Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2680 del 9 maggio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2680/XII - Controlli da parte dell'ARPA delle emissioni inquinanti delle industrie valdostane. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che l'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) è l'ente regionale preposto al controllo e al monitoraggio dei fenomeni che riguardano l'acqua, l'aria e il suolo valdostani;

Appreso da fonti d'informazione giornalistica che la Cogne Acciai Speciali sarebbe attenta alle esigenze dell'ambiente e che punterebbe, entro l'anno, a ottenere la certificazione ISO 14000;

Considerato che l'inquinamento atmosferico in Aosta e nei comuni limitrofi, in ragione della presenza di uno stabilimento siderurgico, raggiunge concentrazioni più elevate che non in altre zone della Regione;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i processi industriali che causano la produzione di emissioni inquinanti e con quale frequenza vengono adottati;

2) quali sistemi di captazione e di abbattimento dei fumi sono impiegati dall'azienda e se essi risultano idonei a contenere le emissioni inquinanti;

3) quali sistemi di monitoraggio ha adottato l'ARPA, e da quando, per verificare se siano efficaci i sistemi anti-inquinamento utilizzati da Cogne Acciai Speciali;

4) quali sono le risultanze dei monitoraggi eseguiti e se ritiene sufficienti i controlli effettuati dall'ARPA a tutela dell'ambiente e della salute umana.

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Il problema posto dagli interroganti è complesso e credo che non esaurirò in questi 5 minuti tutte le domande, darò una risposta telegrafica, ma ho una documentazione che lascerò agli interroganti, perché abbiano un quadro complessivo della situazione.

In merito ai primi 2 quesiti dell'interpellanza, faccio riferimento ai principali processi dello stabilimento relativamente agli aspetti inerenti le emissioni in atmosfera. La "Cogne Acciai Speciali" produce acciai inossidabili, acciai per valvole, acciai per utensili e acciai da costruzione di media e alta lega. L'acciaio è prodotto a partire da rottami metallici. Il ciclo di lavorazione è molto complesso e comprende molte linee di produzione legate alle singole tipologie di acciaio. Ho una tabella che vi darò, quindi non sto a leggerla, vengono riportati i reparti dello stabilimento che risultano più rilevanti per l'emissione di inquinanti in atmosfera. Ogni punto di emissione in atmosfera è soggetto ad un'autorizzazione regionale che prevede il rispetto di valore limite di emissione per gli inquinanti emessi.

Quesito n. 2: "quali sistemi di captazione e di abbattimento dei fumi sono impiegati dall'azienda e se essi risultano idonei a contenere le emissioni inquinanti". Tutti gli impianti della "CAS" che provocano emissione in atmosfera sono stati soggetti ad autorizzazione preventiva, rilasciata anche a seguito di un parere dell'"ARPA" nel quale è stata valutata l'idoneità degli impianti per la captazione e l'abbattimento delle emissioni inquinanti ai sensi di legge. Qui c'è, per ognuno di questi, una specifica: fusione del rottame e successiva affinazione dell'acciaio liquido (acciaieria), decapaggio vergelle di acciaio, trattamenti termici, condizionamento acciai, impianto trattamento scorie; per ognuno di questi è scritta la procedura che le lascerò.

Per quanto riguarda i quesiti n. 3 e n. 4: "quali sistemi di monitoraggio ha adottato l'ARPA, e da quando, per verificare se siano efficaci i sistemi anti-inquinamento utilizzati da Cogne Acciai Speciali" e "quali sono le risultanze dei monitoraggi eseguiti e se ritiene sufficienti i controlli effettuati dall'ARPA a tutela dell'ambiente e della salute umana", l'"ARPA" svolge le attività di controllo sia alle emissioni a camino, che in ambiente di vita. Per le emissioni a camino, l'attività di controllo è stata condotta nel 2006 secondo un programma stabilito autonomamente in base alle risorse a disposizione e compatibilmente a tutte le altre attività, prendendo in considerazione prioritariamente gli impianti più rilevanti dal punto di vista dalle emissioni, in relazione al possibile impatto sulla salute della popolazione. Qui c'è una tabella che vi lascio e che riporta i controlli effettuati nel corso del 2006. Tutti i controlli sono stati effettuati mediante prelievo di un campione di effluente gassoso dal camino di emissione e successiva analisi di laboratorio, secondo le metodiche previste dalla normativa vigente. Nel caso dei controlli effettuati al "Decafast" nei giorni 21-22 novembre 2006, oltre ai campionamenti con il metodo tradizionale, sono stati effettuati anche dei monitoraggi mediante analizzatore in continuo a tecnologia "FT-IR" - affittato appositamente per l'occasione - che sono, durati in alcuni casi, anche un'intera notte ed hanno permesso di valutare l'andamento degli inquinanti per un periodo molto più lungo rispetto al campionamento tradizionale. A seguito della ridefinizione delle competenze in materia di controllo, vigilanza e ispezione nel settore ambientale il Dipartimento territorio, ambiente e risorse idriche dell'Assessorato si avvale del supporto del Corpo forestale valdostano per l'esecuzione di attività di vigilanza e ispezione e dell'"ARPA" della Valle d'Aosta come supporto tecnico al Corpo forestale stesso, nel senso che non avendo l'"ARPA" funzioni di Polizia giudiziaria, succedeva che prima andava l'"ARPA", faceva i campionamenti, i rilievi... poi, se rilevava qualcosa, mandava, lei, dei rapporti che avevano però un rapporto piuttosto limitato.

Adesso cosa si è deciso di fare? Normalmente va il Corpo forestale valdostano assieme all'"ARPA"; l'"ARPA" fa le valutazioni di tipo tecnico, se ci sono delle violazioni di legge il Corpo forestale valdostano immediatamente sanziona attraverso un verbale che invia alla Procura della Repubblica. Ad oggi è stato definito il programma dei controlli obbligatori, previsti per le aziende che hanno ottenuto nuova autorizzazione successivamente all'entrata in vigore del decreto legislativo n. 152/2006, come definito dal decreto stesso. La "CAS", al momento, non rientra in questo programma di attività in quanto l'unico impianto autorizzato a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 152/2006 è l'impianto di sodatura riducente, per il quale è stata rilasciata un'autorizzazione sperimentale che prevede lo svolgimento di un piano specifico di monitoraggio a carico di "CAS" e "ARPA" secondo un protocollo che comprende: il controllo mensile della concentrazione di "CrVI", "Cr" e "Ni" nelle vasche di trattamento dell'impianto e il controllo a carico di "CAS" delle emissioni a camino di polveri, "CrVI", "Cr", "Ni" (previsto per maggio 2007).

Per quanto riguarda i controlli in ambiente, la campagna di misura della concentrazione di acido fluoridrico ("HF") che è finalizzata a valutare i livelli in ambiente di "HF", è stata condotta su una rete di 21 punti distribuiti nella "Plaine" di Aosta, attuata nel periodo maggio 2005-giugno 2006, con utilizzo di campionatori passivi, esposti ogni mese per 15 giorni consecutivi. I risultati hanno permesso di ottenere una mappatura delle concentrazioni di acido fluoridrico in aria, che mostra valori più elevati in diretta prossimità della fonte emissiva (camini del decapaggio) ed un rapido decremento allontanandosi da essa. Per quanto riguarda i riferimenti normativi, il decreto ministeriale competente indica un limite sul fluoro totale di 10 µg/m3 sulla media mensile. Tale valore è stato superato nel punto di misura più prossimo all'impianto (50 m) in 2 mesi nel corso dell'anno di misura (va tuttavia tenuto presente che il monitoraggio ha compreso un campionamento di 15 giorni su ogni mese).

Una ripetizione della campagna è in programma compatibilmente con la disponibilità di adeguate risorse finanziarie, potrà essere avviata a partire dalla seconda metà del 2007. Teniamo presente che nei 50 metri non ci sono abitazioni. Determinazione delle concentrazioni di metalli pesanti nelle polveri aerodisperse. Dal 1999 nella stazione della Rete regionale di controllo della qualità dell'aria, ubicata in Aosta-Piazza Plouves, vengono determinate le concentrazioni di metalli pesanti (tra cui piombo, cadmio, rame, cromo, nichel, ferro, zinco, manganese): tali misure sono state estese dal 2006 anche alla stazione di Aosta-Quartiere Dora. I dati sono consultabili nella terza Relazione sullo stato dell'ambiente in Valle d'Aosta. La relazione è stata illustrata alla popolazione in occasione di 4 incontri appositamente organizzati dall'"ARPA" nell'autunno 2006, che si sono tenuti ad Aosta, Sarre, Courmayeur, Verrès. Nella relazione è inoltre presente uno specifico approfondimento sull'incidenza delle emissioni di ossidi di azoto prodotte dalle diverse categorie di sorgenti emissive in Aosta: industria, traffico veicolare, riscaldamento domestico. Queste elaborazioni sono state eseguite con l'utilizzo di modelli matematici per la simulazione della dispersione degli inquinanti in atmosfera... poi ci sono gli allegati che le farò avere.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - La nostra interrogazione ha una funzione di approccio a questo argomento;, come lei ha già detto non si può esaurire in pochi minuti la disamina di una materia così importante e complessa, ne siamo consapevoli e la ringraziamo per le informazioni scritte che ci vorrà fornire. Sulla base delle risposte sintetiche che ci ha fornito, formuliamo le seguenti considerazioni.

In Aosta insiste un'attività industriale di tipo siderurgico, indubbiamente importante dal punto di vista economico, ma altrettanto importante dal punto di vista di emissioni inquinanti. Nelle settimane scorse in quest'aula, più volte, è stato trattato il problema delle emissioni in acqua con la moria dei pesci, che abbiamo volutamente in questo momento non considerato. Ci vogliamo invece soffermare sulle emissioni in aria, perché anche dalla sintesi delle risposte che lei ci ha fornito, ancorché ci siano tutte le autorizzazioni amministrative per le emissioni industriali, ancorché vengano ritenute idonee dai competenti uffici, è naturale che anche se non ha fatto una citazione di valori, alcune emissioni inquinanti sulle quali bisogna focalizzare la nostra attenzione ci sono. Sono emissioni inquinanti che, complice anche le correnti ascensionali che gravitano sull'abitato urbano di Aosta, si riproducono in forma piuttosto estesa in tutta la "Plaine".

È vero che l'"ARPA" ha una sua situazione di monitoraggio ed è altrettanto vero che questo monitoraggio è stato discretamente relazionato sullo stato dell'ambiente redatto nel 2005 dall'"ARPA". Ci risulta però che in altre città italiane, che sono sedi di importanti stabilimenti di questo tipo, il monitoraggio sia più approfondito; ci sono città italiane dove insistono stabilimenti siderurgici nei cui centri su pannelli luminosi sono immediatamente proiettate le concentrazioni di queste emissioni, che sono particolarmente nocive per la salute umana. Pensiamo che l'"ARPA", "in primis" la Giunta regionale, visto che l'"ARPA" è un ente strumentale della Regione, possano cominciare a ragionare in un'ottica più preventiva a tutela della salute umana. Se leggiamo il terzo rapporto dell'"ARPA" che lei ha citato, il 70% dei volumi di effluente gassoso emessi annualmente per tipologia di attività vedono la fusione e la lavorazione dei metalli in testa alle emissioni inquinanti, quindi vuol dire che c'è un'importanza notevole di questa industria, anche da un punto di vista non solo economico - e gliene siamo grati all'imprenditore -, ma anche da un punto di vista inquinante, che deve essere monitorata. E deve essere monitorata in una maniera più specifica di quanto, ad esempio, si esprima a pagina 44 della relazione sullo stato dell'ambiente, dove si cita Aosta come un'area con maggior presenza e densità di sorgenti di emissioni inquinanti in atmosfera perché ospita il 30% della popolazione valdostana e, in quanto capoluogo e sede di attività commerciali e dei principali uffici amministrativi regionali, è centro attrattore di importanti flussi di traffico. Ci sembra strano che non venga nemmeno fatto un cenno al sito siderurgico che ha una notevole importanza!

Viste le leggi che sono state recentemente approvate, in particolare la n. 2/2007, dove si stabilisce che la Regione nell'ambito delle proprie competenze garantisce un'informazione adeguata ai cittadini, fermo restando che l'"ARPA" svolge dignitosamente il suo lavoro, ma che a nostro avviso deve potenziarlo, chiediamo che questa informazione adeguata ai cittadini per quanto riguarda questo sito industriale venga proposta. Ci piacerebbe sapere se in Piazza della Repubblica, in Piazza Plouves o in qualunque altro Comune del circondario quelle emissioni di acido fluoridrico o di biossido di azoto che lei ha citato rientrano nei valori limite imposti dalle norme in materia, o se queste emissioni nocive superano i livelli e di conseguenza l'aria respirata dai cittadini è pregna di sostanze che non sono benefiche per la salute. Su questo argomento torneremo; le siamo grati se ci vorrà consegnare, per una lettura più approfondita, i dati di cui ha fatto cenno.