Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2505 del 21 febbraio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2505/XII - Osservanza delle disposizioni europee sulla sicurezza alimentare in materia di commercializzazione di latte crudo. (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che:

- dal 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore in Italia le norme del Regolamento CE n. 178/2002 sulla sicurezza alimentare;

- la commercializzazione di latte crudo quale "alimento pronto per il consumo umano" è sottoposta a regole specifiche al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza igienico-sanitaria per i consumatori;

- la Giunta regionale ha recentemente deliberato (DGR 133/2007) in materia;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

il Presidente della Regione o l'Assessore delegato per sapere:

1) quante sono le aziende valdostane che commercializzano latte crudo direttamente al consumatore;

2) se presso le aziende interessate è stata verificata la rigorosa osservanza di tutte le disposizioni stabilite dalla deliberazione citata e quali risultati sono emersi;

3) se presso le medesime aziende sono stati rilevati casi di vacche infette da TBC nell'ultimo biennio e se la salubrità degli allevamenti è stata constatata mediante il test del gamma interferone su tutti i capi presenti nei rispettivi allevamenti.

F.to: Tibaldi - Lattanzi

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - È sicuramente una problematica di grande attualità per 2 motivi: da una parte, una richiesta del mercato di maggior utilizzo di latte crudo e dei prodotti; dall'altra parte, una preoccupazione seria sanitaria, perché è chiaro che la fonte di infezioni tubercolari addominali è dovuta all'ingestione di latte crudo. Abbiamo operato diversi malati qui negli anni passati con dei grossi linfonodi tubercolari, che sono da imputare sicuramente all'assunzione di latte non esente da microbatterio. È d'altronde un momento di passaggio come indicato nelle domande, nel senso che passiamo da un periodo di autorizzazioni previste dai servizi sanitari a una deliberazione "ad hoc" molto specifica, che però non è stata ancora pubblicata, che entrerà in vigore appena pubblicata e che indica una serie di procedure proprio sulla commercializzazione del latte crudo.

Fatte tali 2 premesse, per rispondere alle sue domande: esiste una sola azienda valdostana alla data odierna che è autorizzata alla commercializzazione di latte crudo, questa stessa ditta ha avuto dei problemi, nel senso che in data 24 febbraio 2006 al macello si è riscontrata la presenza di tubercolosi in una delle bovine, proprio per questo ha avuto una sospensione della qualifica di allevamento indenne da TBC dal 24 febbraio 2006 al 20 aprile 2006. Sono state fatte delle prove diagnostiche e in questo secondo passaggio sempre si fa il gamma interferone, che su 6 bovini è risultato negativo, quindi favorevole, in un caso prima era dubbio e poi favorevole, per cui è stata ritirata la sospensione. Alcune considerazioni su questo argomento che è di grande attualità. Nella nostra deliberazione prevediamo l'uso dell'interferone per tutte quelle stalle che hanno desiderio di commercializzare il latte crudo come atteggiamento di maggior sicurezza. È un problema di ripresa dell'infezione tubercolare in Valle d'Aosta, dal 2000 in poi vi è una ripresa dei casi, su questo abbiamo recentemente, anche con l'Assessore Isabellon, fatto una riunione con tutti gli allevatori e i tecnici e si sta prevedendo un piano di azione. Certo che, dal punto di vista medico, vi sono delle constatazioni che non si capiscono, ... nel senso che abbiamo assistito a diversi casi di PPD, ossia di intradermoreazione negativa e successivamente al macello il riscontro di grosse lesioni tubercolari; negatività quindi di un esame all'intradermo, che è molto sensibile, ma che in questi casi ha dato un effetto contrastante. Noi la scorsa estate abbiamo presentato tali osservazioni alla Magistratura.

Si discute sull'interferone: è chiaro che l'interferone è più valido come test, ha dei costi molto elevati, sarebbe una prova che, se noi fossimo sicuri del corretto utilizzo dell'intradermoreazione, non dovrebbe essere necessaria; si pensa se introdurlo o no, chiaramente non facendo spendere agli onesti dei costi per tutelarli contro pratiche che forse vengono utilizzate dai disonesti. Su questo stiamo lavorando, penso che tale deliberazione che entra in vigore adesso, e che è stata approvata dalla Giunta il 26 gennaio 2007, tuteli chi utilizza latte crudo, ma soprattutto ponga dei paletti per chi non fa le cose in modo corretto e onesto.

Président - La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Assessore, la ringrazio per la risposta, anche se ne emerge una foto che è tutt'altro che tranquillizzante. Lei d'altronde non ha lesinato a fare i commenti doverosi che bisogna effettuare in questi casi, ovvero che vi è una ripresa preoccupante di casi di TBC presso le stalle valdostane. Naturalmente noi di tale fenomeno abbiamo preso conoscenza attraverso delle persone che ci hanno segnalato l'esistenza di stalle infette ed è un'epidemia che sembra che stia crescendo, lei oggi ce lo ha confermato. Lei sa bene che il latte crudo è il principale strumento di trasmissione di tubercolosi dal bovino all'uomo e, visto che si è annunciato anche il proliferare di strutture, tipo quella di Gressan, che andrebbero a distribuire nel prossimo futuro in Regione il latte crudo per il consumo umano, la nostra preoccupazione è giustificata. Apprendiamo che nell'azienda in questione, che ha aperto la distribuzione di latte crudo lo scorso autunno, il 24 febbraio 2006 sono stati riscontrati casi di tubercolosi: questo è un fatto di una certa gravità. Lei dice che dopo 6 mesi è stato possibile sciogliere le riserve in senso positivo, è stato fatto il test del gamma interferone e il problema dovrebbe essere rientrato; naturalmente ci affidiamo alle analisi e alle risultanze di questi test. Sta di fatto che non a caso avete deliberato in materia per rendere più rigoroso l'accertamento sanitario. Vedo qui una deliberazione congiunta che avete proposto sulla sicurezza alimentare il 26 gennaio scorso, dove giustamente si richiedono delle analisi più rigorose, mediante l'impiego di questo gamma interferone che è costoso, è vero, ma la salute - come lei ci insegna - non ha prezzo, quindi il ragionamento economico penso debba essere ponderato con il contrappeso che vi è sull'altro "piatto della bilancia": la salute della nostra Comunità. Seguiamo con preoccupazione l'evolversi di questa vicenda, in particolare l'aumento di focolai atipici di tubercolosi nella nostra Regione nonostante le campagne epidemiologiche attivate dall'Assessorato dell'agricoltura che ci sono state negli anni scorsi, che non sono state efficaci fino in fondo; sappiamo che lì sono stati investiti dei denari in quantità consistente. Rivolgiamo quindi un appello ad entrambi gli Assessori alla sanità e all'agricoltura affinché la situazione non solo venga monitorata, ma si avvii un piano efficiente di bonifica sanitaria del bestiame valdostano e che vengano attivati tutti quegli strumenti di tutela per la salute umana che sono quanto mai necessari in questi casi.