Oggetto del Consiglio n. 2831 del 21 giugno 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2831/XII - Iniziative transfrontaliere per il coordinamento di forme di assistenza traumatologica in campo sciistico. (Interpellanza)
Interpellanza
Tenuto conto che il nostro territorio, orograficamente complesso, pone non poche difficoltà all'erogazione dei servizi sanitari territoriali, ed in particolare rende complessa l'organizzazione dei presidi di emergenza a tutela delle attività legate alla montagna, come lo sci e l'alpinismo;
Evidenziato che le stesse problematiche sono vissute nell'Alta Savoia, che gode di un importante presidio in campo traumatologico nella località di Chamonix;
Sottolineato che, al fine di un'ottimizzazione dei servizi sanitari territoriali, è possibile e auspicabile un maggior coordinamento tra le strutture sanitarie di Sallanches e Chamonix con quelle della Valdigne, scelta che consentirebbe di evitare doppioni, di innalzare la qualità e di consentire uno stimolante confronto tra due diversi sistemi sanitari;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Governo regionale per sapere se intenda:
1) aprire un confronto con le autorità sanitarie francesi dell'Alta Savoia per verificare la possibilità di un forte coordinamento nell'assistenza traumatologica in campo sciistico e alpino nell'area del Monte Bianco, al fine di ridurre i costi e incrementare la qualità, utilizzando appieno il Traforo del Monte Bianco che rende Chamonix molto più facilmente raggiungibile dalle funivie del Monte Bianco e dalla Val Veny, in Courmayeur;
2) confrontarsi, nello stesso tavolo, al fine di coordinare anche altre attività sanitarie e territoriali: diagnostica per immagine, odontoiatria, consultori familiari ecc...;
3) organizzare incontri di confronto fra l'USL della Valle d'Aosta e l'autorità sanitaria dipartimentale dell'Alta Savoia al fine di identificare percorsi comuni indispensabili all'innalzamento della professionalità degli operatori.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Nelle settimane scorse ho avuto occasione di incontrare dei Consiglieri regionali della Regione Rhône-Alpes, fra l'altro mi auguro che l'Ufficio di Presidenza organizzi prossimamente un incontro fra i 2 Consigli regionali o quanto meno fra 2 delegazioni dei 2 Consigli regionali, Val d'Aosta e Rhône-Alpes, sarebbe molto utile, e all'interno di quell'incontro è emersa una constatazione banale, ma significativa, che tutti e 2 i versanti sia il sottoscritto che gli altri Consiglieri regionali vedevano quanto meno Courmayeur, da un lato, e Chamonix, dall'altro, come dei "culs de sac" dal punto di vista organizzativo nei vari settori. Abbiamo allora cominciato a ragionare sul fatto che l'Europa esiste e che non è il Traforo del Monte Bianco una divisione fra le 2 Comunità, ma è un punto di congiungimento; però ci siamo anche resi conto come in vari settori, compreso quello sanitario, ragioniamo come se vi fossero delle frontiere invalicabili. L'ho detto perché è una constatazione che faccio anche sul sottoscritto, quindi abbiamo un po' l'idea di avere dei vecchi punti di riferimento. In tale prospettiva si lamentavano di questa difficoltà che da vari anni affligge l'Ospedale di Chamonix che è stato profondamente ridimensionato nelle sue potenzialità e noi abbiamo pari difficoltà di garantire una presenza di un centro traumatologico di buon livello a Courmayeur. L'idea allora era di capire se da un confronto fra le 2 Comunità e fra le 2 amministrazioni, sanitaria e politica, si potesse arrivare a un coordinamento e a un'ottimizzazione delle strutture, in modo da dare la massima risposta con i minori costi. Questo, associato a qualche riflessione, ad esempio, ai molti Valdostani che vanno a farsi le cure odontoiatriche a Chamonix, piuttosto che gli abitanti di Chamonix che avrebbero molto più comodo utilizzare il Poliambulatorio di Morgex che non dover andare a Bonneville per certi esami, o a Sallanches, sono segnali che ci sono delle possibilità di coordinamento efficiente fra i 2 versanti del Monte Bianco; quindi ci chiedevamo quali erano in questo settore gli intendimenti del Governo regionale.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - On a regardé avec beaucoup d'attention l'hypothèse de M. Sandri, qui est une hypothèse à étudier: l'hypothèse du Mont Blanc de la santé. C'est joli à dire, mais c'est difficile à réaliser, parce qu'avant tout il y a un règlement international qui ne permet pas maintenant - c'est le décret du 3 novembre 1999 - à un étranger de s'adresser aux services de l'autre Etat, sauf que par l'urgence, mais sans une demande ou un permis de son unité. C'est difficile alors - on a déjà expérimenté cela - de faire des accords entre des Pays différents, c'est difficile même de faire des accords entre les Régions d'Italie, on était en train de signer avec M. Valpreda avec le Piémont, mais à cause de sa maladie maintenant il n'y a plus de Ministre de la santé en Piémont et cela ne nous a pas encore permis d'arriver à un règlement.
Deuxièmement vous savez que les Français aiment beaucoup s'organiser entre eux, alors les Italiens quelques fois vont se faire soigner en France, puisque cela coûte moins cher, mais vous savez qu'il n'y a pas de mobilité de Français vers l'Italie. J'ai travaillé 3 mois dans un hôpital à Paris au Saint-Antoine et là c'était un bon centre, mais avec un super ego terrible! Et là c'était difficile de faire comprendre que même en Italie on faisait des opérations semblables, et cetera. Vous savez que les Français ont des éponymes français pour toutes les interventions qui ont un nom anglais et alors c'est difficile une collaboration. Il y a une collaboration culturelle, nous avons organisé pendant des ans les rencontres franco-italiens de chirurgie à Courmayeur, on a des projets culturels avec eux, un projet de collaboration sur le secours alpin et un projet culturel qui s'appelle "Medmont", qui marche bien, mais c'est un projet culturel sur les bonnes pratiques de secours en montagne. Nous avons avec beaucoup de fatigue signé un accord avec la Suisse pour l'hélicoptère qui venait du Plateau Rosa en Italie, mais l'hélicoptère italien ne pouvait pas aller en Suisse récupérer les blessés italiens. Il y a une difficulté objective de faire des accords. En conclusion, le mariage on peut le faire si on est en deux et là la France ne semble pas disponible à un accord avec l'Italie d'échange au pair.
A la fin vous avez dit la nouvelle très importante: qu'il n'y a pas plus d'hôpital à Chamonix, ils ont transféré tout leur hôpital à Sallanches et le centre traumatologique même, ils ont seulement une place de premier secours, qui se ferme à 8 heures du soir et qui ne donne pas la possibilité de soigner des malades complexes; celle-ci est une nouvelle qui donne des difficultés à cette possible rencontre. L'Europe c'est à bâtir même dans la santé, mais il y a une difficulté à faire ce mariage avec la France, qui n'a pas une considération envers le système sanitaire italien.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Che vi fossero delle difficoltà non avevo dubbi, proprio perché è una mentalità europea da acquisire, ma soprattutto è da acquisire dalle Regioni di montagna. Da Chamonix a Sallanches ci vanno minimo una ventina di minuti quando va bene, probabilmente tramite elicottero, in montagna, al posto che scendere a Sallanches, se si scendesse a Courmayeur o a Morgex forse si farebbe prima, o viceversa da Courmayeur verso Aosta, piuttosto che verso Chamonix. Pur di fronte a tali difficoltà, credo che si debba intraprendere la strada della collaborazione e questa parte anzitutto dalla conoscenza, quindi spero che l'Assessore richiami l'USL della Val d'Aosta a fare degli incontri con i suoi omologhi francesi dell'Alta Savoia per capire se ci sono degli spazi di collaborazione. D'altra parte questo è un interessante tema su cui confrontarsi con il Governo nazionale, perché non ha nessun senso impedire ai cittadini valdostani di utilizzare le strutture pubbliche, ad esempio, il Pronto soccorso di Chamonix o ai Francesi di non potersi fare un'ecografia a Morgex. Questo, fra l'altro, consentirebbe delle economie di scala molto interessanti, perché dobbiamo tenere conto che a Chamonix vi sono 15mila abitanti fissi durante l'anno con punte di 50-60mila, che potrebbero essere un'interessante clientela per le strutture sanitarie dell'alta Valle. Questo è un piccolo spiraglio che cerchiamo di aprire, speriamo che sia compreso e si cerchino tutte le collaborazioni per riuscire ad arrivare a questo. La riapertura di un forte centro traumatologico a Chamonix o a Courmayeur potrebbe essere l'obiettivo finale di tale collaborazione e, essendoci in questo momento quello di Courmayeur attivo rispetto a quello di Chamonix, potrebbe essere una forma di attrazione per rompere finalmente quell'inveterato uso che i Francesi non vengono a farsi curare in Italia, magari potremmo essere noi i "rompighiaccio" di questa inversione di tendenza.
