Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2516 del 21 febbraio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2516/XII - Conteggio delle mance presso i tavoli da gioco del Casinò di Saint-Vincent. (Interpellanza)

Interpellanza

Appreso di alcuni episodi avvenuti presso la Casa da gioco di Saint-Vincent che denotano incomprensioni tra le mansioni che devono svolgere gli impiegati tecnici e le mansioni che devono svolgere i controllori regionali;

Verificato che, sulla base di quanto previsto dall'articolo 13 del Disciplinare in vigore "Nessun tavolo o gioco può essere aperto o chiuso senza la presenza di un rappresentante di Regione, nominato dal Presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta";

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Governo regionale e in particolare l'Assessore competente per sapere:

1) se sono a conoscenza di episodi o atteggiamenti di insofferenza manifestati all'atto del conteggio delle mance tra impiegati tecnici e controllori regionali;

2) quali iniziative sono state intraprese o si intendono intraprendere per evitare le contestazioni sopra indicate.

F.to: Bortot

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Assessore Marguerettaz, lei passa per un Assessore autorevole, qualche volta anche autoritario, che non è la stessa cosa, però sulla questione della conflittualità all'interno del casinò mi sembra sia poco autorevole e per niente autoritario e crea un deficit di direzione politica perlomeno. Non riuscivo a capire questa conflittualità all'interno del casinò, poi con l'interrogazione del collega Venturella stamani e le informazioni che ha dato mi sono chiarito le idee e volevo chiedere all'avv. Frassy se è un civilista o un penalista, perché so che gli avvocati civilisti hanno bisogno di conflittualità per svolgere la loro attività. Se io sono avvocato, Presidente del "CdA" del casinò, se aumenta la conflittualità, non mi dispiace molto, potrei avere dei conflitti di interessi, ma se poi i conflitti di interessi non ci sono... perché sono pagato in quanto Presidente del "CdA" e pagato in quanto avvocato che dirime della conflittualità che non ho molto interesse a sanare... o magari ho qualche interesse ad incentivare, evidentemente "i conti tornano" per l'avvocato, mentre per il Consiglio regionale, i cittadini valdostani e le casse del casinò meno. Questa è un'anticipazione della discussione sulla mozione di sfiducia del "CdA" del casinò. Nella risposta di stamani vediamo che nel 2006 sono stati pagati a uno studio legale 119.000 euro per attività di consulenza e difesa in giudizio; nel 2005 sono stati pagati 235.000 euro di parcelle relative a conflittualità sul "TFR" di lavoro. Avendo fatto qualche secolo fa il sindacalista, la cosa più semplice del mondo è che, se c'è una conflittualità, chiamo coloro che sono in conflitto, si fa un accordo, ma non è che tutte le volte che devo calcolare un "TFR" di un dipendente, devo ritrovarmi in giudizio e dover chiamare un avvocato per difendermi! E qui ci troviamo 46 ricorsi di impiegati tecnici per 291 lavoratori solo nel 2005! Un amministratore, di fronte a una conflittualità di questo tipo, o vende l'azienda, perché dice: "cosa me ne faccio di un'azienda conflittuale di questo genere", oppure ci "mette le mani", chiama i conflittuanti e dirime la conflittualità facendo degli accordi.

Fatta questa premessa, abbiamo all'interno della conflittualità fra dipendenti, soprattutto impiegati tecnici e controllori regionali, i controllori regionali per un disciplinare loro e per un disciplinare fra Amministrazione regionale e casa da gioco devono essere presenti ed intervenire, non c'è impiegato tecnico che possa reclamare per la presenza dei controllori regionali che svolgono la loro attività e questo è un tipo di conflittualità che si fa legittimando e spetta al Consiglio regionale e al Governo... legittimando l'opera dei controlli regionali, non stando zitto... e, di conseguenza, delegittimandola...

Abbiamo poi una conflittualità fra settori di impiegati tecnici, gruppi di potere e il "CdA"; anche qui questa conflittualità sta andando avanti da troppi anni per mancata capacità di dirigere... ed incapacità di gestire il casinò con un certo "polso". Per dirla in parole povere: i proprietari e chi prende le decisioni nel casinò non possono essere gruppi di impiegati tecnici, per troppo tempo siamo stati in balia degli atteggiamenti e dei comportamenti di gruppi di impiegati tecnici. È ora che il Consiglio regionale tramite il Governo e il Governo tramite il "CdA", se ne ha la capacità, ci "metta mano" e uno dei modi per "metterci le mani" è ristabilire competenze e mansioni di ognuno di coloro che operano nella casa da gioco e mettere le telecamere, mettere le videosorveglianza. L'altra settimana sono andato a Campione, ci sono le telecamere per ogni tavolo da gioco, non ho visto un "croupier", né altri impiegati in lotta perché ci sono le telecamere, anzi mi hanno detto di essere rassicurati dalla presenza delle telecamere, perché, ogni volta che c'è una microconflittualità per un'interpretazione sul gioco, evidentemente si srotola il nastro, si guarda come sono andate le cose ed è risolto il problema. Non capisco questa perplessità nell'intraprendere tale strada; una volta eliminata la conflittualità, tutti potranno svolgere bene il proprio lavoro e svolgerne anche di più: questo consentirà di incassare di più e di migliorare la gestione. L'interpellanza andrebbe quindi nella direzione di indicare al Governo di intervenire non dico sui massimi sistemi, ma su quello che succede quotidianamente e su quello che succede quotidianamente soprattutto legittimare gli interventi delle persone che noi abbiamo nominato, in quanto proprietari della casa da gioco, a controllare che le mansioni e le attività e i giochi si svolgono in modo regolare.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - L'introduzione dell'interpellanza da parte del collega Bortot ha spaziato su notevoli argomenti, tutti degni di essere dibattuti, cercherò di dare una risposta ai 2 quesiti che sono posti con l'interpellanza. Nel primo si chiede: "se sono a conoscenza di episodi o atteggiamenti di insofferenza manifestati all'atto del conteggio delle mance tra impiegati tecnici e controllori regionali". Risale al 25 gennaio una comunicazione che ho inviato al Presidente della "Casino", che leggo e di cui le farò avere copia:

"Egregio Avvocato, con la presente intendo rappresentarle la mia più viva preoccupazione in merito a segnalazioni che ho ricevuto e che si riferiscono ad episodi verificatisi nei giorni scorsi che coinvolgono il servizio di controllo regionale presso il Casino de la Vallée. Gli atteggiamenti e i comportamenti descritti nei rapporti ritengo non siano corretti, essi sono lesivi della dignità delle persone ed offensivi delle istituzioni preposte a tali funzioni previste da apposite normative da applicarsi sia nelle sale da gioco, sia nelle operazioni di conta mance. Il clima di tensione che ho percepito leggendo quanto segnalatomi evidenzia una situazione generale inadeguata e non opportuna per il sereno svolgimento dell'attività della casa da gioco. Particolarmente inquietante sarebbe una presunta volontà di delegittimare le attività di controllo regionale, impropri interventi e pretestuose motivazioni possono essere considerate provocatori e/o indicativi di particolari patologie. L'invito rivolto a un controllore regionale di tenersi a maggior distanza dal tavolo da gioco evidenzia una situazione che travalica e deborda la responsabilità dell'autore, investendo anche quello dell'azienda, che non intervenendo tollera comportamenti oltraggiosi ed offensivi nei confronti di chi sta svolgendo in modo corretto il suo lavoro di dipendente regionale. Il tema a metà giuridico del "quis custodiet custodes" non mi risulta appartenga a coloro che, in base alle vigenti disposizioni, sono assoggettati all'attività di controllo. La invito, effettuati i dovuti accertamenti, a mettere in essere tutte le necessarie disposizioni sia per evitare il ripetersi di situazioni incresciose, sia per adeguatamente censurare le situazioni segnalate. Colgo l'occasione per richiederle di conoscere quali ragioni ostacolino ancora la conta delle mance tavolo per tavolo, prevista dal disciplinare vigente e che a suo tempo aveva indotto il vostro personale a dichiarare lo stato di agitazione".

In realtà, c'è stata una lettera che è stata inviata anche il 13 febbraio nei confronti della casa da gioco, più precisamente per conoscenza alla casa da gioco, ma inoltrata al Direttore, dopo lo sciopero della domenica 11 febbraio, dove chiedevo di verificare. In realtà, sembrerebbe essere emerso che lo sciopero non è stato dichiarato nei confronti del controllo regionale, ma per una questione interna fra la Direzione giochi e gli impiegati. È vero però che all'origine di tutto l'episodio c'era un rilievo che legittimamente era stato fatto da un controllore regionale circa un pagamento relativo a una giocata inficiata da un errore da parte dell'impiegato. Correttamente il controllo regionale aveva sanzionato un determinato comportamento, ma non spettava al controllo regionale dare la soluzione. Non solo quindi eravamo a conoscenza, ma siamo anche intervenuti in modo tempestivo.

Sulle iniziative l'azienda dice che, al fine di bloccare sul nascere ogni fraintendimento con i controllori regionali, ha approfondito nel merito tali episodi, che sono stati censurati attraverso l'intervento diretto della Direzioni giochi. Continua dicendo che questi comportamenti sono da considerarsi iniziative isolate, mai assecondate dalla Direzione giochi, considerando che nella generalità è chiara la distinzione delle reciproche competenze, di tutte le professionalità presenti in sala, dei meccanismi di controllo esercitati, comprese le operazioni di conta delle mance. "In ogni caso..." - aggiunge - "... si è avviato da tempo un proficuo e costruttivo dialogo fra il Direttore della casa da gioco e la Direzione giochi per monitorare costantemente l'efficacia delle attività svolte, migliorare le procedure ove ritenute necessarie, nonché vigilare sulla correttezza di ogni comportamento".

In merito poi ai vari temi che lei ha posto sul tavolo, sono assolutamente d'accordo con lei che tutta una serie di argomenti non debbano essere considerati dei tabù, ma assolutamente da prendere in esame, l'occasione l'avremo nel momento in cui dibatteremo sul nuovo regolamento di controllo regionale, che potrà prevedere alcuni aspetti, avremo modo di parlarne nell'ambito della revisione del disciplinare, quindi abbiamo di fronte un processo partecipativo che permetterà ad ognuno di introdurre gli elementi che riterrà opportuno.

Nella speranza di aver recuperato quanto meno l'autorevolezza, anche se non come quella di alcuni miei colleghi, sono a sua disposizione.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Ritiro quello che ho detto sull'autorevolezza dell'Assessore, che è intervenuto in modo tempestivo ed autorevole. A parte la battuta, mi sembra vi sia una piccola svolta e la svolta consiste nel fatto che finalmente il Governo regionale comincia ad intervenire in modo autorevole, mettendo le cose per iscritto, per dirimere la conflittualità. Dico questo perché finora noi ed altri Consiglieri abbiamo sempre percepito un connubio fra il "CdA" della casa da gioco e il Governo regionale, per cui non si capiva bene come e perché, né di chi fossero le responsabilità di quanto accade alla casa da gioco. Finalmente con questi interventi si comincia a scindere fra le responsabilità del Governo, che, se sollecitato e a conoscenza dei fatti, interviene, e le responsabilità della gestione del "CdA" nel dirimere le conflittualità e sistemare le cose. Andiamo mi sembra nella direzione giusta, bisogna poi capire le indicazioni che sono state date dall'Assessore, come vengono recepite e come vengono interpretate e tradotte, ma almeno siamo di fronte a una piccola svolta.