Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2826 del 21 giugno 2007 - Resoconto

OBJET N° 2826/XII - Communications du Président du Conseil régional.

Président - Collègues, je voulais simplement vous faire une communication. Oggi 21 giugno ricorre, oltre ad iniziare l'estate - grazie, Vicepresidente Tibaldi -, un mese dalla decisione, che definirei triste, del Parlamento afgano di sospendere per 3 anni dal Parlamento la giovane Deputata Joya Malali, "Donna dell'anno 2004". Oltre a questa sospensione, che è stata decretata a larga maggioranza, il Parlamento ha ordinato alla Suprema Corte di aprire un'inchiesta molto forte nei suoi confronti. La giustificazione è stata un commento della Deputata Malali, che in un'intervista aveva detto che - cito -: "il Parlamento afgano è peggio di una stalla, i cui membri sono criminali e nemici del popolo afgano". La Deputata aveva partecipato ad un importante "tour" internazionale, dopo questa intervista con una televisione locale di Kabul i "signori della guerra", presenti in Parlamento e in Senato, hanno provato in tutti i modi a metterla a tacere e ad espellerla dal Parlamento. Ritengo doveroso, come Presidente di un'assemblea che da 10 anni organizza questo "Premio internazionale donna dell'anno", riferire tale situazione per esprimere la nostra solidarietà a favore di questa Deputata, che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare più volte nel corso di questi anni, convinti come siamo che Joya Malali abbia sempre strenuamente operato in difesa dei diritti umani, in particolare dei diritti delle donne e dei bambini. Si tratta di porre in evidenza una situazione grave per lei e per tutte quelle donne che stanno lottando contro i Talebani per garantire la difesa dei diritti umani e delle donne stesse. Fin dalla sua elezione in Parlamento, la Malali ha subito 4 attentati, tante minacce di morte, intimidazioni, la sua sospensione è stata solo l'ultima posizione di quelli che lei chiama i "signori della guerra". Le è stata inoltre limitata in modo pesante la possibilità di uno spostamento all'interno del suo Paese, quindi ciò la priva di una possibilità di uscire dall'Afghanistan con gravi conseguenze per la sua persona. Auspico che tale Assemblea possa esprimere la sua solidarietà verso questa donna, prevedendo la predisposizione di un documento nella giornata odierna che possa sostenere la sua situazione, esprimendo la preoccupazione per la sua sicurezza durante il processo in tribunale e ribadendo ancora una volta la difesa dei diritti umani, auspicando che si mettano in campo tutte le possibili difese in favore di questa Parlamentare.

La parola alla Consigliera Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - Merci, M. le Président, pour l'attention et la sensibilité que vous démontrez vis-à-vis de cette Députée afghane, Joya Malalai, qui depuis son élection au Parlement est devenue le cible des Intégristes musulmans, des "messieurs de la guerre" - comme elle les appelle - et des narcotrafiquants de son Pays et tous les jours risque sa vie pour défendre les droits fondamentaux et pour assurer le droit de parole aux femmes et aux enfants de sa Nation. C'est par ailleurs pour ces raisons qu'elle a reçu en 2004 le Prix international "Femme de l'année", prix organisé par notre Conseil régional en collaboration avec le "Soroptimist Vallée d'Aoste" et la Fondation "CRT". Dès l'âge de 19 ans, alors qu'elle était réfugiée au Pakistan, elle tenait des cours d'alphabétisation aux femmes afghanes. Pendant l'époque des Talibans, elle gérait un orphelinat et une clinique en Afghanistan. En 2001 elle acquiert une renommée internationale pour avoir le courage de s'exprimer publiquement contre les "messieurs de la guerre", corédacteurs de la nouvelle Constitution afghane. Deux ans après elle était élue dans la Province de Farah avec le nombre le plus haut de préférences lors des élections législatives. Elle devient à l'âge de 28 ans le plus jeune Député du Parlement afghan. Dès son élection elle demande à haute voix, publiquement, que les crimes de guerre soient poursuivis par les tribunaux, y compris ceux mis en œuvre par ses collègues parlementaires. Elle a survécu à 4 tentatives d'assassinat et elle est obligée de circuler sous escorte armée. Il y a un mois, le 21 mai dernier, à cause d'une interview télévisée, où elle dénonçait une fois de plus une partie de ses collègues pour leurs graves responsabilités vis-à-vis de la guerre et du manque de démocratie, elle a été expulsée du Parlement et risque un procès dans les tribunaux, tribunaux contrôlés par ses adversaires. Cette jeune femme est un exemple de courage et d'inspiration. La grande majorité de son peuple la soutient et lui exprime sa pleine solidarité. A nous de lui exprimer la nôtre de tout cœur et notre soutien, comme tant d'autres institutions l'ont déjà fait, le font aujourd'hui dans un nombre très important de Pays, afin qu'elle ne se sent pas seule. Je rappelle que l'Association "Human Rights Watch" l'a invitée à New York pour la projection du film réalisé sur elle-même, dont le titre est "Les ennemis du bonheur", et la ville de Florence lui a décerné la plus haute reconnaissance de la ville: "Il Giglio d'oro". Des "sit-in" ont été organisés aujourd'hui dans plusieurs villes italiennes et dans plusieurs Pays en Europe, en Amérique et en Australie. J'estime donc que votre sollicitation à notre égard de préparer un document à voter aujourd'hui est absolument la bienvenue et je trouverai sûrement des collègues disponibles à travailler avec moi. Merci.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Grazie alla collega Viérin, grazie al Presidente che ha voluto porre l'attenzione dell'intera Assemblea su tale questione, perché non è solo un problema di donne e di donne che sono state premiate da questo Consiglio: qui è in questione la libertà di espressione, la libertà di movimento di persone elette dal popolo in un'assemblea parlamentare; qui si sta violando quello che è uno dei fondamenti della democrazia: il rispetto delle persone elette dal popolo, che all'interno delle assemblee esprimono le proprie opinioni, lavorano per quello che loro intendono essere il benessere del proprio popolo. È vero, qualche espressione sarà un po' più colorita, ma credo che qui vi siano all'interno espressioni molto peggiori, su cui al massimo si sorride o ci si arrabbia, ma non diventano motivo di espulsione, tanto più che - come ricordava la collega Viérin - all'interno del Parlamento ci sono effettivamente dei rappresentanti del narcotraffico, delle persone denunciate per violenza e per assassinio. Sono espressioni colorite quindi, ma che rispecchiano la realtà di alcuni rappresentanti del Parlamento afgano. Penso sia un'ottima iniziativa quella che lo stesso Presidente Perron suggerisce, perché credo che quanto più le varie istituzioni elettive fanno sentire la loro voce di fronte alla necessità di rispettare i diritti e le funzioni di ogni rappresentante eletto tanto più fanno un'opera meritoria per la democrazia del mondo intero e se effettivamente a questa donna possono arrivare sollecitazioni, aiuti da parte di singole associazioni... ma è ancora più importante che siano i Parlamenti, e so che anche il Parlamento europeo e le stesse assemblee elettive si stanno muovendo in questo modo, a chiedere anche in modo ufficiale attraverso i canali istituzionali che diritti fondamentali delle persone elette siano rispettati. Grazie, Presidente.

Presidente - Grazie, collega Squarzino, per la sua sensibilità unita a quella della collega Viérin.