Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2691 del 9 maggio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2691/XII - Entità del sostegno finanziario dell'Amministrazione regionale alla Tecdis S.p.a. di Châtillon e piano straordinario per l'occupazione di parte dei dipendenti. (Interrogazione e interpellanza)

Interrogazione

Preso atto che è stata avviata la procedura fallimentare per la Tecdis S.p.a. di Châtillon, con il deposito dei libri contabili presso il Tribunale di Aosta;

Sottolineato che pare siano state avviate, da parte della Procura della Repubblica di Aosta, delle indagini atte a verificare l'esistenza del reato di bancarotta fraudolenta da parte dell'Amministratore delegato della stessa Tecdis e di due altri consiglieri di amministrazione, particolarmente nell'ipotesi che fondi siano stati distratti dalle casse della Tecdis italiana a favore della Tecdis iberica;

Evidenziato come nell'ultimo decennio l'Amministrazione regionale, direttamente o tramite Finaosta, abbia sostenuto finanziariamente e logisticamente l'azienda di Châtillon in modo rilevante, ma che tale opera non si è tradotta in risultati positivi, ma nella scomparsa della stessa azienda;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per conoscere:

1) quali finanziamenti, e di che importo, siano stati erogati, dal 1995 ad oggi, alla Tecdis, sia per quanto riguarda il sostegno agli investimenti, sia per quanto riguarda l'attività di ricerca o altre attività;

2) quali finanziamenti diretti, o tramite affidamenti o attività di factoring siano stati concessi alla Tecdis, dal 1995 ad oggi da Finaosta e da Aosta Factor;

3) quando in Amministrazione regionale si è preso coscienza dell'inaffidabilità aziendale e finanziaria dell'Amministratore delegato della Tecdis e se i finanziamenti di cui ai precedenti punti siano stati prontamente interrotti;

4) se siano stati effettuati sequestri di documentazione relativa a Tecdis S.p.a. e soggetti correlati, da parte dell'autorità giudiziaria presso l'Amministrazione regionale, Finaosta e Aosta Factor.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Interpellanza

Preso atto della fallimentare conclusione delle vicende Tecdis-Tectel in seguito a cui quasi 200 persone, dipendenti dell'azienda hanno perso il posto di lavoro, nel migliore dei casi con qualche parentesi di cassa integrazione, di mobilità o di disoccupazione;

Constatata l'assenza immediata di una qualsiasi prospettiva di ripresa industriale, e di riapertura dello stabilimento;

Accertato che la Tecdis, presente da vent'anni in Valle d'Aosta, ha costantemente fruito di agevolazioni, contributi e sostegno da parte della Regione;

Constatato che l'Amministrazione regionale, tramite l'Assessorato alle Attività Produttive, ha annunciato un piano straordinario per l'occupazione per almeno una parte dei dipendenti;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Governo regionale per conoscere:

1) se le notizie apparse sui giornali circa l'attuazione del cosiddetto "Piano straordinario" rispondono ad un progetto già definito e, in caso affermativo, conoscerne il contenuto;

2) quale sia il numero di persone che potrebbero essere assorbite nell'ambito del comparto Forestale e socio-sanitario;

3) se, a fianco delle tradizionali attività svolte dalla Forestazione (sistemazioni idrauliche, sentieristica, ecc.) si intenda prevede l'ampliamento di attività quali la produzione in serra e l'orticoltura. Ciò al fine di consentire la possibilità di inserimento soprattutto di manodopera femminile;

4) se l'Amministrazione dispone di un censimento generale delle necessità nei settori manifatturieri e dei servizi, per definire un piano di formazione funzionale ad una ripresa dell'occupazione. In particolare, vista la domanda di maggiori servizi e assistenza alle persone disabili e/o anziane, poter prevedere un periodo di formazione per l'inserimento dei sopraccitati lavoratori in tale settore.

F.to: Bortot - Squarzino Secondina - Venturella

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Con l'interpellanza, oltre che a discutere in modo specifico - e abbiamo avuto stamani un'anticipazione da parte del collega Tibaldi - delle vicende "Tecdis", "Tectel" e delle problematiche alle quali vanno incontro i 200 lavoratori rimasti a casa, vorremmo discutere in generale di tutto il comparto industriale. L'altro giorno si è riunito per la prima volta il Comitato per l'occupazione, forse non era pronto, forse mancavano delle nomine, ma non ho capito perché per la prima volta, quando tale questione della crisi del settore industriale va avanti da anni. È in cassa integrazione la "Tecnomec", l'"Olivetti I-Jet" di Arnad, la "Rossignol", per essa ho sollevato diverse volte il problema, vorrei avere delle risposte rispetto agli scenari che si possono aprire per tutelare quei posti di lavoro, un anno fa abbiamo approvato una mozione che dettava degli indirizzi di sperimentare forme nuovo di lavoro e di tutela di chi perdeva il posto di lavoro, ma constatiamo che, invece di avere di fronte un piano, da una parte, di tutela e salvaguardia del reddito dei cittadini e dei lavoratori, dall'altra un piano di strategie industriali, questo comitato si è occupato prevalentemente della "Tecdis". Vi è un gruppo di lavoratori che dovrebbero essere riqualificati, formati per essere assorbiti nel Piano sanitario, vi è un gruppo di lavoratori che dovrebbero essere assorbiti dai cantieri forestali, però dovremmo cercare di entrare nel merito, ossia dove sono i fabbisogni, in che direzione, il tipo di formazione...

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

... ecco operatori socio-sanitari. Per quanto riguarda quelli che verrebbero assorbiti nei cantieri della forestale, bisogna capire cosa facciamo di questi cantieri, continuo ad insistere per quanto riguarda l'occupazione femminile, bisogna aprire un settore di orticoltura, di sperimentazione, dare lavoro a basse quote, lavoro anche produttivo, le produzioni possono essere girate alle mense scolastiche, all'Ospedale, alle strutture pubbliche e, tra l'altro, possiamo collegare tutto questo comparto al Centro colture sperimentali, che è un'azienda che dovrebbe essere tutelata, salvaguardata, assistita, perché il lavoro di ricerca che fa nel settore degli ortofrutticoli e dei risanamenti delle aree inquinate non è da poco. È una delle poche aziende che fa ricerca per conto proprio nella nostra Regione, senza i nostri aiuti, è collegata con tante università; andiamo a vedere perché potrebbero aprirsi dei comparti nuovi anche dal punto di vista occupazionale. Insisto: non so di chi è la competenza, saniamo il contenzioso finanziario con quella azienda, ma vediamo di metterla in rete...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... lo so, ma si può discutere, capire, fare un piano di rientro. Non voglio sponsorizzare questa azienda, dico solo che è un'azienda che fa ricerca applicata, vi sono già delle produzioni agricole che vengono distribuite in molti supermercati, potrebbe svilupparsi. Credo che andare a discutere senza solo chiedergli i soldi dell'affitto arretrato, ma dire: "vediamo che scenari si possono aprire", offriamo la possibilità di rientrare con gli affitti arretrati, mettendoci anche dei soldi di investimenti e di ricerca. Non voglio sponsorizzare tale azienda, ma dico solo che possono aprirsi degli scenari per evitare che ci sentiamo accusati dall'opinione pubblica che non siamo capaci di fare altro che assistenzialismo. Secondo me, è possibile aprire scenari nuovi.

Abbiamo poi il problema della formazione, qui insisto: abbiamo le possibilità finanziarie, ma dobbiamo capire che formazione dare a questi lavoratori, per quanto tempo, dove, oppure proponiamo loro di aprire aziende di tipo individuale o consortile? Dobbiamo capire come collochiamo, altrimenti il rischio è che vengano dei corsi di formazione frequentati poco e mal volentieri, dove si apprende poco, finito il periodo del corso non abbiamo formato niente e il problema si ripresenta con la stessa drammaticità con la quale dobbiamo affrontarlo ora.

Con le aziende in cassa integrazione, siccome il Presidente dell'AVI parla di crisi strutturali, ma lui parlava... anzi, se vi è un settore che è in crisi strutturale, è quello edilizio, ma la responsabilità è anche loro, perché che tipi di innovazione, rispetto ai finanziamenti ai quali possono accedere, hanno introdotto nelle loro aziende in questi anni? Penso che, se si parla dal punto di vista edilizio, le responsabilità siano proprie dell'imprenditore, se si parla in generale, dobbiamo fare il giro delle aziende che sono in crisi dal punto di vista congiunturale o da un punto di vista strutturale, perché si rischia di fare come gli struzzi: mettere la testa sotto la sabbia e ritrovarci con aziende che con interventi opportuni possono uscire dalla crisi, ma che, se abbandonate a sé stesse, precipitano e noi andiamo a sommare alla crisi della "Tecdis" altre realtà. In questa direzione non vedo grandi stanziamenti, qui vi sono belle foto dell'Assessore Marguerettaz che parla di bilancio fatto per i cittadini, vi è l'elenco della spesa, come vengono utilizzati questi soldi che sono stati risparmiati lo scorso anno e alla fine ci troviamo 15 milioni di euro per il Piano rurale, che è un anticipo di cassa, 12 milioni per la spesa sanitaria, 6 milioni e penso che, se vogliamo parlare di turismo "dolce", di riconversione del comparto turistico, una moratoria per gli impianti di neve artificiale e un contingentamento dell'apertura degli impianti, questi 6,5 milioni per il turismo non siano sufficienti, ci ritroviamo con 7,4 milioni per la viabilità e anche della viabilità ne abbiamo parlato. L'altra settimana è uscita una pagina intera di una pubblicità su una rotonda fatta a Cuneo in occasione del Raduno degli alpini, 26 metri di diametro, ho chiesto informazioni: costo totale 250mila euro, illuminazione, progettazione, pavimentazione, arredo urbano. Senza voler fare polemiche, bisogna capire perché le nostre rotonde vengono a costare così tanto, soprattutto non capisco perché l'Ufficio tecnico di Cuneo è in grado di farsi la progettazione e noi continuiamo su delle rotonde che dovremo... quando abbiamo dato incarico agli uffici tecnici... saranno tutte uguali queste rotonde? Lo so che non sono tutte uguali ma, dal punto di vista della progettazione, non dobbiamo dare 50 incarichi o un incarico per ogni rotonda! Si possono fare dei risparmi di scala, metterle all'appalto.

Per finire, occorre definire meglio il piano di intervento immediato di tutela di redditi di questi lavoratori, pensando che ne arriveranno degli altri se non interveniamo in modo tempestivo sulle aziende in crisi, perché non vedo una visione d'insieme nell'affrontare la crisi, non vedo una compartecipazione fra Assessorati nel dare delle strategie. Vediamo che l'"area Cogne" va per un verso, le altre singole aziende sono viste singolarmente, senza una visione di insieme; vorremmo capire meglio dentro questo comparto, mettere gli investimenti necessari partendo dalla tutela del reddito di chi perde il posto di lavoro.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Innanzitutto grazie per aver permesso di accorpare l'interrogazione con l'interpellanza, è chiaro che il tema delicato deve essere approfondito bene, quindi consentitemi di prendermi qualche minuto. Come prima cosa, lo dico al collega Sandri partendo dalla sua interrogazione, "sgombro subito il campo" così non mi potrà attaccare: giuro di non essere parente di Morezzi, né di avere frequentazioni con lui. Parto nel dare dei dati, che sono quelli che lei mi chiede. Partendo nella storia della "Tecdis" dall'inizio, grosso modo dal 1995, la "Tecdis" ha beneficiato a seconda delle varie leggi - e adesso andrò a declinare per legge quello di cui ha beneficato - dei seguenti importi: sulla legge regionale n. 86/1992, interventi a favore di imprese industriali per ricerche e sviluppo 1995-1996, 2,759 miliardi, ovvero 1.425.000 euro circa. Sulla legge n. 84/1993, agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo, grosso modo nel 1997 ha beneficiato di 821.000 euro, nel 1998 di 2.196.000 euro e di 331.000 euro, fino ad arrivare nel 2003 su questa legge con altri 146.000 euro. Le do i 2 totali: sulla legge n. 86/1992 1.425.000 euro, sulla legge n. 84/1993 3.495.000 euro.

La formazione professionale: i progetti sono stati numerosi, partiamo dal 1995, quindi abbiamo progetti nel 1995... più di uno... nel 1999... un secondo... nel 2001, 3. Per citarne qualcuno, i progetti erano degli "stage" sul Programma "Euroform", "Corso per addetti informazione e servizi", "Formazione legge n. 236", "Tecniche di processo produttivo in ambiente elettronico ad alta tecnologia", "Il metodo "BT" per la certificazione della professionalità", "Adeguamento migliorativo delle competenze". Su questi vari progetti sono stati erogati complessivamente 470.000 euro, tranne su un progetto che è fuori dal conto, "Adeguamento e miglioramento delle competenze", che è stato sospeso. Sulla legge regionale n. 12/1987, agevolazioni per iniziative promozionali, qui sono state fatte modestissime erogazioni nel 1997-1998 per 6.000 euro. Passiamo adesso al Piano triennale di politica del lavoro, contributi per l'assunzione del personale, sono stati dati dei contributi nel 2000-2001 per un totale di 22.000 euro circa. Passiamo ai finanziamenti di "Finaosta", qui parliamo di 2 mutui: un primo nel 1997 e un secondo nel 1999, rispettivamente per 1.446.000 euro e per 1.231.000, per un totale di 2.677.000 euro. Parliamo adesso delle linee di credito deliberate dalla "Aosta Factor", qui sono molteplici, perché seguivano l'andamento dell'azienda, partiamo dal 1994... 3 nel 1996, 2 nel 1997, 2 nel 1998, 1 nel 1999, 1 nel 2002, 1 nel 2003. Le linee di credito vedono importi molto rilevanti per un totale di 114.638.000 euro, in particolare la linea di credito 2003 con fideiussione "Finaosta" di 3 milioni di euro. In questo caso l'esposizione residua è rimasta a 3.620.000 euro per "Finaosta" che ha depositato domanda di ammissione al passivo "Tecdis" in via chirografaria per l'importo di 3 milioni di euro. Questi sono tutti i dati precisi in merito alla "storia Tecdis" per quello che riguarda interventi e contributi finanziari. Per quanto attiene le attività di ricerca e sviluppo, la validità dei progetti ha sempre subito una verifica del risultato da un comitato scientifico composto da consulenti non valdostani.

I progetti. Legge regionale n. 86/1992, "Intervento regionale per l'attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e processi produttivi", periodo gennaio 1992-dicembre 1995, titolo del Progetto: "Display a cristalli liquidi", deliberazione di Giunta n. 999/95, importo 1.426.970 euro. Le conclusioni del Progetto - sempre per quello che ci viene detto dalla Commissione esterna -:

"il tema delle attività riguardo i display a cristalli liquidi rientrano nelle tecnologie avanzate, l'attività di sviluppo si basa sulla conoscenza derivante dal trasferimento della tecnologia giapponese e dalle esperienze acquisite, partendo da queste conoscenze, l'azienda in un'ottica evolutiva svolge un programma di sviluppo tecnologico con caratteristiche di inseguimento rispetto ad analoghe tecnologie internazionali. Pur con le limitazioni di un programma di mantenimento e sviluppo industriale della tecnologia e dei conseguenti prodotti, si tratta di un programma valido in assenza del quale l'azienda non riuscirebbe a restare sul mercato tanto meno ad aumentare l'utilizzo degli impianti produttivi".

Sulla legge regionale n. 84 vi sono numerosi progetti, il primo progetto, periodo gennaio 1996-1997, riguardava di nuovo i "display" a cristalli liquidi, importo 1 milione di euro, erogati 821.000, le conclusioni, sempre della Commissione, sono:

"il progetto di ricerca riguardante il biennio 1996-1997 prevede la ricerca e lo sviluppo di processi prodotti nel campo dei display a cristalli liquidi, il piano ha caratteristiche evolutive e ha finalità di consolidare la presenza sul mercato internazionale dell'azienda, gli obiettivi previsti sono stati raggiunti sia nel campo dell'innovazione di processo che di prodotto e sono utili all'azienda in quanto strettamente correlati con i problemi produttivi che la stessa affronta in un'ottica di aumento del fatturato e di consolidamento della propria posizione nella fascia medio bassa del display a cristalli liquidi. I risultati aziendali quanto ad aumento di fatturato e di occupazione sono la migliore riprova, anche se indiretta, dell'interesse di attività di ricerca svolta. Si riscontra altresì una maggiore autonomia tecnologica e minore dipendenza dall'esterno. Sono state infatti eliminate le attività di consulenza giapponese".

Vi è poi un secondo progetto per 2.196.000 euro, "Innovazione di processo", conclusioni dei professionisti:

"considerando globalmente i risultati ottenuti, si può esprimere un giudizio positivo sul miglioramento delle tecnologie realizzate e produttive nel campo dei "display LCD". Le attività svolte e i risultati raggiunti equivalgono a quanto previsto in capitolato considerando che alcune attività non svolte fanno riscontro ad altre attività aggiuntive, anche se con qualche difficoltà legate alle problematiche del mercato. L'azienda mantiene una sua posizione europea in un mercato dominato dai produttori asiatici, la sua posizione tecnologica industriale è diretta a visualizzatori "LCD" passivi, settore collocato nella parte bassa di un'alta tecnologia e ancora valida, specialmente se si considera che a livello europeo si è importatori nel settore di display".

Vi è un terzo progetto per un importo di 361.000 euro, "Innovazioni di processo e di prodotto sempre di cristalli liquidi", le conclusioni: "le attività svolte in questo periodo si pongono in continuità con quanto sviluppato nel piano di ricerca precedente, le attività sono pertinenti e coincidono con quanto previsto nel piano".

Vi è un quarto progetto, titolo: "Nuove tecnologie - Nuovi materiali e componenti - Innovazione e parametrizzazione dei processi - Studio e processi d'integrazione dei display TFT - Progettazione, realizzazione e caratterizzazione dei dimostratori". Questo è l'ultimo dei progetti su questa legge, il più recente, del 6 dicembre 2004. Importo deliberato: 1.635.444 euro, importo erogato: 145.000 euro. Osservazioni: il progetto della "Tecdis" riguardava il periodo novembre 2003-dicembre 2006, però nel 2004 è terminato. La "Finaosta S.p.a.", che eroga i contributi sulla base della verifica tecnico-amministrativa delle spese e del controllo di risultato dell'attività di ricerca, ha erogato soltanto i contributi relativi al periodo novembre 2003-ottobre 2004, previa verifica da parte del consulente tecnico. In detto periodo è stato ammesso a contributo il costo del personale riferito al solo mese di novembre 2003, in quanto dal mese di dicembre 2003 non sono stati versati da parte della "Tecdis S.p.a." i contributi previdenziali ed assistenziali. Con nota del 27 maggio 2005 la "Tecdis S.p.a." ha chiesto chiarimenti in merito al comportamento della "Finaosta" e l'Assessorato, con le note del 7 giugno 2005 e del 26 ottobre 2005, ha fatto presente che la mancata corresponsione dei contributi previdenziali ed assistenziali non consentiva il riconoscimento del costo del personale dipendente in quanto non interamente sostenuto. Il Commissario straordinario della "Tecdis" è stato nominato con decreto del 3 agosto 2005 e da lì la storia è nota.

Per quanto riguarda le attività di formazione, le cifre sono quelle che ho già citato, le attività promozionali le abbiamo citate, l'assunzione del personale l'abbiamo citata, i mutui sono stati citati - poi vi fornirò la tabella -, gli affidamenti di "Aosta Factor" altrettanto.

Se siano stati effettuati sequestri di documentazione, quarta domanda, presso il nostro Assessorato non sono stati effettuati sequestri, per il restante non so cosa dirle, mi suggeriscono di dirle che sono foresto.

Entrando nel merito dell'interpellanza, che riguarda un aspetto ancora più delicato dei singoli numeri, in quanto qui si investono problemi legati alle persone, occorre un'attenzione particolare nel dare le risposte. Le notizie che sono sui giornali sono notizie che hanno una fonte di verità, ossia ci si è mobilitati in modo palese e abbiamo detto più volte che ci si è mobilitati per mettere in atto un piano straordinario per affrontare la crisi della "Tecdis", perché 195 persone in Cassa integrazione rappresentano un fatto straordinario per questa Regione. È inutile venire a dire che vi è una contraddizione di fondo in questa Regione, perché, pur avendo la percentuale più bassa di disoccupazione rispetto al resto d'Italia, abbiamo poi casi eclatanti e devastanti su piccole realtà territoriali come quello della "Tecdis" che danno una percezione del problema del lavoro molto più forte di quello che realmente è. Questo piano straordinario si è messo in atto coinvolgendo tutti gli attori utili (Agenzia del lavoro, politiche del lavoro, Presidenza della Regione, il mio Assessorato, l'Assessorato dell'agricoltura, della sanità, in sostanza tutti), alla ricerca di quello che forse il Consigliere Bortot invocava: una sinergia, per trovare una risposta. Le prime risposte che sono arrivate non sono risposte indifferenti perché, quando si parla di un piano di forestazione straordinaria che è già finanziato con 400mila euro appositi, si parla di un piano che può dare risposte ad almeno 40 persone. Così come sul discorso degli operatori sanitari è di nuovo una realtà, perché la riserva di 10 posti "OSS" è una riserva importante, straordinaria e non si esclude che questi 10 in prospettiva possano diventare 10 + 10. Diciamo poi subito che l'Agenzia del lavoro si è attivata, i colloqui che sono stati fatti con tutti e hanno dato un risultato soddisfacente, 30 lavoratori hanno concordato dei percorsi di formazione specifica che dovrebbero permettere a queste persone alla fine di tali percorsi di trovare alcune risposte concrete. Vedete che i numeri cominciano a diventare importanti, la prima risposta straordinaria comincia a prendere una forma e ad avere un senso. Non ci si può fermare a questo, tant'è vero che io stesso ho sentito la necessità di affrontare insieme al Presidente dell'Associazione industriali Bordon il problema, facendo riferimento a quello che voi citate nella vostra interpellanza, ossia di avere un panorama del settore manifatturiero, del settore del terziario e dei servizi per andare a vedere, concordando in questo caso con le aziende, dei percorsi di inserimento di personale magari con dei corsi formativi specifici, quindi non solo su richiesta dei lavoratori, ma su richiesta delle aziende, anche questo è stato messo in piedi e sicuramente prenderà corpo nei prossimi giorni. Un'altra cosa che ho cercato di verificare è stata di vedere, presso gli uffici periferici del lavoro, quante erano le richieste di lavoratori che arrivavano a questi uffici periferici e quante erano le risposte dei Valdostani. Sono rimasto stupito, ad esempio in alcuni uffici del lavoro ho verificato che a più di 500 richieste di lavoro, soprattutto provenienti dal settore turistico, abbiamo risposte dei Valdostani nell'ordine del 5-6%, mentre queste 5-600 richieste vengono occupate al 95% da lavoratori provenienti da fuori della Valle d'Aosta, ossia i lavoratori valdostani a tali domande non rispondono. Vi è un altro fatto su cui dobbiamo riflettere, questo lo dice l'esperienza, ci stiamo confrontando anche con altri uffici del lavoro di casi analoghi per cercare di capire cosa è stato fatto in altri luoghi, l'esperienza di altre realtà, ma anche nostre ci dicono che in molti casi, quando i lavoratori vanno in cassa integrazione, a volte con difficoltà vogliono uscire da questa situazione, l'accettano e la sfruttano facendo anche bene, quindi rimangono nella condizione di cassa integrati e questo non semplifica il percorso. Credo che questo sia un po' quello che fa riferimento a questo piano straordinario.

Il Consigliere Bortot poi introduce un'altra domanda importante: chiede cosa stiamo facendo per affrontare questa crisi strutturale. Mi spiace che l'altro giorno non sia stato presente alla Confidi industriali, ma lì ho cercato di dare qualche indicazione, ma non l'ho data lì perché era la sede opportuna, sono pronto a darla all'interno delle Commissioni, dove ritengo che sia il luogo opportuno della politica di dibattere queste cose. Lì è stata un'opportunità di rilanciare un confronto alle imprese industriali, perché, per fare impresa, occorre non solo avere una Regione, ma avere imprese che vogliono investire, un confronto che mi sembra sia stato accolto e che sicuramente darà qualche frutto. Ho detto che ritenevamo indispensabile avviare un nuovo ciclo di sviluppo economico, ma per fare questo dobbiamo partire da un presupposto... e lì ho espresso la mia difficoltà in quanto proveniente dall'area industriale come formazione culturale... ed essendo anche Assessore regionale, quindi ricoprendo un ruolo che è quello del governo di una collettività dove non si possono traguardare i problemi solo affrontandoli dal proprio punto di vista, perché gli industriali mirano ai ricavi e agli utili, ma chi governa la collettività deve guardare agli interessi della collettività e quindi deve promuovere tutti i settori, anche quello imprenditoriale e industriale... ma se gli imprenditori prendono da questi settori, devono anche restituire alla collettività qualcosa e cosa deve essere restituito alla collettività? Devono essere restituiti posti di lavoro, incremento del PIL, più reddito pro capite, occasioni di sviluppo, ritorni, impatti sul territorio: questo è quello che la collettività valdostana chiede e noi come ente Regione nei confronti dei settori produttivi dobbiamo dare delle cose. Se parliamo di questo, parliamo di quello che in questo momento manca - lei lo ha evidenziato -, ovvero una coesione sociale, perché qui ognuno continua dal suo punto di vista ad affrontare i problemi, ma, in realtà, dobbiamo imparare a vedere la cosa nel suo insieme. Abbiamo una potenzialità che è data sicuramente dalla nostra risorsa e dalle capacità dei nostri settori imprenditoriali, ma dobbiamo trovare in questo una coesione che deve passare attraverso i sindacati, le forze sociali, fino ad arrivare ai lavoratori. Solo all'interno di tale coesione possiamo salvare gli stabilimenti, perché uno stabilimento si può salvare con un intervento della Regione, con un intervento dell'imprenditore, ma anche dei sindacati con delle disponibilità, solo così all'interno di questo impegno possiamo tracciare delle strade e noi le vogliamo tracciare queste strade, partendo da alcuni punti di forza della nostra economia regionale e creando strategia di sviluppo territoriale. Sviluppare quindi di più le imprese locali, installare nuove imprese, sviluppare condizioni di contesto e infrastrutture, creare centri di eccellenza anche internazionale, attrarre capitale, generare nuove risorse, creare un ecosistema di imprese in questa Regione, ossia creare un tessuto attraverso un percorso strutturato che parte da 2 elementi fondamentali: le vocazioni della nostra Regione e il posizionamento strategico. Qui ci sarebbe da aprire un dibattito non indifferente. Alla fine identifichiamo un piano di azione e, per fare questo, ho intenzione di assumermi le mie responsabilità, perché ho ragionato anche sulle mie proteste a volte fatte nei confronti dell'Assessorato delle finanze chiedendo più soldi, ma mi sono accorto che erano delle proteste di tipo formale, perché, per poter chiedere realmente un investimento che devo fare all'interno di un settore, devo avere la visione completa e concreta di un piano di azione per ristrutturare un settore ed è quello che sto cercando di fare.

Mi sto dotando attraverso denari che abbiamo trovato nel POR e l'assestamento di bilancio che mi ha permesso di creare un piano di azione su questo... che intendo presentare a brevissimo, avvalendomi anche di collaborazioni con importanti studi esterni - come lo "studio Ambrosetti" - e di altre realtà che lavorano per le più importanti Regioni italiane e stanno svolgendo insieme al Ministero studi di settore per il rilancio strutturale delle imprese, un piano di azione per il lancio delle imprese e del territorio valdostano, esso sarà la base per il Piano triennale dell'industria, che deve avere fondamenti concreti che possano essere verificati nel tempo e dare dei risultati. Tutto questo prevede un lavoro che ho iniziato e di cui darò conto in Commissione e di cui mi assumo la responsabilità, non è solo l'assunzione del "marketing", perché il "marketing" è solo uno strumento, invece obiettivi concreti che stiamo mettendo in piedi. Tutto questo porterà anche a quella revisione all'interno del bilancio regionale degli investimenti, tanto che lancio un'idea che ho già presentato all'Assessore Marguerettaz: chissà che il bilancio regionale, purtroppo "ingessato" da tanti costi fissi, non possa in futuro essere gestito come viene gestito il bilancio europeo, ossia si individuano degli obiettivi triennali e quinquennali e si dice: "in questo triennio investiamo sull'agricoltura e si punta pesantemente sull'agricoltura, in questo triennio investiamo sul turismo e si punta pesantemente sul turismo, in questo triennio investiamo sull'industria e si punta pesantemente sull'industria", questo è un tema di dibattito, ma credo possa essere la base di partenza concreta per fare sì che i ragionamenti che lei chiedeva su un piano di azione strategico per il rilancio dell'industria in Valle si possano fare.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Ringrazio l'Assessore per la completezza dei dati, a parte quella parte di imbarazzo sul problema del sequestro, di cui ci informeremo in altra sede, mi sembra che abbia dato un quadro attendibile e concreto. È un quadro drammatico, perché qui si confermano tutte quelle perplessità emerse dalle vicende giudiziarie. Stiamo parlando di un caso di bancarotta fraudolenta in fase di accertamento in Tribunale di Aosta, abbiamo una serie di cause accessorie abbastanza gravi, perché qui si parla di ipotesi di sottrazione delle indennità di maternità delle dipendenti, ossia insolvenza rispetto agli autisti, pare che l'autista che abitualmente portava l'Amministratore delegato sia fra i vari ricorrenti per tale questione, ma soprattutto si sta parlando di un'ipotesi, come si legge nel dispositivo del Tribunale di Aosta, "di dirottamento di ingenti investimenti verso la controllata spagnola", che ha fatto una fine altrettanto grama. Se abbiamo a fronte di un impegno straordinario della Regione, perché tanti soldi così non credo li abbia mai avuti nessuno in Valle... con tutta una serie di perplessità perché, quando si parla di progetti di ricerca e sviluppo, di innovazione di processo e poi alla fine si dà meno del 10% perché il Comitato scientifico qualcosa aveva scoperto... credo che ci troviamo in una situazione molto grave ed è grave perché è stata tenuta nascosta al Consiglio, poi perché è basata su una scelta politica gravemente sbagliata, che è stata la cessione della "Dora S.p.a.". La "Dora" che era il centro ricerche, la motivazione forte di prospettiva, è diventato un "fiore all'occhiello" di "ST Microeletronics", perché, facendo un grosso lavoro sui "driver" dei "display", sta facendo guadagnare un sacco di soldi alla "ST", e ovviamente non si è più occupata della "Tecdis". Ora la "Tecdis" si è trovata senza avere il motore propulsore e questo è stato veramente l'aver promosso la vendita di "Dora" a "ST", un errore fondamentale. Lo voglio dire perché tali dati smentiscono le dichiarazioni dell'Assessore dell'11 aprile 2003, capisco che eravamo in campagna elettorale, ma diceva che questa collaborazione con "ST" avrebbe consentito di sviluppare progetti tecnologici diretti a favorire la crescita dell'azienda di Châtillon e uno sviluppo in termini di "know how", fatturato e occupazione. Abbiamo visto i risultati finali! È ancora più interessante per capire come si è arrivati a questo punto, credo vi sia stata non solo la superficialità da parte dell'Assessore dell'epoca, ma anche una superficialità da parte sindacale, in una dichiarazione dello stesso periodo un noto esponente sindacale diceva: "non lasciamoci andare a previsioni troppo pessimistiche, l'azienda sta per concludere un positivo accordo con la spagnola "VitalCom" per la produzione di display a colori, ciò che dovrebbe contribuire, insieme all'ingresso di soci francesi, alla nuova spinta dello stabilimento". In effetti il progetto dei "display" a colori e il progetto del polarizzatore liquido sono andati a ramengo, ma perché non c'erano più le strutture per fare la ricerca.

Perché allora non ricordare quanto affermato dal Coordinatore della "Margherita" del Canavese, lo stesso Morezzi, che in un recente convegno ad Ivrea del Forum democratico del Canavese ha raccontato quasi senza rendersene conto la fine della "Tecdis". Spiegando perché vi è il declino delle industrie in Italia, Morezzi - che qui viene citato "una vita spesa nel mondo industriale come dirigente e manager" e abbiamo visto come è stata fatta la spesa... - dice: "il problema principale è che abitualmente il piccolo imprenditore non innova, né pianifica, né determina, perché non ha il tempo di pensare e così in un sistema sempre più polverizzato il risultato che si sconta ancora più pesantemente è il distacco fra la ricerca e l'applicazione operativa..." - ed è quello che ha fatto lui, accettando di staccare la ricerca dall'applicazione operativa a livello industriale - "... così come l'assenza di una politica industriale che si incarichi di provvedere al mercato della conoscenza delle competenze, proprio laddove la Tecdis è stata messa in condizione di non poter più operare". Afferma ancora: "occorre abbandonare lo stupido pregiudizio intellettuale per cui è bello restare piccoli", ma chi è che ha rifiutato il partenariato? Come mai "Finaosta" ha tirato fuori un sacco di soldi dopo, quando poteva tirarli fuori prima per ricapitalizzare quando c'era stata difficoltà finanziaria? Naturalmente poi conclude denunciando il favoritismo delle relazioni e credo che proprio qui abbia fatto la diagnosi più precisa. In "Tecdis" vi sono centinaia di lavoratori che stanno pagando con la cassa integrazione e il futuro licenziamento le incompetenze di una classe politica e di un amministratore, e di un industriale, credo che questo sia per tutti noi un monito che le cose non si gestiscono così.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Vorrei una volta per tutte che, oltre ai dati forniti per quanto riguarda l'indebitamento complessivo, si facesse un inventario per sapere quanti sono stati i salari erogati in questi anni ai dipendenti "Tecdis", il costo della costruzione dell'azienda, l'indebitamento nei confronti degli istituti previdenziali, ossia dovremmo avere in modo definitivo il costo complessivo dell'operazione, altrimenti ogni Consiglio ci saranno interpellanze e interrogazioni dove si aggiunge un pezzo. L'idea sarebbe di fare una volta il saldo della spesa complessivo sotto tutti i punti di vista. Noi abbiamo votato contro l'acquisto della "Tecnomec" ma, se mettiamo l'acquisto della "Tecnomec", il lavoro che continua a dare nonostante la crisi, rispetto a questa voragine e ai soldi spesi per il "Billia", vi è da impallidire!

Quello che mi preme sottolineare sono alcune cose. L'Assessore ha parlato nuovamente di filosofia, di strategia per come uscire, vorrei capire in questo contesto il discorso insediamento "VDA Structure" nell'"area Cogne" che ruolo avrà, il rinnovo e rifacimento della ferrovia che ruolo avrà in questo contesto, un altro modo di svilupparsi della Valle d'Aosta sotto tutti i comparti... occorre capire in che direzione andiamo, se stiamo "cambiando marcia", come si colloca rispetto alle cose che ha detto, perché gli investimenti sugli impianti a fune... bisogna smettere e fare una moratoria per poter riflettere. Se l'Assessore qui fa un discorso di strategia industriale scollegato dagli altri settori, non andrà da nessuna parte: primo, perché non gli daranno le risorse finanziarie; secondo, perché rimane in un discorso di nicchia, quando il "sistema Valle d'Aosta" deve "fare sistema" nel suo insieme e non per singoli comparti.

Tornando al discorso della formazione, un anno fa ho detto: integriamo il salario ai lavoratori della "Tecdis" in cassa integrazione e obblighiamoli a tornare a scuola, perché il fatto di prendere la cassa integrazione e poi di rifiutare altri lavori e di non interessarsi più di tanto del proprio avvenire, perché la Regione in qualche maniera tirerà fuori dei soldi, diventa molto diseducativo. Avremo un anno di formazione di questi lavoratori alle spalle, integrandogli la cassa integrazione con un salario pieno, ma obbligandoli a fare formazione; so che ci sono dei comparti che richiedono specializzazioni, l'Assessore continua a citare la "Dora", è possibile formare in quella direzione dei lavoratori di questo comparto? Faccio un altro esempio, ci torniamo sopra con l'altra interpellanza, che ruolo ha la "CVA" rispetto alle strategie che ci ha delineato l'Assessore? Il fatto che si spendano tanti soldi per fare teleriscaldamento va in questo contesto o andiamo ad investire in un settore obsoleto? Assessore e Governo, questo contesto che lei ha disegnato deve far sì che tutte le collegate, perché ci saranno anche delle responsabilità di "Finaosta"... sono state tutte indicazioni del Governo quelle di finanziare senza riscontri queste operazioni della "Tecdis"? La "CVA" ha l'autonomia per investire tutti i profitti... e abbiamo detto che sono 200 milioni di euro all'anno, profitti creati con le acque e l'energia di proprietà di tutti i Valdostani... di investire come vuole o l'azionista di riferimento deve dare indicazioni precise? Se permettiamo alla "CVA" di investire in una direzione e noi invece vogliamo andare sulle rinnovabili, vi è qualcosa che non funziona; o qualcuno pensa "di fare il bello e il cattivo tempo" e allora abbiamo sbagliato a nominarlo in quella azienda, oppure il Consiglio è sovrano, stabilisce delle indicazioni che, per quanto ci riguarda, vanno nella direzione da lei citata e allora anche le partecipate vanno in quella direzione.

Non è che vanno in crisi solo le aziende, ma sta andando in crisi l'intero "sistema Valle d'Aosta"; guardiamo i singoli comparti, non mettiamoci noi dell'opposizione a speculare, ma se prendiamo un singolo comparto... nell'edilizia dicevo prima che vi è un problema di rinnovo di tecnologie, di risparmio energetico sul modo di costruire. Ci sembra che non si vada con forza in questa direzione, allora l'industria da sola non può fare da traino a comparti che vanno per conto proprio. In tale contesto occorrerebbe, alla luce di quello che dicono gli industriali, una strategia del Governo, non dell'Assessore alle risorse produttive. Penso che l'obbligo di intervenire per tutelare il reddito e dare lavoro ai lavoratori della "Tecdis", un pezzo nel comparto sanità, un pezzo in agricoltura, un pezzo nella formazione, vada nella direzione giusta, ma non è una strategia: è un tamponamento della situazione a cui non si è riusciti a far fronte in tempo utile. In quanto tamponamento, vi è il rischio che fra 6 mesi ci esplodano altre realtà e continueremo a tamponare senza avere una visione di insieme. È su queste cose che il Consiglio dovrebbe esprimersi e prendere delle decisioni con un certo tipo di lavoro all'interno delle Commissioni, altrimenti crolla l'intero sistema. Domani parliamo di Europa, i nemici della Valle d'Aosta sono non solo il Governo nazionale, ma anche quegli amministratori che governano senza capire che siamo di fronte a una crisi che non è congiunturale! Non è imputando responsabilità a fattori esterni alla Regione, che pure esistono, che riusciamo ad uscirne, perché le risorse per uscirne non ci arrivano dall'esterno, parlo di intelligenza, capacità, professionalità, perché le risorse finanziarie ce le abbiamo... parlo di intelligenza, capacità, professionalità che "fanno a pugni" con clientelismo, con poteri personali, con scadenze elettorali. Se è iniziata la campagna elettorale e ognuno di noi ha la sua clientela in funzione della sua rielezione e non siamo capaci a mettere queste priorità: intelligenza, capacità, professionalità e risorse finanziarie in direzione di un'altra Valle d'Aosta, raccoglieremo nella prossima legislatura cocci e disastri ben più gravi di quelli che abbiamo di fronte oggi e sui quali da un anno continuiamo ad intervenire, è da un anno che l'Assessore risponde in modo corretto, ma non ha gli strumenti per poter agire in modo da avere le sinergie di tutto il Governo per uscire da questa crisi.