Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2556 del 8 marzo 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2556/XII - Ordine dei lavori. Comunicazioni.

Presidente - Auguro a tutte le donne una buona festa, in modo particolare alle colleghe Consigliere.

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, per mozione d'ordine.

Squarzino (Arc-VA) - Più che per mozione d'ordine, ringrazio il Presidente che ha ricordato che oggi è l'8 marzo e ringrazio per gli auguri che sono stati fatti. L'8 marzo è una festa tradizionale per le donne e fa sempre piacere ricevere dei fiori o anche posare per una foto ricordo con il Presidente Perrin e con una bella mimosa... ah Caveri! È un "lapsus freudiano", guardi!

(ilarità dell'Assemblea)

... sono contenta che si inizia con una bella risata il Consiglio, in modo da stemperare i toni forti che c'erano ieri. Dicevo, è una giornata in cui è possibile fare ad alta voce riflessioni che negli altri momenti dell'anno probabilmente sono accolti con un sorrisino di sufficienza. Vorrei proprio leggere un pezzo di un editoriale apparso ieri su "Il Sole 24Ore", un giornale della Confindustria, uno dei più imparziali dal punto di vista ideologico, il titolo è:

"L'8 marzo? Non c'è proprio nulla da festeggiare. Festeggiamo l'8 marzo? No, grazie, se deve essere come negli ultimi anni un'occasione per dare alle donne un riconoscimento rituale e a buon mercato, un mazzetto di mimose, fiore sempre bello e gradito, che libera da impegni sostanziali e lascia immutata la realtà di discriminazione radicata a cominciare dal lavoro, vorremmo un momento di riflessione più ampia. Quest'anno non parliamo di festa della donna, ma di festa per la parità fra uomini e donne, non per sminuire il ruolo delle donne, ma per sottolineare che dopo 100 anni 2 fatti ci sembrano molto importanti: primo, nonostante i progressi assoluti compiuti in campo economico e politico per migliorare la condizione della donna, resta ancora molto da fare in termini relativi, cioè nel confronto fra generi, nell'economia e nella politica; secondo, colmare questi divari non è e non deve essere solo compito femminile, per il quale meritiamo plauso e incoraggiamento con cadenza annuale, ma una questione quotidiana di tutta la società, uomini e donne, nelle famiglie, nelle imprese e nei Governi".

Mi auguro che gli auguri che oggi sono stati fatti alle donne, e anch'io li faccio a tutte le donne del Consiglio e a tutte le donne che lavorano nell'Amministrazione, si traducano in un impegno quotidiano nel rispetto reciproco e nel lavoro affinché vi sia effettivamente nel lavoro e nella politica un'effettiva parità fra uomini e donne.

Presidente - Grazie, Consigliera Squarzino, anch'io apprezzo le sue parole e ribadisco l'importanza di ricordarsi delle donne e dei loro problemi non solo l'8 marzo, ma in tutti i 365 giorni dell'anno.

La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - In maniera non rituale, in parte simboleggiata anche da quell'alberello di mimose che ieri abbiamo piazzato nell'entrata del Consiglio regionale, mi permetto di indirizzare i miei auguri più sinceri per questa ricorrenza in una società qual è quella valdostana, che è una società che ha e può vantare anche degli "score" molto positivi nel mondo femminile. Per quel che è il tasso di lavoro femminile, siamo al 58%, quando il tasso proposto da Lisbona è ancora leggermente inferiore, quindi siamo in una società nella quale la donna si afferma anche nel lavoro e devo dire che, senza tornare a una visione matriarcale di parte della società agricola della nostra Valle, possiamo testimoniare un atteggiamento di grande modernità del rapporto uomo-donna in Valle d'Aosta, anche se naturalmente molte cose devono essere fatte. Ricordo che questo è l'"Anno delle pari opportunità", che non è solo un rapporto fra i generi, ma è un insieme di problematiche molto più complesse. Mi permetto di dire che riterrei, con il contributo dei Consiglieri presenti in Consiglio, che forse potremmo cogliere l'occasione quest'anno, visto che comunque dovremo legiferare in materia di mondo femminile... perché, come sapete, la rappresentante che oggi si occupa delle pari opportunità è di nomina ministeriale, la dott.ssa Barillà... scadrà nel mese di ottobre, noi dovremo da qui ad allora avere una legislazione regionale in materia, perché nel frattempo abbiamo acquisito la competenza con il trasferimento degli uffici statali del lavoro, che oggi sono diventati uffici regionali, quindi diciamo che il ruolo oggi ricoperto dalla dott.ssa Barillà è, come ha fatto il Friuli Venezia Giulia, regolamentabile con legge regionale... credo sia anche l'occasione, ma questa è materia del Consiglio, di riflettere anche sulla Consulta femminile e anche su quella ipotesi, che si è manifestata in discussioni che conosco, riguardo alla possibilità di avere una consulta delle elette. Senza sovrapporre e far nascere nuovi strumenti, credo che potremo intelligentemente tutti assieme onorare l'"Anno delle pari opportunità", e mi fa piacere ricordarlo proprio in questa giornata dell'8 marzo... avere una legislazione in materia di genere e di rappresentanza femminile che sia più moderna di quella che ancora abbiamo nella legislazione regionale.

Il Consiglio prende atto.