Oggetto del Consiglio n. 2522 del 21 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2522/XII - Tempistica degli interventi d'urgenza presso le strutture ospedaliere. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che:
- nell'ambito ospedaliero le sale operatorie sono gestite su tre distinti parametri di intervento: i programmati, le urgenze e le emergenze;
- da tempo gli interventi in urgenza vengono sistematicamente spostati nel pomeriggio e nella notte per l'impossibilità di avere la sala la mattina;
- i turni del personale medico ed infermieristico delle sale operatorie spesso comportano ritmi che rischiano di inficiare la necessaria lucidità richiesta per tali funzioni;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore delegato per sapere:
1) se è a conoscenza di tale situazione e qual è il suo parere;
2) quali sono le cause di tale stato di cose;
3) se non ritiene di dover intervenire presso la direzione sanitaria dell'USL o dell'ospedale per ricondurre alla normalità l'attuale situazione e in caso affermativo con quali provvedimenti;
4) qual è la situazione degli organici infermieristici all'ospedale regionale.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Questa interpellanza prende le "mosse" da una serie di disagi che sta nuovamente vivendo il Presidio ospedaliero regionale. Già in passato - mi riferisco a tempi relativamente lontani perché, anche se riguardano la scorsa legislatura, siamo in un lasso temporale che ci porta indietro di 4-5 anni - le sale operatorie avevano avuto una serie di disagi che avevano portato in un primo tempo addirittura alla chiusura di alcune sale e ad un utilizzo parziale delle potenzialità che le strutture avrebbero potuto offrire con diversi criteri di gestione.
All'epoca il problema era insorto per una carenza degli anestesisti che non riuscivano a garantire la turnazione normale delle sale. Ci risulta da una serie di situazioni emerse in tempi recenti che, per motivi probabilmente diversi - perché da informazioni che abbiamo assunto non sembra che il problema sia la carenza degli anestesisti -, vi siano dei "tours de force" - questo è forse il modo più corretto per definirli - all'interno delle rotazioni delle sale operatorie e, in base alle differenziazioni che recentemente sono state adottate a livello ospedaliero fra interventi programmati, interventi d'urgenza e interventi di emergenza, sembra che gli interventi d'urgenza - i quali sono a metà strada fra l'emergenza che non è preventivabile e la programmazione che è preventivabile - siano compressi dal pomeriggio a notte fonda, quando non è mattina. Le chiediamo pertanto se lei è a conoscenza... forse lo sarà prima ancora che per il suo ruolo politico-amministrativo per la sua professione... di capire quali siano le cause di questa situazione che crea un disagio sia dell'utenza, ma anche un sovraccarico di "stress" in un'attività dove probabilmente bisognerebbe operare - e qui il termine penso sia appropriato - in condizioni di assoluta tranquillità e serenità. Le domandiamo pertanto cosa pensa si debba fare per ovviare a questa situazione e se, come sembrerebbe, tale situazione dipenda questa volta da problemi inerenti gli organici infermieristici che operano nelle sale operatorie; di conseguenza, vorremmo capire se è un problema di "turnover", di carenza di assunti, piuttosto che di situazioni particolari che determinano un minor organico nella presenza in sala: questi sono i motivi per cui abbiamo posto l'interpellanza, alla luce delle sue risposte, ci riserviamo una replica.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.
Fosson (UV) - Il problema è stato posto in modo corretto, è conosciuto, anche perché, più che tutte le altre strutture, quella della sala operatoria mi è familiare, per cui, quando vi è un disguido, ne vengo sempre a conoscenza. La causa di tale situazione è una sola: il grande aumento di attività delle sale operatorie e i nostri numeri piccoli che ci permettono poca elasticità, questa è la sintesi. L'Urologia ha aumentato nel 2006 del 300% l'attività chirurgica rispetto al 2004, l'Ortopedia ha aumentato del 17% nell'ultimo anno, le do solo tali 2 dati che sono i più significativi. In base a questo però bisogna tener conto che dal mese di ottobre 2006 l'organizzazione delle sale è passata da 4 sale a 5 sale chirurgiche normalmente funzionanti tutti i giorni. A questo si è aggiunta l'apertura tutti i giorni della settimana di una sesta sala: quella delle urgenze; lei mi insegna sempre il diritto e io l'ascolto, dal punto di vista chirurgico, mi deve dare un esempio di differenza fra emergenza e urgenza. È una cosa che hanno creato i chirurghi, nel senso che, se è emergenza o urgenza, è una cosa che va operata subito, altre volte ci sono delle urgenze differibili e su questo stiamo andando a vedere se siano urgenze, perché l'urgenza e l'emergenza sono la stessa cosa.
Di fronte a un grande aumento di lavoro, vi è stato anche un aumento di disponibilità dei servizi. In seguito a questo cosa è successo? Non sono più gli anestesisti, su questo abbiamo fatto una programmazione... ma sono le strumentiste... lo scorso anno prima di aumentare questa attività avevamo messo in formazione 6 nuove strumentiste, ossia uscite dalla Scuola infermieri sono state inserite in una programmazione che non è semplice, non è lunga, poi, siccome le specialità chirurgiche sono differenti, abbiamo in certi settori delle strumentiste dedicate, perché nell'ambito stesso della strumentista una non può sempre passare da tutte le specialità. Al 1° febbraio non so che "epidemia" sia successa, ma 3 di queste hanno presentato il certificato di gravidanza e, come lei sa, in sala operatoria non si può permanere un giorno di più; a questo si sono aggiunte delle malattie dovute all'epidemia influenzale. Su un aumento di lavoro quindi si è avuta una situazione momentanea, ma che "mette a nudo" una nostra debolezza, ossia dei piccoli numeri, in un grande ospedale che ha 1.000 strumentiste è chiaro che una carenza di questo tipo è più assorbibile, da noi è più difficile. Oltre a queste sale operatorie, pensi che noi ne abbiamo 2 sempre attive al "Beauregard" e qui torna il discorso di un servizio di reperibilità al "Beauregard", di uno spreco di strutture e di risorse, quindi una debolezza dei numeri a cui non è stato facile subito far fronte. Quello che mi dispiace è che, quando si è verificata questa situazione, è stata fatta una riunione con tutti i chirurghi e con il personale di sala, si è deciso di non ridurre le 5 sale operatorie di "routine" a 4, ma di restringere l'attività della sala delle emergenze dalle 14,00 alle 20,00, chiedendo ai chirurghi di fare una selezione più precisa sulle emergenze. Tutti sono stati d'accordo, ma qualcuno, quando ha dovuto dilazionare i turni, si è un poco arrabbiato. Abbiamo cercato di porre rimedio e il rimedio è stato intanto attivare dei progetti obiettivo, ma solo 2 strumentisti hanno accettato di lavorare; abbiamo cercato delle strumentiste in altre sedi, sa che con il Piemonte abbiamo un accordo, ma non è stato possibile anche perché le stesse epidemie influenzali ci sono anche lì, per cui abbiamo in questo momento "in fieri" un accordo con una società di Biella che ci fornirebbe una strumentista peruviana fra 20 giorni. La cosa molto corretta che è stata messa in atto è che ci sono sempre nelle sale 2 strumentiste, che sono dedicate non alla strumentazione diretta, ma alla preparazione e in questo stiamo istruendo del personale che sostituisca queste 2 strumentiste. Tutto questo "giro" per dirle che dai primi di marzo questo discorso tornerà normale, mantenendo le 5 sale, la sala delle emergenze comincerà alle 8,00 del mattino; bisognerà fare più selezione sulle urgenze e le emergenze.
Infine, per correttezza, ho raccolto all'ultimo i dati relativi all'organico... l'organico della sala operatoria di Viale Ginevra è di 15 strumentiste più una caposala che è molto brava, è un'ex strumentista e ogni tanto si mette anche lei il camice, 18 "nurse" e 7 inservienti, ossia 40 unità di personale più la caposala: questo ci fa dire che gli "standard" sono perfettamente regolari, proprio per quello che diceva lei: il mantenimento di una sicurezza che in questi campi è molto importante. Di fronte a tali emergenze, che sono delle emergenze - la gravidanza la giudichiamo un fatto positivo, ma in questi casi provoca da subito dei problemi, perché la strumentista deve essere allontanata dalla sala operatoria -, con i piccoli numeri che abbiamo e con la grande attività, può essere che questo settore vada in crisi per un periodo limitato, perché ripeto che si sono già attivate e purtroppo in questi casi non vi è scambio di personale con queste professionalità, perché è carente dappertutto.
Presidente - La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - La replica sarà breve, nel senso che prendiamo atto della sua risposta, Assessore, che riteniamo soddisfacente: "soddisfacente" perché lei ha preso atto che è necessario garantire in questi contesti quella lucidità e quella serenità operativa che in condizioni di "stress" diventa difficile garantire, ma siamo soddisfatti perché siamo al 21 febbraio e, se il 1° marzo è la data in cui si torna alla normalità, dobbiamo dire che la nostra interpellanza è servita da stimolo, dopodiché la sua azione servirà a risolvere il problema.
