Oggetto del Consiglio n. 2735 del 23 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2735/XII - Richiesta avanzata dall'Azienda USL agli operatori del comparto sanità di restituzione di parte del salario aggiuntivo. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto della recente protesta dei sindacati del comparto Sanità rispetto alla richiesta dell'Azienda USL di restituire soldi che in questi anni sono stati dati;
Visto che tale richiesta dell'Azienda è motivata da disposizioni precise che arrivano dalla Regione;
Considerato che con tale richiesta si incide sulla parte aggiuntiva dello stipendio base, che da oltre dieci anni contribuisce a riconoscere e ad incentivare la produttività degli operatori del comparto;
Ritenuto inoltre che non sia corretto inserire, in modo retroattivo, un diverso modo di calcolare gli oneri riflessi di tale contributo aggiuntivo;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) per quali motivazioni la Regione ha impartito all'Azienda Usl le disposizioni che richiedono di fatto agli operatori del comparto sanità di restituire parte del salario aggiuntivo erogato in questi ultimi dieci anni;
2) se i rappresentanti sindacali degli operatori del comparto sono stati sentiti prima di assumere tale decisione o dopo averla assunta;
3) e, in questo caso, quali sono state le osservazioni fatte e quali le eventuali decisioni prese.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Cercherò, ma è molto difficile, di riportare la discussione sul binario giusto. È difficile perché, se partiamo dall'assunta che è giusto disubbidire alle leggi che lo Stato ci dà, come lei ha detto sul ticket, anche là dove non abbiamo nessun potere specifico... Le dico, e mi stupisce: è vero che Trento che ha disubbidito, subito ha avuto ragione, ma allora viva i furbi! Mi sembra che lei abbia sempre detto che non è giusto dire così. Se dobbiamo disubbidire a una legge che lo Stato ci dà, il binario non è giusto.
Due parole, perché qui abbiamo tutti una grande responsabilità. Gli oneri riflessi sul "braghetto". Il "braghetto", che non c'entra niente con le "braghe" (anche se può sembrare: qualcuno le ha calate...), è un fondo aggiuntivo che le Regioni hanno dato in un periodo particolare delle loro vicende storiche; la maggior parte delle Regioni ha eliminato queste risorse aggiuntive, invece la Val d'Aosta le ha sempre mantenute, così anche il Piemonte. Sono risorse aggiuntive e quando ne parliamo, non solo con i sindacati dell'USL, ma anche con i confederali, dicono che gli operai della "Tecdis" non hanno neanche più stipendio; qui oltre lo stipendio c'è un fondo aggiuntivo che dipende dal finanziamento che la Regione ha. Su questo fondo aggiuntivo vi è una norma nuova contenuta in finanziaria - adesso lei mi dirà che dovevamo disubbidire anche a questo... - che le leggo subito e poi le darò il documento. È la finanziaria 2007, una nuova norma che al punto 565 dice: "Gli enti del Servizio sanitario nazionale concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica (di risparmio), adottando misure atte a garantire che le spese del personale, al lordo degli oneri riflessi...". Questa è una norma aggiuntiva che c'è nella finanziaria di quest'anno e, creda, io ho una lettera della Ragioneria di stato che dice che non hanno nessuna intenzione di lasciarci fare quello che vogliamo. Come lei sa bene, nei revisori dei conti dell'azienda ce ne sono due che vengono da Roma e che vanno a vedere queste cose. Quindi norma nuova in finanziaria: al lordo degli oneri riflessi. Se noi da quest'anno paghiamo gli oneri riflessi, il fondo "braghetto" deve essere aumentato, quindi non abbiamo inventato niente, ma abbiamo ripreso una norma della finanziaria, la quale prevede che nei fondi aggiuntivi ci siano anche gli oneri riflessi, cioè le tasse su questi oneri.
L'azienda ha comunicato in via preventiva ai sindacati, con lettera, questo fatto, ma non solo: le chiedo di andare a vedere gli atti della riunione che si è svolta il 30 aprile, il rapporto su questo incontro con i sindacati, in cui era stato presentato questo problema poi documentato. Lì mi permetta, però: lei dice "di restituire i soldi che in questi anni sono stati dati" e dopo dice di restituire parte del salario erogato in questi ultimi dieci anni, ma nessuno ha mai parlato di restituire i dieci anni o gli anni. La lettera che è stata inviata e il resoconto della riunione del 30 aprile lo dicono molto bene: in dubbio sono gli oneri riflessi di questi mesi, perché la ragione è proprio la finanziaria dello Stato, che si riferisce al lordo degli oneri riflessi. Questo era stato comunicato ai sindacati nella riunione del 30 aprile e successivamente con questa lettera, che metteva in evidenza il problema. Ora, lì parliamo di concertazione e noi lavoriamo sulla concertazione, però la concertazione dovrebbe esserci nei due sensi. Nessuno ha mai parlato di 10 anni, collega Squarzino, come lei scrive due volte, o di anni; si parla di alcuni mesi (su questo cerchiamo di essere corretti) in seguito a una finanziaria a cui non possiamo disubbidire.
Infine, noi dobbiamo mantenere gli attuali livelli assistenziali, che sono i più alti d'Italia. Abbiamo un rapporto infermiere/utente di uno a dieci (il Piemonte uno a 15 o 20) e vogliamo mantenerlo. Dobbiamo aggiungere al fondo "braghetto" degli ulteriori soldi per comprendere gli oneri. C'è un progetto con i sindacati che per noi è prioritario, di riassorbire il precariato il più possibile, ma qui interverranno degli altri finanziamenti, e poi c'è la finanziaria che ci dice che dobbiamo risparmiare l'1,4% rispetto al bilancio del 2004. Mi spieghi come possiamo fare una cosa del genere.
Aggiungo un'ultima cosa. I sindacati confederali mi dicono che i sindacati nello specifico hanno provato a richiederla, ma sanno bene che questa cosa non è possibile, a meno che non aggiungiamo il "braghetto", ma se aumentiamo il fondo aggiuntivo, allora andiamo a colpire questo che è il piano di riassunzione del precariato.
Infine, dico una cosa che lei ricordava prima e che è un impegno che avevamo preso a marzo quando avevamo approvato la legge sui ticket. Con il collega Sandri, che scappa e corre sempre, avevamo richiesto allora con il Deputato Nicco un incontro con il Ministro della sanità, per verificare quello che diceva lei: di fronte a delle richieste di tasse o di ticket aggiuntivo, la Valle d'Aosta che si finanzia...dobbiamo mettere giù una norma! Mi dispiace dire che nonostante gli interventi di Sandri e Nicco, ad oggi non abbiamo ancora avuto l'incontro con il Ministro. Lo vedrò venerdì pomeriggio a Torino per una tavola rotonda sulla emergenza e glielo dirò, ma sono norme su cui dobbiamo arrivare ad un accordo.
Dico l'ultima cosa. Lei sa che ad oggi il patto di stabilità non è ancora stato firmato? Il patto di stabilità è sulle scrivanie del Ministro Padoa-Schioppa dal 5 aprile 2007, senza quel patto firmato non posso approvare il "PAL", cioè non possiamo approvare il nostro bilancio, perché non abbiamo l'approvazione del Ministro dell'economia. Poi si può disubbidire, si fa tutto, ma i revisori dei conti non ci firmano il bilancio. Noi al mese di maggio non abbiamo ancora il bilancio dell'azienda ed abbiamo di fronte come prioritario il desiderio di riassorbire i precari, di mantenere lo stesso stato. Non potremo rispettare le indicazioni della finanziaria, dobbiamo avere su questo una indicazione del Ministro, quando però è scritto che gli oneri riflessi sono al lordo, non possiamo anche questi pensare di... Lo possiamo fare? Vedremo, a seconda del bilancio che avremo.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Riconosco che a volte le informazioni di cui sono in possesso forse non sono così aderenti alla realtà. A me sembra che il lavoro che viene fatto qui dentro non è per contrapporre notizie false a notizie tendenziose, ma è per cercare una soluzione ai problemi che emergono. Le informazioni che ho avuto e i dati che sono emersi dagli organi di informazione davano conto di una questione importante, che è stata sollevata. Le parole dicono qualcosa: sindacati inferociti, ingiusta riduzione, i dipendenti restituiscono il bonus all'USL, lite per la busta paga... quindi la questione è scoppiata. Forse le informazioni che avevo erano in alcune parti non così evidenti, perché avevo capito che si chiedesse il rimborso di tutti questi anni, e così ho scritto, ma riconosco che questa informazione era errata.
Detto questo, credo che qui ci siano due problemi che vanno evidenziati. Il primo riguarda i rapporti con il sindacato, perché lei dice che c'è stato un incontro il 30 aprile e io ne prendo atto, però prendo anche atto che il segretario della "UIL", Natale Dodaro, dice: "Siamo molto arrabbiati, non c'è stato il confronto, abbiamo ricevuto una lettera il 2 maggio, solo così abbiamo scoperto quello che stava accadendo". Non abbiamo qui la persona che dice queste cose, c'è la sua parola e io leggo quello che c'è qui, ma dalle affermazioni fatte dai rappresentanti sindacali risulta che i sindacati non sono stati coinvolti dall'Assessore alla sanità in merito alla questione; neppure in fase di elaborazione del contratto di programma con l'USL la Regione ha interpellato i sindacati, per anticipare che questa era una modalità di erogazione diversa delle risorse aggiuntive. Questo è un punto su cui chiedo all'azienda di riflettere, nel senso che credo che sia importantissimo, a fronte di qualunque novità, che gli interessati siano coinvolti.
La nostra domanda precisa era: se i rappresentanti sindacali degli operatori del comparto sono stati sentiti prima di assumere tale decisione o dopo averla assunta. Ora, lei mi ha riferito di questo incontro del 30 aprile in cui c'è stata una informazione, tutto è stato comunicato, però mi sembra che qualche elemento nel confronto con i sindacati sia venuto meno.
La seconda osservazione che vorrei fare a margine di questa questione riguarda il modo in cui è suddiviso questo salario aggiuntivo, nel senso che se vediamo le divisioni che vengono fatte, scopriamo che la cifra è 2 milioni di euro...
(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
...no, le sto dicendo che, a margine di quanto abbiamo detto, le sollevo un problema di cui non voglio avere risposta adesso; a me sembra che correttamente ci siamo detti le cose e le riconosciamo.
Riformulo la domanda: a margine di questo, le posso segnalare un problema che secondo noi va affrontato? Problema al quale non chiedo oggi una risposta immediata e neanche domani, ma lo pongo come problema. Il problema è: come mai questi due milioni di risorse vengono distribuiti in modo così diseguale fra i dirigenti e gli operatori?
(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)
...sono contenta che l'Assessore sia disposto ad affrontarlo, ma devo almeno enunciarlo!
Il problema è che per un numero di dirigenti dell'ospedale la quota di produttività supera 1 milione di euro, mentre per 1.600 dipendenti di un comparto la quota a disposizione non raggiunge neanche 1 milione di euro, cioè qui c'è una sproporzione enorme. Ripeto, pongo ora il problema, sono contenta che l'Assessore abbia volontà di risolverlo e prima o poi questo problema sarà affrontato.
