Oggetto del Consiglio n. 2547 del 7 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2547/XII - Ricorso ad incarichi esterni all'Amministrazione regionale in materia di tutela del patrimonio forestale. (Interpellanza)
Interpellanza
Appreso che l'Assessorato all'Agricoltura e risorse naturali ricorre sempre più spesso all'affidamento all'esterno di incarichi e consulenze che in passato erano svolte precipuamente dal personale delle Stazioni forestali e dei Servizi centrali del Corpo Forestale della Valle d'Aosta;
Considerato che tali procedure tendono a non valorizzare le competenze, le conoscenze e le professionalità acquisite nel tempo dai nostri forestali;
Constatato che alcune delle materie oggetto degli incarichi restano, comunque, di stretta competenza del Corpo stesso;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) il numero, l'importo e l'oggetto degli incarichi affidati, dal 1990 ad oggi, a personale esterno in materia di gestione della fauna, di tutela, studio e rilievo del patrimonio forestale;
2) quali sono i percorsi formativi che l'Amministrazione adotta e organizza per il personale forestale;
3) in che modo si intendono valorizzare maggiormente le competenze e le professionalità degli appartenenti al Corpo Forestale della Valle d'Aosta.
F.to: Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Non solo l'Assessorato dei lavori pubblici ricorre agli incarichi con dei veri "record", ma adesso abbiamo scoperto che anche l'Assessore all'agricoltura ricorre sempre più spesso all'affidamento all'esterno di incarichi, soprattutto incarichi e consulenze che riguardano delle attività che in passato erano svolte dal personale del Corpo forestale. Ho fatto una breve indagine, ho visto che si danno incarichi sui censimenti della fauna, fauna autoctona e fauna alloctona, si danno incarichi su quello che un tempo - leggo qui sul bellissimo sito del Corpo forestale della Regione Valle d'Aosta - era una prerogativa degli ispettori o dei sovrintendenti, con un esborso di danaro pubblico non indifferente. Dato che l'interpellanza è presentata per sapere il perché e anche per ottenere un approfondimento dei dati, abbiamo fatto alcune domande molto precise.
Dato che il tempo per la Giunta, come dice qualcuno, è denaro, prego l'Assessore di non rispondermi partendo dalla storia del Corpo forestale, perché ce l'abbiamo nel sito e ce l'abbiamo stampata sulla legge forestale. Abbiamo fatto delle domande precise: il numero, l'importo e l'oggetto degli incarichi affidati a personale esterno in materia di gestione della fauna, di tutela, studio e rilievo del patrimonio forestale; quali sono i percorsi formativi che il personale forestale fa da quando è assunto tramite concorso fino alla pensione; se avete come Assessorato un programma per valorizzare maggiormente le competenze e le professionalità degli appartenenti al Corpo forestale. Naturalmente non intendo per "valorizzazione" la proposta di regolamento e il disegno di legge presentato dalla Giunta per il Corpo forestale, che poco ha a che spartire con il verbo "valorizzare".
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - La domanda è molto specifica sulla richiesta di dati, credo che anche il collega Venturella abbia occasione nelle sue richieste di dati diretti di averne anche in maniera più diretta, comunque sicuramente la richiesta di questi dati che vanno a considerare un arco temporale esteso - dal 1990 in avanti - vuol porre in evidenza il fatto che dal 1990 a venire agli ultimi periodi vi sia una "escalation" di incarichi: questo si presupponeva dalla presentazione delle richieste, perché questo mi pare un sottinteso. In ogni caso posso fornire dei dati, poi esaminare ogni singola deliberazione portandoci, a fine esame, sino a questa sera. In sostanza, per quel che riguarda la Direzione foreste, sulla prima domanda darò alcuni elementi per fare alcune considerazioni di carattere di riepilogo storico e di eventuale proiezione. Abbiamo predisposto una tabella riepilogativa - con disponibilità dei singoli dettagli -: nel 1990 21 incarichi per 144mila euro, il riepilogo poi è stato fatto per quadrienni, dal 1991 al 1994 40 incarichi per 900mila euro, dal 1995 al 1998 29 incarichi per 1,218 milioni di euro, dal 1999 al 2002 35 incarichi per 910mila euro, dal 2003 al 2006 22 incarichi per 680mila euro, nell'anno in corso abbiamo 2 incarichi per 60mila euro.
Cosa permette di dedurre questa prima lettura? Una comparazione fra quadrienni con riferimento ai vari periodi permette di concludere che, a differenza di quanto sostenuto nell'introduzione, nell'ultimo quadriennio 2003-2006 vi è stata una diminuzione notevole delle somme per affidamenti di incarichi di studi a personale esterno all'Amministrazione, in particolare meno 25% rispetto al periodo 1999-2002, meno 44,2% rispetto al periodo 1995-98 e meno 24,5% rispetto al quadriennio 1991-1994: questo va in contrasto con la supposta "escalation" di incarichi sia dal punto di vista numerico, sia dal punto di vista quantitativo come costi. Gli incarichi esterni - bisogna fare alcune considerazioni, come richiesto nella prima domanda, relative alle motivazioni per cui vengono dati questi incarichi - nel settore forestale sono riferiti ai piani di assestamento forestale - quelli che richiamava prima il collega Bortot che gli hanno permesso di raggiungere la pensione -, che devono essere redatti da personale specializzato esterno. I professionisti provvedono alla realizzazione dei rilievi in bosco nel corso dell'estate con l'ausilio di studenti e alla successiva elaborazione dei dati e prescrizione degli interventi selvicolturali per il miglioramento delle foreste. Un secondo tipo di incarico concerne la ricerca in ambito forestale, tale incombenza viene affidata per lo scopo operativo che queste hanno alle università e a personale professionalmente competente, che si appoggia nella ricerca di dati al Corpo forestale della Valle d'Aosta. Si precisa che fra le competenze del Corpo forestale regionale non vi sono né la ricerca scientifica, né le consulenze specialistiche, ne consegue che il Corpo può essere interpellato solo per attività di monitoraggio e di appoggio ai ricercatori incaricati dalla Giunta.
Ultimamente il Corpo forestale ha partecipato alla realizzazione dell'inventario forestale nazionale (IFN) coordinato dalla Direzione foreste e alle attività di rilievo e formazione nel corso del Progetto "Interreg" richiamato nell'interpellanza precedente - tali famosi contrasti di azione che a volte vengono evidenziati -: "Gestion durable des forêts de montagne à fonction de protection", questo per quel che riguarda la Direzione foreste. È quindi molto evidente in tale caso l'evoluzione di tali incarichi, questi dati sono dati inconfutabili, quindi credo che siano lì a dimostrare che si va nella direzione sicuramente di non avere un incremento, dal 1990 ad oggi c'è un lasso temporale che permette di fare un'analisi abbastanza significativa sul fatto che la cosiddetta "degenerazione" e la proliferazione di incarichi senza controllo in questo campo non c'è. Bisogna quindi "sgombrare il campo" da certi approcci molto spesso anche strumentali. Nel dettaglio ci sono tutte le deliberazioni dal 1990 all'ultima del 9 febbraio 2007.
Per quel riguarda sempre nell'ambito della prima richiesta, la materia riguardante la gestione della fauna, dai dati raccolti dalla Direzione flora, fauna, caccia e pesca, risulta che dal 1993 - questi sono i dati che abbiamo raccolto, mancano i 3 anni precedenti, ma credo sia significativo perché dal 1993 al 2007 sono 15 anni - vi è stata una variabilità di impegni che sono variabili anche per le scadenze che c'erano, ad esempio vi sono delle scadenze legate alla predisposizione del Piano faunistico, vi sono le esigenze legate a delle situazioni temporali legate alla predisposizione di strumenti attuativi che richiedono supporti esterni, comunque vi è una certa regolarità nell'affidamento di questi incarichi. Complessivamente abbiamo 55 incarichi in questi 15 anni che comportano un investimento complessivo di 1.146.000 euro. Abbiamo poi l'elenco dettagliato che posso fornire, alcune considerazioni anche qui vanno fatte. Dall'elenco si potrà notare che non corrisponde al vero che l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali abbia fatto ricorso in passato all'affidamento all'esterno di incarichi e consulenze per attività svolte o che possono essere svolte dal personale delle stazioni forestali e dei servizi centrali del Corpo forestale della Valle d'Aosta. La gestione della fauna infatti ha come obiettivo la conservazione e il miglioramento della stessa, in armonia con le risorse ambientali e con le esigenze dell'economia agricola e forestale e prevede di norma 3 momenti distinti: la raccolta dei dati faunistici che hanno lo scopo di rilevare l'entità e lo "status" delle popolazioni selvatiche; l'elaborazione tecnica dei dati raccolti e l'emanazione delle misure gestionali (cosiddetto "piano di prelievo", misure di conservazione, linee guida e di indirizzo). Il personale forestale richiamato nell'interpellanza da sempre interviene - e ne è la componente principale - nello svolgimento della prima attività, ossia quella di raccolta dei dati; a tal fine esso riceve una specifica formazione e un continuo aggiornamento in materia. Una volta raccolti i dati faunistici, il personale forestale li trasmette alla competente struttura dell'Assessorato, attualmente costituito dalla Direzione flora, fauna, caccia e pesca, dove personale qualificato, tecnici faunistici, laureati o altre figure tecniche, con comprovata esperienza nel settore provvede alle fasi successive, ossia all'elaborazione dei dati per fornire le corrette indicazioni gestionali, in ciò confrontandosi anche con strutture tecniche specialistiche esterne all'Amministrazione regionale, cito l'Istituto nazionale della fauna selvatica che sicuramente l'interpellante conosce. Le consulenze e gli incarichi affidati a personale esterno, salvo casi eccezionali, rientrano in questa fase, ossia sono consulenze tecniche richieste per l'elaborazione dei dati raccolti dal personale forestale con il supporto dei cacciatori e dei pescatori - vi è anche tale aspetto da mettere in evidenza, perché è prevista la compartecipazione in questa fase da parte di coloro che esercitano tali attività - o al massimo per coordinare tale raccolta dati al fine di ottimizzare, standardizzare le operazioni di censimento per una raccolta scientificamente corretta e scevra da errori metodologici. Per completezza di informazione occorre specificare che eccezionalmente anche personale esterno può essere incaricato nella raccolta dei dati, si tratta di casi molto ridotti e legati a progetti particolari, dove la quantità dei dati da raccogliere è molto alta e dunque non si vuole distogliere il personale forestale dai propri compiti di istituto, preferendo, per ragioni di convenienza e di opportunità organizzativa, avvalersi in tutto o in parte di personale esterno, spesso però costituito in questi casi da studenti, laureandi, stagisti o borsisti. La suddetta organizzazione è tipica di strutture complesse qual è l'Amministrazione regionale, dove molti soggetti con ruoli e competenze differenti concorrono al perseguimento di un obiettivo finale.
Ai sensi della legge regionale n. 12/2002, "Nuove norme sull'ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d'Aosta e sulla disciplina del relativo personale...", ai forestali spettano la sorveglianza, la tutela e in maniera particolare il concorso nella gestione del patrimonio faunistico, compreso quello ittico. Il suddetto concorso è appunto esplicato mediante l'operazione di censimento e monitoraggio delle popolazioni selvatiche. Naturalmente tale attività non è da intendersi come inferiore o sminuita rispetto alle successive fasi di elaborazione dati, essa al contrario riveste un'importanza capitale per assicurare la corretta esecuzione delle fasi successive, perché determinante è partire da dati corretti per poi andare a predisporre tutte le politiche di gestione nel caso specifico della fauna: sia la fauna in generale, sia la presenza della fauna nell'"habitat" in cui questa vive. Ai forestali vengono richiesti la massima attenzione e impegno nello svolgimento dei censimenti, anche in funzione del fatto che ad essi spetta il compito di coordinare il lavoro dei cacciatori e dei pescatori che intervengono a supporto di tale attività e questo non è un impegno da poco. In questi anni abbiamo vissuto dei grandi cambiamenti soprattutto per quel che riguarda il settore caccia e sicuramente aver svolto con il massimo impegno tale fase da parte del Corpo forestale è stata la base per cui si è addivenuti rispetto ad alcuni anni fa, in cui è stata introdotta la prima volta la caccia di selezione, ad un'accettazione del nuovo modo di gestire la caccia, che è generalmente riconosciuto: questo è stato un ruolo non di secondo piano e oserei dire un ruolo di prima fila che è stato svolto dal Corpo forestale, a questo quindi va riconosciuto il lavoro fatto in maniera egregia. Non credo sia il caso di entrare nel dettaglio di tutte le singole deliberazioni.
In merito alle altre richieste: "quali sono i percorsi formativi che l'Amministrazione adotta e organizza per il personale forestale", il personale del Corpo forestale della Valle d'Aosta segue una formazione professionale che si articola in 2 filoni formativi: uno generico, comune a tutti i dipendenti regionali - corsi di lingue, di diritto pubblico - e uno specifico curato dalle strutture del Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale, che a sua volta si diparte in formazione generale per tutti gli appartenenti al Corpo forestale e individuale per quelli appartenenti al Corpo forestale specializzati in determinati settori, ad esempio il settore faunistico o selvicolturale. Per quanto riguarda i corsi interni aperti a tutto il personale forestale, possiamo citare i corsi di soccorso a seguito caduta valanghe, corsi di movimentazione in montagna, corsi di addestramento e maneggio delle armi e tecniche operative - di questo abbiamo dibattuto in tempi recenti e tale argomento era stato oggetto di una precedente interpellanza da parte del collega Curtaz che apparteneva allo stesso gruppo dell'interpellante -, corsi di movimentazione su terreno innevato, corso per l'abilitazione alla conduzione di carrelli rimorchio in dotazione al Corpo forestale, questo è in fase di svolgimento, corsi di rilevamento nivologico, corso sul Codice della strada svoltosi a marzo 2006, corso di aggiornamento sul diritto ambientale a seguito dell'entrata in vigore del nuovo Testo unico ambientale - decreto legislativo n. 152/2006 - tenuto a maggio 2006 dal Prof. Maglia. Gli appartenenti al Corpo forestale specializzati o inquadrati nella Direzione flora, fauna, caccia e pesca e Direzione foreste seguono inoltre corsi e partecipano a convegni peculiari al loro settore. Per quanto riguarda la pianificazione forestale, è da segnalare lo scambio di esperienze e pratiche attuate con il recente Progetto "Interreg IIIA" relativo ai boschi di protezione di cui si diceva prima. Naturalmente l'ampliamento è previsto con l'apporto dei dirigenti del dipartimento.
Terzo punto: "in che modo si intendono valorizzare maggiormente le competenze e le professionalità degli appartenenti al Corpo forestale della Valle d'Aosta", diversi operatori del Corpo forestale hanno professionalità proprie sia lavorative, sia conseguenti al possesso di ulteriori titoli di studio. Alcuni già vengono utilizzati nello svolgimento di attività corsistiche - vedasi gli operatori del soccorso alpino che coordinano i corsi di soccorso a seguito della caduta valanghe -, altri nelle attività legate all'informatica - aggiornamento del sito "Web" del corso forestale e programmi gestionali ad uso del Corpo forestale -, altri ancora nelle attività legate al territorio, laureati in Scienze forestali per quanto riguarda il vincolo idrogeologico, laureati in Scienze naturali o ambientali per quanto riguarda la "CITES", laureati in Giurisprudenza per quanto riguarda il settore della polizia giudiziaria.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Credo che il Presidente della II Commissione dovrebbe far pervenire all'Assessore Isabellon ciò che è stato dichiarato in audizione in riferimento al disegno di legge regionale sull'istituzione della figura del Comandante e Vicecomandante del Corpo forestale...
Isabellon (fuori microfono) - ... cosa c'entra con l'interpellanza?
Venturella (Arc-VA) - ... e anche quel disegno di regolamento generale... cosa c'entra con l'interpellanza? C'entra eccome perché - e meno male sono state registrate le loro dichiarazioni - le organizzazioni sindacali del Corpo forestale hanno dichiarato in maniera chiara che sempre più spesso l'Assessorato faceva ricorso ad incarichi e consulenti esterni. A una mia domanda precisa... ricordo che, proprio per fugare ogni dubbio sulla persona che dichiarava, non era un rappresentante del Cobas forestali - che penso non esistano neppure -, ma erano sindacati confederali che vanno in Valle d'Aosta dal SAVT fino alla UIL... tutti in maniera concorde hanno dichiarato questo, infatti l'interpellanza è partita sia su conoscenza personale e sul fatto che noi, insieme a tutti i colleghi dell'opposizione, passiamo qualche minuto del nostro tempo a sfogliare tutte le deliberazioni e gli incarichi e le consulenze che derivano dalla Giunta le leggiamo... quindi sia per conoscenza diretta, sia per la buona lettura che facciamo dell'elenco delle deliberazioni di Giunta adottate nelle riunioni della stessa, sia perché queste dichiarazioni rese in Commissione consiliare, e chiederò alla Segretaria della II Commissione copia del verbale e gliene farò dono, Assessore...
Isabellon (fuori microfono) -... lei afferma dei dati falsi!
Venturella (Arc-VA) - ... non affermo niente, ripeto solo ciò che ho udito. Ho fatto l'interpellanza perché volevo sapere di più.
Isabellon (fuori microfono) - ... glielo ho detto: sono falsi!
Venturella (Arc-VA) - ... non dobbiamo stabilire se i dati siano tavole o meno di verità, ma l'interpellanza consiste nel chiedere alla Giunta se un'informazione è vera, lei mi fornisca la copia dei dati e io le regalo il resoconto della seduta della Commissione, perché? Le faccio un sintetico esempio: se do un incarico di consulenza per la gestione del bosco di protezione, faccio un piano di assestamento e lavoro su un bosco, è chiaro che se do nel 2000 questo incarico, nel 2010 non posso dare altri incarichi, perché nel patrimonio boschivo si spera non vi siano dei cambiamenti, anzi sappiamo bene che il tempo per l'assestamento il periodo è di 30-40 anni. È chiaro che dopo non vengano dati più incarichi, quindi già sul patrimonio forestale bisogna conoscere ciò che si va ad enunciare perché, nel caso dei piani di assestamento, un lavoro su un patrimonio boschivo ha una durata minimo di 20-30-40 anni.
Sul percorso di formazione che avete messo in piedi, quello comune a tutti i dipendenti e quello specifico, mi permetta invece una piccola osservazione: lei ha fatto riferimento a dei corsi di soccorso alpino, corsi di movimentazione in montagna, corsi di soccorso per infortunati e sepolti da valanga, ad esempio qui il sito parla di attività di protezione civile, orbene, sempre in Commissione e da tutte le organizzazioni sindacali si parla del fatto che il Corpo forestale valdostano non è neanche citato come organo di protezione civile... grande dimenticanza, ci si "riempie la bocca" di questi forestali che sono guide alpine e poi non viene citato come organo di protezione civile! Se ne desume che il ricorso ad incarichi e consulenze, a detta del personale interno addetto sia ai servizi centrali che alle stazioni, è una modalità usata; in secondo luogo che la valorizzazione all'interno del Corpo forestale se c'è, non è validata dai documenti ufficiali o riconosciuta, perché non si cita nulla di ciò che viene fatto.
Un'ultima osservazione a margine: forse non l'ho sentito e me ne scuso in anticipo se sto citando un'informazione sbagliata, ma forse l'Assessore si è dimenticato nei corsi di formazione recenti anche l'addestramento formale: "presentatarm", "riposo", "seduto", "attenti", "saluto alla bandiera".
