Oggetto del Consiglio n. 2558 del 8 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2558/XII - Rinvio di quattro proposte di legge di iniziativa popolare.
Presidente - Ritengo opportuno discutere assieme i punti n. 31, n. 32, n. 33 e n. 34.
La parola al Consigliere Ferraris, per mozione d'ordine.
Ferraris (GV-DS-PSE) - La mozione d'ordine riguarda la richiesta di rinvio a successive sedute del Consiglio delle 4 proposte di legge che sono condensate in un unico punto... questo viene motivato dal fatto che su tale tema, di indubbio interesse e importanza, è in atto un confronto sia all'interno della I Commissione consiliare, sia fra le forze politiche... su questi temi e anche sui temi legati alle norme sull'ineleggibilità e incompatibilità, che sono temi strettamente collegati a questi. L'obiettivo è quello di trovare nel più breve tempo possibile, d'altronde la legge referendaria è molto chiara a questo riguardo, delle convergenze che siano le più ampie possibili, perché le leggi elettorali dovrebbero avere questa caratteristica quando si pensa alla loro riforma... e che siano in grado di consentire al Consiglio di esprimere una propria opinione sulla materia. Dico questo perché la materia elettorale ha delle conseguenze importanti sugli assetti istituzionali, sui sistemi di partito, sull'aumento o la diminuzione del frazionamento politico, sulla modalità di trasformare i voti in seggi, sulle modalità di sviluppare alleanze fra forze politiche, sulla stabilità e sulla qualità del Governo, perché i sistemi elettorali non sono ininfluenti a questo riguardo, e in generale anche sulla coesione di una comunità, sapendo che l'obiettivo è quello di fare in modo che venga assicurata la più ampia espressione democratica del voto dei cittadini.
Non vi è quindi una volontà di dilazionare per non affrontare il problema, ma vi è la volontà di approfondire questo tema, perché abbiamo visto sul campo come delle leggi elettorali che non siano state sufficientemente ponderate o eccessivamente affrettate abbiano portato delle conseguenze sicuramente non positive.
Detto questo, credo che si debba tener conto anche di un altro elemento: uno dei principi che è alla base dei quesiti referendari, il principio ispiratore che sta alla base di questi referendum riguarda il governo della minoranza. Non metto in discussione l'istituto del referendum, che è un istituto importante e valido, ma, nel momento in cui fossero approvate le norme referendarie, avremmo un Consiglio in cui il 43% degli eletti eleggerebbero il 60% dei Consiglieri regionali, una minoranza potrebbe eleggere la Giunta e infine una minoranza del 22,5% di voti popolari approverebbe una legge elettorale che vale per tutti i cittadini. Credo quindi che una riflessione debba essere fatta dal Consiglio, ho anche la convinzione -senza disturbare J. Stuart Mill che metteva già nel 1861 in un testo che riguardava le considerazioni sulla democrazia rappresentativa, che la democrazia deve basarsi sul principio di maggioranza - che vi sia la possibilità e la volontà non solo politica, ma anche il dovere morale del Consiglio di trovare una soluzione e ritengo vi siano le condizioni per poterlo fare. Con questo rinnovo la richiesta di rinvio ai prossimi Consigli della materia.
Presidente - Facciamo il primo Consiglio di aprile? Una data noi la dobbiamo conoscere... Su questa proposta del collega Ferraris ci sono interventi?
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Prendiamo atto della richiesta del collega Ferraris, ma non siamo d'accordo perché, con una serie di riunioni di Commissioni, le forze politiche, che sono tutte rappresentate in I Commissione, sono state presenti e hanno preso visione delle proposte referendarie. Abbiamo audito i promotori e i Presidenti della Regione e del Consiglio, abbiamo audito il Direttore degli affari legislativi, abbiamo discusso molto purtroppo sulla partecipazione dei promotori ai lavori della Commissione. La nostra impressione è che queste proposte referendarie non siano state sufficientemente "metabolizzate" da parte della Commissione, quindi che ci si sia irrigiditi sul fatto che la popolazione tramite la legge sui referendum possa intervenire su questi argomenti, su queste materie, oppure se tali materie sono di esclusiva pertinenza del Consiglio regionale; abbiamo discusso poco nel merito. Oggi prendiamo atto... perché fin da subito da parte dei promotori, poi da parte della collega Squarzino e del sottoscritto è stato sempre detto che se venivano delle iniziative che non snaturavano l'impianto delle proposte, se ne poteva discutere. In realtà, abbiamo visto presentare all'interno della I Commissione delle proposte di legge, ma mai si è potuto discutere nel merito. C'è stato un irrigidimento magari anche reciproco, sta di fatto che il non aver permesso ai promotori di partecipare ai lavori della Commissione non ha contribuito a un dibattito sereno.
Prendiamo atto delle dichiarazioni del collega Ferraris, sappiamo che aleggiano delle proposte che però, per quanto ci riguarda dal punto di vista formale, sia per i promotori, sia per la componente "Arcobaleno", che sostiene i referendum, per ora sono delle proposte virtuali. Sappiamo che vi sono discussioni e iniziative e siamo ben felici sulle alleanze preventive, sulle quote rosa, sulla forma di Governo, però formalmente né a noi, né al Comitato promotore è pervenuto nulla. Da parte nostra, gruppo "Arcobaleno", pertanto, se c'è una votazione del Consiglio regionale, la accettiamo, se c'è la votazione democratica che democraticamente legittima il rinvio richiesto, noi democraticamente la accettiamo, ma c'è una differenza fra accettare noi la proposta del collega Ferraris e una decisione del Consiglio ed è che non sappiamo se dietro la proposta del collega Ferraris vi è la volontà di quanto affermato a nome di tutti i gruppi, per cui è impossibile accettarla - non si tratta di buona fede -, mentre se c'è una votazione del Consiglio per il rinvio, significa che i gruppi politici e le forze politiche, il Governo all'interno, perché il Governo è intervenuto in questo dibattito, con tale votazione si impegnano formalmente ad aprire la possibilità a proposte formali eventualmente da discutere con i promotori e con il nostro gruppo. Per questo respingiamo la richiesta del collega Ferraris e, se democraticamente il Consiglio vota per il rinvio, ne prendiamo atto e capiamo dal rinvio che vi è un impegno formale da parte di tutti ad entrare nel merito di quello che si sente aleggiare.
Presidente - La parola al Consigliere Cesal.
Cesal (UV) - Era per sostenere la richiesta di motivazione del collega Ferraris, in quanto condivido totalmente le considerazioni che ha espresso nel corso della sua breve esposizione. Reputo che questo Consiglio abbia tutto il diritto di affrontare un argomento come questo, complesso e delicato, con degli effetti e delle ricadute che ritengo nessuno abbia valutato appieno e soprattutto non sono state valutate appieno da parte di chi ha posto i quesiti referendari. Credo si tratti di una materia quella elettorale di stretta competenza del Consiglio, che deve cercare di dare una soluzione e che deve riappropriarsi della sua prerogativa principale, in quanto massima espressione dell'autonomia di questa Regione, ovvero la prerogativa legislativa. Ritengo che tale materia possa rimanere in attesa per alcune settimane per verificare se tra le forze politiche vi è la volontà di arrivare a una soluzione il più possibile condivisa da parte di tutti, anche da parte del gruppo "Arcobaleno", che nessuno vuole escludere da questa trattativa. Potremmo sentire anche i sostenitori del referendum come rappresentanti di quella che viene definita la società civile, però questo è un compito che rientra nelle competenze del Consiglio e dei suoi Consiglieri, per cui noi lo rivendichiamo appieno e sostengo la proposta del Consigliere Ferraris per un rinvio della materia.
Presidente - Pongo in votazione la proposta di rinvio dei punti n. 31, n. 32, n. 33 e n. 34 dell'ordine del giorno, di cui do lettura:
31) Proposta di legge n. 138: "Disposizioni in materia di preferenza unica nelle elezioni del Consiglio regionale della Valle d'Aosta";
32) Proposta di legge n. 139: "Disposizioni per l'elezione diretta della Giunta regionale della Valle d'Aosta";
33) Proposta di legge n. 140: "Dichiarazione preventiva delle alleanze politiche. Ulteriori modificazioni alla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta)";
34) Proposta di legge n. 141: "Disposizioni per favorire l'equilibrio della rappresentanza tra i generi nelle elezioni del Consiglio regionale della Valle d'Aosta".
Consiglieri presenti e votanti: 29
Favorevoli: 26
Contrari: 3
Il Consiglio approva.
Il Consiglio
Approva
il rinvio dell'esame delle proposte di iniziativa popolare, iscritte ai punti 31, 32, 33 e 34 dell'ordine del giorno, a successive adunanze consiliari.
