Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2521 del 21 febbraio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2521/XII - Criteri di gestione del riscaldamento degli uffici dell'Amministrazione regionale. (Interpellanza)

Interpellanza

Premesso che:

- la Regione Valle d'Aosta ha dato adesione alla terza giornata nazionale del risparmio energetico, fissata il 16 febbraio in concomitanza con l'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto;

- in una nota diffusa dall'ufficio stampa della Presidenza della Regione si legge che l'Amministrazione regionale "intende mettere in atto una serie di proposte volte al risparmio energetico... in particolare, la Valle si Illuminerà di meno spegnendo, nel corso della serata di venerdì 16, l'illuminazione di tutti i castelli della Valle d'Aosta, abbassando al di sotto dei 20 gradi il riscaldamento del Palazzo regionale e di tutte le sedi degli assessorati regionali a partire dalle ore 15 e fino alle 19...";

- il riscaldamento degli uffici regionali è per la maggior parte di essi regolato con temperature eccessive che obbligano sovente all'apertura delle finestre, comportando così un inutile spreco di risorse ed un maggior inquinamento;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i criteri con i quali sono gestiti gli impianti di riscaldamento;

2) quali meccanismi contrattuali sovrintendono la fornitura del combustibile degli immobili regionali adibiti a sedi istituzionali;

3) se conduzione e fornitura sono oggetto di un unico appalto;

4) se ritiene soddisfacente l'attuale situazione inerente la gestione del riscaldamento negli uffici regionali o se ritiene necessario apportarvi modifiche e in caso affermativo quali indirizzi intende perseguire.

F.to: Frassy - Lattanzi - Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Immagino sia l'Assessore Cerise a rispondere su questa interpellanza. L'interpellanza prende le mosse da quella iniziativa promossa da un programma della "RAI": "Mi illumino di meno", che è stata poi recepita dalla Giunta regionale con una deliberazione che titola: "Adesione all'iniziativa "Mi illumino di meno"", poi viene spiegato cos'è che si illumina di meno, perché per un attimo, leggendo i titoli delle deliberazioni, avevamo auspicato che la Giunta si illuminasse di meno rispetto alla sovrapposizione mediatica che ultimamente la porta spesso ad essere protagonista di una politica dell'annuncio che non sempre si concretizza nell'attività amministrativa vera e propria.

Condividiamo le preoccupazioni che vengono espresse da più parti sui problemi dell'inquinamento e del risparmio energetico, perciò riteniamo che la Giunta abbia fatto bene a dare la propria adesione a questa iniziativa, peraltro un'iniziativa di sensibilizzazione che riteniamo debba trovare una sua applicazione al di là della giornata individuata nella ricorrenza del "Protocollo di Kyoto", che è il 16 febbraio. Abbiamo visto con una serie di dichiarazioni fatte dalla Giunta e dagli uffici tecnici della stessa il tipo di indicazioni che avete dato. Noi riteniamo che questa problematica abbia un senso nel momento in cui si va a "mettere a fuoco" le fonti del consumo energetico che possono poi diventare dall'altro punto di vista le fonti del risparmio energetico: ecco perché abbiamo focalizzato tale interpellanza prendendo spunto da questa giornata di sensibilizzazione su una problematica che, secondo noi, esiste, ma che non ci sembra che fino ad oggi abbia trovato grande attenzione: quella del riscaldamento degli immobili di proprietà regionale, in particolare degli uffici istituzionali.

Abbiamo la sensazione da utenti di questo immobile, penso che l'Assessore Cerise possa condividere questa sensazione... entrando nei vari uffici vi è la sensazione d'inverno che vi siano temperature esagerate rispetto a quelle che dovrebbero essere le temperature che per legge non dovrebbero superare i 20° con una tolleranza massima di 2°; temperature elevate che non fanno bene per gli sbalzi termici, per le possibilità di proliferazione di germi e batteri, ma che portano a dei grandi consumi e a dei grandi sprechi. Vorremmo capire quali sono i meccanismi di tipo contrattuale che sovrintendono alla fornitura del combustibile, perché spesso chi vende combustibile ha interesse a vendere più che a risparmiare combustibile, di conseguenza non si pone il problema del risparmio energetico. Vogliamo capire se conduzione e fornitura nei vari immobili sono 2 concetti suddivisi nella gestione e dunque negli appalti, o se gestione e conduzione fanno parte di un appalto unico. Alla luce di questa breve panoramica che ho cercato di fare, vorremmo capire qual è la sensazione dell'Assessore in relazione alle problematiche di gestione del riscaldamento e capire se la ritiene soddisfacente, o se ritiene sia necessario apportarvi dei correttivi e con quali tempi o criteri, o principi generali.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - È un problema molto complesso, d'altra parte non esiste tanto un concetto di stabile pubblico, ma esiste una serie di realtà pubbliche che sono nate in altri tempi, con alcuni impianti architettonici e con dei tipi di utenza che via via sono stati adattati in funzione anche delle evoluzioni normative; per questo abbiamo nominato lo scorso anno una specie di supertecnico che ci faccia una revisione di tutti gli stabili regionali per quanto riguarda il risparmio energetico. Prima del 2004 l'Assessorato espletava con cadenza annuale 3 gare d'appalto finalizzate alla gestione del calore negli stabili della Regione, distinte per destinazioni d'uso dei fabbricati in uffici, non uffici e scuole. Nel 2004, a seguito di una serie di constatazioni circa le problematiche che emergevano da questo modo di fare gli appalti e da questo tipo di servizi, si è optato per un unico aggiudicatario del servizio energia che comprendesse sia la fornitura del combustibile, sia la gestione e manutenzione degli impianti, ciò al fine di ottenere - poi le dirò come - un risparmio sul consumo del combustibile che l'aggiudicatario dovrebbe perseguire al fine di garantirsi un profitto maggiore sullo sconto unico effettuato per l'intero servizio, evidentemente lui più risparmia e più guadagna.

Il servizio di riscaldamento invernale è attivato per la durata consentita in relazione alla località di ubicazione dell'immobile ed erogato in modo tale da mantenere nei diversi ambienti di ogni singolo edificio le condizioni di "comfort" previste dal DPR n. 412/1993 e successivamente integrato, e qui sorge un problema perché questo decreto prevede che siano 20 gradi costanti + 2 gradi, che sono quei gradi che dovrebbero servire alle dispersioni dovute al fatto che gli uffici pubblici sono sovente frequentati dal pubblico, quindi vi sono delle entrate di aria fredda e uscite di aria calda. Succede che, laddove non si verificano queste condizioni, vi è un innalzamento della temperatura; peraltro abbiamo altri uffici dove, quando la fruizione è eccessiva, si hanno invece delle temperature che sono inferiori. Da qui l'esigenza di fare una sorta di riesame di tutti gli edifici per capire quali potrebbero essere gli interventi per cercare di razionalizzare tutto il servizio. Vi è assieme anche il servizio di raffrescamento e di climatizzazione estiva, che è attivato secondo le tempistiche e le modalità impartite dall'Amministrazione regionale. Per ciascun impianto termico è applicato il corrispettivo unitario offerto relativo alla tipologia di combustibile utilizzato per alimentare l'impianto stesso (gasolio o metano). Per il calcolo di questo corrispettivo si applica una formula matematica adottata nelle cosiddette "gare Consip". La conduzione e fornitura del combustibile sono state oggetto di unico appalto, pur se convenzionalmente, anche ai fini fiscali, il servizio di gestione del calore stabilisce che il corrispettivo risulta composto dall'80% per la fornitura del combustibile e il 20% per le prestazioni dei servizi e di manodopera. Tali quote a partire dal secondo anno sono del 70% per i combustibili e del 30% per la manodopera ed i servizi.

Sui risultati ottenuti vi è da dire che rispetto al passato vi è stato un netto miglioramento, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle cosiddette "criticità", perché adesso la ditta che ha appaltato il servizio è direttamente sollecitata dalle singole strutture regionali, che registrano delle anomalie e, di conseguenza, può intervenire subito; qui vi è anche una direzione dei lavori che è tenuta a far rispettare il capitolato. È stata rilevata una maggiore tempestività soprattutto nei malfunzionamenti e c'è una risposta meno generale, ossia se vi sono problemi che riguardano una struttura, si dà una risposta lì. Il vero problema è che bisogna "rimettere mano" in un'ottica di risparmio energetico con degli interventi di tipo strutturale per rendere meno dispersivi gli uffici, anche razionalizzando gli accessi al pubblico, perché abbiamo a che fare con stabili di tutti i tipi, alcuni sono stati aggiornati, questo per esempio è uno stabile del 1965 e non è stato concepito con dei criteri di risparmio energetico: basti pensare alla dispersione di queste scale, di questi corridoi, i corridoi degli uffici che danno direttamente su dei vani che sono sempre oggetto di correnti, certo questo non aiuta. Stiamo quindi cercando di "mettere mano" stabile per stabile secondo una logica di risparmio energetico, è un lavoro lungo e anche complesso tenuto conto che qui siamo di fronte a una materia in continua evoluzione e dire di fare ricorso agli ultimi ritrovati è una presunzione. In ogni caso noi ci siamo dati questo tipo di percorso...

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

... il meccanismo dell'appalto è che è fissata una cifra, l'appaltatore ha tutto l'interesse a risparmiare meno nel consumo perché, siccome la cifra resta sempre quella, lui più consuma e meno guadagna. Qui l'appalto è per 5 anni, non è per un anno solo, questo è il meccanismo per il quale lui è sollecitato a consumare meno. Se vuole, le faccio avere le formule contrattuali.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Alcune brevi considerazioni. Penso che il problema che abbiamo sollevato anche dalla risposta dell'Assessore sia un problema reale, ossia un problema sul quale è opportuno fare delle riflessioni con un maggior approfondimento rispetto a quanto in passato non sia stato fatto.

Avevamo anche noi il ricordo di questo super tecnico nominato circa un anno fa, non sappiamo però quali siano alla fine le risultanze di tale nomina, ossia se vi sono delle relazioni che vengono aggiornate periodicamente, ma soprattutto quali sono alla fine i risultati che si danno a queste considerazioni, perché lei ha detto bene: qui bisogna iniziare a fare degli interventi di tipo strutturale. Devo dire che, rispetto al problema strutturale e comunque un problema che esiste nella nostra Regione, è un problema che incide meno che in altre Regioni, perché se facciamo il censimento delle sedi fisiche dei vari Assessorati, lei converrà con me che sono per la maggior parte immobili che sono stati recentemente ristrutturati: mi riferisco all'immobile dove ha sede il suo Assessorato, a quello dell'Assessorato dell'agricoltura, a quello dell'Assessorato della sanità, sono immobili che hanno recepito per massima parte quelle che avrebbero dovuto essere tecnologie avanzate rispetto ai problemi della dispersione, ma anche dell'impiantistica. Dal punto di vista strutturale, poi forse sarebbe opportuno iniziare ad ipotizzare dei piani di manutenzione che forse sono banali dal punto di vista dei costi, ma che potrebbero dare dei risultati significativi. Basti pensare alle valvole termostatiche sui singoli termo, piuttosto che su quelle salite che danno alimentazione ai vari anelli, ossia con valvole termostatiche riusciamo a controllare in tempo reale la temperatura ambientale, di conseguenza ad incidere sul consumo.

Spostandoci poi dal riscaldamento al discorso dell'iniziativa "Mi illumino di meno", anche utilizzare diversi e più vantaggiosi sistemi di illuminazione può comportare risultati di risparmio energetico significativo, perciò penso che, alla luce di questa riflessione che abbiamo fatto nell'approfondimento di tale tematica, sia opportuno individuare dei meccanismi di manutenzione sistematica che portino alla rimozione di queste anomalie e di questi eccessi. Lei ha detto: "è un appalto innovativo, perché c'è un tetto e di conseguenza l'interesse dell'azienda che si è aggiudicata l'appalto è quello di servire meno combustibile perché aumenta il suo margine": questo può essere sicuramente vero, diciamo che non ci risparmiamo nulla in termini quanto meno economici, nel senso che è un meccanismo che, se viene realizzato, è a tutto beneficio dell'azienda che si è aggiudicata la manutenzione, forse sarebbe opportuno individuare anche altri meccanismi. Prendiamo atto dello "stato dell'arte", ma riteniamo che debba e possa essere fatto di più in tale settore, a prescindere dai tempi lunghi di questo appalto, che mi sembra di aver capito interesserà per almeno 2 anni e mezzo o 3 l'Amministrazione regionale. Probabilmente a fianco a questo aspetto dell'appalto possono essere avviate tutta una serie di revisioni di piccolo importo, ma di grande risultato dal punto di vista del contenimento dell'energia consumata.