Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2575 del 21 marzo 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2575/XII - Riduzione dei tempi di attesa per le visite di accertamento o aggravamento di casi di invalidità. (Interrogazione)

Interrogazione

Sollecitato da più persone ad intervenire sulle attese alle quali sono sottoposte per l'accertamento delle invalidità o l'aggravamento della stessa, nonché dell'accertamento della capacità lavorativa residua degli invalidi da parte delle commissioni mediche;

Considerato che lo stesso problema si pone per coloro che per gli stessi motivi devono rinnovare periodicamente la patente di guida;

Constatato che dal "secondo rapporto dell'osservatorio per le politiche sociali" pagina 121 a 133 del dicembre 2006 dati relativi all'anno 2005, sono numerose le persone che si sottopongono ad esame delle commissioni mediche per l'accertamento o revisione delle invalidità, nonché della capacità lavorativa residua e che le sedute di dette commissioni sono state 203;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

L'Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali per sapere:

1) nei casi ove le attese sono molto prolungate, se esiste la volontà di costituire altre commissioni mediche per ridurre i tempi;

2) per quanto riguarda invece le visite per il rinnovo della patente di guida, non trattandosi di commissioni mediche, ma di un solo sanitario, se si pensa di provvedere tempestivamente a potenziare il servizio onde evitare inutili prolungamenti nel tempo degli accertamenti necessari.

F.to: Bortot

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Ho recentemente risposto a una interpellanza proprio su questo argomento, ma volentieri ci torno, anche se mi permetto di dire che questa interpellanza tocca diversi punti, dalla invalidità, alle patenti e alla commissione medico legale per l'accertamento delle capacità di guida, per cui cercherò di essere sintetico.

Parlerei, intanto, solo di invalidità civile, perché se parliamo di invalidità del lavoro il compito è dell'INPS e dell'INAIL.

Un'altra premessa è sui tempi di effettuazione di risposta alle visite per l'accertamento delle invalidità. In Valle d'Aosta ci sono tantissime domande: bisogna fare una azione sui medici di famiglia, su chi formula la domanda, sulle domande ripetute, perché il 70% delle domande effettuate sono molto lontane dai limiti di concessione di una invalidità. La normativa è ormai ben conosciuta da tutti: abbiamo fatto delle riunioni pubbliche proprio perché di fronte a ogni domanda la commissione deve convocare il paziente, rivederlo, eccetera, ma quando ci sono tante domande inappropriate, vuol dire comunque una perdita di tempo.

Non voglio dire che siamo bravi per farmi battere le mani, perché il merito di queste cose non è mio, ma non possiamo neanche dire che la cosa non funzioni.

Ieri - proprio perché lei è una persona onesta e per darle delle risposte corrette - sono andato a verificare in questo momento le commissioni mediche chi visitavano: erano tutte domande del gennaio 2007, cioè siamo abbondantemente dentro i tre mesi.

Lei sa che la pensione quando viene data, viene data dal primo giorno del mese successivo alla formulazione della domanda, per cui ci sono gli arretrati con gli interessi? Noi in questo momento non siamo neanche a tre mesi.

Adesso ho dovuto rispondere in fretta, ma c'è "Il Sole 24ore - sanità" dell'altro giorno che parla della Lombardia, che è una delle regioni più rispondenti a questo: parlano di 180 giorni, cioè sei mesi, mentre da noi entro tre mesi vengono visitati.

Sulla legge n. 68, la legge delle residue capacità lavorative, il nostro impegno è per arrivare in tutto ai tre mesi. Sforiamo, come dicevo nella precedente interpellanza, per le visite ortopediche, perché lei sa che per valutare le capacità residue ci sono varie commissioni a seconda del tipo di invalidità, mentre abbiamo già unito l'invalidità alla "104", cioè non devono fare due visite; la "68" per legge ha un'altra commissione con uno specialista.

Sull'ortopedia eravamo molto in ritardo, perché i medici erano poco disponibili e dal 1° gennaio di quest'anno abbiamo cambiato completamente la commissione, cioè abbiamo trovato due medici ortopedici che sono estremamente più disponibili. Il nostro impegno è di ridurre entro giugno i tempi di attesa a sei mesi.

Le faccio presente che stiamo cambiando sede, perché quella in Via Festaz era piccola ed eravamo in affitto, quindi ci sarà un trasferimento in una sede adeguata e soprattutto presenteremo un progetto di informatizzazione di tutte le procedure. Con il riassetto di bilancio come sanità chiederemo la possibilità di informatizzare una procedura che è ancora cartacea e questo per abbreviare i tempi. Tutti però aspettiamo una nuova legge inoltre, in questo momento, abbiamo un contenzioso sull'accompagnamento. Lei sa che l'accompagnamento viene dato in misura del fatto che il paziente riesca in quel momento a dimostrare che non è in grado di svolgere le funzioni essenziali della vita: questo criterio dice che le funzioni essenziali della vita per un novantenne sono di un certo tipo, mentre per un quarantenne che ha una vita di relazione sono sicuramente di altro tipo. Ne abbiamo già parlato con il ministro e stiamo aspettando una revisione di tutta la normativa.

Per quanto riguarda le patenti, intanto bisogna distinguere che il rinnovo viene fatto - e forse lei intendeva questo, altrimenti c'è un errore - solo dall'ufficiale di sanità pubblica, se è un rinnovo della patente normale, cioè se non c'è una patologia. Se è una visita di primo livello, come lei sa, i medici di sanità pubblica sono sul territorio - forse una delle poche realtà in Italia - e praticamente la visita non ha tempi di attesa. Altra cosa invece è la seconda istanza, cioè quando c'è una patologia in corso, per cui già la commissione si era espressa, nel senso che dava un anno o due anni di proroga non di più. Al fondo al certificato però è scritto sempre che conviene prenotarsi tre mesi prima, per cui il paziente già sa che deve sottoporsi dopo un anno o due a una visita e viene consigliato comunque di prenotarsi per tempo.

Questa commissione ha avuto dei problemi - lei ha ragione - ma i problemi sono dovuti al grande accesso in Valle d'Aosta a questa commissione per le patenti ritirate ad autisti in stato di ebbrezza: questo ha allungato i termini. Questa II Commissione non è formata da un medico solo: per legge c'è il medico legale, il medico militare nominato dal ministero e un medico dell'USL, poi a seconda della patologia è chiaro che ci sarà il diabetologo, eccetera.

Soprattutto, quindi, per questo grande accesso, ma anche per il fatto che nel mese di agosto dello scorso anno il primario di medicina legale è andato in pensione (bisogna quindi fare un concorso e i tempi non sono rapidissimi) per cui in questo periodo i tempi sono stati più lunghi. Da gennaio di quest'anno invece di due commissioni ne abbiamo tre alla settimana, e lei capisce che mettere d'accordo sempre questi tre specialisti, di cui uno è un medico militare obbligatoriamente, provoca dei problemi.

Ultima cosa, questa gliela pongo come domanda: è giusto quando si ritira una patente a un paziente con una alcolemia al di sopra di 150-200 ml ridargli la patente subito? Lei sa che per livelli di alcolemia superiori a un certo tasso i giorni sono oltre 30, per una disposizione della polizia stradale, però anche qui dovrebbe esserci una normativa diversa. Ridare subito la patente a una persona che è stata sorpresa in stato di ebbrezza più che avanzato? Penso che sia una domanda che dobbiamo porci tutti quando quell'utente ci viene a chiedere: voglio fare la visita prima, perché voglio tornare a guidare prima.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Quello che ci preme, come orientamento e andamento, è il tentativo e l'approccio per diminuire i tempi e questo va bene.

Rispondo subito all'ultima domanda: personalmente se uno è ubriaco e gli viene ritirata la patente, non gli deve essere restituita in quattro e quattr'otto; probabilmente c'è una normativa da rivedere su questa questione, si tratta di buon senso. Metà delle volte quando vado a casa a mezzanotte, perché quando ho delle riunioni mangio fuori, mi bevo un bicchiere e se mi fermano sono fritto, perché ne bevo due e non tre, anche se mi occupo di acqua, tanto per esser chiari. Occorrerebbe o modificare la legge o introdurre il buon senso, perché metà della Valle d'Aosta dovrebbe avere la patente ritirata, se si adottano certi criteri e si fermano la metà delle persone che circolano nella nostra regione. La penso come lei su questo argomento, quindi, anche se in termini ironici

La questione che mi premeva di più è legata alle aspettative. Qui le do ragione, non è possibile. Bisognerebbe che i medici facessero da filtro: non è possibile che uno viene da me e gli faccio tutti i certificati, le dichiarazioni, perché questo crea aspettative, ingorga gli uffici e le commissioni a danno di chi ne ha effettivamente bisogno.

Non so in che maniera si può intervenire: forse con un richiamo. Lo so che è una questione di soldi - non lo volevo dire - però non è che i medici muoiono di fame o sono disoccupati, quindi un po' di deontologia professionale e forse bisognerà intervenire nei confronti dell'ordine con un richiamo. Non so se spetta a lei o all'ordine, ma ho notato un sacco di persone alle quali vengono rilasciati certificati per malattie o richieste di invalidità, che si sa subito che vengono... non solo, ma poi c'è la ricaduta nell'errore volontario, che è quello, aggravando ulteriormente i passaggi, di rifare le richieste e i certificati medici.

In sostanza, anche su questo sono d'accordo con lei: a noi interessa che ci sia l'effettivo impegno dove si può intervenire per abbreviare. Sovente dietro l'aggravamento c'è una richiesta di avere o meno un lavoro, e il fatto di aspettare molti mesi crea anche questo limbo, per cui se si ha l'aggravamento forse si riesce ad avere anche la percentuale per avere il lavoro. Diversamente bisogna provvedere, ma nel frattempo passano questi mesi e l'aggravamento è anche il tentativo delle persone di avere un lavoro che non riescono a trovare altrimenti.

Non voglio fare di tutta un'erba un fascio, ma c'è tutta questa casistica. Si tratta, quindi di intervenire nei confronti di medici per una maggiore serietà. L'approccio che ha dato mi sembra giusto e per quanto riguarda il ritiro delle patenti per quei motivi lì, sono d'accordo con lei.