Oggetto del Consiglio n. 2643 del 17 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2643/XII - Problemi relativi alla liquidazione della Gestione straordinaria della Casa da gioco. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordata la deliberazione della Giunta regionale 311/2002, sull'avvio della fase di liquidazione della Gestione Straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent, con cui si nominava il liquidatore, si determinavano i suoi poteri, si prevedeva il controllo di tale procedura da parte di un Collegio dei Revisori e si collegava il compenso del liquidatore alle tariffe professionali vigenti;
Tenuto conto che a distanza di oltre cinque anni, tale liquidazione non è ancora stata completata, né è noto quando sia pronosticabile la chiusura dei contenziosi che ancora ne impediscono il completamento;
Ritenuto opportuno valutare i relativi dati economici-finanziari, anche alla luce delle valutazioni del Collegio dei revisori della Gestione straordinaria, per poter determinare quanto sia costata alla Valle d'Aosta tale procedura;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
Il Governo regionale per conoscere:
1) a che punto sia arrivata la liquidazione della Gestione Straordinaria, ed in particolare quale sia ad oggi l'ammontare delle attività e delle passività e quali ostacoli si stiano frapponendo al completamento della stessa;
2) quali siano stati i compensi riconosciuti al liquidatore e in base a quali parametri, anche tenendo conto della nuova normativa nazionale che prevede la liberalizzazione di tali tariffe;
3) quali siano state le valutazioni del Collegio dei revisori in merito alla conduzione della liquidazione, ai suoi risultati complessivi e al compenso del liquidatore;
4) quali siano, in particolare, i contenziosi ancora aperti con le società dei fratelli Léfebvre, sia dal punto di vista del procedimento giudiziario che delle prospettive, positive o negative, per la Gestione Straordinaria.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Rispetto a questa interrogazione, mi si chiede: "a che punto sia arrivata la liquidazione della Gestione Straordinaria, ed in particolare quale sia ad oggi l'ammontare delle attività e delle passività e quali ostacoli si stiano frapponendo al completamento della stessa", è stata protocollata l'11 aprile la bozza di bilancio per la "GS" in liquidazione, corredata dalla relazione della società di revisione e dalla relazione del collegio dei revisori. Le attività e le passività ammontano a circa 12.209.730 euro, sostanzialmente nella bozza di bilancio ci sarà un dettaglio molto preciso delle cause che ancora sono in corso... diciamo così, quali sono i motivi? Dal punto di vista sostanziale, i motivi sono riconducibili alle cause e al contenzioso, avevamo già avuto modo di confrontarci in quest'aula quando, anche su sollecitazione di alcuni colleghi, avevamo verificato la possibilità di fare una fusione fra la S.p.a. e la "GS", in modo da trasferire tutti i contenziosi e i contratti in essere, le obbligazioni della "GS" in S.p.a.. Avevamo verificato anche dal punto di vista legale che tale procedura aveva numerosi ostacoli, quindi giocoforza dobbiamo difenderci rispetto a questo tipo di attività.
Per completezza, vado subito alla domanda n. 4, perché abbiamo parlato di contenziosi e in quella domanda mi si chiede dei contenziosi ancora aperti con le società dei fratelli Léfebvre, che sono quelle più importanti. Ho anche una lettera dello studio legale che sostiene la liquidazione, dove di fatto tutte le iniziative giudiziarie fatte dai fratelli Léfebvre hanno sempre esordito un risultato negativo per loro, positivo per noi, sono ancora 2 sentenze che sono state pubblicate nel 2007, dove c'era la tentata inefficacia delle scritture private di trasferimento di azienda fra casinò e "GS", che ha visto respingere le richieste e condannare gli attori a 33.000 euro a titolo di spese di giudizio, così come l'invalidità dell'arbitrato anche lì abbiamo vinto e hanno condannato la stessa al pagamento di 22.625. In sostanza, fino ad oggi sono state tutte respinte dall'autorità giudiziaria, rimangono ancora in essere quelle più importanti, ovvero quelle sentenze (a noi positive perché in una non dobbiamo nulla e nell'altra dobbiamo avere circa 13-14 miliardi) che sono state appellate presso il Tribunale di Torino (credo che nel corso dei prossimi mesi ci saranno le prime sentenze). Ad oggi quindi abbiamo, anche se "sub iudice", delle importanti partite creditorie nei confronti delle società "SAAV" e "SITAV".
Per quanto attiene la seconda domanda, le do l'indicazione di quello che mi è stato trasmesso. Il liquidatore ha predisposto un rendiconto delle attività finora effettuate e ha sottoposto il conteggio con i vari riferimenti alla liquidazione dell'Ordine del Collegio dei ragionieri e commercialisti della Regione e l'ammontare delle prestazioni maturate al 31 dicembre 2006 è di 1.174.001,96 euro. Questo tipo di valutazione è stata inserita nella bozza di bilancio, la tariffa che è stata utilizzata è una tariffa media all'interno del "range" definito dal decreto del Presidente della Repubblica n. 100/1977 e questa parcella è stata vistata per congruità dal competente Ufficio Commissioni e liquidazioni a parcella. Lei fa riferimento nell'interpellanza al "decreto Bersani". Il riferimento alla nuova normativa nazionale in realtà è un riferimento che ha una sua valenza dal 4 luglio 2006 e, di fatto, non ha liberalizzato le tariffe, ha solo eliminato l'obbligatorietà dei minimi, come avevamo avuto modo di chiarire nella sede di una precedente interrogazione fatta dal collega Venturella, quindi il "decreto Bersani" ha solo effetti ininfluenti. Dopodiché il riferimento per l'applicazione delle tariffe professionali è da ricondurre nella deliberazione di Giunta di nomina del liquidatore, dove in quella sede si individuò il nominativo del rag. Bo e si disse che la liquidazione sarebbe stata remunerata a tariffe professionali.
In sostanza oggi - ma le posso anticipare che questa cifra importante di 1.174.000 è riconducibile all'attività e gran parte, per non dire tutte le parti più importanti, dal punto di vista retributivo, sono maturate ante Bersani - ci potremmo trovare nella condizione di negoziare con il rag. Bo un nuovo criterio per la determinazione del suo compenso, che potrebbe essere un compenso fisso o un compenso proporzionale, ma sarebbe una negoziazione a valere per le attività future, quindi tutto quello che è passato è di fatto maturato. Per quanto attiene la fatturazione e gli importi, noi ovviamente stiamo facendo le verifiche al nostro interno rispetto ai dati che sono in nostro possesso.
L'attività di controllo, se le attività sono state effettuate o meno, è un'attività che ricade sul collegio sindacale e, per quanto riguarda le valutazioni di questo organo - rispondo alla terza domanda -, le riporto le valutazioni che sono inserite nella relazione allegata. Gliela leggo, sono 4 righe: "nel corso dell'esercizio non sono stati corrisposti acconti al liquidatore, ma risulta imputato all'esercizio l'intero importo di quanto dallo stesso richiesto, a seguito della parcella dallo stesso predisposta e fatta liquidare dal collegio professionale di appartenenza. Si richiama in proposito la lettera del 20 ottobre 2006..." - nell'occasione dell'interrogazione del Consigliere Venturella - "... nella quale si evidenziava che un eventuale negoziato sul compenso dovuto al liquidatore non può che intervenire fra il committente - Giunta regionale che ha fatto la deliberazione - e il professionista incaricato tenendo conto sia della specificità della liquidazione in oggetto, le cui linee guida sono state tracciate dalla Regione, sia dalle non previste incombenze, cause giudiziarie e fiscali". Dice in sostanza: "tu, Governo regionale, hai fatto una deliberazione e nell'ambito della nomina hai detto le tariffe professionali, oggi, in virtù di un'assenza di minimo, puoi negoziare la tariffa professionale o meno della tariffa professionale, ma vale dal momento in cui negozi in avanti". Le anticipo che le attività dal punto di vista retributivo d'ora in poi sono modeste come importo, quindi negozieremo, ma con poco costrutto.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Insomma "i buoi ormai sono scappati", li avete lasciati andare, arrivederci... credo che questo sia molto grave, perché - lo dico in tono pacato - è stato abilissimo nel mischiare 2 dati: la Giunta regionale del 2002, di cui lei non faceva parte, si è impegnata alle tariffe professionali e la parcella è arrivata sulla base delle tariffe medie nazionali. Faccio presente che in Valle d'Aosta le tariffe professionali sono ai minimi, non ai medi, tutti i revisori dei conti sono pagati ossia ai minimi delle tariffe professionali, è una dizione scritta dovunque, ovviamente avete voluto fare una regalia al rag. Bo: questo è il succo della questione! Dato che era uscito il "Bersani" che portava a togliere i minimi, quindi alla possibilità di riduzione, è passata l'interrogazione del Consigliere Venturella, ha detto: "mettiamo all'incasso il passato perché dopo non so come va a finire" e voi avete permesso questa operazione in sostanza. Trovo demenziale tale cosa, nel senso che innanzitutto dal 4 luglio 2006 dovevate rinegoziare tutto, ma il passato... dal 2002 ad oggi dovevate chiedere i minimi professionali e voi avete ancora la possibilità di riconoscere solo i minimi professionali, non i medi, su una cosa che ha permesso una liquidazione pari a una vita da impiegato e a 2 vite da operaio! Questo non per un incarico... a meno che non sia stato pagato anche per altre questioni e qui c'è un'unica risposta: boh!
