Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2552 del 7 marzo 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2552/XII - Livello di sicurezza igienico-sanitaria nell'azienda di commercializzazione del latte crudo. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che:

- la commercializzazione di latte crudo quale "alimento pronto per il consumo umano" è sottoposta a regole specifiche al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza igienico-sanitaria per i consumatori;

- il consumo di latte crudo è la principale modalità di trasmissione della tubercolosi dal bovino all'uomo;

- malgrado la consistente bonifica sanitaria attuata in passato, si sta assistendo a una ripresa di focolai di tubercolosi presso alcune stalle valdostane;

- un recente provvedimento della Giunta regionale stabilisce che "il latte crudo deve provenire da vacche che, oltre ad appartenere a un allevamento ufficialmente indenne da tubercolosi, deve avere approfondito la propria situazione sanitaria rispetto alla TBC mediante l'impiego del test del gamma interferone su tutti i capi dell'azienda al fine di escludere la presenza di capi infetti anche negli stadi iniziali della malattia";

- nell'unica azienda agricola valdostana autorizzata a commercializzare il latte crudo per il consumo diretto è stata rilevata il 24 febbraio 2006 (peraltro in fase di macellazione) una bovina con lesioni tubercolari;

ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quanti sono, ad oggi, i capi bovini presenti in Valle d'Aosta risultati positivi o anche solo "casi dubbi" ai controlli antitubercolari e quanti sono gli allevamenti valdostani ai quali è stata conseguentemente sospesa la qualifica di "ufficialmente indenni da TBC";

2) se gli risulta che i test antitubercolari tradizionali siano stati (e possano continuare ad essere) facilmente elusi da qualche allevatore con la somministrazione preventiva di farmaci corticosteroidi ad animali infetti: in caso affermativo, quali provvedimenti ha adottato;

3) se, nell'azienda citata in Premessa, siano stati riscontrati nell'ultimo quinquennio capi infetti da TBC e se siano stati effettuati controlli successivi a quello in cui si è rilevata la presenza di un bovino ammalato;

4) come e quando intende dare rigorosa applicazione alle disposizioni recentemente approvate e se non ritenga necessario ed urgente effettuare una massiccia campagna di controllo su tutti i capi presenti in Valle d'Aosta attraverso il più sicuro test del gamma interferone.

F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Il problema dei focolai di tubercolosi che stanno riprendendo in alcune stalle valdostane ci preoccupa e ci preoccupa anche perché la notizia è stata confermata, o perlomeno non era stata diffusa qualche mese fa dai 2 Assessori delegati - l'Assessore alla sanità e l'Assessore all'agricoltura - in relazione a uno studio zooprofilattico del Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria, che attestava la recrudescenza di questa malattia in alcune stalle, ma è stata confermata anche dall'Assessore a fronte di una nostra recente interrogazione, dove tale problema si è addirittura verificato presso una stalla valdostana un anno fa, la cui azienda poi è stata abilitata a commercializzare del latte crudo. Con questa interpellanza abbiamo posto alcune domande per approfondire tale problema ben sapendo che la commercializzazione del latte crudo... e in particolare il latte crudo sono lo strumento principale di trasmissione della TBC dai bovini all'uomo.

Chiediamo quindi alcune cose che riteniamo di basilare importanza: "quanti sono ad oggi i capi bovini presenti in Valle d'Aosta risultati positivi o anche solo "casi dubbi" ai controlli antitubercolari e quanti sono gli allevamenti valdostani ai quali è stata conseguentemente sospesa la qualifica di "ufficialmente indenni da TBC"". Ci risulta poi un fatto piuttosto spiacevole, ovvero che vi sia qualche allevatore - naturalmente è una parte minima rispetto alla totalità - che tende ad eludere i controlli antitubercolari, che vengono fatti tradizionalmente con la classica tubercolina, la classica puntura e naturalmente tale elusione avviene attraverso l'utilizzo di farmaci corticosteroidi ad animali infetti. Se questo fosse acclarato, sarebbe un fatto grave e vorremmo sapere in tal caso l'Assessore se e quali provvedimenti ha adottato o intende adottare. Facciamo ancora una volta un riferimento all'unica azienda per ora che è autorizzata a commercializzare il latte crudo, perché in questa azienda è stato rilevato un capo infetto all'atto del macello prima che fosse autorizzata a commercializzare il latte crudo e vorremmo sapere se presso tale azienda sono stati fatti controlli anche successivamente rispetto al momento in cui è stata rilevata la presenza di un bovino malato e naturalmente le chiediamo qual è lo "screening" dell'ultimo quinquennio.

Sappiamo che come Giunta avete preso provvedimenti al riguardo, in particolare è stato deliberato un provvedimento ad inizio dell'anno, che è più rigoroso rispetto alla disciplina preesistente, in particolare tale provvedimento dice che il latte crudo deve provenire da vacche che, oltre ad appartenere ad un allevamento ufficialmente indenne da tubercolosi, deve aver approfondito la propria situazione sanitaria rispetto alla TBC mediante l'impiego del test gamma interferone su tutti i capi dell'azienda, al fine di escludere la presenza di capi infetti anche negli stadi iniziali della malattia. La volta scorsa ci ha risposto che attendeva l'entrata in vigore del provvedimento, perché era in fase di pubblicazione; vorremmo sapere, immaginando che adesso sia vigente a tutti gli effetti, se e come intende dare rigorosa applicazione a questa disposizione e se non ritenga urgente e necessario anche fare una campagna di controllo più massiccia su tutto il patrimonio bovino presente in Valle d'Aosta attraverso quel test definito più sicuro anche da lei: il test del gamma interferone.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Il mio intervento è soprattutto per assicurare che insieme all'Assessore Isabellon, con le associazioni degli allevatori, si cerca di tenere molto alto il livello contro la tubercolosi, che è una malattia importante nel bestiame, nel senso che è trasmissibile all'uomo, e testimoniare che anche con le nuove iniziative si sono prese tutte le misure per garantire questa qualità dei nostri allevamenti, che prevede che la Regione sia esente da malattie tubercolari.

In merito alle sue domande, le do i dati relativi alla campagna 2006-2007, dico prima che i capi in Valle sono 35.000 e i bovini risultati positivi ai controlli sono stati 417 e i bovini risultati dubbi ai controlli 31. In seguito a questo le aziende di allevamento con qualifica revocata sono state 27 e aziende di allevamento con qualifica sospesa sono state 22: questi sono dati relativi alla campagna 2006-2007.

Per quanto riguarda le azioni fraudolente che qualcuno avrebbe messo in atto, noi non possiamo accertarlo, né dire la causa o le motivazioni, però abbiamo segnalato delle anomalie nell'andamento della malattia nella campagna di risanamento 2005-2006 e i casi sono stati oggetto di segnalazione all'autorità giudiziaria che è competente per verificare se ci sono state delle frodi oppure no. La campagna 2006-2007, che si sta concludendo adesso con dati non ancora completi, non presenta al momento situazioni anomale che possano far sorgere sospetti, quindi se a qualcosa sono servite tali segnalazioni, hanno fatto sì che quest'anno non vi siano più stati in una campagna di bonifica, non ancora ultimata, dei casi sospetti.

Per quanto si riferisce all'unica azienda che attualmente vende latte crudo, di cui già le avevo risposto l'altra volta, il capo positivo al macello nel 2006 c'è stato, ma dopo questo caso sono stati effettuati sull'allevamento in completo tutti i controlli previsti dalla normativa di riferimento per permettere il rientro in qualifica, che sono risultati tutti negativi: questo ha fatto sì che l'azienda rientri in qualifica. Per quanto riguarda la deliberazione n. 132/2007, è previsto per il rischio che il latte crudo commercializzato sia un veicolo di malattia tubercolare per l'uomo che vi siano delle norme molto più rigide, l'applicazione dell'interferone di regola... Lei chiede che questa deliberazione venga applicata; è legge della Regione, per cui è applicata in modo sostenuto in particolare dai nostri veterinari che l'hanno recepita da poco. Il discorso sul gamma interferone associato alla prova della tubercolina è facoltativo nelle prove diagnostiche che si eseguono in fase di compravendita di animali e invece è obbligatorio in allevamenti sospesi o revocati dalla qualifica.

Nella futura programmazione verranno tenuti in considerazione diversi punti, su questo abbiamo attivato un tavolo con l'Assessore Isabellon e con gli allevatori per verificare tali problematiche. È sufficiente il test alla tubercolina laddove non vi siano interferenze o sia applicato correttamente; certo che aggiungere il gamma interferone dà una sicurezza in più: questo potrebbe anche essere ammissibile per la salute della gente. Sicuramente è superfluo in molti casi, perché, laddove la reazione alla tubercolina è negativa, il capo dovrebbe essere esente da malattia tubercolare, così succede in tutto il resto d'Europa. Stiamo verificando perché il test all'interferone è un test costoso, l'ipotesi sarebbe di presentarlo e di offrirlo gratuitamente agli allevatori, ma con ingenti spese e in alcuni casi sarebbe superfluo perché non aggiungerebbe nulla; sicuramente questa deliberazione prevede che per chi commercializza il latte crudo sia comunque effettuato, perché qui il rischio è maggiore. Il tavolo di lavoro congiunto sta analizzando tali problematiche, ma gli ultimi dati sono molto più rassicuranti e probabilmente l'allarme sta rientrando; ciò non toglie che questa nuova deliberazione di Giunta porterà ancora maggior rigore in una commercializzazione di latte crudo che è comunque a rischio.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Grazie, Assessore, per le risposte puntuali che sono pervenute ad alcuni quesiti. Una semplice considerazione: lei sa che a Roma ci sono i furbetti del quartierino e ancora recentemente ne è emersa una nuova figura; non vorremmo che altri furbetti non del quartierino romano, ma disseminati sulle nostre montagne approfittassero della buona fede degli amministratori e dei consumatori esistenti nella Regione. Sarebbe drammatico e preoccupante che per colpa di pochi la zootecnia valdostana dovesse pagare un prezzo molto alto. Sappiamo che sono state effettuate campagne di bonifica sanitaria in questi anni veramente massicce che hanno comportato un dispendio di energia e di risorse finanziarie non indifferente. Sappiamo che, per ottenere la qualifica di ufficialmente indenne, la Valle d'Aosta ha fatto molti sforzi e sarebbe un peccato che per colpa di pochi tale denominazione, questo vanto venisse meno. Apprezziamo quindi che le anomalie che avete riscontrato siano state segnalate all'autorità competente, anche perché i furbetti è bene che risiedano altrove.

Lei dice che in molti casi il test dell'interferone è superfluo e fa la distinzione fra la commercializzazione della carne o del latte crudo, perché la carne, a seguito del procedimento di cottura, diventa innocua sotto il profilo dell'infettività. Non mettiamo in dubbio che questa sia la regola, però pensiamo che la salute umana meriti qualche investimento in più. Ci dice che è eccessivamente costoso e impegnativo utilizzare questo test e forse è così, ma se l'antitubercolina viene elusa da qualcuno in una maniera così odiosa attraverso l'iniezione massiccia di farmaci cortisonici, diciamo che non solo come Amministratori, ma anche come consumatori siamo preoccupati.

Nel ringraziarla per la risposta e per il quadro che ha fornito alla nostra interpellanza, lanciamo un monito a lei e al suo collega Isabellon: per favore "non abbassate la guardia", perché questa recrudescenza in alcune stalle non può essere minimizzata o banalizzata.