Oggetto del Consiglio n. 2628 del 5 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2628/XII - Rinvio della proposta di legge: "Modificazione alla legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta)".
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Questa iniziativa del collega Sandri e della sottoscritta vuole affrontare un argomento su cui l'opposizione si è più volte confrontata. Lo Statuto regionale della Valle d'Aosta prevede, all'articolo 27, che anche ai membri del Consiglio regionale della Valle d'Aosta spetti l'iniziativa di proporre leggi regionali. Tale possibilità viene raramente esercitata dai Consiglieri dell'opposizione in quanto finora, a fronte di una proposta di legge che comporta oneri finanziari, gli uffici dell'Assessorato del bilancio e delle finanze constatavano l'impossibilità di reperire all'interno del bilancio regionale risorse per finanziare la proposta di legge regionale, in quanto, dopo la definizione del bilancio di gestione, nei vari capitoli non risultavano più risorse disponibili, oppure se, per vari motivi, non veniva espresso un parere, tale proposta restava per così dire "sospesa" e non poteva essere assegnata alle competenti Commissioni consiliari. I Consiglieri Sandri e Squarzino, insieme ad altri colleghi, ritengono pertanto che vada meglio definito un iter procedurale che consenta di contemperare 2 esigenze finora contrapposte: quella di accompagnare un'eventuale proposta di legge regionale con l'indicazione delle relative risorse finanziare e quella di consentire ai Consiglieri di opposizione di esercitare a pieno la funzione loro riconosciuta dallo Statuto; diversamente ai Consiglieri di opposizione sarebbe possibile presentare solo disegni di legge che non comportano spesa.
L'attuale proposta di legge definisce il momento in cui va espresso il parere di contabilità finanziaria da parte dei competenti uffici; noi con essa chiedevamo, adesso chiediamo - uso i 2 verbi presente e imperfetto, poi spiegherò perché - che con questa proposta di legge il parere di contabilità finanziaria da parte dei competenti uffici avvenga nel corso della discussione della proposta di legge all'interno della Commissione e non prima della sua assegnazione in Commissione e non sia condizione pregiudiziale per la sua iscrizione in Commissione e quindi per la sua discussione. In Commissione, quando abbiamo affrontato questo tema... sembra... io dico "sembra" perché finché non vedo le promesse concretizzarsi nei fatti... i competenti uffici del bilancio ci hanno detto che l'attuale normativa non prevede la prassi che finora era stata seguita, ma che si può adottare un'altra prassi. Hanno affermato che non si tratta di rispetto di norme legislative, ma solo di rispetto di una prassi che nel tempo si è consolidata; per questo motivo in Commissione si è proposto che a questa prassi, che finora era stata seguita, se ne sostituisse un'altra. Infatti il Presidente della Commissione in questo senso aveva scritto al Presidente del Consiglio e, per conoscenza, all'Assessore al bilancio, chiedendo l'opportunità - leggo dalla lettera del Presidente della II Commissione -: "di prevedere che l'assegnazione alle Commissioni dei suddetti progetti di legge avvenga nello stesso giorno in cui viene richiesto il parere finanziario alla struttura competente dell'Assessorato del bilancio, in modo tale da consentire l'inizio dell'esame nelle Commissioni dei provvedimenti stessi". Questa era la proposta fatta come Commissione, a tale proposta c'è stata la risposta del Presidente del Consiglio, con la quale ha risposto sia al Presidente della II Commissione, sia al Presidente della Regione e all'Assessore al bilancio e nella quale spiega come nel tempo sia nata la prassi che fino a un mese fa era consolidata all'interno dell'Amministrazione regionale. Riferendosi alla richiesta di assegnare alla Commissione le proposte di legge di iniziativa consiliare recanti oneri finanziari contestualmente alla richiesta del prescritto parere finanziario, osserva che tale procedura consentirebbe alle Commissioni di iniziare subito l'esame del provvedimento nel merito, ma senza alcuna garanzia per quanto concerne la copertura finanziaria, ossia non è detto che l'Assessorato subito predisponga il proprio parere; allora questo è possibile a condizione che il parere dell'Assessorato del bilancio sia espresso in tempi utili, affinché la Commissione esamini la proposta di legge.
Vi è l'altro problema che comunque questo parere del bilancio potrebbe essere negativo ma, come dice lo stesso Presidente del Consiglio, la possibilità di riflettere all'interno della Commissione potrebbe far sì che, a seguito dell'esame di merito di una proposta di legge che comporta oneri finanziari - se il provvedimento è condiviso -, sia assicurata la copertura finanziaria della proposta di legge stessa qualora sia ritenuta meritevole di approvazione.
L'iniziativa dei Consiglieri Sandri e Squarzino e di altri colleghi ha posto l'accento su un problema reale. Sembra che in questa fase si sia individuata una prassi diversa, più rispettosa sia della possibilità dei Consiglieri di opposizione di presentare un disegno di legge che preveda anche delle risorse finanziarie, quindi un intervento sul bilancio, sia della possibilità della Commissione di cominciare fin da subito ad entrare nel merito del disegno di legge, per evidenziare se è necessario o meno un intervento finanziario e in questo caso, nel caso vi sia una maggioranza nella Commissione, credo sia possibile, verificando con i competenti Assessorati, individuare le risorse: questa è una prassi che è stata delineata dal Presidente della II Commissione e dal Presidente del Consiglio. È una prassi che ci trova abbastanza consenzienti, è una prassi che vorremmo verificare nella realtà se risolve i problemi, per cui abbiamo deciso con il collega Sandri non di ritirare il provvedimento, ma di rinviarlo in Commissione, in modo che sia lì pronto ad essere ripreso in mano e riformulato se nel giro di questi mesi la prassi che è stata delineata non risulta rispondente alle esigenze che si volevano risolvere con tale proposta di legge. Concludendo, rimandiamo in Commissione questa proposta di legge, che rimane lì quasi a garanzia della prassi che sarà in tali mesi adottata.
Presidente - La proposta di legge viene rinviata alla II Commissione.
Il Consiglio prende atto, concordando.
