Oggetto del Consiglio n. 2727 del 23 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2727/XII - Progetti per la rimozione di barriere architettoniche in uffici regionali aperti al pubblico. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordato che le barriere architettoniche non sono solo un ostacolo fisico per le persone a ridotta mobilità ma anche per gli anziani, per i bambini in più tenera età e per coloro che abbiamo malattie debilitanti;
Sottolineato che tali barriere architettoniche si configurano come un vero e proprio ostacolo alla piena cittadinanza, nel momento in cui siano presenti in edifici pubblici e, fatto ancora peggiore, se erogatori di servizi di assistenza alla persona, di sostegno finanziario o abitativo;
Venuti a conoscenza della difficile accessibilità all'ARER, nella sua sede principale di Aosta;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Governo regionale per conoscere:
1) i motivi per cui l'ex IACP presenti ancora barriere architettoniche per l'accesso ai propri uffici;
2) se esistono altri casi di barriere architettoniche in uffici regionali aperti al pubblico che svolgono attività di servizio sociale o di altre mansioni con caratteristiche di aiuto al cittadino (trasporti, buoni benzina, mutui, ecc.....);
3) se esistono, nell'Amministrazione regionale, progetti o piani per la rimozione di tali barriere architettoniche.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - In premessa ringrazio sempre Sandri per le domande; è chiaro che non lo ringrazio per le repliche, perché non mi trovo in linea. Questo fa parte della corretta dialettica politica e qui lo ringrazio per mettere sul tavolo una serie di questioni che credo siano assolutamente corrette, nel senso che questo delle barriere architettoniche è un problema di strutture, di finanziamento e di norme, ma soprattutto è un problema di natura culturale. Tutti assieme dobbiamo cercare di avere un percorso di sensibilizzazione su questo argomento, per cui rispetto alla prima domanda, abbiamo chiesto alla direzione dell'ARER quale fosse la situazione.
Da un lato è innegabile che i problemi esistono, le barriere architettoniche ci sono, per contro abbiamo una rilevazione che sembrerebbe far emergere una frequentazione degli uffici da parte dei disabili limitata. Per coloro che hanno dei problemi di questo genere, per ovviare a questo evidente handicap, c'è una disponibilità - per chi non può delegare altre persone - da parte del personale ARER a recarsi direttamente dal medesimo, a domicilio o in altro luogo. È una soluzione "fai da te", che nel medio termine deve essere risolta, ma che è nell'animo dei responsabili dell'ARER.
Nel quesito si prosegue chiedendo le informazioni per quanto attiene le barriere architettoniche degli uffici regionali aperti al pubblico, e se esistono nell'Amministrazione regionale progetti o piani. Rispetto alla presenza di barriere architettoniche negli stabili di proprietà regionale, già nel 2000 l'Assessorato alla sanità aveva provveduto ad incaricare un tecnico esterno per effettuare una indagine volta a valutare il grado di accessibilità delle sedi nei confronti delle persone portatrici di disabilità fisiche. L'indagine ha considerato in un primo momento i fabbricati di proprietà regionale, aventi fine istituzionale, presenti nella città di Aosta. Le risultanze delle analisi sono state trasmesse dall'Assessorato alla sanità ai vari responsabili, servizio patrimonio, eccetera. Il servizio patrimonio, che è uno degli attori - rispondo io, ma ovviamente questa è una materia interdisciplinare e riguarda anche l'Assessorato ai lavori pubblici - ha la documentazione che è stata oggetto di piani e di interventi e di programmazioni a venire rispetto alla sistemazione.
Abbiamo avuto un secondo studio che è stato commissionato dall'Assessorato alla sanità, che riguarda gli altri immobili di proprietà nella città di Aosta. Nel 2003 abbiamo trasmesso all'Assessorato ai lavori pubblici un piano di tutte quelle attività, non solo di quelle di proprietà nella Città di Aosta, ma anche delle altre sedi. Rispetto a questo tema sono in possesso dell'Amministrazione tutti quei dati che meritano di essere rivisti e superati.
Rispetto alle attività che si stanno attualmente svolgendo, abbiamo da un lato tutte le nuove sedi per le quali questo problema non c'è, nel senso che, prima di acquisire o di locare nuove sedi, ci deve essere una verifica rispetto alla accessibilità. Pertanto tutta l'evoluzione di nuove sedi ha un problema che è risolto.
Per quanto attiene la eliminazione delle attuali barriere, le elenco tutte le attività che sono in corso: il Palazzo regionale che ha un programma già effettivo per la eliminazione, il Palazzo Darbelley, l'ex Hôtel Jockey, ex casa impiegati, il Palazzo Ollietti, la Caserma dei vigili del fuoco, l'ex Maternità, l'ex Caserma Challant, i capannoni Pignataro a Tzamberlet sede del BREL, l'ex Palazzo Cogne, la Biblioteca comprensoriale di Châtillon, il CEA di Châtillon, il garage regionale, i capannoni Pignataro a Saint-Christophe. Tutti questi immobili hanno in corso una attività rivolta alla eliminazione delle barriere architettoniche.
È corretto quello che dice il collega Sandri. Quello che voglio dire è che questo monitoraggio è stato fatto, c'è una attività che nel medio termine immagino venga effettuata per rendere agibili queste sedi, pertanto ritengo che l'attività sia fatta in modo soddisfacente, ma ovviamente per chi ha questi problemi non si fa mai troppo.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Grazie, Assessore; fra l'altro tornando al problema del punto precedente, se può farmi avere la risposta scritta, perché tutti quei passaggi consequenziali magari me li sono persi nella comunicazione.
Su questo punto mi fa piacere vedere che è stata fatta almeno una attività diagnostica sufficientemente differenziata. Mi permetto solo di fare un appunto su questa attività diagnostica: forse era meglio dividerla in due parti, privilegiando sotto l'aspetto della tempistica quelle strutture con accesso al pubblico in difficoltà, servizi sociali, ufficio mutui, piuttosto che il BREL che è un ufficio interessantissimo, ma che non ha sicuramente un grosso afflusso di persone che vanno lì a richiedere; una cosa diversa sono le domande dei servizi sociali, piuttosto che quello dell'ufficio mutui o altre questioni, ma soprattutto la questione della casa.
Mi spiace dover contraddire non lei, ma l'ARER, perché la disponibilità non è che il personale vada eventualmente a casa delle persone, ma che scenda a prendere le persone fisicamente e a trasportarle su per le scale, perché questo è quello che succede, e trovo che questo sia vergognoso. Non è né colpa sua né colpa dell'Amministrazione regionale, ma bisogna dire che ci sono degli enti che per quanto abbiano per molte questioni delle attività meritorie, su questo punto sono carenti e lo sono perché una delle cose importanti che il mio collega nella professione, nonché compagno di scuola per decenni, Assessore Fosson, aveva giustamente evidenziato qualche tempo fa, era un progetto di costruire una regione a misura d'uomo. Cita l'Assessore Fosson: "occorre promuovere una cultura dell'accessibilità, in primo luogo nei confronti dei progettisti, affinché l'assenza di barriere architettoniche diventi un punto di forza. Il vero traguardo da raggiungere è quello di includere questo impegno nel contesto più ampio degli interventi volti a migliorare le condizioni di vivibilità e fruibilità universali, perché l'accessibilità non favorisce solo la vita delle persone con disabilità, ma anche quella degli anziani, bambini, donne in stato di gravidanza e più in generale di tutti." Queste sono parole sacrosante e credo che non debbano rimanere tali, ma diventare un impegno preciso. Chiedo che l'Assessore al patrimonio, in qualità di coordinatore di questa attività, spenda magari qualche tempo in meno con dei progetti di scarsa rilevanza e soprattutto confusi, come quello del digitale terrestre, e si impegni di più a togliere le barriere architettoniche coordinandosi con gli altri Assessori. Questa sarebbe una cosa utile alla popolazione valdostana, di cui le renderemmo sempre merito.
