Oggetto del Consiglio n. 2625 del 5 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2625/XII - Indirizzi strategici previsti dall'articolo 4 della l.r. 10/2004.
Il Consiglio regionale
a) richiamata la legge regionale 18 giugno 2004, n. 10, e successive modificazioni, recante "Interventi per il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali", con la quale la Giunta regionale è stata autorizzata ad effettuare conferimenti di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali ad una società di capitali, a totale capitale regionale, esistente o ad una società per azioni da costituire mediante apposito mandato a Finaosta S.p.a.;
b) richiamata la propria deliberazione n. 3045, in data 13 ottobre 2006, con la quale la Giunta regionale ha approvato, ai sensi della l.r. 10/2004, il conferimento di un primo e di un secondo lotto di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale alla società Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., di cui la Regione è socia al 100 % per il tramite di Finaosta S.p.a., in gestione speciale;
c) considerato che, ai sensi dell'art. 4 della l.r. 10/2004, il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta regionale, gli indirizzi strategici e gli eventuali programmi di dismissione dei beni della società che la Regione intende presentare nell'assemblea della società per il tramite del rappresentante di Finaosta S.p.a.;
d) considerato che, pertanto, la Giunta regionale, sensibile all'esigenza di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori degli immobili a destinazione produttiva ed allo scopo di tutelare le proprie aspettative di efficacia nella gestione dei beni conferiti, intende proporre al Consiglio regionale di approvare un'indicazione di indirizzi strategici, cui improntare l'organizzazione e l'esecuzione dell'attività imprenditoriale di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., che la Regione rivolgerà al Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. per il tramite del rappresentante di "Finaosta" S.p.a.;
e) richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 1766, in data 15 giugno 2006, concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2006/2008 con decorrenza 16 giugno 2006, e di disposizioni applicative;
f) visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal direttore della Direzione assistenza imprese, ricerca, qualità e formazione professionale nell'ambito dell'Assessorato attività produttive e politiche del lavoro, ai sensi del combinato disposto degli artt. 13 - comma 1 - lett. e) e 59 - comma 2 - della l.r. n. 45/1995, sulla presente proposta di deliberazione;
su proposta dell'Assessore regionale delle attività produttive e politiche del lavoro, sig. Leonardo La Torre, di concerto con l'Assessore regionale del bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, sig. Aurelio Marguerettaz;
Delibera
di approvare, ai sensi dell'art. 4 della l.r. 10/2004, la presente indicazione di indirizzi strategici, cui improntare l'organizzazione e l'esecuzione dell'attività imprenditoriale, che la Regione, al fine di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori dei beni immobili a destinazione produttiva ed allo scopo di tutelare le proprie aspettative di efficacia nella gestione dei beni conferiti, rivolgerà al Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. per il tramite del rappresentante di Finaosta S.p.a.:
Scopi ed obiettivi.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. organizzerà e svolgerà la propria attività in modo da:
- valorizzare i beni immobili conferiti salvaguardandone la destinazione produttiva;
- accrescere l'efficienza nella gestione dei beni immobili e, di conseguenza:
- creare occasioni per il consolidamento e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali ospitate negli immobili;
- favorire le condizioni per ricadute positive in termini occupazionali e sul tessuto produttivo locale;
- utilizzare, per la locazione dei beni immobili, procedure conformi alla normativa vigente, tra cui l'articolo 10, comma 4, della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12, e successive modificazioni.
Indirizzi strategici.
Spetta al Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approvare annualmente gli indirizzi strategici generali di politica industriale.
Sono approvati dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale:
- i programmi di dismissione dei beni immobili, esclusi quelli di cui all'allegato A che costituisce parte integrante della presente deliberazione, per i quali la Società Struttura Valle d'Aosta S.r.l. - Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. è autorizzata all'alienazione mediante gara o altra modalità di alienazione possibile, preceduta da trattativa privata con i soggetti occupanti l'immobile a titolo di comodato o di locazione e con i soggetti che esercitano attività produttiva industriale ed artigianale titolari di un diritto di superficie gravante sui beni medesimi, previa perizia di stima asseverata, da effettuarsi a cura della Società cedente;
- le acquisizioni dei beni immobili;
- ogni variazione della destinazione dei beni immobili.
Sono preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale, su proposta delle strutture regionali competenti:
- la locazione o l'affitto dei beni immobili, previa valutazione, da parte della Finaosta S.p.a., del progetto imprenditoriale presentato dai richiedenti;
- il godimento a titolo gratuito dei beni immobili, esclusivamente a favore dell'amministrazione regionale, per lo svolgimento delle sue attività istituzionali;
- il diniego di rinnovo della locazione dei beni immobili alla scadenza dei contratti, ai sensi dell'articolo 29 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
L'Assessorato competente in materia di attività produttive è autorizzato a dare indicazioni per la valorizzazione dei beni immobili.
Ogni anno, entro 20 giorni dall'approvazione del bilancio societario, Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. presenta alla Giunta regionale, per il tramite delle strutture regionali competenti:
- una relazione contenente i risultati economici della gestione del patrimonio conferito da cui dovranno emergere, distintamente per ciascun bene immobile, i costi per la gestione e la manutenzione, i ricavi delle locazioni, l'andamento occupazionale delle imprese conduttrici sulla base dei dati forniti dai conduttori, i principali eventi avvenuti nell'esercizio, le eventuali azioni legali avviate;
- una relazione concernente i principali interventi di manutenzione da eseguire sugli immobili nell'esercizio successivo e la strategia da seguire per gli immobili non locati;
- una relazione in merito all'attuazione dei programmi di dismissione dei beni.
Indirizzi operativi.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., operando in condizioni di trasparenza, efficienza ed equità di trattamento e orientando la propria attività alla massima collaborazione con le strutture regionali:
- subentra alla Regione negli obblighi verso i conduttori ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge regionale 18 giugno 2004, n. 10;
- provvede, per gli interventi contrattualmente previsti eseguiti dai conduttori e posti a suo carico, alla valutazione della congruità dei loro costi applicando le medesime metodologie utilizzate dalla Regione, come meglio definite nei contratti;
- provvede alla stipula delle polizze assicurative dei beni immobili conferiti previste dai contratti a carico della Regione.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. darà immediata comunicazione alla Regione delle azioni legali, previste dagli articoli 1453 e seguenti del Codice civile, avviate nei confronti dei conduttori e delle modifiche ai contratti pattuite con i conduttori.
Alla Regione sarà sempre consentita la libera visita dei beni immobili.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. concluderà i procedimenti in atto relativamente ai beni immobili oggetto di conferimento coerentemente con l'impostazione data dall'Amministrazione regionale.
Allegato A
(Omissis)
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.
La Torre (FA) - L'approvazione del pacchetto "indirizzi strategici operativi di Vallée d'Aoste Structure" è un atto importante per 2 motivi: perché assolve a 2 compiti precisi, amministrativo e politico con riferimento alle decisioni già assunte nella legge n. 10/2004; e permette di svolgere alcune riflessioni sugli indirizzi strategici operativi che vogliamo dare al nostro patrimonio regionale. Come dicevo, tali indirizzi assolvono a questo compito preciso che la legge n. 10/2004 dava e che voglio ricordare per far comprendere in virtù di cosa si è arrivati a tale approvazione. La legge n. 10 all'articolo 1 recitava: "la Regione disciplina con la presente legge il conferimento ad una società di capitali di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali". All'articolo 2, comma 4, diceva: "la società di cui al comma 1 provvede, in particolare, ad acquisire in proprietà il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali, nonché gli impianti e le attrezzature correlati, curandone la valorizzazione, la gestione e l'eventuale alienazione". All'articolo 4 si indicava ancora: "il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta regionale, gli indirizzi strategici e gli eventuali programmi di dismissione dei beni...".
L'approvazione degli indirizzi strategici assolve a tale primo compito, un impegno fissato da una legge e che oggi ci vede onorarlo con questa deliberazione. Devo dire però che l'occasione è utile per fare il punto su un patrimonio importante come quello regionale e bisogna dirsi che questa riflessione deve portare anche ad identificare ed individuare alcuni obiettivi. Gli obiettivi rientrano nelle scelte politiche, scelte di cui ci vogliamo assumere la responsabilità e con chiarezza enunciamo. Credo innanzitutto che l'obiettivo primario sia puntare alla massima efficacia ed efficienza dell'utilizzo del patrimonio regionale, quindi non possiamo restare su una posizione passiva dove il patrimonio si gestisce esso stesso, ma ritengo che noi ci riappropriamo con questa deliberazione di un ruolo importante: quello di indirizzare verso un'ottimizzazione dell'utilizzo del nostro patrimonio. È evidente che all'interno di questa scelta di ottimizzare dobbiamo darci dei sotto-obiettivi che restano ugualmente importanti: il primo, creare opportunità proprio con l'utilizzo di tali beni e strumenti di cui disponiamo; il secondo, creare un fenomeno di impulso e sostegno nei confronti delle attività produttive e commerciali; il terzo, le ricadute positive sul territorio. Se cominciamo ad enunciare con chiarezza questi obiettivi, comprendiamo l'importanza di tale scelta e di tale tipologia di indirizzi strategici che ci stiamo dando. Questo consolida per quanto riguarda l'Assessorato dell'industria un impegno preciso che si è assunto: quello di sostenere gli imprenditori valdostani, non però di sostituirsi ad essi e "sostenere" vuol dire indurre anche gli imprenditori verso uno sviluppo responsabile, uno sviluppo in cui ognuno si assume con responsabilità il suo ruolo: gli imprenditori di agire da imprenditori, quindi di progettare e portare avanti il progetto industriale, e la Regione di sostenere attraverso gli strumenti di cui si può dotare, in questo caso gli strumenti sono i beni patrimoniali della Regione che in tale situazione vengono conferiti, come previsto dalla legge n. 10, ad una società apposita - "Vallée d'Aoste Structure" -, che dovrà agire all'interno dei suoi scopi in questa direzione.
Gli scopi sono stati discussi a lungo in Commissione, non sto a rileggerli, ma sono chiari e ben definiti, li riassumo solo velocemente: "valorizzare i beni immobili conferiti salvaguardandone la destinazione produttiva; accrescere l'efficienza nella gestione dei beni immobili e, di conseguenza: creare occasioni per il consolidamento e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali... favorire le condizioni per ricadute positive in termini occupazionali... utilizzare, per la locazione dei beni immobili, procedure conformi alla normativa vigente, tra cui l'articolo 10, comma 4, della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12...". Gli scopi quindi coincidono esattamente con la volontà politica di questa Amministrazione di agire in tale campo.
A questo punto va anche fatta una riflessione sul ragionamento che sta alla base delle acquisizioni o delle dismissioni. Colgo anche questa occasione per stimolare il confronto in merito al passaggio sulle acquisizioni e sulle dismissioni, esprimerò in modo non provocatorio anche una mia opinione. Ritengo che oggi la Regione nell'interesse generale dovrebbe assolutamente procedere verso una massiccia campagna di dismissioni del patrimonio regionale, perché? Innanzitutto perché dismettere il patrimonio regionale vuol dire, se fatto in una logica concordata con le imprese e con gli imprenditori, sostenere in termini finanziari le imprese, perché sappiamo che oggi la proprietà di un immobile per un'impresa rappresenta anche una bancabilità, ossia una possibilità di ottenere un credito bancario; inoltre rappresenta anche un radicamento dell'impresa sul territorio, perché l'impresa che possiede le strutture immobiliari in cui opera è radicata nel territorio, ha un maggior interesse ad operare su quel territorio e soprattutto riconosce il territorio come radice della impresa, cosa che molte volte non avviene quando l'impresa stessa si trova a cogliere solo delle opportunità che al momento possono sembrare logiche... ma allo stesso tempo, non essendo le imprese radicate sul territorio, venendo meno le condizioni di mercato, assolutamente abbandonano l'intervento industriale che stanno portando avanti. Questa allora è una riflessione importante, quella sulle dismissioni: ecco anche perché le dismissioni sono uno degli argomenti centrali negli indirizzi strategici che vengono dati a "Vallée d'Aoste Structure", nel momento stesso in cui si riconosce al Consiglio regionale una centralità di merito sulle impostazioni che si vogliono dare alle dismissioni. Ritengo però necessario fare anche un ragionamento sulle acquisizioni. Sarei contraddittorio se oggi venissi a sostenere che le dismissioni sono un elemento di possibile sviluppo e poi venissi a dire che dovremmo continuare con le acquisizioni; quindi ritengo che, per essere coerente con il principio di dismettere - questa è una mia idea, spero che possa essere condivisa -, le acquisizioni oggi non abbiano più un senso, proprio per la motivazione che ho detto, anche perché la Regione non può...
(il Presidente Perron richiama al silenzio i Consiglieri regionali, nel rispetto dell'oratore)
... fatta questa riflessione, che il dibattito "farà sua"... e se ne parlerà, definito che il Consiglio ha questa centralità in merito alle politiche di acquisizione e di dismissioni, ritengo che uno degli elementi importanti... oltre gli scopi che, come abbiamo visto bene, identificano la volontà di questa Amministrazione di agire in quegli ambiti... sono da valutare proprio gli indirizzi strategici, ossia quelli operativi su cui si deve muovere "Vallée d'Aoste Structure". Anche in merito a questi indirizzi non nascondo che nelle Commissioni sono nati dei dibattiti in merito alla valutazione degli affitti e quindi dell'equità che viene applicata nei confronti dei conduttori...
(il Presidente Perron richiama nuovamente al silenzio i Consiglieri regionali)
... grazie, faccio fatica a raccogliere le idee, pensavo che vi fosse più interesse su questo argomento, in Commissione abbiamo fatto un buon lavoro, se n'è parlato molto, mi piace però portare all'attenzione del Consiglio alcuni dei punti sui quali in Commissione ci siamo confrontati. Stavo parlando di uno degli argomenti più delicati su cui, all'interno della Commissione, c'erano state diverse posizioni e che era appunto l'equità di trattamento o, meglio, la valutazione degli affitti che vengono applicati e che verranno applicati nei confronti dei conduttori degli immobili. Su questo argomento si è detto molto, ma quello che va richiamato è l'insieme degli indirizzi amministrativi che vengono dalle impostazioni di legge che ci sono state date. In questo caso facciamo riferimento alla legge n. 12/1997, che regolava l'utilizzo dei beni regionali. Sono obbligato a richiamare quella legge per far capire i margini in cui dobbiamo muoverci, infatti la legge n. 12/1997 recitava: "è consentito il ricorso alla trattativa privata..." - vado avanti... - "... la trattativa viene svolta sulla base del canone determinato, in relazione ai valori di mercato, secondo le modalità di cui all'articolo 18". È opportuno quindi andare a rileggere l'articolo 18, perché parliamo di una legge del 1997, all'articolo 18 si dice: "Valutazione. Il valore di stima, fatto salvo quanto previsto dal comma 2, è determinato dalla struttura regionale competente in materia di patrimonio, che a tal fine può avvalersi anche di professionalità di altre strutture regionali settorialmente competenti in rapporto al bene, o, per casi particolari o complessi e con adeguata motivazione, di apposite perizie esterne, asseverate secondo la normativa vigente, affidate ai sensi della legge regionale 28 aprile 1998...".
Il senso qual è? Il senso è ben preciso: dobbiamo attenerci, nel momento in cui gli uffici vanno ad identificare gli affitti da applicare, a una norma che fa riferimento al mercato: questo lascia anche una "forbice" di interpretazione, perché il mercato può essere inteso come la valutazione più alta o la minima di mercato. È questo forse l'unico ambito su cui noi abbiamo una certa facoltà di interpretazione, perché per il resto credo non sia interesse di nessuno, tenuto conto che ci dobbiamo rapportare alle misure e alle indicazioni della CE, andare a creare degli affitti sperequati rispetto a concorrenze di altre Regioni. È quindi evidente che perseguiamo tutti lo stesso obiettivo: quello di creare le migliori condizioni nel nostro territorio per l'insediamento delle attività produttive. Questo passa attraverso dei tassi di affitto adeguati alle condizioni migliori del mercato; in tal senso mi sento di prendere anche un impegno, un impegno che palesemente ho dimostrato nelle parole che ho utilizzato in Commissione e anche in riunioni che stiamo portando avanti insieme all'Assessore Marguerettaz: quello di andare a cercare le migliori condizioni di tassi di mercato per le nostre imprese, nell'ambito però dei margini che ci sono dati dalla legge del 1997 e dai rapporti con la CE: ecco che allora negli indirizzi operativi dobbiamo richiamare anche queste indicazioni, che sono indicazioni molto precise che dobbiamo dare a "Vallée d'Aoste Structure".
Ricapitolando un pochettino, credo si possa ben comprendere il senso di questo pacchetto di indirizzi: da un lato, gli scopi chiari e precisi che sono dati da una scelta politica che abbiamo enunciato; dall'altra parte, degli indirizzi strategici che individuano con precisione i ragionamenti su cui il Consiglio regionale mantiene la sua centralità e su cui esprimerà di volta in volta il suo voto e sono i programmi di dismissione dei beni immobili, le acquisizioni dei beni immobili, ogni variazione di destinazione dei beni trattati. È chiaro che poi c'è un'operatività della Giunta, un'assunzione di responsabilità in merito ai progetti industriali che verranno portati avanti: ecco che la Giunta si riserva l'autorizzazione per la locazione o l'affitto dei beni immobili, ma l'autorizzazione che è sempre "in caduta" a una valutazione che viene effettuata dagli organi competenti, che sono quelli di "Finaosta" e gli organi preposti ad analizzare i "business plan" industriali. A questo punto il disegno prende una sua connotazione molto chiara; negli indirizzi operativi conseguentemente ribadiamo le condizioni di trasparenza e di efficienza e di equità di trattamento.
Aggiungerei ancora una cosa, una scelta di cui mi assumo la responsabilità: all'interno di questa deliberazione forse si potevano lasciare dei margini più ampi di operatività a "Vallée d'Aoste Structure", ma io credo molto nell'assunzione delle responsabilità e in una gerarchia dei poteri questo cosa vuol dire? Vuol dire che ognuno deve sapere esattamente cosa deve fare e deve assumersi la responsabilità di quello che fa. L'Assessorato delle attività produttive quindi deve mantenere in capo a sé l'impostazione delle scelte delle politiche industriali della Regione, confrontandosi con questo Consiglio, quindi assumersi una responsabilità per le scelte di tipo industriale che vengono fatte, come conseguentemente "VDS" deve applicare in maniera efficace ed efficiente gli indirizzi strategici operativi, lasciando al Consiglio, all'Assessorato le loro competenze, quindi non sovrapponendosi andando a creare delle società che si muovono con logiche che potrebbero non corrispondere con la volontà del Consiglio. È stata una mia scelta quella di condizionare "Vallée d'Aoste Structure" ad alcuni passaggi, fondamentali, autorizzativi in merito alle sue operatività. Avendo fatto questo, ritengo di essere stato fedele al mio mandato, vale a dire conservare per questo Consiglio il compito fondamentale di indirizzo, che deve essere interpretato come una condizione fondamentale, ossia non può tale Assemblea espropriarsi comunque di un controllo su dei patrimoni importanti come quello immobiliare della Regione.
Non aggiungo altro, lascio a chi interverrà eventuali domande o chiarimenti che ritenesse opportuno avere.
Presidente - È aperto il dibattito.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Sono d'accordo con lei, Presidente, sul richiamo che ha fatto all'aula. Questa cosa fa il pari con la discussione fatta ieri sui fondi strutturali, perché non stiamo discutendo di "noccioline": stiamo discutendo dei prossimi decenni che riguardano la nostra Regione. Se non gliene frega niente a nessuno, mi spiace, ma vogliamo dire la nostra e per farlo occorre fare almeno 40 anni di passi in arretrato. Io c'ero quando ha chiuso la "Brambilla", la "Fera"... ha chiuso la "Brambilla Costruzioni", è nata la "Tecnomec", sulle lotte dei lavoratori poi è nata la "Carminati", che poi è diventata "Siv", che poi è diventata "Olivetti"... Nel frattempo ha chiuso anche la "Guinzio Rossi" e la "Giunta Dujany" aveva fatto un'operazione intelligente: quella di creare delle strutture mirate di tipo immobiliare per attirare nella nostra Regione imprenditori che a loro volta creassero occupazione. Abbiamo anticipato quello che è stato fatto nei decenni successivi dalle altre Regioni; ora è finito quel periodo. Quando stamani parlavamo del casinò, è finito un periodo, occorre tutti fare un passo indietro per andare avanti e qui è la stessa cosa. La soluzione che ci prospetta l'Assessore, senza farne una questione ideologica, però è monca: parliamo di assegnare degli immobili della proprietà alla "Vallée d'Aoste Structure" da parte dell'Amministrazione regionale, diamo a questa struttura la possibilità di gestire, ma i fini per i quali dovrebbe gestire tale patrimonio non sono definiti, ma è giusto che non siano definiti, ossia non li deve definire "Vallée d'Aoste Structure", li deve definire questo Consesso, li deve definire la Regione! Qui c'è un equivoco di fondo, Assessore, di cui già abbiamo discusso in Commissione: non parliamo di obiettivi strategici, perché questo Consiglio di obiettivi strategici sulla struttura industriale di cui si deve dotare la Regione nei prossimi decenni non ne ha ancora discusso, non ce li abbiamo! Parlare di dismissioni o acquisizioni quindi mi preoccupa, perché corriamo il rischio di alienare dei beni che magari fra 15 giorni ci servono, oppure acquisiamo dei beni sull'onda di necessità occupazionali, di lavoratori che perdono il posto di lavoro ed evidentemente queste acquisizioni anche in quel momento vengono fatte in modo contingente, senza collocarli in una strategia di tipo industriale, che non ci siamo ancora dati. Bisogna definire gli obiettivi, il Governo deve venire in quest'aula con una risoluzione, la volevamo fare noi, ma non spetta a noi dare degli indirizzi di tipo produttivo e industriale nella nostra Regione. Non stiamo parlando del Piemonte o della Lombardia: stiamo parlando di creare occupazione per 7-800 posti di lavoro, che, secondo me, sono quelli di cui necessita la nostra Regione, sono numeri relativamente piccoli e, per rispondere a questo tipo di necessità, dobbiamo capire come usare i fondi strutturali di cui abbiamo parlato ieri.
Oggi le aziende non si accontentano di avere l'immobile a disposizione, ma hanno bisogno di livelli di professionalità, perché le produzioni che si fanno all'interno di certi immobili, se sono obsoleti, o a basso valore aggiunto, o a bassa professionalità, queste produzioni le fa la Cina e le fa l'India e noi non siamo in grado di competere, a meno che cancelliamo 200 anni di storia, di lotte dei lavoratori, di diritti sindacali e cancelliamo la Costituzione; occorre fare altro. Ho ripreso per l'ennesima volta in mano la convenzione che la Giunta ha sottoscritto il 30 giugno 2006 con "Finmeccanica", "Finmeccanica" è una delle più rilevanti strutture produttive nel campo meccanico del nostro Paese per volumi di investimento... poi dice: "mettere a disposizione il proprio patrimonio di competenze e tecnologie, al fine di sostenere e incentivare il trasferimento di "know how" fra le aziende del gruppo e la Regione", ma qui sono aperture di credito non indifferenti: o questa è "aria fritta", o si prende la "Finmeccanica" e le si fanno delle proposte di rendere operativa la convenzione, l'accordo che ha stipulato. Andiamo avanti: "precisa che il gruppo meccanico è il primo gruppo industriale italiano per volumi di investimenti nel settore di alta tecnologia", cosa stiamo aspettando, si stanno piazzando gli altri Paesi e soprattutto si stanno piazzando le altre Regioni! Alle porte della Valle d'Aosta, nel Canavese, c'è un polo di alta tecnologia, non siamo ancora andati a vedere... non siamo capaci o non vogliamo tradurre in termini operativi questo tipo di accordi. È stato previsto, per dare attuazione a questa convenzione, un tavolo di coordinamento; il tavolo di coordinamento è stato insediato, ha prodotto degli orientamenti, delle progettualità, degli indirizzi di ricerca, delle convenzioni con istituti universitari? Ha tradotto in tecnologie, in operatività, in strutture questa convenzione? La "Finmeccanica" in che maniera mantiene l'impegno sottoscritto con la Regione? Di cosa ha bisogno? Andiamo a "scoprire le carte", abbiamo un'esperienza sessantennale di gioco di azzardo con il casinò, allora proviamo ad andare a "scoprire le carte" della "Finmeccanica".
Da qui come investiamo i soldi sulla formazione legata alle strategie che ci diamo, agli indirizzi, ne consegue il piano di dismissioni o di acquisizioni, perché lei ha detto: "con le dismissioni fidelizziamo..." - è una bruttissima parola - "... gli imprenditori al territorio", io ho una grande paura - l'ho già detto in Commissione - che imprenditori che investono sul mercato immobiliare, e non nella loro azienda, in tecnologie e ricerche, facciano solo delle speculazioni immobiliari, non sappiano cosa farne dei profitti che hanno guadagnato e ritengono opportuno investirli nel settore immobiliare... perché evidentemente territorio e immobili nella nostra Regione cominciano ad andare su di prezzo, ce ne saranno sempre meno... e si mettono a casa un po' di "fieno" per il futuro, ma sono soldi "immobilizzati". Dobbiamo incentivarli ad investire non sull'immobiliare, non sull'acquisto della struttura e, quanto alla fidelizzazione, affinché non se ne vadano dalla nostra Regione, penso che abbiamo bisogno di altro, Assessore! Dobbiamo dare loro altre cose: dobbiamo dare formazione, professionalità - sono tutte medie e piccole aziende, esclusa la "Cogne" -, dobbiamo dare convenzioni sulla ricerca, di modo che la ricerca si traduca in tecnologie all'interno dell'azienda, altrimenti non ne veniamo fuori. Sta tornando di moda un vecchio "slogan" che diceva: "bisogna privatizzare i profitti e pubblicizzare le perdite", stiamo andando in questa direzione, ossia noi facciamo politiche di acquisizione quando ci vengono richieste senza capire in quale strategia collochiamo quel tipo di intervento. Adesso abbiamo un piano di dismissioni che diventa allettante per degli imprenditori, ma allora una proposta minima potrebbe essere questa: vincoliamo queste dismissioni a delle convenzioni ben precise, dove per 100.000 anni non si cambi la destinazione d'uso, altrimenti, se non vincoliamo al tipo di attività, al diritto di prelazione della Regione con gli stessi soldi, salvo l'indicizzazione, di riacquisire l'immobile, ci troviamo con l'opportunità di insediare strutture produttive e dovremo erodere nuovo territorio creando nuove strutture immobiliari, perché abbiamo alienato quelle che avevamo e abbiamo costruito per mettere a disposizione di attività imprenditoriali. Secondo me, Assessore, andiamoci piano; questa cosa, se la volete fare, la farete, ma io parlo solo degli investimenti che sono necessari se vogliamo una ferrovia e tutto il collegato alla ferrovia, allora non è detto che tutte le imprese debbano venire da fuori se si decide di "mettere mano" alla ferrovia con investimenti seri, si possono consorziare. Avremo bisogno di strutture produttive, le faremo venire da fuori, metteremo a disposizione... cosa faremo non lo so. In riferimento agli investimenti che siamo sicuri che vogliamo fare, perché poi siamo obbligati a farli, dobbiamo prevedere che cosa farne dell'immobile e delle proprietà che abbiamo a disposizione. In parole povere, è chiuso un percorso dove agli imprenditori si metteva a disposizione l'immobile e l'infrastruttura, si apre un altro percorso dove non più dal punto di vista della struttura fisica, ma dal punto di vista culturale e intellettuale dovremo decidere con le università e con la "Finmeccanica" di dare attuazione a quello che... vendiamo più "aria fritta" di quello che siamo capaci di produrre, ossia continuiamo a far convegni e sul clima, e su tutto di più, sembra che la Valle d'Aosta sia il "Bengodi" della cultura, della scienza... poi mi sta bene anche vendere "aria fritta", però proviamo a tradurre nella realtà un decimo delle cose di cui parliamo e decidiamo. Non c'è l'Assessore Cerise... vale il discorso dei soldi investiti nel progetto "Interreg" sulla protezione dei centri abitati con il bosco e le foreste, un convegno internazionale fatto qui sotto... poi vi ricordate la polemica: a Pontboset si taglia il bosco per fare i valli a protezione dei centri abitati; allora, se l'indirizzo è di questo tipo, non ne veniamo fuori! Assessore, ripeto: sulle fonti rinnovabili occorre più coraggio e più soldi, perché non occupa una sera questo Palazzo e protesta con la sua Giunta che le diano i soldi necessari per far avanzare tali settori produttivi che creano occupazione e non sono ancora in concorrenza con i Paesi emergenti! Proviamo ad avere più coraggio e non agire solo sulle proprietà immobiliari in acquisizioni o dismissioni senza capire dove andiamo a parare!
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Il quesito che ci poniamo leggendo il titolo importante di questo documento è quali sono gli obiettivi verso il quale tende un documento di indirizzo come questo, ovvero cosa c'è di tanto strategico. Abbiamo provato a dare una risposta a questa domanda con una serie di approfondimenti fatti in Commissione, con una serie di audizioni, con i destinatari della stessa norma e coloro che partecipano all'applicazione, ossia abbiamo sentito i rappresentanti degli industriali, degli artigiani, piccoli imprenditori, nonché gli autorevoli esponenti di "Vallée d'Aoste Structure". Cosa è emerso? È emerso che la legge n. 1/1998 comunque rappresentava un punto fermo, la legge n. 1/1998 - che è stata abrogata dalla legge n. 10/2004 - era una certezza, permetteva alla categoria imprenditoriale - valdostana e non solo - di accedere a locazioni di immobili ad uso produttivo di proprietà regionale a prezzi ragionevoli. È stata quindi abrogata una legge che costituiva, per espressa dichiarazione delle categorie produttive, un elemento di certezza; questo elemento di certezza è stato sostituito per volontà politica, in particolare dell'Assessore Marguerettaz, con un elemento di incertezza e di confusione: come dicevo, la legge n. 10/2004. Oggi bisogna dare forma e sostanza alla legge n. 10/2004, prima di tutto si arriva con un ritardo clamoroso - circa 3 anni - e questo è già un sintomo della discontinuità di pensiero che risiede nella Giunta e nella maggioranza su tale argomento, poi, se vediamo la sostanza della quale parliamo, ci rendiamo conto che il Consiglio delega "Vallée d'Aoste Structure" a fare una colossale operazione di immobiliarismo. "Vallée d'Aoste Structure" è diventata da qualche mese a questa parte una società fortemente patrimonializzata, in una recente seduta del Consiglio regionale, quella del 7-8 marzo, c'è stata quella partita di giro secondo la quale le quote di proprietà sono state cedute a "Vallée d'Aoste Structure", in 4 lotti differenti sono stati conferiti altri beni per 23 milioni di euro, quindi adesso è una società che ha questa ricchezza patrimoniale che deve servire a qualcosa. Qual è la missione che vuole conferire l'organo politico a "Vallée d'Aoste Structure" con l'atto odierno? È una missione di mera immobiliarità, perché si danno degli indirizzi per acquisire, per alienare, per trasformare immobili che servono all'uso produttivo.
La prima cosa che diciamo allora è che preferiremmo che la Regione si spogliasse di questi beni; tali beni dovrebbero essere posti con gradualità, oculatezza e ragionevolezza a disposizione del mercato e su questo c'è concordanza di idee con lei. La sua manifestazione di pensiero purtroppo non coincide con l'atto che oggi approviamo, evidentemente non è riuscito a far "breccia" nella Giunta, a far capire che è inutile che la Regione si carichi di immobili, di manutenzioni ordinarie e straordinarie, di innovazioni, per tenerli funzionali alle esigenze imprenditoriali e a prezzi competitivi quando potrebbero essere utilmente ceduti a imprenditori solidi affinché ne facciano l'uso che meglio ritengono. Ritengo che la nostra Regione sia una delle Regioni che, nonostante la dimensione geografica e demografica, abbia delle maggiori consistenze patrimoniali al proprio attivo, ma non riusciamo a capire che gli imprenditori necessitano di avere nel loro patrimonio attivo, nei loro cespiti degli immobili, perché è un patrimonio che può essere utilizzato a garanzia di prestiti, mutui, fideiussioni, aperture di credito che possono servire ad alimentare finanziariamente l'azienda.
Qual è l'"utilitas" per la Regione? Nessuna, anzi la recente normativa, cosiddetta "manovra d'estate", che è stata proposta da Bersani, diventa una mossa fiscale pericolosa anche per le società di comodo che hanno un'appartenenza pubblica. Il decreto legge n. 223/2006 a firma Bersani, convertito in legge ad agosto, prevede all'articolo 35, comma 15, che si considerano non operative - quindi società di comodo - quelle società il cui ammontare complessivo dei ricavi è inferiore a una somma degli importi che risultano applicando alcune percentuali. Elenca poi delle percentuali, fra queste indica il 6% al valore delle immobilizzazioni costituite da beni mobili e da beni indicati, di cui all'articolo 8 della legge n. 663/1972. Se una società ha al suo attivo diversi immobili, la cui redditività è inferiore al 6% citato dalla "norma Bersani", c'è una presunzione di ricavo che comunque viene allineata a tale valore stabilito per legge. Questo ci fa capire - ed è stato confermato dall'ing. Centelleghe - che i prezzi della locazione dovranno per forza essere aumentati e già sono stati aumentati, perché siamo passati da valori medi del 2%, che vigevano quando la legge n. 1/1998 era applicata correntemente a favore di diversi imprenditori - 2% per le imprese e 1% per le società cooperative -, a valori del 6%. Addirittura nell'"Espace Aosta", praticamente inaffittato, si arriva a valori quasi del 7%. Adesso dovrei scorrere le pagine del copioso verbale che riassume le audizioni che abbiamo avuto in IV Commissione... Come facciamo ad essere competitivi con questi immobili se siamo poi costretti anche da una norma fiscale ad affittarli a delle cifre esose? E lei ne è consapevole perché l'"Espace Aosta" è una dimostrazione tangibile di quello che sto dicendo. Quando ci è stato detto dal Presidente della Confindustria valdostana che il Piemonte è molto più competitivo della Valle d'Aosta e che è più conveniente insediare un'azienda in Piemonte, perché la nostra Regione è incassata fra i monti, non è situata su grandi vie di comunicazione, ha difficoltà di connessione anche con la banda larga... ossia vi sono una serie di handicap che ci pongono in posizione scarsamente competitiva. A questi limiti dobbiamo aggiungere quelli che derivano dal fatto che saremmo impossibilitati a mettere sul mercato gli immobili di cui siamo proprietari a prezzi appena competitivi rispetto al Piemonte.
Dove è allora sta la strategia per la Valle d'Aosta? Apprezzo, purtroppo è una dichiarazione di intenti la sua, l'idea di procedere a una graduale dismissione, perché questi immobili ci costano non solo come manutenzione ordinaria e straordinaria, funzionale, tecnologica... ma come gestione amministrativa. "Vallée d'Aoste Structure" conta con i dipendenti di Centro Sviluppo che ha assorbito 15 persone; ha una sua struttura amministrativa che costa, quindi è un altro ente che alla fine deve autoalimentarsi. Alla fine questa società dovrà presentare anche un bilancio e allora come fa ad autoalimentarsi se non riesce a collocare sul mercato a prezzi vantaggiosi agli imprenditori che devono generare sviluppo e occupazione, perché le locazioni saranno per forza di cose - complice il recente "decreto Bersani" - fissate a tariffe più elevate? Qui di strategia ne vediamo ben poca e ci è parso di capire che le stesse voci dell'imprenditorialità valdostana, quelle più grandi e quelle più piccole, abbiano manifestato non poche perplessità. È vero che in corso di esame qualcuno ha cercato di "stemperare" con degli aggiustamenti letterali l'impostazione di tale deliberazione, però queste sono questioni di "lana caprina", sono piccole soddisfazioni che sono distanti da quelli che dovrebbero essere gli obiettivi e i traguardi di una Regione il cui Assessorato delle attività produttive dovrebbe promuovere l'insediamento e la crescita sul proprio territorio di aziende locali o non locali. Per queste ragioni crediamo che di indirizzi strategici ce ne siano ben pochi e tale deliberazione alla fine dà una magra soddisfazione politica a una norma di legge: l'articolo 4 della legge n. 10/2004, che è rimasta "lettera morta" per 3 anni. Oggi ha detto: "diamo un po' di respiro a questa norma", ma lo diamo senza un'idea precisa, o addirittura un'idea difforme dal pensiero che anima lo stesso Assessore La Torre.
È inutile che la Regione si doti di un'agenzia immobiliare, purtroppo questo è il disegno che lei, Assessore Marguerettaz, ha coltivato fin dal 2004, quando proponemmo addirittura una normativa che estendesse alle piccole imprese valdostane quelle condizioni di favore sulle locazioni di immobili che erano state previste nel 1998 per le grandi imprese. Per ostacolare la nostra proposta, avete cancellato la norma - ricordo le parole testuali del dott. Bordon allora - che era l'unica norma che funzionava e forse addirittura quando era Presidente degli industriali Vuillermoz disse qualcosa di simile quando ci furono ripetuti esami in Commissione per il varo di quella norma del 1998. Oggi si cerca di tacconare con delle "pezze" un "buco" che è grande, ma questa è un'operazione diseconomica per la Regione, perché ha un costo impressionante: 15 persone per amministrare un patrimonio, che è vero è immenso, ma sono 15 amministrativi, con tanto di "CdA", presidente, direttore. E tutto questo per amministrare un patrimonio quando lo possono fare 2 persone! Oltre a tutte le spese manutentive con una locazione che non sarà competitiva, allora gli imprenditori saranno costretti a cercare altrove, addirittura nell'est europeo, situazioni territoriali più convenienti. Cosa c'è di strategico in questo? Lei pensa che questo atto sia un tassello per cercare di trovare quell'indirizzo politico per dare più respiro all'imprenditorialità in Valle d'Aosta?
Lei ha detto una cosa che ho condiviso in Commissione e sono lieto di ricordarla: un Assessore alle attività produttive che siede su quei banchi dovrebbe prendere la valigetta al mattino, tornare la sera, girare il Lombardo-Veneto, il nord-est, le zone più ricche del nostro Paese per dire: "in Valle d'Aosta se volete impiantare il vostro insediamento produttivo, vi diamo queste opportunità: territorio, locazione, energia...", eccetera. Nessun Assessore finora ha fatto il rappresentante dei presupposti della Valle d'Aosta come ideale sede, se lei lo sta facendo, ne trarremo quanto prima i benefici, chi l'ha preceduta non lo ha fatto e questo potrebbe essere un motivo di attrazione: il cosiddetto "marketing territoriale"; purtroppo non lo abbiamo fatto, non lo abbiamo fatto nel momento in cui avevamo dei presupposti più forti rispetto ad altre Regioni. L'Europa poi ci ha livellato tutti verso il basso, adesso è ancora più difficile perché si sono aperti nuovi spazi.
Non crediamo che tale atto abbia quella strategicità che si vuole conferire con questo aggettivo nel titolo, crediamo che questo sia un atto dovuto per dare applicazione a una legge mal fatta, pensata dall'Assessore Marguerettaz e alla quale dovete dare un seguito, altrimenti rimarrebbe "lettera morta". Finora tale legge ci è costata un trasferimento di denaro a mo' di partita di giro per conferire a "Vallée d'Aoste Structure" tutto questo patrimonio, noi crediamo che si crei un altro "carrozzone". Avete smontato il Centro Sviluppo per far confluire le risorse all'interno di "Vallée d'Aoste Structure", la Val d'Aosta non ha bisogno di un'agenzia immobiliare, ha bisogno di strategie industriali e questa non è la risposta!
Presidente - La parola al Consigliere Rini.
Rini (FA) - Stiamo vivendo sicuramente un momento di criticità maggiormente marcato nel settore economico-produttivo, che coinvolge purtroppo anche la nostra realtà regionale e credo che questo provvedimento sia più che opportuno e giustificato per dare delle serie risposte alle giuste attese dell'imprenditoria locale. Un primo passo è già stato fatto con il conferimento dei beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale alla società "Vallée d'Aoste Structure", di cui la Regione detiene il 100% tramite "Finaosta". Sono certo che tale braccio operativo, se convenientemente indirizzato, saprà portare avanti nel migliore dei modi le linee impartitagli da questa Assemblea e da questo Governo regionale. Con tale provvedimento, come previsto dalla legge n. 10/2004, andiamo a dare concretezza agli intenti della legge stessa, andiamo quindi ad approvare gli indirizzi strategici che hanno come priorità quella di assicurare trasparenza e parità di trattamento a tutti i conduttori o possibili destinatari di immobili a destinazione produttiva, con l'adozione di soluzioni adatte alla nostra particolare realtà territoriale, rivolgendoci ed aiutando nei limiti delle leggi imposteci da Roma e da Bruxelles gli imprenditori veri, quelli che meritano e che con le loro iniziative possono mantenere e creare nuovi posti di lavoro, reddito e ricadute positive sull'intera collettività. Basta con aiuti omnicomprensivi e senza alcuna selezione, distribuiti a pioggia! È tempo di indirizzarli e destinarli a chi veramente merita e a chi presenta un progetto credibile che possa generare effetti validi a medio e lungo termine. Siamo certi che modificare certe abitudini non è facile e sovente è anche impopolare, ma devo dare atto e congratularmi con questa Giunta, e in modo particolare con l'Assessore La Torre, per avere il coraggio, come fra l'altro ha fatto in altre occasioni, di adottare delle misure che mirano alla risoluzione di problematiche i cui effetti si potranno apprezzare fra qualche anno. Certo sarebbe molto più facile andare avanti con il vecchio sistema, con le contribuzioni a pioggia, che possono portare facili consensi elettorali. Credo che il compito di un buon amministratore sia quello di pensare in grande, traguardando "oltre il proprio naso", e torno alla proposta. Siamo proprietari di numerosi immobili destinati e da destinare ad attività produttive, commerciali e artigianali e questi potranno e dovranno essere utilizzati con scrupolo, favorendo principalmente gli insediamenti e le ricollocazioni di aziende locali, che, come ho detto, dimostrino di avere dei validi programmi e di avere programmi a medio e lungo termine, con garanzie di continuità e con la voglia di investire. Visto che purtroppo a livello regionale per vari motivi mancano le iniziative, bisognerà cercare di attirare in Valle imprese e affinché vengano dovremo rendere appetibile e concorrenziale tale trasferimento. Non sarà facile, ma questo è il compito che affidiamo a "Vallée d'Aoste Structure", che sarà il nostro braccio operativo in esecuzione agli indirizzi dati.
Tornando al testo, che è stato oggetto di attenta analisi in sede di Commissione consiliare con i rappresentanti delle categorie interessate e con le organizzazioni sindacali, voglio far rilevare che, oltre ad incentivare gli insediamenti e conseguentemente creare posti di lavoro, ha lo scopo di assicurare trasparenza e parità di trattamento verso tutti i possibili fruitori.
Per concludere, con questo provvedimento, che la "Fédération" voterà con convinzione, potremo incentivare lo sviluppo delle imprese e garantire le ricadute positive sull'occupazione e sul benessere della nostra Valle, valorizzando i beni immobili, salvaguardandone la destinazione produttiva, sviluppando le iniziative, quelle valide che meritano, creando e mantenendo occupazione, trattando tutti in modo uniforme, trasparente e corretto, il tutto con il coinvolgimento del Consiglio regionale che annualmente detterà gli indirizzi strategici generali di politica industriale. Il collega Bortot faceva rilevare che questo Consiglio deve dare gli indirizzi, con tale provvedimento andiamo nel senso da lui auspicato, invertendo il senso di marcia per provare a fare delle vere programmazioni, discusse e concordate.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Questo è un tema particolarmente importante, vista anche la relazione che la Giunta ha presentato di urgenza in materia di Fondo sociale europeo sull'occupazione. Tanto per richiamare un paio di questioni, il principale punto di debolezza della Valle d'Aosta è stato proprio il peso ridotto della componente manifatturiera. Questo è quanto deciso dalla Giunta, non possiamo che felicitarci per l'onestà intellettuale, attualmente però andare ad essere conseguenti mi sembra sia una questione diversa. È palese che tale atto di indirizzo sulla gestione degli immobili è "figlio" di un grave errore di scelta che ha fatto la Giunta regionale e la maggioranza: quello di non valutare l'opportunità, nel momento in cui c'era il trasferimento degli immobili a "Vallée d'Aoste Structure", di trasformare quest'ultima da società a scopo di lucro in un ente strumentale della Regione, ossia la Regione cerca di spacciare come ente strumentale una struttura che non è un ente strumentale. Il problema allora qual è? È che si cerca di "far andare capra e cavoli sulla stessa barca". Si vuole dire - qui siamo in montagna e abbiamo un Assessore che si "arrampica anche sui vetri" - che siamo per aiutare gli industriali... sì, ma poi deve fare l'utile, perché, dato che la società che gestisce l'immobile è a scopo di lucro, deve fare il lucro e, secondo voi, il lucro su chi lo deve fare? Lo fa sugli imprenditori, perché oggetto dell'attività è un'attività di tipo immobiliare, tanto per essere chiari: quella dei Coppola, quella dei "furbetti del quartierino", è un'attività che va molto di moda in questo periodo... È questa confusione iniziale che ha portato a tutta una serie di scelte sbagliate, tali indirizzi strategici sono la "summa" degli errori che si sono fatti e sono dovuti alla confusione politica di chi gestisce queste cose; se uno avesse un minimo di indirizzo, sa dove parare e farebbe le scelte conseguenti.
Da tale ruolo iniziale arriviamo a una gestione che è di tipo immobiliaristico, abbiamo presentato degli emendamenti, perché ci stupisce il fatto di leggere che scopo e obiettivo di tutta la manovra non è potenziare l'industria manifatturiera, come ci si dovrebbe aspettare. Assessore, se lei è convinto di quello che ha scritto, ha votato e ha trasmesso all'Europa, a meno che non sappiate di essere dei bugiardi dall'inizio... ossia il peso ridotto della componente manifatturiera... doveva esserci al primo punto il potenziamento della vocazione manifatturiera della nostra Regione e invece no il primo punto è "valorizzare i beni immobili...", il che significa fare affari sulle spalle degli imprenditori e a cascata su quelle degli operai. Se non bastasse, arriviamo al punto secondo, dove si precisa che viene fatto per accrescere l'efficienza nella gestione dei beni immobili: questo significa aumentare il lucro il più possibile! Se fosse qualcos'altro, se ad esempio il nostro Assessore si preoccupasse della salute dei Valdostani, direbbe: "aumentiamo la gestione dal punto di vista della sicurezza e della salute rispetto agli immobili industriali, perché qui ce n'è da fare". No, da questo punto di vista, "Vallée d'Aoste Structure" se ne frega e, come vedremo in una mozione che è iscritta oggi, anche se non so se riusciremo a valutarla, si dice che queste cose non sono così importanti. "Il tornio all'amianto ma diamolo alla "Cogne S.p.a.", che se la sbroglino loro!" e invece quello era il compito che la Regione si doveva assumere: la bonifica! Voi siete in una logica assolutamente economicistica di profitto e non di servizio all'industria e alle attività produttive! Non ve ne può fregare di meno e questa è la dimostrazione! Risultato finale: esistono dei capannoni all'interno dell'"area Cogne" in "eternit", migliaia di metri quadri e noi ci preoccupiamo che l'Europa ci poteva mettere una norma di infrazione se avessimo mantenuto la legge n. 1/1998? Fra l'altro, per conoscenza dell'Assessore Marguerettaz e dell'Assessore La Torre, vi informo che ieri ho presentato un progetto di legge per abolire la legge che sta dietro questa "roba" e ripristinare la vecchia legge n. 1/1998, che era più seria: la cosiddetta "legge Mafrica".
Siamo arrivati ad alcune questioni precise e valutative. Qui c'è una notevole discrepanza dagli obiettivi che si vogliono spacciare rispetto a quelli che invece si praticano e naturalmente alla fine di tutta la questione ci troviamo di fronte alla volontà di mantenere una totale discrezionalità su chi deve avere e chi non deve avere. Oltre i recenti episodi tipo "Tecdis", a cui viene data la fideiussione, di tutto di più... fino a mandare sotto le "grinfie" della Banca d'Italia gli Amministratori della "Aosta Factor" per fideiussioni non segnalate alla Banca d'Italia, vi sono altri casi, come le dichiarazioni dell'Assessore in merito a quella fabbrica di Issogne - di cui oggi ho visto c'è una risoluzione che i colleghi del gruppo "Arcobaleno" hanno voluto presentare -, che si permette sul giornale di dire: "ma non possiamo dare i soldi a tutti!", che stanno a dimostrare che ci sono "i figli e i figliastri". E che si voglia mantenere questo atteggiamento lo si capisce dal punto successivo, "indirizzi strategici", quando si parla della locazione e degli affitti dei beni immobili: "previa valutazione, da parte della Finaosta S.p.a.", del progetto imprenditoriale presentato dai richiedenti", ma come la Giunta regionale, che vuole nominare tutto e tutti, il Capo dei vigili del fuoco o il Capo dei forestali, il Presidente del soccorso alpino... su una cosa del genere fa fare a "Finaosta"? Traduzione: come per l'Ospedale e tante altre cose, poi facciamo fare a "Finaosta" quello che riteniamo opportuno, ma non siamo i responsabili, perché poi "Finaosta" ha detto che non si può fare... questa è la metodica. Sarebbe stato più carino se aveste detto: "la Giunta regionale valuta il progetto imprenditoriale", infatti chi è il politico in Valle d'Aosta? Non è la Giunta, è "Finaosta"... Voi state rinunciando al vostro ruolo, prendetevene la responsabilità, ma è chiaro che siete voi che dovete prendervi la responsabilità di dare un progetto imprenditoriale, perché dall'altra parte una valutazione di "Finaosta" non può che essere economicistica. Sicuramente, se avessero ragionato così le banche americane a cui Jacobs e il suo collega nel 1970 avevano chiesto un finanziamento per aprile la "Apple", probabilmente gli avrebbero dato dei pazzi e non gli avrebbero dato niente; oggi la "Apple" è uno dei grandi dell'imprenditoria mondiale. Io allora credo ci debbano essere delle valutazioni di tipo politico, certo, se il politico intende prendersi la responsabilità. Dall'altra parte è chiaro che abbiamo la necessità di avere delle credenziali per chi ci chiede in affitto degli immobili, ma è anche vero che non possiamo arrivare ad una costrizione della libera iniziativa con delle procedure tipo quelle che utilizza abitualmente "Finaosta".
Il dato poi a cascata di tutto quello che abbiamo detto fino adesso è piuttosto semplice: grazie alle leggi n. 9 e n. 10 si è arrivati a una grave disparità di trattamento, che deve essere interpretata in 2 modi: il primo modo, grave disparità di trattamento fra i conduttori valdostani e i conduttori di Cavaglià, per fare l'esempio che è tanto piaciuto all'Assessore Marguerettaz. Sappiamo benissimo che i prezzi immobiliari in Valle d'Aosta sono condizionati dalla vocazione turistica, dal fatto che il territorio è piccolo e quindi c'è una piccola offerta, e magari una domanda che rispetto all'offerta è sbilanciata, ma non ci poniamo come obiettivo politico di fare da contrappeso per mettere i nostri imprenditori nelle condizioni di competere non dico con la Cina, ma almeno con Cavaglià. Non solo, si arriva alle evidenze che gli "amici degli amici" possono avere degli affitti a 145 €/mq. e poi affitti medi-annui a 3,76€/mq. e c'è qualcun altro che ne paga oltre 35, ossia c'è circa 10 volte di differenza fra l'affitto di qualcuno e l'affitto di qualcun altro. Credo che queste siano delle disparità inaccettabili e penso che la cosa più opportuna sia il ritiro di tale provvedimento, il rinvio in Commissione e da parte della Giunta, in collaborazione con il Consiglio, la previsione di modifiche sostanziali e della tipologia giuridica di "Vallée d'Aoste Structure", che deve diventare un'agenzia regionale, ente non economico strumentale della Regione... e, dall'altra parte, rivedere la normativa riportando in vigore la legge n. 1/1998 che in 7 anni aveva dimostrato di funzionare egregiamente.
Le preoccupazioni dell'Europa, secondo me, non esistono, perché a livello europeo credo che l'entità di queste differenze di affitto fra il 2% fisso, che era previsto dalla legge n. 1/1998, e tutte le variabili di oggi non sia neanche un centesimo dei fondi che il Fondo sociale europeo spenderà in Valle sul problema dell'occupazione. Sono quindi delle questioni irrilevanti a livello europeo, rischiano di essere vitali per l'imprenditoria e l'occupazione della Valle d'Aosta e in questo caso non vorrei che il Consiglio si trovasse di aver messo insieme contro di sé 2 classi sociali che storicamente erano contrapposte: gli operai e gli impresari.
Presidente - La parola al Consigliere Praduroux.
Praduroux (UV) - L'approvazione di questo pacchetto di indirizzi strategici e di indirizzi operativi si inserisce nel quadro delle azioni previste dalla legge regionale n. 10/2004, con la quale il legislatore regionale ha inteso mettere in atto soluzioni più consone alla realtà produttiva valdostana e alle condizioni di mercato, con l'intento di garantire opportunità di impiego adeguato ed efficiente ad immobili, impianti ed attrezzature di proprietà regionale. Tra gli obiettivi figurano la valorizzazione di queste strutture attraverso il miglior utilizzo per sostenere l'impegno e le capacità che gli operatori commerciali, artigianali e industriali sono in grado di porre in essere grazie al loro spirito di iniziativa, è in questa direzione che si dirige la legge n. 10 e l'atto che oggi stiamo trattando, nell'intento di garantire impulso alle iniziative imprenditoriali che creano reddito e lavoro sia nelle zone tradizionalmente vocate, sia in quelle più decentrate della nostra Regione, offrendo valide opportunità di ricadute positive su tutto il territorio valdostano al comparto economico produttivo. Fra gli immobili di cui l'Amministrazione regionale è proprietaria vi sono quelli destinati alle attività produttive e commerciali, oltre a beni quali attrezzature ed impianti. Gli elementi di criticità rilevati dall'esperienza di gestione diretta di tali beni hanno consigliato l'adozione di una soluzione operativa attraverso strumenti idonei a migliorare la situazione, con l'intento di perseguire obiettivi di efficacia, di efficienza e di flessibilità di gestione del patrimonio. Risultato ottenuto con il conferimento di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale a "Vallée d'Aoste Structure". Fra i compiti della società alla quale sono stati conferiti i beni immobiliari, le attrezzature e gli impianti correlati vi sono, oltre alla cura della gestione, quelli legati alla loro valorizzazione e all'eventuale dismissione qualora se ne dovesse presentare l'opportunità.
Un ulteriore intervento previsto dalla legge n. 10 è quello relativo agli indirizzi strategici. La Giunta regionale infatti presenta all'approvazione del Consiglio gli indirizzi strategici ed un eventuale programma di dismissione dei beni della società. Si tratta di una previsione normativa di rilievo che consente all'Assemblea regionale di svolgere un'attività importante per quanto riguarda i programmi e gli indirizzi, la loro attuazione e lo svolgimento dell'attività della società.
Il provvedimento in esame è stato oggetto di un'attenta analisi in sede di Commissione consiliare con i rappresentanti delle categorie più direttamente interessate e delle organizzazioni sindacali; è stata da più parti sottolineata l'esigenza, che viene soddisfatta con tale provvedimento, di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori dei beni immobili a destinazione produttiva.
In conclusione è opportuno ribadire che ci troviamo di fronte a un provvedimento che, unitamente alla legge di riferimento, consolida l'impegno dell'Amministrazione regionale per trasferire alle categorie produttive non solo interventi finanziari, ma anche la disponibilità di beni e strumenti utili per uno sviluppo responsabile consapevole e non assistito, per garantire positive ricadute in termini occupazionali e per dare corpo alle potenzialità delle iniziative imprenditoriali e produttive sul territorio valdostano.
Président - Y a-t-il d'autres collègues qui souhaitent intervenir?
Ci sono un sacco di emendamenti, quindi, una volta chiusa la discussione generale, sapete meglio di me che non è più possibile modificarli. Assessore, lei interviene dopo la chiusura.
(interruzione dei Consiglieri Tibaldi e Squarzino Secondina, fuori microfono, per chiedere una breve sospensione)
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - L'intervento di replica me lo riservo per dopo la chiusura ma, sollecitato sugli emendamenti, credo sia giusto dare una risposta chiara e diretta. Al di là dell'emendamento che ho firmato io stesso con la collega Charles e che va nella direzione di una garanzia di equità e trasparenza, credo abbiate esplicato molto bene nei vostri interventi qual è la vostra visione e lo avete detto voi che è una visione difforme dalla nostra: ecco che allora i vostri emendamenti hanno un senso nella vostra visione, nella nostra visione, di cui ci assumiamo noi la responsabilità, evidentemente i vostri emendamenti non trovano posto. Credo che questo sia un aspetto onesto e corretto di rapportarsi a voi, voi avete una visione, ci avete detto che la vostra visione non è come la nostra, i vostri emendamenti sono affini alla vostra visione, noi non riteniamo che siano affini alla nostra e ve li respingiamo, ma molto onestamente e rispettosamente.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - Replicherò a chi è intervenuto, ritengo utili e importanti le cose che sono state dette.
Il Consigliere Bortot fa dei riferimenti precisi ad alcune impostazioni e richiamava "Finmeccanica" e ci dava un merito: quello di aver sottoscritto noi questo accordo con "Finmeccanica" e di averlo riempito di contenuti. Se l'Amministrazione regionale ha sottoscritto tale impegno con "Finmeccanica", è perché vede, come vede lei, all'interno di questo accordo delle prospettive di sviluppo, tanto che - come mi suggerisce il Presidente - già l'accordo sugli elicotteri... e l'aeroporto è partito. È evidente che un accordo di tale importanza ha delle fasi di attuazione, pertanto raccolgo il suo invito su "Finmeccanica" nel senso rafforzativo alla direzione su cui stiamo lavorando di portarlo avanti. Lei fa un riferimento importante quando parla di innovazione: il collegamento dell'innovazione e la ricerca e lo sviluppo fra le aziende e le università è una cosa giustissima... è un argomento su cui stiamo sviluppando e cercando di creare delle potenzialità, tant'è vero che stiamo sottoscrivendo insieme al Csem, al Politecnico di Losanna, al Politecnico di Torino nella figura del suo Rettore, prof. Profumo, e insieme all'Assessorato piemontese, Assessore Bairati, un accordo, che è in fase di preparazione, per creare un doppio polo tecnologico, sinergico fra quello del Piemonte-Ivrea e la bassa Valle. Questi sono fatti concreti, all'interno di tali progetti abbiamo inserito una serie di aziende - come la "Ribes" e altre di cui le porterò l'elenco, perché è molto nutrito - dove andremo ad insediare in Valle d'Aosta aziende per la realizzazione di brevetti applicativi di innovazione tecnologica e ricerca, si parlerà di nanotecnologia, di energie alternative, di risparmio energetico. Faccio solo presente una cosa: queste cose non si inventano da un giorno all'altro, i protocolli di intesa con le università o importanti aziende internazionali non si creano nello spazio di un mattino, modestamente mi sono insediato a febbraio 2006, ritengo che alcune cose le stiamo portando avanti. Devo anche dire che non ho trovato un terreno fertile quando sono arrivato, perché nell'instante preciso - non sto caricando né responsabilità ad altri, né me ne voglio sottrarre - in cui sono entrato in Assessorato i veri problemi erano "Tecdis" e "Tecnomec", per cui ci siamo "rimboccati le maniche" e abbiamo cominciato a fare un certo tipo di lavoro. Tant'è vero che in IV Commissione ci incontreremo, ne ho già parlato con il Presidente Praduroux, perché ritengo utile confrontarmi con la Commissione anche per parlare delle opportunità che stiamo cercando di creare: una di queste è avvicinare la scuola all'industria con "Projet formation", ma non è sufficiente dire "la scuola", perché la scuola è ancora nella fase embrionale. Bisogna invece avvicinare il risultato che produce la scuola alla necessità dell'impresa, quindi dobbiamo in questo caso... ed è di ieri... avvicinare i giovani laureati che hanno dimostrato all'interno dell'esperienza scolastica di avere delle capacità e delle ambizioni - perché ci vuole anche una meritocrazia, non tutti possono fare tutto - ad aziende che con la stessa mentalità vogliono ampliarsi... quindi mettere insieme 30 laureati dando una potenzialità anche alle piccole e medie imprese di avere per un certo periodo delle conoscenze di eccellenza che magari non potrebbero pagarsi ma, nel momento in cui noi gliele mettiamo a disposizione, loro le potranno utilizzare per i loro obiettivi, ma devono avere degli obiettivi, altrimenti è inutile che mando un ingegnere tecnologico in un'azienda se quest'ultima non ha delle prospettive o progetti. Stiamo cercando di creare questa sinergia ed è di ieri tale discorso con "Projet formation" che stiamo portando avanti.
Per quanto riguarda le dismissioni, ho espresso il mio parere generale ma, siccome non sono uno che si astrae dalla realtà, parto dal presupposto che se noi fino ad ieri abbiamo realizzato una politica di acquisizioni... oltretutto - e qui faccio un inciso che riprenderò quando risponderò all'intervento del Consigliere Sandri -, se analizziamo il tessuto industriale della nostra Regione, il POR ci dice che il PIL è prodotto al 14% dall'industria ma, quando vai a vedere com'è il comparto industriale, scopri che il 96% delle imprese industriali valdostane è al di sotto dei 10 addetti. Io allora dico a chi ha fatto la politica delle acquisizioni che almeno poteva comprare delle fabbriche più piccole così le potevamo dare in affitto ai nostri imprenditori, perché in questa situazione, se compro una fabbrica da 100 persone, quando mai se l'affitterà un'azienda valdostana! Abbiamo una strutturazione immobiliare non idonea anche alle aziende valdostane, per cui una parte di questo patrimonio va riconvertito alle necessità delle aziende valdostane e una parte va ceduto a quelle aziende valdostane e non che hanno dei progetti, e i progetti ci sono. Perché il lavoro che stiamo facendo di promozione fuori dalla Valle e anche in Valle, andando in giro paese per paese a visitare le aziende... ci sta "aprendo gli occhi", perché - e qui voglio anche difendere le imprese valdostane - non tutte le imprese valdostane vanno male. Ci sono fior fiori di imprese in questa Regione che vanno bene e che hanno grandi progetti, che stanno conquistando fasce di mercato e che hanno bisogno di ingrandirsi: la "Thermoplay" per citarne una, l'"MDM" a Châtillon, la "GPS Standard" e lasciano perdere la "CAS", quello è un altro discorso, quella è una grande impresa. A queste imprese che vogliono crescere, che sono pronte a scommettere - perché per un'impresa crescere vuol dire anche scommettere sul suo futuro, vuol dire investire -, che sono pronte a raddoppiare, noi non gli dobbiamo vendere gli edifici se ce lo chiedono? Io dico: "sì" vendere. Ecco che allora la "compenetrazione" della mia volontà con la sua osservazione sta nel fatto di cominciare almeno a vendere a chi vuole comprare, è questo un punto di incontro fra il suo principio di non dismettere e il mio enunciato di dismettere...
(interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)
... è giusta la sua osservazione, ma lei pensa che l'Assessore Marguerettaz, che è noto come un "Caino"... non vada a mettere la destinazione d'uso o la prelazione? È giusto e verrà inserito in tutti i contratti di dismissione, glielo posso garantire.
Parliamo ancora della piccola media impresa, parliamo dei consorzi artigiani, della Federazione degli artigiani e del "CNA", ma non dovevamo mettergli a disposizione dei lotti? Abbiamo fatto una fatica... tutti hanno detto: "perché nell'area Cogne non ci va nessuno? Perché non gliela vendete!". Noi abbiamo deciso nel 2006 di vendergliela, tant'è vero che un lotto è già stato conquistato da "CNA", che lo sta suddividendo fra i suoi artigiani e per altri 2 lotti abbiamo già pronti consorzi di artigiani che richiedono di comprarlo, ben vengano! Stiamo dando l'opportunità nella dimensione corretta agli artigiani di diventare loro stessi artefici del loro progetto industriale. Ritengo quindi che le cose che lei ha detto siano molto interessanti e sia necessario confrontarsi, però parto dal presupposto che le cose che ho detto io sono altrettanto credibili e hanno dei fondamenti.
Con il Consigliere Tibaldi per qualche verso ci siamo confrontati dicendo che condividiamo il fatto di dismettere il patrimonio immobiliare, perché costa moltissimo, è un patrimonio immobiliare non adeguato alle strutture necessarie per le imprese valdostane, tant'è vero che molte delle strutture di nostra proprietà sono state dismesse, nel senso dell'uso da aziende che erano venute da fuori. Anche lì quante volte ci siamo detti: "basta con il "mordi e fuggi" delle aziende che vengono da fuori", quindi è evidente che il momento della valutazione del progetto industriale diventa una valutazione delicata e importante su cui ci si deve concentrare con le massime energie e anche da qui il fatto che non è sufficiente enunciare una volontà di insediare una tipologia di azienda, ma bisogna verificare se chi rientra all'interno di quella tipologia ha dei requisiti e dà delle garanzie. Resta il fatto che il patrimonio è tanto, costa e molte volte non serve, quindi va dismesso.
Del Consigliere Sandri ho apprezzato la pacatezza dell'intervento, però ho colto alcune incongruenze. Pur facendomi carico di tutte le responsabilità possibili, nel 2004 ero forse addirittura all'opposizione. Mi sembra di ricordare che quella legge che lei propone di abrogare sia stata presentata dall'Assessore Marguerettaz e dall'Assessore Ferraris. Mi sarebbe piaciuto che lei dicesse: "abbiamo sbagliato quando l'abbiamo fatta, è stato un grave errore che abbiamo fatto noi..." - perché probabilmente ero all'opposizione - "... quindi adesso dobbiamo cambiarla..."
(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)
... ieri non l'ho sentita, ma vede che ci intendiamo...
Seconda cosa: lei mi fa il riferimento dei capannoni ma, da quando sono qui, non riesco a finire neanche quelli che mi avete lasciato, non ne ho costruito neanche uno ancora! Se ci avete messo l'"eternit", non lo so perché! L'Assessore Fosson sa come sono nervoso nei confronti dell'amianto, io assolutamente non avrei mai messo l'amianto, sono contro di esso dappertutto, perché sono convinto che, se abbiamo una serie di problematiche sanitarie, è dovuto a tutti questi tetti in "eternit" che abbiamo; quindi non mi posso prendere una responsabilità che non ho, condivido quello che dice lei.
Un'altra cosa che ho verificato - adesso parlo a ruota libera e mi riferisco all'"area Cogne" - è che abbiamo 3 tipologie di capannoni, ne abbiamo una che alla fine... siccome "Vallée d'Aoste Structure" nella sua logica... qualcuno diceva del "decreto Bersani" ... che deve dimostrare alla Corte dei Conti che applica una percentuale, siccome il costo di realizzazione è molto alto, perché c'è una qualità stratosferica, si arriva magari a 10 € al metro, in un'altra dove la qualità è più industriale si arriva a 6 e finalmente si arriva al PAC, che è quello che serve a un'impresa industriale, e lì si vede che si può affittare a 3 €. Forse allora il vero problema è che cominciamo a dire: "basta con questi studi tecnici e con le realizzazioni da parte di professionisti che fanno costare una rotonda qui il triplo di quello che costa in Piemonte!", e lo stesso si può dire dei capannoni. È chiaro poi che, se uno spende il doppio per costruire un capannone, probabilmente dovrà affittarlo più caro. Dico che qui vi sono troppi interessi di tipo professionale sulle realizzazioni che facciamo e mi prendo anche la responsabilità di dirlo, perché l'altro giorno ho visto dei progetti di impianti funiviari che lievitano nell'arco di pochi anni del doppio. Ha fatto bene il Presidente Caveri a farlo notare, perché questa non è un'idea solo mia. Se ci troviamo in condizioni che realizzazioni anche di tipo industriale costano come delle realizzazioni di tipo abitativo, ma se spendo quelle cifre, poi anche nei confronti della Corte dei Conti devo affittarle tenendo conto di quello che ho speso e questo non va bene, perché un PAC si può affittare a 3 € al metro, che è un prezzo concorrenziale rispetto al Piemonte che va 4,5 € al metro, ma non è possibile affittare i primi capannoni, quelli che trovate colorati di rosso, a meno di 10 € al metro, che diventano carissimi, ma quanto sono costati, ma cosa ci abbiamo messo dentro, ma chi abbiamo fatto contento? Poniamoci anche queste domande, altrimenti non andiamo alla "radice" delle risposte! Questo mio "strabordare" deriva dal fatto che credo in quello che faccio e cerco di dare un indirizzo che possa essere utile a un cambiamento, a una discontinuità, non mi vergogno a parlare di discontinuità: rispetto alla situazione del passato, voglio dare un segnale di discontinuità, il che non vuol dire che rinnego quello che è stato nel passato, al contrario, è stato ben fatto e ha funzionato, oggi non funziona più, quindi per me è necessario dare un segno di discontinuità. Non mi nascondo neanche nel dirvi che ne parlo sovente in Giunta, dove chiedo che anche nel bilancio dell'industria si dia un segno di discontinuità, ovvero si diano più soldi, ma devo anche dire che qualcosa è venuto, spero che qualcos'altro verrà e cercheremo di portare avanti questi ragionamenti.
Gli indirizzi strategici e operativi che stiamo approvando sono un atto importante, un atto che dobbiamo approvare e che segna un primo passo in una direzione su cui ci confronteremo, su degli obiettivi che stiamo cercando di enunciare, che non si costruiscono da un giorno all'altro, ma che sono un "mattone" che viene posto sull'altro a costruire una fondamenta efficace... e ai quali non ci sottrarremo, anzi è proprio su questi dibattiti che dovremmo concentrare di più la nostra attenzione, perché molte volte usiamo molte parole su cose che hanno meno importanza del settore industriale, che invece deve essere analizzato e sostenuto con convinzione.
Président - Nous pouvons passer à examiner le texte, il y a des amendements qui je mets en discussion et ensuite en votation. Il y a l'amendement n° 1 à la signature de la collègue Charles Teresa et de l'Assesseur La Torre, qui récite:
Emendamento
Nella parte deliberativa, al paragrafo "Scopi e obiettivi", dopo il punto "- utilizzare", sono aggiunti i seguenti:
"- assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento nei confronti dei conduttori, fatta eccezione per i beni utilizzati dall'Amministrazione regionale per lo svolgimento delle sue attività;
- applicare locazioni e affitti competitivi e concorrenziali con le realtà produttive limitrofe e omogenee.".
La parole à la Conseillère Charles Teresa.
Charles (UV) - Je propose avec la signature rassurante de l'Assesseur La Torre, ces 2 amendements au document présenté par le Gouvernement, qui ne sont en réalité qu'un "minimum" et qui ont un unique but: d'aller dans la direction de l'équité, principe auquel on ne peut pas renoncer en démocratie et que j'espère tous les collègues pourront partager. Sur les grands principes parfois tout le monde est d'accord. Les amendements vont dans la direction de l'équité et aussi de l'égalité des chances. Vous savez que cette expression parfois abusée "d'égalité des chances" sur laquelle vous faites, vous, collègues, parfois de l'ironie, et parfois même avec raison, cette expression peut s'appliquer à bien d'autres situations différentes de la situation de la cause féminine. "Egalité des chances" signifie ici dans notre cas jouir, si possible, des mêmes moyens face à la concurrence mondiale, concurrence qui va bien au-delà de Cavaglià, je répète, sans vouloir... mais c'était préparé avant... je répète ce qu'a dit M. Sandri... qui va bien au-delà d'une petite ville du Piémont, exemple si cher à mon ancien collègue Marguerettaz, Assesseur au patrimoine. "Egalité des chances" relativement à ce document signifie la même opportunité pour les artisans, pour les entrepreneurs commerciaux et industriels, mais aussi beaucoup plus: cela signifie en effet la même chance pour les ouvriers et les salariés de ces entreprises.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Quando si ricevono dei complimenti, ci si crede subito, quindi credo profondamente a quanto mi è stato detto dall'Assessore La Torre, pertanto, prendendo per buone le sue osservazioni, ma molto più seriamente quelle fatte dalla collega Charles e riprendendo le sue parole, che questo è un minimo, annuncio il voto favorevole a tale emendamento, che mi sembra vada nella direzione da noi auspicata con gli altri emendamenti; quindi ci associamo alla maggioranza su questo punto.
Président - La parole au Conseiller Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Anche noi voteremo l'emendamento, anche se insisto con l'Assessore che questo è uno dei parametri che bisogna prendere a riferimento, non è l'unico.
Président - Je soumets au vote l'amendement n° 1 à la signature de la collègue Charles Teresa et de l'Assesseur La Torre:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - Il y a l'amendement n° 1 du collègue Sandri, qui récite:
Emendamento
La parte deliberativa "Scopi ed obiettivi" è così sostituita:
"Valle d'Aosta Structure s.r.l. organizza e svolge la propria attività in modo da:
- favorire la piena utilizzazione dei beni immobili conferiti a fini industriali o comunque produttivi;
- favorire le ricadute occupazionali e di indotto sul tessuto produttivo locale;
- promuovere lo sviluppo delle iniziative produttive ospitate negli immobili;
- garantire tassi di locazione e di affitto i più contenuti possibile in rapporto alle direttive comunitarie e alla normativa vigente, nel pieno rispetto della parità di trattamento nei confronti dei conduttori, con particolare riferimento alle reali valutazioni del valore di mercato degli immobili;
- utilizzare, per la locazione dei beni immobili, procedure conformi alla normativa vigente, tra cui l'articolo 10, comma 4, della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12, e successive modificazioni.".
La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Solo per capire come procediamo nella lettura degli emendamenti, perché, essendo un testo che ha una sua continuità, o c'è una lettura degli emendamenti ordinata, ma logico-sequenziale all'interno del testo... perché non è che uno corrisponde allo stesso passaggio logico dell'altro. Chiedo di capire se nella presentazione degli emendamenti, per dare una logica, tutti presentano tutti gli emendamenti, perché fare il primo di tutti quelli presentati, poi il secondo... rischiamo di andare avanti e indietro nel testo.
Presidente - No, gli emendamenti, che sono numerati, seguono il testo della deliberazione. L'emendamento n. 1 del Consigliere Sandri va a collocarsi nella parte "Scopi e obiettivi", se lei segue, è quello che sulla parte deliberativa segue immediatamente l'emendamento dell'Assessore e della Consigliera Charles. Seguiamo la solita logica che facciamo per le leggi, con un po' di attenzione mi pare sia chiaro; se vi sono difficoltà, me lo dite.
Discutiamo ora l'emendamento n. 1 del collega Sandri, lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 25
Favorevoli: 7
Contrari: 18
Astenuti: 7 (Charles Teresa, Comé, Frassy, Ottoz, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo l'emendamento 1 del gruppo "Arcobaleno", relativo alla parte "Indirizzi strategici", che recita:
Emendamento
Al primo capoverso del paragrafo degli "Indirizzi strategici" è aggiunta la seguente frase:
"... cui si dovranno attenere le decisioni della Giunta regionale e del Consiglio regionale in merito alle dismissioni, acquisizioni o variazione di destinazione dei beni immobili, nonché alla locazione o affitto degli stessi.".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Brevemente. Tale emendamento vuole essere un rafforzativo che impegna la Giunta a tradurre letteralmente le decisioni che poi prende il Consiglio, in questo senso va il nostro emendamento. "Spetta al Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approvare annualmente gli indirizzi strategici generali di politica industriale...", poi si aggiunge a questa frase: "... cui si dovranno attenere le decisioni della Giunta regionale e del Consiglio regionale in merito alle dismissioni, acquisizioni o variazione di destinazione dei beni immobili, nonché alla locazione o affitto degli stessi". Come non si capisce niente? Mi sembra molto chiaro invece, lo rileggo...
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - No, glielo rileggo io. Era solo per capire come era stato fatto... sarebbe così:
"Spetta al Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approvare annualmente gli indirizzi strategici generali di politica industriale, cui si dovranno attenere le decisioni della Giunta regionale e del Consiglio regionale in merito alle dismissioni, acquisizioni o variazione di destinazione dei beni immobili, nonché alla locazione o affitto degli stessi".
Non so, Professoressa Squarzino, me lo dica se funziona...
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 31
Favorevoli: 5
Contrari: 26
Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo l'emendamento n. 2 del gruppo "Arcobaleno", relativo alla parte "Indirizzi strategici", che recita:
Emendamento
Il primo alinea del paragrafo degli "Indirizzi strategici" è così riformulato:
"- i programmi di dismissione dei beni immobili;".
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Basta che l'Assessore non si arrabbi, questo emendamento è molto più facile... Sempre negli indirizzi strategici: "sono approvati dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale: - i programmi di dismissione dei beni immobili", viene escluso tutto il resto fino alla fine del comma.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo "Arcobaleno":
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 27
Favorevoli: 5
Contrari: 22
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Frassy, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo l'emendamento n. 2 a firma della Consigliera Charles Teresa e dell'Assessore La Torre, che recita:
Emendamento
Nella parte deliberativa, al paragrafo "Indirizzi strategici", dopo la frase: "Sono preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale, su proposta delle strutture regionali competenti: - la locazione o l'affitto dei beni immobili, previa valutazione, da parte della Finaosta S.p.a., del progetto imprenditoriale presentato dai richiedenti", sono aggiunte le parole: "assicurando parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori;".
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Questo emendamento, così come è scritto, in assenza di un'illustrazione, penso sia difficilmente applicabile, Assessore La Torre, perché il concetto di parità è un concetto diverso rispetto a quello che avremmo preferito veder scritto di equità, perché la parità ha un riferimento a delle grandezze che devono avere le medesime dimensioni. Considerando che ci troviamo a fronte di situazioni che sono differenti per metratura, per vetustà e per ubicazione, sono differenti per 1.000 altre situazioni, non si può fare un riferimento a condizioni di parità, salvo che si vogliano scrivere delle cose che poi non si possono applicare, perciò penso, Assessore Marguerettaz, lei che sui conti alla fine qualche giustificazione dovrà darla, sia difficile gestire l'emendamento come formulato. Se fosse "assicurando equità", l'equità è ovvio... a condizioni differenti si riproporzionano le varie situazioni, ossia in una logica di equità, ma non in una logica di parità... è inapplicabile questo emendamento!
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Credo che questo emendamento non sia altro che una migliore rappresentazione di quello che lei già trova nella deliberazione originaria, punto d), leggo insieme a lei: "d) considerato che, pertanto, la Giunta regionale, sensibile all'esigenza di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori...", quindi, se lei prende l'emendamento, esso riprende le premesse di tale punto, ovviamente è "parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori", quindi credo che l'intenzione sia quella di dare equità nel comportamento.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 a firma della Consigliera Charles Teresa e dell'Assessore La Torre:
Consiglieri presenti: 32
Votanti e favorevoli: 28
Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Frassy, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
Presidente - Discutiamo ora l'emendamento n. 2 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Nella parte deliberativa "Indirizzi strategici" al secondo capoverso dopo le parole: "progetto imprenditoriale presentato dai richiedenti" si aggiungono le parole: "ad un tasso unico per tutti i conduttori degli immobili, il più basso possibile compatibile con le normative vigenti e con le direttive comunitarie;".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 28
Favorevoli: 7
Contrari: 21
Astenuti: 4 (Charles Teresa, Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo l'emendamento n. 4 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al quinto capoverso del paragrafo degli "Indirizzi strategici", che inizia con "Ogni anno", aggiungere dopo "Giunta regionale" l'espressione: ".. e alla competente Commissione consiliare," .
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 9
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo ora l'emendamento n. 3 del collega Sandri, che recita:
Emendamento
Nella parte deliberativa "Indirizzi operativi" dopo le parole: "legge regionale 18 giugno 2004, n. 10" si aggiungono le parole: "adeguando i tassi di locazione o affitto non in linea con i presenti indirizzi strategici;".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 29
Favorevoli: 7
Contrari: 22
Astenuti: 4 (Charles Teresa, Frassy, Ottoz, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Discutiamo l'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Sopprimere dall'elenco dell'Allegato A l'immobile denominato "Rossignol", nel Comune di Verrayes.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Qui occorre una spiegazione non tanto sull'emendamento, che è molto chiaro, quanto rispetto agli avvenimenti di questi giorni. Sapete che la "Rossignol" vuole lasciare la produzione, non ha raggiunto un accordo con lo stabilimento di Gignod, c'è però un "pourparler" fra lavoratori e azienda, dove l'azienda sarebbe disponibile a lasciare proseguire l'attività ai lavoratori. Tenete conto che è da quasi un anno che lì dentro non vedono più un dirigente, che di fatto i lavoratori continuano a portare avanti l'attività. Ci sarebbero delle garanzie per le commesse per un certo numero di anni "2 più 2", l'affitto della "Rossignol" però scade nel 2010, quindi l'emendamento vorrebbe togliere dall'elenco delle proprietà che possono essere alienate... nel caso in cui questo accordo fra dipendenti e azienda andasse "in porto"... e non vedersi "soffiare" lo stabilimento nel momento in cui l'accordo va "in porto", perché nel frattempo è stato alienato a terzi. La cosa è di questi giorni, sta nascendo un comitato di lavoratori che vorrebbero aprire una trattativa con l'azienda e avere anche degli incontri con il Governo regionale e il Consiglio, perché si tratta di una cosa innovativa. La "Rossignol" garantirebbe l'acquisto della produzione, un quantitativo di produzione, bisogna vedere a quali condizioni affitta i macchinari ed altre questioni. Essendo di questi giorni, i lavoratori dovranno entrare nel merito. Vorrei segnalare al Governo questo avvenimento e soprattutto che vi sia, se la cosa "andasse in porto", una disponibilità...
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Solo per una precisazione: rispetto a questo inserimento, devo premettere che nessuno ha chiesto di comprare la "Rossignol", lo abbiamo già detto in Commissione. Dal punto di vista tecnico, vi sono delle situazioni che, per riquadrare la proprietà, necessiteranno di frazionamenti e di permute nell'ambito dei terreni vicini. Il concetto di permuta è un concetto che non è disciplinato, se non 2 compravendite che si contrappongono, quindi oggi, non essendoci dei mappali, né frazionamento, questo tipo di inserimento è un inserimento che facoltizza solo "Vallée d'Aoste Structure" ad effettuare tali operazioni.
Ricordo che sia negli indirizzi, sia nella legge abbiamo richiamato l'attività che potevamo fare nell'ambito della legge regionale, quindi, se si dovesse scegliere un percorso di vendita, questo prima dovrebbe prevedere un momento dove viene offerta al conduttore la possibilità di comprare, in secondo luogo, qualora il conduttore non accettasse, un'asta pubblica. Queste aste pubbliche sono destinate a non avere un grande esito nel momento in cui l'immobile è occupato, perché, prima di mettere fuori un'azienda che ha un contratto, che ha legittimamente titolo, passa parecchio tempo. Era un inserimento tecnico, quindi, da questo punto di vista, non c'è alcuna intenzione di mettere in vendita la "Rossignol", ma nessuno ha mai manifestato la volontà di comprarla, è questo il motivo per il quale è stato inserito. Se è sufficiente tale spiegazione, le chiederei di ritirare l'emendamento.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Anche se non è sufficiente, l'emendamento lo possiamo ritirare, pensavo che spendesse una parola in più rispetto a questa ipotesi che si sta presentando. È ancora tutto aleatorio, ma se diceva una parola in più... l'importante è che lo stabilimento non venga alienato nella misura in cui al suo interno esiste un'attività che continua, non importa da parte di chi portata avanti.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Siccome mi sollecita, non mi sottraggo mai a un confronto. Le faccio presente alcune questioni. La "Rossignol" è una multinazionale, nel momento in cui dovesse avviare delle pratiche per chiudere uno stabilimento, queste pratiche avrebbero dei risvolti di natura sindacale, ci sarebbe uno scontro e questo nuocerebbe alla valutazione del titolo in borsa. Generalmente le multinazionali prendono le decisioni solo nel momento in cui hanno dei manifesti segni di vantaggio. Se dovessero allontanarsi, allentare questo tipo di discorso... e qui, rispetto agli appunti che lei mi ha dato, nascerebbe un rapporto che viene rinnovato di 2 anni in 2 anni... la "Rossignol" non vorrei che astutamente invogliasse i lavoratori nella logica di un'autogestione, che in realtà non è altro che un "phasing out", dove dopo 2 anni di rinnovo sicuro questi abbandonano la Valle e i soci cooperatori alimenterebbero i soggetti che si trovano in mezzo a una strada. È un rischio, ma è un ragionamento che la invito a fare con molta prudenza, senza voler mortificare le volontà cooperatrici.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - La volontà cooperatrice in questa Regione non è monopolio del sottoscritto... la cooperazione in Valle d'Aosta, dalle banche alle attività produttive è un settore pienamente sviluppato... comunque, senza far perdere tempo, questa ipotesi è stata presa in considerazione dai lavoratori, tanto che se questa cosa "va in porto", nelle clausole c'è scritto che i lavoratori possono diversificare l'attività: questo significa che si potrebbero fare accordi con altre attività similari di attività produttive in Valle d'Aosta. Evidentemente, se questi lavoratori sono lasciati da soli, non vanno da nessuna parte, ma questi lavoratori, moltissimi hanno più di 40 anni, voglio capire dove riusciremo a collocarli. Vorrei che questa cosa non fosse una "boutade" del Consigliere Bortot che ha sobillato chissà quali lavoratori, come se fossi un demagogo dell'antica Grecia, potrebbe essere una cosa sperimentale... è inutile che sorridete, quando ve li troverete qui sotto, poi vi incavolerete, perché direte: "ma come vi permettete di venire a disturbare il manovratore!".
Su tale argomento ci sarà un'interpellanza il prossimo Consiglio e ne sapremo di più, voglio capire Governo e Consiglio come si misureranno con questa scommessa. Ripeto: se questa scommessa è solo dei lavoratori, non andranno da nessuna parte, ma noi avremo perso l'occasione per fare una cooperativa in più, soprattutto rispetto a quello che ha detto l'Assessore La Torre, il discorso della ricerca, della convenzione con la "Finmeccanica" ed altre aziende che lavorano nello stesso comparto nella nostra Regione, il fatto che facciano attività che sono compatibili con l'ambiente e il turismo nella nostra Regione... e non sta a me difendere questa cosa. Ovviamente io sono d'accordo di provarci!
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Solo per dire al Consigliere Bortot che su questa cosa non è solo, anche il nostro movimento è molto vicino a tale esigenza. L'unica cosa che credo l'Assessore abbia detto è che forse prima di arrivare a quella ipotetica soluzione sarebbe meglio tenere in piedi quella originale, noi su questo concordiamo.
Presidente - L'emendamento n. 3 del gruppo "Arcobaleno" è ritirato.
Pongo in votazione l'atto nel suo complesso nel testo così modificato:
Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 18 giugno 2004, n. 10, e successive modificazioni, recante "Interventi per il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali", con la quale la Giunta regionale è stata autorizzata ad effettuare conferimenti di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali ad una società di capitali, a totale capitale regionale, esistente o ad una società per azioni da costituire mediante apposito mandato a Finaosta S.p.a.;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 3045, in data 13 ottobre 2006, con la quale la Giunta regionale ha approvato, ai sensi della l.r. 10/2004, il conferimento di un primo e di un secondo lotto di beni facenti parte del patrimonio immobiliare regionale alla società Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., di cui la Regione è socia al 100% per il tramite di Finaosta S.p.a., in gestione speciale;
Considerato che, ai sensi dell'articolo 4 della l.r. 10/2004, il Consiglio regionale approva, su proposta della Giunta regionale, gli indirizzi strategici e gli eventuali programmi di dismissione dei beni della società che la Regione intende presentare nell'assemblea della società per il tramite del rappresentante di Finaosta S.p.a.;
Considerato che, pertanto, la Giunta regionale, sensibile all'esigenza di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori degli immobili a destinazione produttiva ed allo scopo di tutelare le proprie aspettative di efficacia nella gestione dei beni conferiti, intende proporre al Consiglio regionale di approvare un'indicazione di indirizzi strategici, cui improntare l'organizzazione e l'esecuzione dell'attività imprenditoriale di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., che la Regione rivolgerà al Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. per il tramite del rappresentante di Finaosta S.p.a.;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 1766, in data 15 giugno 2006, concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2006/2008 con decorrenza 16 giugno 2006, e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Direttore della Direzione assistenza imprese, ricerca, qualità e formazione professionale nell'ambito dell'Assessorato attività produttive e politiche del lavoro, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla presente deliberazione;
Visto il parere delle Commissioni consiliari permanenti II e IV;
delibera
di approvare, ai sensi dell'articolo 4 della l.r. 10/2004, la presente indicazione di indirizzi strategici, cui improntare l'organizzazione e l'esecuzione dell'attività imprenditoriale, che la Regione, al fine di assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori dei beni immobili a destinazione produttiva ed allo scopo di tutelare le proprie aspettative di efficacia nella gestione dei beni conferiti, rivolgerà al Consiglio di amministrazione di Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. per il tramite del rappresentante di Finaosta S.p.a.:
Scopi ed obiettivi.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. organizzerà e svolgerà la propria attività in modo da:
- valorizzare i beni immobili conferiti salvaguardandone la destinazione produttiva;
- accrescere l'efficienza nella gestione dei beni immobili e, di conseguenza:
- creare occasioni per il consolidamento e lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali ospitate negli immobili;
- favorire le condizioni per ricadute positive in termini occupazionali e sul tessuto produttivo locale;
- utilizzare, per la locazione dei beni immobili, procedure conformi alla normativa vigente, tra cui l'articolo 10, comma 4, della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12, e successive modificazioni;
- assicurare trasparenza e parità di trattamento nel comportamento nei confronti dei conduttori, fatta eccezione per i beni utilizzati dall'Amministrazione regionale per lo svolgimento delle sue attività;
- applicare locazioni e affitti competitivi e concorrenziali con le realtà produttive limitrofe e omogenee.
Indirizzi strategici.
Spetta al Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approvare annualmente gli indirizzi strategici generali di politica industriale.
Sono approvati dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale:
- i programmi di dismissione dei beni immobili, esclusi quelli di cui all'allegato A che costituisce parte integrante della presente deliberazione, per i quali la Società Struttura Valle d'Aosta S.r.l. - Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. è autorizzata all'alienazione mediante gara o altra modalità di alienazione possibile, preceduta da trattativa privata con i soggetti occupanti l'immobile a titolo di comodato o di locazione e con i soggetti che esercitano attività produttiva industriale ed artigianale titolari di un diritto di superficie gravante sui beni medesimi, previa perizia di stima asseverata, da effettuarsi a cura della Società cedente;
- le acquisizioni dei beni immobili;
- ogni variazione della destinazione dei beni immobili.
Sono preventivamente autorizzati dalla Giunta regionale, su proposta delle strutture regionali competenti:
- la locazione o l'affitto dei beni immobili, previa valutazione, da parte della Finaosta S.p.a., del progetto imprenditoriale presentato dai richiedenti, assicurando parità di trattamento nel comportamento verso i conduttori;
- il godimento a titolo gratuito dei beni immobili, esclusivamente a favore dell'amministrazione regionale, per lo svolgimento delle sue attività istituzionali;
- il diniego di rinnovo della locazione dei beni immobili alla scadenza dei contratti, ai sensi dell'articolo 29 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
L'Assessorato competente in materia di attività produttive è autorizzato a dare indicazioni per la valorizzazione dei beni immobili.
Ogni anno, entro 20 giorni dall'approvazione del bilancio societario, Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. presenta alla Giunta regionale, per il tramite delle strutture regionali competenti:
- una relazione contenente i risultati economici della gestione del patrimonio conferito da cui dovranno emergere, distintamente per ciascun bene immobile, i costi per la gestione e la manutenzione, i ricavi delle locazioni, l'andamento occupazionale delle imprese conduttrici sulla base dei dati forniti dai conduttori, i principali eventi avvenuti nell'esercizio, le eventuali azioni legali avviate;
- una relazione concernente i principali interventi di manutenzione da eseguire sugli immobili nell'esercizio successivo e la strategia da seguire per gli immobili non locati;
- una relazione in merito all'attuazione dei programmi di dismissione dei beni.
Indirizzi operativi.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l., operando in condizioni di trasparenza, efficienza ed equità di trattamento e orientando la propria attività alla massima collaborazione con le strutture regionali:
- subentra alla Regione negli obblighi verso i conduttori ai sensi dell'articolo 3, comma 6, della legge regionale 18 giugno 2004, n. 10;
- provvede, per gli interventi contrattualmente previsti eseguiti dai conduttori e posti a suo carico, alla valutazione della congruità dei loro costi applicando le medesime metodologie utilizzate dalla Regione, come meglio definite nei contratti;
- provvede alla stipula delle polizze assicurative dei beni immobili conferiti previste dai contratti a carico della Regione.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. darà immediata comunicazione alla Regione delle azioni legali, previste dagli articoli 1453 e seguenti del Codice civile, avviate nei confronti dei conduttori e delle modifiche ai contratti pattuite con i conduttori.
Alla Regione sarà sempre consentita la libera visita dei beni immobili.
Vallée d'Aoste Structure s. a r.l. concluderà i procedimenti in atto relativamente ai beni immobili oggetto di conferimento coerentemente con l'impostazione data dall'amministrazione regionale.
Allegato A
(Omissis)
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 26
Favorevoli: 23
Contrari: 3
Astenuti: 3 (Fiou, Frassy, Tibaldi)
Il Consiglio approva.
