Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2686 del 9 maggio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2686/XII - Indizione di gare di appalto per la redazione di frazionamenti, visure catastali e pratiche presso il Catasto urbano. (Interpellanza)

Interpellanza

Appreso che 9 procedure d'appalto indette dall'Assessorato regionale ai Lavori Pubblici, relative alla redazione del tipo di frazionamento, visure catastali e pratiche DOCFA al Catasto Urbano, non sono ancora state ultimate nonostante le offerte siano state consegnate da circa due mesi;

Ritenuto importante conoscere nel dettaglio ciò che è successo e come l'Amministrazione intenda procedere anche in virtù del fatto che parrebbero essere emerse alcune "gravi anomalie";

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) a che punto della procedura amministrativa si trovano gli appalti di cui alle premesse;

2) se risponde a verità il fatto che sono state riscontrate alcune gravi anomalie nelle offerte ricevute e nel caso questo fosse stato accertato se la documentazione è stata trasmessa ai competenti organi giudiziari;

3) come si intendono concludere queste procedure d'appalto.

F.to: Venturella

Président - La parole au Conseiller Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Questa interpellanza nasce da un fatto che chiediamo di conoscere nel dettaglio... su ciò che è successo realmente, perché non si sa in maniera precisa cosa sia successo e soprattutto quali sono le intenzioni dell'Amministrazione regionale, quindi chiediamo come la stessa intende procedere. Il fatto è questo: sarebbero state scoperte delle anomalie all'apertura delle buste individuate da funzionari regionali per 9 redazioni di frazionamenti, sono frazionamenti, visure catastali e pratiche "DOCFA", mi pare che si chiami così... sono lavori che vanno da un minimo di 18-19.000 euro circa a un massimo di 40.000 euro, quindi sono lavori cosiddetti "sottosoglia" e pare che queste anomalie individuate all'apertura delle buste abbiano insospettito i funzionari, abbiano creato un po' di problema nel proseguire la procedura di apertura delle buste, di controllo della regolarità delle buste stesse... perché pare siano state evidenziate dagli stessi funzionari alcune gravi anomalie. Vorremmo allora sapere cosa è successo, perché, in seguito all'approvazione di una deliberazione regionale - mi pare sia la n. 3287 del novembre 2006 -, dove venivano approvate procedure e criteri per l'affidamento dei servizi attinenti alle opere di ingegneria e architettura, come primo risultato di presentazione delle offerte tutto è stato bloccato. Su 9 richieste di redazione di questi elaborati che credo costino solo in pratiche di visura e quindi non abbiano dei livelli di progettazione così raffinati, tutto è stato bloccato... e che questi affidamenti che sono 9 e che datano tutti 19 gennaio 2007 siano ora sospesi... non lo sappiamo... Vorremmo saperne di più e soprattutto se la documentazione, proprio per quello che è stato evidenziato in premessa, è stata mandata agli uffici giudiziari competenti e se si intende concludere queste procedure di appalto, insomma quali sono le risultanze a conoscenza dell'Assessore.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Quello che non accetto è quando si vuole stigmatizzare il buon comportamento della Regione, perché sul contenuto della sua interpellanza non ho nulla da eccepire, ma sul modo in cui l'ha presentata sì, perché voi siete stati i primi a chiedere trasparenza, di fare le cose secondo le norme, di togliere alla Giunta la discrezionalità... quando noi lo facciamo e le cose non vanno come vorreste voi, perché qualche vostro amico non è stato gratificato da questo comportamento, allora si banalizza i sottosoglia, cose che non avevano necessità di un procedimento così complesso...

(interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)

... no, questo è il tono. Noi, sulla base del "decreto Bersani", abbiamo disciplinato l'affidamento degli incarichi secondo una procedura di tipo concorsuale, peraltro mi dispiace dirglielo - visto che, quando facciamo delle cose apprezzate a livello nazionale, voi soffrite - che la nostra deliberazione di Giunta da lei citata in termini così ironici è stata presa a modello a livello nazionale e di questo ci sono anche tanto di articoli sui giornali. Qui vi era da fare l'affidamento di 9 incarichi di non rilevante importanza singolarmente, è successo che la stazione appaltante che non è la Giunta regionale, ma il Dipartimento opere pubbliche ha bandito un concorso per l'affidamento di questi incarichi secondo la procedura definita dalla deliberazione che lei ha citato, quindi, prevedendo un bando e una procedura di tipo concorsuale, è assoggettata alla procedura sugli appalti. Queste erano state pubblicate sul sito "internet" della Regione in data 20 dicembre 2006 e la scadenza di presentazione delle offerte economiche era fissata per tutte e 9 le gare di servizi per il 19 gennaio 2007. Il giorno 24 gennaio 2007 si riuniva il seggio di gara per l'apertura delle offerte, così come avviene per qualsiasi tipo di appalto. Relativamente alla prima gara le offerte pervenute erano pari a 177 e fin da un primo esame sommario dei plichi emergevano evidenti elementi di similitudine tra gruppi di 2 o più concorrenti che riguardavano più di 1/3 delle offerte presentate facendo presumere la violazione del principio di segretezza delle offerte e della "par condicio" dei concorrenti. Gli elementi comuni quanto al plico esterno erano ravvisabili nella dimensione, nel colore e nell'impostazione grafica, ancorché nella data, ora e luogo dell'ufficio postale di spedizione e nell'impostazione della dichiarazione e delle offerte economiche. Il seggio di gara - che ricordo essere pubblico - procedeva ad un puntuale esame di tutti i plichi pervenuti e ne riteneva necessaria l'apertura al fine di verificare la presenza di eventuali ulteriori elementi di similitudine nella documentazione contenuta - dichiarazione e offerta economica -, quindi mi permetto di correggerla, collega Venturella, che non è il funzionario, ma è il seggio di gara, cosa ben diversa dalla decisione di una singola persona. I controlli effettuati confermavano la presenza nei sopraccitati documenti delle anomalie già riscontrate evidenziandone ulteriori quali la consecutività nella numerazione delle marche da bollo e qui dimostra, più che la malafede, l'ingenuità a mio avviso di chi ha fatto questo tipo di operazione. In relazione al rilevante numero di offerte da esaminare singolarmente e da confrontare reciprocamente, la Commissione di gara proseguiva nei giorni 25 gennaio e 1° febbraio 2007.

Il seggio di gara si è venuto a trovare di fronte ad una situazione anomala totalmente nuova per dimensione, mai riscontrata nelle esperienze di gara affrontate nell'Assessorato e ha ritenuto, in conseguenza, di consultare nel corso della seduta del 25 gennaio 2007 un consulente legale presente presso l'Amministrazione. In merito alle situazioni comunemente definite "collegamenti di fatto" tra concorrenti, esiste copiosa giurisprudenza circa l'opportunità e la necessità che il seggio di gara valuti l'eventuale sussistenza di univoci e concordanti elementi di similitudine, provvedendo, se del caso, all'esclusione delle relative offerte. Nel caso in esame, tuttavia, la dimensione del fenomeno ha assunto una rilevanza tale da mettere in discussione la credibilità e la validità della stessa procedura di gara cosicché il seggio ha deciso di non procedere all'aggiudicazione provvisoria del servizio, anche in ragione dell'impossibilità di escludere con gli strumenti in suo possesso - unicamente di tipo visivo - l'eventuale sussistenza tra gli altri 2/3 di offerte di forme di collegamento.

In data 6 febbraio 2006 il Presidente del seggio di gara segnalava, per dovere d'ufficio, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta l'anomalia riscontrata nella gara conclusasi il 1° febbraio 2007 e a tutt'oggi sono in corso le relative indagini coperte dal segreto istruttorio. Nei giorni 14, 16, 20 e 28 febbraio 2007 e 2, 6, 7 e 8 marzo 2007 il seggio di gara si riuniva per esaminare la documentazione delle 8 gare relative alla redazione del tipo di frazionamento, visure catastali e pratiche "DOCFA" al Catasto urbano; ogni gara si concludeva senza addivenire all'identificazione di un aggiudicatario ricorrendo gli stessi elementi di violazione del principio di segretezza dell'offerta e della "par condicio" dei concorrenti riscontrati nella prima gara. Per ciascuna gara veniva doverosamente inoltrata segnalazione alla Procura della Repubblica.

L'Assessorato sta valutando le modalità da adottare per l'avvio di un nuovo affidamento, non escludendo - perché adesso la cosa si può fare, ma lo farà il seggio di gara e non la Giunta regionale - il ricorso ad una procedura negoziata in analogia a quanto previsto dall'articolo 91 del decreto legislativo n. 163/2006, noto come Codice degli appalti, prendendo in considerazione tutti coloro che avevano fatto delle offerte e che non sono risultati essere compromessi con l'ipotesi di infrazioni, questa è una procedura lunga ma che si dovrebbe concludere a breve, quindi credo che il ricorso alla procedura negoziata dovrà porre fine a tale vicenda.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Mi dispiace, sicuramente mi sono espresso male, ma il riferimento al seggio di gara... non ho parlato "del funzionario", ma ho parlato "dei funzionari", almeno mi pare... poi nessuno "ha la verità in tasca", quindi può darsi che mi sia sbagliato. Naturalmente il fatto che questi lavori che venivano richiesti ai professionisti non erano di grande complessità tecnica... si riferiva al lavoro, non sicuramente alla procedura, erano semplici frazionamenti, visure catastali: questo volevo dire. Io mi sono espresso male, dovevo però tale precisazione, mai mi sono permesso di minimizzare il lavoro fatto con la deliberazione n. 3287, io personalmente... però quella deliberazione non è stata criticata in alcune sue parti dal sottoscritto, ma dal Presidente dell'Ordine degli agronomi forestali della Valle d'Aosta, dal Presidente dell'Ordine dei geologi della Valle d'Aosta, dal Presidente del Collegio dei geometri della Valle d'Aosta, dal Presidente dell'Ordine degli architetti e pianificatori, paesaggisti e conservatori della Valle d'Aosta, dal Presidente dell'Ordine degli ingegneri della Valle d'Aosta e dal Presidente del Collegio dei periti industriali della Valle d'Aosta. Lei però deve ammettere che noi abbiamo riportato ciò che gli ordini, i collegi tecnici della Regione Valle d'Aosta le hanno spedito in riferimento alla deliberazione n. 3287: quella che revocava 7 deliberazioni precedenti e andava ad approvare nuove procedure e criteri per l'affidamento, ma non siamo stati noi che abbiamo avanzato delle critiche, sono stati gli stessi Presidenti degli ordini che lavorano in alcuni casi per la Regione. Il fatto di dire che noi critichiamo o minimizziamo quindi... assolutamente, noi riportavamo ciò che era scritto non sugli organi di stampa, dove vi possono essere problemi di interpretazione di ciò che il Presidente o l'Assessore dice... ma scritto "nero su bianco". La sua risposta la cito, certamente, ma il 12 marzo 2007 lei stesso ha avuto l'esigenza di esprimere in III Commissione la sua posizione, io l'ho ringraziata in Commissione, e la ringrazio nuovamente per questo ma, Assessore, ogni tanto con l'astio che la contraddistingue venire a dire che abbiamo in questa aula minimizzato... non è vero, abbiamo in definitiva riportato ciò che i Presidenti degli ordini e dei colleghi tecnici della Regione avevano espresso con lettere protocollate.

Per tornare alla questione dell'interpellanza, crediamo che la strada che il seggio di gara vuole intraprendere, quella del ricorso alla procedura negoziata, sia una strada corretta ma, come lei ben sa, l'interpellanza e l'interrogazione dei Consiglieri di opposizione è sì in alcuni casi per verificare se un comportamento è stato preso dalla Giunta, quali sono gli intendimenti del Governo regionale, ma in qualche caso è un diritto-dovere del Consigliere, in modo pubblico, in aula, far dire all'Assessore quale sia la realtà. Nessun problema di accuse e controaccuse, crediamo che la sua risposta sia in questo caso stata esauriente.