Oggetto del Consiglio n. 2551 del 7 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2551/XII - Lavori di valorizzazione dell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- l'Amministrazione regionale ha avviato una serie di lavori di valorizzazione dell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans;
- per l'attivazione del cantiere erano inizialmente previste limitazioni temporanee al traffico nel quartiere e pare probabile la prossima chiusura al transito dei veicoli di un tratto di via Saint-Martin de Corléans;
- i commercianti della zona hanno lamentato, sin dall'estate scorsa, notevoli disagi derivanti dalla mancata programmazione dei lavori e dall'esecuzione grossolana di scavi sull'asse viario, i quali hanno comportato interruzioni del servizio di erogazione e di smaltimento delle acque con conseguenti danni economici alle loro attività;
- che le continue variazioni di organizzazione del cantiere e del traffico veicolare non sono mai state comunicate tempestivamente agli operatori interessati e ai cittadini residenti nel quartiere;
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1) per quali ragioni non è stato preventivamente illustrato ai cittadini e agli operatori economici residenti il programma delle opere da realizzare nella zona;
2) per quali ragioni le limitazioni al traffico e alla sosta sono state ordinate senza un congruo preavviso alla popolazione e con modalità piuttosto grossolane (divieti di circolazione e di parcheggio disposti all'ultimo momento);
3) quale porzione di via Saint-Martin de Corléans sarà eventualmente chiusa al traffico veicolare e per quale periodo;
4) quali iniziative propone per alleviare i disagi che subiranno (e che hanno già subito) gli operatori commerciali della zona e quali misure intende adottare per fare fronte alla comprovata riduzione dei loro introiti a causa della prolungata cantierizzazione.
F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - L'interpellanza, come avrà osservato l'Assessore, verte su un importante progetto: quello del Parco archeologico di Saint-Martin de Corléans, il quale mira a valorizzare tutta una serie di reperti archeologici che insistono in quella zona, a creare una serie di strutture che siano a servizio di questa zona e permettano la migliore fruizione ottimale da parte dei turisti e degli studiosi di tale materia. È un progetto di notevole imponenza non solo sotto il profilo edile e urbanistico, ma anche sotto il profilo finanziario, perché la spesa complessivamente stanziata è di 16,5 milioni di euro e questa spesa va diluita su più esercizi e per una serie di opere che verranno cantierizzate nel tempo.
Il cantiere è stato messo in piedi, l'Assessore Viérin ha parlato di cantiere-evento, ossia un cantiere che è importante dal punto di vista intrinseco, un cantiere che è stato impostato per essere ammirato, ovvero avete previsto delle finestre di osservazione, avete previsto dei pannelli esplicativi, sta di fatto che accanto a questo monumentale lavoro di recupero e di valorizzazione archeologica esiste un quartiere che è fatto di cittadini e di attività economiche. I lavori sono cominciati e qualche disagio è fisiologico che accada e su questo non vogliamo dare demagogia. Il disagio però aumenta quando manca la necessaria comunicazione che dovrebbe esserci fra la pubblica amministrazione e i cittadini, in questo caso la pubblica amministrazione va intesa in senso lato, perché è sì la Regione che interviene per l'esecuzione dei lavori, ma vi è anche il Comune che ha una sua competenza per quanto riguarda la regolamentazione del traffico e della viabilità. Assessore, lei avrà letto che nella nostra interpellanza riportiamo alcune lamentele che sono sorte contestualmente all'inizio dell'esecuzione dei lavori e che scaturiscono da operatori economici della zona. Sono lamentele che trovano il loro fondamento in un'esecuzione piuttosto grossolana di alcune opere e qui ho un insieme di lettere che sono pervenute anche a lei nel corso dei mesi scorsi e che si riferiscono al fatto che l'esecuzione di alcuni lavori idraulici ha comportato rotture di tubi, allagamento di magazzini di alcuni di questi operatori (poi ci saranno state anche le opere di ripristino, ma non ci sembra che a tali opere abbiano partecipato coloro che hanno causato il danno).
I commercianti lamentano che non ci sono stati avvisi in anticipo, porto l'esempio del Comune di Châtillon, dove risiedo e dove è in corso di realizzazione il rifacimento della via centrale, non più tardi di 10 giorni fa è stata fatta una riunione con le persone interessate per programmare concordemente, ossia quel minimo di concertazione che normalmente si richiede quando le opere vanno ad intersecarsi con interessi privati che rischiano di essere lesi. Queste lamentele sono state portate anche alla sua conoscenza, immagino che lei abbia dato delle risposte, perché un vero e proprio programma non è stato steso. Ci hanno segnalato sempre cittadini e operatori economici che la chiusura al traffico veicolare è stata disposta oggi per domani, con un malcontento e un disagio alquanto comprensibile, abbiamo anche rilevato una scarsa sensibilità da parte del Comune nel cercare di avere più tatto nell'affliggere multe per parcheggi che non erano particolarmente ortodossi (multe di 60-70 euro per parcheggio fuori posto quando la strada era stata chiusa e davanti ai siti dei commercianti non ci si poteva più fermare). Noi chiediamo come mai l'esecuzione dei lavori è avvenuta in maniera confusa e senza una preventiva illustrazione ai cittadini del quartiere e agli operatori della zona, perché queste limitazioni al traffico sono state effettuate con un disordine che non ha altri precedenti in Aosta e con modalità grossolane. Se deve essere definito cantiere-evento quello di Saint-Martin de Corléans e qui possiamo portare l'esempio della "Sagrada Familia" a Barcellona, che è un cantiere-evento, perché questa opera monumentale, nonostante i lavori che continuano incessantemente, è visitata da migliaia di persone... se Saint-Martin de Corléans fosse impostata in quella maniera, potrebbe costituire un momento di attrazione turistica. Questo cantiere invece è stato organizzato, più che come un cantiere che crea evento, come un cantiere che crea disagi e per ora gli eventi si possono solo interpretare, ma gli unici eventi che si possono constatare sono i danni subiti da chi risiede nella zona e non è stato opportunamente informato. Le chiediamo poi quali sono le porzioni di Via Saint-Martin de Corléans che saranno eventualmente chiuse al traffico veicolare, in premessa abbiamo messo che pare probabile la prossima chiusura di un tratto di questa via, vorremmo sapere se c'è un calendario definito e quali sono i momenti più difficili che dovranno essere affrontati dal quartiere.
Nell'ultima domanda si chiede: "quali iniziative propone per alleviare i disagi che queste persone hanno già subito o che subiranno e se intende adottare qualche misura per fare fronte alla comprovata riduzione degli introiti degli operatori economici a causa della prolungata cantierizzazione". Su tale argomento penso vi siano diverse iniziative che possono essere intraprese, abbiamo fatto una domanda aperta, perché vogliamo lasciare alla suggestione della Giunta eventuali soluzioni, ma in sostanza è questo il ragionamento che vogliamo porre alla sua attenzione e con il suo contributo possibilmente individuare una soluzione fattiva per tale problema.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) - En laissant répondre les Administrateurs de la Commune d'Aoste pour ce qui est des questions du trafic, peut-être en faisant poser les questions à vos élus à la Commune ou, mieux, à votre élu à la Commune, je me limiterais à répondre à ce qui est de la compétence de l'Administration régionale, et du Gouvernement en particulier, mais pour répondre, vous avez cité certains nombres, je voudrais préciser aussi quelques détails.
Pour ce qui est de la première question, c'est-à-dire l'illustration préventive aux citoyens et aux opérateurs économiques des problèmes qui auraient pu être causés, je tiens à vous rappeler que le Parc archéologique de Saint-Martin de Corléans devrait coûter - comme vous le rappeliez - quelque 16.500.000 euros - aménagements exclus, donc il y aura aussi l'aménagement à compter dans le coût total -, mais ce chantier qui a été commencé depuis des années est appelé à devenir l'un des principaux éléments du panorama culturel urbain de la Vallée d'Aoste, mais aussi de l'Europe. En sus de sa fonction primaire, à savoir la préservation du site archéologique de Saint-Martin de Corléans, il sera aussi le moteur de la relance de ce quartier périphérique - dont les commerçants que vous citiez seront les premiers bénéficiaires - et du fait de la beauté du site et de son intérêt historique et archéologique ce Parc sera appelé à devenir une structure de la plus haute importance en Italie et en Europe.
Le projet du Parc archéologique concerne un espace d'à peu près 10.000 mètres carrés et comportera les réalisations suivantes: la couverture de la zone archéologique proprement dite par une grande nef - d'environ 70 mètres de long par 46,5 mètres de large -, qui enjambera la route communale de Saint-Martin; la construction du musée y afférent, qui occupera quelque 2.700 mètres carrés; l'aménagement de la salle communale, destinée aux activités du quartier, qui sera gérée avec l'accord de la Commune d'Aoste; la salle de conférences, équipée pour que puissent y être organisés des spectacles, des réunions et d'autres activités didactiques; la place, qui sera aménagée pour accueillir les visiteurs comme les habitants du quartier et autour de laquelle des commerces - collègue Tibaldi, 400 mètres carrés environ - ouvriront leurs portes, tandis qu'au dessous de ceux-ci, en sous-sol, seront installés une librairie, une cafétéria, un restaurant et une salle de consultations. Je vous accorde que, vu sa complexité et son ampleur, le projet en question a connu une période de gestation relativement prolongée, que nous avons hérité du passé, mais il a cependant été présenté au public en 1992, lorsque le Musée Saint-Bénin a exposé les différents projets conçus dans le cadre du concours d'idées qui avait été lancé, afin que les citoyens puissent découvrir les résultats dudit concours et par la suite aussi des rencontres... pour éviter que les citoyens se sentent tenus à l'écart de ce problème, des réunions ont été organisées avec la participation des concepteurs, mais aussi de divers techniciens régionaux et d'élus communaux. Vous pouvez donc imaginer qu'une œuvre de ce genre a créé et continue à créer des problèmes, mais il faut essayer de regarder un peu plus en avant.
Comme vous le savez, pour arriver au passé un peu plus récent, au mois de mars 2006 les activités ont débuté, concernant l'ouvrage qui servira aux phases préparatoires à l'ouverture du chantier et comprennent un abondant matériel didactique divisé en 2 sections: la première, les résultats des importantes recherches archéologiques effectuées dans le site (documentation, stratigraphie...); la deuxième qui aborde les éléments les plus caractéristiques du projet architectural (la grande nef, la place, le pont, la lanterne...). A l'heure actuelle, pour ce qui est de l'information aux citoyens, aux commerçants..., une page "Internet" - qui sera accessible grâce à un raccourci à partir de la section culture du site officiel de la Région et de l'Assessorat de l'éducation - est en voie d'élaboration, de même qu'un point d'information qui a été étudié exprès. En accord avec la Commune d'Aoste, ce dernier sera installé à proximité de la bibliothèque communale et fournira des informations en temps réel quant au déroulement des travaux. Oui, M. Tibaldi, c'est bien à la "Sagrada Familia" que j'ai vu pour la première fois le chantier-événement et je crois que c'est un exemple qui marche très bien et c'est sur ce sillon que nous avons voulu commencer ici aussi en Vallée d'Aoste, avec les résultats qui sont sous les yeux de tout le monde: je parle de 17.000 présences à la Foire de Saint-Ours pour ce qui est du cryptoportique et du chantier-événement Place de la Cathédrale.
Pour ce qui est de la deuxième question, les limitations au trafic et les restrictions de la circulation, vous vous souviendrez que le projet d'exécution du Parc archéologique - approuvé tant par la Commune d'Aoste que par la Région - prévoyait la fermeture à toute circulation d'un tronçon de la Rue Saint-Martin de Corléans et l'étude d'une déviation, celui-ci était le premier projet. Les techniciens en accord avec nous se sont penchés sur le problème et ont envisagé une autre solution - que je partage pleinement - qui permettait d'effectuer les travaux - à savoir le déplacement des réseaux souterrains, la réalisation de l'enquête archéologique de terrain au niveau de l'emprise de la route, la construction d'un pont - sans pour autant devoir couper cet axe de circulation pendant près de 2 ans, ce qui avait l'avantage d'éviter de traumatiser les habitants du quartier ou du moins de limiter un peu ce qui les gênaient. Après vérification, cette solution a été adoptée, même si elle comporte des problèmes techniques et logistiques considérables et, notamment, la réalisation d'une voie de contournement dans la zone nord du chantier. Il s'est cependant avéré nécessaire de déplacer temporairement les réseaux enterrés sous la Rue Saint-Martin de Corléans et de supprimer toutes les places de stationnement de la zone. A titre de compensation, un grand espace compris dans le chantier proprement dit et situé en face de l'ancienne Maternité a été ouvert au stationnement public avec l'accord de la Commune d'Aoste.
Pour ce qui est de la troisième question, qui découle un peu de celle-ci, la circulation n'a fait l'objet de restrictions sinon pendant la période nécessaire au déplacement des réseaux souterrains. A ce moment-là un sens unique alterné a été mis en place sur ordonnance du syndic, maintenant je ne sais pas s'il a été mal informé ou non, je répète: c'est la Commune qui y a pensé; c'est d'ailleurs ainsi que la Commune d'Aoste procède habituellement chaque fois qu'elle doit effectuer des travaux de ce type, c'est-à-dire avec ordonnance du syndic. Je voudrais préciser ici qu'en ce qui concerne le pont, les impératifs de sécurité liés au déplacement des lourdes et encombrantes structures y afférentes imposeront certainement une courte interruption de la circulation. Toutes les données relatives à ce problème ponctuel seront évaluées de concert avec l'Administration communale, encore une fois, de façon à ce que la population puisse être avertie un peu auparavant sur ce qui devra être fait. Je tiens à signaler que, lors de la dernière réunion avec les responsables de la Commune qui s'est tenue le 16 février dernier, précisément pour cette raison il a été convenu que les représentants des habitants du quartier assisteraient aux réunions périodiques sur l'avancement des travaux, donc en allant dans le sens de direction dont vous parlez.
Pour ce qui est du point n° 4, comme il ressort de tout ce que je viens de vous dire, les inconvénients liés à ce chantier sont semblables à ceux que peut causer n'importe quel chantier surtout de cette envergure et travaux surtout d'intérêt public, ce n'est pas un chantier privé. Il ne faut pas oublier que le Parc archéologique devrait atteindre des objectifs importants et avoir des retombées socio-économiques pour le quartier, d'abord, mais surtout pour la ville d'Aoste et pour les commerçants qui vivent dans la zone de Saint-Martin.
J'ai essayé de répondre aux questions techniques posées par cette interpellation, mais je voulais aussi entrer un moment dans un discours un peu plus politique car, du point de vue politique, cette interpellation pose des réflexions qui, du point de vue de la substance, sont correctes dans le principe, mais un peu démagogiques pour le problème qu'elles soulèvent. Moi je veux défendre l'importance croissante du secteur des biens culturels en Europe, en Italie et aussi en Vallée d'Aoste - compte tenu de notre patrimoine exceptionnel du point de vue historique et archéologique - surtout dans les derniers temps tout le monde s'accorde pour reconnaître ces résultats. Des résultats qui auront des retombées aussi pour ce qui est des chances de développement, pour ce qui est de la création des emplois et surtout pour ce qui est de l'opportunité pour nos jeunes, car les biens archéologiques et la récupération et la valorisation de ces biens représente aussi un atout du point de vue du "cursus" scolaire. Dans ce domaine une politique ciblée, soutenue par des financements adéquats peur représenter une chance de développement... et c'est pour cela que je suis convaincu du bien-fondé de ce raisonnement et le Gouvernement régional s'est lancé dans la réalisation de programmes ambitieux tels que la requalification du Fort de Bard ou l'aménagement du site de Saint-Martin, mais aussi pour ce qui est de tous nos châteaux, c'est-à-dire que nous voulons que nos châteaux revivent et qu'eux aussi aient une retombée sur le territoire d'un point de vue positif.
Il est bien évident que l'un des piliers de ce que l'on peut appeler le "système des biens culturels valdôtain" est justement l'aire de Saint-Martin de Corléans, indépendamment des idées ou des appartenances politiques. Les représentants de la Commune d'Aoste l'ont d'ailleurs reconnu publiquement, il y a des "interviews" et des réunions où l'on a débattu de cela, donc, en reconnaissant les malaises dont je reconnais la présence, je regrette qu'en dépit de cela et en dépit des ressources économiques engagées pour atteindre l'objectif fixé, nous recevions encore des critiques de ce genre dans des contextes de ce genre, qui ne sauraient relever des initiatives politiques constructives et structurelles, mais, plutôt que des prises de position dans l'intérêt commun ou de notre Communauté, une attitude pseudo-politique de récupération populiste du moindre problème ou de la critique peut-être d'un groupe de personnes axée sur la possibilité de gagner un peu de consensus. Je crois - et je suis là pour défendre le travail de l'Administration régionale - nous sommes en train de travailler pour ouvrir entre autres ce chantier au plus tôt et je veux rappeler à travers vous, en tant que porte-parole des commerçants de la zone, que ce sont les commerçants qui tireront le plus grand profit des travaux qui sont en cours à l'aire de Saint-Martin.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Alcune brevi considerazioni. Assessore, indubbiamente bisogna rispettare sia il lavoro e l'impegno della pubblica amministrazione e, quando parlo di pubblica amministrazione, mi riferisco indifferentemente al Comune e alla Regione, perché l'opera in corso è un'opera imponente per l'impegno che necessita per essere realizzata e anche per il risultato che ne conseguirà. Vanno rispettate al tempo stesso anche le persone che risiedono nella zona e che lavorano nella zona, penso che si possa utilizzare un principio di equità senza per questo scadere nella demagogia. Naturalmente chi lavora nella zona apprezza quello che sta facendo la pubblica amministrazione, ma avrebbe piacere che questa fosse più organizzata nell'effettuare certe opere. Sappiamo che il cantiere è di competenza dell'Amministrazione regionale, quindi la prima responsabilità organizzativa nei confronti di ciò che accade è dell'Amministrazione regionale. L'Amministrazione regionale nell'eseguire queste opere deve coordinarsi con il Comune. Assessore, lei potrà ammettere che c'è stato un difetto di coordinamento fra Regione e Comune, perché se vi fosse stato un minimo di sinergia fra tali 2 enti, forse certi problemi non sarebbero sorti. Non dico che questi problemi siano insormontabili, ma sono problemi che esistono, perché, come i problemi li ha l'azienda che ha appaltato, i problemi ce li hanno anche i commercianti della zona, di cui non siamo i portavoce, ma siamo coloro che hanno sentito le lamentele che riteniamo legittime e nell'ambito di tale legittimità ci siamo permessi di farne voce in quest'aula.
Questa gente che lavora... e sappiamo che il cantiere, oltre ad avere una prospettiva di valorizzazione dell'area, comunque ha una contingenza di indebolimento dell'attività del singolo, quando lei si trova o i bar della zona, o gli operatori commerciali che vedono una netta flessione dei loro incassi e a questa netta flessione si aggiungono opere che sono realizzate grossolanamente come la rottura di una tubazione idraulica, l'allargamento del magazzino magari del fornaio, piuttosto che del tabaccaio, perché l'impresa ha commesso degli errori... è naturale che tale insieme crea quel malcontento che alla fine sfocia non solo in lettere che a lei sono giunte, ma anche a malumori che arrivano agli organi di informazione. Fa parte della democrazia, dell'alternanza dei punti di vista; poi concordiamo con lei, Assessore, perché un'opera di questo genere indubbiamente qualificherà il quartiere e porterà del beneficio domani, ma oggi purtroppo tale beneficio lo si può solo ipotizzare. Lei parlava anche di sito archeologico che sarà integrato con una riorganizzazione di spazi commerciali: questo è un altro problema che si porrà e si pone già adesso, perché in quegli spazi commerciali chi ci andrà? Penso che anche gli operatori della zona... e spero che la pubblica Amministrazione regionale e comunale ce l'abbiano bene in testa il problema, ossia vi siano i diritti di prelazione, per cui chi ha nella zona un'attività commerciale magari è interessato ad insediarsi in quei nuovi spazi commerciali dove si creerà un piccolo o meno piccolo centro distributivo. Chi ha subito dei disagi potrà essere preso in considerazione primariamente rispetto ad altri che dall'esterno vogliono insediarsi, per cui immaginiamo che vi siano delle prelazioni. Tenga presente che i disagi di cui parliamo si riflettono alla fine dei conti in soldi che si perdono. Pur essendo consapevoli della valenza storica, archeologica, culturale che ha il sito, tenendo presente che questa gente sa benissimo che la pubblica amministrazione non ci può rimborsare dandoci un coccio di 3.000 anni fa, o un vaso, o un reperto di particolare valore, ma qui alla fine dei conti dobbiamo "sbarcare il lunario", altrimenti le attività chiudono e ci pare di capire che il dilemma del commercio in crisi non sia solo in Saint-Martin de Corléans, ma sia diffuso per diverse ragioni congiunturali.
Immaginiamo che un'amministrazione nell'intervenire massicciamente in quella zona possa anche prendere in considerazione senza scadere nella demagogia le istanze di questa gente, le faccio un esempio: quando un dipendente di un'azienda o di un'industria più o meno importante vede che chiude la propria azienda o la propria industria e che questa deve ricorrere alla cassa integrazione, vi è un sussidio che viene incontro al disagio. Lei sa che l'operatore autonomo non ha nulla, anzi, se osa lamentarsi, viene addirittura denigrato! Vorremmo che perlomeno da questo punto di vista l'Amministrazione regionale, che esegue i lavori tramite un'impresa "ad hoc", abbia coscienza di questo fatto. Lì c'è gente che lavora, ci sono famiglie, naturalmente non hanno i "paracadute" che sono previsti per altre categorie di lavoratori, ma devono fare i conti con la loro attività che ha subito un evidente nocumento a causa del cantiere. Ben venga il cantiere, certamente, però chiediamo che per alleviare i disagi perlomeno vi sia una programmazione e una concertazione che finora non vi sono state. Apprendiamo con piacere che vi saranno delle informative periodiche con questa gente, speriamo che siano sufficienti per evitare quei danni che sono stati finora subiti.
Non mi ha detto quale porzione di via Saint-Martin de Corléans verrà chiusa al traffico e per quale periodo, ho una risposta in via indiretta da parte del nostro rappresentante al Comune di Aosta, che ha sollecitato l'amministrazione competente, però volevo sapere se queste date coincidono o meno. In ogni caso sono previste delle chiusure totali per alcuni giorni a marzo, per altri a luglio e a settembre-ottobre, quindi vi sono dei lavori di una certa importanza che prevedono una chiusura totale al traffico. Per ora ci affidiamo ai suoi impegni, Assessore, a questa informativa e a questa volontà di alleviare tali disagi.
Alla quarta domanda non ha dato risposta, perché la sensibilità nei confronti di operatori economici autonomi è inferiore rispetto ad altre categorie, ci sarebbe piaciuto avere qualche affermazione più concreta. Ne prendiamo atto, i commercianti però non ne saranno soddisfatti, speriamo che i lavori non vadano ad acuire una crisi che questa gente sta vivendo.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Viérin Laurent, per alcune precisazioni.
Viérin L. (UV) - Ad onor del vero, la prossima volta cercherò di rispondere in italiano così magari ci capiamo, ho risposto sia alla domanda n. 3, sia alla domanda n. 4, le farò avere la traduzione.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi, per fatto personale.
Tibaldi (CdL) - Non voglio polemizzare, Assessore, e nemmeno stimolare una sua reazione così stizzita, ho sentito che lei ai punti n. 3 e n. 4 ha fornito delle risposte, ho anche captato la maggior parte di quello era il concetto, non ho la sua competenza linguistica francese..., però non ho capito quali sono i periodi di chiusura e alla domanda n. 4 ha risposto tacciando come demagogico il nostro quesito, quindi non ha dato una risposta compiuta, ma ha fatto una considerazione... ci ha dato una sua opinione.
