Oggetto del Consiglio n. 2543 del 7 marzo 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2543/XII - Partecipazione azionaria di Finaosta in seno alla Valgel S.p.a. (Interrogazione)
Interrogazione
Premesso che:
- l'Assessore alle Attività produttive, rispondendo il 24 gennaio scorso ad una interrogazione del gruppo CdL, relativamente al riutilizzo dell'immobile industriale ex Akerlund di proprietà regionale, comunicava che era pervenuta richiesta da parte di una nuova società, la VALGEL srl;
- il 21 febbraio in risposta ad una successiva interrogazione del gruppo CdL l'Assessore illustrava il piano industriale, il quale prevede l'ingresso di Finaosta S.p.A. al 24% del capitale sociale e una forza lavoro di 20 unità;
- gli articoli 5 e 6 della L.R. 7/2006 subordinano l'assunzione di partecipazioni "alla realizzazione di programmi o al conseguimento di obiettivi di interesse per il contesto economico regionale";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione e gli Assessori delegati per sapere:
1) se corrisponde a verità che per ben due volte il CdA di Finaosta spa non ha espresso parere sulla definizione della pratica VALGEL srl e che il parere favorevole è stato espresso solo il 21 febbraio in occasione della prima riunione del nuovo CdA, e in caso affermativo quali sono le ragioni;
2) quali sono i presupposti "di interesse per il contesto economico regionale" che giustificano l'assunzione di partecipazione al capitale sociale di Finaosta S.p.A.
3) se i mutui e i leasing previsti nel piano industriale di VALGEL srl comportano l'assunzione di garanzie da parte di Finaosta spa e in caso affermativo in che misura.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Nell'interrogazione ci sono delle domande abbastanza semplici, quindi rispetto alla 1a domanda, dove si chiede: "se corrisponde a verità che per ben 2 volte il CdA di "Finaosta S.p.a." non ha espresso parere...", ricostruirei la questione in questi termini. Il Consiglio di amministrazione ha esaminato una prima volta il piano industriale presentato dalla società in oggetto esprimendo, in data 22 dicembre 2006, un parere positivo in merito all'iniziativa industriale e, a seguito di tale parere, la Giunta regionale, con deliberazione n. 160 del 26 gennaio 2007, ha autorizzato la società "Structure Valle d'Aosta" a locarle l'immobile ex "Akerlund" a condizione che "Finaosta" stessa finanziasse successivamente il suddetto piano industriale. In occasione del Consiglio di amministrazione tenutosi in data 25 gennaio 2007, il suddetto intervento finanziario, pur all'ordine del giorno, non poté essere esaminato in quanto non erano pervenuti tutti i documenti richiesti inerenti il mutuo a valere sulla legge regionale 8 giugno 2004 n. 7 e, quindi, l'argomento non venne discusso e fu rinviato in attesa di acquisire i suddetti documenti. Acquisita tutta la documentazione, in data 21 febbraio 2007, il Consiglio di amministrazione di "Finaosta" ha deliberato gli interventi finanziari in parola: questa è la ricostruzione dei momenti deliberativi.
Per quanto attiene la 2a domanda: "quali sono i presupposti di interesse per il contesto economico regionale...", si ribadisce che gli interventi di partecipazione sono una delle formule migliori di intervento di sostegno nella fase di avvio delle iniziative industriali e, a tal fine, sono nati molti fondi pubblici e privati a ciò destinati. Nel caso in esame la presenza di "Finaosta", oltre a fornire un modesto apporto finanziario pari, a regime, a euro 600.000 contro euro 1.900.000 del socio privato, e pari al 12% dell'intero investimento di euro 5 milioni circa, può garantire i dubbi che sono stati espressi...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... io le do la risposta, lei avrà dei dati e mi dirà che "Finaosta" ha sbagliato a darmeli, ma questi sono i dati che mi ha dato "Finaosta"! Lei probabilmente non coordina bene le cifre, questo è l'apporto di capitale proprio, dopodiché ci sono altri mix finanziari, quindi 1,9 milioni è quanto mette il socio privato, 600mila è quanto mette "Finaosta", il resto sarà un'operazione fatta a debito immagino. Allora, la presenza di "Finaosta" può dare delle garanzie con la presenza di un socio istituzionale gradito anche nei confronti dei terzi, senza dimenticare che i propri rappresentanti negli organi sociali permettono un migliore e continuo controllo dell'andamento aziendale. Riteniamo che qualunque intervento di "Finaosta", supportato da prospettive positive contenute nei piani industriali, persegua l'interesse economico regionale, indipendentemente dalla forma tecnica adottata. Ricordiamo, tra l'altro, che l'Amministrazione regionale ha voluto supportare con uno strumento analogo, i cosiddetti "prestiti partecipativi", la capitalizzazione delle imprese; quindi, collega Frassy, le sto tracciando una filosofia generale che non è nuova nel nostro ordinamento.
Sulla 3a domanda, il mutuo deliberato per circa euro 1,8 milioni, a valere sulla legge regionale n. 7/2004, verrà garantito per il 110% dalla società con fidejussioni in parte bancarie e in parte rilasciata da "Consorzi Fidi", mentre i contratti di "leasing" sono a totale rischio delle società convenzionate, in quanto l'apporto finanziario, peraltro parziale, di "Finaosta" è erogato alle stesse e non all'utilizzatore. I "leasing" finanziari sono dei "leasing" in cui "Finaosta" provvede alla provvista dei capitali alla società di "leasing" e non alla società che sottoscrive il contratto di "leasing".
Nella speranza di averle dato i dati, ringrazio per l'interrogazione.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Abbiamo ascoltato la sua risposta, non possiamo ringraziarla altrettanto della risposta come lei ha fatto per le domande, e non lo possiamo fare perché la sua risposta è in contraddizione con quanto il suo collega di Giunta, Assessore La Torre, ha dichiarato 15 giorni fa... fra l'altro, nelle premesse, abbiamo citato proprio quanto il suo collega ha dichiarato rispondendo alla nostra interpellanza.
Allora vorremo capire se "Finaosta" partecipa per il 12%, come lei ha asserito oggi, o per il suo doppio (24%) come ha dichiarato il suo collega di Giunta, che ha affermato che "Finaosta" entrerà al 24% del capitale sociale... lei ci ha appena detto del 12%...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... dell'investimento, perciò rimane il 24% del capitale sociale, che corrisponde al 12% dell'investimento. Questo 12%, come lei può convenire con noi, è una cifra che non dice nulla, perché nell'investimento c'è la sottoscrizione del capitale sociale per il 24%, ma poi c'è un ruolo che giocherà "Finaosta" nella gestione dei mutui e dei "leasing", perciò l'esposizione di "Finaosta" sarà maggiore rispetto alla cifra che lei ci ha voluto sintetizzare in quella percentuale.
Alcune considerazioni politiche e di politica industriale. Quando avete riscritto la legge di "Finaosta", abbiamo fatto una serie di considerazioni, fra queste: l'inopportunità di perseguire in quella politica di partecipazione al capitale privato tramite aziende a capitale pubblico, come è "Finaosta". La sua risposta era stata che era uno strumento eccezionale, che sarebbe stato utilizzato per casi particolari, che non se ne sarebbe fatto abuso... certo che no! Noi le diciamo: quale può mai essere l'interesse per il contesto economico regionale che è testualmente riportato in legge come condizione per la partecipazione di "Finaosta" ad iniziative di tipo imprenditoriale, fra virgolette, "privatistico"? Riteniamo che l'interesse per il contesto economico regionale possa concretizzarsi solo su 2 parametri: quello occupazionale e sicuramente non sono le 20 unità stimate che possono ipotizzare questo interesse perché ci sono studi professionistici privati che mettono assieme un numero di personale superiore e non hanno il beneficio di "Finaosta", allora potrebbe essere il volume di affari, perché sul volume di affari abbiamo l'interesse del riparto fiscale. Di conseguenza, un'azienda che abbia la sede legale in questa Regione produce un determinato volume di affari, che vuol dire tasse, che vuol dire IVA, che vuol dire 9/10 per la Regione Valle d'Aosta. Questo potrebbe essere l'altro aspetto, ma su questo aspetto il silenzio è totale perché non abbiamo avuto una sola indicazione, né da lei, né dal suo collega La Torre sui volumi di affari stimati.
Abbiamo invece presente quello che ha scritto "Finaosta" e qui come al solito si fa il gioco delle tre carte, nel senso che "Finaosta" nel subordinare il suo parere positivo dice: elemento di debolezza è il grosso apporto di capitali, perché qui parliamo di un investimento per 4,7 milioni di euro a fronte di una azienda con un capitale sociale di 115mila euro. Voi, allora, deliberate in Giunta dicendo: "quel parere va bene a condizione che "Finaosta" finanzi", ma se "Finaosta" esprime proprio le sue preoccupazioni sul grosso impatto dell'investimento, voi date parere positivo dicendo... "a patto che Finaosta finanzi"?
Vorremmo capire, alla fine, chi si è assunto la responsabilità di questa operazione finanziaria: "Finaosta" o la Giunta? Alla fine sappiamo già come finisce se a conclusione della vicenda i conti non dovessero tornare: che "Finaosta" dirà che la scelta è stata politica e la Giunta dirà che la scelta è stata tecnica, di conseguenza la responsabilità è di "Finaosta". Assessore, non abbiamo capito quale sia l'interesse economico regionale, perché questo non può che passare attraverso i volumi finanziari e i conti di questo progetto industriale. Il prossimo Consiglio le anticipiamo che chiederemo dettaglio su questo aspetto, non secondario.
