Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2560 del 8 marzo 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2560/XII - Reiezione della mozione: "Interventi per la riduzione delle retribuzioni dei componenti il Consiglio regionale".

Mozione

Preso atto che l'indennità di carica dei Consiglieri regionali è calcolata in rapporto all'indennità mensile dei componenti della Camera dei Deputati e che ad ogni aumento di questa corrisponde in modo quasi automatico un aumento anche per i Consiglieri regionali (art. 2, legge 33/95);

Considerato che lo "stipendio" del Consigliere risulta dalla somma dell'indennità di carica, della diaria mensile e dell'eventuale indennità di funzione;

Visto che, ai sensi dell'articolo 6 della legge 33/95, la diaria mensile è determinata dall'Ufficio di Presidenza "in misura non superiore a quella spettante ai membri del Parlamento" e che quindi può variare dall'1% al 100%;

Ritenuto opportuno contenere i costi della politica, specie in un momento in cui si chiede a tutti, istituzioni pubbliche e cittadini, di contribuire al risanamento della finanza pubblica;

Il Consiglio regionale

Impegna

l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale a provvedere alla riduzione delle diarie mensili di un importo pari agli adeguamenti agli aumenti dei parlamentari, a partire dal 1° gennaio 2006.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Molto brevemente, poi eventualmente i miei colleghi interverranno per completare quanto da me dimenticato. Abbiamo sollevato già con la presentazione di una proposta di legge la questione degli emolumenti per i Consiglieri regionali, essa è ancora in Commissione e vedremo; ci vorranno alcuni mesi prima che maturi in questo Consiglio una proposta riguardante le modalità di riconoscere la funzione del Consigliere. In genere abbiamo visto che ogni legislatura ha un momento molto lungo di riflessione e poi qualcosa "partorisce" alla fine, probabilmente tale legislatura dovrà fare anche una riflessione su questo tema, perché non possiamo andare avanti così e ogni tanto capitano alcuni episodi che pongono all'attenzione dell'opinione pubblica la questione dello stipendio dei Consiglieri. Tutti siamo consapevoli che non si può non riconoscere un'indennità, un compenso a chi si occupa di politica, lo stesso Statuto lo riconosce, quindi sappiamo che va riconosciuto un emolumento a chi fa politica. Sappiamo anche che la strada che è stata intrapresa dal Consiglio regionale fin dal 1971 è quella di agganciare l'indennità dei Consiglieri regionali all'indennità dei Parlamentari. Nel 1971 la percentuale era del 20%, oggi è stata portata al 70% e credo che su questo vada fatta una riflessione. In attesa che tale riflessione venga fatta, credo si possa cominciare ad intervenire per dare un segnale preciso all'opinione pubblica, come segno che i Consiglieri regionali non vogliono arricchirsi sulle proprie funzioni e non vogliono neanche far sì che quello che dovrebbe essere un riconoscimento giusto ed equo per il loro lavoro diventi invece un privilegio e una modalità di arricchimento.

Noi facciamo un ragionamento molto semplice: in attesa che nelle Commissioni si cominci a dibattere alcune proposte di legge che rivedono sia la questione dell'indennità dei Consiglieri, sia la questione delle procedure per quanto riguarda l'assegno vitalizio, diamo un segnale preciso, piccolissimo, ma cerchiamo di darlo. Qual è il segnale? Teniamo conto di come è composto lo stipendio dei Consiglieri attualmente; la nostra legge regionale, la n. 33/1995, dice all'articolo 2 che abbiamo un'indennità di carica stabilita nella misura del 70% sull'indennità mensile lorda di carica percepita dai componenti della Camera dei deputati, poi dice anche - articolo 6 - che esiste una diaria mensile... ossia che ci sono anche delle indennità di funzione svolte dal Presidente della Regione, dal Presidente del Consiglio, Assessori... ma non è di questo che ci interessa parlare... ma dicevo che c'è una diaria mensile che spetta a tutti i Consiglieri per spese inerenti all'espletamento del loro mandato. Tale diaria mensile è determinata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio in misura non superiore a quella spettante ai membri del Parlamento: questo significa che tale diaria adesso è pari al 100% della diaria mensile dei Parlamentari, la nostra legge dice che l'entità di questa diaria mensile può essere rimodulata percentualmente, purché non sia superiore. Non possiamo quindi decidere che sia il 150%, ma possiamo decidere che sia il 70%, l'80%, il 5% o l'1% della diaria mensile.

Con la nostra mozione... visto che c'è stato in questo momento un aumento delle indennità di carica dei Consiglieri regionali legato, purtroppo, all'aumento delle indennità di carica dei Parlamentari, diciamo: va bene, visto che questo non lo condividiamo, chiediamo che si provveda ad una riduzione della diaria mensile di un importo pari agli aumenti dei Parlamentari a partire dal 1° gennaio 2006, ossia dal momento in cui aumenta l'indennità di carica dei Consiglieri regionali per quella cifra di aumento si diminuisca una quota uguale di diaria mensile. Questo è il senso della nostra mozione, che riguarda solo un elemento minimo di tutto il discorso più generale, ma potrebbe essere un segnale per dire all'opinione pubblica: "guardate che stiamo riflettendo per rivedere tutto l'insieme della questione, che intendiamo incidere per quanto riguarda l'entità delle spese della politica, in modo che diminuisca il costo della politica in questa Regione", non pensando a quello che capita altrove, perché noi abbiamo a che fare con il nostro elettorato e non con l'elettorato delle altre Regioni.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Collega Squarzino, la vostra demagogia sta raggiungendo livelli di insopportabilità! Mi alzo per protestare all'insulto alle nostre intelligenze che voi da questa mattina state facendo! Vi siete presentati stamani con una proposta di riduzione dei ticket, che voi avete aumentato a livello romano! Adesso vi presentate con una mozione per ridurre le indennità che voi avete aumentato a livello romano e i vostri Parlamentari non mi risulta abbiano rinunciato, anzi l'hanno votata! Viene qui a farci la morale degli aumenti alla spesa pubblica quando siete il Governo che nella storia di questa Repubblica ha aumentato le tasse in maniera esponenziale! Su case non vi ho sentito... su tasse di successione non vi ho sentito, su ticket non vi ho sentito... i cittadini li difendete voi? Ma almeno state zitti! Vergognatevi, avete fatto un aumento al Parlamento che azzera retroattivamente il provvedimento del "Governo Berlusconi" che abbassava del 10% le indennità di tutti a partire dal 1° gennaio 2006, siete stati capaci senza vergogna di andare in Parlamento con i vostri Parlamentari a votare un aumento delle indennità retroattivo per annullare il provvedimento di Berlusconi, siete senza faccia, siete senza faccia con questo documento! Ma vergognatevi! Dovete almeno stare zitti, non venire a fare la lezioncina di moralità! Ma i Parlamentari Perrin e Nicco hanno rinunciato? Cominciate allora a rinunciare voi! Quando vedremo i vostri Parlamentari che voteranno contro gli aumenti delle tasse, le tasse di successione, i bolli delle auto, gli aumenti delle indennità, allora potrete venirci a fare la morale sull'abbassare le tasse, sul diminuire i costi della politica... Vi dovete vergognare e tacere almeno e non offenderci perché lo avete fatto retroattivo al 1° gennaio per annullare il "Provvedimento Berlusconi", che le riduceva per la prima volta nella storia di questo Paese!

Presidente - La parola al Consigliere Cesal.

Cesal (UV) - Non ho purtroppo la vispolemica del collega Lattanzi. Devo dire che questa materia suscita sempre un minimo di imbarazzo soprattutto a chi la deve trattare, ossia quando ci troviamo a confrontarci con quella che definiamo la nostra "base". Tutti siamo ben coscienti di essere una categoria che gode di determinati privilegi, non solo sul piano economico, ma anche su altri piani per il ruolo che svolgiamo nella società. Credo però che al di là di questo imbarazzo o sensi di colpa che ad ogni modificazione delle nostre indennità... si scatena il putiferio, perché i "media" "saltano" a piè pari su questo argomento, così come ad ogni tipo di iniziativa del genere... anche il gruppo "Arcobaleno" ogni volta su questo discorso cerca di fare più polemica possibile, perché è un argomento che interessa la gente che sta fuori del Palazzo.

L'"Union Valdôtaine" nel corso del suo ultimo Congresso ha approvato una mozione che va nella direzione di esaminare questo meccanismo, di arrivare a delle riduzioni dopo aver fatto un quadro di comparazione anche con gli emolumenti corrisposti nelle altre Regioni italiane, perché credo che il ruolo del Consigliere regionale, che è un ruolo privilegiato, ma è un ruolo che, se si vuole, impegna. Quando mi guardo intorno in questa sala, vedo delle persone, fior di professionisti, che non avevano o che non avranno problemi a raggiungere questi livelli retributivi anche in altri ambiti. Personalmente ho fatto il professionista a tempo pieno fino a 56 anni, ritengo di non aver mai rubato nulla e comunque di aver potuto allevare la mia famiglia in condizioni dignitose sulla base del mio lavoro. Non mi sembra anche a "mente fredda", anche se mi crea un po' di imbarazzo parlare di queste cose, di essere la persona che è qui per rubare il pane da sotto i denti dei poveri cassaintegrati della bassa Valle, che purtroppo esistono. Perché poi alla fine di tutto questo bisogna tenere conto di un fatto. Ieri sulla base delle sollecitazioni del gruppo "Arcobaleno" il sottoscritto, alla luce delle indicazioni che provengono dal mio movimento, si è fatto il promotore di un'iniziativa che doveva essere condivisa da tutti. Abbiamo lavorato per 2 ore su un testo, abbiamo trovato un accordo che poteva andare bene per tutti, alla fine il gruppo "Arcobaleno" si è tirato indietro. Mi chiedo: ma le vostre iniziative che tipo di obiettivo hanno? Vogliono arrivare al concreto delle cose, vogliono che si cerchi di affrontare la problematica in maniera seria da parte di tutti, in modo che una volta per tutte si scriva la parola "fine" su queste iniziative in qualche modo ipocrite, oppure si vuole solo continuare a fare delle iniziative poco concrete, che hanno il bel risvolto mediatico, in modo che la gente ne parli... Come parlate alla gente quando si fa della beneficenza, fate le conferenze stampa per dire che si fa della beneficenza. Credo che qui su 35 Consiglieri tutti più o meno facciano la loro parte di beneficenza, ma non credo si facciano le conferenze stampa per dire dove devono andare tali iniziative! È una questione di pudore personale, io sono cattolico un po' così... ma so che la mano destra non dovrebbe sapere quel che fa la mano sinistra, quindi se le facciamo non lo diciamo. Ognuno di noi aiuta come può le fasce deboli. Questo mi sembra un atteggiamento di isolamento, di aristocratico isolamento, ossia "noi siamo gli unici che possiamo parlare di tali cose, siamo i "fustigatori dei costumi", dobbiamo continuare a brandire questo nostro vessillo, perché tutti gli altri sono lì per mangiare il pane a tradimento"! Ripeto: se l'iniziativa aveva uno scopo preciso di raggiungere una sua concretezza, si trattava di sottoscrivere questa iniziativa, che poi tutti hanno rifiutato a seguito del vostro rifiuto, e di affrontare finalmente tale problema senza le solite ipocrisie. Credo sia un'ipocrisia l'essere legati automaticamente alla retribuzione dei Parlamentari italiani, perché, quando andiamo ad incrementare i nostri compensi, dobbiamo poterlo dire alla gente, perché ce lo meritiamo, poi la gente deciderà con il voto. Ripeto: si trattava di dare corso a questa iniziativa, che poi è stata rifiutata da parte di tutti a seguito del vostro rifiuto, perché non bisogna essere sempre i primi della classe, non bisogna sempre pensare di posare il cappello in un certo punto solo per dire che abbiamo posato il cappello.

Ho sentito prima la discussione sui ticket, ma abbiate pazienza, si dice: "andiamo a rimborsare...", ma certo, tutto possiamo fare, anche rimborsare le tasse, ma cerchiamo di tenere presente che viviamo un momento complicato, che anche tutta questa delegittimazione della funzione che noi svolgiamo... perché ognuno di noi può essere niente, ma noi svolgiamo una funzione molto importante, una funzione che ci è riconosciuta e che ha caratterizzato tutta la storia della nostra Regione, quindi con questo tipo di iniziativa cosa si fa? Si manda un messaggio che qui sono tutti dei ladri, sono tutti degli approfittatori, sono tutti della gente che è qui per mangiare. Nel 2008 ci saranno le elezioni e il nostro elettorato, che è il nostro datore di lavoro, ci manderà a casa, perché ci sostituirà con altri, questo è normale, ma non possiamo continuare in questo modo! Se si vogliono affrontare i problemi... ripeto che, come "Union Valdôtaine", sono qui per affrontare anche questo problema, ma non voglio che esso venga usato in maniera strumentale, non voglio che esso venga usato in maniera demagogica, o che su tale argomento si prendano delle iniziative che partono da presupposti ideologici che non hanno più alcun senso, perché, se vogliamo fare la nostra bella proposta mediatica, se vogliamo che la televisione parli di noi, se vogliamo continuare a fare le conferenze stampa sulle iniziative di beneficenza, facciamolo pure, ma non è questo il modo per affrontare i problemi, è un altro ed è molto più serio rispetto a questo!

Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Non me ne vogliano i colleghi del gruppo "Arcobaleno", ma questo argomento mi offre uno spunto per fare qualche considerazione su 2 aspetti della politica, che alla gente danno molto più fastidio dell'aumento delle diarie mensili dei Consiglieri regionali, e i 2 argomenti sono: uno, la demagogia, già illustrato ampiamente da chi mi ha preceduto; l'altro, l'incoerenza. Partendo dalla demagogia, Aristotele definiva chi fa demagogia con il termine "adulatore del popolo" e mai come in questo caso la definizione è centrata; infatti, quella del demagogo è un tipo di azione che, sfruttando particolari situazioni storico-politiche e volgendole a fini propri, eccita e guida le masse popolari, soggiogandole grazie a particolari capacità oratorie e psicologiche spesso istintive, che permettono di interpretare gli umori e le esigenze più immediate. Nello svolgimento di questa politica non si tiene minimamente conto dei reali interessi della Comunità, ma si ricerca solo di conquistare o mantenere un potere personale o di gruppo e mai definizione fu così calzante come su tale argomento portato avanti dal gruppo "Arcobaleno". Sulla coerenza, incoerenza o ipocrisia ci pare che la battaglia - e non ho né la verve, né la passionalità del Consigliere Lattanzi, però gli devo dare ragione "in toto" sui contenuti - vada fatta alla fonte. Mi chiedo chi ha deliberato l'aumento ai Parlamentari, chi ha fatto scattare il meccanismo agganciato dei Consiglieri regionali: sono coloro che sono al Governo nazionale e che hanno dichiarato in campagna elettorale che avrebbero ridotto il costo della politica! Ora il paradosso è che i locali rappresentanti di questa coalizione si "stracciano le vesti" gridando allo scandalo se si attua una norma che da tutti a suo tempo fu condivisa al momento di una decisione relativa alla diminuzione, nel caso del Governo precedente, e proprio in quella occasione abbiamo tutti insieme deciso, anche il gruppo "Arcobaleno", che questo tipo di incremento o diminuzione doveva essere agganciato alla legislazione nazionale, ora non capiamo questo cambio di atteggiamento. In conclusione, è vero che la gente auspica che la politica costi meno alla collettività, ma prima di tutto vorrebbe una classe politica capace di risolvere i grandi problemi, senza perdersi in sterili polemiche nella "cucina" della bassa politica, dove i condimenti dei piatti cucinati sono rappresentati dalla demagogia, dall'incoerenza e dall'ipocrisia.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA) - Il nostro gruppo il suo contributo su questo argomento aveva già cercato di darlo in altre occasioni. Sulla revisione della norma "Stella alpina" è d'accordo, tanto che nel 2006 nel dibattito sulla finanziaria aveva proposto una risoluzione con cui cercava di approfondire il problema, inserendo il concetto più generale della riduzione dei costi della politica, quindi un'armonizzazione diversa rispetto a un testo che ci pare di poter rigettare in modo netto, quello presentato da voi, anche perché ci sembra un'iniziativa intrisa di populismo e fuorviante. È già stato detto dai miei colleghi, è paradossale discutere oggi una mozione presentata dal vostro gruppo quando il Governo che voi appoggiate ha chiesto l'aumento degli emolumenti. Meno rumore si fece quando Berlusconi nel 2005 fece una riduzione del 10%. Ieri assieme a tutti gli altri gruppi ci siamo impegnati a trovare una risoluzione che consentisse di venire incontro a una richiesta di carattere generale, ma che fosse presentata anche in modo più armonico, però, di fronte al vostro rifiuto, le forze politiche e noi per primi abbiamo deciso di non ripresentare alcuna risoluzione oggi. Noi abbiamo all'interno del nostro partito una discussione continua, abbiamo già un disegno di legge pronto che presenteremo come movimento e quindi noi vorremmo affrontare il problema in modo concreto e in modo meno demagogico.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Sui costi della politica esiste un'ondata demagogica e qualunquistica, non è una cosa di questi tempi, è una cosa che è sempre esistita. Quando ero Parlamentare, Segretario di Presidenza della Camera, si sono assunti dei provvedimenti draconiani per tutti quelli che venivano definiti privilegi. Ricordo, ad esempio, la questione concernente la previdenza, che prima, in parte, per i dipendenti pubblici era versata dagli enti pensionistici, penso a periodiche discussioni sui "benefit", sulle guarentigie, sui vantaggi e, ogni volta che "si raschiava il barile", comunque avevi sempre di fronte a te una parte di opinione pubblica insoddisfatta, perché l'opinione pubblica accomuna tutti coloro che svolgono attività politiche come un insieme di privilegiati che si chiudono nella loro "turris eburnea" e nel tempo moltiplicano i vantaggi a loro favore. Quando mi capita di incontrare i Presidenti delle altre Regioni e di leggere le tabelle comparative dei compensi dei Consiglieri regionali e dei membri del Governo regionale della Valle d'Aosta, sono molto tranquillo, perché siamo lontani migliaia di chilometri da situazioni che sono talvolta fra il grottesco e il comico e molti giornalisti - penso alla penna sagace di Gian Antonio Stella - hanno raccontato di Consigli e Governi regionali dove, come capita anche nel Parlamento nazionale, albergano nicchie di privilegio che devono essere spazzate via. Il peggior nemico della democrazia è il qualunquismo, come pure la demagogia, perché se siamo tutti d'accordo sul fatto che il meccanismo attuale è ipocrita... e lo è anche per i Parlamentari nazionali, che non hanno un'indennità collegata ad essi stessi, ma un'indennità collegata ai Magistrati di Cassazione. Come sapete, i Magistrati di Cassazione non sono in Cassazione, perché con il sistema di progressione della carriera dei Magistrati italiani uno può essere Pretore a Rocca Cannuccia ed essere Magistrato di cassazione, quindi in realtà credo che, da questo punto di vista, sarebbe salutare per l'opinione pubblica... e forse potremmo mettere una parte degli aumenti in un'inserzione pubblicitaria in cui mettere alla pubblica attenzione molti moralisti, specie nel settore di mia provenienza, che guadagnano lauti compensi e poi sono moralisti e pronti a bruciarci nella pubblica piazza. Credo sia di assoluto buon senso riflettere su meccanismi nuovi che consentano di ottimizzare i cosiddetti "costi della politica".

Quando ho visto che nei 12 punti del "Governo Prodi" c'era anche quello dei costi della politica a seguito di sciagurate pubblicazioni come quella dei Senatori Salvi e Villone, che hanno fatto un "j'accuse" nei confronti di Regioni e di enti locali, dimenticandosi di essere Senatori della Repubblica... e sulla numerosità dei Parlamentari e sul ruolo del bicameralismo in particolare della totale inutilità del Senato ritengo si possano scrivere dei trattatelli molto utili; quindi che 2 Senatori nel "brodo primordiale" dei privilegi del Senato si scaglino contro Province, Comuni e Regioni credo che tutto sia fattibile, ma basterebbe comprare uno specchio per rendersi conto che i privilegi qualcuno li ha di fronte a sé. È questa la ragione per la quale mi auguro che non vi siano né mozioni, né annunci che si danno i soldi ai partiti, evviva Iddio i soldi ai partiti li danno tutti quelli che sono seduti qui dentro, per cui non ci sono quelli di serie A e quelli di serie B che come dei vampiri tengono l'intero compenso per sé stessi! Mi auguro che si esca da annunci e da strilli e si "ponga mano" a una riforma che però non abbia un sentore pauperistico, ognuno di noi nel momento in cui si trova ad interpretare un ruolo in molti casi rinuncia alla propria professione, a determinate progressioni di carriera che avrebbe potuto fare se avesse svolto un'altra attività, lavora diversamente dagli orari che vengono prefissati nei contratti collettivi di lavoro. Vorrei quindi dire alla gente che la maggior parte dei politici valdostani si guadagna i propri emolumenti... questo viene fatto con serietà, con tentativo di applicare con competenza ai propri ruoli istituzionali... e questo non è un capriccio, ma deriva dall'autonomia speciale, che ha deciso che per la Comunità valdostana vi fossero dei costi da pagare, che sono i costi della democrazia... vuol dire avere un sistema autonomistico basato sull'esistenza di Comuni con dei Sindaci che devono avere una propria indennità, basato su un Consiglio regionale che non è sul censo, che consentirebbe solo alle persone ricche, come era nei Parlamenti ottocenteschi, di poter partecipare alla vita della politica... che esiste un Governo regionale in cui l'attività politica e l'attività amministrativa diventano esclusiva e si "rompono i ponti" con l'attività che qualcuno di noi poteva svolgere. Credo che possa essere ragionevole riflettere su tale argomento, ma non facendo finta di fare tutto questo... fare attività politica come se sotto il vestito portassimo un cilicio, ossia che vi sia in questa vocazione di fare politica qualcosa di monacale: la politica non è monachesimo.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - La riflessione che facciamo parte da un concetto fondamentale: qui non si deve parlare immediatamente di demagogia, può esserci qualche riflesso demagogico, ma credo che, come ogni sollecitazione che viene condivisa da larghe fette di popolazione, bisogna fare qualche riflessione. Ne parlavo prima con la collega Fontana in modo sereno e il ragionamento che abbiamo fatto è questo: è un po' come quando ci si trova al supermercato e di fronte a un prodotto si valuta la qualità e il prezzo. Ho l'impressione che siano entrambi elementi che dobbiamo mettere sul tavolo della nostra riflessione. La popolazione ci dice che c'è uno scompenso fra questi 2 elementi, quindi i casi sono 2: o siamo pagati troppo, o lavoriamo poco, o comunque il prodotto del nostro lavoro non è adeguato come la popolazione si aspetterebbe. Penso quindi che questa non sia... al di là che la forma non è corretta, ma è demagogica... ma nel contenuto pone delle riflessioni che dobbiamo saper analizzare. Fra l'altro, mi è parso di cogliere nelle valutazioni dei colleghi dei gruppi "Stella Alpina", "Union Valdôtaine" e anche nelle parole del Presidente Caveri una disponibilità ad affrontare il tema seriamente e in modo collegiale. Questo crediamo che debba essere colto come elemento per fare un esame di coscienza sul prodotto che forniamo alla popolazione, ad esempio in termini di stabilità e funzionalità, ci sono parecchi dati su cui si può ragionare, ma anche in termini di costi della politica. Da tale punto di vista, credo che, per mantenere alta la qualità di questo Consiglio, lo strumento della mozione sia demagogico, perché su tali temi esistono delle proposte di legge presentate dal nostro gruppo e da altri gruppi politici in Commissione, che secondo me è bene siano discusse, per cui anche su questo tema, più che il "bla-bla" di una mozione, è importante che vi siano delle proposte di legge su cui confrontarsi per poi adottare il testo.

Vorrei rimarcare qualche elemento: il primo, certamente il discorso della riduzione o di una rivalutazione dell'ammontare delle indennità rispetto ai finanziamenti ai partiti, rispetto alle indennità e via dicendo, ritengo debba essere posto, ma assieme dobbiamo distaccarci da quei meccanismi farisaici che sono quelli identificati dalla Camera dei deputati, che si è collegata alla Magistratura; quindi vi sono delle vie su cui lavorare e credo si possa fare. Stiamo predisponendo, grazie alla collaborazione degli uffici della Presidenza del Consiglio, un testo che ricalca la scelta che ha fatto pochi mesi fa la Regione Trentino Alto Adige e, proprio per quello spirito collegiale che è qui emerso, forniremo una copia prima della presentazione a tutti i gruppi politici, in modo che si possa fare una valutazione concorde ed eventualmente adottare insieme un testo. Così come saremo grati al gruppo "Stella alpina" se vorrà, prima di depositare la proposta di legge, farne partecipi tutti i gruppi politici, in modo che questa non diventi qualche "fuga in avanti" di qualcuno che "si vuole far bello", ma una presa di responsabilità da parte di tutto il Consiglio.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Partirei dalle ultime affermazioni del collega Sandri, anche per una questione di "aggancio alla memoria". Tutti gli interventi sono stati molto interessanti, vorrei tranquillizzare i colleghi che pensano che le nostre iniziative abbiano un'impronta demagogica, un qualcosa di "gridato", come qualcuno ha detto. Quando si utilizzano questi strumenti come la mozione, mozione datata 8 marzo 2007, è perché, collega Sandri - in virtù della qualità che mi ha affibbiato il Presidente Caveri, di essere un navigatore in "Internet"... no navigo solo sulla rete regionale, che fortunatamente contiene tutti i resoconti, è una bella raccolta storica di ciò che è successo e proprio alla storia vorrei riferirmi - ho tentato nella passata legislatura e anche in questa di percorrere tutte le strade: abbiamo presentato risoluzioni, ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze, mozioni, quindi non è un'iniziativa estemporanea, collega Lattanzi, che viene fuori dopo l'aumento retroattivo del primo. Abbiamo cominciato - e mi ricordo anche la data - nel settembre 2003 a presentare iniziative consiliari che sono sfociate l'11 febbraio 2004 nella presentazione di una proposta di legge regionale - la n. 4/2004 - che conteneva 2 concetti fondamentali: la diminuzione delle indennità dei Consiglieri regionali e il sostegno alla comunicazione politica. Accetto, perché fa parte del fervore nel dibattito politico, tutte le critiche che sono state fatte, ma un po' di memoria bisognerebbe ogni tanto esercitarla, perché sono 4 anni che ci battiamo per queste cose! Le risposte - che ho nei resoconti consiliari - ottenute hanno sempre lo stesso tono; allora non vuol dire che questa è demagogia, ma che a sollecitazioni continue, che sono quasi come la quartana, la febbre malarica, le risposte sono sempre le stesse. Potrei registrare la risposta del collega Lattanzi di oggi, riproporla su nastro, rispetto a quella dell'ottobre 2003 è uguale! Noi facciamo tali iniziative quando bisogna sollecitare di nuovo il Consiglio a lavorare in questo senso e vi dico che personalmente sono soddisfatto, perché vi è una novità che non è mai uscita nei resoconti, a patto che non si attribuisca valore di falsità ai resoconti consiliari: mi riferisco alla dichiarazione del Presidente dell'"Union Valdôtaine" Cesal, che in apertura di intervento ha parlato di sensibilità, di interesse degli iscritti dell'"Union Valdôtaine" a questo tema. Ho letto i resoconti di tutti i dibattiti dal settembre 2003, tale novità non c'era e quindi esiste un elemento che crediamo sia un elemento di ottimismo, perché c'è la disponibilità a discutere di queste cose. Il secondo elemento è la disponibilità del Presidente Caveri, che per la prima volta ha parlato di disponibilità del Governo regionale a sedersi attorno a un tavolo. Noi potremmo provocatoriamente rispondere al Consigliere Cesal dicendo: esiste già una proposta di legge bocciata l'11 febbraio 2004, che è quella che parlava di riduzione del vil denaro ai politici, aumento del vil denaro alla comunicazione politica, perché è vero vi è un'ipocrisia di fondo: quella dell'aggancio automatico, ma si sa bene che questo aggancio potrebbe essere compensato da un aumento dell'indennità di funzione e di un'altrettanta diminuzione della diaria giornaliera. Ripeto: dal 2003 proponiamo tutte le iniziative consentite dal Regolamento del Consiglio, se fosse consentito, potremmo anche presentare delle pergamene, perché non sappiamo più cosa fare, abbiamo percorso tutte le possibilità dalla semplice interrogazione alla proposta di legge regionale, adesso crediamo che qualche segnale positivo vi sia nei confronti della nostra iniziativa.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Ho visto che non avete accolto il mio suggerimento di starvene zitti e, siccome continuate a parlare, vi rispondo. Ci fai la moralina sul fatto che finalmente siete riusciti, dopo innumerevoli iniziative, ad aprire il dibattito in Consiglio per la riduzione dei costi della politica. Vi do un bel consiglio, volete ridurre i costi della politica? Cominciate ad evitare di andare a far trasferte in Brasile al "Social forum", in Sudafrica a fare le passeggiate, statevene a casa così evitate di far spendere ai Valdostani i soldi per mandarvi in giro a fare missioni che interessano solo a voi e alla vostra minoranza politica! Cominciate a togliere quei soldi, così contribuite tangibilmente fin da subito alla riduzione dei costi della politica, non venite a farci prediche, non avete in nessun modo contribuito alla riduzione dei costi della politica, ma avete contribuito ad aumentarli!

Altro piccolo argomento: noi l'avevamo fatta la riduzione dei costi della politica, l'avete riaumentata voi. Fatevi uno sconto, fatevi un "tombale", su questo argomento non intervenite più, perché ogni volta che parlate vi svergognate davanti alla Comunità valdostana! Forse "cavalcherete" 200 volti all'"Espace populaire", ma qui non ci incantate, perché non abbiamo l'anello al naso!

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Carissimo Lattanzi, le prediche... noi non abbiamo padroni, abbiamo della dialettica, siamo capaci a metterci contro anche il Governo amico, cosa che voi non avete mai fatto!

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

... per quanto riguarda le trasferte ai "social forum", ti invito la prossima volta a venire con noi. Forse la tua arroganza calerebbe un po' e impareresti qualcosa di come funziona il resto del mondo rispetto ai tuoi privilegi. Terzo: l'"Espace populaire" è un'associazione che si chiama "Arci" che ha a livello nazionale 2 milioni di iscritti e all'"Espace populaire" ce ne sono 2.000 e sono gli iscritti che decidono le cose che si fanno... certo che dà fastidio, voi non siete capaci a fare queste cose! Voi avete un padre-padrone che fa la legge elettorale, dove non siete neanche soggetti alle preferenze, perché il padre-padrone decide chi mettere in lista e voi siete obbligati ad ubbidire, cosa che non succede a noi. È vero allora che dobbiamo "guardarci in casa", in parte quello che ha detto è vero ma, rispetto a quello che il Governo nazionale fa, se non siamo d'accordo, prendiamo le distanze; non so quante volte lei lo ha fatto rispetto al suo Governo negli anni passati. Per quanto riguarda le politiche e le decisioni che vengono prese qui, se andasse un po' in giro per imparare come vive il resto del mondo, questi toni arroganti li lascerebbe a casa!

Presidente - Se nessun altro chiede di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Pongo in votazione la mozione:

Consiglieri presenti: 25

Votanti: 18

Favorevoli: 3

Contrari: 15

Astenuti: 7 (Borre, Ferraris, Fontana Carmela, Salzone, Sandri, Stacchetti, Tibaldi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Con tale punto dichiaro conclusi per questa giornata i lavori del Consiglio.

La seduta è tolta.

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La réunion se termine à 12 heures 26.