Oggetto del Consiglio n. 2629 del 5 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2629/XII - Proposta di legge: "Nuove disposizioni in materia di interventi regionali di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale". (Approvazione di ordine del giorno)
Articolo 1
(Finalità)
1. La Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste riconosce la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale, attuate secondo i principi di pace, giustizia e solidarietà, quali contributi alla democrazia e al rispetto dei diritti umani e quali strumenti fondamentali per lo sviluppo sociale equo e sostenibile dei popoli.
2. Per le finalità di cui al comma 1 ed in conformità a quanto stabilito dall'articolo 117, comma nono, della Costituzione, e alla relativa normativa statale di attuazione, la Regione realizza, coordina, promuove e sostiene, utilizzando anche proprie risorse umane e finanziarie, interventi di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale, nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto degli indirizzi di politica estera dello Stato.
Articolo 2
(Disposizioni generali)
1. Le iniziative disciplinate dalla presente legge sono rivolte prioritariamente ai Paesi in via di sviluppo e ai Paesi in via di transizione, come definiti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), nonché alle popolazioni che attraversano condizioni sociali ed economiche di particolare bisogno, dovute a conflitti armati, processi di pacificazione, calamità naturali o altri eventi emergenziali.
2. Per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, la Regione opera attuando iniziative proprie, progettate e realizzate anche in collaborazione con altri enti territoriali o con soggetti, nazionali ed internazionali, operanti nelle materie di cui alla presente legge, oppure valorizzando e sostenendo le iniziative promosse dai soggetti di cui all'articolo 3, nei seguenti ambiti di intervento:
a) cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo e i Paesi in via di transizione;
b) educazione, formazione e studio;
c) emergenze straordinarie e di carattere umanitario.
3. Le iniziative di cui al comma 2 si indirizzano prioritariamente:
a) alla salvaguardia della vita umana;
b) al soddisfacimento dei bisogni primari;
c) all'autosufficienza alimentare;
d) alla promozione e al consolidamento dei processi democratici, alla difesa dei diritti umani, sociali e politici;
e) alla valorizzazione delle risorse umane, culturali e materiali;
f) al miglioramento della condizione femminile e dell'infanzia, alla lotta contro lo sfruttamento minorile e alla realizzazione di pari opportunità;
g) alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e della biodiversità;
h) all'assistenza e alla ricostruzione nei territori colpiti da calamità naturali o altri eventi emergenziali.
4. La Regione riconosce la finanza etica, il commercio equo e solidale e il turismo responsabile quali strumenti di solidarietà internazionale da attuare e sostenere nell'ambito delle iniziative disciplinate dalla presente legge.
5. La Regione non può in ogni caso sostenere, direttamente o indirettamente, attività aventi carattere militare.
Articolo 3
(Soggetti della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale)
1. Ai fini della presente legge, sono soggetti della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale:
a) la Regione e gli enti, anche economici, da essa dipendenti;
b) gli enti locali e le loro forme associative;
c) le organizzazioni non governative (ONG), le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), le organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali e le associazioni di promozione sociale che:
1) siano giuridicamente riconosciute in almeno uno degli Stati membri dell'Unione europea;
2) abbiano tra i propri fini statutari quello di svolgere attività di cooperazione allo sviluppo o di solidarietà internazionale;
3) non perseguano finalità di lucro e abbiano l'obbligo di destinare i proventi delle loro attività, compresi quelli derivanti da attività commerciali accessorie ovvero da altre forme di autofinanziamento, alle finalità statutarie;
4) documentino almeno un biennio di esperienza diretta, nell'ambito del territorio regionale, in attività di cooperazione allo sviluppo o di solidarietà internazionale.
2. Sono altresì soggetti della cooperazione allo sviluppo, qualora promuovano o collaborino con i soggetti di cui al comma 1 ad iniziative senza scopo di lucro di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale:
a) l'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste, le istituzioni scolastiche, gli istituti di formazione accreditati in conformità alla normativa regionale in materia, gli istituti di ricerca e le fondazioni;
b) le imprese, le cooperative, gli enti bilaterali e gli istituti di credito operanti in Valle d'Aosta;
c) la Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales-Camera valdostana delle imprese e delle professioni.
Articolo 4
(Iniziative di cooperazione internazionale)
1. Costituiscono iniziative di cooperazione internazionale:
a) progetti che richiedono un intervento puntuale, definito nel tempo e nelle risorse impiegate:
1) volti al sostegno di azioni di autosviluppo sostenibile delle popolazioni destinatarie;
2) finalizzati a ricercare la partecipazione attiva e diretta delle popolazioni destinatarie, allo scopo di valorizzarne le risorse umane, culturali e materiali;
3) caratterizzati dal prioritario ricorso a professionalità locali, a tecnologie e metodologie rispettose delle culture e degli usi locali, nonché a beni ed attrezzature disponibili nei paesi destinatari degli interventi;
b) programmi che richiedono un intervento complesso e protratto nel tempo, anche con pluralità di iniziative e di soggetti coinvolti che, oltre a soddisfare le caratteristiche di cui alla lettera a), sono volti:
1) alla realizzazione di azioni di cooperazione o di iniziative di partenariato territoriale tra le comunità destinatarie e la comunità valdostana;
2) all'assistenza alle istituzioni pubbliche locali dei Paesi destinatari, al fine di contribuire allo sviluppo delle capacità amministrative e gestionali locali.
2. Nell'ambito delle iniziative di cui al presente articolo, la Regione sostiene il trasferimento di competenze e di conoscenze, anche favorendo il contributo delle professionalità specifiche del personale dell'Amministrazione regionale e degli enti da essa dipendenti nella progettazione, attuazione e valutazione delle iniziative, mediante la concessione di un periodo di aspettativa senza assegni, riconosciuto ai fini giuridici ed economici, con oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'amministrazione di appartenenza.
Articolo 5
(Iniziative di educazione, formazione e studio)
1. La Regione favorisce, nell'ambito del proprio territorio, la realizzazione di iniziative culturali, di educazione, di informazione, di formazione e di studio, finalizzate alla diffusione e al radicamento di una cultura di pace e di solidarietà tra i popoli.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione, anche in collaborazione con l'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste, con le istituzioni scolastiche e con i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), promuove o sostiene:
a) attività volte a sensibilizzare la comunità valdostana sulle tematiche inerenti alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale, in particolare in ambito scolastico;
b) attività volte all'approfondimento delle realtà dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi in via di transizione;
c) attività di informazione e di formazione rivolte agli operatori che agiscono nell'ambito delle finalità della presente legge, ai docenti e agli educatori delle scuole di ogni ordine e grado.
Articolo 6
(Iniziative straordinarie di carattere umanitario)
1. Costituiscono iniziative straordinarie di emergenza e di carattere umanitario gli interventi finalizzati a fronteggiare situazioni eccezionali causate da calamità naturali, conflitti armati e processi di pacificazione, situazioni di denutrizione o gravi carenze igienico-sanitarie.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione, nel rispetto delle direttive emanate dalle competenti autorità statali, può attuare iniziative proprie ai sensi della legge regionale 18 gennaio 2001, n. 5 (Organizzazione delle attività regionali di protezione civile), o aderire ad iniziative promosse a livello statale ed internazionale nei seguenti ambiti:
a) protezione civile, messa in sicurezza e ricostruzione dei territori colpiti;
b) soccorso ed assistenza alle popolazioni colpite.
3. Le iniziative di cui al comma 2 e le relative modalità di attuazione sono stabilite dalla Giunta regionale, con propria deliberazione, al di fuori delle procedure di programmazione di cui all'articolo 7, sentito il Comitato per la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale di cui all'articolo 8.
Articolo 7
(Programmazione)
1. Il Consiglio regionale adotta, su proposta della Giunta regionale, un documento programmatico, di durata triennale, nel quale sono indicati, in particolare, gli obiettivi da conseguire nell'arco del triennio e le priorità per l'individuazione delle iniziative da attuare e promuovere direttamente da parte della Regione.
2. La Giunta regionale, per la predisposizione della bozza di documento programmatico di cui al comma 1 e di eventuali ulteriori atti di pianificazione concernenti gli ambiti di intervento di cui alla presente legge, acquisisce preliminarmente il parere del Comitato per la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale di cui all'articolo 8.
3. La Giunta regionale presenta annualmente al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del documento programmatico di cui al comma 1.
4. Il documento programmatico di cui al comma 1 deve tener conto e coordinarsi con il documento pluriennale di indirizzo sulle attività di rilievo internazionale ed europeo della Regione di cui all'articolo 4 della legge regionale 16 marzo 2006, n. 8 (Disposizioni in materia di attività e relazioni europee e internazionali della Regione autonoma Valle d'Aosta).
5. La Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce con propria deliberazione, sentiti il Comitato di cui all'articolo 8 e la Commissione consiliare competente:
a) le priorità, i criteri e le modalità di erogazione dei contributi finanziari a sostegno delle iniziative promosse dai soggetti di cui all'articolo 3;
b) le modalità di presentazione delle iniziative da parte dei soggetti di cui all'articolo 3;
c) le forme di valutazione e di monitoraggio delle iniziative.
Articolo 8
(Comitato per la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale)
1. È istituito, presso la Presidenza della Regione, il Comitato per la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà internazionale, di seguito denominato Comitato, composto da:
a) il Presidente della Regione, che lo presiede;
b) tre consiglieri regionali, di cui uno in rappresentanza della minoranza, designati dal Consiglio regionale;
c) due rappresentanti degli enti locali, designati dal Consiglio permanente degli enti locali;
d) un rappresentante designato dall'Università della Valle d'Aosta/Université de la Vallée d'Aoste;
e) un rappresentante designato dalla Chambre Valdôtaine des entreprises et des activités libérales-Camera valdostana delle imprese e delle professioni;
f) quattro rappresentanti designati di intesa dai soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c).
2. Il Comitato è nominato con decreto del Presidente della Regione per la durata della legislatura. Il Comitato può essere validamente costituito ed operare qualora, decorsi sessanta giorni dalle richieste di designazione, risultino effettivamente designati almeno sei dei suoi componenti.
3. Il Comitato si riunisce almeno due volte all'anno ed è convocato dal Presidente della Regione o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.
4. I componenti del Comitato possono designare a partecipare alle riunioni di lavoro persona da loro di volta in volta delegata.
5. Per la validità delle sedute del Comitato è necessaria la presenza di almeno sei dei suoi componenti. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei presenti; in caso di parità, prevale il voto del Presidente.
6. In relazione agli argomenti di volta in volta trattati, possono essere invitati a partecipare alle sedute del Comitato, senza diritto di voto, i componenti della Giunta regionale, i responsabili delle strutture dell'Amministrazione regionale eventualmente interessate ed altri soggetti esterni all'Amministrazione regionale.
7. Il Comitato:
a) esprime parere sul documento programmatico di cui all'articolo 7 e sulle iniziative promosse o attuate direttamente dalla Regione;
b) esprime parere sulla concessione dei contributi finanziari a sostegno delle iniziative promosse dai soggetti di cui all'articolo 3;
c) opera per promuovere ed attuare le finalità della presente legge, assicurando il coordinamento, sul territorio regionale, delle iniziative attinenti alla presente legge, anche proponendo la realizzazione di iniziative specifiche.
8. La partecipazione ai lavori del Comitato è gratuita.
Articolo 9
(Coordinamento e trasparenza delle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale)
1. Al fine di assicurare il coordinamento e la trasparenza nell'attuazione della presente legge, è istituita, presso la Presidenza della Regione, una banca dati delle iniziative regionali di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale, collegata ed integrata con analoghe banche dati eventualmente esistenti a livello statale.
2. La Presidenza della Regione, con il supporto del Comitato, garantisce il reperimento e la diffusione delle normative, della documentazione e di ogni altra informazione inerente alle tematiche della cooperazione allo sviluppo e della solidarietà internazionale, anche attraverso l'istituzione di un'apposita sezione nel sito Internet della Regione.
3. La Presidenza della Regione assicura lo scambio di informazioni e di conoscenze sull'attuazione della presente legge con gli organismi operanti sul territorio regionale nell'ambito dell'assistenza sociale, del volontariato e delle problematiche attinenti all'immigrazione.
Articolo 10
(Abrogazione e disposizione transitoria)
1. La legge regionale 9 luglio 1990, n. 44 (Interventi regionali di cooperazione e solidarietà con i paesi in via di sviluppo), è abrogata.
2. La l.r. 44/1990 continua ad applicarsi alle iniziative di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale già approvate ed avviate alla data di entrata in vigore della presente legge.
Articolo 11
(Disposizioni finanziarie)
1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione della presente legge è determinato in euro 2.000 per l'anno 2007, in euro 143.000 per l'anno 2008, in euro 229.000 per l'anno 2009 e in annui euro 250.000 a decorrere dall'anno 2010.
2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2007 e pluriennale per il triennio 2007/2009, nell'obiettivo programmatico 2.1.6.03. (Partecipazione ad altre iniziative).
3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede mediante l'utilizzo per pari importo degli stanziamenti iscritti negli stessi bilanci e nello stesso obiettivo programmatico al capitolo 22560 (Interventi regionali di cooperazione e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo).
4. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.
Presidente - La parola al relatore, Consigliera Viérin Adriana.
Viérin A. (UV) - Le système des relations internationales, y comprise la coopération, a beaucoup évolué ces derniers temps, car le monde a évolué et les changements s'accélèrent de plus en plus. A la fin de la Deuxième guerre mondiale on concevait les relations internationales comme une simple activité complémentaire aux politiques internes et de développement économique des Pays riches. L'ONU et ses satellites avaient été créés afin de permettre le dialogue et la collaboration entre Etats le plus souvent ennemis entre eux et pour redéfinir les rapports politiques et économiques entre les Etats du nord et du sud qui avaient été concernés par les expériences coloniales. L'idée même de coopération au développement, idée bien plus récente, dépendait d'une vision qui partageait le monde en 2 parties: les Pays riches, bienfaiteurs et les Pays pauvres, bénéficiaires. Depuis une vingtaine d'années nous assistons à une redéfinition de toutes les frontières: géographiques, politiques, économiques, culturelles, identitaires et idéologiques. Nous sommes face à une nouvelle attitude vis-à-vis des rapports internationaux où rôles, institutions se mélangent et développent un réseau de relations jadis inexistants. Un phénomène qui ne concerne pas seulement les Etats-Nations, mais, de plus en plus, tous les niveaux institutionnels jusqu'aux collectivités territoriales les plus petites.
La grande nouveauté du moment historique que nous vivons est représentée par le fait que les soi-disant questions internationales ne représentent plus une prérogative exclusive des Gouvernements étatiques, mais investissent toujours davantage les Gouvernements locaux. D'autant plus que, à cause aussi du phénomène de la globalisation, les questions internationales ont désormais un impact dans la gestion au quotidien de n'importe quel Gouvernement, même ceux de caractère local. Pour ce qui est de notre Région, la loi qui régi la coopération internationale est une loi qui date de 1990 et qui avait été bâtie suivant les principes de la loi de l'Etat de 1987. J'aime rappeler que notre Région a été une des premières Régions italiennes à disposer d'une loi en la matière, qui a eu le grand mérite de permettre la définition d'un grand nombre d'activités de coopération et de faciliter et promouvoir le dialogue entre une bonne partie des acteurs qui oeuvraient et oeuvrent dans ce domaine sur notre territoire.
Il faut par ailleurs reconnaître qu'il s'agit d'une loi dite de "première génération" qui nécessite d'une mise à jour compte tenu de l'évolution que la coopération a connue ces derniers temps, une coopération qui doit devenir engagement collectif regroupant citoyens, associations, institutions publiques et privés, dans le but de développer des synergies, de promouvoir un vrai réseau où les compétences humaines et les ressources financières disponibles soient exploitées au mieux et valorisées sur notre territoire et dans les Pays avec lesquels nous allons collaborer. Nous aurons donc la possibilité de dépasser cette logique qui voit l'administration comme un simple donneur de fonds pour devenir le moteur et le pivot de toute initiative de coopération sur notre territoire avec comme objectif primaire celui de faciliter, promouvoir, soutenir les différents acteurs dans ce monde aux multiples facettes, le monde richement colorié de la coopération internationale.
Dans notre Région existe un grand nombre d'associations, de ONG, de citoyens en solitaire qui développent des projets admirables. Elles, eux représentent pour nous à la fois un exemple et la base sur laquelle nous devons construire un nouveau modèle de coopération. Dans l'attente d'une réforme générale en matière de coopération au niveau de l'Etat, notre Région veut donc se doter d'un nouvel instrument plus moderne et adéquat.
Avec cette proposition de loi on entend créer les conditions nécessaires afin que le "système Vallée d'Aoste" puisse, même dans un contexte normatif national éventuellement réformé, apporter sa contribution autonome et proportionnée à ses dimensions et capacités aux grands défis de nos jours, à une positive solution des inégalités à travers des réponses vis-à-vis des besoins primaires, à une plus équitable distribution des ressources, à la possibilité de croissance socio-culturelle des habitants du sud du monde.
Pour ce qui est de la loi de l'Etat, je dois dire que des pas tout à fait significatifs ont été faits ces derniers mois. Le Ministre Sentinelli a prédisposé une nouvelle norme, elle l'a discutée au sein de la "Conferenza Stato-Regioni", un accord a été vraisemblablement trouvé tout récemment, le Président Caveri pourra nous en parler plus tard, j'ai vu que le Conseil des ministres d'aujourd'hui a approuvé le projet de loi du Ministre Sentinelli et, comme par hasard, le même jour on est ici à discuter le nôtre, ce qui me laisse prévoir une bonne chance pour le futur de la coopération. Nous devrions donc, d'un côté, disposer d'une nouvelle loi de l'Etat respectueuse des collectivités territoriales et nous ne devrions pas, de l'autre, courir le risque d'une "impugnativa" comme avait été le cas pour la Province de Trento il y a 2 ans.
Aujourd'hui, apparemment, on verra la suite, mais la résistance des apparats de l'Etat qui a toujours considéré la coopération au développement comme un simple instrument de la politique étrangère, est en train de faiblir pour faire place à une nouvelle vision où la coopération acquiert une dignité de politique ayant objectifs et priorités propres. Au sein de cette nouvelle vision devrait tout naturellement trouver sa place la coopération décentralisée où Régions et collectivités locales acquièrent une réelle dignité et puissent de par là promouvoir de façon autonome des initiatives de coopération au développement, de solidarité internationale et d'échanges au niveau décentralisé avec des administrations centrales et périphériques, collectivités locales et autres institutions publiques et privées des Pays coopérants. A ce propos permettez moi de vous signaler une loi tout récemment adoptée par la France, Etat centralisé et centralisateur par excellence, concernant le même sujet. L'article unique de la loi n° 31 du 6 février 2007 récite: "les collectivités territoriales et leurs groupements peuvent conclure des conventions avec des autorités locales étrangères pour mener des actions de coopération ou d'aide au développement; en outre, si l'urgence le justifie, les collectivités territoriales et leurs groupements peuvent mettre en œuvre ou financer des actions à caractère humanitaire". Evidemment le vent à changé de direction et je ne peux que m'en réjouir. Profitons donc de ce moment favorable pour nous doter d'une nouvelle loi régionale afin d'essayer de donner des réponses à tous ceux qui oeuvrent dans ce secteur.
Le dispositif législatif que nous proposons aujourd'hui est le fruit d'un travail de longue haleine, débuté il y a bientôt 2 ans au sein du Comité, avec l'appui de toutes ses composantes et, en particulier, des Conseillers régionaux qui partagent avec moi cette tâche, sans oublier la collaboration active du Président Caveri et des bureaux de la Présidence.
Je ne vais pas ici reparcourir un à un les 11 articles composants la loi, que nous avons déjà attentivement examinés lors des travaux de Commission. Le texte que nous présentons aujourd'hui est d'ailleurs un texte partagé et voté à l'unanimité par la Ière et la IIe Commission réunies conjointement.
Je veux par contre attirer votre attention sur la partie financière de cette loi, argument largement débattu au sein du Comité et lors de l'examen en Commission et mis en évidence également par le Conseil permanent des collectivités locales dans l'avis qu'il a formulé à propos de cette norme. Le CPEL souligne l'insuffisance des dispositions financières. Tous les Conseillers composants les 2 Commissions qui se sont penchées sur le problème ont exprimé les mêmes propos. A ce sujet j'ouvre une petite parenthèse, parce que c'est une histoire tout à fait récente: un ordre du jour a été présenté par le plus grand nombre des forces politiques qui siègent dans cette Assemblée, qui va dans l'idée de revoir l'aspect financier dans une prochaine loi de finances dans le courant de cette année, je remercie... Nous croyons qu'une Région comme la nôtre, qui a toujours été très sensible aux sentiments de solidarité et où la société civile en particulier arrive à exprimer une grande générosité et à déployer une activité vraiment importante dans le domaine de la coopération, puisse et doive assurer des ressources financières d'une autre envergure.
Notre Communauté, même si elle est très petite, a démontré, non seulement d'avoir un grand cœur, mais également de bonnes compétences en matière de coopération. Les résultats les meilleurs nous les avons obtenus bien évidemment dans les réalités où la conformation géographique et les conditions climatiques sont similaires aux nôtres. Là nous arrivons à développer et à partager notre savoir-faire et nous pouvons devenir vraiment performants. D'ailleurs plusieurs jeunes viennent de terminer des "cursus" universitaires en coopération internationale; d'autres travaillent directement sur le terrain en tant que volontaires ou coopérants en Afrique, en Amérique du Sud, en Extrême Orient.
Dernièrement, dans cette salle, on a mis l'accent sur les côtés moins édifiants de la jeunesse. A mon avis, il est juste, il faut absolument dénoncer et combattre fermement certaines attitudes et comportements, mais il ne faut oublier que les "mauvais" ne représentent qu'une minorité. Je veux ici rendre justice à tous ces jeunes qui, par contre, j'estime qu'ils représentent un exemple pour nous tous et le seront encore davantage dans le futur. Les jeunes nous rappellent que c'est seulement en poursuivant des objectifs de paix et de solidarité que nous pourrons combattre avec efficacité les conflits de toute sorte qui empoisonnent notre planète. Quand les plus démunis de la terre auront de quoi manger, de l'eau potable, l'éducation, les ressources primaires, l'information, les services et les infrastructures de base, disposeront des droits fondamentaux de l'homme, c'est alors que peut-être les conflits cesseront et avec les aides concrètes, à côté des projets opérationnels, il faudra intensifier le dialogue, car, à mon avis, le dialogue est et reste une conquête, le dialogue est la reconnaissance de l'autre. Nous devons nous mettre à l'écoute afin de parvenir à un vrai dialogue, au respect de celui qui est différent de nous, au respect de n'importe quelle minorité, afin de parvenir à une véritable diffusion des droits de l'homme sur toute la planète.
Personnellement j'estime que nous devons désormais comprendre une chose: tout ce qui se passe sur la planète, et pas seulement du point de vue climatique, finira toujours, tôt ou tard, par se répercuter sur le système dans sa globalité, personne exclue. Nous devrons donc participer au développement d'un réseau de solidarité globale, conscients que la Terre, n'importe quel morceau de cette planète, est patrimoine de toute l'humanité.
Encore un grand merci à tous les collègues qui ont assuré leur soutien, à partir de la rédaction de la loi, les travaux de Commission jusqu'à la rédaction de l'ordre du jour concernant l'aspect financier.
Si dà atto che dalle ore 18,26 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che tutto o quasi tutto sia stato detto dalla collega Viérin, quindi condivido in toto la sua relazione, la filosofia del suo intervento e le osservazioni di tipo politico fatte. Aggiungo solo 2 annotazioni: la prima, finalmente abbiamo una nuova legge che disciplina le iniziative di cooperazione verso i Paesi in via di sviluppo, una legge che ne precisa le finalità e che recepisce i nuovi orientamenti della cooperazione, frutto di anni di esperienze e di incertezze, di valutazioni non sempre pertinenti. Si è passati infatti da una filosofia di interventi quasi dirigistici diretti da parte dei Paesi potenti che si sentivano e si sentono potenti verso i paesi cosiddetti "poveri", si è passati dalla filosofia di aiuto dall'alto quasi fosse una concessione, una benevolenza, un'elemosina verso chi aveva più bisogno, ad una filosofia più "égalitaire", in cui si lavora attorno a progetti pensati, voluti, delineati insieme ai soggetti della realtà locale: l'ONG, le associazioni, le istituzioni, la Chiesa e altre realtà presenti sul territorio. Progetti alla cui realizzazione collaborano le diverse realtà economiche, sociali, istituzionali, professionali che si riconoscono attorno a un progetto che in genere mira ad attivare strumenti per la crescita autonoma della popolazione, progetti che fanno leva sul coinvolgimento dei diretti interessati, così da dare - secondo un motto ormai famoso - "non i pesci a chi ha fame, ma la lenza per pescarli" e aggiungerei anche le metodologie, la possibilità del mercato di acquistare... tutto quello che attorno contribuisce a far sì che il prodotto nuovo che la popolazione può raggiungere possa trasformarsi in una possibilità di reddito e di qualità di vita diversa per le popolazioni.
Ricordo che nel 1993-1994, era allora Presidente delegato del Comitato, l'allora Consigliere Bich aveva cercato di rivedere la legge, si era giunti ad un disegno di legge che era stato votato dal Consiglio, ma era forse un momento prematuro, perché in quel provvedimento si voleva rivendicare l'autonomia della Regione in materia di cooperazione con i Paesi diversi dall'Italia, per questo motivo la legge era stata impugnata. L'allora Governo aveva deciso di non ricorrere contro questa impugnativa e si è continuato a lavorare con la legge del 1990, che solo oggi andiamo a modificare. Con questa legge, pur nei suoi limiti, il Comitato ha lavorato e lavorato bene, direi che, pur nei limiti dei paletti che questa legge indica, pur nei limiti dei finanziamenti, il Comitato ha saputo fare un ottimo lavoro per valorizzare al massimo le proposte e le risorse umane, professionali, di programmazione, di attuazione di volontariato e anche risorse finanziarie che erano messe a disposizione da ONG locali ed altre associazioni. Moltissime volte il Comitato ha contribuito a realizzare progetti che erano stati pensati da ONG locali in collaborazione con ONG dei Paesi in cui si andava ad operare e a cui contribuivano anche enti locali, CE, altri finanziamenti. Progetti anche nel tempo a volte per i quali la stessa Regione era riuscita a mettere a disposizione le proprie risorse professionali e le proprie strutture amministrative, in particolare dell'Assessorato dell'agricoltura. Quello che in questi anni è stato fatto più per volontà di dare una risposta ai problemi ora credo sarà possibile farlo in modo più efficace con la nuova legge.
Vorrei ricordare a tutti... sono andata a riprendere l'opuscolo che presenta l'attività di cooperazione allo sviluppo della Regione Valle d'Aosta dal 1990 al 2005 e qui si vede benissimo come, pur con i limiti della legge che avevamo, pur con la normativa che impediva di spaziare come avremmo voluto, la Regione ha saputo fare moltissimo: è riuscita ad individuare dei progetti che hanno consentito di dare strutture fondamentali come acquedotti, scuole, ospedali, di attivare attività scolastiche e di formazione professionale, ma anche un'attività di sviluppo alla produzione agropastorale, artigianale in zone dove mancavano alle popolazioni locali le competenze e le tecniche necessarie per fare un salto di qualità e riuscire a diventare autosufficienti. Il limite che questa legge potrebbe avere è quello delle risorse finanziarie, che non sono copiose, abbiamo però visto con grande soddisfazione che gli auspici, le formulazioni di "desiderata" che erano emersi sia a livello di Comitato per la cooperazione, sia a livello di I Commissione si sono tradotti in un ordine del giorno che indica al Presidente della Regione la volontà politica di intervenire - le modalità le vedremo poi -, ma mi sembra importante che il Presidente Caveri assuma questa volontà di correggere la esiguità delle risorse finanziarie.
Presidente - La parola al Vicepresidente Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) - La collega Viérin ha detto che è stato presentato un ordine del giorno ma, per essere certo che formalmente sia acquisito nei verbali, intervengo solo per presentarlo ufficialmente.
Presidente - L'ordine del giorno verrà votato prima della votazione della proposta di legge. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - In effetti il Governo regionale, come ricordato dalla relatrice, ha seguito la stesura di tale testo - a cui credo di aver contribuito anch'io con qualche piccolo passaggio - relativo a questa legge di ultima generazione, che è migliorativa della normativa attuale ed è curioso che proprio oggi il disegno di legge delega sulla cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo, che era passato alla Conferenza delle Regioni il 29 marzo, sia approdato al Consiglio dei ministri. È difficile dire quali conseguenze questo avrà sulla giurisprudenza costituzionale, perché allo stato attuale il rischio che tale legge venga cassata dalla Corte costituzionale è elevato, le ultime sentenze non sono molto tranquillizzanti. L'ultima è del 10 gennaio 2007 in merito alla cooperazione e relazioni internazionali della Regione Calabria, dove si è tornati da parte della Corte alla stessa giurisprudenza della sentenza n. 211/2006, che riguardava la Provincia di Trento, dove, alla luce della riforma del titolo V della Costituzione, si ritiene che la cooperazione internazionale sia parte integrante della politica estera dell'Italia. Ci auguriamo che il Governo, dopo aver emanato la delega, non impugni la nostra legge, perché sarebbe un fatto assolutamente coerente. Il testo è innovativo, dà una nuova visione culturale della cooperazione decentrata, che è ormai un dato acquisito dopo 17 anni di impegno da parte della nostra Regione nei Paesi in via di sviluppo. La legge prevede azioni di scambio e formazione non esaustive, ma complementari alle altre forme di cooperazione tradizionali, governativa e non governativa, bilaterale, multilaterale, che possono produrre un diverso modo di intendere le relazioni internazionali, ma soprattutto una diversa consapevolezza e responsabilità di tutti gli attori coinvolti.
Colgo l'occasione per esprimermi sull'ordine del giorno, naturalmente, per quel che riguarda l'incremento di risorse, è facile dire perché siamo in fase di primo assestamento di bilancio... quindi l'impegno di un aumento dei finanziamenti c'è e verrà concretizzato nelle prossime ore. Non posso ancora indicare la cifra, perché siamo in una fase di discussione accesa e domattina la dovremmo completare. Credo si debbano studiare dei criteri per il prossimo bilancio pluriennale, personalmente non sono convinto della bontà del meccanismo percentuale, che mi sembra una banalizzazione. Ritengo che il vero problema sia quello di assicurare un rimpinguamento della cifra. Non posso che concordare sul fatto che gli enti locali utilizzino somme nel quadro della finanza locale, perché c'è un termine troppo volgare per commentare il parere del CPEL che si fa molto "muscoloso" dicendo: "insufficienti finanziamenti in considerazione dell'importanza degli interventi disciplinati dal disegno di legge"... gioie, mettano fondi della finanza locale! Domani in assestamento di bilancio abbiamo 19 milioni di euro, si sacrifichino! Sempre comodo dire al Governo regionale: "mettete più soldi", che li mettano loro! Nella cooperazione i Comuni possono fare la loro parte e la facciano! Queste specie di sirene che arrivano dagli enti locali, ammonendo in maniera totalmente illegittima... lo dico al Presidente di turno... che si limitino a dire le cose che gli interessano, non che "tirano le orecchie" facendo la dimostrazione di essere più furbi di noi chiedendo più stanziamenti! Certo, più stanziamenti... non costa niente! Accetto allora volentieri che sia scritto: "eventuale utilizzo di somme nel quadro della finanza locale": questo mi piace molto perché vediamo se, quando saremo con l'Assessore Marguerettaz, portavoce di questa istanza, ci sarà da parte loro una fattiva rinuncia ad una parte del loro gruzzolo.
Presidente - Passiamo ad analizzare l'ordine del giorno presentato dai colleghi Fiou, Lavoyer, Vicquéry, Viérin Marco, Squarzino Secondina e Sandri; ne do lettura:
Ordine del giorno
Preso atto con soddisfazione che si è giunti finalmente alla stesura e condivisione di una proposta di legge che detta nuove disposizioni in materia di interventi regionali di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale;
Ritenuto che con tali norme la Regione potrà agire in modo più efficace ed in sinergia con tutte le realtà istituzionali, economiche, culturali del territorio per contribuire - come indicano le finalità della legge - allo sviluppo della democrazia nel rispetto dei diritti umani, secondo i principi di pace, giustizia, solidarietà, nei Paesi in via di sviluppo e nei Paesi in via di transizione, al fine di contribuire allo sviluppo equo e sostenibile dei popoli;
Ricordato che all'interno del Comitato alla cooperazione come pure nella I Commissione consiliare, nel corso dell'esame del provvedimento, è stata sottolineata l'importanza di dotare la legge di risorse adeguate all'importanza dei suoi compiti;
Ricordato altresì che lo stesso Consiglio Permanente degli Enti Locali, nell'esprimere parere favorevole al provvedimento, ha valutato "insufficienti i finanziamenti, in considerazione dell'importanza degli interventi disciplinati dal disegno di legge";
Il Consiglio regionale
Sollecita
la Giunta:
- a valutare possibili incrementi delle risorse a disposizione e a definire criteri innovativi, laddove possibile, per il prossimo bilancio pluriennale;
- a concordare con gli Enti Locali l'eventuale utilizzo di somme nel quadro della finanza locale.
F.to: Fiou - Lavoyer - Vicquéry - Viérin Marco - Squarzino Secondina - Sandri
La parola al Vicepresidente Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) - Penso di non dover prendere tempo a dei lavori che sono già pressanti, tanto che anche oggi forse non riusciremo a finire l'ordine del giorno.
Sull'ordine del giorno presentato non c'è molto da aggiungere. Il gruppo di coordinamento per la cooperazione vede le sue risorse estremamente stiracchiate al momento di dividerle sui progetti che le associazioni di volontariato presentano, per cui la sollecitazione da parte dei partecipanti al coordinamento era doverosa. Prendiamo atto della disponibilità espressa dal Presidente e mi limito solo a chiedere a tutti i gruppi di votare l'ordine del giorno e ovviamente la proposta di legge.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Apprendo con piacere che il Presidente condivide l'ordine del giorno, capisco anche la sua condivisione sul secondo punto. Non per voler difendere gli enti locali, ma gli enti locali, quando abbiamo, sia come Comitato, sia come Consulta delle elette, proposto dei progetti concreti e abbiamo chiesto un contributo, ce lo hanno dato, sono stati disponibili e generosi; quindi credo che gli enti locali, di fronte a progetti concreti, ci siano.
Posso dare un suggerimento al Presidente, ne faccia poi quel che vuole: se riuscissimo a trovare un criterio oggettivo con cui definiamo le risorse per la cooperazione, magari possiamo presentare come esempio anche per gli enti locali lo stesso criterio oggettivo. Può essere la percentuale o forse gli uffici riusciranno a individuare altri indicatori più interessanti, ma se riusciamo ad individuare un indicatore che non sia solo discrezionale, forse questo può diventare un esempio anche per gli enti locali per quanto riguarda la definizione della loro eventuale compartecipazione.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Sono stato sollecitato a fare questo intervento non solo per esprimere il mio appoggio alla legge e alla relatrice collega Viérin, ma anche per commentare la suggestione che ha fatto il Presidente e che ho trovato molto interessante. È un periodo che si assiste per l'"Union Valdôtaine" da una parte al partito degli amministratori regionali... e al partito degli amministratori locali, per cui ti rendo ineleggibile... vi è tutta una serie di questioni interessanti...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... credo si possa raccogliere la parte più succosa quando dice: "qui c'è un problema di tirar fuori i soldi all'Amministrazione regionale", come se questa dovesse sempre badare a tutto, che anche gli enti locali comincino a fare il loro mestiere. Questa è una bella occasione da prendere per rivedere quei parametri con cui si fa il trasferimento delle risorse ai Comuni e che adesso sono limitate da alcuni parametri oggettivi, geografico-storico-demografici (quanto è grosso il Comune, quanti metri quadri ha al di sopra di un certo livello altimetrico, quanta popolazione...); si potrebbero mettere altri parametri, fra cui quello dell'attività di cooperazione internazionale: i Comuni che si impegneranno di più avranno più trasferimenti di risorse, quelli che si impegneranno di meno avranno meno risorse; questo può valere per la cooperazione internazionale, per l'attività di inclusione di chi dal sud del mondo viene in valle a lavorare... Credo che lo spostamento di attenzione da questi parametri demografici geografici a quelli qualitativi rispetto alla cooperazione e alla capacità di far pagare le tasse ai propri cittadini renderebbe migliori e più equi i rapporti con gli enti locali. La battaglia comunque mi sembra che continui e noi assisteremo volentieri.
Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dai colleghi Fiou, Lavoyer, Vicquéry, Viérin Marco, Squarzino Secondina e Sandri:
Consiglieri presenti: 29
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 2 (Frassy, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato nel nuovo testo predisposto dalle Commissioni I e II che hanno espresso all'unanimità voto favorevole sulla proposta di legge, vi è anche il parere favorevole del CPEL.
La parola alla Consigliera Viérin Adriana sull'articolo 1.
Viérin A. (UV) - C'était simplement pour rappeler qu'a été déposé également un amendement dont vous n'avez pas parlé et j'avais oublié tout à l'heure de le signaler, c'est simplement un petit amendement parce qu'on avait oublié les adoptions internationales dans une lettre d'un alinéa.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 2 vi è l'emendamento presentato dalla collega Viérin Adriana, che recita:
Emendamento
La lettera f) del comma 3 dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:
"f) al miglioramento della condizione femminile, alla promozione dei diritti dell'infanzia, anche mediante il sostegno all'adozione internazionale, alla lotta contro lo sfruttamento minorile e alla realizzazione di pari opportunità;".
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo così emendato:
Articolo 2
(Disposizioni generali)
1. Le iniziative disciplinate dalla presente legge sono rivolte prioritariamente ai Paesi in via di sviluppo e ai Paesi in via di transizione, come definiti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), nonché alle popolazioni che attraversano condizioni sociali ed economiche di particolare bisogno, dovute a conflitti armati, processi di pacificazione, calamità naturali o altri eventi emergenziali.
2. Per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, la Regione opera attuando iniziative proprie, progettate e realizzate anche in collaborazione con altri enti territoriali o con soggetti, nazionali ed internazionali, operanti nelle materie di cui alla presente legge, oppure valorizzando e sostenendo le iniziative promosse dai soggetti di cui all'articolo 3, nei seguenti ambiti di intervento:
a) cooperazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo e i Paesi in via di transizione;
b) educazione, formazione e studio;
c) emergenze straordinarie e di carattere umanitario.
3. Le iniziative di cui al comma 2 si indirizzano prioritariamente:
a) alla salvaguardia della vita umana;
b) al soddisfacimento dei bisogni primari;
c) all'autosufficienza alimentare;
d) alla promozione e al consolidamento dei processi democratici, alla difesa dei diritti umani, sociali e politici;
e) alla valorizzazione delle risorse umane, culturali e materiali;
f) al miglioramento della condizione femminile, alla promozione dei diritti dell'infanzia, anche mediante il sostegno all'adozione internazionale, alla lotta contro lo sfruttamento minorile e alla realizzazione di pari opportunità;
g) alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio ambientale e della biodiversità;
h) all'assistenza e alla ricostruzione nei territori colpiti da calamità naturali o altri eventi emergenziali.
4. La Regione riconosce la finanza etica, il commercio equo e solidale e il turismo responsabile quali strumenti di solidarietà internazionale da attuare e sostenere nell'ambito delle iniziative disciplinate dalla presente legge.
5. La Regione non può in ogni caso sostenere, direttamente o indirettamente, attività aventi carattere militare.
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
