Oggetto del Consiglio n. 2567 del 21 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2567/XII - Procedure per il controllo della sicurezza e della qualità del lavoro presso lo stabilimento Cogne Acciai Speciali S.p.a. (Interrogazione)
Interrogazione
Considerata l'importanza economica e sociale della Cogne Acciai Speciali S.p.a., la più grande realtà industriale della nostra Regione;
Ribadito il valore della sicurezza del posto di lavoro, messa in discussione dal non sempre giustificato ricorso ai contratti di lavoro precario, nonché della sicurezza sui luoghi di lavoro, elemento essenziale per una qualità del lavoro consona ad un Paese civile e al benessere sociale;
Venuti a conoscenza di situazioni anomale in tale stabilimento ed in particolare:
- notevole ricorso al lavoro temporaneo esterno ed ai contratti a tempo determinato;
- scarsa formazione professionale e, addirittura, mancanza dei prescritti patentini per ruoli delicati dal punto di vista della sicurezza personale e per gli altri lavoratori come gruisti, saldatori, conduttori di muletti, addetto ai forni;
- utilizzo di sensori a base di isotopi di cobalto, senza indicazione di un'eventuale radioattività;
- rilevante numero di incidenti e di infortuni sul lavoro di modesta entità, non sempre denunciati all'INAIL;
- presenza di lavorazioni ad alto rischio, come quella di svuotamento delle secchie con il metodo della bacchetta di ossigeno, senza adeguate protezioni per i lavoratori;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) quali procedure e quali sistemi di controllo della qualità del lavoro e della sicurezza sul lavoro sono in essere nei confronti della Cogne Acciai Speciali, affittuaria di immobili regionali;
2) quali siano i dati occupazionali di tale stabilimento, sia per quanto riguarda i dipendenti diretti, che delle imprese che ivi lavorano, suddivisi per contratti a tempo indeterminato, determinato e tramite agenzie di lavoro temporaneo, nonché il monte delle ore straordinarie lavorate per addetto e le modalità del loro pagamento (diretto o in conto ferie);
3) quali controlli siano effettuati dagli organismi competenti per le condizioni di lavoro e di sicurezza delle maestranze, in particolar modo quelle addette alle lavorazioni più pericolose;
4) quali verifiche siano state effettuate dagli organismi competenti in merito al possesso dei patentini per tutte quelle mansioni che ne prevedano il possesso da parte dei lavoratori addetti.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.
La Torre (FA) - L'interrogazione giustamente parte da un "Considerata" che ci deve far riflettere e riconoscere il ruolo della "CAS" come l'azienda più importante di questa Regione. Credo quindi che adeguatamente sia importante di volta in volta puntualizzare su alcune interrogazioni che vengono portate in Consiglio. Ritengo innanzitutto che un'azienda così importante sulla questione dei controlli sia sotto osservazione e non lo facciamo direttamente noi come Regione, ma ci sono una serie di leggi e di competenze (n. 626, n. 231), oltre alle leggi legate alla sicurezza, che vengono gestite attraverso un rapporto continuo con una serie di enti (INPS, INAIL, ARPA, Comune di Aosta stesso in quanto "dominus" del territorio). Ritengo però si debba riconoscere nell'ambito dei controlli l'importante apporto dei sindacati, che all'interno della "CAS" svolgono un ruolo importantissimo proprio nell'ambito dei controlli stessi e delle procedure per il funzionamento dello stabilimento; quindi senza dubbio credo, per tutta la serie di componenti da me citate, che i sistemi di controllo siano attivi all'interno dello stabilimento e funzionino.
Diverso invece è il ragionamento che viene posto nelle successive domande, su cui cercherò di dare risposte puntuali e precise. Anzitutto al 31 dicembre 2006 la cassa aveva in organico 1.032 dipendenti, oltre a questi operavano all'interno dell'azienda 10 lavoratori interinali - una percentuale inferiore all'1% a fronte dell'8% medio che viene consentito dal contratto - metalmeccanici. Del totale dipendenti 66 erano a termine, 6 erano apprendisti, 17 con contratti di inserimento. I dati relativi ad assunzioni, cessazioni e loro tipologia vengono comunicati all'ufficio di collocamento ai sensi della legge n. 183/2001, inoltre l'andamento occupazionale viene mensilmente segnalato all'ISTAT. Circa l'asserita mancanza di formazione professionale ed i prescritti patentini - qui bisognerebbe capire da quale norma di legge, perché ce ne sono 10 diversi -, si allega l'attività formativa allegata alla sicurezza svolta nel 2006. Si può vedere da questo schema che la rappresentanza è oltre il 25% delle persone in attività formativa. Infatti in merito - qui bisognerebbe conoscere la tipologia dei patentini - al patentino "A7", che fa riferimento alla norma imbracature, sostegno e legacci, 95 dipendenti, "A7" però nella branca impianto scodatura 102, sempre nella "7" impianto scodatura... c'è un'abbreviazione che non saprei definire... 6, corsi gru solo teoria 591, corsi carri elevatori solo teoria 256, corso sicurezza catene 28 persone, antincendio 131, rischio chimico 220, rischio chimico in un altro tipo di patentino 196, rischio chimico con altre sigle che non so definire 94, pronto soccorso 84, pronto soccorso con un'altra definizione 111 - in totale sono stati effettuati 1.914 corsi, quindi ci sono dei dipendenti che addirittura hanno più di un patentino -, poi il corso sulla sicurezza per i neo assunti 336, corso sicurezza neoassunti in un'altra tipologia 48, corso placca "TVS" 126, corso "A7" con un'altra definizione 232. Totale delle ore di formazione complessive: 10.438 ore.
Punto n. 2, il totale delle ore lavorate in straordinario con accantonamento in banca ore nel 2006 è pari a 82.742, pari a circa 80 ore per addetto, il tetto contrattuale previsto è di 200 ore; fra l'altro, nel contratto è prevista la possibilità per i manutentori di arrivare anche a 260 ore. La stragrande maggioranza delle ore di cui sopra è stata retribuita mentre circa il 10% è stato accantonato come banca ore.
In merito al punto n. 3, si precisa che tutti i lavoratori che operano in prossimità dell'impianto in cui vengono utilizzate sorgenti di cobalto - cobalto "60", definito di bassa intensità - sono costantemente monitorate mediante dosimetri personali; è inoltre nominato un esperto qualificato che effettua i controlli periodici previsti dalle vigenti normative. Tali condizioni sono state più volte verificate anche dagli enti di controllo esterni.
Punto n. 4: gli infortuni occorsi ai lavorati della "CAS" vengono tempestivamente denunciati all'INAIL, secondo le prescritte procedure, ovvero quando questi comportano una prognosi superiore ai 3 giorni.
Per quanto riguarda il punto n. 5, tutte le attività lavorative sono soggette ad analisi che riguardano i rischi per i lavoratori, tale attività è finalizzata all'eliminazione dei rischi e, laddove non sia ottenibile, all'adozione di idonee misure di prevenzione e protezione per i lavoratori esposti.
Con riferimento al punto n. 3, aggiungo che la "CAS" è sottoposta a tutti i controlli che questo servizio istituzionalmente compie, per quanto riguarda la sicurezza lavoro, sono stati normalmente sottoposti a vigilanza gli impianti, a titolo di esempio sono soggetti a controlli tutti gli impianti di sollevamento quali i carri ponte, i ponti sviluppabili su carro, le gru su autocarro e gli impianti in pressione o di riscaldamento o di centrali termiche, a vapore, i recipienti ad aria compressa, i recipienti in pressione e contenuti, vari gas, GPL, azoto, argon...Vengono sottoposte a controllo le macchine, la vigilanza è espletata in occasione delle visite ispettive a seguito di infortuni sul lavoro e ancora vengono controllati i luoghi di lavoro in occasione della normale attività di vigilanza. Per quanto riguarda le lavorazioni più pericolose, nel 2005-2006 il Dipartimento di prevenzione, in attuazione del Piano regionale industrie insalubri, ha effettuato controlli sistematici presso la "CAS", in particolare nei reparti caratterizzati da attività a maggior rischio per la salute dei dipendenti, soprattutto per quanto riguarda le esposizioni a polveri, fibre ceramiche, refrattarie, metalli pesanti, acidi vari. Su questi sono stati effettuati monitoraggi approfonditi nei seguenti reparti: acciaieria, decapaggio, nuovo decapaggio, sodatura, vecchio decapaggio, impianto di atomizzazione delle polveri, impianto di trattamento delle scorie. Nella prospettiva di una corretta valutazione del rischio chimico e cancerogeno per gli addetti, sono state determinate le concentrazioni ambientali di inquinamenti aerodispersi in ambienti di lavoro. Ove possibile, in funzione delle disponibilità in letteratura di indicatori biologici, i dati di concentrazione ambientale sono stati integrati con il monitoraggio biologico degli esposti. Il programma di lavoro prevedeva inoltre, in concomitanza con le attività in ambienti di lavoro, l'esecuzione da patte dei tecnici dell'ARPA di controlli a camino per la valutazione delle emissioni in atmosfera degli stessi agenti chimici misurati in ambiente di lavoro. Nello stesso periodo sono state inoltre condotte misure di campi elettromagnetici sui forni fusori, nonché misure di radioattività in alcuni reparti.
Aggiungo sul punto n. 4 che i patentini sono richiesti per legge solo per i conduttori di alcune tipologie di impianti, nella "CAS" infatti gli impianti che richiedono conduttori patentati sono: le centrali termiche a vapore, i conduttori di locomobili. Per quanto riguarda le prime, la "Cogne" dispone di conduttori patentati sia di primo che di secondo grado; i conduttori di questo tipo di impianto hanno conseguito l'abilitazione a fronte del superamento di un esame di abilitazione. In Valle d'Aosta tale esame viene effettuato ogni anno con una Commissione presieduta da un funzionario ingegnere della Direzione regionale del lavoro della Valle d'Aosta e composta da ingegneri dell'ISPEL e dell'USL della Valle d'Aosta. In merito ai secondi, la loro abilitazione è stata rilasciata dal competente ufficio RFI (Rete ferroviaria italiana). Per quanto riguarda gli altri lavoratori, quali imbracatori, manovratori di cavi ponte e gru, carrelli elevatori... la normativa non prescrive il possesso di un patentino specifico, ma richiede una formazione e un addestramento "ad hoc". In relazione a ciò la "Cogne" sottopone a corsi di formazione gli addetti a tali tipi di impianti, il cui programma è stato sottoposto al parere preventivo di questo servizio.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - È una giornata particolare, nel senso che mi è venuto in mente adesso che è la prima volta in questo Consiglio in cui il Presidente della Regione non fa delle comunicazioni...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... la seconda o la terza volta... va bene, vuol dire che sarà una particolarità di questa "cosa", ma è simpatico tale clima particolare. In questo clima credo che invece la risposta dell'Assessore all'industria sia molto positiva e convincente. Tale interrogazione non nasceva dalla volontà di mettere in difficoltà, la premessa era stata messa apposta, ovvero questa è comunque la realtà industriale più importante della Valle e noi abbiamo tutta l'intenzione di difenderla per la sua posizione; questo però non significa che non si debba avere un minimo di attenzione su come vanno le cose. Apprendiamo e apprezziamo la dettagliata analisi effettuata, il che dimostra un andamento positivo di questa azienda e non possiamo che esserne contenti; però se qualche difficoltà emerge... forse noi l'abbiamo raccolta ed enfatizzata più di quanto non meritasse, viste le assicurazioni che ci avete dato... e viene fuori che c'è qualcosa che non funziona... Volevo attirare la sua attenzione e attraverso di lei quella dei responsabili dell'azienda sul fatto che nel quadro generale positivo qualche area magari che non è allineata con tale quadro potrebbe esserci e forse da lì potrebbero essere venute fuori tali difficoltà. D'altra parte credo che in tali casi si debba sempre tener conto che ognuno deve fare il proprio mestiere: l'azienda, i politici, i lavoratori, i sindacati; in questa azienda in particolare forse un ritornare a che ognuno faccia bene il proprio lavoro è indispensabile, proprio per evitare confusioni di ruoli che potrebbero esserci in tale attività.
Apprezzo tutto, mi rimangono però un paio di dati su cui chiederò specificazioni e sono i dati occupazionali, perché erano tutta una serie di cifre; in linea di massima ho captato il risultato positivo per cui la precarietà è ridotta a percentuali molto basse e questo è un dato positivo, anche se forse in una grande azienda come questa ce lo potevamo aspettare, dall'altra parte tale attenzione particolare deve essere poi posta reparto per reparto. Può essere che la distribuzione di quel precariato sia magari più concentrata da qualche parte, piuttosto che da qualche altra parte. Auspico quindi che la collaborazione possa continuare, che si tenga conto che questo è davvero un risultato che interessa tutto lo stabilimento e tutte le attività, e non solo la maggioranza.
