Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2599 del 4 aprile 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2599/XII - Cause degli inquinamenti da metalli pesanti registratisi nel letto della Dora Baltea. (Interrogazione)

Interrogazione

Venuto a conoscenza che alcune trote fario, trovate morte il 9 febbraio scorso nel letto della Dora Baltea, nel tratto vicino alla Croix Noire, sono state asfissiate da ferro, mentre nelle sabbie della stessa zona sono stati trovati metalli pesanti e idrocarburi pesanti, questi ultimi verosimilmente provenienti da un accumulo in una concavità della fiume;

Sottolineato che nel tratto centrale della Dora il temolo, malgrado ripetute immissioni, non riesce a sopravvivere e quindi non è più spontaneamente presente;

Evidenziato come tali indicatori biologici siano segnali allarmanti per la salute dei cittadini, oltre che per l'intera biosfera;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore competente per conoscere:

1) quali siano le cause degli inquinamenti da ferro, metalli pesanti (cromo, ecc...) idrocarburi pesanti riscontrati nel letto della Dora;

2) quali analisi siano state fatte dal punto di vista fisico, chimico e biologico negli ultimi anni, per valutare lo stato di salute della Dora;

3) se siano stati fatti accertamenti sull'impermeabilizzazione e sull'integrità dei depositi, di scorie e di altri materiali provenienti dell'attività della vecchia Nazionale Cogne, posti di poco a monte del tratto del fiume in questione;

4) se siano state avviate cautele giudiziarie a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini da parte dell'Amministrazione regionale.

F.to: Sandri

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Innanzitutto devo ricordare che i quesiti contenuti nell'interrogazione si riferiscono ad un episodio che è attualmente all'attenzione della Magistratura, che dovrà esprimere le proprie determinazioni e individuare le cause e le responsabilità di quanto accaduto. Rispetto al primo quesito non ho quindi una risposta definitiva. Devo comunque rilevare che, al momento, non si ravvisano segnali di allarmi per la salute pubblica, in quanto trattasi di eventi sporadici che interessano un tratto di corso d'acqua non interessato da alcun prelievo per scopi umani. Concordo invece sul fatto che sono dei segnali sui quali va posta molta attenzione, in quanto manifestano uno stato di sofferenza per l'ecosistema fluviale, la cui tutela e riqualificazione sono stati posti come obiettivi fondamentali del Piano regionale di tutela delle acque, unico piano a livello nazionale che prevede questo obiettivo, anticipando l'impostazione della direttiva europea 2000/60 sulle acque.

Con riferimento al secondo quesito segnalo come le attività di monitoraggio della qualità delle acque superficiali regionali effettuate ai sensi del decreto legislativo n. 152/1999 si effettuino su 11 stazioni lungo il corso della Dora Baltea, contro le 2 previste dallo stesso decreto. Quella più prossima è al Ponte di Saint-Marcel. La scelta di questa località discende dalla necessità di mediare l'impatto puntuale dovuto alle immissioni degli scarichi di Aosta, industriali - non solo quelli della "CAS" - e civili - il Depuratore Consortile -, nonché l'effetto di diluizione locale dovuto alla confluenza dei torrenti Buthier, Comboé, du Château e Arpisson: ciò in accordo a quanto richiesto dalla normativa, che mira ad assicurare il monitoraggio del corpo idrico, e non di situazioni puntuali. Tutte le analisi effettuate negli ultimi anni pongono il tratto considerato alternativamente tra il "buono" e "sufficiente", conforme in ogni caso agli obbiettivi di qualità previsti per il 2008 dal decreto. I campionamenti sono mensili per i parametri chimico-microbiologici e quadrimestrali per quelli biologici, conformemente alle indicazioni date dall'Assessorato. In aggiunta a questo programma di monitoraggio delle acque superficiali e in relazione alla segnalata moria di trote, l'ARPA ha attivato, ad inizio marzo, un programma di campionamento delle acque della Dora Baltea a monte e a valle dello scarico della "CAS", attualmente con frequenza settimanale, mirato ad individuare la presenza di fluoruri e di metalli (cromo, ferro, nichel, manganese, alluminio). I punti aggiuntivi si trovano in località Pont-Suaz e a valle dello scarico della "Cogne", immediatamente a monte della confluenza con il torrente Buthier; infine, in corrispondenza del Quartiere Dora. I risultati di tali analisi saranno quindi oggetto di approfondito esame, mano a mano che saranno resi disponibili.

Rispetto al terzo quesito, le aree oggetto di interventi di impermeabilizzazione, faccio presente che il "capping", realizzato nell'ambito degli interventi di recupero delle aree dismesse della "Cogne", è sotto la custodia e il controllo di "Vallée d'Aoste Structure". Ad oggi non si hanno segnalazioni di avvenimenti tali da far ipotizzare fenomeni di inquinamento provenienti da falle nel "capping". Lo studio approfondito della falda di Aosta in corso di esecuzione sta comunque valutando lo stato di vulnerabilità della falda stessa e verificando dell'efficacia delle operazioni di messa in sicurezza.

Rispetto al quarto quesito, in attesa che siano completate le indagini giudiziarie, si ritiene che le azioni di monitoraggio chimico-fisico delle acque attivate dall'ARPA e dell'ittiofauna, nonché la chiusura della pesca nel tratto di Dora Baltea interessato dalla moria - precisamente dal ponte dell'autostrada ad arrivare fino a questa zona -, siano le uniche iniziative adottabili in questo momento a tutela della salute e dell'ecosistema.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Ringrazio l'Assessore per l'impostazione che ha voluto dare alla risposta di estrema cautela. Mi sembra che però si possono fare alcune considerazioni in più rispetto a quello che ha detto, perché la cautela va bene, ma dire quasi niente non è il massimo!

È evidente che la tipologia di inquinamento che è stata riscontrata, metalli pesanti in particolare, non è che viene da chissà cosa, ma è profondamente possibile ipotizzabile che venga da sfondamenti dell'impermeabilizzazione dell'integrità dei depositi "Vallée d'Aoste Structure" sui vecchi rimasugli che c'erano della "Nazionale Cogne". Su questo punto, al di là di quello che si sta facendo, che è bene, cioè il monitoraggio per poi avere i dati dall'ARPA - e quando ce li avrà, gli chiedo se ce li può far avere - è un dato essenziale, credo che una di quelle grandi opere - che sarebbe opportuno fare in fretta, che renderebbero la nostra regione sicuramente all'avanguardia - è che quei depositi devono essere eliminati. Credo che sia una cosa costosissima, molto complessa, ma se vogliamo dare sicurezza ai cittadini del Quartiere Dora, a chi utilizza le acque della Dora Baltea e se vogliamo mettere in sicurezza le falde acquifere quei depositi devono essere eliminati e, fino a quando non sono eliminati, bisogna che il "VIA" di qualunque opera in quell'area sia bloccato, perché lì c'è una "bomba ecologica", come dimostra questa moria che sta rischiando di saltare. All'epoca in cui fu fatta forse non c'erano i mezzi per portare via tutte queste scorie riciclarle e trattarle come rifiuti speciali; oggi credo che ci sia una maggiore tecnologia e maggiori capacità finanziarie, per cui una bonifica non nel senso di mettere sotto il tappeto, come si è fatto adesso, ma di togliere tutti gli inquinanti dall'area "Cogne", credo sia indispensabile.

Da questo punto di vista penso che l'Assessorato all'ambiente, che fino adesso ha dimostrato tanta attenzione, potrebbe prevedere un piano straordinario e, se c'è da fare qualche rinuncia su qualche altro settore di intervento dell'Amministrazione... questi, credo, siano soldi molto ben spesi per la sicurezza dei cittadini!