Oggetto del Consiglio n. 2517 del 21 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2517/XII - Provvedimenti a protezione della zona umida nel Comune di Quart. (Interpellanza)
Interpellanza
Richiamata la propria interpellanza n. 34/07 alla quale non era stata data alcuna risposta in merito alla necessità di proteggere la zona umida nel Comune di Quart;
Ricordato che nell'area in oggetto è situata una zona umida di eccezionale importanza naturalistica, segnalata da diversi membri della Società Erpetologica Italiana, in quanto è:
a) una delle ultime stazioni valdostane in cui è confermata la presenza della Raganella (Hyla intermedia) creduta estinta in Valle d'Aosta,
b) una delle più importanti colonie della regione, tuttora vitali, di Rana verde (Rana esculenta),
c) l'unica stazione valdostana di Lisca mucronata (Schoenoplectus mucranotus), una pianta igrofila mai segnalata in valle fino alla sua recente scoperta nel 2000 per merito del botanico svizzero Michel Desfayes,
d) presente uno dei più grandi popolamenti della Valle d'Aosta di Tifa maggiore (Typha latifolia)
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere quali intendimenti intende porre in essere per proteggere la zona umida di cui alla premessa che rappresenta sicuramente un'isola di biodiversità.
F.to: Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Torniamo su questo tema perché l'Assessore Pastoret nell'altro Consiglio aveva risposto dicendo che lui stesso non aveva documentazione. Mi aspettavo una risposta doppia come ogni tanto la Giunta ama dare ad interpellanze che sono multiple e, dato che non abbiamo "stanato" 2 settimane fa l'Assessore Isabellon, facciamogli fare qualcosa... risponde l'Assessore Cerise? Un'altra bella novità.
L'area in oggetto è in una zona umida, già segnalata, quindi chiediamo all'Assessore competente quali sono gli intendimenti. Mi sembra sia inutile un'illustrazione più approfondita, aspettiamo la risposta di chi vorrà rispondere.
Si dà atto che dalle ore 17,03 riassume la Presidenza il Presidente Perron.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Rispondo io perché, contrariamente a quanto si pensa, qui c'è dietro tutta la vicenda una storia dei percorsi che chiamano in causa il Comune, la Comunità montana, quindi la Regione, e l'Assessorato dell'ambiente in passato, ma ancora di più in prospettiva giocherà, soprattutto per quanto riguarda l'area umida, un ruolo molto importante. Io che ho sempre molto a cuore la sua reputazione di uomo competente in fatto ambientale, mi permetto di farle osservare che lo "Schoenoplectus" non è "mucranotus", ma è "mucronatus" e anche sulle rane vorrei fare qualche riflessione, nel senso che queste rane si dovrebbero definire con un appellativo. Anzi in botanica, come in zoologia, le specie vengono definite prima con il nome del genere, poi con il nome della specie e in qualche caso vengono definite con l'indicazione della varietà oppure, se si tratta di vegetali, con il clone. Certo, se dovessimo dare una definizione di queste rane, dovremmo chiamarle eterne, perché sono rane che hanno resistito in questo secolo a 7 alluvioni, all'arginatura della Dora e adesso convivono senza casco e senza conoscere il Codice della strada con un'area profondamente degradata, dove ogni tanto devono evitare i motocross, altrimenti finiscono schiacciate...
(interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)
... no, sto dicendo che queste sono rane particolarmente resistenti, infatti hanno anche un sistema per i rumori molto efficace, non si spaventano neppure, continuano nel loro passatempo preferito, che è quello di riprodursi e in questo senso godono ottima salute.
Il Comune di Quart, d'accordo con il Comune di Brissogne, cominciò a preoccuparsi seriamente della protezione della rana, in particolare della "Rana esculenta" - già il nome è una provocazione, vuol dire molto buona - quando a Pollein hanno cominciato a fare "La Fëta di Renoilles", perché hanno detto: "questi vengono a mangiarci le rane...", già allora ci fu un interessamento e ricordo che in particolare il Comune di Quart vietò la raccolta delle rane. In Valle d'Aosta comunque sappiamo che, contrariamente a quello che succede nel resto d'Italia, comprese molte Regioni condotte dai "Verdi" e alle disposizioni del "Protocollo di Berna", le rane possono essere raccolte addirittura 5 kg. al giorno: questo accade particolarmente in Piemonte, dove ci sono le risaie...
Non è corretto poi quello che lei dice qui per quanto riguarda lo "Schoenoplectus mucronatus", che non è mai stato trovato in Valle d'Aosta, le posso assicurare che nell'erbario di Firenze ce n'è un esemplare trovato a Verrès nel 1865. Le dirò di più: la società "La Tanière", Associazione culturale che è l'affiliata in Valle d'Aosta dell'Associazione erpetologica italiana, nel 1999 indirizzava al Sindaco di Quart e alla Direzione ambiente dell'Assessorato dell'ambiente una nota con la quale sollecitava degli interventi di protezione e, sempre a proposito dello "Schoenoplectus", diceva che ne avevano preso degli esemplari per piantarli in altre zone. La pianta dunque è stata moltiplicata, tanto più che queste sono piante da risaie, sono arrivate probabilmente in Valle d'Aosta quando c'era la coltivazione della canapa, poi con i processi di disidratazione del territorio non c'erano più le condizioni, per cui più che un fatto antropico è stato un processo di evoluzione del territorio che ha portato alla riduzione di queste specie. Nel 1999 comunque tale Associazione fa presente al Comune di Quart la necessità di tutelare quest'area umida, il Comune di Quart dà assicurazione e in tale nota c'è scritta... loro dicono al Comune: "si coglie l'occasione per ringraziare la S.V. per la pronta risposta alla nostra lettera di segnalazione di danni all'area palustre sulla destra orografica della Dora Baltea". Viene ringraziato il Comune per aver messo quei famosi massi per impedire alle auto di andare, sempre per via delle rane che non conoscono il codice... A questo punto il Comune di Quart fa fare uno studio di fattibilità per la realizzazione del campo di golf, ma contestualizzato nell'ambito di un grande progetto di recupero ambientale. Lo studio di fattibilità viene fatto dall'Università di Torino e le cito alcuni passaggi molto interessanti.
"Funzione ambientale: il progetto potrà rispettare e valorizzare l'area umida, mantenendone inalterate tutte le caratteristiche ambientali originarie, ma permettendone un migliore controllo e fruizione. Si intende considerare la possibilità di realizzare un campo da golf di ottimo livello, ben costruito e modellato, ben inerbito, ma inserito in modo naturale nel paesaggio originario; la zona umida sarà salvaguardata e valorizzata".
Qui c'è un passaggio che voglio citare, perché lei ha fatto delle dichiarazioni a mio avviso molto inopportune quando ha detto che si voleva relegare tale ampio spazio a uno spazio quasi privato dei soli golfisti, questa è una relazione del 2000 e dice in un passaggio:
"nel caso del golf di Quart è fondamentale che esso sia considerato un campo turistico e pubblico, piuttosto che un circolo privato, è anche importante che l'accesso sia regolamentato per ragioni di sicurezza, ma che sia previsto l'accesso controllato anche ai non golfisti ossia agli escursionisti in genere".
Questo passaggio smentisce un poco le sue dichiarazioni, che condivido come preoccupazioni, ma, come vede, erano già fugate. In tale progetto di fattibilità è molto evidente come tutto il percorso del golf sia studiato in maniera tale che vi sia l'assoluto rispetto dell'area umida, non solo, è previsto che l'area umida sia circondata da degli schermi vegetali in maniera che possa essere più protetta. Riprendendo la sollecitazione fatta dall'Associazione La Tanière, che considerava interessante che l'area umida non solo fosse protetta, ma anche valorizzata, il progetto ha avuto un'evoluzione con la quale si prevedeva di fare una passerella che consentisse di raggiungere il centro dell'area umida in maniera riguardosa e trasformare l'area umida in un'aula verde. Nel 2000 - il collega Bortot può essermi buon testimone, perché era all'epoca Consigliere di opposizione nella comunità montana - la comunità montana, avvalendosi dell'Università di Torino, riprese il progetto ordinato dal Comune di Quart per fare un progetto comprensivo di riqualificazione ambientale di tutto il contesto sulla base di questi "input". La coniugazione di tutto lo studio era che il campo da golf fosse elemento di riqualificazione ambientale, ma assolutamente non di impatto ambientale soprattutto su quelle aree di carattere sensibile come la zona del Marais, che le sta a cuore. Questo studio è stato pubblicato qui, aspetti e problematiche relative alle aree verdi annesse ai castelli delle zone alpine, di cui le darò copia, perché il progetto approvato dalla comunità montana è di conseguenza il progetto finito sulle nostre scrivanie ed è il perché oggi ci troviamo in 3 Assessori a dover rispondere e ho cercato di fare una sintesi. Si tratta infatti di un progetto a valenza sportiva, perché prevede la realizzazione di un campo da golf, non dimentichiamo che lì dovrebbe passare la pista ciclabile; è proiettato a difendere dei valori di carattere naturalistico, fra l'altro le annuncio che quella rana verde molto rara ha la peculiarità di trasformarsi e di diventare anche azzurra, per cui non diamole una connotazione politica, perché c'è rischio di confondere gli estremi, così è... l'altra non la mangiano più neppure quelli di Pollein, per cui siamo a posto. È stata pubblicata qui sopra, adesso non vado avanti nell'illustrazione, ma le posso assicurare che il progetto è così dettagliato ed è quello che si vuole portare avanti, che, se c'è un elemento determinante e determinato in tutta questa scelta, è quello di proteggere e valorizzare l'area umida, ma non solo, anche con degli interventi attivi. Quell'area umida sta morendo adesso non tanto per dei fatti antropici, quanto perché manca l'acqua e lì c'è questo fosso, il quale è un fosso di drenaggio che sta portando via tutta l'acqua. Non facciamo quindi la scempiaggine di Saint-Marcel... si chiama umida quella che non è area umida, semmai è un'area di origine artificiale e non naturale perché, quando si sono fatti quei laghetti, si è "uccisa" l'area umida, comunque qui il discorso invece è quello di trovare un sistema per fermare questa acqua, in modo che vi sia di nuovo una condizione che consenta lo sviluppo di queste specie ed evitare che le rane debbano andare a fare il bagno in Dora, prendendo freddo, perché l'acqua della Dora è pure fredda.
Le darò questo studio che è stato pubblicato nel 2001, però è stato fatto un corso di studenti universitari, fra l'altro valdostani, nell'anno accademico 2000-2001 ed è stato approvato dalla comunità montana ed è quello che è stato mandato avanti. Il progetto che andrà avanti quindi proseguirà con questi termini e la zona umida sarà trasformata in una specie di aula aperta, per fare la quale va anche qualificata.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore perché mi ha corretto uno svarione di battitura, è vero, è come chiamare Margherita Margherito, è evidente l'errore. Dato che l'Assessore è stato così bravo a "svolgere il lenzuolo", io gliene svolgo un altro che mi pare un po' diverso dal suo ed è quello che mi pare sia stato oggetto di discussione nel Comune di Quart un anno fa. Ero a conoscenza dello studio fatto dalla Facoltà di bioarchitettura del paesaggio, del Politecnico di Torino...
(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)
... esiste allora un altro studio, fatto con altro professore sempre su questa area.
Cosa ci preoccupa? Nell'attesa di ricevere tale documentazione, si fanno anche le interrogazioni per ricevere documentazioni e per ricevere risposte, alcune ci soddisfano, altre no, cosa diciamo? Prima cosa: dobbiamo stabilire qual è il progetto, perché vedo anche qui una passerella, ma non vedo ciò che lei giustamente ha affermato, ossia la costruzione del campo da golf a 6 buche attorno alla zona umida. Qui non la vedo, abbiamo forse 2 cartografie diverse, però è questo che è stato presentato e mi pare approvato nel Comune di Quart, quindi è vero o non è vero che tale zona umida rappresenta una cosiddetta "isola di biodiversità" all'interno? Presupponendo che questo sia vero, siamo per la conservazione e la valorizzazione dell'area, ci va benissimo l'area verde all'aperto, aula verde, va benissimo.
Quello che ci preoccupa è il fatto che gli abitanti del Comune di Villefranche non abbiano un'area verde a disposizione, siamo dubbiosi che un campo da golf sia pubblico. So, e qui ci conforterà l'Assessore Pastoret che mi pare sia socio di un golf club, che i campi da golf per regolamento della federazione devono essere recintati. Ci preoccupa il fatto che la realizzazione di un campo debba avere come presupposto il drenaggio dei terreni. Ci preoccupa la manutenzione del terreno, lei giustamente mi insegna, Assessore, che il campo da golf non è un'isola di biodiversità, anzi è una monocoltura. Nell'Oregon, per evitare l'utilizzo impattante di pesticidi, utilizzano una "agrostis GM" (geneticamente modificata), ma quello che ci preoccupa è il tipo di realizzazione che si vuole fare, il fatto che non crediamo... non voglio mettere in dubbio la sua buona fede e il fatto che ci siano degli studi, ma dobbiamo essere prudenti su questo e il dibattito sarà sempre più aperto, non crediamo che in quell'area la realizzazione del campo da golf, che presuppone l'utilizzo di erbicidi e pesticidi, l'utilizzo di un'enorme quantità d'acqua per la manutenzione del "green" sia compatibile con la valorizzazione dell'area. Avevo anche apprezzato il suo intervento in quel di Courmayeur qualche tempo fa, quando si parlava di campi da golf di montagna, avevo apprezzato il suo sano realismo rispetto a questi interventi, mi pare ora che sull'ipotesi della costruzione del campo da golf a Villefranche vi sia una riflessione da fare.
Concludo, spero che la valorizzazione dell'area passi attraverso un processo condiviso e soprattutto abbia come primo obiettivo quello di far fruire a tutti i cittadini, non solo a pochi iscritti a un "golf club", l'area in oggetto. La ringrazio per la sua esposizione e ci torneremo sopra, avrà modo di esercitare la sua oratoria anche nel futuro.
