Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2578 del 21 marzo 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2578/XII - Ampliamento delle zone per l'esercizio dell'attività dell'Eliski. (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto della volontà della Giunta regionale di modificare la legge che disciplina l'attività dell'eliski ampliandone l'arco temporale (da 6 a 9 ore) e il periodo (anticipandolo dal 10 gennaio al 20 dicembre) per consentire agli operatori d'organizzare in modo più flessibile e redditizio le attività di volo alpino;

Appreso dagli organi di stampa che il Comune di Saint Rhémy-en-Bosses ha richiesto all'Amministrazione regionale la modifica dell'allegato A della L.R. n. 15 del 4 marzo 1988 attraverso l'inserimento di un nuovo comprensorio comprendente 5 aviosuperfici;

Considerato che tale attività (redditizia nel breve periodo ma in antitesi con lo sviluppo sostenibile dell'ambiente alpino) avvicina un tipo particolare di clientela - facoltosa ma non sicuramente rispettosa dei ritmi della montagna - e allontana chi nell'attività di sci-alpinismo o sci-escursionismo trova silenzio, prova fatica e assapora l'unicità della discesa;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) gli intendimenti del Governo regionale sulla richiesta di aumentare da 7 a 8 il numero dei comprensori e da 47 a 52 le già numerose zone per l'esercizio dell'attività di trasporto sciatori;

2) il numero di atterraggi e decolli autorizzati nei 7 comprensori individuati dalla legge regionale 15/1988;

3) il numero di ore di volo totali ripartite per comprensorio;

4) quanti controlli e quante sanzioni sono state eseguite dal Corpo Forestale della Valle d'Aosta e se, a tutt'oggi, siano state segnalate problematiche nell'applicazione della legge sull'attività di volo alpino.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Alcuni sfortunati incroci di tempo, assenze reciproche oppure accordi con la maggioranza, hanno allontanato la possibilità di un confronto con l'Assessore Pastoret su questa faccenda, ma poco importa. Dispiace solo che oggi vi è anche la discussione del disegno di legge n. 49, al cui articolo 32 vi è proprio questa volontà da parte della Giunta di modificare la legge sull'eliski.

Per illustrare partirei da ciò che abbiamo attualmente in Valle, cioè com'è regolamentata l'attività dell'eliski.

Abbiamo la legge regionale n. 15/1988 che regolamenta l'attività dell'eliski. Una piccola puntualizzazione: l'ho fatta già in commissione, ma vorrei che rimanesse agli atti il fatto che esiste un piccolo problema dal punto di vista di tecnica legislativa, in quanto, Assessore, questa legge regionale pubblicata sul bollettino ufficiale, per una modificazione di una omnibus intervenuta dopo, mi pare nell'anno 2000, sono stati modificati gli allegati. Ricordo che gli allegati rappresentano il mero elenco delle zone di atterraggio e di recupero consentite dalla legge regionale, per cui abbiamo questo caso: se chiedo non solo come Consigliere regionale ma come semplice cittadino, in forza dell'ex articolo non ricordo quale della trasparenza degli atti amministrativi, qual è la legge vigente sull'attività dell'eliski, mi esce il testo storico ma non esce l'allegato. Io, cioè, non riesco attraverso la ricerca di archivio normale a capire quali sono effettivamente le zone di recupero e di atterraggio che sono comprese nell'allegato 1 di questa legge. Solo dopo una ricerca d'archivio attraverso le deliberazioni di Giunta, riesco a capire quali sono le zone di atterraggio e decollo degli elicotteri utilizzati ai fini dell'eliski. Questo è un problema che espongo qua in Consiglio regionale, perché una riflessione su questo deve essere fatta.

Veniamo a ciò che è tutt'ora, cioè questa legge regolamenta in modo preciso le zone di atterraggio e di recupero, le ore, la durata, il periodo. Sappiamo, non solo dagli organi di stampa, perché vi è stata una proposta ufficiale dal punto di vista della procedura amministrativa, che il Consiglio comunale di Saint-Rhémy-en-Bosses ha avanzato, dettagliando i punti di atterraggio e di recupero, una proposta di allargamento cioè una modifica dell'allegato A della legge n. 15. Vogliamo conoscere alcuni dati: sugli atterraggi, sui decolli autorizzati nei sette comprensori individuati dalla legge, il numero di ore di volo, se vi sono stati controlli e sanzioni da parte del corpo forestale, ma soprattutto se ne avete discusso in Giunta (come ritengo probabile) quali sono gli intendimenti rispetto a questa precisa richiesta del comune di Saint-Rhémy-en-Bosses.

Credo che noi tutti ci stiamo rendendo conto che dopo la presentazione del rapporto sul cambiamento climatico, ormai la realtà è che con le previsioni più ottimistiche nei prossimi 40 anni circa avremo la scomparsa totale dell'80% dei ghiacciai alpini. Credo che 40 anni siano 8 legislature...

(commenti di alcuni Consiglieri e del Presidente della Regione, fuori microfono)

...Presidente Caveri, la rotazione non vuol dire ruotare sulla sedia, la rotazione vuol dire alzarsi, andarsene e eventualmente ritornare.

Di fronte a questa prospettiva, che è ormai assodata, non credo che si possa pensare di rispondere, ad esempio al cambiamento climatico in atto, allargando il periodo e la durata dell'eliski, pensando di andare sempre più in alto con gli impianti di risalita, pensando di ampliare l'innevamento artificiale, perché si induce una illusione, quella di poter fermare il cambiamento climatico, quella di poter fermare una emorragia importante con un cerottino. Credo che una risposta che sia sostenibile economicamente, dal punto di vista ambientale ed ecologico, debba andare al di là di ciò che leggiamo, ascoltiamo in questa sede ma anche in altre iniziative di altri enti locali o sui nostri quotidiani e settimanali.

So che il reperimento dei dati è stato complicato e si sono spese un po' di energie, comunque restiamo in attesa della risposta dell'Assessore Pastoret.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.

Pastoret (UV) - Tout d'abord qu'il me soit permis de remercier M. Venturella pour avoir patienté quant à cette initiative. La raison c'était que certaines données devaient nous parvenir de l'extérieur de l'administration et que nous ne pouvions pas dans les délais souhaités les avoir disponibles.

Le problème des annexes, c'est une observation par rapport à laquelle j'ai déjà exprimé en commission mon avis, quant au fait que c'est un problème général qui concerne les annexes et non pas une volonté de cacher pour cet aspect des éléments de caractère particulier.

C'est un problème correct à poser, parce que dans le cadre non pas de la transparence mais de la facilitation de l'accès aux actes de la part des citoyens, c'est quelque chose à prendre en charge.

Nous discuterons par la suite des problèmes liés aux changements climatiques, mais tout d'abord je voudrais raconter une petite anecdote.

Une fois un géographe parlait du passé de cette région, du Duché d'Aoste et on mélangeait la géographie avec l'histoire, ce débat se tenait face à des hommes politiques (qui ne sont pas présents dans cette salle, parce qu'ils appartenaient à une autre génération). On racontait cette anecdote par rapport à laquelle les ducs de Savoie, lorsqu'il venaient en Vallée d'Aoste, soit quand la capitale était à Chambéry soit quand la capitale était à Turin, ils avaient l'habitude d'y venir, s'ils venaient en paix, en passant par le col du Petit-Saint-Bernard. A un certain point un élu de cette assemblée demanda au rapporteur: comment faisaient-ils à passer au col du Petit-Saint-Bernard avec les chariots et tout en plein hiver? Faute de connaissance, parce qu'à l'époque (il y a quelques siècles) le col du Petit Saint-Bernard pouvait être parcouru au cours de toute l'année.

Cela pour dire que les changements climatiques recourent dans la vie des hommes.

Aujourd'hui il me semble qu'il y a une sorte de préoccupation, qui déborde un peu dans un excès d'emphase par rapport à ce problème. Il est un problème réel et que nous devons nous poser, mais ce n'est pas seulement une question de caractère philosophique: c'est aussi un problème de caractère structurel. Vous savez très bien que pour les problèmes de caractère structurel les économies, les fonctionnements, les réalités doivent petit à petit se mettre en place pour trouver des solutions alternatives.

Je le dis, donc, maintenant: on ne pourra pas prétendre qu'aujourd'hui, au-delà de savoir qu'un problème existe, de s'en occuper, d'essayer de l'étudier, qu'on puisse brutalement modifier totalement nos habitudes dans l'immédiat.

Tout cela dit - pour revenir à l'interpellation que vous présentez - on n'a pas parlé de ça en séance du Gouvernement. Je signale que les informations des journaux ne sont pas des délibérations. Jusqu'au moment où elles n'arrivent pas formellement sur notre table, elles restent des intentions que nous pouvons partager au point de vue philosophique, mais auxquelles nous ne sommes pas tenus à donner des réponses au point de vue administratif.

Cela dit, l'Administration régionale n'a pas l'intention de modifier le nombre des domaines existant pour ce qui est de la pratique de l'héliski. Nous pourrions examiner la possibilité de remplacer des zones autorisées par d'autres, mais ce n'est pas un problème de les augmenter. Vous vous donnez déjà la réponse que moi je ne vous ai pas encore donnée, parce que je vous dis que c'est une possibilité et les possibilités ne sont pas des certitudes jusqu'au moment où...

Cela dit, celle-ci est la seule possibilité qui pourrait être envisagée, parce qu'il n'y a aucune intention d'aller modifier les actuels domaines existant pour ce qui est de la pratique de l'héliski.

Vous nous avez demandé des données, voilà pourquoi nous avons si tant tardé à vous donner cette réponse, parce que c'étaient des données qu'on devait nous fournir.

Les communes concernées nous ont communiqué les données relatives à 2006, parce que c'est ça dont vous avez besoin. La Thuile a eu 560 rotations, Courmayeur 300, sur Valgrisenche Arvier il y a eu le plus grand nombre de rotations, 1.045, Ayas 120 rotations, Gressoney-La-Trinité 300, Valtournenche 150, Ollomont et Doues 0.

Quant au nombre d'heures de vols pour chaque domaine skiable, les données quant à 2006 sont les suivantes: La Thuile 85 heures hormis les déplacements, Courmayeur 50 hormis les déplacements, Valgrisenche et Arvier 157 au total, Ayas 30 heures, Gressoney-La-Trinité 45 heures, Valtournenche 100 heures, Ollomont et Doues 0.

Quant au dernier point, ce sera M. Isabellon qui va vous fournir les données quant à l'activité du corps forestier.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Le dernier point: combien de contrôles ont-ils été effectués et combien de sanctions ont-elles été prises par le corps forestier de la Vallée d'Aoste, quels problèmes ont-ils rencontré quant à l'application de la loi sur les vols alpins. Il faut rappeler qu'aux termes de la loi régionale n° 15/1988 les contrôles en matière sont du ressort de toutes les forces de police, pas seulement du corps forestier, qui se repartissent les différentes tâches de surveillance en fonction de leur spécialisation et de leur présence sur le territoire.

Dans notre Région le contrôle des activités liées au vol alpin est exercé principalement par les forces de police locales. Le corps forestier de la Vallée d'Aoste veille à l'application de toutes les dispositions de la loi, notamment de celles concernant les hélisurfaces situées en altitude, tandis que la police communale est chargée de contrôle des hélisurfaces de départ, dont l'aménagement et la gestion doivent être autorisées par les administrations communales.

Depuis le 5 mars 2002 les agents du corps forestier de la Vallée d'Aoste ont dressé trois procès verbaux relatifs à des infractions administratives selon les dispositions de la loi régionale n° 15/1988. Ces infractions concernent: le non respect des altitudes de survol des hélisurfaces dans les domaines skiables du Plan Chécrouit (le transgresseur a d'ailleurs payé l'amende y afférente), le franchissement de la frontière à haute altitude dans le ressort du poste forestier de Pré-Saint-Didier par un avion français qui a atterri sur un glacier en 2004, enfin la non information préalable du poste forestier compétent au sujet de la rotation effectuée par un hélicoptère pour transporter du matériel vers un refuge.

En 2006 le bureau compétent du poste forestier de Pré-Saint-Didier a reçu des communications relatives à des irrégularités dans la pratique de l'héliski, visant à contourner l'interdiction de cette activité en France par le biais de la dépose des skieurs par des hélicoptères français sur des hélisurfaces situées à proximité de la frontière italienne.

Les structures du département des ressources naturelles du corps forestier formulent des avis en matière de protection de l'environnement et de la faune, lorsque les Communes proposent des modifications de la liste des hélisurfaces autorisées, liste qui est tenue par la direction des grandes infrastructures et des transports par câble de l'assessorat du tourisme, alinéa 6 b) de l'article 2 de la loi n° 15/1988.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Al di là delle risposte e dei dati forniti dai due assessori, vorrei fare due riflessioni.

La prima, mentre l'Assessore Pastoret faceva questa piccola introduzione rispetto alla modalità con cui si lanciano i messaggi e la opinione pubblica li riceve. Forse questi dati sono troppo, non dico, enfatizzati, però in definitiva il problema c'è ma non è così grave, e vedendo i gesti di assenso con la testa dell'Assessore all'ambiente, credo che sia sconfortante il messaggio che date.

Questo è l'unico consesso all'interno dell'arco alpino dove alcuni dati sono troppo difficili da digerire; dove è impraticabile questo sentiero della consapevolezza, c'è qualcosa che sta cambiando.

Ho visto recentemente con piacere una cassetta fatta dal comune di Ayas sulla Krammenthal dove si diceva che c'era il percorso dei mercanti che passava: alcuni parlavano addirittura del colle del Lys che era in tutte le stagioni percorribile anche con il bestiame. Non diciamo questo, il problema è il tempo in cui questi cambiamenti climatici si stanno presentando, perché è chiaro che con tutte le glaciazioni e i periodi interglaciali noi abbiamo avuto nella nostra Regione dei periodi in cui la coltre glaciale arrivava fino a Ivrea e oltre, invece periodi in cui le foreste di leccio arrivavano fino quasi al Cervino, ma questo è chiaro!

Il problema è che stiamo accelerando il processo in maniera esponenziale. Prima dovevano passare secoli di lenta regressione dei ghiacciai o di avanzamento, adesso ce li abbiamo nel giro di venti o quarant'anni. È questa accelerazione che preoccupa, derivata da tutto ciò che i colleghi conoscono.

È sconfortante che ci tocchi di nuovo ripetere e non apprezzare questa sensibilità. Capisco che l'Assessore al turismo pensi all'attività turistica e all'economia ad essa legata, che resta per la nostra Regione una delle nostre più grandi opportunità, ma un Assessore all'ambiente che fa cenni di assenso come se non vi fossero problemi, è sconfortante e per alcuni versi vergognoso.

Seconda riflessione: il "trucchetto" della legge sull'eliski. In questa legge "15/88" ci sono sette comprensori, di cui due (Ollomont e Doues) non sono mai stati utilizzati, perché non c'è stata la possibilità materiale di utilizzarli. Cosa mancava? Mancava la neve e qua sveliamo il trucco.

L'Assessore Pastoret ha fatto sottintendere che esiste un escamotage per dire: uno, al comune di Saint-Rhémy-en-Bosses non rispondiamo che non aggiungeremo comprensori ma diciamo (interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

...ma sono sicuro che la risposta per il forte bacino elettorale dell'Assessore sarà questa. Non diciamo che apriremo a Saint-Rhémy-en-Bosses però c'è questa possibilità... è vero, mi scuso, Assessore, sono andato avanti nella foga del discorso, lei non ha detto quello, però c'è questa possibilità e dato che in politica le possibilità in un colpo di fulmine diventano cose che si devono fare, allora sono preoccupato.

Credo che l'attività dell'eliski, sia in riferimento alla proposta di Saint-Rhémy-en-Bosses sia alla proposta dell'Assessore contenuta nell'omnibus, cioè la proposta di allungare periodo e durata dell'eliski, non vada nella direzione giusta. Credo che si risponda con iniziative che vanno nella direzione opposta. Sembra che ci sia un problema di comunicazione, e al riguardo ricordo che qualche mese fa il dr. Mercalli ha presentato uno studio sui cambiamenti climatici, presentando in maniera anche brillante alcuni dati e poi concludendo che sarebbe stato un bene che l'Amministrazione regionale avesse preso le dovute iniziative. Sembra che vi sia stato un taglio nella comunicazione: dopo l'intervento del dr. Mercalli sia l'intervento del Presidente Caveri sia tutto quello che è avvenuto dopo, era tutto meno che conseguente a ciò che è stato detto in quella conferenza, tra l'altro con incarico pagato dalla Amministrazione regionale. È paradossale questo!

Abbiamo già presentato un emendamento sul disegno di legge n. 149 all'articolo 32. Credo che si possa dividere in due la risposta dell'Assessore Pastoret: sui dati ci riteniamo soddisfatti in maniera piena, invece sulla prima risposta, pur riconoscendo che non si può metterla in piedi e ben sapendo che non c'è stata decisione alcuna, che non c'è stato passaggio di atti amministrativi, esprimiamo preoccupazione per ciò che abbiamo percepito fra le righe.