Oggetto del Consiglio n. 2666 del 19 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2666/XII - Proposta di legge: "Modificazioni alle leggi regionali 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), e 17 marzo 1986, n. 6 (Funzionamento dei gruppi consiliari)". (Approvazione di ordine del giorno)
Capo I
Modificazioni alla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3
Articolo 1
(Modificazione all'articolo 2)
1. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta), le parole "nel territorio della Regione per un periodo ininterrotto di un anno" sono sostituite dalle parole ", alla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, nel territorio della Regione da almeno un anno ininterrottamente".
Articolo 2
(Sostituzione dell'articolo 3bis)
1. L'articolo 3bis della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"Articolo 3bis
(Condizioni di parità tra i generi)
1. In attuazione dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, la Regione promuove l'equilibrio della rappresentanza tra i generi e condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali.
2. In ogni lista di candidati all'elezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento, arrotondato all'unità superiore.".
Articolo 3
(Modificazione all'articolo 3ter)
1. Al comma 1 dell'articolo 3ter della l.r. 3/1993 la parola "sessi" è sostituita dalla parola "generi".
Articolo 4
(Modificazione all'articolo 3quater)
1. Al comma 1 dell'articolo 3quater della l.r. 3/1993 la parola "sessi" è sostituita dalla parola "generi".
Articolo 5
(Modificazioni all'articolo 4)
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso di cui all'articolo 50bis, per data delle elezioni si intende la data di svolgimento del turno di ballottaggio.".
2. Il comma 3 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è abrogato.
3. Al comma 4 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 la parola "quarantacinquesimo" è sostituita dalla parola "sessantesimo".
4. Al comma 6 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 le parole "entro cinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso" sono sostituite dalle parole "il quarantacinquesimo giorno antecedente la data delle elezioni".
Articolo 6
(Inserimento dell'articolo 4bis)
1. Dopo l'articolo 4 della l.r. 3/1993 è inserito il seguente:
"Articolo 4bis
(Programma elettorale)
1. Ogni partito, movimento o gruppo politico, contestualmente alla presentazione delle liste ai sensi dell'articolo 7, presenta un proprio programma elettorale, che può essere comune a più liste, con dichiarazione sottoscritta dai presidenti o segretari regionali dei partiti, movimenti o gruppi politici alle cui liste tale programma si riferisce ovvero da rappresentanti da loro indicati con mandato autenticato da notaio. Ogni lista può sottoscrivere un solo programma elettorale.
2. Nel caso di presentazione di un programma elettorale comune, la dichiarazione di cui al comma 1 è sottoscritta congiuntamente.".
Articolo 7
(Modificazioni all'articolo 6)
1. Al comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 le parole ", fatto salvo quanto disposto dal comma 10" sono soppresse.
2. Al comma 3 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 le parole "del decreto del Presidente della Regione" sono sostituite dalle parole "del manifesto di cui all'articolo 4, comma 6".
3. Il comma 5 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"5. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un notaio o da personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie collocato nella settima qualifica funzionale e superiori o da un segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale). Per gli elettori residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.".
4. Il comma 5bis dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"5bis. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve inoltre contenere l'esplicita dichiarazione del candidato:
a) di insussistenza a suo carico delle cause di ineleggibilità previste dalla normativa regionale;
b) di aver preso integrale conoscenza delle disposizioni della presente legge in materia di contenimento, pubblicità e controllo delle spese per la campagna elettorale.".
5. I commi 8, 9 e 10 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 sono abrogati.
Articolo 8
(Modificazione all'articolo 7)
1. Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 7 della l.r. 3/1993 la cifra "2" è sostituita dalla cifra "3".
2. Dopo la lettera a) del comma 2 dell'articolo 7 della l.r. 3/1993 è inserita la seguente:
"abis) copia del programma elettorale di cui all'articolo 4bis;".
3. Al comma 5 dell'articolo 7 della l.r. 3/1993 le parole "l'iscrizione nelle liste elettorali di un Comune della Regione" sono sostituite dalle parole "il possesso dei requisiti di cui all'articolo 2".
Articolo 9
(Modificazione all'articolo 9)
1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 3/1993 è sostituita dalla seguente:
"a) verifica che le liste siano state presentate nei termini, che siano corredate dal numero di firme prescritte, che comprendano un numero di candidati non inferiore al numero minimo prescritto e che nelle stesse ogni genere sia rappresentato in misura non inferiore al 20 per cento; riduce al limite prescritto quelle contenenti un numero di candidati superiore al numero massimo prescritto, cancellando gli ultimi nomi; dichiara non valide le liste che non corrispondano alle predette condizioni;".
2. Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 9 della l.r. 3/1993 sono aggiunte, in fine, le parole "e mancanti del programma elettorale di cui all'articolo 4bis".
3. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 3/1993 è sostituita dalla seguente:
"a) stabilisce, mediante sorteggio, da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista di cui all'articolo 7, comma 6, appositamente convocati, l'ordine dei programmi elettorali, di lista o comuni, e, successivamente, l'ordine delle liste che hanno presentato un programma comune. Le liste e i relativi contrassegni sono riprodotti sulle schede di votazione di cui all'articolo 17 e sul manifesto di cui all'articolo 11 con i colori del contrassegno depositato e secondo l'ordine risultato dal sorteggio;".
4. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 3/1993 la parola "a" è sostituita dalla parola "ai".
Articolo 10
(Modificazione all'articolo 11)
1. Il comma 1 dell'articolo 11 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"1. Il Presidente della Regione provvede alla preparazione del manifesto che deve contenere le liste dei candidati, i relativi contrassegni, l'indicazione del programma elettorale secondo l'ordine risultato dal sorteggio, il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita, nonché il numero progressivo assegnato ai candidati di ciascuna lista. Il manifesto deve essere bilingue. Per i Comuni individuati ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 19 agosto 1998, n. 47 (Salvaguardia delle caratteristiche e tradizioni linguistiche e culturali delle popolazioni walser della valle del Lys), il manifesto è predisposto anche in lingua tedesca.".
2. Il comma 3 dell'articolo 11 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"3. Il Presidente della Regione provvede alla stampa delle schede, redatte a norma dell'articolo 17, nelle quali l'indicazione del programma elettorale e i relativi contrassegni di lista sono riportati secondo l'ordine risultato dal sorteggio. Le schede devono essere bilingui.".
Articolo 11
(Modificazione all'articolo 12)
1. Al comma 4 dell'articolo 12 della l.r. 3/1993 la parola "quarto" è sostituita dalle parole ", comma 5".
Articolo 12
(Sostituzione dell'articolo 13)
1. L'articolo 13 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"Articolo 13
(Tessera elettorale)
1. L'ammissione dell'elettore all'esercizio del diritto di voto è subordinata all'esibizione, unitamente ad un documento d'identificazione, della tessera elettorale di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000, n. 299 (Regolamento concernente l'istituzione, le modalità di rilascio, l'aggiornamento ed il rinnovo della tessera elettorale personale a carattere permanente, a norma dell'articolo 13 della legge 30 aprile 1999, n. 120).
2. In occasione della consultazione elettorale, allo scopo di rilasciare, previa annotazione in apposito registro, le tessere elettorali non consegnate o i duplicati delle tessere in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell'originale, l'ufficio comunale resta aperto nei cinque giorni antecedenti l'elezione almeno dalle ore 9 alle ore 19 e nel giorno della consultazione per tutta la durata delle operazioni di voto.
3. Per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni di cui al d.p.r. 299/2000.".
Articolo 13
(Modificazione all'articolo 16)
1. Alla lettera h) del comma 1 dell'articolo 16 della l.r. 3/1993 le parole "dal Servizio elettorale e vigilanza anagrafica della Presidenza della Regione" sono sostituite dalle parole "dalla competente struttura regionale".
Articolo 14
(Modificazioni all'articolo 17)
1. Il comma 1 dell'articolo 17 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"1. Le schede sono di carta consistente di tipo unico e di identico colore, sono fornite dalla competente struttura regionale e sono stampate con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A e B allegate alla presente legge.".
2. Il comma 2 dell'articolo 17 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"2. Le schede riproducono in fac-simile, secondo l'ordine risultato dal sorteggio, entro gli appositi rettangoli, l'indicazione "programma di lista" o "programma comune" e i contrassegni a colori di tutte le liste regolarmente presentate.".
Articolo 15
(Modificazione all'articolo 18)
1. Al comma 2 dell'articolo 18 della l.r. 3/1993 le parole "Il Servizio elettorale e vigilanza anagrafica" sono sostituite dalle parole "La competente struttura".
Articolo 16
(Modificazione all'articolo 21)
1. Il comma 2 dell'articolo 21 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"2. Il Sindaco o il commissario notifica ai sorteggiati, nel più breve tempo e comunque non oltre il quindicesimo giorno precedente quello della votazione, l'avvenuta nomina per mezzo di un ufficiale giudiziario o di un messo comunale. L'eventuale grave impedimento deve essere comunicato, entro quarantotto ore dalla notifica della nomina, al Sindaco o al commissario, che provvede a sostituire gli impediti con elettori sorteggiati nell'albo degli scrutatori di cui al comma 1.".
Articolo 17
(Modificazioni all'articolo 22)
1. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 22 della l.r. 3/1993 è abrogata.
2. La lettera d) del comma 1 dell'articolo 22 della l.r. 3/1993 è sostituita dalla seguente:
"d) i Segretari comunali e i dipendenti dei Comuni e della Regione addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali e presso la competente struttura regionale.".
Articolo 18
(Modificazione all'articolo 23)
1. Al comma 1 dell'articolo 23 della l.r. 3/1993 le parole "secondo quanto previsto dall'articolo 61" sono soppresse.
Articolo 19
(Modificazione all'articolo 26)
1. L'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 26 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente: "L'urna deve essere fissata sul tavolo stesso e essere sempre visibile a tutti".
Articolo 20
(Modificazione all'articolo 28)
1. Al comma 3 dell'articolo 28 della l.r. 3/1993 le parole "il certificato di iscrizione alla sezione rispettiva" sono sostituite dalle parole "la tessera elettorale da cui risulti l'iscrizione alla rispettiva sezione".
Articolo 21
(Modificazione all'articolo 29)
1. Al comma 1 dell'articolo 29 della l.r. 3/1993 dopo la parola "seggio" è inserita la parola "è".
Articolo 22
(Modificazioni all'articolo 30)
1. Al comma 2 dell'articolo 30 della l.r. 3/1993 le parole ", 53 e 54 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361" sono sostituite dalle parole "e 53 del d.p.r. 361/1957".
2. Al comma 3 dell'articolo 30 della l.r. 3/1993 le parole "legge 23 aprile 1976, n. 136, recante riduzione dei termini e semplificazione del procedimento elettorale" sono sostituite dalle parole "l. 136/1976".
3. Il comma 4 dell'articolo 30 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"4. I militari delle forze armate nonché gli appartenenti a corpi organizzati militarmente per il servizio dello Stato, alle Forze di polizia, al Corpo valdostano dei vigili del fuoco ed al Corpo forestale della Valle d'Aosta sono ammessi a votare nel comune della Regione in cui si trovano per causa di servizio, sempre che siano iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Regione e siano in possesso della tessera elettorale.".
Articolo 23
(Modificazioni all'articolo 31)
1. Al comma 4 dell'articolo 31 della l.r. 3/1993 le parole "elettore della propria famiglia iscritto nel Comune, o in mancanza, di un altro elettore del Comune" sono sostituite dalle parole "cittadino iscritto nelle liste elettorali di un qualunque Comune della Repubblica".
2. Il comma 7 dell'articolo 31 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"7. L'accompagnatore consegna la tessera elettorale dell'elettore accompagnato. Il Presidente del seggio accerta, con apposita domanda, se l'elettore abbia scelto liberamente il suo accompagnatore e ne conosca il nome e cognome; quindi registra a parte, nel verbale, tale modalità di votazione, indicando il motivo specifico dell'assistenza nella votazione, eventualmente il nome dell'autorità sanitaria che ha accertato l'impedimento ed il nome e cognome dell'accompagnatore.".
3. Al comma 8 dell'articolo 31 della l.r. 3/1993 le parole "9, comma 1, della legge 11 agosto 1991, n. 271, recante modifiche ai procedimenti elettorali" sono sostituite dalle parole "56 del d.p.r. 361/1957".
4. Il comma 9 dell'articolo 31 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"9. L'annotazione del diritto al voto assistito, di cui al comma 4, è inserita su richiesta dell'interessato, corredata della relativa documentazione, a cura del comune di iscrizione elettorale, mediante apposizione di un corrispondente simbolo o codice nella tessera elettorale personale, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di riservatezza personale ed in particolare del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia dei dati personali).".
Articolo 24
(Modificazioni all'articolo 34)
1. L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 34 della l.r. 3/1993 è soppresso.
2. Il comma 5 dell'articolo 34 della l.r. 3/1993 è abrogato.
Articolo 25
(Sostituzione dell'articolo 37)
1. L'articolo 37 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"Articolo 37
(Decisione provvisoria sugli incidenti)
1. Il Presidente dell'Ufficio elettorale, udito il parere degli scrutatori, si pronuncia in via provvisoria sui reclami, anche orali, sulle difficoltà e sugli incidenti relativi alle operazioni della sezione, dandone conto nel verbale.".
Articolo 26
(Modificazioni all'articolo 39)
1. Alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 39 della l.r. 3/1993 le parole "dei tagliandi dei certificati" sono sostituite dalle parole "risultante dal registro contenente i numeri delle tessere".
2. Alla lettera e) del comma 1 dell'articolo 39 della l.r. 3/1993 le parole "i tagliandi dei certificati" sono sostituite dalle parole "il registro contenente i numeri delle tessere".
Articolo 27
(Modificazioni all'articolo 40)
1. Il comma 3 dell'articolo 40 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"3. Uno degli scrutatori, designato a sorte, estrae dall'urna, in successione, ogni scheda, la dispiega e la consegna al Presidente, il quale proclama ad alta voce il contrassegno della lista votata e, ove occorra, il numero progressivo della lista per la quale è dato il voto e le eventuali preferenze espresse; passa, quindi, la scheda ad altro scrutatore che, insieme con il segretario, prende nota del numero dei voti di ciascuna lista e dei voti di preferenza.".
2. Le parole "spogliato il" sono sostituite dalle parole "lo spoglio del".
Articolo 28
(Modificazione all'articolo 41)
1. Al comma 1 dell'articolo 41 della l.r. 3/1993 la parola "emesso" è sostituita dalla parola "ammessa".
Articolo 29
(Modificazione all'articolo 49)
1. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 49 della l.r. 3/1993 le parole ", 47 e 48" sono sostituite dalle parole "e 47".
Articolo 30
(Sostituzione dell'articolo 50)
1. L'articolo 50 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"Articolo 50
(Determinazione del numero dei seggi da attribuire)
1. Compiute le operazioni di cui all'articolo 49, l'Ufficio elettorale regionale, con l'eventuale assistenza degli esperti di cui all'articolo 8, comma 2:
a) determina la cifra elettorale di ciascuna lista. La cifra elettorale di lista è data dalla somma dei voti validi di lista ottenuti da ciascuna lista nelle singole sezioni;
b) divide la somma delle cifre elettorali di tutte le liste per il numero dei consiglieri da eleggere, trascurando la parte decimale, e successivamente elimina da tutte le operazioni di cui al presente articolo le liste che non hanno raggiunto tale quoziente;
c) moltiplica per due il quoziente di cui alla lettera b); tale prodotto rappresenta la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi;
d) determina, per le finalità di cui al comma 2, lettera b), e di cui all'articolo 50bis, la cifra elettorale di ogni gruppo di liste che ha presentato un programma elettorale comune, di seguito denominato gruppo, che è data dalla somma dei voti validi ottenuti da ciascuna delle liste del gruppo che ha raggiunto il quoziente di cui alla lettera b), a condizione che almeno una delle predette liste abbia raggiunto la soglia minima di cui alla lettera c).
2. Ultimate le operazioni di cui al comma 1, l'Ufficio elettorale regionale verifica se si sia realizzata una delle seguenti situazioni:
a) se una lista singola o un gruppo abbia conseguito almeno 21 seggi. A tal fine:
1) divide la somma dei voti validi di tutte le liste che hanno raggiunto la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), per il numero dei consiglieri da eleggere, trascurando la parte decimale, ottenendo così il quoziente elettorale regionale di attribuzione;
2) verifica quante volte il quoziente elettorale regionale di attribuzione di cui al numero 1) è contenuto nei voti validi di ogni lista che ha raggiunto la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), evidenziando i rispettivi resti e aggiungendo i seggi eventualmente non assegnati alle liste che hanno i maggiori resti;
3) somma i seggi delle liste facenti parte del medesimo gruppo;
4) attribuisce ad ogni lista il numero di seggi ottenuti sulla base delle operazioni di cui ai numeri 1) e 2);
b) se nessuna lista singola o nessun gruppo abbia conseguito almeno 21 seggi, ma una lista singola o un gruppo abbia superato il 50 per cento della somma dei voti validi di cui al comma 1, lettera a), con esclusione dei voti delle liste che non hanno raggiunto il quoziente di cui alla lettera b) dello stesso comma. In tal caso:
1) attribuisce 21 seggi alla lista o al gruppo che ha superato tale percentuale;
2) procede alle operazioni di cui al comma 5 e, se del caso, a quelle di cui al comma 4;
c) se una lista singola o un gruppo abbia conseguito, sulla base delle operazioni di cui alla lettera a), almeno 18 seggi, ma non abbia superato il 50 per cento della somma dei voti validi di cui al comma 1, lettera a), con esclusione dei voti delle liste che non hanno raggiunto il quoziente di cui alla lettera b) dello stesso comma. In tal caso attribuisce ad ogni lista il numero di seggi ottenuti sulla base delle operazioni di cui alla lettera a).
3. Qualora non si sia verificata alcuna delle situazioni di cui al comma 2, si procede ad un turno di ballottaggio con le modalità di cui all'articolo 50bis.
4. Se la situazione di cui al comma 2, lettera b), riguardi un gruppo, al fine di ripartire i seggi all'interno dello stesso l'Ufficio elettorale regionale:
a) divide la somma dei voti validi delle liste del gruppo che hanno superato la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), per il numero dei seggi spettanti alle liste del gruppo medesimo, trascurando la parte decimale;
b) attribuisce ad ogni lista che ha superato la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), tanti seggi quante volte il quoziente di cui alla lettera a) risulti contenuto nel totale dei voti validi di ciascuna lista, evidenziando i rispettivi resti;
c) attribuisce alle liste che hanno i maggiori resti i seggi eventualmente non assegnati a seguito della divisione di cui alla lettera b).
5. Successivamente alle eventuali operazioni di cui al comma 4, al fine di ripartire i restanti seggi tra le altre liste che hanno superato la soglia minima di cui al comma 1, lettera c), l'Ufficio elettorale regionale:
a) divide la somma dei voti validi di tali liste per il numero dei seggi spettanti alle liste medesime, trascurando la parte decimale;
b) attribuisce alle stesse tanti seggi quante volte il quoziente di cui alla lettera a) risulti contenuto nel totale dei voti validi di ciascuna lista, evidenziando i rispettivi resti;
c) attribuisce alle liste che hanno i maggiori resti i seggi eventualmente non assegnati a seguito della divisione di cui alla lettera b).
6. In caso di parità di resti, il seggio è attribuito alla lista che ha ottenuto la minore cifra elettorale. A parità di quest'ultima, si procede a sorteggio.".
Articolo 31
(Inserimento dell'articolo 50bis)
1. Dopo l'articolo 50, come sostituito dalla presente legge, è inserito il seguente:
"Articolo 50 bis
(Turno di ballottaggio)
1. Il turno di ballottaggio si svolge la seconda domenica successiva al voto del primo turno.
2. Al turno di ballottaggio partecipano le liste singole o i gruppi che hanno ottenuto le due maggiori cifre elettorali al primo turno, come determinate all'articolo 50, comma 1, lettere a) e d).
3. La scheda per il ballottaggio, con le caratteristiche di cui all'articolo 17, comma 1, è stampata con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle C e D allegate alla presente legge.
4. La scheda di ballottaggio riproduce in fac-simile, secondo l'ordine risultato dal sorteggio del primo turno, entro gli appositi rettangoli, l'indicazione "programma di lista" o "programma comune" e i contrassegni a colori delle liste.
5. Il voto si intende validamente assegnato alle liste singole o al gruppo se è espresso con una delle seguenti modalità:
a) tracciando un segno sul contrassegno di lista;
b) tracciando un segno nel rettangolo che contiene il contrassegno o i contrassegni di lista.
6. Per lo svolgimento del turno di ballottaggio si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative allo svolgimento del primo turno.
7. L'Ufficio elettorale regionale attribuisce 18 seggi alla lista singola o al gruppo che ottiene il maggior numero di voti validi al turno di ballottaggio. La ripartizione dei seggi dopo il turno di ballottaggio si effettua sulla base dei voti ottenuti da ogni lista al primo turno, procedendo, se del caso, con le modalità di cui all'articolo 50, commi 4 e 5.".
Articolo 32
(Modificazione all'articolo 51)
1. All'alinea del comma 1 dell'articolo 51 della l.r. 3/1993 le parole ", o gruppo di liste," sono soppresse.
2. Le lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 51 sono abrogate.
Articolo 33
(Modificazione all'articolo 53)
1. Al comma 3 dell'articolo 53 della l.r. 3/1993 le parole "il certificato di iscrizione nelle liste del collegio" sono sostituite dalle parole "la tessera elettorale da cui risulti il possesso dei requisiti di cui all'articolo 2".
Articolo 34
(Modificazione all'articolo 54ter)
1. Il comma 4 dell'articolo 54ter della l.r. 3/1993 è abrogato.
Articolo 35
(Modificazione all'articolo 54duodecies)
1. Al comma 2 dell'articolo 54duodecies della l.r. 3/1993 le parole "da ultimo modificata dal decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205)," sono soppresse.
Articolo 36
(Abrogazione dell'articolo 61)
1. L'articolo 61 della l.r. 3/1993 è abrogato.
Articolo 37
(Modificazione all'articolo 62)
1. Il comma 3 dell'articolo 62 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"3. La Regione, al fine di garantire agli elettori residenti all'estero aventi diritto la tutela del diritto di partecipare alle elezioni regionali, autorizza i Comuni della Regione ad erogare un'indennità stabilita con deliberazione della Giunta regionale a favore di tali elettori che hanno esercitato il diritto di voto regionale. L'indennità è corrisposta dal Comune dove è stato esercitato il diritto di voto su presentazione della tessera elettorale timbrata dalla sezione dove è stato esercitato tale diritto. I Comuni sono obbligati a dare comunicazione delle provvidenze di cui al presente comma a ciascuno degli elettori residenti all'estero aventi diritto, unitamente all'invio della tessera o della cartolina d'avviso di elezioni regionali.".
Articolo 38
(Tabelle)
1. Le tabelle A e B allegate alla l.r. 3/1993 sono sostituite dalle tabelle A, B, C e D allegate alla presente legge.
Articolo 39
(Disposizioni di coordinamento)
1. Nella l.r. 3/1993, le parole "Pretore" e "Pretura", ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole "Tribunale ordinario", comprensive dell'articolo o della preposizione articolata necessari nel contesto.
2. Nella l.r. 3/1993, le parole "certificato elettorale" e "certificati elettorali", ovunque ricorrano, sono sostituite, rispettivamente, dalle parole "tessera elettorale" o "tessere elettorali", comprensive dell'articolo o della preposizione articolata necessari nel contesto.
Articolo 40
(Abrogazioni)
1. L'articolo 4 della legge regionale 11 marzo 1993, n. 13, è abrogato.
2. Sono abrogate le seguenti disposizioni della legge regionale 13 novembre 2002, n. 21:
a) il comma 2 dell'articolo 5;
b) l'articolo 10;
c) i commi 3 e 4 dell'articolo 13.
CAPO II
MODIFICAZIONE ALLA LEGGE REGIONALE 17 MARZO 1986, N. 6
Articolo 41
(Modificazione all'articolo 4)
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 17 marzo 1986, n. 6 (Funzionamento dei Gruppi consiliari), è aggiunto il seguente:
"2bis Qualora in sede di convalida, il Consiglio annulli l'elezione di uno o più candidati per la sussistenza di una causa di ineleggibilità, il contributo erogato al gruppo consiliare di appartenenza dei consiglieri eletti nella stessa lista dei candidati non convalidati è calcolato decurtandolo dell'importo che sarebbe stato attribuito al gruppo consiliare per i componenti non convalidati.".
Tabelle A, B, C e D
(Omissis)
Presidente - Prima di passare ad esaminare il punto n. 30.3, metto in discussione l'ordine del giorno presentato dai Consiglieri Cesal, Frassy, Ferraris, Lavoyer e Vicquéry riguardante la materia della minoranza walser; ne do lettura:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale
Preso atto della discussione sviluppatasi in seno al Consiglio regionale relativamente alle modificazioni della disciplina legislativa concernente l'elezione del Consiglio medesimo, recata dalla legge 12 gennaio 1993, n. 3, ai sensi dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale;
Preso atto che tra le modificazioni proposte vi è anche la soppressione del meccanismo del cosiddetto apparentamento, agli effetti dell'assegnazione dei seggi, delle liste espressione della minoranza Walser con altre liste presentate da partiti o gruppi politici;
Ritenuto che la ragione di tale soppressione risiede nella considerazione che il predetto meccanismo non ha di fatto consentito alla minoranza Walser di assicurarsi un'effettiva rappresentatività in seno al Consiglio regionale, esprimendovi un proprio rappresentante;
Ritenuto peraltro necessario che la questione relativa alla minoranza Walser, compresa la questione della rappresentanza, sia riconsiderata nell'ambito del complesso lavoro di studio e proposta per l'aggiornamento dell'ordinamento regionale, al quale dovrà provvedere la Convenzione per l'autonomia e lo Statuto speciale, istituita ai sensi della recente legge regionale 29 dicembre 2006, n. 35;
Impegna
la Convenzione per l'autonomia e lo Statuto speciale, istituita ai sensi della l.r. 35/2006, e per essa il suo Presidente, a riconsiderare la questione della rappresentanza della minoranza Walser in seno al Consiglio regionale, nell'ambito del lavoro di revisione dello Statuto speciale, da sottoporre al Consiglio regionale, per le finalità di cui all'articolo 50, comma secondo, dello Statuto medesimo.
F.to: Cesal - Frassy - Ferraris - Lavoyer - Vicquéry
La parola al Consigliere Cesal.
Cesal (UV) - Solo per illustrare brevemente l'ordine del giorno, considerata l'ora e la discussione che si è protratta oltre i limiti che avevamo programmato e che erano stati concordati precedentemente. Nel corso della discussione, nell'andare a toccare i meccanismi elettorali, abbiamo affrontato anche il problema relativo alla minoranza walzer. Non era possibile in questo momento garantire una rappresentanza walser in seno al Consiglio regionale perché non tutte le forze politiche concordavano su questo aspetto, e perché andare a toccare o modificare i meccanismi avrebbe comportato una revisione molto più ampia di quello che è avvenuto di tutto il meccanismo elettorale. Si è ritenuto in questo momento, in considerazione del fatto che un apposito organismo - la cosiddetta "Convenzione" - sta affrontando il problema della revisione del nostro Statuto speciale, che tale problema sia meritevole di attenzione, che debba essere affrontato in seno a questa Commissione, presieduta dal collega Ferrarsi. Con questo documento impegniamo la Convenzione ad affrontare il problema della minoranza walser, della sua rappresentanza in seno a questa Assemblea di proporre quelle modificazioni anche da un punto di vista statutario, quindi modifiche di rango costituzionale che andranno a garantire alle minoranze walser una rappresentanza in seno a questo Consiglio. Non vogliamo assolutamente indicare qual è la strada e quali saranno gli strumenti per arrivare a ciò, rinviamo il tutto alla convenzione e la invitiamo ad affrontare questo problema nel corso della discussione di carattere generale di revisione del nostro Statuto speciale.
Presidente - La parola al Vicepresidente Lanièce.
Lanièce (SA) - Il gruppo "Stella Alpina" non ha firmato questo ordine del giorno, ma lo voterà, perché ritenevamo opportuno che la parte impegnativa di tale ordine del giorno fosse conseguente a quell'impegno che era stato preso in Consiglio regionale il 10 novembre 2005 a seguito di una nostra mozione, che verteva sulla necessità di realizzare un collegio uninominale walser per dare rappresentanza a questa minoranza linguistica, tenuto conto che, come noi rivendichiamo il diritto che il popolo valdostano abbia un rappresentante in tutti i rami del Parlamento sia italiano, sia europeo, ritengo sia doveroso prevedere nella nostra Regione un sistema elettorale che garantisca al popolo walser di esprimere un proprio rappresentante all'interno del Consesso regionale che rappresenta l'intera popolazione valdostana. Durante quella discussione era stata approvata dal Consiglio quasi all'unanimità, con l'astensione solo del gruppo "Forza Italia", una risoluzione che impegnava la I Commissione a riflettere sul problema individuando soluzioni legislative idonee a prevedere un'adeguata rappresentanza della minoranza germanofona all'interno del Consiglio regionale. Chiedevamo quindi che la stessa dicitura fosse riportata in questo ordine del giorno, ma non è stata messa, per cui abbiamo presentato tale emendamento che consiste nell'aggiungere alla parte impegnativa le seguenti parole: "in modo da poter individuare meccanismi giuridici e soluzioni legislative idonei a garantire la rappresentanza walser all'interno del Consiglio regionale". Questo emendamento aggiuntivo è una doverosa conseguenza di quella iniziativa votata dalla stragrande maggioranza del Consiglio e un modo anche per dimostrare di essere rispettosi dell'impegno che allora ci eravamo presi tutti nei confronti della Comunità walser. Noi voteremo comunque l'ordine del giorno, perché è un primo segnale che va nella direzione da noi, da tempo, auspicata di poter dare finalmente la possibilità alla popolazione walser di avere una propria rappresentanza all'interno del Consiglio regionale.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - È simpatico questo fatto che questi dibattiti sono generalmente a 3: uno della maggioranza più il sottoscritto e il Vicepresidente Lanièce che sono un po' specialisti della materia. Credo sia un dato importante e serio e mi fa piacere che sia stato predisposto questo ordine del giorno, che avrebbe potuto essere più ampiamente condiviso se vi fosse stata la volontà di coinvolgere tutto il Consiglio che, come ha ricordato il collega Lanièce, aveva votato la mozione prendendo un impegno piuttosto palese sul problema. Voteremo tale ordine del giorno perché ne condividiamo l'impostazione e voteremo con piena convinzione l'emendamento che ha presentato il Vicepresidente Lanièce, ma vogliamo essere molto chiari ed evidenziare un tema che non avete voluto affrontare, che viene gestito in modo molto scorretto in Commissione: il problema di identificare la minoranza walser. È chiaro - e il Presidente Caveri mi è testimone perché ha fatto questa legge sulle minoranze linguistiche - il dato che identifica i Comuni che hanno minoranze linguistiche è quello della presenza di almeno un 40% di popolazione che si definisca parlante quella determinata lingua, diversa dalla lingua nazionale. È una legge che inizia proprio: "la lingua italiana è la lingua nazionale, però tutte queste altre lingue sono...", eccetera.
Bisogna essere chiari: Gaby, che fu messa proditoriamente nel 2003 all'interno del meccanismo elettorale walser per consentire tutta una serie di questioni, deve tornare ad essere la Gaby che nel 1952 si è staccata da Issime perché si è definita francofona. Se vogliamo ragionare seriamente su questo tema, bisogna prendere atto con chiarezza che a livello amministrativo la Comunità montana non si tocca, a livello organizzativo non si mette in discussione tutto quello che sono i vari consorzi e le varie organizzazioni che si sono formate, perché non si può dividere quel territorio, ma è evidente che una minoranza significativa della popolazione che parli ancora il dialetto germanofono o tedesco è presente solo a Gressoney-La-Trinité, a Gressoney-Saint-Jean e a Issime. Auspichiamo che dopo tale dibattito, e soprattutto in previsione del dibattito all'interno della convenzione, per cui si dovrà identificare qualche meccanismo, ma probabilmente basato su un meccanismo circoscrizionale, questo vada nella direzione di identificare solo quei 3 Comuni, altrimenti rischia di essere un pasticcio e di non riconoscere questa volontà. Fra l'altro, abbiamo una responsabilità in più, perché diventa difficile per dei Comuni che sono obbligati a lavorare insieme dover dire: "tu non devi essere più nel collegio walser": questa è una responsabilità che deve essere presa a livello politico, ma dobbiamo anche guardare in faccia la realtà e non voglio ricordare quanto detto nell'intervento precedente sulla questione dei Walser. Auspichiamo che su tale tema vi sia un'ampia adesione di tutto il Consiglio, ma anche sulla nostra legge che in questo momento è in discussione in Commissione e che consente di precisare quel passaggio. Senza la definizione preventiva di quel passaggio, credo sia difficile trovare un accordo sulla definizione dei meccanismi per la rappresentanza walser.
Presidente - La parola al Consigliere Cesal.
Cesal (UV) - Solo per chiarire la posizione dei sottoscrittori dell'ordine del giorno in merito all'emendamento del gruppo "Stella Alpina". In questi giorni abbiamo discusso su delle proposte condivise da parte di un ampio ventaglio di forze politiche presenti in questo Consiglio, volevamo concludere unitariamente tale percorso... dispiace, ma lo dico senza polemica, che il gruppo "Stella Alpina" si sia leggermente differenziata in ordine a questo problema. Personalmente sono per il collegio walser e, nel caso in cui dovessi portare il mio punto di vista in Convenzione, potrei affermare questa mia posizione personale. Vi sono altre forze politiche che hanno altre sensibilità, l'ordine del giorno che abbiamo proposto è un ordine del giorno di mediazione che tiene conto di questo, per cui chiederei al Consiglio di respingerlo o di astenersi non perché siamo pregiudizialmente contrari, ma perché riteniamo che il percorso sia un altro. Chiediamo alla "Stella Alpina" di ritirare il proprio emendamento in maniera tale che il percorso possa concludersi in maniera unitaria così come si è svolto fino ad oggi.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento del gruppo "Stella Alpina", che recita:
Emendamento
Aggiungere alla parte impegnativa dopo le parole "Statuto medesimo" le seguenti parole:
"in modo da poter individuare meccanismi giuridici e soluzioni legislative idonei a garantire la rappresentanza walser all'interno del Consiglio regionale.".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 13
Favorevoli: 10
Contrari: 3
Astenuti: 22 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fosson, Isabellon, La Torre, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Vicquéry, Viérin Adriana, Viérin Laurent).
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 35
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per mozione d'ordine.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine, avevamo preso un impegno che alle 19,00 avremmo fatto il punto della situazione, sono le 19,00 e qualche minuto credo sarebbe utile vederci come Conferenza dei Capigruppo.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti per una riunione dei Capigruppo.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,12 alle ore 19,25.
Presidente - Riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di proseguire i lavori ad oltranza, non vi sarà alcuna sospensione consiliare. Riprendiamo l'esame della proposta di legge n. 168, ricordo che su questa proposta vi sono: 3 emendamenti dei colleghi Ferraris, Cesal, Viérin Marco, Lavoyer e Frassy; 10 emendamenti del collega Sandri; 18 emendamenti del gruppo "Arcobaleno"; 1 emendamento dei colleghi Frassy e Salzone, sostituito da un sub-emendamento presentato dai Consiglieri Frassy, Salzone, Ottoz e Ferraris e 1 emendamento del Presidente Caveri, sostituito da un sub-emendamento dei Consiglieri Lavoyer, Ferraris, Viérin Marco, Cesal e Frassy. Ricordo che votiamo sul nuovo testo predisposto dalla I Commissione.
Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 2 vi è l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno" e vi sono gli emendamenti n. 1 e n. 2 del collega Sandri.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Noi chiediamo al Consiglio di ripensare alla questione della presenza delle donne nelle liste, quindi proponiamo che la dizione: "in ogni lista di candidati all'elezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura inferiore al 20 per cento, arrotondato all'unità superiore" sia sostituta con la dizione: "in ogni lista di candidati all'elezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati". Riproponiamo quindi 1/3 di presenze in questo caso femminili, ma fra alcuni anni magari maschili all'interno delle liste.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Riproponendo 2 livelli già previsti nella proposta di legge che è stata testé bocciata: la n. 126, chiediamo in "sub iudice", rispetto a quanto proposto dal gruppo "Arcobaleno", un'evidenziazione di un livello del 30%, se non almeno del 25% di donne in lista.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
All'articolo 2, sostituire il comma 2:
"2. In ogni lista di candidati all'elezione del Consiglio regionale ogni genere non può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati.".
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 30
Favorevoli: 5
Contrari: 25
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Ottoz, Viérin Adriana)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Al comma 2 dell'articolo 3bis della l.r. 3/1993, come sostituito dall'articolo 2, la parola "venti" è sostituita dalla parola "trenta".
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 29
Favorevoli: 5
Contrari: 24
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Ottoz, Viérin Adriana)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina sull'emendamento n. 2 del collega Sandri.
Squarzino (Arc-VA) - Su questo emendamento ci asteniamo, perché la quota del 25% è insufficiente rispetto agli "standard" europei.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Proprio per le motivazioni che ha spiegato adesso la collega Squarzino, credo che qualcun altro della maggioranza potrebbe fare uno sforzo per votare, perché sarebbe un passo avanti rispetto a 20. È uno spirito riformista che piace molto all'interno del mio gruppo, ma potrebbe essere preso in considerazione. Significa, per essere concreti, che, al posto delle 7 presenze femminili o maschili a seconda della prevalenza dell'altro genere, si passerebbe a 9. Non credo che questo debba sconvolgere gli equilibri mentali della politica valdostana.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Al comma 2 dell'articolo 3bis della l.r. 3/1993, come sostituito dall'articolo 2, la parola "venti" è sostituita dalla parola "venticinque".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 28
Favorevoli: 2
Contrari: 26
Astenuti: 7 (Bortot, Ferraris, Fiou, Ottoz, Squarzino Secondina, Venturella, Viérin Adriana)
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana sull'articolo 2.
Viérin A. (UV) - Je n'ai jamais été favorable aux fameux quotas réservés aux femmes, mais, puisqu'un des buts de cet article était de contraster les propositions référendaires, on a bon jugé de prévoir un pourcentage réservé aux femmes. Il aurait été peut-être plus sérieux à ce point de prévoir un pourcentage plus important, même plus important de celui présenté par les référendaires. Dans une année dédiée complètement aux égalités des chances, on aurait effectivement pu mieux faire mais, à mon avis, le seul pourcentage qui m'aurait satisfait est au moins 50%, compte tenu que les électrices représentent 50% peut-être un peu plus, M. le Président, un peu moins, bon alors 49 cela me suffirait. D'autant plus que, Messieurs, vous avez raté une occasion énorme... je m'adresse aux Messieurs simplement parce que ceux qui sont assis maintenant dans cette selle qui vont se représenter en 2008, si vous aviez prévu 50% des femmes, vous auriez eu beaucoup plus de chances d'être réélus avec des préférences très élevées... Malgré nous, malgré vous, malgré tout ce qu'on écrira dans les prochaines lois électorales, je suis persuadée que dans quelques législatures les femmes représenteront comme en Finlande la majorité des élus; à ce moment-là vous, Messieurs, vous nous demanderez des "quotas bleus" et nous, les femmes, nous serons heureuses de vous les accorder.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Solo per motivare il voto del nostro gruppo che, come espresso durante il confronto su questa materia, per il rispetto che portiamo alla componente femminile, reputiamo che tale articolo non colga nel segno del problema, motivo per cui non lo voteremo, perché riteniamo che il problema delle donne - ammesso che si possa parlare di "problema delle donne" - non possa essere risolto con delle percentuali e, se mai vi sia un problema femminile nella politica, va risolto affrontando altre situazioni che stanno "a fianco" alle donne. Riteniamo che questa sia una modifica ipocrita perché, se si fosse voluta fare una modifica radicale, poteva essere quella di considerare che l'ultimo degli eletti - ma ci voleva forse coraggio - lasciasse il posto a una donna; a quel punto si dava effettiva presenza in Consiglio regionale alle donne, ma non sarebbe stata forse una strada saggia e questa è altrettanto poco saggia.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 33
Favorevoli: 28
Contrari: 5
Astenuti: 1 (Viérin Adriana)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'articolo 4.
Sandri (GV-DS-PSE) - Noi voteremo anche questo articolo per dare un significato importante, perciò non concordiamo con la posizione che hanno assunto i colleghi del gruppo "Arcobaleno", perché comunque credo che il risultato finale sia migliore della legge attuale. Prendiamo atto che anche se non siamo arrivati ancora alle "quote blu"... e sarà un finale molto suggestivo, ma sicuramente realistico che ha preventivato la collega Viérin... penso che comunque il poter arrivare con 7 candidate minimo in ciascuna lista sia un passo avanti rispetto ad una sola candidata prevista nel 2003. In questo senso voteremo anche tale trasformazione di parole - "generi"... - dell'articolo 4.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 5 vi è l'emendamento n. 1 dei colleghi Frassy e Salzone, che è sostituito da un nuovo sub-emendamento presentato dai colleghi Frassy, Salzone, Ottoz e Ferraris.
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che questo emendamento, dalla sua lettura testuale, sia sufficientemente chiaro; fra l'altro, è un principio mutuato da una legge dello Stato: la legge n. 8/2000 - legge della "par conditio" -, pensiamo che, alla luce dell'esperienza che ha caratterizzato l'inizio di questa legislatura sull'interpretazione di ciò che è propaganda personale rispetto a ciò che è propaganda vietata, nel momento in cui andiamo a riformulare le norme di legge inerenti le elezioni, sia opportuno chiarire anche questo tipo di problematica.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Non voteremo questo emendamento, perché lascia aperta una porta a una brutta abitudine già esistente e che già abbiamo potuto constatare, come ha dimostrato l'Osservatorio di Pavia... che la Giunta regionale della Valle d'Aosta, in particolare il suo Presidente in campagna elettorale è in assoluto e da solo rappresenta i 2/3 della comunicazione attraverso la televisione di Stato: questo è un dato drammatico, che fa riflettere, che rimane uno degli aspetti di quel grosso sistema che dimostra oggi gli aspetti degenerativi quando in passato ha dato degli aspetti estremamente positivi e non sarà la proposta che fa il collega Frassy a mettere ordine su questo tema. Avremmo voluto vedere, come era preventivato in un testo di quella benedetta Commissione, un po' più di coraggio; è chiaro che voi siete in maggioranza, quindi siete obbligati ai compromessi e a dire: "Signorsì", questa è la dimostrazione. Era quello che con orgoglio il gruppo "La Casa delle Libertà" chiamava il cosiddetto "emendamento Cerise", adesso ve lo siete dovuti "rimangiare", ne prendiamo atto, ma è chiaro che questo non è il modo di cominciare bene una collaborazione soprattutto per rispetto delle vostre idee.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Noi ci asterremo sul sub-emendamento in oggetto, perché ieri, quando abbiamo visto l'emendamento n. 1, ci piaceva di più come formulazione, lo avremmo sicuramente votato. Il fatto che si sia presentato un sub-emendamento vuol dire che vi è stato un ripensamento, forse la formulazione del primo emendamento era troppo forte, qualcuno ha pensato bene di sostituirlo; su questo nuovo emendamento ci asterremo.
Presidente - Do lettura dell'emendamento originario presentato dai Consiglieri Frassy e Salzone:
Emendamento
Art. 5. Dopo il comma 4 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente:
"5. Dopo il comma 6 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è aggiunto il seguente:
"6bis. Dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto ai componenti la Giunta regionale di svolgere attività di comunicazione istituzionale, ad eccezione di quella effettuata in forma impersonale ed indispensabile all'efficace assolvimento delle proprie funzioni.".".
Do altresì lettura dell'emendamento dei Consiglieri Frassy, Salzone, Ottoz e Ferraris, che è in correlazione con l'emendamento precedente e che lo sostituisce; lo pongo in votazione:
Emendamento
Art. 5. Dopo il comma 4 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente:
"5. Dopo il comma 6 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è aggiunto il seguente:
"6 bis. Dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto ai componenti la Giunta regionale di svolgere attività di comunicazione istituzionale a pagamento, ad eccezione di quella obbligatoria per legge.".".
Consiglieri presenti: 34
Votanti e favorevoli: 29
Astenuti: 5 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina sull'articolo 5.
Squarzino (Arc-VA) - È una dichiarazione che volevo fare fin dall'inizio dell'esame di questa proposta di legge. Credo che da tutte le dichiarazioni che abbiamo in quest'aula sia emerso il nostro parere contrario a tale provvedimento, quindi non stiamo tutte le volte a motivare perché votiamo contro complessivamente. Laddove vi sarà qualcosa che riteniamo particolarmente interessante, in cui ci riconosciamo, daremo la nostra adesione, altrimenti, anche se alcune proposte prese in sé potrebbero avere una loro logica, all'interno di questa "struttura" siamo contrari, quindi il nostro voto è contrario. Non vi stupisca il nostro voto contrario ad articoli che potrebbero avere un senso logico all'interno di un altro tipo di sistema elettorale.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo così emendato:
Articolo 5
(Modificazioni all'articolo 4)
1. Al comma 1 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso di cui all'articolo 50bis, per data delle elezioni si intende la data di svolgimento del turno di ballottaggio.".
2. Il comma 3 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è abrogato.
3. Al comma 4 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 la parola "quarantacinquesimo" è sostituita dalla parola "sessantesimo".
4. Al comma 6 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 le parole "entro cinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso" sono sostituite dalle parole "il quarantacinquesimo giorno antecedente la data delle elezioni".
5. Dopo il comma 6 dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 è aggiunto il seguente:
"6bis. Dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto ai componenti la Giunta regionale di svolgere attività di comunicazione istituzionale a pagamento, ad eccezione di quella obbligatoria per legge.".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 6 vi sono gli emendamenti n. 2, n. 3, n. 4 e n. 5 del gruppo "Arcobaleno".
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che questi emendamenti possano essere illustrati tutti insieme, anche perché hanno la stessa logica. Non abbiamo voluto nel corso del dibattito sottolineare la differenza fra la proposta n. 168, in cui c'è solo la possibilità di presentare un programma comune a più liste, rispetto alla proposta che l'altro provvedimento fa, ossia dichiarare in modo preventivo una coalizione. La differenza c'è perché... o sono la stessa cosa, ossia presentare un programma significa presentare una coalizione e allora noi diciamo che si può pensare a un programma che può essere comune a più liste ma, se un programma è comune a più liste, queste liste si riconoscono in una coalizione e quindi lo esplicitiamo, ma "coalizione" vuol dire che c'è un legame fra i diversi partiti che si riconoscono in quel programma comune. Se però non riconosciamo che questa è una coalizione, che significato ha un programma comune? Si usa la parola "programma", perché si teme la parola "coalizione", perché si è detto in campagna elettorale o in altri posti che mai l'"Union" avrebbe accettato le dichiarazioni preventive per cui un "programma" si può dire come parola purché non sia chiaro che è una coalizione. Per trasparenza quindi chiediamo che ogni volta che si parla di un programma... chiediamo che si precisi che si tratta di un programma comune a più liste facenti parte di una stessa coalizione: questa è la logica dei nostri emendamenti, che cercano una maggiore trasparenza nella comunicazione con gli elettori.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Nel nostro progetto di legge n. 126 non parlavamo di "coalizione", ma di un "programma comune" perché ci sembrava che questa potesse essere una proposta di mediazione che poteva trovare un ampio consenso in tale Assemblea. Evidentemente ci siamo sbagliati visto come sono andate le cose e voteremo questi emendamenti perché credo che quella nostra paziente "tessitura" - quella di non sconvolgervi con l'idea di trovare sulla scheda elettorale il simbolo del gallo... che sembrava sconvolgere le menti dei membri della I Commissione dell'"Union Valdôtaine" - non è servita a farvi capire quanto sia importante arrivare ad una proposta di legge che consenta le alleanze preventive. Visto che questo passaggio di mediazione non è stato possibile, voteremo tutti gli emendamenti del gruppo "Arcobaleno" che vanno nel senso della coalizione.
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Una coalizione si sostanzia con un programma, di conseguenza gli emendamenti proposti, secondo me, sollevano la questione di carattere nominalistico, per cui voteremo conto.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'articolo 4bis della l.r. 3/1993, inserito dall'articolo 6, dopo l'espressione "che può essere comune a più liste" sono aggiunte le parole: "facenti parti di una stessa coalizione".
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 5
Contrari: 28
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'articolo 4bis della l.r. 3/1993, inserito dall'articolo 6, nell'espressione "alle cui liste tale programma si riferisce" sostituire "programma" con "coalizione".
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 5
Contrari: 28
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'articolo 4bis della l.r. 3/1993, inserito dall'articolo 6, aggiungere alla fine: "e può far parte di una sola coalizione".
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 5
Contrari: 28
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 2 dell'articolo 4bis della l.r. 3/1993, inserito dall'articolo 6, dopo l'espressione "programma elettorale comune" sono aggiunte le parole "alla coalizione".
Consiglieri presenti e votanti: 34
Favorevoli: 5
Contrari: 29
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 28
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 7 vi è l'emendamento n. 1 dei Consiglieri Ferraris, Cesal, Frassy, Lavoyer e Viérin Marco e gli emendamenti n. 10 e n. 3 del Consigliere Sandri.
La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Era per motivare l'emendamento n. 1, nel quale la lista di candidati deve essere collegata con non meno di 1.000 e non più di 1.500 elettori; questo significa un incremento rispetto alla situazione attuale che prevedeva la legge n. 3/1993: da 500 a 800 firme. Qual è la motivazione? Se andiamo a vedere il meccanismo previsto dall'articolo 30, che modifica l'articolo 50, vengono considerati per il calcolo dei voti di coalizione i voti che hanno superato il seggio pieno; di conseguenza, appare utile, per avere un ampio numero di voti utilizzabili per calcolare il "quorum" di coalizione, avere delle liste rappresentative con un sufficiente consenso popolare. Tenuto conto del fatto che mediamente il "quorum" nella nostra Regione è intorno ai 2.200-2.300 voti, la cifra di 1.000-1.500 firme ci pare congruente con questo dato.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per presentare 2 emendamenti e per dare una valutazione sull'emendamento in oggetto. Il mio emendamento n. 3 prevede: "la lettera a) del comma 5bis dell'articolo 6 della l.r. 3/1993, come sostituito dall'articolo 7, è soppressa", ossia chiedo che si tolga nella dichiarazione di accettazione di candidatura che il candidato fa esplicita dichiarazione di insussistenza a suo carico delle cause di ineleggibilità previste dalla normativa regionale, perché? Il motivo è semplice: avendo fatto dell'ineleggibilità una "enciclopedia " complessa, tanto che questo Consiglio si è trovato nelle condizioni di dire: "7 mesi prima che vi siano le elezioni gli uffici ci spieghino quali sono le cause di ineleggibilità", perché c'è il rischio che qualcuna te la perdi, perché è arrivato a una dizione molto lunga... credo sia giusto punire chi candida ineleggibili o chi si candida in quanto ineleggibile con la norma che è prevista successivamente, per cui si va a modificare la legge sul finanziamento dei gruppi consiliari, quindi si riduce il contributo a questi ultimi: ciò mi sembra corretto e dissuasivo. Trovo effettivamente un po' pesante che si vada a chiedere al candidato di giocarsi una condanna penale per falso ideologico. Ho l'impressione che non tutti siamo nelle condizioni di avere la certezza matematica, di fronte a quell'"ambaradan" di norma che abbiamo votato ieri, pertanto chiedo al Consiglio di togliere questa parte, pur mantenendo il dato di punizione.
Il secondo emendamento l'ho preso dalla proposta di legge della Provincia di Bolzano, nel senso che prevede l'eliminazione delle parole che indicano che la carica dei sottoscrittori deve essere garantita dai responsabili nazionali delle organizzazioni locali. Nella Provincia di Bolzano si è deciso che siano i responsabili locali a presentare e a garantire queste cose, credo sia giusto che sia fatto per la Valle d'Aosta perché, essendo una Regione autonoma e fra l'altro la stragrande maggioranza dei partiti qui rappresentati sono sufficientemente adulti per cui o sono locali e non hanno questo problema, oppure sono nazionali e hanno i loro rapporti... quindi togliere tale parte è una questione di rendere più autonoma la nostra Regione anche rispetto ai meccanismi dei partiti e consentire alle organizzazioni locali dei partiti nazionali di godere di un minimo di responsabilità in più rispetto a quello che si ha adesso.
Sull'"emendamento Ferraris" non uso la parola "vergognoso" perché usata già troppe volte oggi, non vorrei farne un'inflazione, ma è la dimostrazione che chi è al potere vuole assolutamente chiudere e blindare tale Palazzo al rinnovamento. È chiaro che passare da 500 a 1.000 firme significa mettere un ulteriore sbarramento, ma attenzione credo che questo sia un monito interno al gruppo. È evidente che questo è collegato all'altra norma che prevede che i gruppi consiliari che sono costituiti nel Consiglio almeno il giorno prima dell'ultima seduta del Consiglio possono adire alle liste elettorali senza dover passare attraverso le "forche caudine" della raccolta di firme. Fate 2 + 2 e vi renderete conto che tale potere rafforzato è rafforzato rispetto ai Capigruppo, a quelli che ci sono o a quelli che ci saranno, dei gruppi che ci sono o dei gruppi che ci saranno e, da questo punto di vista, faccio una previsione: ne vedremo delle novità! Naturalmente votiamo contro.
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Confesso che ho sempre più difficoltà a capire il collega Sandri, anche perché ha votato contro l'articolo 4bis dicendo che non si va verso le coalizioni, se facciamo una norma che incentiva a fare delle formazioni politiche sufficientemente ampie e di dimensioni tali che vanno nella direzione della coalizione, vogliamo mantenere quelli che sono qui dentro... comunque vedete voi.
Per quanto riguarda la questione relativa all'insussistenza di fare la dichiarazione di accettazione della candidatura, la modifica del comma 5bis, lettera a), ritengo sia necessario mantenere questa norma. Abbiamo già votato un ordine del giorno che chiede agli uffici di fare gli elenchi delle condizioni di ineleggibilità e incompatibilità dei candidati, poi se un candidato non è in grado di sapere in che condizioni si trova personalmente, pretendiamo anche che amministri una regione?
Per quanto riguarda la questione dei partiti nazionali, vista la confusione esistente in questo momento, se c'è un partito nazionale, è bene che sia chiaro che è così, altrimenti qui avremmo delle scoperte strane.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Si è inaugurato in questo Consiglio con l'"emendamento Ferraris e altri" il concetto del triplo sbarramento; quando arriverà il quadruplo o il quintuplo, questo non è dato sapere. Ho detto "il triplo sbarramento", perché il primo è quello dell'aumento del numero di firme sui moduli; il secondo è quello che, se il quoziente non viene raggiunto da liste che si sono presentate e hanno ottenuto voti, sono eliminate da tutti i calcoli delle quote elettorali; il terzo sbarramento è quello del moltiplicare per 2 il quoziente che è necessario per giungere qui e quindi sbarramenti su sbarramenti. Credo che in un'elezione un gruppo anche piccolo che voglia mettersi in gioco possa farlo e ha già problemi a presentare da 500 a 800 firme. Ritengo che questo vezzo di cercare di mantenere la propria posizione sia inopportuno, quindi voteremo contro l'emendamento.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Aggiungo un'informazione a quanto ha detto il collega Venturella, nel senso che ricordiamo che questo è un emendamento all'interno di un articolo che prevede: "per i partiti o gruppi politici che hanno avuto almeno un eletto nella legislatura in corso e hanno costituito un gruppo consiliare esistente al momento della pubblicazione del decreto di convocazione... non è richiesta alcuna sottoscrizione". Noi allora diciamo: per noi è così e chi è fuori e non ha potuto partecipare... 5 anni sono lunghi, tante cose succedono, allora perché si vuole che quelli che non hanno qui un eletto... essere costretti ad aumentare non meno di 1.000 e non più di 1.500... è la stessa cifra di elettori richiesti per chiedere un referendum abrogativo di una legge regionale. Secondo me, è gravissimo questo, direi che è troppo alto e noi voteremo contro non perché siamo contro la proposta di legge, ma perché siamo contro tale emendamento in particolare.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del collega Ferraris e altri, che recita:
Emendamento
Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"1. L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"La lista dei candidati deve essere corredata dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di non meno di mille e non più di millecinquecento elettori.".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 34
Favorevoli: 29
Contrari: 5
Astenuti: 1 (Viérin Adriana)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
All'articolo 7 è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"1bis. All'articolo 6 comma 2 della legge regionale 3/1993 è eliminato il periodo compreso tra le parole "la carica dei sottoscrittori" e le parole "organizzazione locale".".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
La lettera a) del comma 5bis dell'articolo 6 della l.r. 3/1993, come sostituito dall'articolo 7, è soppressa.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'articolo 7.
Sandri (GV-DS-PSE) - Voteremo contro questo articolo, perché l'immissione dell'"emendamento Ferraris" è una specie di "golpe", l'ho capito in ritardo dalla spiegazione che ha dato, che furbescamente con un'abile dialettica ha fatto una piccola confusione, non casuale ovviamente, fra lista e coalizione. Nessuno contesta le coalizioni, noi le poniamo come un elemento fondamentale della nostra politica, ma le coalizioni sono fatte da liste più grosse, più piccole, qui già abbiamo fatto una strage di quelle che non raggiungono un seggio, poi di quelle che non raggiungono i 2 seggi che comunque loro non possono avere i seggi... facciamo anche una strage sul soltanto presentarsi...
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
... questo è per le minoranze walser. Possiamo quindi arrivare a un nuovo assioma: facciamo una legge più semplice che dica... non solo siano solo i 35 Consiglieri uscenti, come abbiamo detto ieri, ma anche i partiti uscenti... ossia d'ora in poi ci potranno solo essere i partiti attualmente rappresentati in Consiglio, tutto il nuovo che c'è dà fastidio...
(si accende un dibattito fuori microfono fra il Consigliere Lattanzi e la Consigliera Squarzino Secondina, che vengono richiamati dal Presidente)
... ma "barellate"... anche senza la stanchezza, nel senso che, essendo stati fotografati al caffè nell'anticamera del Presidente, adesso siete i più agitati, lo capiamo, avete la mani nella marmellata beccati come i bambini dell'asilo! Gli elettori del Centro-Destra da oggi sapranno come trattarvi senza problemi! Qui torniamo al fatto che si vuole cancellare... in Valle d'Aosta, piaccia o non piaccia, esistono 2 nuove strane formazioni politiche: "Vallée d'Aoste Vive", ed è presente nella città di Aosta con una significativa rappresentanza, "Renouveau Valdôtain", che raggiungerà il "quorum" oppure no; l'"emendamento Ferraris" era l'emendamento della paura del nuovo. Io non ho nulla da spartire con questi gruppi, ho alcune critiche politiche da presentare nei confronti di alcune cose dette da tali formazioni politiche, ma certo non penso di usare il potere che attualmente abbiamo qui dentro, di poter legiferare per impedire la presenza di queste formazioni politiche in Consiglio regionale! Questo è un modo di comportarsi da bari, nel poker chi gioca così è un baro! La chiudiamo qui, è una cosa indisponente e sciocca per chi la sta portando avanti, perché, come altre cose che sono nate nella società, questa è l'ennesima dimostrazione che non volete tener conto che la società valdostana è molto più avanti di dove siete voi. Tali barriere sono come castelli di sabbia nei confronti del mare, arriverà presto la prima onda e le cancellerà.
Si dà atto che dalle ore 20,14 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Collega Sandri, non la chiudiamo qui, io la riapro, perché qui stiamo bocciando il movimento che ha eletto il Senatore della Valle d'Aosta! Non ho finito, non consumate energie che ve ne sono rimaste poche, avete lavorato talmente tanto in questi mesi a mediare questa schifezza trasversale a tutti quelli che sono qui dentro... difatti tale sbarramento è un'ulteriore conferma assieme a tale risoluzione...
(interruzione di un Consigliere del gruppo "La Casa delle Libertà", fuori microfono)
... non sapete? Scommetto che poi, quando "ve la ficcano sotto il naso, la manina fa "pluff"", anche perché siete già d'accordo di votarla senza nemmeno conoscere il contenuto. Anche il gruppo "Stella Alpina"... ho sentito l'intervento di Viérin che lui è a favore dei referendum, quando voterà questa cosa che rimanda in I Commissione la disamina sulla legge referendaria... domani chiederò spiegazioni. Continuando sulle firme necessarie... ripeto: questa legge è il frutto della vostra paura e tale sbarramento da voi inserito, che poco ha a che vedere con la presentazione delle liste e molto con l'esclusione di forze politiche, è un ulteriore... che fastidio dà se si presentano altre organizzazioni politiche? Tanto più che, se non si arriva al 5%, non entra in Consiglio, ma può essere un voto valido quello espresso dal cittadino anche se la sua coalizione non raggiunge il "quorum" per entrare in Consiglio? Oppure li cancelliamo... anzi non è che li cancelliamo, perché l'errore sarebbe gravissimo, gli impediamo di raggiungere le firme necessarie per presentare la lista del movimento, così evitiamo di cancellare i voti se non raggiungono il "quorum".
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo così emendato:
Articolo 7
(Modificazioni all'articolo 6)
1. L'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente: "La lista dei candidati deve essere corredata dai moduli di cui all'articolo 7, comma 4, contenenti le firme di non meno di mille e non più di millecinquecento elettori.".
2. Al comma 3 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 le parole "del decreto del Presidente della Regione" sono sostituite dalle parole "del manifesto di cui all'articolo 4, comma 6".
3. Il comma 5 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"5. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un notaio o da personale delle cancellerie e delle segreterie giudiziarie collocato nella settima qualifica funzionale e superiori o da un segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve contenere l'esplicita dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni previste dall'articolo 15, comma 1, della legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale). Per gli elettori residenti all'estero l'autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.".
4. Il comma 5bis dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"5bis. La dichiarazione di accettazione della candidatura deve inoltre contenere l'esplicita dichiarazione del candidato:
a) di insussistenza a suo carico delle cause di ineleggibilità previste dalla normativa regionale;
b) di aver preso integrale conoscenza delle disposizioni della presente legge in materia di contenimento, pubblicità e controllo delle spese per la campagna elettorale.".
5. I commi 8, 9 e 10 dell'articolo 6 della l.r. 3/1993 sono abrogati.
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 28
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno".
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Non è solo semantico, qui è la trasformazione dal singolare al plurale... è chiaro che nel momento in cui abbiamo chiesto e proposto che vi fosse un'identificazione... ossia il programma ha un nome, un colore diverso? Noi chiediamo che tale programma sia identificato con un contrassegno in modo che sia chiara un'identità. Mi stupisco, in questo momento in cui si sente parlare da voi tutti che l'identità è importante, quando noi chiediamo che sia indicato in modo preciso chi rappresenta quel programma: o una coalizione e allora è identificabile, oppure è un programma che vedremo poi... è solo di facciata perché nel ballottaggio quel programma viene modificato in base alle possibilità del ballottaggio, non solo, ma viene ulteriormente modificato dopo l'esito del ballottaggio quando bisogna andare a governare e allora bisogna assolutamente mettere insieme liste, coalizioni che hanno un programma diverso.
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Per dare indicazione di voto contrario, in quanto non sono previsti i contrassegni di coalizione.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Annuncio il voto favorevole del gruppo "Gauche Valdôtaine", perché la questione della simbologia che avevamo anche proposto di poter eliminare era uno di quei temi di mediazione che avevamo proposto al Presidente dell'"Union Valdôtaine" e che lui non ha accettato perché non era sufficiente, aveva bisogno di stravolgere la legge e non di accettarla per quella che era. In questo momento, non essendoci più necessità di mediazioni, siamo convinti della necessità delle coalizioni, coalizioni ampie in cui vi sia la possibilità in tanti di riconoscersi. Credo che il gallo... l'alleanza autonomista progressista, ad esempio, abbia una buona simbologia, non si capisce perché non possa utilizzarla anche a livello delle elezioni regionali per cui votiamo l'emendamento e auspichiamo che la maggioranza di questo Consiglio abbia il coraggio di guardare la realtà anche su tale punto.
Si dà atto che dalle ore 20,21 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Il comma 1 dell'art. 8 è sostituito dal seguente:
"1. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 7 della l.r. 3/1993 è sostituita dalla seguente:
"a) tre esemplari dei contrassegni con diametro di circa cm 10 e tre con diametro di circa cm 3;".".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 9 vi sono gli emendamenti n. 7 e n. 8 del gruppo "Arcobaleno".
Pongo in votazione l'emendamento n. 7 che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'art. 9, sostituire la dizione "non inferiore al 20 per cento" con "non superiore ai due terzi dei candidati".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 5
Contrari: 28
Astenuti: 2 (Borre, Viérin Adriana)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 3 dell'articolo 9, dopo "contrassegni" inserire: ", di lista e di coalizione,".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 30
Favorevoli: 27
Contrari: 3
Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Frassy, Lattanzi, Sandri, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 10 vi sono gli emendamenti n. 9 e n. 10 del gruppo "Arcobaleno".
Pongo in votazione l'emendamento n. 9, che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'art. 10, dopo "contrassegni" inserire: ", di lista e di coalizione,".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 2 dell'art. 10, dopo "contrassegni di lista" inserire: "e di coalizione".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'articolo 10.
Sandri (GV-DS-PSE) - Solo per esprimere soddisfazione per questo articolo, che predispone una piccola modifica, ma una grande novità, in quanto il manifesto elettorale nei Comuni identificati come facenti parte della minoranza walser, ai sensi della legge n. 47/1998, sarà predisposto anche in lingua tedesca. Credo che questo sia un segnale importante, perché tali cittadini per la prima volta vedranno un atto pubblico in cui è scritto anche nella lingua a cui loro fanno riferimento. Ci sono voluti quasi 10 anni per arrivare ad applicare per la prima volta la legge n. 47 in questo senso e mi dispiace che anche la scheda elettorale non abbia potuto essere scritta nelle 3 lingue, perché i Walser sono radicati in quei 3 Comuni, ma ce ne sono ovviamente in tanti Comuni della Valle e sarebbe stata una presa di coscienza generale di tale minoranza; questo è un passo avanti e non possiamo che esserne felici.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 14 vi è l'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno".
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Qui è l'esplicitazione anche per quanto riguarda le schede elettorali del fatto che accanto al programma vanno indicati anche i contrassegni a colori non solo delle singole liste, ma anche delle coalizioni di lista. Era per ricordare l'importanza di dare una valenza politica e programmatoria a delle coalizioni più nominali che sostanziali.uiQui
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Il comma 2 dell'art. 17 della l.r. 3/1993, come sostituito dall'articolo 14, comma 2, è sostituito dal seguente:
"2. Le schede riproducono in fac-simile, secondo l'ordine risultato dal sorteggio, i contrassegni a colori di tutte le coalizioni di lista e di tutte le liste non coalizzate regolarmente rappresentate.".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 15:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 16:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 17:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 18:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 19:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 20:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 21 vi è l'emendamento n. 3 dei colleghi Ferraris, Cesal, Frassy, Lavoyer e Viérin Marco.
La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Si trattava di una correzione materiale aggiungendo la terza persona del verbo essere "è" nel testo precedente della legge del 1993, ma la cosa è già stata sistemata dagli uffici in un testo che era stato coordinato e pubblicato sul Bollettino ufficiale; di conseguenza, è necessario abrogare l'articolo 21. È necessario quindi votare positivamente per l'emendamento.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del collega Ferraris, Cesal, Frassy, Lavoyer e Viérin Marco, che recita:
Emendamento
L'art. 21 è soppresso.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 22:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 23:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 24 vi è l'emendamento n. 12 del gruppo "Arcobaleno" e n. 4 del collega Sandri.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Noi siamo comunque fiduciosi nonostante tutto e, anche se abbiamo votato contro finora, se questo emendamento passa, potremmo anche ripensare al nostro voto complessivo perché, se passa tale emendamento, non ci sarà nessun problema; i problemi che il Presidente della Regione ha: "questi referendum sono incostituzionali, il procedimento non funziona, andiamo incontro alla catastrofe, stiamo facendo una cosa illegittima", se non interveniamo a bloccare un procedimento che la legge, votata da questo Consiglio, ha indicato, una legge che lei ha promulgato, una legge che è stata già avviata... se non si vuole fare tutto questo, credo che la cosa migliore sia votare le proposte del referendum. Questa è la risposta più logica, voi dite che i referendari hanno un atteggiamento contrario al Consiglio regionale: ma neanche per sogno! La legge referendaria è molto chiara, vi sono delle proposte fatte da un numero non indifferente di cittadini, quindi tale proposta viene valutata da una Commissione che la legge prevede, la quale si esprime sulla sua costituzionalità o meno, dopodiché questo iter prevede che la legge approdi in Commissione e poi in Assemblea, affinché sia il Consiglio che si assume la sua responsabilità, se il Consiglio dice "no" a tale proposta, è semplice: ha espresso un suo parere, ma è qui che chiedo che l'Assemblea rispetti democraticamente gli elettori, esprime quindi un parere che gli elettori possono andare a contestare in base alla proposta che hanno fatto. Chiedo che sia consentito agli elettori di andare ad esprimersi in modo che sia chiaro, nel momento in cui si fa il referendum, che le diverse posizioni si confrontano. Se non si vuole il confronto perché lo si teme, non si prenda la strada del bloccare i referendum, ma si accolgano alcune di tali proposte, questa è una.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Noi non voteremo l'emendamento del gruppo "Arcobaleno", perché sulla preferenza unica abbiamo delle perplessità che abbiamo espresso più volte, anche se questo è un ragionamento più personale, che non è impegnativo per il gruppo. Il risultato del voto della preferenza singola è negativo per i giovani, per le donne, per i nuovi arrivati ed è un rafforzativo di chi già è nelle istituzioni, però in qualche modo condivido il ragionamento della collega Squarzino, nel senso che questo è uno dei cardini di tale riforma elettorale e noi abbiamo presentato un emendamento all'articolo proprio perché non c'è nulla nell'articolo perché, laddove si poteva e si doveva affrontare il problema delle preferenze, non è stato scritto nulla. Chiediamo sia scritto in modo semplice che si mettano 2 preferenze. Lo dico come una forma di mediazione, nel senso che, capendo tutta una serie di osservazioni che sono state fatte in questi mesi, non abbiamo voluto ripresentare la questione della sola indicazione del numero arabo, perché poteva sembrare riprendere la proposta di legge che abbiamo appena bocciato: la n. 126, ma solo evidenziare che, pur mantenendo l'espressione - cognome, nome e cognome o numero -, si poteva ritornare alla legge del 1993 che aveva funzionato bene, che era stata condivisa da un ampio "arco" costituzionale, che era stata una giusta proporzione fra rappresentatività e correttezza nel voto e credo che tornare a quel voto del 1993 sia una cosa molto positiva. Penso che tutti voi vi rendiate conto che dietro questo voto passa una parte significativa dell'avvenire politico della Regione, quindi vi chiedo di votare in libera coscienza ciascuno di voi, in modo che la Valle d'Aosta possa sapere cosa pensa il Consiglio regionale su tale punto. In questo senso, a nome anche del gruppo "Arcobaleno", chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento n. 4 che ho presentato.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 12 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Il comma 1 dell'art. 24 è sostituito dal seguente:
"1. Il comma 2 dell'articolo 34 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"2. L'elettore può manifestare la preferenza per un candidato della lista da lui votata.".".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 3
Contrari: 30
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione a scrutinio segreto l'emendamento n. 4 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Il comma 1 dell'articolo 24 è sostituito dal seguente:
"1. Il comma 2 dell'articolo 34 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"2. L'elettore può manifestare la preferenza esclusivamente per candidati della lista da lui votata. Il numero massimo delle preferenze è di due.".".
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 31
Favorevoli: 7
Contrari: 24
Astenuti: 4
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina sull'articolo 24.
Squarzino (Arc-VA) - Questo articolo mantiene inalterato il meccanismo delle 3 preferenze. Oggi ho sentito elogiare le 3 preferenze, perché queste danno la possibilità di votare non solo il capo, ma anche una donna e un giovane; infatti vediamo in questo Consiglio che abbiamo 1/3 di donne, 1/3 di giovani e 1/3 di precedenti Consiglieri. Essendo questo il risultato di 3 preferenze, credo che... questo per dire che tutte le motivazioni sulle 3 preferenze sono motivazioni, dal punto di vista divulgativo, di grande democrazia, dal punto di vista sostanziale, di palese possibilità di fare cordate e clientele... e non le cordate e le clientele secondo i principi democratici di: "vedete, ci saranno più donne e più giovani".
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 24:
Consiglieri presenti e votanti: 34
Favorevoli: 29
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 25:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 26:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 27 vi è l'emendamento n. 13 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al 1° comma dell'art. 27, sostituire "le eventuali preferenze espresse" con "eventuale preferenza espressa".
Posso riformulare la questione, collega Squarzino? Mi parrebbe decaduto. Posso considerarlo tale? Grazie.
Pongo in votazione l'articolo 27:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 28:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 29:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 30 vi sono gli emendamenti n. 5, n. 6 e n. 9 del Consigliere Sandri e n. 14 e n. 15 del gruppo "Arcobaleno".
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Due emendamenti che ho presentato sono in effetti contraddittori, nel senso che il primo è molto più radicale, ossia, prendendo atto che questa legge non modifica nulla, è una "bufala", perché cerca di dare l'impressione di accettare le alleanze preventive per poi non farle, credo che sarebbe più corretto eliminare gli articoli 30-31 della proposta di legge della nuova maggioranza e ammettere che è meglio andare a votare con la legge attuale, che il suo ruolo lo ha fatto. Volete mantenere un ruolo centrale, benissimo, almeno gli elettori hanno una legge chiara e semplice da capire al posto di questo meccanismo che è difficile da spiegare. Se tale coraggio di dire quello che pensate non ce lo avete, propongo di tornare al discorso dei 21 seggi e qui c'è l'emendamento n. 6 che consente di estendere anche al secondo turno i 21 e che permetterebbe di correggere, nel senso di trovare un accordo di mediazione fra tutti, quindi di avere la possibilità di andare incontro alla principale delle motivazioni referendarie, fra l'altro che depotenzierebbe - ovviamente non vi fosse - gli altri referendum e che consentirebbe di avere una coalizione vincente al secondo turno con 21 seggi, quindi, tutto sommato, con le condizioni di poter rispondere alle esigenze degli elettori. Credo siano 2 passaggi importanti, penso che dentro di voi vi sia la necessità anche di fare una valutazione. Devo dire che, malgrado finora non abbiamo avuto dei grandissimi risultati, sugli esiti di questo articolo anche noi possiamo ottenere aperta una possibilità di modificare il nostro atteggiamento rispetto alla tipologia della votazione finale e alla disposizione che il nostro gruppo avrà a seconda della vostra risposta sull'articolo 30.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Sull'emendamento n. 14 del nostro gruppo, dato che non siamo d'accordo su questo "arzigogolato" meccanismo, per cui poniamo il caso che liste che compongono un programma comune sono più di una, non raggiungono il primo quoziente, anche se sommando questi voti singoli di lista si arrivasse a 6-7.000, questi, proprio perché non hanno ottenuto il primo quoziente, sono esclusi da ogni conteggio. Mi pare questo sistema di operare un sistema che ha poco significato dal punto di vista della libera partecipazione alle competizioni elettorali, al fatto che anche una coalizione o liste che hanno sottoscritto programmi comuni possano partecipare in maniera libera e democratica fino alla fine, anche se non ottengono il 5,3%, che è il secondo quoziente, che moltiplica per 2 il primo quoziente, credo che debbano essere contate, ma quale ragione sta sotto questo articolo? Una ragione che potrei definire simpaticamente diabolica, quindi tale emendamento va a correggere l'ultimo periodo della lettera b). Credo di avere illustrato l'emendamento n. 14, ma anche l'emendamento n. 15 perché fa parte sempre del 30... che modifica il 50... l'emendamento n. 14 aveva una sua ragione, anche l'emendamento n. 15 di conseguenza ha la stessa ragione... si propone di eliminare tutta la lettera c) del comma 2 per le evidenti ragioni che avevo spiegato.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 5 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Gli articoli 30 e 31 della p.l. sono soppressi.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 32
Favorevoli: 2
Contrari: 30
Astenuti: 3 (Bortot, Squarzino Secondina, Venturella)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
L'articolo 30 della p.l. è sostituito dal seguente (di conseguenza, l'articolo 31 è soppresso):
"Art. 30
(Sostituzione dell'articolo 50)
1. L'articolo 50 della l.r. 3/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 50
(Determinazione del numero di seggi da attribuire)
1. Compiute le operazioni di cui all'articolo 49, l'Ufficio elettorale regionale, con l'assistenza degli esperti di cui all'articolo 8, comma 2:
a) determina la cifra elettorale di ciascuna lista. La cifra elettorale di lista è data dalla somma dei voti validi di lista ottenuti da ciascuna lista nelle singole sezioni;
b) divide la somma delle cifre elettorali di tutte le liste per il numero dei consiglieri da eleggere, trascurando la parte decimale, e successivamente elimina da tutte le operazioni di cui al presente articolo le liste che non hanno raggiunto tale quoziente;
c) moltiplica per due il quoziente di cui alla lettera b); tale prodotto rappresenta la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi;
d) determina la cifra elettorale di ogni gruppo di liste che ha presentato un programma elettorale comune, di seguito denominato gruppo, che è data dalla somma dei voti validi ottenuti da ciascuna delle liste del gruppo che ha raggiunto il quoziente di cui alla lettera b), a condizione che almeno una delle predette liste abbia raggiunto la soglia minima di cui alla lettera c);
e) individua la lista singola o il gruppo che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Qualora tale lista o gruppo abbia conseguito almeno 21 seggi, alla lista singola o al gruppo spetta un numero di seggi in proporzione ai voti validi raggiunti, senza tener conti dei resti;
f) nel caso che la lista singola o gruppo che abbia ottenuto il maggior numero di seggi non abbia già conseguito almeno 21 seggi, l'Ufficio elettorale regionale attribuisce a tale lista o gruppo il numero di seggi necessario per raggiungere tale consistenza, a condizione che abbia ottenuto almeno il 50 per cento più uno dei voti validi espressi. Nel caso in cui nessuna lista singola o gruppo abbia ottenuto almeno il 50 per cento più uno dei voti validi, si procede ad un turno di ballottaggio nella seconda domenica successiva al voto del primo turno. Al ballottaggio partecipano esclusivamente le due liste singole o gruppi che abbiano ottenuto i maggiori consensi al primo turno. A chi ottiene il maggior numero di voti al ballottaggio, l'Ufficio elettorale assegna 21 seggi. La ripartizione dei seggi all'interno delle liste singole o dei gruppi si effettua proporzionalmente sulla base dei voti ottenuti al primo turno;
g) per l'attribuzione dei seggi all'interno del gruppo che abbia ottenuto il maggiore numero di voti validi espressi, l'Ufficio elettorale regionale attribuisce ad ogni lista del gruppo, che abbia conseguito almeno due seggi pieni, tanti seggi quante volte il quoziente, ottenuto dividendo la somma dei voti validi espressi per il numero dei seggi del gruppo, risulti contenuto nella cifra elettorale di lista, evidenziando i resti di ciascuna lista, e attribuisce alle liste che hanno i maggiori resti, sempre che abbiano conseguito almeno due seggi pieni, i seggi non assegnati;
h) l'Ufficio elettorale regionale procede a ripartire proporzionalmente i restanti seggi tra le altre liste o gruppi che abbiano superato la soglia minima di cui alla lettera c). A tale fine, divide il totale dei loro voti per i seggi da assegnare, ottenendo il quoziente elettorale di minoranza. Nell'effettuare tale divisione non si tiene conto dell'eventuale parte frazionata del quoziente. Divide poi i voti di lista o di gruppo per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero di seggi da assegnare a ciascuna lista o gruppo. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati, rispettivamente, alle liste o gruppi che, nelle divisioni, hanno ottenuto i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alla lista o gruppo che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale regionale; a parità di quest'ultima si procede a sorteggio. Per l'attribuzione dei seggi all'interno dei gruppi si applica il meccanismo di cui alla lettera g).".".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 9 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
All'art. 30, comma 1, che modifica l'articolo 50 della l.r. 3/1993.
Alla lettera b) dopo le parole "tale quoziente" sono aggiunte le parole: "che rappresenta la soglia minima per partecipare all'attribuzione dei seggi per le liste che abbiano presentato un programma elettorale comune con altre" e alla lettera c) sono aggiunte le seguenti parole: "per quanto riguarda le liste che non abbiano presentato un programma elettorale comune con altre liste".
Il restante articolo è adeguato a tale differente quoziente per l'attribuzione dei seggi.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 14 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Alla lettera d) del comma 1 dell'art. 50 della l.r. 3/1993, come sostituito dall'art. 30, eliminare la parte finale a partire da "che ha raggiunto".
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 15 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
La lettera c) del comma 2 dell'art. 50 della l.r. 3/1993, come sostituito dall'art. 30, è soppressa.
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 5
Contrari: 30
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz sull'articolo 30.
Ottoz (UV) - Sull'articolo 30, per coerenza con quanto illustrato stamani, mi asterrò. Non è tanto che mi sembri inutilmente complicato perché, a leggerlo bene, non è così complicato, ma è contraddittorio in sé, pencola fra voglia di coalizione o di gruppo e bipolarismo imperfetto, ballottaggio eventuale, a cui si spera di non andare, perché chi va al ballottaggio vince, perdendo, il premio di ingovernabilità, l'ho spiegato stamani. Non mi dilungo adesso. Su questo articolo, per coerenza, mi asterrò.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 30:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 34
Favorevoli: 29
Contrari: 5
Astenuti: 1 (Ottoz)
Il Consiglio approva.
Presidente - All'articolo 31 vi sono gli emendamenti n. 16, n. 17 e n. 18 del gruppo "Arcobaleno"; posso considerare decaduti gli emendamenti n. 16 e n. 17? Grazie. Ne do rispettivamente lettura per il verbale:
Emendamento
Il comma 5 dell'art. 50bis è così sostituito:
"5. Il voto alla lista singola o al gruppo di liste che hanno presentato un programma elettorale comune, si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista singola o della coalizione.".
Emendamento
Il comma 5 dell'art. 50bis è così sostituito:
"5. Il voto alla lista singola o al gruppo di liste che hanno presentato un programma elettorale comune, si esprime tracciando un segno nella parte alta del rettangolo dove c'è la scritta "Programma".".
La parola al Consigliere Venturella sull'emendamento n. 18.
Venturella (Arc-VA) - Articolo 50 bis della legge regionale... questo sistema passerà alla storia come il "Ferrarellum", non come liscia, gassata... tale sistema che premia prima la maggioranza, poi, se la maggioranza va al ballottaggio, la punisce, perché far sì che al primo turno si ottengano 21 seggi solo se si è superato il numero di Consiglieri oppure se si recupera il 50% e se si hanno 21 seggi... si ha la governabilità; però se al ballottaggio una lista o un programma comune vince, si torna indietro e si danno 18 seggi. Questo è un altro bollo sull'ingovernabilità, per cui possibilità di fare accordi, che non avvengono in questo Consiglio, ma non sono neanche "alla luce del sole", sono nelle solite segreterie di partito, per cui programmi diversi potranno essere limati per fare un bel "minestrone". Con tale emendamento facciamo sì che anche nel turno di ballottaggio vi sia il premio di maggioranza, questo si chiama governabilità.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 18 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 7 dell'art. 50bis della l.r. 3/1993, inserito dall'articolo 31, sostituire la cifra "18" con "21".
Consiglieri presenti e votanti: 34
Favorevoli: 5
Contrari: 29
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 31:
Consiglieri presenti e votanti: 34
Favorevoli: 29
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 32:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 33:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 34:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 35:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 36:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri sull'articolo 37.
Sandri (GV-DS-PSE) - Credo che questo sia un dato molto importante: il fatto che vi siano degli elettori valdostani residenti all'esterno che abbiano diritto a partecipare alle elezioni regionali. Qui però si sarebbe potuto fare qualcosa di più anche per controllare i costi del voto della politica: qui vi sono 155 euro che vanno a favore di quei cittadini che devono rientrare, quindi è una bella occasione per tornare in famiglia, ma penso che avremmo potuto prendere spunto dalla legge di Bolzano già più volte richiamata per prevedere il voto per posta. Questo è un dato diffuso in tutto il mondo, penso che non si è fatto in tale occasione, ma alla prima occasione sarebbe opportuno prevedere un meccanismo preciso e ovviamente gli uffici si metteranno nelle condizioni di farlo, in modo da consentire il voto per posta. C'è un dato politico dietro tutto questo che non dobbiamo dimenticare. La partecipazione alle elezioni è un termometro della vicinanza o lontananza della popolazione dalla politica. Dobbiamo fare di tutto sia nel nostro comportamento, sia nelle nostre proposte politiche, ma anche in queste forme per costruire un aggancio fra i cittadini e la politica, quindi consentire anche il voto per posta sarebbe un piccolo, ma importante segnale in questa ottica. Voteremo l'articolo, ma diciamo che abbiamo perso un'occasione per fare un passo in avanti.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 37:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 38:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 30
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 39:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 40:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 32
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Vi è l'emendamento n. 1 del Presidente Caveri, di cui do lettura:
Emendamento
Dopo l'articolo 40, è inserito il seguente:
"Art. 40bis
(Disposizione finale)
1. In occasione delle prime elezioni del Consiglio regionale successive alla data di entrata in vigore della presente legge, al fine della sperimentazione del voto e dello scrutinio mediante l'uso di apparecchiature elettroniche, da effettuare nelle stesse giornate delle operazioni di votazioni e di scrutinio disciplinate dalla l.r. 3/1993, la Giunta regionale, con propria deliberazione, individua un numero ristretto di uffici elettorali interessati e le modalità di svolgimento delle operazioni sperimentali.".
Do altresì lettura dell'emendamento dei Consiglieri Lavoyer, Ferraris, Viérin Marco, Cesal e Frassy, che è in correlazione con l'emendamento precedente e che lo sostituisce:
Emendamento
Dopo l'articolo 40, è inserito il seguente:
"Art. 40bis
(Disposizione finale)
1. In occasione delle prime elezioni del Consiglio regionale successive alla data di entrata in vigore della presente legge, al fine della sperimentazione del voto e dello scrutinio mediante l'uso di apparecchiature elettroniche, da effettuare nelle stesse giornate delle operazioni di votazioni e di scrutinio disciplinate dalla l.r. 3/1993, la Giunta regionale, con propria deliberazione può individuare, sentita la commissione consiliare competente, un numero ristretto di uffici elettorali in piccoli comuni e le modalità di svolgimento delle operazioni sperimentali.".
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per mozione d'ordine. Questo emendamento non è accettabile, formalmente non è corretto, in quanto la disposizione finale come presentata dal collega Ferraris ed altri è stata cassata dal punto di vista dell'esposizione finanziaria dal Coordinatore che ha presentato una modifica articolo 40ter, che però non è stata controfirmata da nessun Consigliere proponente. Non abbiamo quindi nessuna certezza che questa sia stata accettata dai proponenti, non doveva essere neppure accettata come emendamento e chiediamo sia ritirato per insussistenza di condizioni formali. Naturalmente ci riserviamo in caso contrario tutte le azioni relative della questione.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Ovviamente il Governo non è così irresponsabile da presentare un emendamento che non abbia copertura finanziaria, va detto che la versione presentata dal Consigliere Ferraris comporta ulteriori risparmi perché si è ristretta la sperimentazione.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Per chiedere una sospensione del Consiglio per 5 minuti, perché tale questione è molto grave, non vi è possibilità di cambiare ruolo, il Presidente della Regione non è il Coordinatore delle finanze, non può dare nessuna garanzia in questa maniera, non vi è alcuna possibilità di accettare tale emendamento perché non ci sono le firme dei Consiglieri regionali, che sono gli unici che sono detentori della potestà legislativa di questo Consiglio. Chiedo quindi la sospensione per poter valutare come uscire da tale questione.
Presidente - Per quel che mi riguarda, è pienamente ammissibile. Nel momento in cui viene depositato un emendamento che porta la firma dei proponenti che contiene un parere finanziario, è ovvio che i proponenti fanno proprio anche l'articolo che sta dietro.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Al di là della mozione, non so se è accoglibile la sospensione ma, di fronte ad un'evidenziazione da parte del Coordinatore, nella fase successiva c'è una proposta di un emendamento con allegata la considerazione e il rilievo fatto dal Coordinatore... che fa un tutt'uno del primo e del secondo foglio... tanto che sono 2 cose allegate e quindi la proposta è unitaria di quanto è scritto nell'emendamento e di quanto suggerito dal Coordinatore... che è parte integrante dell'"emendamento Ferraris".
Presidente - Do per acquisito che sospendiamo per 5 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 21,18 alle ore 21,27.
Presidente - Riprendiamo i lavori.
La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Per ritirare l'emendamento.
Presidente - L'emendamento presentato dai Consiglieri Lavoyer, Ferraris, Viérin Marco, Cesal e Frassy in correlazione all'emendamento n. 1 del Presidente Caveri è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 41:
Consiglieri presenti e votanti: 34
Favorevoli: 31
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Presidente - Emendamento n. 7 del collega Sandri.
La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Questo rientra nel testo di tale provvedimento, anche perché ha avuto l'accortezza questa proposta di legge... noi lo abbiamo approvato in tali articoli con assoluta convinzione... di modificare agli articoli 3 e 4 la parola "sessi" con la parola "generi", quindi abbiamo fatto un piccolo passo avanti. Un altro piccolo passo avanti sarebbe quello di modificare le parole "candidato/candidati" solo maschile in "candidata/candidato" o "candidate/candidati", comprensivi degli articoli e preposizioni articolate necessarie nel contesto: questo renderebbe concreta la visione anche legislativa della differenza di genere. È una presa di coscienza che finora non avete voluto tenere in considerazione, ma io vi ripropongo anche questa volta in modo che a furia "di battere il chiodo" magari si riesca ad ottenere un risultato.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Ieri quando abbiamo discusso un simile emendamento qualcuno si era molto inalberato per le cose che avevo detto a sostegno di questa scelta. Credo che forse qualcuno ha capito che non valeva la pena di intervenire in modo così drastico contro un emendamento che va in un'ottica di parità nel linguaggio. Oggi, magari dopo aver riflettuto sul fatto che ieri è stata presa una decisione insensata, si accoglie questo emendamento. Accogliere l'emendamento non vuol dire che automaticamente tutte le leggi si cambiano, ma si comincia con questa e poi di volta in volta si procede. Credo sia possibile dare un segnale forte in tale senso. Spero che vi sia da parte dei colleghi la volontà di accettare questi emendamenti.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 7 del collega Sandri che recita:
Emendamento
Le espressioni "candidato" e "candidati", ovunque ricorrano nel testo della l.r. 3/1993, sono sostituite rispettivamente da "candidata/candidato" e "candidate/candidati", comprensive degli articoli o delle preposizioni articolate necessari nel contesto.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 29
Favorevoli: 5
Contrari: 24
Astenuti: 6 (Borre, Cesal, Charles Teresa, Ottoz, Viérin Adriana, Viérin Laurent)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 8 del collega Sandri che recita:
Emendamento
Le espressioni "elettore" e "elettori", ovunque ricorrano nel testo della l.r. 3/1993, sono sostituite rispettivamente da "elettrice/elettore" e "elettrici/elettori", comprensive degli articoli o delle preposizioni articolate necessari nel contesto.
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 29
Favorevoli: 5
Contrari: 24
Astenuti: 6 (Borre, Cesal, Charles Teresa, Ottoz, Viérin Adriana, Viérin Laurent)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione la tabella A nel nuovo testo della I Commissione:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 30
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
Presidente - L'emendamento n. 2 dei Consiglieri Ferraris, Cesal, Frassy, Lavoyer e Viérin Marco prevede la sostituzione delle tabelle B e D; ne do lettura:
Emendamento
Le tabelle B e D allegate al nuovo testo della p.l. n. 168/XII, predisposto dalla I Commissione consiliare, sono sostituite dalle tabelle B e D allegate al presente emendamento.
Allegati
(Omissis)
Presidente - Pongo in votazione la tabella B così come risulta dall'emendamento n. 2 del Consigliere Ferraris e altri:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione la tabella C nel nuovo testo della I Commissione:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione la tabella D così come risulta dall'emendamento n. 2 del Consigliere Ferraris e altri:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 33
Favorevoli: 30
Contrari: 3
Astenuti: 2 (Fontana Carmela, Sandri)
Il Consiglio approva.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto sulla proposta di legge n. 168.
Sandri (GV-DS-PSE) - Alla fine di 2 giorni di ampie discussioni, direi anche di un notevole valore politico, perché ci siamo confrontati a viso aperto, abbiamo confrontato posizioni differenziate, però penso che sia stato fatto tutto da parte di tutti con la volontà di difendere le proprie posizioni, ma anche di agire per il bene della Valle d'Aosta. Credo che questo sia un segnale positivo per la politica, perché in quest'aula è stato fatto un lavoro positivo e concreto, poi ovviamente voterò come il gruppo "Gauche Valdôtaine-Democratici di Sinistra" contro tale proposta di legge perché non ha recepito nessuno dei cardini che volevamo e che riassumo brevemente: le quote rosa, la scelta delle 2 preferenze e la decisione di avere un meccanismo con alleanze preventive che garantisca la governabilità sia al primo che al secondo turno. Siamo abbastanza delusi di quello che è venuto fuori come risultato finale e non possiamo che prendere atto che forse sarebbe stato più onesto sugli articoli 30-31 rinunciare a modificare la legge vigente perché è quello che è successo nel testo finale. Proprio perché questa legge ha un'importanza che va al di là delle leggi ordinarie, in quanto tutelata dall'articolo 15 dello Statuto, quindi ha una valenza particolare... credo che siamo tutti chiamati ad esprimere in senso libero da condizionamenti. Questa è una legge importante perché sapete che sarà in base anche ai risultati del prossimo turno elettorale che si disegnerà il futuro della nostra Regione in un passaggio particolarmente delicato; ognuno di noi ha la responsabilità di dare alla Valle d'Aosta la possibilità di esprimersi nel modo più corretto possibile. Ognuno di noi ha le proprie convinzioni, credo che questo debba muoverci nel momento in cui diamo il voto finale ed è per questo motivo che con la Consigliera Fontana e con i 3 Consiglieri del gruppo "Arcobaleno" chiediamo che la votazione finale sia a scrutinio segreto.
Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Nous venons d'achever ce lourd et difficile travail en matière électorale, un travail lourd vu les échéances qui incombaient et qui nous ont amenés à concentrer la discussion sur un nombre significatif de propositions de loi. Tout d'abord un remerciement donc à tous ceux qui se sont engagés au sein des Commissions et de cette salle - comme le disait M. Sandri tout à l'heure -, afin de permettre de trouver un point d'accord entre les différentes positions, mais aussi un remerciement sans provocations aux promoteurs des référendums, sans qui, il est fort probable, nous n'aurions pas abordé ce thème, tout au moins pas dans cette séance, comme l'avait très bien rappelé le Chef de groupe de l'"Union Valdôtaine" ce matin. Nous avons donc avancé, comme Conseil de la Vallée, dans l'application de notre Statut d'autonomie en votant des lois dont la compétence nous revient aux termes de son article 15. Nous sommes donc parvenus à obtenir un résultat dans le respect de la règle démocratique, de la volonté de la majorité.
La centralité du Conseil, qui est chère à plusieurs personnes ici, pour ce qui est de l'action législative, a été confirmée; sa valeur symbolique aussi a été rétablie. J'en suis heureuse d'un côté même si je suis toujours très prudente envers les symboles, car s'ils incarnent la mémoire et ils peuvent être le "carburant" qui donne un nouvel élan à l'action, l'histoire nous apprend que la politique des symboles est aussi dangereuse, car elle fait appel à l'émotion et non à la critique. "Le symbole ça peut tuer l'histoire..." - disait Vincent Duclert, un historien - "... ça peut faire perdre de vue le bon chemin". Malheureusement nous avons été obligés de travailler dans l'urgence, avec une hâte sans pareil et en engageant un tour de force tout à fait inhabituel. Nous n'avons certainement pas donné une image de pleine efficacité au peuple, bien que nous nous sommes démontrés efficients et rapides. Quelques réflexions s'imposent donc quant à la méthode, quant au message que nous avons transmis. Est-ce que les temps très limités nous ont permis de forger un bon travail du point de vue technique? J'espère que oui. Encore: est-ce que nous avons su satisfaire pleinement les attentes des Valdôtaines et des Valdôtains, de nos concitoyens, des électrices et des électeurs à qui nous devons nous, les Conseillers, répondre de notre action à tout moment? J'espère que oui. Pourquoi cette incertitude, cette inquiétude, dirais-je? Tout simplement car je suis, nous sommes que des représentants. Le Conseil, il est vrai, il est central dans le cadre des institutions régionales, mais il n'est pas souverain de par lui-même: il l'est seulement car il est le représentant du seul et unique souverain qui est le peuple et le peuple souverain nous regarde, nous évalue, nous sollicite. Les propositions référendaires ne sont qu'un exemple. Le peuple souverain en 2003 nous a fait confiance et cette confiance nous devons démontrer d'avoir su la mériter, nous devons jour après jour la soigner, à tout moment. Nous sommes, nous, des représentants et, en tant que tels, nous ne devons jamais donner l'impression de nous conduire comme des souverains ou, pire encore, croire d'être des souverains. Je veux continuer à croire que nous avons agi démocratiquement pour remplir nos fonctions de représentants dans le seul but de concrétiser la compétence statutaire en matière électorale. Je veux croire que nous avons travaillé avec la conviction que la matière électorale, étant complexe et prioritairement technique, demande un examen et un débat qui soient techniques et pour cela oui le Conseil de la Vallée est sûrement le siège privilégié. Je ne pourrais jamais accepter de travailler à des fins moins nobles, visant tout simplement au maintien du pouvoir et négligeant le rôle et le désir de la Communauté. Si quelqu'un par contre l'a fait, qu'il le sache, il a trahi la démocratie. Nous avons... vous avez... ceux qui y ont travaillé de plus... avec des grandes difficultés travaillé pour trouver des équilibres, poussés ou entraînés par des événements extérieurs à cette Assemblée. Nous avons, vous avez essayé d'améliorer notre système, de l'intégrer et de le reformer. Juste! Le Conseil ne fait pas de révolutions, mais au maximum il doit faire des réformes et donner des réponses claires et concrètes. Les révolutions c'est le peuple qui les fait normalement, c'est le peuple qui envoie des signaux préalables en ce sens à ceux qui le gouverne; à nous il nous revient de les composer ces messages. Si nous avons bien compris ces signaux, si nous retrouvons... si nous savons, si nous saurons retrouver le collant nécessaire entre la Communauté et le Palais, ou les Palais, si la majorité de ce Conseil reflète concrètement la majorité des Valdôtaines et des Valdôtains, alors nous pourrons dire d'avoir bien travaillé; si nous savons l'écouter, si nous saurons l'écouter, le peuple nous le dira.
Presidente - La parola al Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Intanto per fare una dichiarazione di voto a favore, credo che il Consiglio abbia fatto un buon lavoro e con questo ringrazio anche tutti coloro che sono intervenuti. Intendo qui leggere pubblicamente una lettera che mi è stata inviata oggi pomeriggio da Elio Riccarand, che lo scorso lunedì sera era qui sotto nel salone della Regione a parlare dei problemi della democrazia e a difenderla. I contenuti li giudicherete voi, ma credo che una lettera di questo genere sia grave per chi l'ha scritta e per tutti noi, dopodiché ne leggerò il testo e penso anche che contenga una presa di posizione che tende a delegittimare il ruolo del Consiglio a favore di un cosiddetto "libero e sovrano voto popolare", rispetto al quale nessuno di noi ha nulla da dire e nulla da obiettare. Leggo questa lettera perché mi pare di una gravità assoluta:
"Caro Piero,
grande è lo stupore, e non solo mio, per il tuo atteggiamento sulla riforma elettorale e le proposte di iniziativa popolare. Il motivo di questa mia lettera aperta non è tuttavia sulle valutazioni che ti hanno portato a prendere una posizione in contrasto con tutte le forze del Centro-Sinistra, dell'Alleanza autonomista-progressista e del tuo stesso Partito..." - ossia traditore del popolo - il compagno che sbaglia "... la domanda riguarda un aspetto circoscritto, ma molto rilevante. Tu in questi giorni hai più volte affermato che la legge di cui sei relatore "non rappresenta nessun impedimento a che si facciano i referendum", e che non capisci l'irritazione di molti nei tuoi confronti perché "i cittadini avranno modo di esprimersi democraticamente con i referendum, senza impedimenti".
A molti di noi che hanno sottoscritto le proposte di iniziativa popolare sembra invece che la proposta di cui tu sei relatore sia fatta proprio per impedire il referendum sull'iniziativa popolare delle alleanze preventive.
Tu dici che non è così. Voglio prendere per buona questa tua affermazione, ma questo significa che nei prossimi giorni il Presidente della Regione indirà il Referendum popolare per il prossimo novembre su tutte e quattro le proposte di iniziativa popolare senza neppure sentire il parere della Commissione regionale per i procedimenti referendari. Consultazione che deve intervenire solo qualora sia stata approvata una legge che recepisca "i principi ispiratori ed i contenuti essenziali" dell'iniziativa popolare. Così non è, secondo noi promotori dell'iniziativa popolare. Ma così non è, secondo quanto ho capito, anche secondo te che sei il relatore della Pdl n. 168.
Se nei prossimi giorni il Presidente della Regione indirà i 4 Referendum ti darò atto che non avevi intenzione di impedire l'iter referendario, se, però ciò non avvenisse, le tue affermazioni subirebbero una clamorosa smentita e non potresti certo sottrarti alla responsabilità di aver spalleggiato chi voleva impedire il libero e sovrano voto popolare.".
Ritengo che questa lettera si commenti da sola, mi si attribuiscano potestà titaniche che penso di non aver avuto, ma credo che per chi si fa paladino della democrazia essere l'autore di missive di tale genere sia un fatto che non ha bisogno di altri commenti. Con questo confermo il voto e chiedo vi sia un voto ampio a sostegno di tale proposta di legge, anche perché con questo provvedimento credo sia caduta la "maschera" ai comitati referendari.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Di "maschere" ne stanno cadendo parecchie, non so quella di Riccarand, risponderà lui, ma le nostre e le vostre qui dentro sono cadute. Prima ridevamo, la collega Squarzino ed io, e il Presidente ne ha chiesto il motivo... svelo subito l'"arcano": stavamo immaginando il nostro ruolo se voi aveste mediato, come avete sempre dichiarato, sulle proposte che vi sono fatte in dirittura di arrivo; ad esempio, se alla preferenza unica dei referendari a 3 delle vostre si accettavano le 2 del Consigliere Sandri, che ruolo avremmo avuto noi Consiglieri, legittimati a svolgere il nostro ruolo senza vincolo di mandato nei confronti dei referendari? Se aveste accettato il simbolo delle alleanze preventive oppure le quote rosa fossero passate da 2/3 o 1/3 a 1/4 o 3/4, che ruolo avreste dato a noi di intervenire nei confronti dei referendari per dire: "tutto sommato, non abbiamo portato a casa quello che ci proponevamo e comunque è stato fatto uno sforzo non indifferente"... e forse noi 3 ci saremmo anche potuti mettere in gioco. Vi ringrazio che, da quel punto di vista, "ci avete tolto le castagne dal fuoco", noi non possiamo svolgere alcun ruolo.
L'altra lezione che ho imparato... è un anno che sono qui... adesso il Presidente Caveri è di malumore... è un anno che sono qui in qualità di professionista e vuole mandarmi a casa perché sono vecchio; lui è 20 anni che fa il professionista della politica e ha accumulato anche 2 o 3 pensioni, io ne ho una sola dopo 37 anni di contributi di 712 euro, non mi sembra giusto che debba essere io ad andare a casa solo perché sono più vecchio di lui, ma come professionista il più vecchio è lui, anche perché se invece sul piano fisico devo fare qualche comparazione... non prendo a riferimento nessuno degli avversari però, rispetto a Rutelli che sta dalla mia parte, qualcosa avrei da dire sul piano delle capacità politiche, facendo le debite proporzioni. Morale, l'altra cosa che ho imparato è che per far lavorare la maggioranza di questo Consiglio... perché su tale proposta di legge ci avete escluso... su altri argomenti importantissimi per la Regione e per i suoi abitanti... la lezione che traggo sapete qual è? È che devo mettermi a raccogliere firme per altri referendum, perché ho notato che da dichiarazione comune i referendum mi sono serviti da stimolo per fare buone leggi per il popolo valdostano. Vuol dire che non più da dilettante, ma da professionista continuerò a stare in piazza a raccogliere firme affinché ci siano buone leggi che boccino le cattive leggi sulle quali raccogliamo le firme. Il Consiglio è contento perché finalmente ha riacquisito la sua sovranità, noi siamo contenti che abbiamo raccolto firme su problematiche che risolvono i problemi dei Valdostani, i Valdostani sono contenti perché vedono risolti i loro problemi e vissero felici e contenti...
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Molto sinteticamente, il pieno nostro sostegno al collega Ferraris, per noi da un punto di vista complessivo questa cosa è grave, ma conferma tutto quello che abbiamo detto oggi in aula: i referendari avevano solo un obiettivo, non di risolvere o dare risposte, ma di mantenere in piedi una battaglia puramente demagogica e politica, perché non hanno niente da dire sulle cose da fare per risolvere i problemi della gente valdostana, infatti se cadono tali quesiti referendari... e con tale lettera... dimostrano che non hanno altre idee di sviluppo per questa Valle.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - È stata una lunga maratona per cui sarò sintetico. Permettetemi di ringraziare il gruppo dei volenterosi: quelli che hanno voluto accettare una sfida e che credo oggi possano dire di averla vinta, insieme a tutti i movimenti politici, individui, Consiglieri che hanno voluto sostenerli in questa sfida: quella di dare alla Regione una riforma elettorale di larghe intese, non - caro Consigliere Sandri - di nuove maggioranze, perché, nonostante tu per 3 giorni abbia raccontato che c'è una nuova maggioranza, è evidente che sulle riforme elettorali si fanno le larghe intese, quelle che a Roma non siete capaci di fare, quelle che a Roma hanno impedito a una Nazione di avere una governabilità e una stabilità. Noi invece crediamo che tale riforma elettorale migliori l'attuale esistente e che quella nuova porterà ai cittadini maggiori opportunità di decidere le sorti di questa Regione; abbiamo condiviso la necessità di tale cambiamento, certamente si poteva fare di più, ma il massimo che è stato fatto è quello che era possibile e io sono orgoglioso di aver contribuito a questo lavoro. Ringrazio il collega Frassy per aver partecipato, a nome del gruppo, al gruppo dei volenterosi, che sono stati Consiglieri regionali, uomini di buona volontà che contro gli "sfasciatori di carrozze" hanno dato a questa Regione una speranza: la prossima primavera la speranza di potersi scegliere coalizioni di programma con maggioranze reali e non fittizie, con quote rosa presenti nelle liste, con l'opportunità di scegliere i candidati che preferiscono e non quelli imposti dai partiti. Ringrazio tutti i colleghi, gli uffici che hanno assistito i nostri colleghi in questo percorso importante e, visto che una riforma elettorale si fa ogni 20 anni, tutti voi, perché avete partecipato a tale lavoro.
Presidente - Pongo in votazione a scrutinio segreto la proposta di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti e votanti: 35
Favorevoli: 30
Contrari: 5
Il Consiglio approva.
