Oggetto del Consiglio n. 2728 del 23 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2728/XII - Presunto pagamento da parte di Finaosta, di ammende comminate dalla Banca d'Italia a società controllate dalla stessa finanziaria. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordato che la Banca d'Italia ha erogato sanzioni per 140mila euro a dieci amministratori di Aosta Factor S.p.A., società del gruppo Finaosta, per mancate comunicazioni e altri comportamenti non conformi in rapporto a procedimenti amministrativi di sconto su fatture che presentavano evidenti caratteri anomali;
Venuti a conoscenza che tali sanzioni non sarebbero state pagate, in larga parte, dai singoli soggetti, ma da "Finaosta" S.p.A;
Al fine di accertare se ci sia stata una sostituzione nel pagamento di tali ammende da parte della Finanziaria regionale, di cui alcuni degli amministratori in questione sono stati o sono amministratori;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Governo regionale per conoscere:
1) se "Finaosta" abbia effettivamente pagato a Banca Italia, o comunque abbia erogato somme di pari importo, relativamente alle ammende in premessa;
2) chi siano gli amministratori o i dirigenti che abbiano usufruito di tale procedura;
3) se tale procedura sia stata posta a conoscenza dell'Istituto Centrale Bancario di Via Nazionale.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Ormai io e Sandri abbiamo formato un "DICO"...
Ritengo di dare tutta una serie di elementi, perché con queste puntate che si ripetono nel tempo potrebbe maturare nella testa di qualcuno che c'è qualcosa che non funziona. Cerchiamo allora di ricostruire in modo puntuale tutta la vicenda. Per poter rispondere compiutamente vorremmo dare delle indicazioni sulla vicenda relativa alla ispezione della Banca d'Italia in "Aosta Factor", nonché alle decisioni assunte in merito dal Consiglio di amministrazione di "Finaosta".
L'ispezione della Banca d'Italia si è svolta fra l'ottobre e il dicembre 2004 - è stata più volte evocata da precedenti interpellanze - e questa ispezione sollevò tre ordini di constatazione che si possono così riassumere. Primo soggetto oggetto di rilevazioni, il Consiglio di amministrazione: inadeguatezza dell'assetto organizzativo rispetto allo sviluppo operativo conseguito negli ultimi anni, in particolare fuori dall'area tradizionale e cioè quella valdostana. Secondo, sostegno finanziario a soggetti con evidenti sintomi di difficoltà economico finanziaria riferite alle seguenti società: "Tecdis", "Tecnomec", "Gruppo OP computer". Altro soggetto, l'Amministratore delegato singolarmente: inadeguate iniziative per migliorare l'affidabilità dei processi e del sistema dei controlli, senza fornire al Consiglio di amministrazione adeguate informazioni su taluni rapporti ad andamento anomalo, assumendo inoltre decisioni talora non condivisibili nella valutazione del rischio di credito. Per il collegio sindacale: inadeguatezza delle verifiche relative all'assetto organizzativo e del sistema dei controlli.
Soffermandoci a valutare le conclusioni del rapporto ispettivo, in particolare quelle inerenti le contestazioni mosse al CdA, si può osservare che l'assetto organizzativo della società si era progressivamente dovuto adattare alla necessità di impegnarsi maggiormente in una attività al di fuori del territorio regionale, in quanto il fatturato valdostano non era più in grado di garantire alla società un equilibrio economico.
L'impegno profuso pertanto, rivolto più all'aspetto commerciale, tenendo conto che la struttura della società poteva contare su dieci persone (attualmente sono dodici), per quanto concerne il richiamo ai finanziamenti concessi al gruppo "Tecdis", "Tecnomec" e "OP computer", essi furono attivati sul presupposto di sostenere delle aziende certamente in difficoltà - come dice la stessa Banca d'Italia - ma che per il ruolo svolto dalle società strumentali partecipate direttamente o indirettamente dalla Regione, meritavano tale sostegno come più volte nel corso dei dibattiti del Consiglio regionale si richiede alla Amministrazione regionale nei confronti delle aziende valdostane, fra le quali annoveriamo anche la "OP computer" per il suo notevole indotto per l'economia valdostana della bassa Valle.
Tale politica non ha comportato risultati di esercizio negativi per la società, in quanto il risultato 2004 soggetto a verifica da parte della Banca d'Italia è stato di 300mila euro, quello del 2005 è stato di 500mila euro e quello del 2006 di 800mila euro, al netto di circa 1 milione di euro di imposte, portando il patrimonio della società a circa 23 milioni di euro. Questo ho voluto dirlo, perché "Aosta Factor" non sia considerata come una società che produce debiti; al contrario, è una società che produce utili, quindi è corretta l'analisi che fa il collega Sandri, ma sarebbe opportuno anche rendere merito a una società che produce utili e che è andata a cercare dei clienti fuori Valle.
I dati di bilancio dimostrano chiaramente, a differenza di quanto talvolta è stato affermato, che la società ha sempre guadagnato e progressivamente ha incrementato il proprio utile, anche per quanto concerne l'anno in cui ci fu la suddetta ispezione, in seguito alla quale non vennero imputate perdite per sofferenze non individuate, ad essi già ratificate per il 97% e quindi senza più impatti negativi sugli esercizi futuri. Questo è un aspetto che voglio rimarcare. L'ispezione della Banca d'Italia ha fatto emergere dei problemi organizzativi, di classificazione, ma non ha fatto emergere delle perdite che non fossero già computate e nonostante queste perdite fossero computate, c'è stato un risultato positivo, un utile.
E a tutti noto che ciascun componente del CdA e del collegio sindacale è stato sanzionato per 14.000 euro, anche se le contestazioni mosse sono state molto differenziate, individuando nella sola figura dell'Amministratore delegato l'elemento più colpito e in modo autonomo dalle contestazioni dell'organo di vigilanza. Nella composizione del CdA di "Aosta Factor", "Finaosta" ha inserito dei propri dipendenti, che storicamente hanno svolto le funzioni di Presidente, dr. Cilea, e di Consigliere di amministrazione, dr. Accornero. Tale politica è sempre stata perseguita dal CdA di "Finaosta" per quanto concerne la maggioranza delle società dalla stessa controllate, tanto più nel caso di "Aosta Factor", perché il suo bilancio viene consolidato con quello di "Finaosta". A seguito di quanto illustrato, i due dipendenti di "Finaosta" facenti parte dell'organo di amministrazione di "Aosta Factor" pagarono la sanzione loro inflitta e successivamente sottoposero al CdA la richiesta di essere risarciti dal suddetto pagamento per le seguenti ragioni. L'organo di vigilanza aveva effettuato le suddette contestazioni al CdA nella sua globalità, senza imputare ai componenti il Consiglio designati da "Finaosta" comportamenti specifici per specifiche gravi violazioni, a differenza di quanto era avvenuto per la sola figura dell'Amministratore delegato. Da tale assunto consegue che non era stato rilevato nei loro confronti un comportamento di responsabilità personale per dolo o colpa grave. Le contestazioni sollevate dall'organo di vigilanza non avevano comportato difficoltà per la società, in quanto le posizioni contestate erano già state oggetto di copertura da parte degli amministratori così come dimostra il risultato di esercizio relativo al 2004 uscito in utile. A tale proposito la presenza di sofferenza nella società finanziaria è una costante normale, soprattutto tenendo conto della debolezza del tessuto industriale con cui le stesse operano. Ovviamente tali situazioni devono rimanere in un ambito compatibile con il rischio di impresa nel rispetto dei limiti patrimoniali fissati da Banca d'Italia.
Le cariche ricoperte dai dipendenti di "Finaosta" erano a titolo gratuito, ed erano state assunte per volontà della "Finaosta", loro datore di lavoro, che aveva il diritto di inserire nelle società controllate i propri dipendenti e questi sono obbligati solo dall'incarico avuto. "Finaosta" aveva percepito totalmente gli emolumenti dei propri dipendenti per un ammontare complessivo di 400mila euro, con l'obbligo di salvaguardarli da eventuali danni subiti, fatti salvi dolo e colpa grave, quantificati globalmente in 28mila euro. Quindi 400mila euro erano i compensi che "Finaosta" ha percepito per conto dei due dipendenti e 28mila era il risarcimento che chiedevano. Il contratto di lavoro nel settore del credito prevede espressamente all'articolo 17 l'obbligo del datore di lavoro di tenere i propri dipendenti indenni da danni causati a terzi, escludendo solo il caso di dolo e colpa grave. In evasione della richiesta dei propri dipendenti inseriti nel CdA di "Aosta Factor", il CdA di "Finaosta" aveva acquisito il parere del prof. Villani ordinario di diritto del lavoro dell'Università di Torino, che confermava la legittimità della richiesta dei dipendenti "Finaosta" e dichiarava che su tali presupposti "Finaosta" poteva assumere la decisione, che si trattava di un costo di sua pertinenza, deliberando il rimborso ai due amministratori interessati, ai quali non erano state imputate specifiche violazioni e inoltre non avevano percepito alcun compenso per l'attività svolta. Sulla base di questo parere il CdA ha deliberato il 14 luglio 2006, senza astensioni o voti contrari o osservazioni contrarie del collegio sindacale, di accogliere la richiesta di rimborso. Tale decisione che rientrava nel potere discrezionale del CdA e nella sua esclusiva responsabilità, non comportava né autorizzazioni né comunicazioni all'organo di vigilanza.
Nella speranza di aver dato tutti gli elementi rispetto alla vicenda, invito a riportare le varie valutazioni in modo corretto.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine. Chiedo di verificare la presenza del numero legale.
Président - Je prie le Conseiller Secrétaire de procéder à l'appel nominal.
Procedutosi all'appello nominale dei Consiglieri da parte del Consigliere Segretario Maquignaz, il Presidente, constatato che sono presenti 22 Consiglieri su 35, dichiara valida la seduta ed invita il Consiglio a continuare la trattazione dell'oggetto.
Président - Ayant constaté la présence de 22 Conseillers nous pouvons continuer nos travaux.
La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Ringrazio l'Assessore per l'esposizione. Richiedo anche in questo caso, visto che è stata piena di dati interessanti, se può farmi avere la relazione scritta.
Sarà importante verificare il parere che è stato richiesto al prof. Villani, esperto di diritto del lavoro, per capire la funzione.
Nessuno ha uno spirito inquisitorio né in questo caso né in altri. Il problema è mettere in chiaro questo tipo di procedura, perché apparentemente non sembra molto semplice e chiaro da capire il fatto che uno viene sanzionato per 14mila euro della società da cui dipende, che deve far fronte a questa cosa. Su questo faremo le valutazioni successive alla lettura dei dati e della relazione del prof. Villani.
Non mi è sembrato di captare nella risposta se di questo atto di "Finaosta" si è data contezza alla Banca d'Italia...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
...non è stata data contezza? Questo è l'unico dato che mi dispiace, soprattutto tenendo conto che mi sembrava anche convincente l'Assessore e soprattutto convinto di questa posizione. Mi sembrava che il "31" si poteva fare, facendo inviare da "Finaosta" alla Banca d'Italia una comunicazione su quanto deliberato, e questo perché in tema di trasparenza nessuno vuole trincerarsi dietro a nulla. Pertanto su questo tema mi sembra che si sia fatta sufficiente chiarezza.
Rimane un dato inequivocabile dal punto di vista politico. Tenuto conto della fine di "Tecdis", credo che sia stato un processo in cui tanti hanno avuto delle responsabilità, ma che anche "Aosta Factor" e "Finaosta" in qualche modo vi hanno messo il loro zampino, soprattutto sulla tempistica. Questa era una ispezione del 2004: se a fine 2004 il Consiglio regionale e il Governo avessero avuto tutti la responsabilità di capire che questa non era solo una osservazione formale ma sostanziale, che poteva portare ad oggettive difficoltà, forse si sarebbe potuti intervenire sulla "Tecdis" piuttosto che sulla "Tecnomec", avendo una azione più incisiva. Il tacere, il nascondere, il non coinvolgere il Consiglio regionale in queste vicende alla fine rischia di portare a risultati negativi, quindi è un invito a che su questo e su altri temi, là dove ci sono questioni formali spesso poi ci sono questioni sostanziali. Mi auguro che il comportamento in futuro sia più consono e più preciso dal punto di vista della comunicazione.
