Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2513 del 21 febbraio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2513/XII - Conferimento di proprietà immobiliari dell'Amministrazione regionale a società controllate da Finaosta. (Interpellanza)

Interpellanza

Vista la delibera n. 3597 del 24 novembre 2006, con la quale si conferiva un terzo e quarto lotto di beni immobili alla società Struttura Valle d'Aosta S.r.l. per un valore stimato di euro 17.230.000;

Vista la delibera n. 169 del 3 febbraio 2007 con la quale la Giunta regionale modificava il bilancio di previsione 2007, al fine di cedere la propria quota di partecipazione nella società Struttura Valle d'Aosta alla gestione speciale di Finaosta S.p.a.;

Vista la delibera n. 171 del 3 febbraio 2007, con la quale l'Amministrazione regionale ha trasferito a Finaosta S.p.a. la propria partecipazione del 30,12% del capitale sociale di Struttura Valle Aosta, pari a 17.230.000 euro;

Considerato che con queste operazioni e questi trasferimenti, di fatto il Consiglio regionale è espropriato delle proprie prerogative;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

Il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:

1) quali ragioni sono state adottate per operare indirettamente sulle proprietà immobiliari della Regione, tramite una società che a sua volta è controllata dalla Finaosta S.p.a.;

2) se il Governo regionale ha dato o intende dare chiari indirizzi strategici per salvaguardare degli interessi più generali della collettività sulla gestione e l'utilizzo di beni pubblici;

3) se ritiene che il conferimento delle proprietà immobiliari dell'Amministrazione Pubblica a queste società rappresenti la migliore soluzione, oppure non sia necessario investire il Consiglio per definire un diverso assetto.

F.to: Bortot

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - A dir la verità, alle ore 13,00 ero un po' più caldo, adesso devo scaldare un po' i muscoli... comunque... questa iniziativa fa parte di quel ciclo di interpellanze e interrogazioni legate sia agli insediamenti industriali alle quali ha risposto in parte l'Assessore La Torre stamani, sia alle operazioni finanziarie e immobiliari che coinvolgono l'assetto "Finaosta" e l'assetto di "Vallée d'Aoste Structure". In sostanza abbiamo la deliberazione del novembre 2006 che conferiva 1/3 del IV° lotto di beni immobiliari alla società "Vallée d'Aoste Structure" per un valore di 17 milioni di euro - 34 miliardi di vecchie lire -, poi abbiamo la deliberazione del 3 febbraio dove la Regione cede la propria quota di partecipazione della società "Vallée d'Aoste Structure" alla gestione speciale "Finaosta". In sostanza stiamo liquidando il patrimonio immobiliare della Regione cedendolo a "Vallée d'Aoste Structure". Di pari passo però cediamo le quote di proprietà della Regione di "Vallée d'Aoste Structure" a "Finaosta", in sostanza per riuscire a controllare cosa farà "Vallée d'Aoste Structure" dei beni immobili della Regione avremo un passaggio in più, ossia passare prima dalla "Finaosta" che controlliamo noi, che a sua volta controlla "Vallée d'Aoste Structure". Evidentemente noi su un ulteriore passaggio di questo genere non siamo d'accordo, vogliamo vederci chiaro al di là delle cifre e degli immobili, anche perché dopo sarà sempre più difficile mettere dei "paletti" su come agirà e delibererà "Vallée d'Aoste Structure" rispetto alla gestione di questi immobili. Faccio l'esempio, se abbiamo la possibilità di fare ricerca e questa ricerca fa capo all'Università e all'Università non hanno i soldi per pagarsi una struttura in affitto, evidentemente occorrerà che le decisioni siano del Consiglio e non di "Vallée d'Aoste Structure", perché, nella misura in cui quest'ultima è una società che opera sul mercato, deve ricavare dei benefici e dovrà fissare dei canoni di affitto delle strutture, ne abbiamo avuto un esempio stamani "ex Akerlund-Valgel" e, di conseguenza, diventa difficile per il Consiglio intervenire sul mettere a disposizione sia in un caso - un esempio che ho fatto di quel genere -, sia per altri casi le strutture a disposizione. Faccio un altro riferimento, non in positivo, ma in negativo: un'industria chimica inquinante decide di installarsi in Valle d'Aosta, alloca un immobile a "Vallée d'Aoste Structure", il Governo può dire la sua o si tratta di rapporti di mercato e di conseguenza fuori dalle decisioni che competono al Consiglio? Questo ovviamente rispettando tutte le procedure. Anche in questo caso occorre che il Consiglio sia in grado di definire i "paletti" con i quali opera "Vallée d'Aoste Structure" tramite "Finaosta" e indirettamente sia in grado di darsi delle strategie, fissare dei "paletti" e l'assetto societario che si sta definendo per "Vallée d'Aoste Structure" non è quello più appropriato.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Consigliere Bortot, cercherò di scaldarla... ha detto che non era caldo... Nell'interpellanza si richiamano le deliberazioni che sono state adottate per conferire dei beni immobili industriali alla società "Vallée d'Aoste Structure". Credo sia necessario, al fine di comprendere la volontà dell'Amministrazione regionale, risalire al giugno 2004, che è la data di approvazione della legge n. 10, perché è in tale legge e nella discussione della stessa che troverà tutto questo ragionamento, nel senso che allora il Consiglio regionale approvò una legge dove si autorizzata il Governo regionale a conferire gli immobili industriali, questo perché? Perché nell'ambito delle riflessioni fatte in Consiglio regionale emerse un qualcosa che complicava la gestione degli immobili industriali. Come ben sa, l'organizzazione dell'ambito dell'Amministrazione regionale ha, da un lato, il patrimonio, che si occupa degli aspetti giuridici, è il tenutario dell'inventario dei beni e sottoscrive tutti gli aspetti contrattuali relativi; vi è una struttura che si occupa delle manutenzioni, quindi abbiamo tutta una serie di soggetti che si occupano degli interventi; abbiamo la struttura che si occupa di fare delle valutazioni sulla destinazione degli immobili, quindi sui conduttori che ne fanno richiesta, se hanno i requisiti, se hanno dei piani industriali adeguati e quant'altro.

Lei capisce che all'interno di un quadro del genere i nostri interlocutori, i conduttori, che si perdono un po' nelle file dell'Amministrazione regionale... e allora fu scelto di concentrare la gestione di questo patrimonio immobiliare nell'ambito di un soggetto che, dal punto di vista del patrimonio genetico, fosse simile a quello degli interlocutori, nel senso che società su società, "CdA" su "CdA", diventa difficile per un imprenditore avere dei rapporti con un'Amministrazione regionale, che ha la necessità di fare delle deliberazioni, delle istruttorie, tutta una serie di attività che sono sicuramente giuste, anzi necessarie, ma...

(il Presidente del Consiglio richiama il Consiglio al silenzio)

... rispetto a questo tipo di ragionamento, poi le dico ancora un'altra riflessione, collega Bortot, perché, quando entrò in vigore questa legge, contestualmente fu abrogata un'altra legge: quella che individuava in modo automatico il canone di locazione, che era un canone fissato nel 2%.

Senza anticipare un dibattito che è giusto, che stiamo facendo in Commissione sull'equità o meno dei canoni che vengono richiesti, fissare in modo rigido un canone, una percentuale rispetto al valore del patrimonio è un'attività che potrebbe portare a notevoli ingiustizie sia in basso, sia in alto e abbiamo ricondotto la gestione del patrimonio immobiliare con criteri che fossero criteri di mercato ma, se così non fosse, Consigliere Bortot, noi saremmo nella condizione di contravvenire alle disposizioni comunitarie, perché la CE impone all'ente pubblico di non fare degli aiuti di Stato se non nell'ambito di provvedimenti notificati o nell'ambito del "de minimis", o in ambito di agevolazioni particolari, quindi la CE dice: "l'ente pubblico non può essere un soggetto distorsivo della concorrenza". Se lei si ricorda, quando negli anni che furono si comprò come Amministrazione regionale un certo patrimonio industriale, quel patrimonio venne utilizzato proprio come volano, venne utilizzato per creare e si ricorderà che negli anni che furono - sto parlando di 20-30 anni fa - gli immobili venivano dati molte volte in comodato gratuito, cose che purtroppo non si possono più fare oggi: ecco perché oggi abbiamo la necessità di avere, da un lato, qualcuno che faccia dei ragionamenti coerenti con le disposizioni comunitarie; dall'altro, di essere più efficienti, più veloci nel dare delle risposte e nell'interloquire e fu quello il motivo che portò nel giugno 2004 la maggioranza a fare un certo tipo di ragionamento, che fu poi fatto proprio dal Consiglio regionale. In realtà nell'ambito di quella discussione si cercò di salvaguardare quello che lei mi chiede nella seconda e nella terza domanda, perché nell'ambito di quella legge si cercò di coniugare, da un lato, questa necessità di efficienza e di celerità; dall'altro, la possibilità da parte del Consiglio regionale di dettare degli indirizzi. Si introdusse quindi nell'articolo 4 della legge n. 10/2004 quegli indirizzi che fra l'altro oggi sono in discussione, abbiamo la II e la IV Commissione che si stanno confrontando su questo argomento - lunedì, se vuol venire, sarò audito insieme al collega La Torre su questo - e cercheranno di dare degli elementi affinché colui che parteciperà all'assemblea di "Vallée d'Aoste Structure" trasferisca gli indirizzi voluti dal Consiglio regionale. Quella Commissione che lunedì si convocherà quindi avrà il compito di fissare degli indirizzi che saranno poi oggetto di una discussione in Consiglio regionale e durante lo stesso potranno emergere le volontà che sono ritenute più coerenti. Non potranno essere però delle volontà che vadano in contrapposizione a delle normative né europee, né nazionali, sarà un corretto confronto, così come le politiche di dismissioni del patrimonio immobiliare di "Vallée d'Aoste Structure".

Nell'ambito di questa normativa abbiamo indicato che delle politiche di acquisizione, piuttosto che di dismissioni siano condizionate da linee di indirizzo e da indicazioni precise date dal Consiglio regionale. Per il mio gusto è una forte intromissione nell'ambito di una società, se voglio fare un'analisi accademica, ma credo sia un corretto compromesso fra un patrimonio regionale industriale che veniva gestito internamente e uno strumento societario che, pur mantenendo un certo tipo di indirizzo, cercherà di... È chiaro che, oggi come oggi, il problema è sempre quello delle risorse, perché sia che il patrimonio rimanga dentro la Regione, sia che vada fuori è un patrimonio che deve essere gestito, per essere gestito bisogna dargli delle risorse, bisogna fare delle manutenzioni, bisogna fare degli adeguamenti che normalmente competono alla proprietà, quindi bisognerà dare delle condizioni di mercato verso il basso a un sistema produttivo che oggi sta faticando.

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Lunedì verrò alla riunione delle Commissioni, però, quando noi conferiamo gli immobili cosiddetti "industriali", dobbiamo discutere qual è il limite fra il discorso di innovazione, ricerca e produzione industriale, per esempio, qual è il confine fra industriale e commerciale, a seconda dei tipi di insediamento di attività. Quello che vorremmo evitare è il discorso delle scatole cinesi, formalmente in modo ineccepibile il Governo dà il parere positivo a un insediamento industriale su un piano industriale presentato alla "Finaosta", la "Finaosta" dà parere positivo e dà mandato a "Vallée d'Aoste Structure" di affittare o di locare il locale, fino qui "non ci piove". Sta di fatto che noi come Consiglio non siamo assolutamente in posizione di controllare a monte i tipi di insediamenti industriali, piuttosto dell'attività commerciale, se vanno nelle direzioni strategiche che interessano a questa Regione.

Secondo: qui continua a fare irruzione la concorrenza, ma bisognerebbe anche vedere i punti di partenza, ossia se i punti di partenza non sono uguali, evidentemente le regole del mercato e della concorrenza devono cambiare. Se viviamo in un "cul de sac" - e non credo -, ma abitiamo in montagna, evidentemente le regole della concorrenza non possono essere quelle che sono vigenti da altre parti, altrimenti gli insediamenti industriali, commerciali, agricoli, innovativi di ricerca... verranno sempre fatti nell'"hinterland" delle grandi città, dove c'è tutta una serie di servizi e di costi inferiori per le materie prime e per tante altre cose. Anche qui, quando si parla di porre dei "paletti", i "paletti" dobbiamo da un lato discuterli in Europa e mi sembra che parliamo di Euro-Regioni, parliamo di percorso ascendente e discendente nei confronti dell'Europa che non abbiamo ancora "portato a casa" di rapporti con il Governo, ma ho l'impressione che le iniziative dell'Europa soprattutto quando ci impongono mercato e concorrenza... subiamo le iniziative senza alzare sufficientemente e far valere le nostre posizioni.

I parametri che dobbiamo accettare o subire dall'UE quindi vanno discussi e non possiamo accettarli supinamente, al nostro interno poi insisto sul fatto che, stabiliti i "paletti" con i quali devono operare "Finaosta" e "Vallée d'Aoste Structure", il Consiglio deve darsi delle strategie produttive, industriali, di ricerca ed innovazione, altrimenti non si capisce perché abbiamo la Centrale del latte vuota e avremo un altro insediamento di produzione di latticini e di succhi di frutta e, quando dico "strategie", non dico che questo imprenditore di cui abbiamo parlato stamani debba insediarsi a Pont-Saint-Martin, ma ben venga... ma "Finaosta" poteva anche metterlo assieme a Panizzi che sta a Gressan e dire: "avete le stesse strategie, avete le stesse produzioni... provate a fare delle sinergie, se fate delle sinergie e i piani industriali si assomigliano, la Regione interviene anche con maggiori incentivi". Altrimenti abbiamo piccole dimensioni, poi scopriamo che una volta viene De Rita, un'altra volta viene Caio e ci dice che tutte le nostre imprese sono sottodimensionate per restare in quel benedetto-maledetto mercato, di conseguenza succede che, nonostante i nostri incentivi, l'apertura di credito, di mutui, la locazione degli immobili poi non reggono.

Occorre "mettere mano" a un sistema che non è solo subire l'iniziativa dell'imprenditore, mi sembrava che la "Chambre" fosse nata e cresciuta e dovesse - mi pare non lo faccia - "prendere per mano" gli imprenditori e dire: "rispetto a questo tipo di insediamento di piano industriale, di investimenti che lei vuol fare, che voi volete fare, guardate che di pari passo c'è questo settore che copre già quel comparto, proviamo a mettervi assieme e vedere se ne traiamo benefici per tutti, altrimenti duplichiamo". È un po' quello che diceva il Consigliere Sandri sulle mele, molti che hanno le mele buone non le conferiscono più alla "Cofruits" perché vanno assieme alle cosiddette "mele non buone" e allora ognuno di noi preferisce venderle per conto proprio; alla fine creiamo strutture sovradimensionate che non sono in grado di far fronte agli argomenti del perché le abbiamo create. Vengono fuori quindi degli obbrobri ed è per quello che il Consiglio deve "prendere per mano", stabilire delle strategie, delle incentivazioni e delle aperture di credito a determinate condizioni, che non sono solo quelle del singolo mercato o del singolo imprenditore che è di fronte alla Regione, "Vallée d'Aoste Structure" o "Finaosta" da solo. La "Chambre" deve fare da tramite, deve indirizzare in un percorso questi imprenditori e questi investimenti e, dopo aver svolto tale lavoro sugli indirizzi strategici della Regione dal punto di vista delle indicazioni produttive, di ricerca e innovazione, mettere a disposizione le strutture necessarie; altrimenti o siamo sottodimensionati, o è sovradimensionata la struttura, o non si fanno sinergie fra comparti e produttori che producono le stesse cose ed entriamo in conflitto, nel senso che non riusciamo a reggere come sistema produttivo della nostra Regione.