Oggetto del Consiglio n. 2679 del 9 maggio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2679/XII - Progetto di messa in sicurezza della strada delle Gallie in Comune di Donnas. (Interrogazione)
Interrogazione
Appreso che il tratto della strada delle Gallie che congiunge l'abitato di Donnas con quello di Bard risulta ancora chiuso al traffico, sia veicolare che pedonale per pericolo di caduta massi;
Constatato che questa strada risulta estremamente importante, non solo per chi risiede nel centro storico di Bard, o per chi esercita un'attività commerciale, artigianale, agricola ma anche per il flusso turistico che essa attrae;
Ritenuto importante conoscere i progetti e i tempi di riapertura;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per sapere:
1) il risultato delle perizie geologiche e di stabilità dei versanti interessati dai fenomeni gravitativi;
2) se esiste un progetto di messa in sicurezza della strada romana e una stima del suo costo complessivo;
3) i tempi di realizzazione delle opere di cui al punto precedente.
F.to: Venturella - Squarzino Secondina - Bortot
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - A seguito dei diversi fenomeni di crollo che hanno interessato il tracciato della strada romana che si sviluppa tra i Comuni di Donnas e di Bard e che costituisce una via di accesso al Forte di Bard, la Giunta regionale, con deliberazione n. 1834 del 23 giugno 2006 ha commissionato alla Società "Geodes" di Torino, società che come primo esponente il Prof. Barla, uno studio geologico-geomeccanico del versante compreso tra Donnas e Bard, limitatamente alla parete rocciosa che sottende il tracciato della strada romana di accesso al Forte di Bard, finalizzato alla definizione del grado di rischio da caduta massi, alle indicazioni sugli interventi di messa in sicurezza e alla quantificazione, sia pure di massima, dei costi. Si è trattato di una ricerca fatta con il ricorso alle migliori tecnologie, per poter non solo studiare il sistema roccioso, non solo per individuare i punti di distacco, ma anche per definire l'esatta traiettoria dei singoli blocchi o delle singole zone che potevano essere oggetto di sgretolamento e di caduta.
Lo studio ha portato a una conclusione: che in questo momento l'innesto di fenomeni di crollo ha una probabilità percentuale del 100% di verificarsi praticamente sull'intera parete, quindi coinvolgendo l'intero tratto della strada romana. Agli effetti di determinare delle possibili soluzioni risolutive si sono individuate due zone: una zona nella quale era immaginabile di fare degli interventi di stabilizzazione del versante Goilin, salvo fatti eventualmente alcuni interventi di bonifica e di disgaggio di qualcosa di superficiale, si poteva immaginare di intervenire sul resto con quelle tecnologie, le reti piuttosto che i ponti, immaginando di pervenire ad un rischio accettabile con questo intervento; l'altra zona, proprio per le caratteristiche di distacchi e soprattutto per le traiettorie, sulla quale non era immaginabile fare degli interventi di sistemazione passiva, quindi è stata definita una zona completamente rossa. Di fronte a questi due scenari l'ipotesi di risposta poteva essere quella di fare degli interventi di messa in sicurezza e di stabilizzazione nella cosiddetta "zona verde", in quella che avrebbe potuto dare dei risultati accettabili, mentre per quanto riguarda la zona rossa, dove il distacco dei massi e soprattutto la traiettoria non era gestibile, si era ipotizzato di fare una galleria di circa 510 metri che dal bivio con la "SS 26" si portava alla delimitazione delle due zone: finita la zona completamente rossa, la strada proseguiva nella zona cosiddetta "verde", oggetto di sistemazione. Naturalmente qui si pone un problema, perché la galleria pone il problema dell'accesso a piedi, facendo la galleria i pedoni sono penalizzati, mentre proprio questo accesso ha un interesse soprattutto da un punto di vista pedonale.
C'è una terza possibilità per i pedoni, che è quella di ampliare il parcheggio sopra la centrale piuttosto a nord e, da lì, sviluppare un percorso pedonale che arrivi sotto al cimitero, quindi sarebbe completamente fuori dalle zone più sollecitate da questa caduta. Tenga presente che in particolare nel primo tratto, la cosiddetta "zona rossa", dove c'è il lastrone da dove vengono giù i massi per il quali non sono immaginabili degli interventi di sistemazione, questa zona incide da un punto di vista della pericolosità anche sulla ferrovia e sulla strada statale. Questo era uno dei motivi per i quali l'"ANAS" si era dimostrata, a suo tempo, interessata a fare una variante in galleria per la "SS 26", cosa che avrebbe consentito di utilizzare l'attuale strada statale non nei tratti sottoposti a pericolo, ma negli altri tratti come dei parcheggi, rendendo così un grande servizio al Forte di Bard. Della cosa, contrariamente a quello che era avvenuto in passato in occasione della visita del Ministro Di Pietro, non se n'è fatto cenno! Ricordo che invece 3 anni fa si era addirittura chiesta una compartecipazione alla progettazione, assicurando che c'erano nelle disponibilità finanziarie un capitolo particolare dell'"ANAS", che era quello che riguardava la valorizzazione dei siti storici annessi a tratti di strade statali.
Per quanto riguarda i costi, nell'ipotesi massima il costo è di circa 8 milioni di euro, sono circa 4 milioni di euro la realizzazione della galleria e 4 milioni di euro la messa in sicurezza della zona cosiddetta "verde", cioè quella che facendo degli interventi di stabilizzazione potrebbe rendere compatibile il transito sotto di essa. Di fronte a questo scenario di costi e tenuto conto che, comunque sia, anche l'ipotesi più costosa - galleria più messa in sicurezza del versante - non dà una risposta complessiva sufficiente alle esigenze di accesso al Forte di Bard, stiamo esplorando altre possibilità e valutando altre soluzioni per risolvere questo problema, tenuto conto che ci sono non pochi vincoli di carattere ambientale, archeologico, paesaggistico e quindi vanno fatte delle scelte delicate per essere compatibili con la salvaguardia di queste prerogative.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Noi abbiamo ascoltato con attenzione la risposta. Il contenuto della risposta, il tono dell'Assessore Cerise, il modo di affrontare mi sembra abbastanza corretto, molto laico; ricordiamo che il tracciato della strada delle Gallie che corrisponde al tratto Donnas-Bard, è stato assunto come ufficiale nella via francigena, quindi è un percorso ricordato dall'Arcivescovo di Canterbury Sigeri con il suo diario, 79 tappe e una delle tappe era proprio il Borgo di Donnas.
Volevo solo fare riferimento, invece, al documento; mi pare che fosse la scheda misura 3, leggo qui due azioni proprio in riferimento al microsistema Donnas-Bard, è un fondo "SR", mi pare, che interviene sullo sviluppo dell'offerta di turismo culturale e ambientale. Nell'azione 2, realizzazione del percorso di turismo culturale e ambientale denominato "microsistema Pont-Saint-Martin/Donnas/Bard", c'era in effetti la predisposizione, il rifacimento della strada comunale sul tracciato della strada romana Donnas-Bard e la valorizzazione dell'immediato intorno. C'era anche, negli interventi "E3", la sistemazione dell'area compresa fra la strada romana e la Dora Baltea fra Bard e Donnas, il parcheggio. Allora credo che l'atteggiamento sia di estrema prudenza, come lei ci ha esposto; vi sono dei problemi di sicurezza, da qui questi interventi in zona verde, ci sono dei problemi però anche di importanza turistica, cioè questo tracciato è importantissimo, perché collega senza passare dalla strada statale il Borgo di Donnas con quello di Bard, passando in luoghi che trasudano storia e questo è importantissimo!
Credo che un coinvolgimento sia di tutti gli attori, turistici, commerciali, artigianali, sia delle popolazioni che ruotano attorno a questo microsistema che si sta evolvendo, che sta maturando piano piano, il microsistema Pont-Saint-Martin/Donnas/Bard, sia necessario, quindi cerchiamo di studiare, sì, delle soluzioni alternative come lei ha affermato, ma coinvolgendo anche gli attori che sono quelli che operano nel territorio.
Siamo soddisfatti della risposta dell'Assessore.
