Oggetto del Consiglio n. 2544 del 7 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2544/XII - Contenimento da parte dell'USL dei tempi d'attesa per le prestazioni di diagnostica e specialistica. (Interpellanza)
Interpellanza
Ricordato che entro il 31 gennaio scorso la Regione Valle d'Aosta, come ogni altra Regione italiana doveva presentare al Ministero alla Salute il Piano regionale per la riduzione di tali liste e che entro il 28 febbraio p.v. le aziende sanitarie dovranno definire i piani aziendali per la riduzione dei tempi di attesa necessari a ottenere le prestazioni di diagnostica e specialistica da parte del Servizio sanitario nazionale;
Preso atto che l'U.S.L. della Valle d'Aosta ha nel frattempo attivato un monitoraggio di alcune liste di attesa sul proprio sito informatico e che al 20 febbraio 2007 si potevano constatare le seguenti liste di attesa pari o superiori a 50 giorni:
1. visita cardiologica + ECG (Ospedale regionale cod. bianco)
2. ecocardiogramma (Ospedale regionale cod. bianco)
3. Spermiogramma (Ospedale regionale - Poliamb. Donnas)
4. Ecocolordoppler aorto-iliaco (Ospedale regionale - Poliamb. Donnas)
5. Visita chirurgica (Ospedale regionale Poliamb. Donnas)
6. Visita proctologica (Ospedale regionale)
7. Visita dietologica (Poliamb. Donnas cod. verde - P. D. cod. bianco gg. 101)
8. Visita ematologica (Ospedale regionale)
9. Esami cardiologia nucleare (Ospedale regionale)
10. Test di tolleranza ed anestetici locali (Ospedale regionale - gg. 86)
11. Visita allergologica (mua) (Ospedale regionale - gg. 149)
12. Ecocolordoppler tronchi sovraortici (neuro) (Poliamb. Donnas)
13. Emg prenotazione (Ospedale regionale - Poliamb. Donnas)
14. Visita oculistica (Ospedale regionale)
15. Visita odontostomatologia (Ospedale regionale)
16. Colposcopia (Ospedale Beauregard)
Evidenziato inoltre che, a fronte di 51 giorni di attesa per una visita chirurgica generale sia all'Ospedale regionale che al Poliambulatorio di Donnas, si aspettano solo 8 giorni per una visita chirurgica per l'obesità;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore regionale competente per conoscere se intenda:
1) richiamare l'U.S.L. della Valle d'Aosta ad una azione energica per il contenimento di questi tempi di attesa e per l'eliminazione della "scappatoia" della chiusura delle liste anche attraverso la messa in discussione del premio di risultato di fine d'anno per la dirigenza;
2) aprire un tavolo di confronto con i responsabili delle unità budgetarie ospedaliere e dei servizi territoriali, per raggiungere più elevati livelli di ottimizzazione delle disponibilità orarie del personale sanitario, in particolare medico, al fine di ridurre i tempi di attesa, particolarmente per le prestazioni più richieste e di interesse generale;
3) ipotizzare la sospensione delle autorizzazioni alla libera professione intramurale e dei progetti obiettivo per quelle équipes che non abbiano raggiunto i livelli previsti dei tempi di attesa per le loro prestazioni a pazienti esterni;
4) prevedere, in accordo con la direzione dell'area territoriale dell'U.S.L., un progetto di potenziamento delle prestazioni territoriali che riducano i tempi di attesa nei poliambulatori, anche al fine di sgravare l'attività ospedaliera e di ridurre le prestazioni disponibili solo presso i presidi ospedalieri di Aosta.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Prendo atto che anche la segreteria del Consiglio è latitante oltre che la Presidenza, per cui il Presidente pro-tempore deve leggere l'ordine del giorno, è una novità anche questa del Consiglio regionale e ne prendiamo atto. È un problema anche, Presidente della Regione, di dare dignità a un Consiglio che rischia di perderne da tutte le parti e anche queste questioni formali hanno una loro valenza in quanto a dignità.
Per quanto riguarda l'interpellanza, ci sono alcuni dati oggettivi che il nostro Assessore conosce sicuramente e di cui volevamo avere informazione, cioè entro il 31 gennaio la Regione doveva presentare il piano regionale per la riduzione delle liste di attesa al Ministero ed entro il 28 febbraio le aziende sanitarie avrebbero dovuto definire i piani aziendali di riduzione delle liste di attesa. Il 20 febbraio abbiamo fatto sul sito Internet, per quanto valga, una revisione e abbiamo trovato ben 16 prestazioni, dalla visita cardiologica alla colposcopia, passando attraverso l'ecocolordoppler, la visita chirurgica, la visita ematologica, la visita cardiologica più "ECG", la visita allergologica, la visita oculistica o la visita odontostomatologica, cioè tutte prestazioni non rarissime come lo spermiogramma, che avevano dei tempi superiori a 50 giorni, arrivando in alcuni casi - come il test di tolleranza ad anestetici locali - ad 86 giorni, 101 giorni per una visita dietologica al Poliambulatorio di Donnas - codice bianco - e ai 149 giorni per una visita allergologica all'Ospedale regionale. Questi sono dati preoccupanti, poi facendo un'analisi si sono evidenziate cose ulteriormente preoccupanti, come ad esempio per una visita chirurgica all'ospedale generale il 20 febbraio c'erano 51 giorni di attesa a fronte solo di 8 giorni per una visita chirurgica per l'obesità. C'era anche l'opportunità di dire: sarà importante la cura dell'obesità, ma credo che questa differenza forse sia in relazione ad un utilizzo poi degli interventi chirurgici dell'obesità ad altri fini che non solo quello sanitario.
Volevamo chiedere, sulla base di queste osservazioni, tutta una serie di dati in merito all'azione che si fa per ridurre le liste di attesa, perché da questa piccola inchiesta che abbiamo fatto emergono due elementi essenziali. Il primo è la poca chiarezza fra i tempi di attesa, quando si va attraverso le vie normali, quindi con la richiesta del proprio medico e si hanno delle risposte a 50-70 giorni, dopodiché se la prestazione viene fatta in libera professione te la passano 2 giorni dopo. Volevamo capire se le stesse équipes mediche possono giocare sia su un piano che sull'altro, utilizzare quindi le liste di attesa per incrementare la propria libera professione, o se questa cosa è una questione inevitabile.
Il secondo elemento è una questione di chiarezza. Abbiamo sul sito che tutta una serie di prestazioni della Radiologia hanno tempi di 28-32-34 giorni, però vicino c'è scritto "gestione Radiologia", perché non sono gestite dal "CUP" e sono moltissime, allora telefoni in Radiologia: "ah, le facciamo entro 60 giorni, ma venga qua...", quindi pochissimo controllo da parte dell'azienda su questo tipo di prenotazioni, tempi di attesa molto variabili quasi "ad personam" per cui il medico verifica la richiesta non si capisce bene in base a quale tipo di cosa, e ti danno risposte. Ho provato 10 minuti fa e mi dicono: "ah, la risonanza magnetica la facciamo entro 60 giorni", invece sul sito c'è scritto 28. Voglio capire quei dati del sito... sono veri o sbagliati? Ma se mi presento a livello di libera professione: "ah, ma deve venire qua, non possiamo dire, però sicuramente ci sarà meno da aspettare...". Allora credo che su tutta questa cosa ci sia una gran confusione fatta un po' ad arte. Volevamo avere dall'Assessore un po' di illuminazione su questi temi, in modo da dare ai cittadini delle risposte più certe e mettere in piedi delle procedure più chiare e, soprattutto, che non siano basate sulla disponibilità di questo o di quest'altro "barone ospedaliero"!
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Non so se riuscirò ad illuminarla su alcuni meccanismi, che forse anche a noi sfuggono. Dirò quanto è stabilito, poi le verifiche e i provvedimenti devono seguire una segnalazione precisa e non toccano solo a noi. Quando si parla di liste di attesa non fa mai piacere a nessuno, è evidente, perché quando c'è un bisogno di salute anche un giorno solo di attesa può essere in più; d'altronde bisogna riconoscere che dobbiamo applicare dei meccanismi di educazione e di appropriatezza, questo è alla base della legge sui ticket, stimolare non solo l'utente, ma il medico a che gli esami devono essere fatti con appropriatezza, altrimenti c'è un rischio per la salute e un ingolfamento di servizi che lavorano ogni anno di più e forniscono ogni anno delle prestazioni in più. Le richieste non appropriate ci sono da parte del medico e dell'utente e le liste di attesa hanno una funzione comunque di portare ad una maggiore attenzione a queste richieste.
Mi si permetta di dire che sulle liste di attesa è facile per tutti fare della demagogia, l'opposizione fa il suo mestiere ma bisogna su questo essere oggettivi, perché è facile fare della demagogia su un argomento che è doloroso per il paziente, ma che non piace a nessuno di noi, soprattutto a chi ha lavorato per 26 anni solo nel pubblico e ha cercato di risolvere con sacrificio personale quanti disguidi si possono verificare. Mi si permetta ancora di dire che i nostri numeri di personale addetto ci rendono particolarmente vulnerabili, perché è sufficiente che in un reparto di Oculistica un'operatrice entri in gravidanza o in malattia, e che soprattutto in un periodo di blocco di assunzioni non si trova facilmente uno specialista che venga a sostituire per un periodo fisso un altro specialista che è invece o in gravidanza o in malattia. Siamo d'accordo, lo dicono tutti gli specialisti che le liste di attesa si superano con una maggiore appropriatezza imposta con protocolli...
Volevo fare delle osservazioni in risposta all'interpellanza. Abbiamo preparato questo programma regionale del contenimento delle liste di attesa e lo abbiamo deliberato prima del termine, deliberazione n. 3466 del 17 novembre 2006, quindi molto prima di quanto aveva previsto il Ministero. Qui bisogna sottolineare che questo nostro programma prevede 4 livelli di priorità: "U", l'urgenza immediata che viene risolta sempre in Pronto Soccorso, "A", le urgenze differibili che vengono viste sempre per questa deliberazione regionale entro 72 ore. Questo è un particolare significativo perché è sufficiente che il medico prescrittore si assuma, conoscendo il paziente, la responsabilità di dire che è un'urgenza differibile, cioè un malato che deve essere visto presto perché ha una condizione patologica che, se non esaminata, gli può provocare dei problemi, questo viene visto entro 72 ore. Il 3° livello, il più significativo, prevede le prestazioni di primo accesso, e segna 2 limiti precisi, di 30 giorni per le prime visite e di 60 giorni per ogni accertamento strumentale. Poi il punto "P", programmabili, esami di controllo che possono essere visti con una periodicità diversa.
Sempre questa nostra deliberazione del mese di novembre 2006 prevede, nel punto 6 dell'allegato, il divieto di chiusura delle prenotazioni: le eragazioni possono essere chiuse da quella data lì solo per gravissimi problemi organizzativi precisi e comunicati alla Regione. Se succede, bisogna segnalare nome e cognome e dove, comunque sono previste anche al punto 6 della deliberazione delle sanzioni per chi chiude le liste di attesa senza averne l'autorizzazione. Non esistono più i progetti obiettivo, che erano decisi dalle singole Unità operative, ma la libera professione è richiesta e controllata dall'azienda solo per diminuire le liste di attesa, decisa dall'azienda là dove ci sono delle prestazioni del curante, dello specialista che ha in cura il paziente, di prestazioni che vanno al di là delle liste di attesa.
Il miglioramento dell'informazione, tutto è migliorabile, ma aver messo su Internet tutti i tempi di attesa soprattutto nei vari distretti e lì, mi si permetta... ma se uno per una visita dietologica purtroppo per la carenza di uno specialista che si è reso indisponibile a Donnas viene ad Aosta e rientra nei termini, non penso che una visita dietologica non possa spostarsi da un distretto all'altro..., anche perché sempre per la questione dei piccoli numeri non possono essere garantite tutte le prestazioni in tutti i distretti, anche perché certe prestazioni richiedono attrezzature particolari. Su certe prestazioni radiologiche... è vero, non sono prenotabili dal "CUP", ma questo il radiologo e gli specialisti, non solo i nostri, rivendicano che per alcuni esami ci vuole un'indicazione dello specialista e del radiologo che lo esegue, cioè contattare una preparazione; che il "CUP" rimandi o usi discorsi diversi a seconda dell'utente questo è da verificare e lo stiamo verificando.
Ci sono delle specialità nuove che forse ai nostri tempi non esistevano, quella dell'allergologia, è una specialità nuova dovuta al fatto che c'è uno specialista di grande professionalità che lavora da noi. Possiamo dire che vari medici di famiglia e specialisti di altre branche, come l'anestesista, affrontavano per le allergie da farmaci da soli queste prestazioni, ma con l'avvento di un allergologo hanno riferito a lui tutta una serie di patologie che prima venivano trattate in modo diverso. Sono mesi che cerchiamo un allergologo da mettere a fianco, perché non si può legare una branca così, solo a uno specialista, non lo si trovava per i motivi che abbiamo detto; è di questi giorni che uno specialista di Pavia ha accettato finalmente l'offerta e questo è un settore critico di una nuova specialità.
La proctologia, lì, l'unico dato che non mi risulta e che la prego di verificare non sono le visite chirurgiche che vanno a 50 giorni, ma sono le visite chirurgiche proctologiche. Le visite chirurgiche generali risultano a 22 giorni all'Ospedale di Aosta e a 10 giorni in tutti gli altri distretti. Anche lì la proctologia l'hanno sempre vista gli specialisti chirurghi, adesso nell'ambito della Chirurgia c'è una nuova sottodifferenziazione che è la proctologia, credo che anche un chirurgo generale debba saper affrontare la proctologia, perché è nella normale competenza di un chirurgo, ma sono delle nuove specialità e differenziazioni che ci portano a delle aree un po' critiche, soprattutto quando queste nascono, quando specialisti importanti cominciano a lavorare in questo settore e si crea un fabbisogno.
L'ematologia è cronicamente insufficiente, perché abbiamo sempre avuto solo uno specialista. Fra i giovani valdostani che hanno fatto richiesta di borse di studio per una specializzazione abbiamo incoraggiato uno di questi ad iscriversi alla scuola di ematologia per diventare in futuro più autosufficienti. Citerei però anche i dati positivi, cioè il 50% delle prime visite specialistiche viene fatto in tempi inferiori ai 10 giorni, il 48% per l'esattezza e il 20,5 delle prime visite viene fatto da 11 a 20 giorni. Per tutte le prestazioni diagnostiche siamo al di sotto dei 60 giorni, cosa che era prevista dal programma che avevamo fatto: questo significa che a parte le prestazioni urgenti e le differibili che vengono fatte in 72 ore, mi sembra che i risultati estremamente positivi sul 50% delle prestazioni visite e addirittura sul 94% delle prestazioni ambulatoriali, si sia ottenuto e sia un dato molto positivo. Si può migliorare, siamo tutti d'accordo, ho detto cosa pensavo delle liste di attesa. Ci sono i tavoli su cui si sta facendo una discussione, la discussione sul budget che sta facendo la Direzione sanitaria con i vari specialisti ha al centro e come primo livello quello dell'abbassamento delle liste di attesa, la libera professione dettata dall'azienda è uno strumento per abbassare queste liste. Quest'anno il fondo regionale aggiuntivo che veniva dato a pioggia a tutti i medici è storicizzato, cioè questo fondo viene dato a seguito di prestazioni aggiuntive rese, è necessario un governo dell'appropriatezza, c'è un osservatorio sulle liste di attesa perché la domanda cambia, in quanto, a seconda di certi stimoli, l'utente è più portato verso una specialità che verso un'altra.
Si può fare di più, ma sia le attestazioni dell'ISTAT di questi giorni, sia i comitati di gestione delle liste di attesa degli utenti che sono stati portati a conoscenza di tutti i meccanismi e soprattutto della monitorizzazione, dicono che le nostre liste di attesa, pur nella difficoltà di numeri e di gestione di un servizio sanitario in una piccola Regione, sono ad altissimo livello; si può migliorare, e stiamo cercando di farlo, ma il sistema che è stato messo in atto comincia a dare i risultati.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Mi sembra che la risposta dell'Assessore sia debole per 2 motivi: il primo, perché nessuno lo ha messo sotto accusa, invece la sua è una difesa d'ufficio. Credo che l'atteggiamento che dovrebbe avere l'Assessore sia quello di essere l'interprete dei cittadini e quindi quando ha sollecitazioni di questo genere, pretendere delle risposte non addomesticate come quella che ha dato, ma risposte più convincenti; il secondo, perché è sbagliata l'impostazione che lei ha dal punto di vista politico. Qui bisogna rendersi conto che oggi la sanità, in questa Regione, sembra di più uno strumento per dare dei benefici a chi ci opera - case costruttrici di apparecchiature, personale medico, consulenti... - che non per dare il servizio ai pazienti. Teniamo conto che stiamo parlando di una cosa molto cara, oggi comunque con queste regole di ticket abbiamo che l'appropriatezza non è più in discussione, perché molta gente rinuncia a fare degli esami perché costano troppo; quindi scaricare sull'appropriatezza è una via di uscita sciocca, che è solo un modo per gli specialisti dell'Ospedale di scaricare sui pazienti e sui medici ambulatoriali le loro responsabilità.
Molta gente quando va dal medico, oggi, che gli prescrive una serie di analisi dice: "dottore, questo mi costa 90 euro oppure questo mi costa 50 euro... non si può fare qualcosa di meno?"... quindi c'è già una riduzione delle prestazioni da questo punto di vista, perché sono carissime. Faccio un esempio che ho verificato: se si va all'ambulatorio dell'ipertensione, si fa un primo "check up"... sono 210 euro di ticket che bisogna pagare! Non tutti sono in grado di poterlo fare, anche fra quelli che non hanno l'esenzione dal ticket! Allora il discorso dell'appropriatezza, qui, non sta in piedi, bisogna invece dare un servizio positivo in tempi decenti, ma soprattutto che la sanità non diventi un discrimine sociale, perché oggi significa che i ricchi si possono curare e gli altri meno. Questo vale proprio rispetto al meccanismo delle liste di attesa: io allungo le liste di attesa così l'Amministrazione mi dà degli incentivi per ridurre le liste di attesa e mi dà la libera professione... questo è il meccanismo che funziona e che invece dobbiamo smontare!
La parte peggiore l'ha detta proprio lei, quando dice: "entro 20 giorni bisogna fare le prime visite, dopodiché la visita chirurgica il 20 febbraio"... ho la fotocopia di Internet che ho stampato, erano 51 giorni, poi con un'interpellanza si sono dati da fare e sono a 22, ma sono sempre più dei 20 che ha detto lei! Uno oggi pensa di andare dal chirurgo non perché vuole fare un controllo del peso, ma uno va dal chirurgo perché ha un intervento chirurgico che è una cosa importante; far aspettare più di 20 giorni trovo che sia una cosa negativa, una prestazione oltretutto che costa cara!
L'altra questione riguarda le risonanze magnetiche, le TAC, l'ecocolordoppler, tutti questi interventi di grande impatto economico per l'azienda e anche dal punto di vista della Regione, perché sono tutte attrezzature pagate a caro prezzo dalla Regione, ed economico per la gente, perché si trova sempre a questo meccanismo: lei deve presentarsi, perché non si può prenotare allo sportello del "CUP" per telefono, quindi c'è già lo svantaggio di andare 2 o 3 volte, e poi si trova sempre la solita risposta: 60 giorni se passa con la mutua, 10 giorni se viene di notte a fare gli esami in progetto obiettivo con altre cose della Regione e dopodomani se è in libera professione... questo meccanismo ha da finire! E lei ne è politicamente responsabile! Da questo punto di vista non è quello che è la situazione attuale, ma è il suo atteggiamento che d'ora in avanti sarà sotto osservazione, perché lei si è preso degli impegni, oggi, noi li verificheremo con quelli che ha preso in Giunta, con quello che ha detto adesso in merito al codice blu, al codice differenziato e a quelli che possono essere differiti nel tempo, e vedremo la verifica! La mia impressione è che oggi al centro della sua azione, ancora di più al centro dell'azione dell'USL, non ci sia la volontà di dare al cittadino valdostano un servizio, non dico a basso prezzo, ma a prezzo giusto ed efficiente, ma sia quello di tutelare una serie di posizioni di privilegio!
Concludo con 2 osservazioni. Lei non mi ha risposto rispetto al potenziamento dei poliambulatori; faccio presente che a proposito di sostituzioni, ancora oggi, malgrado sia in aspettativa da 4 anni ed essendoci dei radiologici specialisti disponibili sul territorio, non sono stato sostituito nei Poliambulatori di Donnas e di Morgex; in secondo luogo, che su tali questioni si è fatta una convenzione con l'"IRV", che lei non ha citato, per ridurre i tempi di attesa, mentre sappiamo che se vogliamo evitare l'uscita fuori Valle - cosiddetto "turismo sanitario" - sarebbe opportuno utilizzare tutte le risorse del territorio, quindi sia quelli disponibili a lavorare nell'USL, sia quelli disponibili a lavorare per l'USL. A questo riguardo ce ne sono parecchi di studi professionali che possono dare una mano a ridurre i tempi di attesa, perché è importante che sia la Valle d'Aosta che risponde ai cittadini valdostani e non solo "gli amici degli amici" o quelli che hanno delle posizioni dominanti!
