Oggetto del Consiglio n. 2671 del 19 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2671/XII - Approvazione della risoluzione: "Verifica della compatibilità della procedura prevista dalla legge regionale 19/2003 con le materie di cui all'articolo 15 dello Statuto speciale".
Presidente - Come avevamo convenuto in Conferenza Capigruppo, pongo in votazione l'iscrizione della risoluzione in oggetto che porta le firme dei Consiglieri Lavoyer, Vicquéry e Viérin Marco:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Come convenuto, la risoluzione viene discussa immediatamente; ne do lettura:
Risoluzione
il Consiglio regionale
Preso atto che il Consiglio regionale ha dato corso all'esame delle proposte di legge di iniziativa popolare nn. 138, 139, 140, 141/XII, sottoposte a referendum propositivo ai sensi degli articoli 12 e seguenti della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19;
Considerato che nel corso dell'iter istruttorio sono emersi rilevanti dubbi in merito alla compatibilità della procedura prevista dalla citata legge referendaria ove applicata alle materie elencate all' articolo 15 dello Statuto. Tali dubbi sono stati in primis rappresentati dal Presidente della Regione nel corso dell'audizione innanzi alla I Commissione consiliare del 26 gennaio 2007, prima occasione di coinvolgimento del Presidente della Regione nell'iter procedimentale;
Preso atto che i medesimi dubbi risultano espressi anche dagli autorevoli pareri richiesti dalla Giunta regionale, su iniziativa del Presidente della Regione, al quale la stessa legge rimette adempimenti fondamentali, dei quali egli è responsabile;
Ritenuto necessario verificare, a tutela dell'ordinamento e del buon funzionamento delle istituzioni regionali, oltre che dell'efficace e fruttuoso pronunciamento e a tutela del corpo elettorale, che gli atti scaturenti dal procedimento referendario risultino pienamente legittimi sotto il profilo procedimentale, al fine anche di ovviare al rischio che sia inficiata la validità del procedimento elettorale, in conseguenza di eventuali censure di illegittimità sollevate successivamente alla loro approvazione;
Preso atto che il Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 15 dello Statuto, ha approvato, con le maggioranze qualificate espressamente previste, le proposte legislative di iniziativa consiliare, riguardanti le medesime materie oggetto delle proposte referendarie, così esercitando la funzione legislativa riservatagli nelle predette materie dal citato articolo 15 dello Statuto;
Rammentato che il procedimento di cui al richiamato articolo 15 dello Statuto contempla l'eventualità che il corpo elettorale possa essere chiamato, mediante referendum confermativo, a pronunciarsi sulle citate deliberazioni legislative, in funzione della loro conferma successiva, rispetto ad una volontà consiliare di revisione già perfetta, ovvero, mediante il loro rigetto, della conservazione della disciplina legislativa vigente;
Rilevato inoltre che, in occasione della prima applicazione della normativa regionale in materia di referendum propositivo, come risultante dalle modificazioni apportate dalla legge regionale 14 marzo 2006, n. 5, sono emersi dubbi, criticità e lacune che inducono ad una revisione della disciplina, che pur si presenta con caratteri di particolare innovatività e originalità anche rispetto ad altre analoghe, delle quali ad oggi non risulta alcun caso di piena applicazione;
Impegna
Il Presidente della Regione, in relazione agli adempimenti al medesimo spettanti ai sensi dell'articolo 13, comma 5, della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19, a sottoporre alla Commissione di cui all'articolo 40 della citata legge regionale, considerata la generale competenza ad essa spettante nella materia referendaria, la questione relativa alla fondatezza dei dubbi sopra rappresentati.
F.to: Vicquéry - Lavoyer - Viérin Marco
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Visto che mi avete chiamato badante, la badante non vota le risoluzioni qui; allora o sono considerata una Consigliera nel mio ruolo e quindi svolgo il mio ruolo... ma, quando qualcuno si prende la briga di darmi degli epiteti come badante, credo sia un maleducato. Le badanti non votano in tale Assemblea, questo è il motivo per cui non ho votato l'ammissione della risoluzione.
Riteniamo questa risoluzione un attacco molto grave, i referendum sono stati finalmente votati oggi, quindi il Consiglio si è espresso, adesso i referendum possono continuare il loro iter. I referendum avrebbero potuto ottenere un parere da parte del Consiglio già da alcune settimane, si è voluto aspettare oggi per fare un confronto. Adesso i referendum sono votati, possono riprendere il loro cammino e invece questa maggioranza, che si sente così sicura che oggi ha dato un segno di compattezza, non ha il coraggio di andare al referendum a discutere con la gente. Vi è una legge regionale che indica un procedimento molto preciso, dove vi è anche una Commissione con precise competenze, che deve svolgere all'interno del procedimento un suo ruolo. Questa Commissione ha svolto il suo compito, ha esaminato i vari quesiti referendari e li ha esaminati proprio tenendo conto di quanto la legge dice. La legge dice testualmente che la Commissione inizia la verifica, quindi la Commissione svolge una verifica sull'ammissibilità della proposta di legge e si pronuncia espressamente e motivatamente in merito a: competenza regionale nella materia oggetto della proposta di legge, conformità della proposta di legge alle disposizioni della Costituzione, dello Statuto speciale, nonché ai vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. La Commissione ha svolto questo compito, ha esaminato le proposte di legge sulla base di tali principi e, una volta che è stato espresso il parere della Commissione, si è cominciato a raccogliere le firme, perché se la Commissione avesse detto: "voi, gruppetto di proponenti, 250 persone, che sottoscrivete tale provvedimento, questa proposta di legge non ha nessun senso", a quel punto non si sarebbero raccolte le firme, invece la Commissione ha detto: "sì, si possono raccogliere le firme". Le firme sono state raccolte, si è cominciato ad andare avanti e poi all'improvviso arrivano i dubbi. Ma come mai arrivano all'improvviso i dubbi all'interno di una procedura prevista per legge regionale che questo Consiglio ha approvato? Come mai arrivano tali dubbi? Dubbi di costituzionalisti... abbiamo sentito pareri di costituzionalisti... ma quando arrivano e chi li suggerisce? Non penso che né Onida, né Ferrari, né Marini si siano svegliati un mattino e abbiano detto: "c'è un problema importante in Valle d'Aosta: il problema della costituzionalità del procedimento referendario, lo approfondiamo in modo da sollevare questo problema". Non è andata così. C'è una persona precisa che ha posto questo problema e lo ha posto nel momento in cui è venuto in I Commissione ad esprimere un parere. Come mai è arrivato in quel momento? Perché all'inizio si era convinti che i referendari non sarebbero riusciti a raccogliere le firme, poi si è visto che i referendari non erano riconducibili ad una sola persona. Credo che voi stiate facendo di una persona un "factotum", non è possibile che una sola persona riesca a rappresentare tutti questi referendum...
Bortot (fuori microfono) - ... loro sono abituati così...
Squarzino (Arc-VA) - ... loro sono abituati così, ma qui c'è un gruppo di persone dietro alle quali ci sono delle forze politiche, degli amministratori, un centinaio di amministratori ha detto chiaramente che aderiva a tali proposte, dietro alle quali c'è un'opinione pubblica. Qualcuno di voi è venuto l'altra sera, il salone della Regione era pieno e la gente ha capito che questo è un modo per poter esprimere un proprio parere e, se si manifesta il sospetto che qui si voglia bloccare il procedimento referendario, credo che la gente lo ritenga un attacco gravissimo alla democrazia, alla possibilità dei cittadini di esprimersi! Quando mai si vede che nel corso di un procedimento si interviene per porre domande in tale senso? Questo quindi è gravissimo e la cosa ancora più grave è il testo della risoluzione che viene presentata; non mi soffermo sulle premesse, ma vado al deliberato. Il deliberato impegna il Presidente della Regione a sottoporre alla Commissione dei saggi la questione relativa alla fondatezza dei dubbi sopra presentati. I saggi non hanno tali competenze, la legge regionale è molto chiara al riguardo: possono solo esprimere un parere sull'ammissibilità e un parere sul fatto se sono conformi o no le proposte referendarie alle leggi che il Consiglio ha votato. Ora qui si chiede una cosa illegittima, ossia si attribuisce alla Commissione una competenza che non ha. È una richiesta infondata dal punto di vista normativo e, dal punto di vista politico, è grave che un Presidente, che deve far rispettare le leggi, si introduca all'interno di un procedimento che ha un suo iter per bloccarlo e impedire che i cittadini possano esprimersi. Queste sono le vostre scelte? questo è il modo di lavorare?
Non entrerò, come ha fatto oggi il Presidente, nel merito delle critiche giuridiche, non ho la competenza per fare tali cose e non è certo il Consiglio che è chiamato a fare questo. Il Consiglio è chiamato a fare le leggi e a farle rispettare, oggi sono state fatte delle leggi, posso non condividerle, ma sono state fatte e queste, se non ci saranno eventuali referendum che possano inficiarle, saranno leggi di questa Regione da rispettare e da far rispettare, ma non possiamo, mentre tutto un iter è partito secondo una norma legislativa, interromperlo. Credo non vi rendiate conto di come tale tipo di azione sia considerato dalle persone... come un attacco alla loro possibilità di decidere e come una paura da parte vostra... siete forti? Oggi lo avete dimostrato? Benissimo, allora i referendum si facciano e voi andrete insieme ai referendari a spiegare alla gente le vostre ragioni e credo che, se siete così forti, vincerete. Perché bisogna ricorrere a dei cavilli giuridici per evitare il confronto?
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Cercherò di essere breve, ma di essere anche chiaro. Abbiamo espresso e ribadiamo la soddisfazione per un percorso di condivisione su delle riforme che reputavamo necessarie e importanti come quelle della materia elettorale. Riteniamo, e qui forse possiamo rasserenare il collega Sandri - che forse non ci sente, ma qualcuno avrà la bontà di riferirglielo -, che il nostro ruolo in questo momento sia quello di fare un passo indietro rispetto a quelle che possono essere condivisioni, solidarietà o quant'altro che devono essere espresse da una maggioranza politica a rafforzamento delle competenze del Presidente della Regione, poi, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, facciamo notare come l'impegnativa riguardi quegli adempimenti che competono al Presidente stesso. Vogliamo allora essere chiari. I referendum non ci preoccupano e non ci preoccupano soprattutto dopo che abbiamo dato una risposta riformistica e riformista alla materia elettorale. Non saremo sicuramente noi come Consiglio... come penso non abbia in mente il Presidente Caveri di poter essere lui a bloccare il percorso del referendum. Se il percorso del referendum sarà bloccato, sarà bloccato perché la Commissione dei saggi prevista dalla legge regionale avrà fatto valutazioni di un certo tipo rispetto al percorso che in un primo tempo loro stessi hanno avviato. Riteniamo perciò superflua questa risoluzione, reputiamo che essa possa dare pretesto a qualcuno di gridare all'attacco dell'istituto referendario, che è previsto da una norma della Regione.
Reputiamo che il Presidente faccia bene nell'ambito delle sue competenze a comunicare ai saggi che il Consiglio ha legiferato su una materia che era stata oggetto dei disegni referendari, che faccia bene a trasmettere i pareri che ha acquisito e di cui gli chiederemo di avere copia come gruppo e che ben farebbe a trasmettere anche il parere dei referendari stessi, perché proprio il parere dei referendari stessi evidenzia un contrasto interpretativo che è non più politico, ma giuridico. Siamo convinti che il Presidente non abbia velleità golpiste, che, in assenza di determinazioni dell'organo dei garanti, non potrà far altro che indire il referendum. La scelta netta di campo sulle problematiche referendarie penso che il nostro gruppo l'abbia dimostrata con dei voti netti, non dei voti di astensione, perché le proposte referendarie non solo sono contrastanti, ma sono superate da quel percorso legislativo che abbiamo condiviso. Riteniamo di conseguenza che questa impegnativa abbia più il sapore di un attestato di sostegno politico che una maggioranza vuol fare al suo Esecutivo, reputiamo di non interferire in una questione di maggioranza e, di conseguenza, di non partecipare alla votazione, perché riteniamo che questo atto vada al di là del percorso condiviso e che è un problema interno alla maggioranza.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Ho chiarito abbastanza il mio pensiero sull'incrocio fra la vicenda referendaria e quella di questo provvedimento. È stato un lungo percorso - non ho fatto una dichiarazione di voto perché non ce n'era bisogno sulla legge -, un lungo lavoro, forse il migliore o quello di maggiore impegno da quando sono tornato in Consiglio l'anno scorso. Avevo nella legislatura precedente portato avanti alcune leggi come relatore, alle quali avevo contribuito come redazione, in particolare quella sull'applicazione della legge n. 241, ossia la legge n. 18 sull'accesso ai documenti amministrativi, e nel 2002 la prima legge sul referendum, quando il Consiglio decise di applicare il dettato della riforma del 2001 del capo V della Costituzione, la "riforma Amato". Ho condiviso durante tutta questa legge un percorso per me difficile, perché la mia posizione è nota e non la nascondo. Ho sostenuto con piena lealtà, contribuendo al lavoro, il lavoro del gruppo dell'"Union" e di tutti gli altri gruppi politici che hanno sostenuto la legge, ma non mi sento di votare la risoluzione. Avrei potuto uscire... ma non sarebbe stato trasparente, non voglio nascondermi dietro giochetti come uscire o tirare la scheda, non in questo caso e su un argomento del genere. Riconoscendo al Presidente e ai proponenti la piena competenza di poter esercitare il ruolo che loro compete nell'ambito del procedimento referendario, compito e competenza che assegna loro la legge, mi asterrò durante la votazione.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Di questa risoluzione iscritta d'urgenza - anche se ho votato per la sua iscrizione - non condividiamo il metodo, il contenuto, anche perché, vedendo le defezioni dichiarate - non avevo dubbi che il gruppo "La Casa delle Libertà" dichiarasse la non partecipazione al voto - e altre espressioni di contrarietà all'iniziativa, mi pongo la domanda: da chi origina la risoluzione? Non dalla maggioranza. L'origine di questa risoluzione è il nostro Presidente, è lui che vuole questo perché ha detto giustamente: "ho cominciato ad avere dei dubbi sulla costituzionalità il 26 gennaio 2007" quando è stato audito in I Commissione... Aveva acquisito già il parere, ha incaricato 2 costituzionalisti, ma dall'altra parte esiste la Commissione per il procedimento referendario, 3 costituzionalisti che hanno, in virtù dell'articolo 7, verificato l'ammissibilità, ma non solo la Commissione dei saggi, anche il Governo nazionale non ha mosso rilievi di costituzionalità, quindi è passata attraverso 2 "forche caudine". Credo allora che questa iniziativa: quella di entrare a gamba tesa a giochi iniziati, anzi a gioco quasi concluso, sta fischiando ormai l'arbitro... come una di quelle a cui assistevamo da ragazzini quando arrivava il tipo che era solito fare delle "boutade", allora o si rispondeva con una risata, o con una pernacchia ma, dato che ci crediamo, siamo persone che hanno rispetto delle istituzioni, la pernacchia non la faremo, ma la risata sì. Pensare che il processo referendario di una legge votata da questo Consiglio non tuteli l'ordinamento e il buon funzionamento dell'istituzione regionale... perché avete scritto questo: in opposizione... se per caso passa il referendum, non vi è la tutela dell'ordinamento e non funzionano le istituzioni regionali... una legge regionale... ma quali sono le ragioni nascoste? Le ragioni nascoste non sono quelle di fare il "golpe bianco", assolutamente no, non vogliamo pensare che il nostro Presidente sia così ingenuo da non indire il referendum, il suo obiettivo è un altro: quello di ingenerare confusione, di creare allarmismo. Si dice in definitiva: "massa critica non ce n'è, ma almeno i fumogeni li spariamo, perché ci servono, perché, dato che il procedimento referendario, è quasi concluso..." - il 4 novembre, questa forse è la data: prima domenica utile - "... vi è nel referendum - cosa che in Svizzera non vi è - il "quorum", è chiaro che più i Valdostani si pongono dei dubbi più facilmente si verificherà una disaffezione, non vanno a votare". Chiediamo allora: se il confronto con il voto dei cittadini vi fa così paura, evitate di fare tutti questi giochini e vi attrezzate con una bella campagna referendaria per i "no", 4 "no". Non fate come il 9 giugno 1991 quando Craxi e Bossi invitarono di andare al mare, fra l'altro in quel referendum chiamato "referendum Segni" votò più del 60% con il 96% di "sì", quindi fu una vittoria schiacciante. Credo che l'invito, ora il ruolo delle parti si inverte, è ritirare questa mozione perché non ha nessun senso.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Credo che anche questo sia un voto delicato, sono state espresse delle posizioni contrastanti, è stato utile il dibattito, riteniamo opportuno, insieme con i colleghi del gruppo "Arcobaleno", chiedere una votazione a scrutinio segreto su tale punto: parlo a nome della collega Fontana e dei colleghi del gruppo "Arcobaleno".
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 26
Favorevoli: 20
Contrari: 6
Astenuti: 1
Il Consiglio approva.
