche se in modo eterogeneo. All'inizio del 2006 il 65% circa degli stranieri soggiornanti in Valle d'Aosta ha un permesso di soggiorno per lavoro e quasi il 30% per motivi familiari. L'impatto dell'immigrazione sulla qualità sociale e lo sviluppo del territorio non è scontato e deve essere monitorato e gestito. L'ingresso di stranieri nella nostra Regione dipende da norme statali e comunitarie, la Regione naturalmente lavora affinché prevalga l'integrazione e la pacifica convivenza con i vari attori che a diverso titolo sono chiamati a disciplinare, gestire e governare l'immigrazione. L'Unione europea è oggi in questa materia la cornice di riferimento, ma restano i Governi statali a svolgere un ruolo decisivo nel delineare le politiche d'ingresso e d'integrazione. Cerchiamo naturalmente di non limitarci a tradurre in pratica le politiche elaborate a livello centrale: il primo atto concreto della mia Presidenza è la nascita dello Sportello dell'immigrazione, che precedentemente non era nato nel dubbio che questa rientrasse nelle competenze prefettizie del Presidente della Regione, io ho ritenuto, pur in assenza di interpretazione da parte del Viminale, che tale sportello dovesse nascere e ha dato dei risultati positivi.

La logica è quella di disegnare una politica regionale per assicurare condizioni dignitose per tutti e una maggior coesione sociale fra nuovi e vecchi residenti, nel rispetto di regole, ossia possiamo immaginare che, essendoci un quadro europeo, un quadro fortemente nazionale, che influenziamo... è vero... con tale scambio... per dire: "quest'anno ci sono 10 badanti bielorusse per cui nel decreto mettetene 10, piuttosto che 5", ma oggettivamente il tema è più complesso, come dimostrato dai Rumeni che oggi non hanno più limitazioni di sorta: questa è la logica che ha portato alla definizione di un programma di iniziative basato sull'osservazione, monitoraggio e analisi del fenomeno, in tale ottica si sono realizzati degli studi: uno "Presente e futuro dell'immigrazione in Valle d'Aosta" (Michele Bruni, Dario Ceccarelli), un secondo è stato uno studio antropologico in materia di relazioni tra aspetti identitari e sanitari relativamente ai cittadini immigrati in Valle d'Aosta, il terzo è "Immigrazione - Dinamiche di integrazione e percorsi di inserimento in Valle d'Aosta" (è la parte scolastica IRRE). Gli studi citati sono conclusi e di prossima presentazione al Consiglio territoriale per l'immigrazione.

La concertazione attraverso il Consiglio territoriale ha il compito di analizzare e di promuovere interventi a livello regionale per favorire i processi d'integrazione. La programmazione delle politiche per l'integrazione sociale: quali la mediazione culturale, l'alfabetizzazione linguistica, la formazione professionale, l'estensione delle funzioni del Centro comunale immigrati extracomunitari di Aosta su tutto il territorio regionale - ed è quanto è avvenuto d'intesa con i Comuni -, seminari di formazione e di diffusione di buone pratiche rivolte agli enti locali.

Per quanto riguarda gli intendimenti, grazie agli elementi forniti dagli studi, è in fase di elaborazione un progetto di legge regionale in materia d'integrazione dei cittadini stranieri immigrati in Valle d'Aosta che definisca un chiaro quadro di riferimento per i diritti e, mi si consenta di dire, per i doveri dei cittadini immigrati, in linea con le direttive europee e nell'esercizio delle competenze della Regione in questa materia. È una proposta di legge che avrò l'onore d'illustrare nei prossimi mesi, prima della fine legislatura, credo vi sia bisogno di avere un quadro di riferimento unico. Si tratta di costruire un modello di convivenza e di rapido inserimento nel tessuto sociale ed economico regionale delle diverse identità che oggi coabitano sul territorio regionale, sottolineando quelle regole che tutti sono tenuti ad osservare a garanzia dei diritti di tutti e delle responsabilità individuali e collettive.

Fin qui la risposta un po' burocratica. Nella realtà dei fatti dobbiamo evitare che l'immigrazione sia frutto nei flussi in Valle d'Aosta di elementi di casualità, per cui vi sono oggi dei filoni... non so gli Indiani che vanno a Verrès... sono frutto di logiche familiari, gli Albanesi che oggi arrivano a centinaia con una logica di "clan", anche nell'ambiente degli immigrati del Maghreb vi sono fenomeni che possono preoccuparci.

Credo allora che il problema di fondo sia quello di capire come, almeno nel mercato del lavoro - e questo è il lavoro che abbiamo cercato di fare anche attraverso lo studio di Ceccarelli-Bruni -, vi possa essere una corrispondenza offerta/domanda, che nasca attraverso fenomeni... lo dico in particolare alla collega Viérin che ha seguito per anni tale questione... in una logica di cooperazione anche con i Paesi di provenienza, che ci possa consentire, dal punto di vista formativo, di fare un'azione già in quei Paesi di origine, cercando di portare qui non in una logica di sfruttamento, ma in una logica d'integrazione dei lavoratori, che poi possano essere realmente integrati.

Resta il dato assai negativo di una grandissima difficoltà che nelle funzioni prefettizie verifico tutti i giorni, che è la questione delle espulsioni. Questo è un tema gravissimo: le espulsioni rischiano di essere molto spesso fittizie, per cui la medesima persona viene colpita da 2-3 provvedimenti di espulsione ed espulsa non viene mai: questo credo sia un problema che ovviamente non è valdostano, è un problema di ordine pubblico che crea situazioni di gravissima difficoltà. Ho visto nel mio esercizio di funzioni prefettizie delle persone che pure si sono viste respinte le istanze di richiesta di rimanere sul suolo italiano presso il Giudice di pace, il paradosso della normativa attuale è che, se tu non notifichi il provvedimento assunto dal Giudice di pace, questa persona non può essere espulsa. Chiaramente, essendo clandestina, tale persona non si fa trovare, per cui nelle more del legalismo "all'italiana" abbiamo delle situazioni non gravi in Valle d'Aosta, ma pur sempre di irregolarità, sulle quali le forze dell'ordine vigilano, ma con viva difficoltà di procedere realmente all'espulsione.

Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Ringrazio il Presidente Caveri per i documenti che cortesemente fornirà per avere il quadro completo e anche articolato della presenza di extracomunitari nella nostra regione. Mi permetterei di fare alcune considerazioni. È, pur vero che l'ingresso di stranieri nella nostra Regione avviene sulla base di norme dell'ordinamento italiano e dell'ordinamento comunitario, è altrettanto vero che però la Regione ha una sua potestà d'intervento in merito e sappiamo che la sua potestà è anche implementata da diversi fattori. Innanzitutto il Consiglio dei ministri il 12 ottobre scorso ha approvato il documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione degli stranieri nel territorio dello Stato per il triennio 2007-2009. Tale documento programmatico dovrà essere adesso trasmesso al Parlamento, ma c'è un parere fondamentale che viene espresso dalle Conferenze Stato-Regioni e Stato-città; in questo caso nella Conferenza Stato-Regioni interviene il Presidente Caveri per quanto riguarda la Valle d'Aosta ed immaginiamo che arrivi con delle indicazioni previsionali. Le indicazioni previsionali però, se ho capito bene, per il 2007 evidenziano un'incertezza sostanziale; mi sarebbe piaciuto sentire dalla sua voce, Presidente, che come Regione abbiamo più o meno individuato una quota di immigrati sostenibili quantificabile in... quindi questa risposta non mi può tranquillizzare, anzi mi desta un po' di preoccupazione, a maggior ragione sapendo che lo scorso anno - in tale periodo - il Consiglio regionale ha approvato una mozione, da lei peraltro condivisa e sostenuta, dicendo che dal 2006 in avanti la Presidenza della Regione si sarebbe attivata per dare delle indicazioni precise. È auspicabile che tale incertezza nel giro di breve tempo si traduca in idee chiare, perché la Valle d'Aosta ha dei vantaggi: il primo, un territorio limitato rispetto ad altri territori italiani, quindi facilmente controllabile; il secondo, demograficamente siamo 125mila anime inclusi gli immigrati extracomunitari e anche qui il controllo sulla presenza umana in Val d'Aosta è più semplice rispetto ad altre Regioni; il terzo, c'è una concentrazione di poteri in capo alla sua figura, che, oltre ad essere il Presidente della Regione, svolge funzioni prefettizie all'interno della regione: questa è una situazione di relativo vantaggio, che ci permette un monitoraggio più attento a livello regionale.

Presidente, quindi la invitiamo a colmare questo "gap" che oggi ci ha confessato, per il 2007 siamo ancora in una situazione d'incertezza. L'incertezza dell'amministratore si traduce poi in problemi d'inclusione sociale, "in primis", di accoglienza, perché oggi si fa solo riferimento all'inclusione sociale e all'accoglienza, a quella somma di diritti che la società e l'ordinamento italiano devono garantire a coloro che entrano in Italia, di conseguenza a coloro di questi che verranno in Valle d'Aosta. Giustamente non vi è solo una sommatoria di diritti da riconoscere a queste persone, ma vi è anche un insieme di doveri che tali persone devono osservare; pertanto l'indeterminatezza, l'assenza di idee chiare da parte di colui che regge le sorti dell'ordine pubblico in Regione rischia di trasformarsi nel solito pasticcio "all'italiana", dicendo: "cominciamo ad includere questi, ad accogliere questi altri e poi in qualche maniera si integreranno". La realtà dei fatti è che la presenza straniera in Valle d'Aosta è aumentata anche in quest'ultimo anno. Lei giustamente cita la difficoltà di rendere esecutive determinate espulsioni perché, da un punto di vista normativo, vi sono delle lacune. È altrettanto memorabile un fatto che abbiamo potuto vedere recentemente sul TG3 valdostano: che ormai i clandestini diventano oggetto di notizia, vengono oscurati in volto, ripresi di spalle, ma fanno notizia. Mi sembra questo un fatto che evidenzia che la presenza clandestina in Valle d'Aosta non deve essere trascurata perché comunque esiste e una quota di coloro che sono presenti nella nostra Regione sono clandestini e non deve neppure essere enfatizzata come quel senso civico che si vuole creare per forza nell'ascoltatore, assolutamente no! Questi sono fatti che devono allarmarci, che devono accentuare le nostre attenzioni, perché anche in Valle d'Aosta, anche se l'equazione non è immediatamente rapportabile, la microdelinquenza spesso porta la firma di autori stranieri e alcuni di essi sono anche clandestini. Si possono citare anche esempi di altro tipo, non solo negativi: il lavoratore che è morto mentre stava eseguendo dei lavori di edilizia al Supermercato "Lidl" di Quart era un clandestino che arrivava da Torino ed era in carico a una ditta torinese. Sta di fatto che il fenomeno rischia di sfuggirci di mano; di conseguenza, una Regione con le nostre dimensioni territoriali e demografiche ha il dovere, per favorire l'inclusione sociale e fare in modo che l'integrazione fra i residenti e gli extracomunitari avvenga nel modo più "soft" possibile, di attivarsi nella persona del suo Presidente in tutte le direzioni in cui lo può fare. Auspichiamo che, nel momento in cui lei si recherà a fornire il parere della Regione Valle d'Aosta alla Conferenza Stato-Regioni in merito al documento programmatico, lei abbia acquisito qualche dato in più da fornire alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ci spiacerebbe che, ancorché piccoli e facilmente gestibili, ci sfuggisse una situazione così importante anche in termini di sicurezza in una Regione che invece dovrebbe essere da modello e dare esempio ad altre che hanno problematiche maggiori.