Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2696 del 9 maggio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2696/XII - Revisione dell'accordo di programma del 1997 con l'Amministrazione comunale di Aosta per l'area Cogne. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che:

- nell'"Espace Aosta" Valle d'Aosta Struttura S.r.l., società a partecipazione regionale, sta rapidamente portando a termine i lavori di edificazione e ristrutturazione degli immobili ad uso produttivo, ivi previsti dal piano di riconversione dell'Area Cogne di Aosta;

- i lavori delle palazzine denominate "D" ed "E" sono terminati e i cosiddetti moduli "T", risultanti dal recupero dell'edificio denominato "PAC", sono in fase di ultimazione;

- la Giunta regionale ormai da alcuni anni concorda con l'Amministrazione comunale di Aosta sulla necessità di rivedere l'accordo di Programma datato 1997 sul presupposto delle mutate condizioni socio-economiche;

- Finaosta da tempo effettua - con scarsi risultati - operazioni di marketing per favorire nuovi insediamenti produttivi nella riconvertita Area Cogne di Aosta;

- la Giunta nel febbraio 2006 ha conferito a Finaosta un incarico per verificare la fattibilità di nuovi insediamenti nell'area, valutando, al contempo la necessità di revisione dell'Accordo di Programma del 1997;

- a marzo scorso un ulteriore incarico è stato affidato a Finaosta per la revisione dei precedenti studi;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente e l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i motivi per i quali non viene affrontata un'organica revisione dell'Accordo di Programma del 1997;

2) quali sono le attuali prospettive del piano di riconversione dell'area;

3) quali insediamenti aziendali sono stati definiti ad oggi negli immobili citati in premessa e quanti i metri quadrati occupati rispetto alla disponibilità complessiva;

4) quali sono le esigenze e le aspettative poste alla base del recente incarico conferito a Finaosta.

F.to: Frassy - Lattanzi - Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - L'argomento non è nuovo alle riflessioni dell'aula rispetto alle questioni che da tempo poniamo a chi si occupa della reindustrializzazione di quello che è definito l'"Espace Aosta", ossia le aree dismesse dello stabilimento "Cogne". Dobbiamo dire che ogni volta che ci accingiamo ad affrontare tale argomento ci sembra di essere monotoni, nel senso che le domande spesso si ripetono, ma ci confortiamo quando acquisiamo la consapevolezza che non si ripetono per una causa a noi imputabile, ma si ripetono perché, nonostante siano passati 10 anni da quando fu sottoscritto l'accordo di programma fra Amministrazione regionale e Comune di Aosta, si stenta a vedere il frutto degli obiettivi di quell'accordo di programma. Non dimentichiamo che quell'accordo di programma era nato in una particolare situazione politica e socio-economica e aveva non solo l'obiettivo di ridare una sistemazione urbanistica e infrastrutturale all'area, ma aveva l'obiettivo finale di creare sbocchi occupazionali e dei valori aggiunti all'economia aostana e valdostana. L'operazione dal punto di vista urbanistico probabilmente è terminata, dal punto di vista dell'infrastrutturazione o, meglio, della riedificazione è in fase di ultimazione, quello che manca sono i risultati concreti. Un po' di tempo fa nel sollevare la problematica vi era stata l'ennesima affermazione della Giunta sull'esigenza di rivedere l'accordo di programma ed è un'esigenza che ci sembra lei abbia riconfermato non più tardi di qualche giorno fa in un'audizione tenutasi davanti alla IV Commissione. In maniera condivisibile, con una recente deliberazione di Giunta, avete rinnovato un incarico a "Finaosta" di revisione dell'impostazione dell'accordo di programma, il problema è che non è la prima deliberazione e non è nemmeno la prima volta che si parla di revisione di questo accordo di programma. Nel frattempo sono passati 10 anni e l'accordo di programma rimane quello di 10 anni fa: quello sottoscritto e approvato nel 1997. Sarà forse scontata la domanda che ci poniamo, ma quali sono le motivazioni, le cause che impediscono ai 2 sottoscrittori, Amministrazione regionale e Amministrazione comunale, di andare a rivedere quell'accordo di programma che sembra oggi non soddisfare più nessuno, anche perché, se andiamo a vedere quello che dichiara il Sindaco del capoluogo regionale, ci sembra che sia in assonanza con quello che ha dichiarato chi si è occupato ora, ma anche in precedenza delle politiche industriali nell'Amministrazione regionale. Non riusciamo allora a capire quale sia il senso di continuare un'operazione ormai finita, l'operazione di dire: "abbiamo buttato giù dei vecchi capannoni, abbiamo costruito dei nuovi capannoni molto più belli, nuovi e confortevoli", ma alla fine sono vuoti.

Nelle domande che abbiamo posto nell'interpellanza su una abbiamo avuto un'anticipazione di risposta dalle analisi e dai dati che l'Assessore ci ha fornito la settimana scorsa in fase di audizione, presente l'Amministratore delegato di "VDA Structure". Non sono dati confortanti, perché, rispetto a una risposta che lei diede in aula ai primi di gennaio, non vi sono novità significative o, se ve ne sono, sono che la ristrutturazione di quel complesso denominato "PAC", che a gennaio era in fase di ultimazione, oggi è ultimato rispetto alla struttura grezza o poco più, perché giustamente si attende di capire quali insediamenti andranno ad allocarsi per fare le rifiniture. L'edificio "E", 4.365 metri quadri... ce ne sono un terzo... che sono uffici che dovrebbero essere occupati a breve dalla "Dora S.p.a.", poi lì si trasferiranno gli uffici di "VDA Structure". Vorremmo capire quali sono le novità, se ci sono, rispetto ai problemi che avevamo già evidenziato ad inizio anno sulle autorizzazioni e concessioni per una serie di servizi essenziali per poter creare un minimo di attrattiva in quella zona: sportello bancario legato a una serie di trattative che lei stesso Assessore ci aveva confermato essere a buon punto a gennaio, la problematica legata alla concessione che deve rilasciare il Comune di Aosta per aprire una rivendita di tabacchi, che possono essere problemi minimali... ma che diventa difficile capire come possono trascinarsi per anni problemi del genere quando le 2 amministrazioni hanno sottoscritto un accordo di programma e questo è l'edificio "D".

Edificio "E": ci sembra che siamo rimasti a quei 291 metri quadri perlomeno definiti rispetto a 3.204 metri quadri che può offrire lo stesso edificio. Il "PAC", la certezza di 2.500 metri quadri rispetto a 20.628 metri quadri... di conseguenza, è evidente che sono dati minimali perché, se facciamo 2 conti, ci rendiamo conto che con questo grosso sforzo e investimento finanziario sostenuto con fondi comunitari - ma avremo poi modo di parlare di quello che vuol dire utilizzare fondi comunitari, vuol dire mettere risorse regionali e dello Stato - abbiamo una percentuale di occupazione che è circa 12% del totale degli spazi disponibili. La parte infrastrutturale edilizia è terminata, rimane il punto interrogativo su cosa fare di quegli spazi, vorremmo capire allora quali sono oggi le prospettive di quel piano di riconversione dell'area, perché, se le prospettive le dobbiamo rinchiudere in questa percentuale del 12%, penso che abbiamo perso una grossa opportunità. Normalmente nel campo immobiliare chi costruisce quando è bravo riesce a vendere sulla carta ciò che non ha ancora costruito. Ci troviamo alla fine di un percorso di ristrutturazione e di riconversione di un'area e abbiamo concretizzato il 12% degli spazi occupabili e realizzabili. Avete dato a marzo un ulteriore incarico a "Finaosta", l'incarico giustamente fa riferimento alle mutate condizioni socio-economiche della Regione rispetto all'accordo di programma di 10 anni fa, di conseguenza date incarico a "Finaosta" di andare a verificare una serie di situazioni che sono riassumibili in 2 aspetti: il "Greenfield" per quanto riguarda la struttura manifestazioni e il centro congressi, che mi ricordo sulla fine del 2006 il Presidente Caveri aveva affermato che doveva essere una struttura leggera, da costruire in tempi veloci...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... questo mi conforta, perché il Comune di Aosta non è governato dai marziani, ma è governato da un'amministrazione che ha sottoscritto su quell'area un accordo di programma con questa Amministrazione, mi pare che il Sindaco... sia "Union Valdôtaine", mi sembra vi sia una coalizione che rispecchi quella lunga maggioranza che a lungo tempo ha governato questa Regione, una coalizione regionalista sbilanciata a Sinistra. Se il problema è questo, diciamocelo, perché non basta iniziare le sessioni del Consiglio dicendo che il Governo a Roma è cattivo...

(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... il Comune di Aosta è peggio, ma questo dovrebbe essere recepito da una tribuna stampa vuota, perché poi la politica fatta dopo una certa ora casca nel vuoto. Vediamo che abbiamo qualcuno che si è riaffacciato, il Comune di Aosta non per dichiarazione dell'opposizione, ma del Presidente della Regione è peggio del "Governo Prodi": questo è un dato politico, perché dimostra l'equazione che la Sinistra in Valle d'Aosta non è più funzionale allo sviluppo di questa Regione e di tale dato qualcuno dovrà trarre prima o poi le debite conclusioni, perché la politica fatta a Roma da una certa Sinistra con l'appoggio determinante di una certa componente autonomistica, il Senatore Perrin, che è determinante per tenere in piedi questo Governo, sostiene una politica deleteria per la nostra Regione. Apprendiamo con piacere che il Comune di Aosta è peggio, perché è un'analisi lucida nonostante l'ora notturna, perciò apprendiamo con piacere della sua analisi, con dispiacere della situazione!

Penso, Assessore La Torre, che dopo questa digressione politica, tornando al contenuto più tecnico-amministrativo, la sua risposta non possa esulare da alcune riflessioni: le prospettive e i motivi soprattutto dell'impossibilità a 10 anni da un accordo, che da almeno 3 anni viene dichiarato vetusto e superato, lei ce li deve spiegare, anche perché lei è stato Sindaco del Comune di Aosta. In questa sessione del Consiglio regionale andiamo a prorogare per l'ennesima volta i finanziamenti regionali di Aosta capoluogo, poi avremo modo di affrontare tale problematica ma, Assessore, ci dia delle risposte amministrative, ma anche politiche, perché lei ha un ruolo politico-amministrativo, se la questione è bloccata per il Comune di Aosta, questa cosa va denunciata politicamente in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità, non è ammissibile che la Regione investa dei soldi in un'area per operazioni superate dai tempi! Questo lo avete scritto nella deliberazione di Giunta di marzo quando avete dato incarico a "Finaosta" prendendo atto delle mutate condizioni socio-economiche. Aspetto una sua risposta e mi riservo una replica.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Per rilanciare, potrei dire: "commissariamo il Comune di Aosta", altrimenti qui non si fa più notizia se non diciamo qualcosa che diventa dirompente...

Ha detto alcune cose che condivido, altre che possiamo discutere, innanzitutto però bisognerebbe dire cos'era questo accordo di programma stabilito nel 1997 con il Comune di Aosta, occorre riepilogare il contenuto dell'accordo di programma. Gli impegni a carico della Regione erano: esecuzione della strada est-ovest, previa demolizione di fabbricati e manufatti; esecuzione della rettifica di Via Pont Suaz; esecuzione della recinzione delle aree locate alla "Cogne Acciai Speciali S.p.a."; esecuzione delle opere per lo smaltimento delle acque anche di prima pioggia; progettazione ed esecuzione di un primo modulo di cabina elettrica; esecuzione delle opere necessarie al mantenimento e alla gestione del parcheggio e delle aree verdi alberate; conduzione attività di monitoraggio della salubrità delle aree e delle acque sotterranee; progettazione ed esecuzione degli interventi di messa in sicurezza delle aree in riva orografica sinistra del Buthier, in riva orografica destra del Buthier, "V1" e "V2"; progettazione ed esecuzione degli interventi diretti a realizzare l'area verde attrezzata "V3"; destinazione di una superficie di circa 5.000 metri quadri all'insediamento di attività artigiane; realizzazione di uno studio di fattibilità per le opere di sviluppo della zona "F8bis"; stipula di una convenzione con il Comune per usare le strade di nuova costruzione; cessione gratuita al Comune delle aree necessarie per la ristrutturazione di Via Paravera e Via Valli Valdostane; cessione gratuita al Comune delle aree destinate a parcheggio pubblico e concorso alla ristrutturazione dell'attuale collegamento ferroviario in relazione alla ristrutturazione di Via Paravera e Via Valli Valdostane. Gli impegni a carico del Comune sono: progettazione ed esecuzione della ristrutturazione di Via Paravera e Via Valli Valdostane e loro ricongiunzione; progettazione ed esecuzione di un tratto stradale a sud della zona "F8"; progettazione ed esecuzione del collegamento tra la nuova strada est-ovest e la strada statale n. 26; manutenzione delle strade, dei parcheggi, delle aree verdi alberate realizzate; dismissione della tratta di Via Pont Suaz; realizzazione di 4.000 metri quadri di parcheggio pubblico nella zona "F8bis".

Dette queste cose, possiamo trarre una prima conclusione. Per quel che riguarda gli impegni a carico della Regione, sono stati quasi tutti soddisfatti con l'eccezione delle cessioni al Comune dell'area "V3", il Comune risulta in parte inadempiente. Se dobbiamo ragionare su questo accordo di programma che è datato 1997, quindi 10 anni, possiamo dire che tale accordo di programma ha raggiunto la sua maturazione, addirittura oserei dire che si può considerare concluso, è arrivato forse il momento di scrivere un nuovo accordo di programma, che è uno strumento valido, perché permette di accelerare certe procedure e di dare certi risultati. Conseguentemente a quello che le dico, noi con il Comune di Aosta abbiamo parlato e abbiamo espresso questa evidenza dei fatti e devo dire che nel Sindaco ho trovato altrettanta attenzione, quindi vi è una volontà precisa che le posso dire senza svelare nulla di segreto... che si sta già lavorando o su una modifica dell'accordo di programma, o su un nuovo accordo di programma. Adesso la validità e la scelta dello strumento di modifica o di nuovo accordo è in discussione, perché si cerca l'ottimizzazione dello strumento, ma le posso garantire che è in corso di approfondita valutazione.

Le cito un esempio di cui ho già parlato, perché l'altro giorno siamo stati 2 ore in Commissione a parlare dell'"area Cogne", quindi qualcosa abbiamo già detto; per esempio, l'esempio più eclatante potrebbe essere in discorso della "V3", che prima era prevista come un'area verde e adesso diventa un'area strategica, ossia diventa il luogo dove possiamo immaginare di scaricare il peso logistico della città di Aosta, carico e scarico delle merci, che poi è a servizio di tutta la Regione, quindi togliendo inquinamento, traffico, accesso ai veicoli pesanti nella città, ma non solo, il famoso distributore a metano tanto sollecitato da tutti ha una sua collocazione nell'area "V3", che è un'area di servizio, perché di facile accesso essendo quasi una circonvallazione. Altre poi sono le idee di collocare all'interno di quell'area addirittura altre realtà che potrebbero scaricare altre zone, cito la "SAVDA", e questo permetterebbe di recuperare l'area "F8bis", che diventerebbe non solo quell'area di trasformazione legata alla nuova funivia per Pila, ma parcheggio e utilizzo della città, collegamenti di sottopassi, ma anche altro, perché stiamo portando avanti con la "CAS" il piano di eccellenza "Cogne 2010", dove abbiamo identificato come primo elemento fondamentale di revisione dell'area la sicurezza. È inutile parlare di piani di revisione se non parliamo di sicurezza, che è ambientale, ma anche fisica dei cittadini, allora lo spostamento dell'ossigeno... perché da anni abbiamo degli impianti di ossigeno e di altri gas inerti che comunque hanno una loro pericolosità... che insiste su un'area di affollamento pubblico, di parcheggi e di altre zone. Credo che il nostro primo dovere sia quello di mettere in sicurezza l'area: ecco perché sullo spostamento dell'ossigeno, dei gas inerti, cogliendo quella occasione anche in un ammodernamento tecnologico delle reti... stiamo chiudendo con la "Cogne" un accordo che porteremo in Giunta in questi giorni, che segna il primo passaggio fondamentale per dare il via a "Greenfield", che è il famoso discorso dell'area del "Palais". Se vogliamo essere seri, dobbiamo infatti prima mettere in sicurezza e poi fare proposte concrete anche per la costruzione di un "Palais", poi qualcuno sarà d'accordo, altri non lo saranno, ma è doveroso agire in questo modo. Non solo, un accordo di programma che va rivisto con il Comune deve tener conto anche delle necessità del Comune, altrimenti verrei meno alla mia storia nella città di Aosta di Sindaco. Il Comune ha delle necessità che devono essere valutate e accolte all'interno di un nuovo accordo di programma: una strada di gronda di cui si discuterà al di sotto del Quartiere Dora, un parco di attestamento, una rotonda, alcune collocazioni all'interno delle aree disponibili... di alcune aree che nella città di Aosta sono le aree artigianali, ma che ormai sono state inglobate all'interno della città e non hanno più senso per stare lì, uno spostamento del traffico veicolare... ma parliamo di Via Paravera: quella via è un disastro in questo momento! Chiedevamo nel vecchio accordo di programma di fare la congiunzione con Via Valli Valdostane, ma è una via che oggi è intasata: ecco che anche alla "Cogne" chiediamo una disponibilità, le chiediamo in fondo di recuperare tutti quei palazzi e uffici che oggi sono abbandonati, che sono non utilizzati e che, in realtà, sono un patrimonio enorme per questa città, perché sono prospicienti al centro della città. Qualcuno stamani parlava di asili nido, ma potremmo recuperare in tutta quella zona prospiciente alla città di Aosta superfici non indifferenti che verranno allontanate dallo stabilimento, perché non sono attinenti alle aree di produzione e quindi recupereremmo degli spazi importantissimi, "sgonfiando" dal traffico Via Paravera e dandole di nuovo la possibilità di collegarsi con Via Valli Valdostane per diventare a servizio della città.

Vedete che in realtà vi è un'idea precisa di quello che vogliamo fare, così come chiedere alla "Cogne" di ridurre l'impatto di questo stabilimento sulla città: è uno stabilimento troppo impattante! Vi sono troppe cose che devono essere messe a posto sotto un profilo anche estetico, perché una città turistica deve avere anche un rapporto con le sue industrie di tipo estetico, ambientale ed estetico. Dell'aspetto ambientale ne abbiamo parlato stamani, di quello estetico ne parliamo anche adesso, vi sono delle demolizioni che possono essere fatte, vi sono degli ammodernamenti che devono essere fatti, vi sono degli ingressi che faciliteranno il percorso degli operai nel momento in cui devono accedere allo stabilimento, parcheggi che devono essere rivisti, servizi interni allo stabilimento che faciliteranno la vivibilità dello stabilimento, perché è giusto che la città si doti di uno stabilimento moderno. Abbiamo detto: un'area "V3" che si attesta verso il Quartiere Dora che diventa un'area di trasformazione, abbiamo rivisto un'area industriale che oggi lei dice al 12%, non lo so, ma al suo interno ha dato spazio agli artigiani, vi è spazio per i consorzi artigiani, vi sono degli stabilimenti che forse, pur avendo numerose domande giacenti presso "Finaosta" non sono occupati, e qui la faccio io una domanda, ascoltando anche il dibattito che si è svolto oggi: è forse opportuno che si rallenti un attimo per andare a capire che tipo di stabilimenti vogliamo installare? Lo diceva stamani il Consigliere Bortot: occorre un piano di azione che stiamo cercando di mettere in piedi, allora, prima di andare a collocare tutti questi stabilimenti, e le richieste ci sono ... le più disparate, forse si potrebbe fare visto che sono ancora in costruzione e non sono ultimati, perché sono al grezzo e non sono ancora finiti... forse in questi 5 mesi che abbiamo a disposizione vale la pena di vedere se riusciamo a costruire un progetto per capire cosa vogliamo insediare, oppure continuiamo a farli di varie dimensioni inutili e poi li rismontiamo? Io, quando sono arrivato all'Assessorato, ho detto: basta a queste cose. Preferisco tenere una struttura in questo momento a grezzo e andare a definire le metrature in funzione delle società che entreranno, credo che questo è un ragionamento che ha una sua logica, però questa è un'idea mia, non voglio esprimere alcuna novità.

Conseguentemente credo vi sia una consapevolezza di quello che si vuole fare su questa area definita "area Cogne" nel suo complesso, ritengo sia un'area strategica rispetto alla città, è 1 milione di metri quadri, la città di Aosta è 1,2 milioni, quindi è quasi la corrispondenza della città di Aosta e diventano estremamente importanti anche i collegamenti: ecco perché non capisco i ritardi del Comune di Aosta su delle scelte strategiche, perché diventa fondamentale il collegamento al resto della città, perché, quando parliamo di "F8bis", non possiamo dimenticarci che la "F8bis" è collegata alla "F8". Così come fondamentale è capire cosa faremo con il discorso dell'Ospedale, perché una città ha un suo equilibrio urbanistico e ha un baricentro del traffico che, a seconda di come muovi certe scelte urbanistiche, cambia. Diventa fondamentale anche nella città di Aosta affrontare un problema strategico del cambiamento della città, che fa riferimento all'insediamento dell'Ospedale, che fa riferimento all'"area F8", che deve tenere conto del nuovo ruolo dei quartieri, perché i Quartieri Dora e Cogne hanno dei ruoli che sono in trasformazione; il primo è diventato una parte inerente alla città sempre più e deve avere un ruolo di tipo commerciale, una vivibilità che deve essergli riconosciuta, non può più essere considerato solo un quartiere operaio o dormitorio e allora alcune opere devono essere viste in questa luce. L'"area Cogne" è fondamentale ed ecco perché su tale area stiamo lavorando con serietà presentando a breve un accordo con la "CAS" per l'"area Cogne eccellenza 2010": ecco il motivo per cui va dichiarato finito l'accordo di programma del 1997 e ne va scritto uno nuovo con il Comune di Aosta, su cui si è già raggiunta un'intesa e fra breve lo presenteremo e ci sarà modo di discuterlo.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Assessore, lei è bravo spesso ad enunciare scenari anche affascinanti, però questi scenari poi rimangono a mezz'aria, hanno la difficoltà di concretizzarsi. Condivido la necessità di andare a una rivisitazione dell'accordo di programma, collega Ferraris, sono parole sue di quando era al posto dell'Assessore La Torre, era il 29 luglio 2005, diceva: "nei prossimi giorni, 28 luglio 2005, apriremo una discussione con il Comune di Aosta". Il problema è che poi bisogna chiuderle le discussioni, altrimenti non sono produttive! Sono passati 2 anni ma, in realtà, ne sono passati 10, perché l'accordo di programma è datato 1997. Lei allora non ha risposto alle domande precise dell'interpellanza, poi magari mi darà le risposte scritte, ma lei ha fatto la sintesi del suo intervento in IV Commissione. Ha fatto una serie di affermazioni che sono sganciate dalla realtà della programmazione politica fatta dalla sua maggioranza, poi mi domando: ma dal 1997 passando per il 1999, quando è stata approvata una legge per favorire gli interventi insediativi nell'"area industriale Cogne", stanziando per il triennio 20 miliardi di vecchie lire, chi è governava questa Regione? Mi sembra di capire che alla fine mai nessuno è responsabile, perché cambia una pedina... mi dispiace che la definizione di pedina si riferisca al suo Assessorato e più nessuno è responsabile, ma non funziona così! Vi è una continuità politica, lei parla di discontinuità, ma dovrebbe manifestarla perché, quando ci dice che il Comune è inadempiente, e conferma quello che ha detto il Presidente Caveri, è una conferma importantissima! Lei poi devia e dice: "adesso facciamo un nuovo accordo, con chi lo facciamo? Con la CAS", ma come fate un accordo con la "CAS"? Siamo favorevoli ad investire nell'innovazione, nella ricerca industriale, nella promozione di tutto quello che serve all'industria, ma non è possibile che lei sostenga qui, come se fosse cosa fatta, quanto è stato enunciato in IV Commissione. Lei in quella sede ha detto: esiste un progetto "Cogne 2010", ma ce lo ha venduto come "progetto Cogne 2010" e non come un impegno dell'Amministrazione regionale! Lei ci ha detto: "su quell'area c'è anche l'interesse della CAS, che ha stanziato qualcosa come 30 milioni di euro in 3 anni di investimenti, vogliono spostare l'area gas-ossigeno, spostare gli uffici, ristrutturare i capannoni dove c'è ancora l'amianto...", oggi apprendiamo che il progetto "Cogne 2010" diventa il nucleo di un ipotetico accordo che vorremmo capire cosa costa alle finanze regionali fra un'azienda privata, sebbene poi usufruisca di una serie di rapporti molto stretti che sono necessari per poter continuare a fare attività aziendale con l'Amministrazione regionale, e poi fa un altro volo pindarico. Lei forse era ancora Sindaco al Comune di Aosta, Assessore quando un architetto dalla mano abile e dal cervello fantasioso ipotizzò che dalla rotonda attuale - che fa sfociare in un quartiere dove non c'è viabilità quella che doveva essere la tangenziale sud di Aosta - si dipartisse un cavalcavia che scavalcava la ferrovia e andava a Beauregard. Alla fine si capì che lì ci volevano i ramponi e poi non avremmo potuto spuntare quel dislivello. Adesso in quell'area si dice che non si passa più sopra, passiamo sotto, probabilmente a sud della palestra. Lei sta ipotizzando fra il Quartiere Dora e la Dora un centro intermodale, carico e scarico, la distribuzione del metano e l'insediamento - lo diceva in Commissione, ma qui non lo ha ripreso, perché forse i colleghi del gruppo "Arcobaleno" potevano insorgere - di un eliporto alle spalle del Quartiere Dora, ma queste cose sono fantasia! Ammesso che ci sembra discutibile dal punto di vista logistico, ma queste cose vanno discusse con il Comune di Aosta! Voi siete ancora qui a rivendicare l'inadempimento del Comune di Aosta rispetto a un accordo del 1997 dove Via Paravera e Via Valli Valdostane sono rimaste 2 entità distinte, dove la "F8bis" è rimasta quello che è, dove il prolungamento di Corso Lancieri per connettersi con la nuova strada che attraverso l'"area Cogne" è rimasto una chimera disegnata, lei adesso fa una "fuga in avanti" e dice: "visto che nella zona "F8" non abbiamo fatto nulla, ci spostiamo nella zona "V3" e visto che le "V1" e le "V2" qualcosa hanno fatto, vediamo se riusciamo a fare il botto": questo è un volo pindarico. Se avesse dovuto fare un intervento in un comizio poteva farlo, ma se queste sono risposte istituzionali, sono a sua scelta fra l'irresponsabile e l'inconsistente...

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

... sarei contento fra 6 mesi di potergliene dare atto in aula, anche se al di là dell'accordo che può stringere a 6 mesi dalle elezioni... perché fra 6 mesi siamo a 6 mesi dalle elezioni, ma non bisogna scrivere degli accordi per lasciarli sulla carta! Lei pensa di fare un eliporto... quanto siamo in linea d'aria rispetto all'aeroporto? Lei fa un eliporto al Quartiere Dora? C'è la "piattaforma Vicquéry" che è rimasta piattaforma e non ci atterrano gli elicotteri sopra i vigili del fuoco, quanti ne sono atterrati? Facciamo il conto di cosa è costato e facciamo il conto di quanti ne sono atterrati! Abbiamo poi la teoria che è rimasta teoria, ma è costata la progettazione dell'eliporto sopra l'Ospedale vecchio, questa è la città dove si può volare con la fantasia! Inviterei l'Assessore a tornare con i piedi per terra, perché il disegno che lui ha fatto dell'"Espace Aosta" è "Disneyland", ma allora era un altro disegno; oggi purtroppo abbiamo occupato 1 milione di metri quadri che sono una superficie incredibile per una città come Aosta che non ha più spazio per buttare giù dei vecchi capannoni e farne dei nuovi, vuoti, prima erano vecchi con gli operai e gente che lavorava, adesso sono nuovi e non c'è nessuno. L'Assessore ha detto: "ma è presto", ma come è presto? In 10 anni abbiamo costruito quello che abbiamo costruito e non sappiamo cosa metterci dentro, "è presto"...! Mi sembra incredibile che lei possa sposare questa filosofia, lei che è un imprenditore, ma come fa un imprenditore a sposare tale filosofia? Un imprenditore, quando fa una scelta, la prefigura prima ancora di iniziare l'opera per la quale si è impegnato. Non dico di andare in quei posti esotici dove di tanto in tanto come Giunta vi trasferite, Tokyo, poi abbiamo qui i documenti del Po, scopriamo che abbiamo dei partenariati con isole islandesi, andiamo a Torino, per vedere al "Lingotto" cosa è stato fatto in pochi anni. L'unica infrastrutturazione dell'"Espace Aosta" è una strada che neppure nei Paesi comunisti costruivano, non ha un parcheggio, non ha una piazzola di sosta, ha dei muraglioni di cemento che non si capisce a cosa servano, perché dovevano contenere delle fioriere dove è morto tutto, c'è una strada che dovrebbe essere di scorrimento con corsie strette dove non passano i camion, 2 camion che si incrociano lasciano gli specchietti! Le chiedo allora: Assessore, chiami il Sindaco di Aosta, gli faccia capire che non si possono fare delle cose del genere. Bravissima persona se non facesse il Sindaco, è prigioniero il povero Grimod di quella dirigenza comunista che governa il Comune di Aosta...

(proteste fortissime in aula)

... e ha imprigionato la città di Aosta in logiche dirigenziali che non ci portano da nessuna parte, non ci portano a uno sviluppo imprenditoriale... l'unico elemento positivo di questa discussione è che è emerso un dato politico, ossia la maggioranza del Comune di Aosta è una maggioranza che non è in grado - non perché lo dice l'opposizione, ma lo dice il Presidente Caveri e lo ribadisce l'Assessore - di dare delle risposte alla città di Aosta. Di questo la gente ne dovrà prendere atto!