Oggetto del Consiglio n. 2557 del 8 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2557/XII - Disegno di legge: "Misure alternative al ticket sanitario istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera p), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)".
Articolo 1
(Oggetto)
1. La presente legge, anche in considerazione del sistema di autofinanziamento del servizio sanitario regionale previsto dall'articolo 34, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), disciplina, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 6quater del decreto legge 28 dicembre 2006, n. 300 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Disposizioni di delegazione legislativa), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, le modalità di adozione di misure alternative al ticket sulle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, istituito ai sensi dell'articolo 1, comma 796, lettera p), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007).
Articolo 2
(Misure alternative di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie)
1. Entro il 31 marzo 2007, al fine di concorrere, in conformità alle disposizioni statali vigenti, al perseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria e di controllo dell'appropriatezza delle prestazioni, la Giunta regionale individua, con propria deliberazione, le prestazioni per le quali è dovuta, a decorrere dal 1° aprile 2007, da parte degli assistiti non esentati, una quota fissa sulla ricetta in misura non superiore a 10 euro, con riferimento alle prestazioni a più alto costo e più elevato impatto tecnologico o organizzativo che hanno maggior rischio di inappropriatezza rispetto a protocolli terapeutici o all'evidenza scientifica.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale individua, previo parere della Commissione consiliare competente, ulteriori misure volte a contrastare e disincentivare comportamenti non corretti da parte degli utenti, con particolare riferimento ai casi di mancato ritiro degli accertamenti effettuati e di mancata presentazione, senza preavviso, alle prestazioni prenotate.
Articolo 3
(Destinazione dei proventi)
1. Le maggiori risorse derivanti dall'applicazione delle misure individuate ai sensi dell'articolo 2 sono destinate dall'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta al finanziamento di attività sanitarie a livello territoriale.
Articolo 4
(Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Presidente - Il disegno di legge ha avuto parere favorevole a maggioranza della V Commissione ed è stato predisposto un nuovo testo sul quale si voterà. Sono stati presentati 3 emendamenti: 2 da parte del gruppo "Arcobaleno" e 1 da parte del gruppo "La Casa delle Libertà".
La parola al relatore, Consigliere Comé.
Comé (SA) - Il presente disegno di legge è stato immediatamente proposto a seguito delle novità introdotte dall'articolo 6 quater del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300 meglio conosciuto come milleproroghe, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, che ha modificato l'articolo 1, comma 796, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), nella parte in cui impone il pagamento di una quota fissa di 10 euro sulla ricetta per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale rese agli assistiti non esentati.
L'articolo 6 quater del decreto milleproroghe convertito in legge affida alle Regioni la facoltà di adottare misure alternative di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e queste potranno entrare in vigore successivamente al 31 marzo 2007. L'applicazione del ticket sanitario di 10 euro per ricetta, introdotto dalla legge finanziaria 2007, ha suscitato un forte malcontento nei cittadini ed inoltre numerose obiezioni sono state sollevate da parte dei Presidenti delle Regioni in merito alla conseguenza applicativa della predetta misura. Tale norma ha anche evidenziato che l'incidenza del ticket per le ricette recanti prestazioni con basse tariffe - ad esempio, le analisi di laboratorio - risulta così elevata da rendere più conveniente per il cittadino rivolgersi presso strutture di laboratorio private.
Alla luce degli ultimi mutamenti normativi, la Regione ha voluto sin da subito intervenire e il testo presentato dalla Giunta è stato in Commissione competente riformulato e votato da una larga maggioranza, andando così ad individuare proprie misure alternative in sostituzione del ticket generalizzato imposto dalla legge finanziaria 2007. L'intervento legislativo è proposto anche in ragione del particolare sistema di finanziamento della sanità regionale i cui costi, sin dal 1995, sono interamente a carico del bilancio regionale (articolo 34, comma 3, legge 23 dicembre 1994, n. 724), al quale si correla l'attribuzione alla Regione della definizione delle scelte strategiche in materia di funzionamento dei servizi sanitari, scelte che, peraltro, hanno consentito negli anni all'Azienda sanitaria regionale di mantenere l'equilibrio finanziario. Sotto questo profilo, le misure alternative proposte mirano principalmente a garantire il controllo dell'appropriatezza delle prestazioni, mentre, per quanto concerne gli effetti finanziari, rileva il fatto che il finanziamento dell'Azienda sanitaria per l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza è già stato interamente garantito con le risorse del bilancio regionale, tanto che le risorse aggiuntive derivanti dall'applicazione delle misure alternative proposte andranno ad incrementare il finanziamento aziendale e saranno destinate ad attività sanitarie a livello territoriale.
Il disegno di legge si compone di 4 articoli. L'articolo 1 definisce l'oggetto della legge. L'articolo 2 stabilisce che, entro il 31 marzo 2007, la Giunta regionale individuerà le prestazioni a maggior costo sulle quali applicare una quota fissa, di importo comunque non superiore a 10 euro. Tra le prestazioni non esenti si annoverano quelle a più alto costo e più elevato impatto tecnologico o organizzativo che hanno maggior rischio di inappropriatezza rispetto a protocolli terapeutici o all'evidenza scientifica. L'articolo 3 vincola, come detto prima, la destinazione degli introiti derivanti al bilancio dell'Azienda sanitaria dall'applicazione delle misure individuate ai sensi del presente disegno di legge al finanziamento di attività sanitarie rilevanti sul territorio. L'articolo 4 reca la dichiarazione d'urgenza. Con l'approvazione del disegno di legge n. 158 i cittadini valdostani dalla data del 1° aprile 2007 saranno, tranne le eccezioni previste, esentati dal pagamento del ticket di 10 euro.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Non abbiamo condiviso la scelta del "Governo Prodi" di aumentare di 10 euro il ticket per ogni ricetta e per ogni prestazione ambulatoriale, ma non abbiamo nemmeno condiviso la scelta, anzi la non scelta della Regione di applicare in Valle tale ticket. La Regione si è dimenticata di essere una Regione autonoma, si è dimenticata che i costi delle sanità dipendono totalmente dal suo bilancio, si è dimenticata che, una volta garantiti i livelli essenziali di assistenza, può offrire ulteriori servizi ai suoi cittadini. Il ticket sulle ricette è stato inserito per far fronte al disavanzo nella sanità che presentano tutte le Regioni e difatti il Governo, nel momento in cui decide di togliere questo ticket, chiede alle Regioni di emanare misure alternative per recuperare con altri interventi le entrate derivanti dall'introduzione del ticket. La Regione, che provvede con il suo bilancio alle spese sanitarie, non era tenuta ad aumentare di 10 euro il ticket delle visite ambulatoriali, specialistiche. Non entrava nelle Regioni di disavanzo per le quali il Ministero diceva: "ecco, bisogna assolutamente che le Regioni contengano i costi della sanità, quindi intervengano con misure...", che noi ripetiamo sono state sbagliate, in quanto non aveva senso mettere un ticket di 10 euro a delle ricette, con tutte le conseguenze che abbiamo visto, nel senso che addirittura veniva ad essere più alto il costo del ticket aggiuntivo di quello reale, non solo, ma induceva i cittadini a rivolgersi, come ha ricordato il relatore, alle strutture private; allora non aveva nessun senso e, per fortuna, si sono ricreduti, anche se con alcuni mesi di ritardo. La Regione non era tenuta a fare questo e poteva benissimo intraprendere la strada imboccata dalla Provincia di Trento e decidere di accollarsi lei la spesa sanitaria derivata dalla mancata introduzione dei ticket. Questa mia ipotesi interpretava è avallata dallo stesso relatore e Presidente della V Commissione, che nella sua relazione dice testualmente: "i costi della sanità regionale, sin dal 1995, sono interamente a carico del bilancio regionale" e ha citato l'articolo 34, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Dice poi: "l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza è già stata interamente garantita con le risorse del bilancio regionale", quindi il bilancio regionale è in grado di far fronte a tutti questi livelli essenziali ampiamente, perché, per nostra fortuna e per scelte oculate della Regione, in tutti questi anni si è sempre voluto offrire al cittadino un'assistenza superiore ai livelli essenziali che devono essere per legge garantiti a tutti i cittadini, nel senso che c'è una volontà di offrire ai cittadini valdostani una sanità il più possibile eccellente, poi, se ci si riesce, oppure no... ma la volontà è questa.
Paradossalmente pertanto non si utilizzeranno le risorse che comunque si incamereranno con la previsione dei ticket aggiuntivi ad alcune prestazioni perché, come dice la legge stessa, tali risorse andranno a incrementare il finanziamento aziendale e saranno destinate ad attività sanitarie a livello territoriale. Qui chiaramente si dice: "le risorse che verranno incamerate con questi ticket aggiuntivi che saranno mantenuti su alcune ricette sono risorse nuove, che in qualche modo andranno a sostenere l'attività sanitaria a livello territoriale", ma non si dice: "con questo noi aumentiamo il livello di assistenza, oppure facciamo fronte ad eventuali deficit, o ad eventuali difficoltà di bilancio", è veramente un "surplus". Con questo ticket noi non colmiamo un deficit della sanità, è veramente una risorsa aggiuntiva che non era prevista in bilancio, il nostro bilancio copriva ugualmente tutte le spese della sanità: questo dimostra come la Regione poteva decidere fin da subito di non far pagare i ticket ai Valdostani. Sempre meno capisco la cocciutaggine, la non scelta politica con cui la Giunta ha deciso di non esercitare le sue competenze a vantaggio dei cittadini. La Provincia di Trento l'ha fatto - nessuno ha contestato tale decisione a 2 mesi dalla sua effettuazione, ho fatto ancora una verifica - e ha preso questa decisione rispettando la legge e le sue competenze in materia sanitaria, ha rivendicato le sue competenze in materia sanitaria e ha detto: "visto che io pago interamente la sanità, pago interamente tutto anche l'eventuale ticket aggiuntivo, me la accollo io questa spesa aggiuntiva". Nel Governo regionale siedono le forze politiche autonomiste della Regione e né la maggioranza di Governo... ha ragione il Presidente dell'"Union", è vero, sono stata imprecisa, la ringrazio della rettifica... nella maggioranza di Governo siedono le forze politiche autonomiste della Regione, ossia giustamente tutte quelle... quali sono le altre?
(interruzione del Consigliere Cesal, fuori microfono)
... noi siamo autonomisti progressisti, se volete, aggiungiamo questo... secondo, non facciamo dell'autonomia la priorità assoluta con cui valutare tutto, tanto che l'autonomia è "ni Droite, ni Gauche", è come Dio che copre tutto... Dicevo, queste forze autonomiste non hanno saputo non dico rivendicare... non dovevano rivendicare la loro autonomia, ma esercitare la loro autonomia e le loro competenze. C'erano, perché non le hanno esercitate? E così i cittadini valdostani si sono dovuti accollare ulteriori spese per colpa delle scelte di questa maggioranza di Governo.
Oggi viene portata in Consiglio la legge che recepisce la norma nazionale, che cancella la tassa iniqua sulla salute. Non ho mai negato che si trattava di una tassa che non andava messa, non è in questo modo che si possono risanare le sorti della finanza statale. Probabilmente voleva essere un pungolo alle Regioni, che hanno grossi deficit sanitari, ma lì il discorso è diverso: le Regioni aspettano dallo Stato i finanziamenti e lo Stato dice: "non potete chiedermi tanto di più, io chiedo che anche i vostri cittadini in qualche modo contribuiscano". È un ragionamento che non condivido, quindi non verrò mai qui a dire: "evviva questa norma della finanziaria!".
Questa legge quindi recepisce la norma nazionale che cancella la tassa, una tassa però - sarò monotona, ma non importa - che la Regione poteva, avrebbe potuto non accollare ai Valdostani. Noi chiediamo - questo è il senso di uno dei nostri emendamenti - che, proprio per rimediare alle scelte fatte, forse sono scelte che sono state fatte così, senza valutare fino in fondo le conseguenze, si aggiunga a questa legge una norma transitoria in cui si prevede che venga rimborsato il ticket di 10 euro che in questi mesi eventualmente gli utenti hanno già dovuto pagare. Immagino le obiezioni che sia l'Assessore, sia il Presidente della V Commissione faranno a questa nostra proposta, le hanno già fatte in Commissione dicendo che costa di più il meccanismo di rimborsare il tempo e le procedure, ossia c'è un tale costo per l'USL... molto superiore rispetto al beneficio minimo che ne può avere l'utente. Io non voglio portare ad esempio solo e sempre solo la Provincia di Trento, ma in questo caso la Provincia di Trento ci dà un suggerimento pratico, ha preparato anche un allegato e dice -cito dall'allegato -: "per il rimborso rispetto all'eventuale corresponsione avvenuta nel periodo da 1° gennaio 2007 alla data di approvazione del presente provvedimento, il beneficiario deve rivolgersi alle strutture del servizio sanitario provinciale..." - in questo caso è provinciale, non regionale - "... presentando l'originale della ricetta di pagamento..." - quindi quel pezzettino - "... o in mancanza un'autocertificazione attestante il diritto...", poi il titolo di legittimazione o l'eventuale autocertificazione, ossia questo fogliettino, sono verificati dalle predette strutture per consentire l'immediato rimborso. È sufficiente che il cittadino che ha pagato in questi mesi il ticket aggiuntivo si presenti allo sportello laddove si pagano i ticket, presenta questa sua ricevuta di pagamento e ha l'immediato rimborso. Ora non è una cosa così stravolgente, spero quindi che questa legge, che recepisce una norma nazionale per cancellare una tassa iniqua sulla salute, in qualche modo riesca anche a far sì che tale tassa iniqua pagata dai cittadini valdostani in questi mesi sia rimborsata.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che su questo argomento vada detto più di qualcosa, soprattutto vada detto qualcosa per riportare a una realtà la tematica, che mi sembra sia stata portata su un piano di fantapolitica da parte della collega che mi ha preceduto. Questa è una di quelle vicende che dimostra come molte volte in politica si riesca a dire tutto e il contrario di tutto, collega Squarzino, ossia noi su questa vicenda non possiamo non considerare il ruolo che hanno giocato non più i Parlamentari valdostani, ma i "prodi" Parlamentari valdostani, ritengo che tale definizione ben si addica a questa vicenda, perché penso che il Presidente della Regione, Caveri, abbia bene in mente il ruolo che giocavano i rappresentanti eletti in questa Regione in situazioni ante-maggioritario e sistema bipolare, quando in effetti un voto era determinante e spesso i Parlamentari eletti in questa circoscrizione riuscivano a mercanteggiare, a vantaggio comunque della Regione Valle d'Aosta, tutta una serie di situazioni. Alcune volte poi venivano gestite male in loco, ma sicuramente il peso politico che nei decenni passati i Parlamentari eletti in Valle d'Aosta hanno avuto sui Governi nazionali penso sia innegabile. Paradossalmente in questa legislatura siamo ripiombati nella stessa situazione e devo dire di più, colleghi del gruppo "Arcobaleno": che proprio il Senatore Perrin non solo nell'ambito della finanziaria, ma soprattutto dopo la finanziaria, quando al Senato si è giocato sul filo dei 158 voti quella maggioranza che il Presidente della Repubblica aveva reso clausola essenziale per dare "semaforo verde" al "Governo Prodi"... mi chiedo dove fosse il Senatore eletto in questa circoscrizione, per quale motivi i ragionamenti che la collega del gruppo "Arcobaleno" sta facendo non sono stati fatti in quell'aula, a cosa è stata subordinata la fiducia recentemente espressa? Sarebbe stato sufficiente nell'ambito del milleproroghe inserire una clausola che facesse chiarezza su questo percorso, perché lei, collega Squarzino, ha una ragione: su tale vicenda non c'è chiarezza. La chiarezza purtroppo non c'è per un insieme di distrazioni delle particolarità di questa Regione; in effetti, andando a ritroso nel tempo e andando a guardare le norme che hanno condizionato il sistema sanitario regionale, vediamo come l'articolo 34 della finanziaria del 1995 diceva chiaramente che la Regione Valle d'Aosta provvede al finanziamento del servizio sanitario senza apporto alcuno a carico del bilancio dello Stato. Ora, era sufficiente fare, come è sempre stato fatto in passato, a fronte di norme che normalmente hanno al riguardo l'interesse nazionale dimenticando spesso quel particolare piccolo che in termini politici, ma anche in termini di bilancio poco conta, che è la Valle d'Aosta, una clausola che chiarisse.
Oggi ci troviamo nell'imbarazzo di dover argomentare un disegno di legge che purtroppo non ha gli strumenti per fare chiarezza. Devo dire che forse qui l'Assessore, ma anche tutta la Giunta e tutta la maggioranza avrebbero dovuto avere più coraggio perché, a fronte di quell'assenza assordante dei Parlamentari eletti, che sono impegnati forse più a recuperare i propri emolumenti e i propri finanziamenti , poi riprenderemo tale argomento nel prosieguo di questa mattinata... sulle questioni riguardanti le tasche dei cittadini sono totalmente distratti e assenti. Questa incitazione alla disobbedienza fatta dalla collega Squarzino è quanto meno discutibile, perché, a fronte di una legge dello Stato, penso sia difficile fare i disubbidienti, rappresentando un'istituzione. Perché dicevo che ci voleva più coraggio? Perché forse il Presidente della Regione assieme all'Assessore alla sanità sarebbe dovuto andare a Roma a Palazzo Chigi dal Ministro della sanità ed evidenziare questa situazione paradossale, ovvero che noi ci paghiamo la sanità e dobbiamo sottostare a tutta una serie di meccanismi finanziari imposti con legge dello Stato. Sulla vicenda dei ticket, a smentire quanto ha detto la collega Squarzino, c'è la vicenda del ticket dei 36,15 euro che anche la Regione applica, ossia, se fosse vero quello che lei collega Squarzino sostiene, probabilmente avremmo "carta bianca" nel gestire la vicenda dei ticket; mi sembra purtroppo che non sia così. Sulla sanità abbiamo anche l'obbligo, contrariamente a quello che accade in quel Trentino che lei ha citato, dove si gestiscono i contratti con il personale sanitario, di sottostare alla contrattazione nazionale, di conseguenza ancora una volta la Regione ha un'autonomia che è quanto meno gestita con "il guinzaglio corto", nel senso che sul fronte dell'autofinanziamento dobbiamo essere indipendenti, sul fronte delle scelte sui settori economici - contratti, piuttosto che spese - invece dobbiamo sottostare alle politiche nazionali. Forse questa "cosa" doveva essere evidenziata in sede di finanziaria, forse poteva essere recuperata in sede di milleproroghe, invece ci troviamo a doverlo fare adesso in Consiglio regionale con una competenza che è diversa rispetto a quella che potrebbe essere una competenza a tutto campo o primaria che ci derivasse dalla norma statale.
Dove sono le nostre perplessità? Non sicuramente sull'abrogazione del ticket di 10 euro, perché noi il ticket di 10 euro e tutte quelle misure scritte nella finanziaria di Prodi le consideriamo inique: non solo il ticket dei 10 euro, riteniamo che l'intera finanziaria di Prodi sia stata una finanziaria iniqua, perché ha scaricato un peso insostenibile sulle spalle di un'economia che sta con difficoltà ripartendo. Cosa facciamo allora? Non paghiamo più le tasse o il bollo, perché è iniquo? Le tasse di successione non le paghiamo perché sono inique? Questo è il paradosso di tale ragionamento poco istituzionale e poco responsabile, collega! Qual è il "ventre molle", collega, di questa legge? È che la relazione non può prescindere da un richiamo puntuale alla norma che, per sintesi, continuiamo a pagare milleproroghe; di conseguenza, prendiamo atto che il Governo ha dato una via di uscita alle Regioni e ci richiamiamo alla norma del milleproroghe. La norma del milleproroghe pone dei paletti: il primo paletto è il 31 marzo, perciò mi domando con quale fantasia i colleghi del gruppo "Arcobaleno" possano dire: "andiamo a restituire quello che è stato pagato fino ad oggi", perché, purtroppo, quello che è stato pagato fino ad oggi andrà ad essere incrementato di quello che dovrà essere pagato fino al 31 marzo, difatti questa norma di legge correttamente fa riferimento a quel limite temporale. Dopodiché dimentica che 2 sono le strade che il milleproroghe ci consente per uscire dal "diktat" del ticket dei 10 euro: una, quella di garantire il medesimo gettito che il ticket avrebbe apportato alle casse della sanità in questo caso valdostana, stimati in 5,5 milioni di euro, questi sono i dati che lei ci ha fornito in Commissione; l'altra invece è la strada di trovare un accordo che sia ratificato e certificato dal Governo nazionale. Questo però non viene recepito in tale norma di legge: ecco perché abbiamo presentato un emendamento che dice che la Giunta nel fare l'operazione di "messa in disarmo" del ticket deve seguire l'iter del milleproroghe, o garantire certe risorse equivalenti, o ricorrere all'accordo con lo Stato... oppure lasciamo "aperta una porta", che è quella di trovare un accordo alternativo con il Governo, noi abbiamo detto nell'ambito del Patto di stabilità, ma potrebbe essere nell'ambito del Patto di salute, che è un patto diverso, potrebbe essere nell'ambito di un qualsiasi accordo che questa Giunta dovrebbe avere la forza politica di ricontrattare e di ridefinire, o semplicemente di chiarire le nostre competenze che è bene che vengano definite una volta per tutte in maniera chiara.
Il disegno di legge come è impostato, secondo noi, ci espone a un rischio: che qualsiasi procuratore della Corte dei Conti in cerca di pubblicità e con un po' di fantasia possa imputare a questo Consiglio regionale di non avere applicato una norma dello Stato, che comunque creava dei vincoli di cassa; di conseguenza, il fatto che abbiamo dichiarato che quel ticket avrebbe reso 5,5 milioni alla sanità valdostana... nel momento in cui il ticket viene eliminato e l'eliminazione non ha delle misure compensative e non ha neppure l'accordo previsto dal milleproroghe, qualcuno potrebbe dire che i 35 "prodi" - ci saremmo anche noi nei "prodi" e questo ci dispiace, perché è una definizione che non ci si addice - devono rispondere per il concetto del danno erariale alle casse regionali. Questa preoccupazione l'abbiamo espressa anche con il Presidente della Regione, che ci ha rassicurato sui precedenti: a suo dire, non esistono Consigli che siano stati chiamati collegialmente a rispondere per danno erariale, noi diciamo però che tale legge è una legge particolare, perché, essendo un provvedimento che dà disapplicazione ad una fonte di entrata, probabilmente ci potrebbe essere questo tipo di prospettiva.
Noi allora questo le chiediamo, Presidente: quando lei era Parlamentare, ha avuto le capacità di far pesare la Valle d'Aosta su Roma; non sempre abbiamo condiviso l'uso che veniva fatto di tale maggiore autonomia, che venivano portata in Piazza Deffeyes, ma sicuramente la sua presenza è stata attenta nel tempo, facendo pesare questa Regione nel "mare magnum" del Parlamento nazionale. Oggi pensiamo, vista la distrazione dei Parlamentari eletti e vista l'insensibilità del "Governo Prodi" e della sua maggioranza per le autonomie, che questa Regione con il Governo che lei rappresenta debba avere la forza politica di tentare un chiarimento su tale materia e il chiarimento deve avvenire a livello politico affinché sia chiaro che, pagando noi la sanità, non siamo vincolati ad applicare quei ticket che già per norme precedenti stiamo applicando (il ticket dei 36,15 euro). Ecco perché riteniamo che il nostro sia un emendamento essenziale, perché serve non solo a dare copertura ai colleghi Consiglieri che si apprestano a votare tale disegno di legge, ma perché obbliga questa istituzione e questa Giunta ad andare a ridefinire con il Governo nazionale una questione che non può essere ancora una volta lasciata fra le cose che prima o poi si risolveranno. Pensiamo sia un percorso di chiarezza, essendo al di sopra ogni sospetto il nostro giudizio negativo a tutta la manovra economica e finanziaria del "Governo Prodi", ivi compreso il ticket dei 10 euro, perciò chiediamo di essere messi come gruppo politico nelle condizioni di poter votare un provvedimento che sia coerente e legittimo con il quadro di insieme che in questo momento condiziona anche la Regione Valle d'Aosta.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Ritengo vi sia da chiedere le scuse, perché ormai diventa un fatto talmente cronico... comunque, tenuto conto dell'avvenenza e della giovane età del collega, non posso che esserne lusingato...
Credo che questa proposta di legge sia meritoria anzitutto, perché toglie un provvedimento indegno a livello nazionale, perché è una tassa che equipara qualunque tipo di analisi, come abbiamo detto anche discutendo la mozione che impegnava la Giunta a tale provvedimento... per cui, di fatto, andava a colpire proprio quelli che erano gli esami più diffusi, quello che era il ricorso più normale alle prestazioni sanitarie e rientrava in quella indecorosa tendenza esistente nel nostro Paese, per cui oggi la sanità non è più così universale, ma di fatto esiste un divario significativo causa il peso che ormai hanno i ticket sulle spese familiari fra chi se lo può permettere e chi non se lo può permettere. Certamente questi 10 euro hanno fatto "traboccare il vaso", perché hanno portato a che una maggioranza di cittadini sia in difficoltà con il provvedimento. A tale dato negativo si associa in Valle d'Aosta un secondo dato negativo: tutta questa manovra non ha alcun effetto per quanto riguarda il miglioramento dei conti statali, che era l'obiettivo con cui era stato messo... ossia "abbiamo un "buco" dello Stato, dobbiamo recuperare dei soldi, bene, andiamo a mettere questi 10 euro". Il problema è che, essendo la Valle d'Aosta autonoma in tutti i sensi da tale punto di vista, ciò non aveva nessuna ripercussione positiva per lo Stato, quindi lo Stato non doveva fare questo. Dobbiamo renderci conto, in contrapposizione alla posizione espressa testé dal mio "fac-simile" Frassy, che bisognava fare forse un'azione contraria, ossia far ricorso alla Corte costituzionale contro questo provvedimento, perché applicava alla Valle d'Aosta un provvedimento che con la stessa non c'entrava assolutamente nulla, perché non siamo collegati con il riparto sanitario statale. Lo potevano fare ovviamente il Deputato e il Senatore in Parlamento, lo poteva fare la Giunta regionale, lo potevamo fare noi come Consiglio, la responsabilità è un po' di tutti, ma di certo oggi dobbiamo mantenere quel tipo di impostazione: dobbiamo agire da adesso in avanti perché lo Stato, quando si occupa di spese sanitarie, metta alla fine dei propri provvedimenti: "fatte salve le competenze della Valle d'Aosta" e quindi che tutto ciò non si applica alla nostra Regione. In questo senso non posso accettare il nostalgico richiamo del Consigliere Frassy: "andiamo a Roma...", a Roma si andava nel 1922 e non con risultati così brillanti...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... capisco la sua nostalgia per quei bei tempi eroici, per cui a Roma bisognava andare magari con il cappello in mano a chiedere gentilmente politicamente di avere qualcosa. Noi dobbiamo mandare a Roma delle lettere, in cui si dice: "Cari ragazzi, da adesso in avanti dovete cambiare modo di fare, perché dovete rispettare le nostre esigenze".
Tale provvedimento è meritorio perché pone fine a queste 2 iniquità, quindi credo sia ben accetto e debba essere votato da tutto il Consiglio, perché dà il segnale che su tali temi la politica in Valle d'Aosta è compatta.
Vi sono alcune riflessioni che si devono fare per quanto riguarda il futuro. Credo non verranno fuori molte risorse dalle norme che la Giunta metterà, perché dobbiamo utilizzare questo strumento per fare capire agli operatori sanitari, ai medici e alla popolazione che su tale tema bisogna fare qualche riflessione in più in termini... per esempio, che tutta una serie di esami costano molto in termini organizzativi, di strumenti messi a disposizione: penso alla risonanza magnetica nucleare, strumentazione che costa milioni di euro, nella macchina e anche nella struttura che deve essere poi costruita intorno per ingabbiare queste radiazioni. Credo sia qualcosa di utile quindi che vi sia una qualche proporzionalità fra gli esami più costosi e il ticket, così come può essere utile tale provvedimento per stimolare l'appropriatezza delle indicazioni e, da questo punto di vista, ritengo "si vada insieme", perché già oggi abbiamo da molti la testimonianza che i pazienti, quando vanno dal medico e quest'ultimo prescrive tutta una lista di esami, nella loro testa cominciano a fare la somma dei ticket, chiedono al dottore se sono davvero tutti esami indispensabili; quindi, una ricerca dell'inappropriatezza per evitarla credo venga effettuata già dalla popolazione. Noi possiamo aiutare questa riflessione con il provvedimento che andrete a prendere e da tale riflessione dovranno emergere delle vie più corrette per l'uso di questi 10 euro, che, come erano stati posti dal Governo, non erano corretti. Verranno fuori delle risorse, qui decidiamo di impostarle per il territorio e credo che questo sia molto positivo. Vi sono delle ipotesi di lavoro, fra cui quella della vaccinazione per il carcinoma del collo dell'utero, che sarebbe un modo per la Valle d'Aosta per essere davvero un'eccellenza in Italia: questa è una cosa molto importante e che va a dare una mano alle giovani generazioni. Credo quindi sia molto utile, ma questa disponibilità che viene fuori potrebbe anche essere usata per completare quella serie di presidi territoriali indispensabili a sgravare l'Ospedale, anche nella prospettiva che diventi un Ospedale per acuti, di tutta una serie di prestazioni di tipo ambulatoriale.
Credo che alla fine un errore clamoroso effettuato dal Centro-Sinistra a livello nazionale possa essere recuperato a livello locale per migliorare la sanità e per dare dei servizi migliori alla gente. In tale senso non possiamo che auspicare che la Giunta nel provvedimento che prenderà di qua al 31 trovi un modo corretto e non esagerato di utilizzo di questo strumento, in modo che si chiuda tale partita nel modo più indolore possibile, dall'altra parte credo si debba auspicare che sulla "partita sanità" o attraverso norme di attuazione, o attraverso altri tipi di provvedimenti che non sono in grado di identificare, ma che la Giunta con i suoi uffici potrà identificare, vi sia una maggiore tutela delle nostre competenze.
Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.
Lavoyer (FA) - Brevissimamente, confortato anche dall'intervento del collega Sandri che, oltre ad essere un collega, è anche un esperto in materia. Vogliamo anche noi, come "Fédération Autonomiste", sottolineare che anzitutto questo problema non lo ha creato il Governo regionale, abbiamo subito anche noi gli effetti negativi di una finanziaria che solo a parole doveva alleggerire la pressione fiscale, ma che nella realtà quello che toglieva con la mano sinistra poi chiedeva con la mano destra. Riteniamo molto positivo questo provvedimento, anzitutto perché la Valle d'Aosta è la prima Regione che prevede una legge regionale alternativa al ticket su ricetta, lo reputiamo positivo anche perché dal 1° aprile si cancella tale sistema e inoltre perché imposta un meccanismo che vorremmo definire educativo per la gente, infatti va ad escludere prestazioni ad alto costo il più delle volte considerate inappropriate. Come "Fédération Autonomiste" quindi dichiariamo il nostro voto favorevole.
Presidente - La parola al Consigliere Cesal.
Cesal (UV) - Non starò a ripetere le considerazioni svolte dai colleghi che mi hanno preceduto, ritengo si tratti di un provvedimento molto importante che chiude una fase di incomprensioni, una fase che ha comportato l'accollo ai cittadini di una tassa che ritenevamo iniqua in considerazione della nostra autonomia finanziaria e della nostra capacità di autofinanziarci la sanità. Credo che con tale provvedimento si vada nella giusta direzione, prendo atto anche degli interventi favorevoli che si sono sviluppati in quest'aula questa mattina, per cui confermo la posizione dell'"Union Valdôtaine", che è favorevole a tale provvedimento e un voto che andrà in quella direzione.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Il nostro collega Frassy ha spiegato in maniera chiara al Consiglio quali sono le perplessità legate a questo provvedimento, però non possiamo non riflettere su una responsabilità politica molto importante rispetto a tale provvedimento e anche molti altri... Il collega Sandri ha dichiarato questo provvedimento indegno, io credo sia meritoria la sua indignazione, però vorrei fare una domanda a questo Consiglio: i Parlamentari dove sono? Sono andati a Roma e si sono infilati in una catacomba? Il Senatore Perrin, che ha il voto al Senato più pesante della storia di questa autonomia, dov'è? Dov'era quando c'è stato da votare una finanziaria da 37 miliardi di euro oltre ai 30 miliardi di euro di avanzo che aveva lasciato l'ex Ministro Tremonti e quando con 60 miliardi di euro si sono inventati una serie di spese e di costi per le autonomie, per le Regioni, per i Comuni? Il Senatore Perrin dov'è in questi giorni quando per la Valle d'Aosta c'è da "portare a casa" la ferrovia, il Gran San Bernardo, il Monte Bianco, i buoni benzina? Un certo Senatore Pollaro è stato su tutte le cronache dei giornali dall'Argentina, perché lui decideva se votare o non votare la fiducia a Prodi, ma il Senatore Perrin dov'era per dare una visibilità alla sua fiducia? Ricordo che in campagna elettorale gli Onorevoli Perrin e Nicco firmarono un patto con Prodi, che mi risulta doveva essere bilaterale: "noi garantiamo al Governo di Sinistra, se avrà i numeri, la fiducia, in cambio di un'attenzione all'autonomia della nostra Regione"; lui ha avuto la più grande disattenzione della storia di tale autonomia proprio in questo ultimo anno con in cambio il voto più pesante della storia di tale autonomia del Senatore valdostano... non siete stati capaci di portare... non mercanteggiando qualcosa alla Valle... ma almeno il rispetto delle nostre prerogative finanziarie statutarie di autonomia, almeno questo! Il più pesante voto al Senato nella storia dell'autonomia il Senatore Perrin lo ha liquidato in un silenzio tombale! Se c'è il Senatore, allora "batta un colpo", venga in Valle d'Aosta, venga a dire come pensa di rapportarsi nei prossimi voti al Senato, dov'è determinante come mai nessuno lo è stato, come pensa di difendere l'autonomia con quel voto pesante, perché non possiamo più accettare da Valdostani di avere un Valdostano che al Parlamento svende l'autonomia in cambio di un voto di fiducia totalmente inutile! Almeno "porti a casa" qualcosa! Almeno "porti a casa" la dignità della difesa dell'autonomia!
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Abbiamo avuto appena ora dal collega Lattanzi un bell'esempio del concetto di autonomia della nostra Regione, spero solo che non sia condiviso dalla maggioranza dei Consiglieri, perché se essere eletto al Senato o alla Camera significa andare a mercanteggiare o contrattare prebende e benefici, abbiamo fatto la figura meschina per decenni! Io, che sono l'ultimo arrivato, ho un'altra idea dell'autonomia: un'autonomia legata alla dignità, al sostenere una coalizione per la quale ci si è dichiarati a priori e per la quale si è stati eletti senza ambiguità, perché è stato dichiarato a priori che avrebbero appoggiato un certo tipo di Governo e sono stati eletti dal popolo valdostano. Per quanto riguarda quello che fa il Senatore Perrin...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... la minoranza che è però la maggioranza relativa. Non credo che i numeri siano un'opinione, abbiamo il collegio uninominale, vince chi prende più voti... è stato eletto. Non mi sembra che vi sia stata sollevazione da parte di chi lo ha eletto e da altra popolazione valdostana nei confronti del Senatore Perrin. Per quanto riguarda il rendiconto, sabato il Senatore Perrin era ad Aosta; il sottoscritto, insieme ad altri, ha chiesto un incontro con gli Onorevoli Perrin, Nicco e Marilde Provera, che è cresciuta in Val d'Aosta e ci siamo confrontati, ma lei non c'era, collega Lattanzi!
Lattanzi (fuori microfono) - ... e ho fatto bene!
Bortot (Arc-VA) - ... ah, ecco, allora è facile venire in Consiglio a "sparare" che gli Onorevoli Perrin e Nicco "non portano a casa"... Sul discorso della ferrovia è un discorso che ci siamo... qui forse siamo noi che siamo in ritardo e in questo caso giustamente, perché si sta discutendo seriamente nelle Commissioni che indirizzi darci su quel settore, per una volta tanto non vengono calate decisioni dall'alto, tanto per essere chiari e c'è un altro fatto: se questo Governo deve "mettere le mani" nelle tasche dei cittadini italiani e valdostani, probabilmente sarà perché qualche altro Governo ha lasciato delle "voragini", qualche altro Governo ha pensato non tanto di far risparmiare gli Italiani quanto di riempirsi le proprie tasche, quindi rimangono i "buchi" che i Governi successivi per le compatibilità con l'Europa, i patti di stabilità... devono riempire... e i soldi da qualche parte si vanno a prendere. I cittadini per avere i servizi devono pagare le tasse, noi abbiamo il coraggio di dirlo, non andiamo nelle piazze a far demagogia dicendo: "meno tasse e staremo tutti meglio, saremo tutti liberi", perché meno tasse in questo caso sono meno tasse che già guadagnano più di tutti gli altri del popolo italiano!
Tornando al dunque, Consigliere Lattanzi, spero non sia condivisibile dalla maggioranza di questo Consiglio il suo pensiero sulla concezione dell'autonomia, perché il nostro è legato alla dignità e sono contento che il Senatore Perrin, dato che ha il voto determinante, non chieda niente in cambio per la Valle d'Aosta, tanto per essere chiari...
(applausi in aula consiliare)
... perché, tanto per essere chiari, quello che è stato concordato sul programma e i voti che ha ricevuto per essere eletto, quello è già stato fatto... e la demagogia degli applausi... il problema è che tale questione del ticket, dato che tutti ridete... l'autonomia che avete voi è questa: "dell'autonomia ce ne freghiamo, usiamo questa idea del ticket per "mettere alla berlina" gli Onorevoli Nicco, Perrin e il Governo nazionale"! Perché le prerogative di quanto ha detto la collega Squarzino c'erano anche prima da far valere da questo Governo, invece si è preferito stare zitti, non vedere, fare i finti tonti sul fatto che avevamo delle prerogative da tutelare rispetto all'inserimento del ticket di questo Governo per "mettere alla berlina" il Governo, Nicco e Perrin. Vi è andata male, perché c'è stata una sollevazione di popolo, compresi noi, contro questo ticket iniquo e adesso siete rimasti in "braghe di tela", dovete "arrampicarvi sui vetri" per giustificarvi dal fatto che non avete voluto, soprattutto il Governo, intervenire prima su tale questione!
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Solo per chiedere una sospensione, se non c'è più alcun intervento in discussione generale... comunque chiediamo una sospensione prima della fine della chiusura.
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (UV) - Credo che in questa discussione riguardante il famoso ticket di 10 euro si sia parlato di tutto, ma si sia dimenticato l'Afghanistan, Abu Omar, Pollari, ossia una serie di argomenti che potrebbero allargare ulteriormente il quadro del dibattito politico, ma che con il ticket non c'entrano nulla... E se non si può non condividere quanto ha illustrato in modo puntuale il collega Frassy, peraltro la sua illustrazione è stata molto tecnica ... e quindi forse, siccome qui ognuno, da quello che ho capito finora - non sono molto bravo in queste cose -, parla ai suoi elettori fuori, anziché parlare in Consiglio, mi sembra che l'8 marzo dovrebbe diventare la festa della demagogia, spostando magari la Festa della donna ad altra data. Dico questo perché ho sentito dire cose che, dopo che gli argomenti erano stati approfonditi, sviscerati e discussi in Commissione, ritenevo purtroppo risolte, perché, siccome "ad impossibilia nemo tenetur", il quadro è molto semplice, oppure non abbiamo capito nulla, ossia sulla sanità la Valle d'Aosta paga tutte le spese, ma non ha tutte le competenze: questo è il nodo del problema. A monte di ciò abbiamo quest'anno una finanziaria fatta male, su questo penso tutti siano d'accordo, anche quelli che fanno finta di dire che non è vero, che il decreto milleproroghe è fatto peggio, per cui poi non si riesce a capire in quale modo, anche perché è un decreto, per la parte che ci riguarda oggi, bugiardo, in quanto dice di voler togliere il ticket, ma non toglie nulla, ossia dice alle Regioni: "potete sostituire i 10 euro di ticket a ricetta, a condizione che vi sia la certificazione dell'equivalenza delle risorse percepite con altre imposte sostitutive". È altresì vero che, siccome non sarà possibile per noi, che invece lo interpretiamo come: "togliamo il ticket", reperire queste risorse sostitutive, ci basiamo sulla spiegazione, per certi versi un po' fideistica, che, siccome la sanità ce la paghiamo noi e quindi non contribuiamo al deficit nazionale relativo, se non sostituiamo questo ticket tolto con qualcos'altro di equivalente, in fondo non se ne accorgerà nessuno e il Governo non opporrà un ricorso presso la Corte costituzionale su tale legge, in quanto si potrebbe legittimamente sostenere, a fronte di 5,506 milioni di euro, che era la ragionevole aspettativa delle entrate di 10 euro a ticket... voi sostituite, non istituendo un'altra imposta, ma limitando i 10 euro alle indagini strumentali di maggior costo, di maggiore complessità organizzativa... Ora, questo fa sì che, non avendo tutte le competenze, noi dobbiamo purtroppo sottostare alla data del 31 marzo, che è quella stabilita dal decreto come data limite oltre la quale ciò che il decreto prevede può essere fatto, quindi per quanto riguarda la retroattività tanto cara a tutti noi... perché poi bisogna dirlo chiaro e tondo che siamo tutti contro questo ticket, e chi ha il coraggio di venire qui a dire: "che bello il ticket, aumentiamolo"! Siamo tutti contro il ticket, diciamolo che lo ostacoliamo tutti. Fuori, tutti gli elettori della Valle d'Aosta sappiano che su una questione così politicamente corretta, come dire se siamo a favore o no del ticket... siamo tutti contro il ticket! Ma adesso non esageriamo, nel senso che, come dicevo, la mia domanda è: il rischio, nel caso si introduca la retroattività proposta dalla collega Squarzino, che aumenti la possibilità che la legge sia impugnata anche per l'aspetto della non copertura puntuale di tutti i costi, è elevato oppure no? Altrimenti andiamo a fare il "Tafazi" al quadrato, anziché il "Tafazi" semplice.
Ora abbiamo parlato tutti di quello che si dovrebbe fare. È sicuramente vero e condivisibile che si debba andare ad una trattativa con lo Stato, perché, a fronte della copertura intera dei costi, vi sia la possibilità di avere tutte le competenze e quindi che situazioni come questa non abbiano a riverificarsi, però, detto quello che si dovrebbe fare, bisogna vedere quello che si può fare oggi e mi sembra che il decreto che andiamo a votare sia ragionevolmente corretto sulla base dell'equilibrio delle aspettative... che sia considerato all'interno delle nostre prerogative e che non vada a cozzare contro il nostro imperfetto quadro di competenze.
Quindi vorrei sottolineare questo fatto: gran parte dei discorsi che ho sentito oggi sono di tipo demagogico, perché sono fatti per dire fuori: "guardate, se volevano, il ticket non lo mettevano, guardate che ci hanno messo il ticket perché sono dei bastardi e adesso questi bastardi non vogliono togliercelo fino al 31 marzo". Non mi sembra sia così. Le spiegazioni giuridiche che abbiamo ricevuto in Commissione su questi passaggi della nostra necessità di aderire al decreto, della non possibilità di intervenire con deliberazione... ossia i passaggi su cui si basano le proposte e le recriminazioni della collega Squarzino, le spiegazioni che abbiamo ricevuto sul fatto che così non si poteva fare mi sono sembrate serie, documentate e convincenti, quindi, siccome tutti vogliamo che questo ticket maledetto - introdotto per motivi che non condividiamo - sia tolto, il testo proposto da tale legge mi sembra il migliore possibile nella situazione in cui ci troviamo.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Solo per fare un po' il punto senza scendere nella polemica.
Tornerei proprio a questo... intanto ringraziando per le osservazioni che sono venute dal Consiglio... non è un passo semplice, non lo è adesso che abbiamo una possibilità di aggancio, quella del milleproroghe, era ancora più difficile e impossibile prima, ma anche adesso richiede un atto di responsabilità e di coraggio da parte di tutto il Consiglio, perché la situazione non è chiara neppure in tutte le altre Regioni. La nostra è forse la prima Regione che sta preparando una legge, proprio affinché il provvedimento entri in vigore al più presto, già a partire dal 1° aprile, quindi ringrazio per le osservazioni, la più importante, presentata da diverse persone, è quella di riaprire un tavolo e di tenere i contatti con il Ministro: questo vi assicuro che abbiamo sempre cercato di farlo, ma forse dopo tale vicenda ancora di più è necessario farlo con i Parlamentari, a cui ho scritto una lettera subito prima di tutte le esternazioni, perché la nostra Regione è una delle prime che si è accorta, avendo un sistema sanitario solo pubblico, che questo sistema provocava degli effetti più indesiderati che in altre Regioni. L'osservazione quindi di riaprire un tavolo e di rivedere le competenze perché vanno riviste anche dal punto di vista economico, significa che quello che si è discusso nel 1995 va ridiscusso, perché le entrate dai contributi che abbiamo sono minori e il costo della sanità aumenta.
Facendo solo una breve storia, non per giustificare un comportamento ma per una logica che c'è stata dietro al comportamento, perché, come diceva il collega Ottoz, è stata ampiamente validata in Commissione da tutti gli esperti dell'Ufficio legale, perché su questo si è lavorato dai primi 10 giorni di gennaio, su come risolvere tale problema, e abbiamo sentito dei costituzionalisti e tutti gli uffici legali della Regione, della Presidenza, in Commissione di questo si è discusso ampiamente! La finanziaria ha introdotto con il ticket aggiuntivo sicuramente degli effetti indesiderati, non farei polemica, ma lo stesso Ministro ha riconosciuto i 2 scopi della manovra: il rientro di bilancio, perché dietro la manovra dei ticket vi è un recupero di finanza importante, e il fine educativo, ossia la nostra utenza e i nostri medici vanno rieducati ad un senso del costo di certe prestazioni, rieducati all'affronto clinico con il paziente, a non prescrivere solo centinaia di esami. Questa manovra purtroppo ha provocato degli effetti indesiderati gravissimi, per cui al pubblico alcuni esami costavano di più rispetto al privato, abbiamo interpretato che tale legge fosse una legge dello Stato nazionale votata da tutti i Parlamentari, anche da quelli valdostani, per cui si può disubbidire sempre allo Stato, si può non pagare il bollo, ma questa non era una materia su cui avevamo competenza primaria. Il Trentino lo ha fatto, ha fatto una deliberazione che parla di prestazioni aggiuntive e queste non sono prestazioni aggiuntive, non è vero che il Trentino non è stato contestato, perché il Trentino, quando è entrato il 18 gennaio nella riunione degli Assessori della sanità con il Ministro, è stato ampiamente contestato, non è ancora finito il discorso del ricorso, perché il ricorso ha dei tempi molto lunghi. Non abbiamo fatto ricorso alla Corte costituzionale, perché lo avevamo già fatto lo scorso anno sul Patto di stabilità e a distanza di un anno non abbiamo ancora avuto la risposta, per cui ci è sembrato un percorso molto lungo di fronte ad una difficoltà immediata dell'utente di pagare questa cifra. Quando una legge ha un'implicanza finanziaria come questa, dal punto di vista legislativo, ci spiegano gli esperti che non può essere cancellata da una deliberazione qualsiasi, ma ci vuole una norma di legge e il Ministro il 18 gennaio ci aveva detto che avrebbe fatto un decreto legge, ma il decreto legge non è stato fatto, poi ha previsto una legge, ma i tempi andavano troppo avanti e allora si è deciso di inserirlo nel milleproroghe alla Camera, ma questo in un primo tempo non è stato accettato. Successivamente è passato nel milleproroghe al Senato e poi di nuovo alla Camera, quindi c'è stato un percorso. Dire che si poteva toglierlo è facile, ma si poteva anche incorrere in sanzioni e ricorsi, perché era una legge con implicanze finanziarie e doveva essere cancellata da un'altra legge che doveva avere un presupposto legislativo. Il milleproroghe non è molto chiaro, intanto anch'esso come la finanziaria non ha nessuna nota che tiene conto del fatto che le Regioni che si finanziano la sanità devono essere al di fuori di un certo tavolo in cui si concorda comunque il Fondo sanitario nazionale, ma questo non c'è stato, il milleproroghe non è chiaro, le osservazioni sono giuste, perché l'equivalenza che diceva il Consigliere Ottoz non sarà raggiungibile da nessuna Regione, perché non si possono avere 2 misure equivalenti su un'entrata aggiuntiva dei ticket, da cui presumo di portare a casa 5 milioni di euro, ma se le prestazioni saranno molto meno, come faccio a rientrare in una cifra? Come posso allora avere una misura equivalente a una cifra di entrata di cui non ero sicuro e come faccio a mettere sullo stesso piano delle misure sanitarie e paragonarle e raffrontarle? È veramente impossibile. Il milleproroghe dice alcune cose importanti: che fino al 31 marzo questo sistema aggiuntivo del ticket va avanti, dal 1° aprile si passa ad un nuovo sistema e il Servizio Legislativo ci ha spiegato in Commissione, collega Squarzino, ma non voglio fare polemica, come un sistema che parte dal 1° aprile non può essere anticipato e cancellare un sistema precedente, altrimenti ci sarà un'impugnativa come diceva il collega Ottoz.
Le Regioni avranno grandi difficoltà ad applicare questa legge e conformarla al milleproroghe, perché non è chiarissimo, noi cerchiamo di farlo, perché siamo convinti che il ticket aggiuntivo vada rimosso. Abbiamo fissato delle misure che portino al senso di maggiore appropriatezza tutti gli utenti, quello che chiediamo a tutti è, di fronte al desiderio di togliere un ticket che è comunque iniquo, ed è quello che ci muove più di qualsiasi altro motivo, di fare un atto di coraggio da parte di tutto il Consiglio, e cioè introdurre delle misure alternative dal 1° aprile assicurando - ed è un impegno che ci assumiamo - di aprire con il Ministero e con i nostri Parlamentari un tavolo di confronto, affinché sempre più questa autonomia, nel gestire i servizi sanitari della Valle d'Aosta, sia riconosciuta a pieno titolo.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Ringrazio anzitutto per gli apprezzamenti nei confronti della mia antica attività parlamentare, anche se mi rendo conto che è stata usata per la polemica politica. Per mia fortuna, non devo insegnare niente a nessuno, anche perché nessuno me lo ha chiesto e ognuno fa il lavoro come vuole e interpreta il proprio ruolo come preferisce e ne risponde agli elettori. È vero che nella finanziaria avere un emendamento del genere: "il ticket è discrezionale laddove le Regioni autofinanziano la sanità" sarebbe stato "elementare, Watson"... Devo dire che il ticket non è colpa del "Governo Caveri", è triste da dirsi, ma non è colpa nostra: è colpa di una scelta governativa che capisco, anche se la scelta tecnica con cui nel maxi emendamento è stato scritto è una scelta drammatica. Quando incontriamo i Presidenti delle altre Regioni italiane o il collega Marguerettaz incontra i suoi colleghi del bilancio delle altre Regioni, dobbiamo partire dal presupposto che la situazione della sanità è una situazione drammatica, perché le Regioni a suo tempo si sono fatte"infinocchiare" dai diversi Governi che si sono succeduti e si sono trovate nelle mani una "patata bollente" dalle caratteristiche assolutamente straordinarie, pensate che in Regioni come il Piemonte o la Lombardia il 70-80% del bilancio regionale è sanità. È questa una situazione esplosiva nel tempo e la scelta che il Governo ha fatto di mettere il ticket era un modo per riuscire a coprire le "voragini" esistenti nei bilanci regionali di tutte le Regioni, poi ce ne sono alcune più morigerate, altre meno, tanto che già lo scorso anno ricorderete che è stato applicato automaticamente un aumento dell'IRAP a copertura.
La scrittura tecnica del ticket è stata disastrosa e noi avremmo volentieri presentato ricorso alla Corte costituzionale ma, nel momento in cui abbiamo dovuto scegliere quali norme della finanziaria impugnare, già si paventava l'arrivo del decreto legge, quindi era inutile fare un discorso di principio, anche perché le norme della finanziaria vengono discusse dalla Corte costituzionale con una tale lentezza che fa sì che alla fine le conseguenze delle norme della finanziaria, cogenti, che impugniamo, se anche la sentenza è positiva 2 anni dopo, possiamo dire che nel frattempo l'utilità del ricorso è caducata. Mi auguro che anche nel contenzioso costituzionale vi sia un concetto di sospensiva e di urgenza, perché questo vale per la legislazione regionale, che viene sospesa all'atto del ricorso, e non vale l'inverso.
Perché la sanità valdostana è stata regionalizzata nella spesa? Alcuni di voi lo ricorderanno, questo è avvenuto perché le accuse reiterate di un'eccessiva ricchezza delle Regioni a statuto speciale hanno portato le Regioni speciali, ritenendo intangibile il principio del riparto fiscale, nel nostro caso del mantenimento dei 9/10... nel tempo abbiamo preferito negoziare... parlo al plurale, perché i Parlamentari all'epoca avevano una stretta connessione con la Regione e questi argomenti venivano discussi fino all'ultimo emendamento nella Commissione bilancio... si accettò all'epoca di farsi gravare delle spese sanitarie per evitare che venissero toccate le percentuali del riparto fiscale. Bolzano non ha applicato il ticket avendo competenza esclusiva sulla sanità, noi sulla sanità abbiamo una competenza concorrente. Noi non avevamo una normativa sui ticket, quindi questa norma sui ticket ci è "caduta sopra" come una tagliola. La soluzione tecnica di Trento è stata ritenuta illegittima dai funzionari che avrebbero dovuto firmare la legittimità di una nostra eventuale deliberazione di Giunta e le argomentazioni che ci sono state date dall'Ufficio legislativo della Giunta regionale e anche dagli esperti della sanità ci hanno convinto che dovevamo operare non con deliberazione, ma con legge. Sono convinto che la scelta che qui viene operata, ossia quella di fare riferimento per la chiusura del procedimento alla normativa dello Stato, aprendo però poi delle nostre scelte, sia la scelta giusta.
Non credo esista alcun rischio di tipo contabile, lo dico al collega Frassy. La prima ragione è che le leggi sono a tutela di eventuali vizi contabili, a meno che non si appuri che esistano degli avvenimenti penali, che poi hanno anche attraverso le legislazioni regionali delle conseguenze di tipo contabile, ma non è questo il caso. Vorrei dire che ci sono almeno 2 elementi che ci rassicurano: il primo elemento è che è vero che stralciamo la sanità dalla discussione sul Patto di stabilità, ma è altrettanto vero che, quando mandiamo i conti, mandiamo i conti completi per la discussione del Patto di stabilità che deve essere stipulato entro il 31 marzo fra me e il Ministro Padoa Schioppa. È chiaro quindi che tale vicenda del ticket emergerà nelle trattative e vorrei rassicurare che, senza mettere formalmente l'intesa con lo Stato, lo Stato saprà di questa nostra misura. Lo Stato peraltro lo saprà anche perché questa legge va al controllo di legittimità costituzionale del Governo, ossia il Governo dovrà valutare... non sulla legittimità costituzionale... sul sospetto eventuale da parte del Governo che questa legislazione possa aver violato dei principi costituzionali o possa avere non tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 81 della Costituzione, ossia il principio della copertura finanziaria. Se il Governo ritenesse che noi dovessimo fare qualche tipo di azione, quindi la legge verrebbe impugnata, con l'impugnativa della legge cadrebbe anche la successiva deliberazione di Giunta. Credo quindi che la preoccupazione che il collega Frassy esprime è in qualche modo nel momento in cui il Governo dovesse decidere o meno di impugnare la legge; se la impugnasse, la legge, nella concatenazione logica, decadrebbe e decadrebbe anche la logica della deliberazione di Giunta successiva. Il problema della certificazione, come ha ricordato il collega Ottoz, esiste, ma esiste per le Regioni a statuto ordinario, mentre, per quel che ci riguarda, questo farà parte dei conti che discuteremo per il Patto di stabilità e se poi invece il Governo dovesse decidere improvvidamente di ricorrere alla Corte costituzionale contro il primo provvedimento che le Regioni faranno... perché questo è il primo provvedimento delle Regioni per l'abolizione del ticket, perché quello di Trento era basato su dei presupposti che non condividiamo.
Vorrei brevemente, anche perché in fase di chiusura di discussione generale non potremo più riflettere sugli emendamenti, dire il parere sugli emendamenti. Per quanto riguarda il primo emendamento, quello di pubblicare la deliberazione di Giunta sul Bollettino ufficiale, che sarebbe una cosa nuova ed eccezionale, collega Squarzino, ci penserei 2 volte, perché credo che la pubblicazione nel BUR della deliberazione, visti i tempi tecnici di pubblicazione compresi quelli di traduzione, necessariamente dopo il 1° aprile, data indicata dalla legge per l'avvio dell'applicazione di ticket regionali, creerebbe una complicazione, perché prevedere questo ulteriore adempimento ingenererebbe nei cittadini confusione sull'effettiva data di inizio dell'applicazione dei ticket alternativi: 1° aprile o data di pubblicazione? L'impegno che il Governo si assume allora è quello di dare massima pubblicità, non creiamo il precedente, che cominciamo a pubblicare anche le deliberazioni di Giunta, che hanno tutto un proprio canale di pubblicità. Vi assicuro la massima pubblicità, ne abbiamo anche un vago interesse, però ritengo che questo emendamento non debba essere accolto. Non vorrei ripetere alla collega Squarzino perché non è accoglibile l'emendamento n. 2, dato che non solo gli esponenti politici, ma anche la dott.ssa Fanizzi, Capo del Legislativo, ha spiegato le ragioni tecniche per le quali questo sarebbe inopportuno e il collega Ottoz ha rievocato il rischio che un'eventuale norma di tale genere possa far impugnare la legge e questa sarebbe la cosa peggiore perché faremmo una figura da fessi.
Per quanto riguarda l'"emendamento Frassy", credo non sia accoglibile in ragione del meccanismo di autofinanziamento, perché non siamo sottoposti alle verifiche del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 dell'intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005. Queste verifiche sono finalizzate a monitorare che le Regioni che accedono ai finanziamenti del Fondo sanitario nazionale adempiano correttamente agli obblighi previsti dalla finanziaria per l'accesso a tale fondo. Era qui che avevamo immaginato prima con il collega Frassy di aggiungere un riferimento al nostro Patto di stabilità ma, dopo aver consultato l'Assessore Marguerettaz, lo ritengo inopportuno, perché noi, da un lato, sicuramente nel momento in cui il sottoscritto firma con il Ministro Padoa Schioppa la bontà del Patto di stabilità, questo agisce sull'insieme della nostra finanziaria regionale; dall'altro, se vi fossero dei dubbi di legittimità, prima di un intervento, che non potrebbe a mio avviso avvenire per ragioni tecniche, di qualche magistrato della Corte dei Conti, sarà il Governo stesso, visto che diventeremmo la legge-test (perché saremmo la prima legge sui ticket che arriverà sul tavolo del Governo), ad impugnare (speriamo di no) davanti alla Corte costituzionale. Credo pertanto che quell'eventuale interruzione non debba aver luogo, perché non ritengo si possa inserire nella legge quello che è nel procedimento della legge che oggi approviamo.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Molto brevemente, riguardo all'emendamento che abbiamo presentato, alle perplessità che abbiamo esposto e alle risposte che il Presidente ci ha dato su questa problematica. Prendiamo atto, Presidente, di quello che lei ha appena finito di illustrare, nel senso che le chiediamo di dare comunque informativa a questo Consiglio, come è tradizione nelle comunicazioni di apertura dei lavori, dopo che lei avrà discusso il Patto di stabilità che riguarda la nostra Regione... affinché ci dia comunicazione anche del riflesso che tale norma ha avuto nell'ambito di quei colloqui. Sulla base di questi ragionamenti e sul convincimento politico che il ticket è una norma che noi non avremmo mai né scritto, né sottoscritto, ritiriamo l'emendamento ed esprimiamo un voto favorevole su tale disegno di legge, nella consapevolezza però che sulla sanità il vostro Governo un chiarimento con il Governo nazionale lo deve quanto prima pretendere.
Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo ad esaminare il testo, ricordo che si voterà sul nuovo testo predisposto dalla V Commissione e votato a maggioranza dalla stessa Commissione.
Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - All'articolo 2 vi è l'emendamento presentato dal gruppo "La Casa delle Libertà" che è stato ritirato; ne do lettura per il verbale:
Emendamento
All'art. 2, comma 1, del Disegno di legge 158 dopo "Giunta regionale" aggiungere:
" - secondo l'iter di cui all'articolo 6quater del d.l. 300/2006, convertito dalla l. 17/2007, fatte salve le procedure alternative concordate tra Governo e Regione Valle d'Aosta nell'ambito del patto di stabilità. -"
Vi è poi l'emendamento presentato dal gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Al comma 1 dell'art. 2, aggiungere alla fine:
"Tale delibera è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione.".
La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Ho ascoltato attentamente ciò che ha detto il Presidente Caveri sul fatto della pubblicazione della deliberazione, ma un'analoga osservazione - non so se il Presidente della Commissione si ricorda - era stata fatta per legge analoga sull'attività dell'"eliski", in quanto le deliberazioni che erano in allegato, adottate dalla Giunta regionale, poi non avevano un'ufficialità, perché, in definitiva, si pubblica la legge, la deliberazione di Giunta regionale è conseguente, per cui, dal punto di vista di raccolta legislativa, è poi impossibile risalire in tale caso alle misure alternative al ticket. Questo è anche confortato... non ho capito, Presidente Caveri, sull'"unicum", sul fatto che potrebbe rappresentare una novità questo, come lei diceva, ad ogni modo al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n. 7/1994, recante norme per la redazione del Bollettino ufficiale, viene specificato in quali parti è diviso il Bollettino ufficiale. Il Bollettino ufficiale è diviso in 3 parti: nella prima parte ci sono le modifiche allo Statuto speciale, poi si dice: "la seconda parte contiene testi coordinati... decreti e determinazioni... circolari... deliberazioni, aventi carattere di generalità, del Consiglio regionale, della Giunta regionale...". Come gruppo, abbiamo capito quello che ha affermato la Giunta, siamo anche disposti a ritirare l'emendamento, però credo che il Consiglio regionale, e nella fattispecie la Commissione, una riflessione su questo la dovrebbe fare. Dovremmo trovare un modo per evitare quello che lei dice, Presidente, sul problema di capire a quale data: data di pubblicazione nel BUR oppure data di promulgazione della legge? È chiaro però che dopo una riflessione del Governo regionale, se quest'ultimo prende tale impegno di pubblicizzare al massimo quali sono... siamo disposti a ritirare l'emendamento, fermo restando il fatto che esiste questo problema di pubblicazione sul BUR di deliberazioni di Giunta regionale che hanno carattere di generalità.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Devo dire che il sistema che era stato annunciato in aula di maggior pubblicità delle deliberazioni di Giunta oggi funziona egregiamente, per cui sono moltissimi i cittadini che si sono iscritti e che guardano le deliberazioni di Giunta, per cui non credo che oggi per le persone interessate la pubblicazione sul BUR sia un grande valore aggiunto. Confermo, nel chiedervi di ritirare l'emendamento, che vi sarà la massima pubblicità.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Per dichiarare che il nostro gruppo ritira l'emendamento.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Vi è il secondo emendamento presentato dal gruppo "Arcobaleno", che recita:
Emendamento
Dopo l'articolo 3 è inserito il seguente:
"Art. 3 bis
(Disposizione transitoria)
1. L'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta provvede al rimborso delle quote fisse sulle ricette incassate dal 1° gennaio 2007, in seguito all'entrata in vigore dell'articolo 1, comma 796, lettera p, della legge n. 296/2006, fino all'entrata in vigore della presente legge.".
Lo pongo in votazione:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 20
Favorevoli: 3
Contrari: 17
Astenuti: 10 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Salzone, Sandri, Stacchetti, Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
