Oggetto del Consiglio n. 2620 del 4 aprile 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2620/XII - Relazione della III Commissione consiliare permanente sulla destinazione dell'immobile sito in Via Saint-Martin de Corléans denominato ex Clinica Casa Gagliardi, e programmi futuri dell'ARER. (Reiezione di risoluzione)
Presidente - Mi è stata avanzata la richiesta, che mi pare trova concordi tutti i Capigruppo, di anticipare il punto n. 29 e di discuterlo adesso. Sempre su questo argomento è stata presentata alla Presidenza una risoluzione che vi faccio distribuire immediatamente.
La parola al relatore, Consigliere Borre.
Borre (UV) - La relazione che vi è stata distribuita è la sintesi abbastanza fedele dei verbali delle audizioni tenute nella III Commissione, audizioni che avevano il compito di verificare la funzionalità operativa del recupero di "Casa Gagliardi", che l'Azienda regionale per l'edilizia residenziale è in procinto di avviare, e conoscere i programmi di edilizia residenziale pubblica. Per adempiere al mandato, la Commissione ha effettuato il sopralluogo dell'immobile, una serie di audizioni nel corso delle quali sono stati sentiti i responsabili amministrativi e tecnici dell'ARER, del Comune di Aosta, dell'Amministrazione regionale. Il lavoro della Commissione è stato caratterizzato dalla volontà di tutti i componenti, sia pure nella diversità delle proprie opinioni, di portare idee e spunti di riflessione utili alla discussione e privi di preconcetti. La Commissione ha condiviso l'analisi della situazione abitativa, che il Presidente dell'ARER ha esposto, sottolineando i dati più significativi contenuti nel rapporto ISTAT, i consumi delle famiglie italiane del 2005 e del censimento 2001. Di fronte a tale situazione, resa ancor più drammatica e complessa dalla soppressione avvenuta alla fine degli anni '90 dei fondi che servivano a finanziare gli interventi di edilizia sociale, il "CdA" dell'ARER ha ritenuto doveroso rimettere in discussione l'utilizzo di "Casa Gagliardi" come nuova sede ed utilizzarlo invece per dare risposta alla categoria di anziani soli e autosufficienti. La fattibilità dell'intervento è stata verificata il 20 settembre 2005 in un'apposita conferenza di servizi, alla quale hanno partecipato la Regione, il Comune di Aosta e l'ARER. È stata poi riconfermata dal Sindaco di Aosta e dal Responsabile dell'Ufficio urbanistico comunale nell'audizione del 13 dicembre 2006. In tale occasione il Sindaco ha ricordato la mozione del 2005, che formalizza l'indirizzo del Consiglio comunale, ribadisce la validità delle indicazioni in essa contenute, ossia che l'ex "Casa Gagliardi", dopo un'adeguata manutenzione, venga utilizzata per ospitare in tempi brevi anziani soli e autosufficienti. A sua volta l'Assessore regionale competente nell'audizione dell'8 gennaio 2007 ha ricordato che... dopo aver verificato che troppo spesso i bisogni degli anziani non trovano risposta per l'indisponibilità di alloggi adeguati... ha chiesto agli uffici di verificare la richiesta ARER. Le risposte alla verifica sono state affermative e la Giunta, condividendo il progetto, ha rivisto i costi ammessi per l'edilizia residenziale pubblica, rendendo fattibile l'intervento. La Commissione ha dunque preso atto che, dal punto di vista tecnico-urbanistico, l'intervento programmato dall'ARER ha i requisiti per essere effettuato. I componenti della Commissione hanno altresì condiviso l'opportunità di destinare l'ex "Casa Gagliardi" a fini abitativi. Gli elementi sui quali non si è trovata una visione unitaria sono 2: la dimensione degli alloggi e le barriere architettoniche. A maggioranza la Commissione ha ritenuto di condividere il progetto presentato dall'ARER, come riportato nelle conclusioni della relazione in vostre mani.
Passo al secondo punto del mandato: "conoscere i programmi e i progetti in corso e se questi sono sufficienti a fare fronte alle esigenze abitative oggi denunciate". Nella relazione, oltre alla sintesi di quanto è stato fatto nel recente passato e quali progetti futuri, trovate allegate una serie di schede che meglio possono illustrare l'attività dell'azienda, poiché ritengo importante tale punto, voglio brevemente tornarci con questo mio intervento. Interventi conclusi: 24 alloggi ad Aosta in Via Chambéry, 15 alloggi a Aymavilles, 6 alloggi a Pont-Saint-Martin, 8 alloggi a Champdepraz. Perché li ritengo importanti? Non solo si è risposto all'esigenza abitativa, ma gli interventi di Aymavilles, Pont-Saint-Martin e Champdepraz sono il frutto di una scelta operativa fatta da tempo dall'ARER, condivisa sempre più dai Comuni e sostenuta dall'Assessorato regionale competente. Una scelta mirata al recupero del patrimonio esistente, una scelta mirata a decentrare gli interventi e a rapportarli alle varie esigenze territoriali, un percorso che può e deve essere sempre più condiviso e consolidato e che in parte l'Assessore Cerise sta già attuando con interventi di recupero di stabili di proprietà regionale o comunale, con accordi di programma e con uno studio mirato alle varie esigenze territoriali. Continuando con i progetti si deve constatare che, nonostante l'avvio dei lavori, iniziati nel settembre 2004, il contratto di quartiere che interessa il quartiere Cogne di Aosta si trova ancora nella fase preliminare: questo è un intervento di estrema rilevanza sia per l'entità delle risorse, circa 13 milioni di euro, sia per la tipologia dell'intervento: 82 alloggi con relative autorimesse, un centro diurno, un centro per anziani, una sala polivalente; il reperimento nel sottosuolo di importanti resti archeologici ha fatto sì che la Sovrintendenza ai beni culturali imponesse un accurato programma di scavi, che non si è ancora concluso, quindi i tempi di realizzazione si dilateranno di alcuni anni, di conseguenza anche i costi previsti. Una nota positiva è la notizia che nelle scorse settimane in un incontro a Roma il Sindaco Grimod ha avuto conferma dai responsabili del Ministero delle infrastrutture che lo Stato, riconoscendo le motivazioni del ritardo, manterrà l'impegno di spesa assunto. Mentre si stanno svolgendo in modo puntuale i lavori che interessano il quartiere Dora di Aosta, dove in particolare nella zona denominata "UMI 4" - sigla che significa: unità minime di intervento - si sta procedendo alla realizzazione di 20 alloggi da affittare a canone convenzionato, nella zona 1 sono stati avviati i lavori di scavo per la realizzazione di 78 alloggi da affittare a canone sociale, una biblioteca e un centro polivalente. Particolare importanza, oltre alla risposta abitativa, è la sperimentazione tesa al risparmio energetico. Sarebbe interessante una verifica dell'Osservatorio dati e un confronto con l'Assessorato regionale visto il giusto interesse che si pone oggi al riguardo del risparmio energetico. Altro elemento rilevante è la scelta di legare la predisposizione di nuovi insediamenti abitativi alla realizzazione di servizi collettivi per migliorare la qualità della vita all'interno del quartiere. In fase di rielaborazione progettuale si trova l'intervento previsto nel centro storico di Verrès, i cui lavori saranno presumibilmente appaltati a fine anno. Sono poi in fase di perfezionamento 2 accordi di programma che permetteranno di attivare 2 interventi di recupero che interessano l'ex Caserma dei Carabinieri di Valpelline, con progetto esecutivo già pronto, l'ex Scuola elementare di Arvier, accordi di programma da perfezionare. In tempi ragionevolmente brevi sarà inoltre possibile avviare un intervento di manutenzione straordinaria per trasformare l'ex Caserma forestale di Etroubles in alloggi di edilizia residenziale pubblica, edificio che la Regione ha recentemente trasferito in proprietà all'ARER. Occorre inoltre ricordare che l'Assessore competente ha commissionato all'ARER un'indagine conoscitiva finalizzata a verificare la possibilità di recuperare a fini abitativi una serie di fabbricati in diversi Comuni della Valle.
Va tenuto presente infine che gli interventi strutturali non sono i soli strumenti con i quali la Regione affronta il problema abitativo, un ruolo fondamentale a difesa delle fasce più deboli viene giocato dal Fondo nazionale a sostegno dell'allocazione. Dalle schede presentate emergono diversi elementi su cui riflettere: l'alto numero delle famiglie che accede ai contributi previsti dall'articolo 11 della legge n. 431/1998, il valore significativo del contributo medio erogato grazie alla partecipazione di finanziamenti regionali, comunali e dell'ARER: dal 2000, 365.000 euro dallo Stato e 106.000 fra Regione, Comuni e ARER, si è passati nel 2005 a 445.000 dello Stato, a ben 1.175 fra Regione, Comuni e ARER, la riduzione grazie ai contributi del fondo del divario che separa gli affitti degli alloggi di ERP da quelli praticati a libero mercato. Occorre prendere atto che il disagio abitativo, sempre più di carattere economico, non può essere risolto costruendo solo nuove case, ma deve tendere a favorire il rilancio delle locazioni. Si deve pertanto operare in 2 direzioni: utilizzare il grande patrimonio abitativo esistente garantendo la proprietà privata, aiutare i cittadini più deboli a sostenere le spese dei canoni di affitto.
Sono convinto che il lavoro svolto dalla Commissione abbia contribuito a portare all'attenzione del Consiglio il problema casa e che il lavoro di confronto, coinvolgimento e collaborazione fra Comuni, Assessorato regionale competente e ARER sia un modo positivo per dare risposte organiche e funzionali ai bisogni del territorio e dei ceti sociali più deboli.
Président - J'ouvre la discussion générale.
La parole au Conseiller Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Prima di affrontare nel merito i problemi legati al programma di recupero, manutenzione straordinaria viene chiamata... dell'ex "Casa Gagliardi", vorrei cogliere l'opportunità data dall'inserimento nell'ordine del giorno della relazione del Presidente Borre su come ha lavorato e quali sono stati i risultati della Commissione stessa, di completare le premesse storiche contenute nei diversi documenti che abbiamo esaminato e che, a nostro avviso, disegnano l'antefatto in modo non del tutto aderente alla realtà. Mi spiego: non è sicuramente sua volontà non fornire tutto ciò che è successo, ma è perché i documenti sono stati presi - e lo abbiamo apprezzato nella relazione del Presidente dell'ARER - a partire dal 2005. Io invece vorrei citare la pagina 2 della sua relazione, dove si dice: "di fronte a una situazione così drammatica e complessa..." - quale situazione? Questa emergenza abitativa e questa evoluzione delle famiglie composte da un solo componente, che sono raddoppiate - "... il Consiglio di amministrazione dell'ARER ha ritenuto doveroso farsi carico del problema degli anziani, rimettendo in discussione l'utilizzo dell'ex Casa Gagliardi, acquistata al prezzo di 1,5 milioni di euro, mediante asta giudiziaria, con l'intento di utilizzarla a nuova sede". Noi crediamo che questa sia una ricostruzione parziale della storia, perché la storia non parte dal 2005 come si dice, ma dal 17 aprile 2002, quando nel corso di un'audizione in Consiglio comunale, ad una mozione dell'opposizione il Sindaco affermava che sì vi erano problemi di emergenza abitativa ad Aosta, ma che si profilava l'acquisto da parte dell'ARER di "Casa Gagliardi", potendo quest'ultima essere messa a disposizione del patrimonio abitativo pubblico, così diceva il Sindaco di Aosta. Dopo pochi mesi, fine estate 2002, sappiamo che invece l'ARER non intende trasformare "Casa Gagliardi" in edificio ERP, ma intende lì stabilire la sua sede, quindi cambiare la destinazione per farne uffici. Il 18 settembre, e quindi un mese dopo - 16 ottobre 2002 - una mozione di indirizzo, firmata da tutti i Capigruppo di opposizione, chiede il cambio di indirizzo e mi ricordo che il dibattito fu molto acceso e lungo. Un anno dopo, dicembre 2003... innanzitutto molti articoli uscirono su questo, con prese di posizione molto dure, la Regione stessa intervenne con un comunicato stampa ma, dicevo, siamo a dicembre 2003 e il "CdA" dell'ARER cambia opinione e destina l'ex "Casa Gagliardi" a edificio ERP. Questo per completezza, perché non è stata una decisione autonoma quella dell'ARER di cambiare opinione, ma è stata una decisione presa sotto la spinta dei gruppi di opposizione a quel tempo presenti in Consiglio comunale.
Da questa data in avanti la lettura degli atti che abbiamo riporta la storia, quindi nel merito della relazione del Presidente credo che i problemi siano un po' questi. Cominciamo a dire che è stata scelta per l'ex "Casa Gagliardi" la via della manutenzione straordinaria, perché ci hanno detto che attraverso la manutenzione straordinaria non si deve richiedere la concessione edilizia, ma serve un certificato abilitativo che si chiama "dichiarazione di inizio attività", un documento dal punto di vista burocratico molto più veloce: la DIA (dichiarazione inizio attività). Andiamo a vedere i tempi. Abbiamo chiesto in III Commissione "in primis" al Coordinatore dell'Assessorato dei lavori pubblici, in seconda battuta all'Architetto dirigente dell'area tecnica dell'ARER, quale differenza temporale avrebbe dovuto esserci fra concessione edilizia e dichiarazione di inizio attività; uno ci dice sui 4-6 mesi, l'arch. Mari invece ci dice che forse i tempi stanno in un lasso nettamente inferiore. Ci chiediamo allora: ma conviene scegliere una strada che è la concessione edilizia solo perché si crede che la concessione edilizia impieghi dal punto di vista tecnico-amministrativo molto più tempo per ottenere la stessa concessione?
Secondo problema: il problema della superficie degli alloggi. È inutile che si cerchino giustificazioni dicendo che è una manutenzione, prima era una casa alloggio per l'emergenza e via di seguito, perché la metratura degli alloggi non ha nessun riferimento alle normative vigenti che ci dicono che per nuclei formati da un solo componente la superficie minima è di 28 metri quadri, mentre per 2 componenti è di 10 metri quadri in più. Andiamo allora a vedere gli alloggi che sono stati definitivamente progettati e le metrature vanno per il primo piano rialzato da un minimo di 20 metri quadri a un massimo di circa 27 metri quadri, per il primo piano si va da un minimo di 20 metri quadri fino a un massimo di 29 metri quadri. Fra l'altro, il dato 29 metri quadri nei 12 alloggi è uno solo, quindi 1 su 12 è superiore ai minimi stabiliti dalla legge, poi spiegherò perché si è provveduto subito a trovare l'appiglio burocratico legislativo dicendo che i minimi consentiti dalla legge non possono essere retroattivi, perché "Casa Gagliardi" è stata destinata all'abitazione prima che entrassero in vigore i minimi. Passiamo al secondo piano, che è mansardato, dove gli alloggi vanno da 42, 39, 65 metri quadri, 59, 39 e 42 metri quadri, sono solo 6 alloggi, peccato che per circa 3/4 degli alloggi una persona bassa come me deve restare accucciata perché il sottotetto arriva ad altezze, distanze minime... io a l'Assessore Cerise potremmo stare a braccetto insieme in piedi... che incubo reciproco, lo capisco! Metrature quindi che non sono sostenibili soprattutto per persone anziane, perché il bando è riservato a nuclei anziani autosufficienti, che credo dopo 2 anni di residenza in quelle case diventeranno sicuramente non autosufficienti, ma non è solo questo: è anche sulla disposizione degli spazi interni. Se osservate - credo che in relazione sia allegata almeno una planimetria -, vedete che sono stati previsti per la ristrettezza degli spazi... bagni che oserei dire vanno bene per abitanti lillipuziani, praticamente mi dicono anche con letti estraibili, il fatto che in questi monolocali possono essere presenti il tavolo... poi il tavolo viene ritirato, esce fuori il letto... credo che per studenti possa anche andare bene, ma per anziani, ancorché autosufficienti, il fatto di restringerli, di obbligarli a restare in alloggi di circa 20 metri quadri è un delitto! Il Consigliere Salzone, con una definizione molto acuta, aveva in Commissione attribuito alla tipologia di ciò che si andava a costruire la definizione di "pre-loculi".
Altro problema: le barriere architettoniche, esse sono sì abbattute dal punto di vista degli accessi esterni, ma non sicuramente per la presenza di questi impedimenti fisici, ossia strutturali, architettonici, perché, da questo punto di vista, le barriere non sono state abbattute. Infatti l'ARER nella relazione tecnica di accompagnamento alle normative tecniche dice:
"parimenti, per quanto attiene il tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche, si evidenzia che se per il tema dell'accessibilità esterna al fabbricato il progetto prevede la realizzazione di una rampa esterna al servizio dell'ingresso principale, per quanto concerne l'accessibilità e la visitabilità delle singole unità abitative, permangono le situazioni di non conformità alla legge n. 13/1989 già evidenziate nella relazione del settembre 2004".
Qui ci troviamo di fronte a una fittizia soddisfazione delle prerogative per l'assegnazione di alloggi di ERP, per l'impossibilità di applicare retroattivamente la normativa, per cui i 28 metri quadri non sono applicabili perché la normativa è di un anno dopo e ci troviamo invece di fronte al fatto che all'interno dell'edificio le barriere architettoniche permangono eccome!
Viene poi fuori un'altra osservazione dall'attenta analisi dei verbali e quindi anche dall'ascolto in Commissione del Presidente dell'ARER, ma anche del Sindaco: è l'ipotesi che l'assegnazione dei minialloggi ad anziani autosufficienti possa essere nel futuro convertita ad assegnazione a studenti e docenti del "campus" universitario costruendo. A questo proposito io invito tutti a riguardarsi la lastrina 26 della relazione che ci ha portato l'ARER, dove si mette in evidenza il fatto che fossero raddoppiati in pochi anni gli anziani soli autosufficienti all'interno della composizione e della tipologia dei nuclei familiari in graduatoria e che quindi presumibilmente il "trend" di anziani, per l'invecchiamento della popolazione, si poteva prevedere sempre in aumento, a fronte di questo ci domandiamo: questo è realizzabile? Anzi ci saranno sempre più anziani che chiederanno di essere collocati, quindi il fatto che ci hanno raccontato in Commissione che forse si trasformerà l'ex "Casa Gagliardi" in residenza per studenti è improponibile appunto perché ci saranno sempre più anziani che richiederanno di essere collocati. Cosa chiediamo allora? Chiediamo che si smetta di pensare che gli anziani, che sono in condizioni al limite della soglia di povertà, siano considerati dei "paria", ossia persone alle quali si possono assegnare alloggi di 20 metri quadri perché comunque saranno in una situazione migliore rispetto a quella da dove provengono. Credo che la Regione, che è dotata di notevoli risorse finanziarie e che può intervenire in maniera corretta sull'ERP, non possa assolutamente pensare di autorizzare l'intervento dell'ARER, creando un alveare, dove le cellette sono molto piccole, per soddisfare quella che si definisce l'emergenza di anziani soli autosufficienti. Questo perché è di pochi anni fa il dato che all'interno del Comune di Aosta esistono poco più di 80 alloggi non occupati - ossia vuoti, sfitti - di proprietà del Comune di Aosta; allora vuol dire che per tali emergenze questi 80 alloggi, che non sono quelli che si sente dire in maniera periodica che verranno costruiti nel quartiere Dora... ogni anno, forse alla maniera di Berlusconi, "tagliamo il nastro" di questi 80 alloggi, per cui il cittadino normale fa i conti: 80, 160, 240, 320 alloggi nuovi... no, sono sempre quegli 80...
(proteste da parte dei Consiglieri del gruppo "La Casa delle Libertà" per il riferimento a Berlusconi)
... ma no, era un riferimento simpatico all'autostrada, dove è stato tagliato il nastro almeno 4 volte.
Questa relazione, anche se corretta nella parte finale e correggibile nella parte iniziale, però con tale impegno dà il via a un intervento che credo sia concettualmente errato, perché consideriamo anche in maniera "snob" gli anziani soli autosufficienti sia del Comune di Aosta, ma in generale... e pensiamo che l'atteggiamento di dare un alloggio anche se piccolo... e credo abbiate visitato l'ex "Casa Gagliardi" per capire cosa vuol dire far vivere un anziano in 20 metri quadri... dare un alloggio anche se piccolo sia comunque un'operazione lodevole perché meglio una casa che nulla... pensiamo che questo sia un atteggiamento profondamente sbagliato. Invitiamo quindi il Governo a chiedere all'ARER di rielaborare il progetto in modo che la superficie minima degli alloggi sia in linea con le normative vigenti e che siano abbattute in modo completo le barriere architettoniche sia all'interno che all'esterno.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA) - La relazione che è stata presentata tiene conto dello sviluppo della politica della casa della nostra Regione da qui ai prossimi 5-6 anni, è un progetto assolutamente condivisibile, peraltro la parte realizzativa è ciò che avevamo fatto alcuni anni fa e che adesso deve trovare una sua realizzazione concreta. L'aspetto politico per quanto riguarda le scelte quindi non è assolutamente in discussione per quanto mi concerne e neanche le scelte fatte dall'Assessorato o dalla Commissione, ma voi tutti sapete che questa è una vicenda che mi è sempre stata a cuore, non fosse altro perché fin da inizio legislatura, quando si parlò di fare una ristrutturazione di questo genere, ebbi modo di presentare delle iniziative prima con il gruppo di "Fédération", poi da questa parte, perché è una di quelle cose che non riesco a digerire, non me ne voglia l'Assessore. Questa peraltro è una vicenda che ha "lasciato sul campo" anche un Consigliere di amministrazione dell'ARER, che si è dimesso per tale vicenda. Questa è una di quelle vicende che mette in campo delle scelte amministrative tecniche che ci riguardano, perché se facciamo delle scelte sbagliate, ci dobbiamo assumere la responsabilità di quello che facciamo. Attenzione, non pretendo di avere ragione, io ho delle convinzioni che vado ad esternare, ma non pretendo di avere ragione per forza. È comunque una questione che mi rimugina nello stomaco da parecchio tempo e devo dire che lo scorso Consiglio regionale ne parlavo con il Presidente, ed è a lui che mi rivolgo stasera. Dicevo che a forza di rimuginare questa vicenda, avevo fatto un brutto sogno: mi ero visto nel '300 nelle vesti di Dante Alighieri che nei gironi dell'Inferno predisponeva dei pre-loculi in cui alcuni amministratori erano destinati a vivere per il resto della loro vita. In questo lasso di tempo ho fatto un altro sogno: sempre nel '300 mi sono ricordato del Conte Ugolino che si mangiava la testa di un figlio, dopodiché ve lo dirò solo in privato chi vedevo nella testa di quel figlio.
Già il Consigliere Venturella si è addentrato nella parte sostanziale di quelli che sono stati gli argomenti in discussione, ma intanto brevemente per cercare di far capire, i soggetti sono: l'ex "Casa Gagliardi", gli anziani e l'ARER. L'ex "Casa Gagliardi" è una casa che è stata adibita a "residence" già 33 anni fa con una concessione edilizia che prevedeva monolocali per gli sfrattati; fra l'altro, quella fu una valvola di sfogo per il Comune non indifferente. Gli anziani: sapete che la legge n. 39 prevede che siano già anziane le persone che hanno 60 anni, la legge dovrà essere mi immagino cambiata, ma prevede questo, dopodiché passiamo all'ARER. L'ARER di "mestiere" costruisce o ristruttura case, quindi il suo compito specifico è quello di fare delle case per quelle persone che negli anni (parlo degli ultimi 40-50 anni) hanno contribuito in busta paga con i soldi GESCAL, che oggi non ci sono più, ma la discussione di oggi verte su fabbricati che sono stati acquisiti o ristrutturati con fondi che derivano ancora dai fondi GESCAL, quindi senza fare del populismo con soldi che sono della gente.
Brevissima introduzione, alcune considerazioni preliminari. Gli alloggi che si andranno a realizzare non sono conformi all'attuale normativa in tema di urbanistica ed edilizia, metrature, rapporti di illuminamento e di altezze utili inferiori ai minimi di legge. Non sono accessibili, né abitabili in riferimento alla specifica normativa in tema di barriere architettoniche e qui vorrei ricordare una cosa che ebbi occasione di dire all'Assessore Fosson... in un'ANSA del 29 settembre 2006 l'Assessore Fosson diceva a proposito della "Giornata contro le barriere architettoniche":
"Una Regione a misura d'uomo... occorre promuovere una cultura dell'accessibilità in primo luogo nei confronti dei progettisti, affinché l'assenza di barriere architettoniche diventi un punto di forza, il vero traguardo da raggiungere è quello di includere interventi volti a migliorare le condizioni di vivibilità, di fruibilità universali, perché una città accessibile non favorisce solo la vita delle persone con disabilità, ma anche quella degli anziani, dei bambini, delle donne in stato di gravidanza, in generale di tutti".
Questo è un concetto che ci dovremo portare dietro nel discorso che faremo, ma lo stesso Presidente dell'ARER in un'ANSA del 4 ottobre ha detto: "guardare anche alla qualità della vita, una corretta politica abitativa non può essere attuata solo attraverso la costruzione di nuove case, ma deve guardare anche alla qualità della vita degli abitanti; è la filosofia adottata dall'ARER".
Sono 2 argomenti che condivido e di cui mi sono sempre occupato.
Per continuare rispetto alle considerazioni preliminari, gli alloggi che si andranno a realizzare consentono ai futuri utenti di poter disporre di un solo locale ad uso giorno-notte, arredabile esclusivamente con mobili attrezzati, con letti estraibili, oltre ad un angolo cottura arredabile solo con monoblocchi di tipo integrato. Considerato che la tipologia dell'utenza a cui destinare questi alloggi è stata individuata dall'ARER nella categoria di anziani autosufficienti - legge n. 39/1998 - legge che non prevede peraltro questa categoria, ossia "anziani autosufficienti", nella legge è una dicitura che manca anche se non è questo un punto di forza di quello che voglio sostenere.
Ricordo ancora, ed è questo il nostro argomento di oggi, che la Regione, proprio per il suo ruolo guida di ente istituzionale pur nelle situazioni di emergenza abitativa, deve comunque mettere a disposizione di cittadini aventi titolo strutture adeguate e conformi alle normative vigenti, quindi cos'è che chiediamo? Noi non entriamo nel merito della scelta politica, anzi siamo assolutamente d'accordo a costruire alloggi per anziani, ma che venga realizzato un progetto che determini almeno l'abbattimento delle barriere architettoniche e una metratura che sia decente. Con questo intervento, non avendo altri strumenti, intendiamo appellarci alla sensibilità del Presidente della Regione, che secondo noi ha il compito e il dovere di vigilare sulle scelte che, seppure legittime sotto l'aspetto burocratico, a volte non corrispondono agli indirizzi di buona amministrazione e opportunità politica. Gli chiediamo uno sforzo peraltro non usuale e un'attenzione particolare affinché non si corra il rischio di commettere un errore irreversibile, e cercherò di spiegarlo meglio. Questa premessa potrebbe indurre a pensare che il gruppo "Stella Alpina" non condivida la scelta politica effettuata, ma non è così, tanto che nulla sotto il profilo politico abbiamo da contestare all'Assessore Cerise. L'Assessore ha avallato la scelta politica migliore, come lo stesso Sindaco di Aosta. Infatti come si fa a contestare l'attribuzione da parte dell'ARER di 30 alloggi per anziani? Ma il problema per noi è un altro, interveniamo quindi per dimostrare tutto il nostro disappunto per un atto amministrativo che è nato male e che rischia di finire peggio, un atto che cerca di nascondere un risultato pessimo a scapito di cittadini che hanno atteso e attendono ancora la soluzione della loro vita. Vi parrà strano - lo dico alla collega Fontana che si è occupata di queste cose per anni - per molte persone l'obiettivo della casa è la soluzione della loro vita, dobbiamo entrare in questo sistema, altrimenti non si capisce, ecco perché dico che non è pensabile attribuire degli alloggi di questo genere! Un atto che così come è stato ideato non soddisfa nessuno, non soddisfa i tecnici che lo hanno progettato, non soddisfa il Sindaco di Aosta che in Commissione, con un certo imbarazzo, ha dichiarato - è virgolettato nella relazione - che è una soluzione non ideale. Non soddisfa neppure il collega Ferraris, che in Commissione ha dichiarato - virgolettato - che questa può non essere la soluzione ottimale però... meglio che niente e allora per carità convincetemi che è meglio che niente, non credo che ci riuscirete! Lo stesso ing. Freppa, persona che stimo tantissimo, ha chiesto numerose modifiche, tutte o quasi disattese. Questo progetto non soddisfa il collega Venturella, non soddisfa i Consiglieri Lanièce e Stacchetti, ma sono considerati in questo caso di parte. Quello che vorremmo far capire è che qui le questioni di parte non c'entrano! C'entra solo il buon senso, la buona amministrazione, il buon gusto, la credibilità di chi amministra. C'entra un modo di porsi verso i vecchi, c'entra l'importanza di essere dei buoni amministratori, c'entra spendere con oculatezza i soldi pubblici. E qui ricordo, nella speranza di non essere tacciato di populismo, che gli alloggi ERP, compresi quelli di cui stiamo parlando, derivano dai fondi GESCAL, che sono soldi dei cittadini, ma di questo ho già parlato. Tutti quegli anni in cui hanno contribuito in busta paga, quegli anni in cui molte persone con poche possibilità economiche hanno maturato una speranza che per molti si concretizza solo in vecchiaia... e noi cosa regaliamo a questa gente?
Veniamo al nocciolo della questione. Ci chiediamo quale amministratore di buon senso può ipotizzare di far vivere oggi delle persone in 20 metri quadri, considerando poi che in quello spazio dobbiamo includere il bagno, e così togliamo qualche metro, calcolare lo spazio per la cucina, il letto per dormire, il tavolo per mangiare, mi auguro che si possano mettere almeno un paio di sedie, un armadio per metterci i vestiti... e dove lo mettiamo un armadio? La lavatrice non ci sta, ma abbiamo deciso che nell'androne ci saranno delle lavatrici a gettone. Il divano non ci sta e neanche il letto, ma il letto lo mettiamo estraibile... e chi lo estrae se è un anziano che ha qualche acciacco? C'è il posto per una televisione, ma piccola, Presidente, anche perché sennò non sarebbe "pendant" nell'arredamento... una poltrona non ci sta. Evidentemente l'anziano che avrà finalmente realizzato il sogno della sua vita avrà il problema della mobilia, lascerà volentieri l'alloggio dove abita e non vedrà l'ora di portare in discarica quella poca mobilia che ha acquistato con tanti sacrifici e, se ha qualche ricordo, anche quello in discarica. Non potrà organizzare un pranzo con i figli, i nipoti e gli amici, ma a meno di 100 metri c'è un bar o una pizzeria... una partitina a carte? Neanche a parlarne, mancano le sedie. Sì però obiettivamente che pretese che hanno questi Signori! Sì bisogna ammettere che tali persone hanno delle belle pretese, magari sono anche capaci di rinunciare all'alloggio! Sono alloggi in cui le metrature sono fuori legge? Che importa! Alloggi in cui prevalgono le barriere architettoniche? Chi se ne frega! Chi se ne frega dei proclami dell'Assessore Fosson sull'abbattimento delle barriere architettoniche! Pensate che l'ARER con i soldi dei cittadini spenderà per questa operazione dai 7 agli 8 miliardi di vecchie lire, quindi bisogna fare in fretta perché la gente aspetta e non vede l'ora di entrare in questi alloggi! Avevo preparato una morale, ma la lascio a voi perché sarebbe troppo dura, ma prima di chiudere vorrei provare a pensare insieme a voi se avremmo il coraggio di far vivere uno dei nostri genitori in quegli alloggi e allora vorrei fare una proposta: facciamo un sopralluogo con i nostri genitori e chiediamo un consiglio a loro, proviamo a pensare seriamente se stiamo realizzando un buon servizio per la collettività.
Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Innanzitutto se ho capito bene, al di là della risoluzione che dovrà essere votata, questo è un provvedimento per cui il Consiglio prende atto, non deve esprimersi dal punto di vista della votazione. Un argomento di questo tipo o lo si affronta con buon senso e concretezza, oppure l'altra strada è quella dell'esercizio dialettico fine a sé stesso. Non farò l'architetto come il collega Venturella tanto meno il poeta come il collega Salzone, come "Fédération Autonomiste" sposiamo la concretezza, che per noi vuol dire soluzione ai problemi, soluzione non ottimale forse, ma comunque è una soluzione ad un problema. È proprio perché sposiamo la concretezza che ci rendiamo conto che questa è una relazione che la Commissione ha approfondito in modo dettagliato e dopo tale lungo approfondimento la Commissione ritiene di condividere il progetto presentato dall'ARER, che deve proseguire attraverso lo strumento operativo della DIA per fornire le migliori soluzioni possibili. Una Commissione, dopo aver fatto un lavoro approfondito, quindi approva e dà un giudizio positivo alla soluzione. Abbiamo tutta una serie di documenti che vanno in questa direzione: la lettera della Sovrintendenza del 24 novembre 2005, la mozione del Consiglio comunale del 21 dicembre 2005, che invita il Sindaco a sollecitare l'ARER a portare a compimento il recupero dei minialloggi dell'ex "Casa Gagliardi" e ad attivare un tavolo di concertazione con l'azienda per usare sinergie dei 2 enti, l'approvazione del 24 marzo 2006 da parte della Giunta regionale con propria deliberazione, n. 838. Giunti a questo punto dopo anni ed anni durante i quali diversi consessi - Giunta regionale e Consiglio comunale di Aosta - si sono espressi a favore di una soluzione, dico che chi non è d'accordo su questo intervento fa un puro esercizio dialettico. Come "Fédération" dichiariamo di essere favorevoli a tale intervento e fin da subito dichiariamo il voto contrario alla risoluzione presentata.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Intanto mi permetto di fare un piccolo rimprovero a chi ha stilato tale documento, perché questo non è il recupero dell'ex "Casa Gagliardi", dispiace dover dare una brutta notizia, ma questo è il programma di recupero della clinica di Aosta, ex clinica, ma sicuramente clinica per molti più anni di quanto non sia stata "Casa Gagliardi". Non dico di tornare a parlare di Piazza della Repubblica come il "plot", quello forse è troppo vecchio, però la clinica ce la ricordiamo anche noi che siamo relativamente più giovani, ci operava il padre dell'attuale Primario di Chirurgia, dr. Parini, e ancora Farinei, c'erano delle personalità di Aosta che ci andavano, quindi è un'istituzione e un percorso storico della nostra città che non si può liquidare come ex "Casa Gagliardi". Chiederei intanto all'ARER di fare "ex clinica"... che sarebbe già un bel passo avanti.
Secondo passaggio: questa è la prima deliberazione poetica che vengo ad affrontare in questo Consiglio, perché nel testo che avete distribuito è citata una frase di Carlo Maria Martini, credo che si riferisca all'Arcivescovo di Milano, che dice: "vi torna..." - sottinteso: a casa - "... o aspira a tornarvi, perché la casa esprime in un modo o nell'altro la vita della persona".
Credo siano parole che non possono che essere condivise da tutti, compreso il collega Salzone che, anche se di tradizioni repubblicano laiche, non può non apprezzare parole così giuste e centrate su un valore fondamentale della vita umana, come sono state ben illustrate da Carlo Maria Martini. Consentitemi però di evidenziare qualche piccola contraddizione in questo procedimento. In tale testo distribuito a colori si parla seriamente, senza neanche vergognarsi, di un bando comunale per l'assegnazione di alloggi ERP del 2001, ossia da 6 anni non si fa più un bando per l'ERP. Tutto il resto dopo un'osservazione di questo tipo è "carta da buttare", perché se qualcuno pensa che fotografando il 2001 si possano risolvere i problemi del 2007, credo debba cambiare mestiere! Lo dico perché nel 2001 il Presidente del Consiglio era Amato, era un Governo dell'"Ulivo", Folena era il Coordinatore dei "DS", Giovanni Paolo II un mai abbastanza rimpianto Papa e la "Juventus" vinceva - sembrava allora - i campionati. Oggi il mondo è un po' diverso, il Presidente del Consiglio è di una seconda generazione, ossia il Governo è tornato all'unione di Centro-Sinistra dopo 5 anni di Centro-Destra, Folena è un Senatore di "Rifondazione Comunista" e il "PDS" non c'è più perché appartiene ai "DS", il Papa è Ratzinger e la "Juventus" è in serie B... e i Socialisti "galleggiano" sempre, questo è vero! Abbiate pazienza, credo che qui si possa anche prendere l'occasione, al di là di quello che si pensa sulla "Casa Gagliardi"... che c'è da fare una riflessione sul fatto che bisogna darsi una mossa su questi temi dell'ERP, anziani o non anziani... è una vergogna che dal 2001 ad oggi non sia stato fatto il nuovo bando di concorso!
Secondo tema, legato strettamente a questo, è la tipologia di costruzione. Non posso che non essere d'accordo con quanto evidenziato dai colleghi Ferraris e Fontana e da quelli che si sono recati sul luogo che non è una struttura adeguata al 100% al progetto come era stato previsto, soprattutto le parti più scure del sottotetto diventa difficile adattarle a residenza per persone anziane. Per quanto riguarda le soluzioni che mi sembra stiano emergendo, da un lato si dice che sono degli "appartamenti tampone"... e qui è chiaro che, se uno è per strada, quei 20 metri quadri sono sempre meglio che stare per strada: questa è una delle motivazioni che do al collega Salzone per dire che è meglio di niente, ma credo si possa invitare l'ARER ad utilizzare questi come passaggi prima di arrivare a delle case più definitive, perché questi possono svolgere un ruolo per 1 o 2 anni, temporaneo. Secondo punto di vista è che se questo può essere riconosciuto per gli anziani per quanto riguarda il primo piano, più luminoso, con altezze giuste... per quanto riguarda i sottotetti, forse sarebbe meglio andare incontro a un'altra esigenza, ben illustrata dal Presidente della Regione nell'apertura dell'anno accademico: quella di riservare qualche posto a disposizione dell'Università, sia per la foresteria del prof. Ferrari che viene da Roma e che ha una certa età, per il quale aggirarsi per l'aeroporto non è il massimo, sia per degli studenti fuori sede che potrebbero utilizzare 3 o 4 alloggi che lì ci sono. Penso che queste siano delle indicazioni generali, i tecnici sapranno fare meglio di me, quindi è solo una suggestione che mi sembra sia già emersa nei lavori di Commissione e non vado oltre. Mi chiedo però - in tale senso credo che il collega Salzone non abbia sbagliato a porre una serie di interrogativi - se questa sia la strada giusta. Ritengo che l'ARER dovrebbe andare più spesso in tribunale, ma non a comprare degli enormi immobili che diventano di nuovo un problema di gestione... di mettere tutti insieme i casi sociali, ma semplicemente comprare un appartamento qua e là su un territorio, andando a comprare quegli appartamenti che corrispondono per dimensioni alle caratteristiche che servono. Credo che questa sia la strada, piuttosto che fare i casermoni da 80 alloggi o i grattacieli e tutte le storie che conosciamo.
Secondo me, quindi, è stato già fatto un errore di impostazione generale e credo che, da questo punto di vista, sia necessario fare un'ampia riflessione sulla gestione delle case popolari e sull'avviare dei grandi progetti sia in collaborazione con i proprietari, sia di acquisizione, ma di appartamenti su tutto il territorio regionale, perché la domanda di casa è su tutto il territorio regionale ed è ben evidenziato da quel meccanismo, il quale è un surrogato dei bandi dell'edilizia popolare, che è la richiesta di contributi per l'affitto, l'Assessore competente sa benissimo che stanno aumentando molto ed è una fascia che è appena sopra a quella delle case popolari, ma credo sia gente che fa il "salto", che rischia di tornare in giù. Di fronte a questa domanda, che sta crescendo, credo che una politica più aggressiva e di iniziativa che sappia anche superare il classico schema: la casa popolare è il palazzone di periferia vicino all'autostrada o alla statale... ritengo che questa sia una cosa da fare in fretta, perché le esigenze ci sono e stanno crescendo.
Termino annunciando il voto favorevole a questo provvedimento e il voto di astensione sulla risoluzione degli amici del gruppo "Arcobaleno" per un'unica vera grande motivazione, ne parlavamo prima con la collega Fontana e dicevamo: "purtroppo oggi ci sono delle persone che vivono in condizioni che sono ben peggiori di quelle della Casa Gagliardi". Vi vorrei solo suggerire di passare dal voltino della Cogne, andando verso il quartiere Dora c'è un parcheggio di auto, alcune abbandonate da anni, ma che il Comune non si preoccupa di togliere, vedrete un camper, ma anche in altri parcheggi di Aosta ci sono dei camper, ora quel camper lì è da anni che è lì dentro ed è di una persona che lavora alla "Cogne" e che vive in camper e non sono anziani, ma adesso sto parlando del problema della casa più in generale. Ci sono anziani che vivono ancora in case senza riscaldamento centralizzato, perfino nel quartiere Cogne non c'è ancora dappertutto il riscaldamento centralizzato, quindi, di fronte a questa situazione di particolare disagio, non si può far altro che dare un parere positivo. Rimangono tutti gli interrogativi di cui prima, per cui è evidente che d'ora in poi bisognerebbe lavorare con una diversa andatura e diversi obiettivi da raggiungere.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Ci sono stati una serie di interventi molto stimolanti, seri, meno seri, faceti, ma tutti costruttivi. Comincio con il ringraziare sentitamente tutti i membri della III Commissione e tutti coloro che hanno portato il loro contributo nelle audizioni, per dare onestamente il loro giudizio su questa operazione. Dico "onestamente" perché mi pare di cogliere nelle critiche che sono state espresse molta sincerità, nessuno ha detto che questa era un'operazione risolutiva o si sia voluto mascherare chissà cosa, ma tutti hanno espresso delle criticità come d'altra parte era giusto. Se cominciamo con il gioco non dico delle parti, ma delle interpretazioni soggettive della realtà, è chiaro che per l'amico Caracciolo il sottotetto era molto alto, l'Assessore Marguerettaz no, perché lo avrebbe ritenuto idoneo ad asciugare i prosciutti, lui ha questa visione dei sottotetti... Ho fatto anch'io un sogno che riguardava il Consigliere Venturella nel sottotetto, ho sognato che il Consigliere Venturella era con un cacciatore e facevano quel giochino che si faceva ai tempi dell'università che andava sotto il nome di... ve lo ricordate, chi ha fatto i tempi della goliardia dovrebbe sapere cosa vuol dire.
Per quanto riguarda i loculi, voglio ricordare che la definizione di loculo attribuita ad un edificio credo sia stata fatta in questo Consiglio riferendosi alle costruzioni di Pila. Quando nacque Pila, qualcuno disse: "quello è un loculario"; allora se va bene per delle zone turistiche come quelle, figuriamoci per questi alloggi!
Vede, Consigliere Salzone, le voglio assicurare che il suo sogno diventerà realtà, perché lei all'inferno ci andrà di sicuro. Una premessa c'è per andare all'inferno: quella di avere peccato molto - potremmo darci la mano, ci troveremo nello stesso girone - in questa circostanza, perché può darsi che sia non ottimale la soluzione che è proposta, ma l'alternativa sua qual era? Era quella di darsi un enorme ufficio, con un direttore megalattico che era lei in quella occasione, con poltrone e vasche da massaggi...
(interruzione del Consigliere Salzone, fuori microfono)
... dico questo perché lei voleva farci la sede dell'ARER. Sa cosa ha detto il Direttore dell'ARER? Che la sede attuale era più che sufficiente! Lei allora avrebbe fatto una cosa assolutamente inutile e come tale più censurabile che non fare uno sforzo per dare degli alloggi, sia pure per dare delle risposte temporanee a chi è veramente in una situazione drammatica abitativa, perché andare a speculare su questo è un peccato molto grave. Lei ha fatto un piagnisteo da libro "Cuore", ma non ci ha convinti, non abbiamo pianto, ho ritenuto più convincente l'intervento del Consigliere Ottoz stamattina che era sentito, il suo era "epatico", "gastrico" sicuramente, ma non cordiale, il cuore non c'entrava proprio niente, era soltanto per mettere del "fumo"!
Guardi, io le posso assicurare che i suoi scrupoli furono i nostri scrupoli, ci sono delle vostre lettere con le quali abbiamo sollecitato l'ARER a verificare se c'era dell'interesse da parte degli anziani a vivere in queste condizioni, sia pure in una fase transitoria, e la risposta è stata affermativa. Guardi, è scritto testualmente: "sarebbe utile verificare presso gli anziani quale sia il loro reale gradimento circa la possibilità di abitare in alloggi di dimensioni particolarmente ridotte", è stato scritto. Abbiamo chiesto di verificare la liceità dell'intervento, ci è stato garantito di sì. Si può dire di tutto di più, non abbiamo dato la risposta migliore, ma con quell'edificio in quelle condizioni per dare una risposta in tempi utili quello che abbiamo fatto è la cosa migliore che si potesse fare. Posso dare alcune rassicurazioni. Riprendo quello che ha detto l'arch. Benzoni, gli ascensori ci sono, quella non è più una barriera, al più si tratta di fare una rampa, cosa che sarà possibile perché ci siamo detti che in sede di progetto esecutivo l'avremmo realizzata.
Prima di chiudere volevo dire 2 cose. Non bisogna domandare ai nostri genitori se starebbero bene lì, che è sul genere patetico. Provi a fare la domanda a quei figli che se ne fregano dei genitori e che li hanno perfino sbattuti fuori di casa! È la stessa cosa, perché proprio lei che si è occupato di emergenza abitativa sa bene che di questi casi ce ne sono! Voglio dire un'ultima cosa; abbiamo in prospettiva di fare degli alloggi in accordo con l'ARER che dovrebbero essere il secondo passaggio, ossia fare degli alloggi che siano a misura di anziano, perché finora la risposta agli anziani sa perché non è stata data? Perché c'erano degli alloggi che erano troppo grandi, o perché mancavano gli ascensori, insomma c'era sempre una motivazione. Non ultimo, abbiamo fatto l'esperienza di Verrès, dove abbiamo fatto degli alloggi per anziani che adesso dobbiamo destinare ad altre persone perché non c'è domanda, contrariamente a quanto succede ad Aosta, quindi non si possono fare delle generalizzazioni, perché ci sono delle dinamiche tutte particolari. Cosa cercheremo di fare adesso? Già in questi alloggi ERP ce ne sono alcuni più piccoli per dare una risposta gli anziani. Negli 80 alloggi del quartiere Cogne, che sono iniziati nel 2004 e che sono fermi tuttora, perché la Sovrintendenza ha voluto fare le "furie"... è previsto di destinare un certo numero di alloggi... questa è la cosa.
Voglio in conclusione fare una considerazione: proprio oggi abbiamo insediato questo gruppo di lavoro per l'emergenza abitativa, che toccherà a lei, collega Salzone, presiedere, quindi potrà dimostrarci quanto è bravo proponendoci delle soluzioni che saranno risolutive e che daranno anche più luce al futuro della casa di tali anziani; la ringrazio fin d'ora della collaborazione.
Esprimo da parte della Giunta e della maggioranza il voto contrario alla risoluzione e mi compiaccio ancora per il lavoro fatto dalla III Commissione.
Presidente - Posso chiudere la discussione generale? La discussione generale è chiusa. Ricordo che si voterà prima la risoluzione, dopodiché vi sarà la presa d'atto della relazione della III Commissione.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Volevo rassicurare il collega Salzone che vigilerò sulla questione, anche se devo dire che, quando si usa il termine "loculo", devo precisare che in questo momento c'è chi dorme nei loculi, ossia in un cimitero della Valle al mattino è stata vista una persona che usciva da un loculo, che aveva trasformato in un proprio... non è uno scherzo, è una cosa vera, nel senso che chiunque faccia attività politica sa che oggi esistono delle situazioni così. Non è una barzelletta come quelle che raccontava sui morti Beppino Camandona, tutti noi abbiamo in mente 2 o 3 episodi particolarmente raccapriccianti, ma divertenti. Attorno all'ex clinica c'è una vaga aria da casa della "famiglia Addams", per cui non sempre ha portato bene, non posso dire altro, ma che vi sia una roba tipo Tutankhamon... però, ciò detto, credo che - immaginando al di là dei toni che hanno animato il dibattito - nel dibattito sia emerso quale possa essere il destino finale. Stiamo ragionando per delle case adatte per degli studentati e sappiamo che gli studentati hanno meno esigenze, ma questa può essere la prospettiva immediatamente successiva; fra l'altro, sappiamo che se ci riusciremo, forse fra 10 anni la città di Aosta sarà una città più studentesca di oggi.
Credo per l'esperienza che ho accumulato in questi anni che, se oggi una persona anziana deve scegliere fra un piccolissimo appartamento e una stanza di albergo, forse in una fase transitoria può preferire quello. Ritengo anch'io che in prospettiva bisognerà sforzarsi di fare delle case adatte per anziani - lo dice una persona che ha un papà di 84 anni che comincia ad avere difficoltà di muoversi all'interno di casa sua - e questo è un impegno che sicuramente dobbiamo mantenere.
Presidente - La parola al Consigliere Viérin Marco, per dichiarazione di voto sulla risoluzione.
Viérin M. (SA) - Intanto per essere chiari fino in fondo su questo argomento, il ragionamento che vogliamo fare è molto semplice. Il discorso delle opportunità: credo che il Consigliere Salzone abbia detto in maniera chiara che è meglio che niente, ma le opportunità sono cose diverse, perché, quando sento parlare di opportunità e dire che non ci sono più anziani e, se non ci sono più anziani, le utilizzeremo per gli studenti... ma cosa facciamo? Spendiamo oggi 200 milioni di vecchie lire escluso l'acquisto per ogni alloggio per rifarli da qui a 2 anni? Oppure dovremo fare il passaggio che la Regione dovrà comprare dall'ARER per destinarli agli studenti? Perché non credo che l'ARER possa destinarli agli studenti direttamente. Quello che dico è che su questa questione il nostro movimento ha fatto un'analisi profonda, che abbiamo espresso in Commissione e oggi qui, è un'analisi che andava fatta per onestà intellettuale; quindi certe affermazioni successive credo siano state molto gratuite, anche perché fin dall'inizio abbiamo detto che questo argomento doveva essere al di sopra delle parti, maggioranza ed opposizione. Oltretutto tale atto mi risulta che non debba essere votato, perché è una presa d'atto.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione presentata dal gruppo "Arcobaleno", il cui testo recita:
Risoluzione
Il Consiglio regionale
Analizzato il progetto di manutenzione straordinaria e recupero dell'ex "Casa Gagliardi" da destinare ad edificio di Edilizia Residenziale Pubblica per la locazione a nuclei anziani autosufficienti;
Constatato che la superficie utile della quasi totalità degli alloggi risulta essere ben al di sotto dei limiti stabiliti dalle normative vigenti in materia di Edilizia Residenziale Pubblica;
Considerato inoltre che la disposizione degli spazi interni degli alloggi risulta essere oltremodo penalizzante per i futuri assegnatari per dimensione dei locali, altezza dei vani e presenza di numerose riseghe;
Preso atto che le barriere architettoniche risultano essere abbattute solo ed esclusivamente per gli accessi dall'esterno;
Appreso che la scelta di realizzare un numero elevato di mini-alloggi con una manutenzione straordinaria sembrerebbe essere essenzialmente legata al tempo tecnico per il rilascio della concessione edilizia da parte del Comune di Aosta che parrebbe essere superiore di 4-6 mesi a quello necessario per la Dichiarazione di Inizio Attività;
Ritenuto inoltre velleitario ipotizzare che la sistemazione dei nuclei anziani autosufficienti sia temporanea, in attesa che nuove realizzazioni di alloggi ERP siano concretizzate trasformando così "Casa Gagliardi" in Residence per studenti e docenti universitari, proprio in virtù dell'aumento nella realtà valdostana del bisogno di abitazione da parte di persone anziane;
Impegna
Il governo regionale a richiedere all'ARER la rielaborazione del progetto di recupero dell'ex "Casa Gagliardi", in modo che la superficie minima degli alloggi sia in linea con le normative vigenti e che siano abbattute in modo completo, sia all'esterno che all'interno dell'edificio, le barriere architettoniche.
F.to: Venturella - Squarzino Secondina - Bortot
Consiglieri presenti: 28
Votanti e favorevoli: 3
Astenuti: 25 (Borre, Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Ferraris, Fey, Fiou, Fontana Carmela, Fosson, Frassy, Isabellon, Lattanzi, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Ottoz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Sandri, Tibaldi, Viérin Adriana, Viérin Laurent)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Il Consiglio prende atto della relazione della III Commissione consiliare permanente sulla destinazione dell'immobile sito in Via Saint-Martin de Corléans denominato "ex Clinica Casa Gagliardi", e programmi futuri dell'ARER.
Il Consiglio
Premesso che, in relazione al dibattito consiliare svoltosi in data 6 ottobre 2006 sulla mozione recante "Verifica della funzionalità della destinazione di immobili di proprietà dell'Arer", la III Commissione consiliare permanente ha effettuato delle audizioni finalizzate a verificare la funzionalità operativa del recupero dell'ex Clinica Casa Gagliardi e a conoscere i programmi e i progetti dell'Arer in materia di edilizia residenziale pubblica;
Considerato che la III Commissione consiliare ha ultimato i propri lavori con l'approvazione, a maggioranza, di una relazione;
Visto che il Presidente della Commissione, con nota del 2 marzo 2007, ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio la relazione in questione, con la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno di una prossima adunanza consiliare;
prende atto
della relazione della III Commissione consiliare permanente sulla destinazione dell'immobile sito in via Saint-Martin de Corléans denominato ex Clinica Casa Gagliardi, e programmi futuri dell'Arer.
Allegato
(Omissis)
Presidente - Ricordo che la Conferenza dei Capigruppo è convocata alle ore 8,45 di domattina.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 22,15.
