Oggetto del Consiglio n. 2497 del 21 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2497/XII - Situazione della Cooperativa Cofruits di Saint-Pierre. (Interrogazione)
Interrogazione
Ricordato che la Cofruits di Saint-Pierre rappresenta in molti anni in Valle d'Aosta un importante punto di riferimento nella produzione e nella commercializzazione delle mele;
Venuti a conoscenza che alcuni produttori di mele della Valle centrale non conferiscono più, differentemente dagli anni passati, tutta la propria produzione a tale cooperativa;
Al fine di conoscere la situazione di tale importante attività di frutticoltura e, soprattutto, la qualità del ruolo svolto dalla Cofruits di Saint-Pierre;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
L'Assessore competente per conoscere:
1) l'andamento della produzione di mele nella nostra Regione dal 1997 ad oggi e la percentuale conferita alla Cofruits di Saint-Pierre;
2) i dati relativi al numero di produttori conferenti alla società Cofruits nello stesso periodo;
3) l'andamento dei prezzi medi riconosciuti ai produttori dal 1997 ad oggi;
4) le cause riconosciute o ipotizzabili per l'eventuale minor conferimento di frutto fresco alla cooperativa stessa.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - Vedrò di essere abbastanza sintetico, nel senso che qui vengono richiesti dei dati relativi alla Cooperativa "Cofruits". La prima richiesta è relativa all'andamento della produzione di mele nella nostra Regione dal 1997 ad oggi e la percentuale conferita alla "Cofruits" di Saint-Pierre. Si stima che nella Regione la produzione annua media sia variata da q.li 35.000 del 1997 agli attuali 25.000 con conferimenti nel 1997 pari a circa q.li 12.000 su 35.000, poi 1998 13.500, 1999 15.000, 2000 12.000, 2001 12.000, 2002 11.600, 2003 10.000, 2004 10.000, 2005 11.500, 2006 8.600, quindi vi è un'evoluzione che tende alla diminuzione con percentuali di conferimento in ogni caso inferiori al 50% sulla produzione totale.
In merito ai dati relativi al numero di produttori conferenti la "Cofruits" nello stesso periodo, si può dire che il numero dei produttori è passato da circa 350 nel 1997 agli attuali 152; tale riduzione è da imputarsi alla scomparsa dei soci anziani senza alcun ricambio generazionale e dei piccoli produttori con produzioni che generalmente si vanno a collocare in quella fascia non economicamente sostenibile. L'andamento dei prezzi medi - terza domanda - è passato da circa 0,40 euro del 1997 all'ultima campagna con euro 0,30, dovuto essenzialmente al mercato e ai problemi di riduzione della quantità della produzione senza riduzione dei costi fissi.
Punto n. 4: "le cause riconosciute o ipotizzabili per l'eventuale minor conferimento di frutto fresco alla cooperativa stessa", qui ci sono una serie di concause. Il minore conferimento ha più cause, fra le quali si ricordano vari problemi fitosanitari, marciumi vari della frutta, forti attacchi dei maggiolini, proliferazione dei citoplasmi sul melo con conseguente estirpazione dei frutteti infetti, gelate, ecc. A fronte di questo scenario bisogna fare alcune considerazioni: essenzialmente una necessità che si evidenzia è quella di andare ad attivare una serie di azioni che sono già oggetto di attivazione per quel che riguarda, da un lato, le azioni legate al miglioramento dei frutteti ed alla razionalizzazione delle strutture aziendali; in particolare, poi, uno dei problemi legato alla corretta gestione dei frutteti è quello relativo all'irrigazione. Adesso molte aziende, soprattutto a livello di singoli produttori, hanno attivato dei sistemi di irrigazione aziendali che non sono diversi da quelli dei consorzi di miglioramento fondiario. In questo momento coloro che intervengono nella pianificazione territoriale relativa all'attivazione di riordini fondiari danno indicazioni attraverso i progettisti sulla separazione delle colture, andando ad esempio ad individuare delle zone specifiche per la coltivazione della frutta e, in particolare, delle mele, che si deve distinguere territorialmente rispetto ad altre destinazioni tipo la foraggicoltura: questo perché sono 2 realtà produttive che necessitano di sistemi di irrigazione fra di loro diversi, con turnazioni diverse; ad esempio, per la foraggicoltura una turnazione di 15 giorni può andare bene, mentre per i meleti è necessario avere una turnazione con intervalli più ridotti.
Contemporaneamente sono in atto delle azioni relative alla commercializzazione e alla promozione. È di qualche giorno fa la presentazione della documentazione definitiva per l'ottenimento della "DOP" della mela della Valle d'Aosta, che è stata presentata da "Cofruits" il 16 febbraio - questo compete alla "Cofruits" come soggetto attuatore -, con il supporto dei produttori privati che hanno partecipato alle riunioni, l'ultima è stata fatta proprio il 16 febbraio in Assessorato, con in più la presenza dell'"Institut agricole" per quel che è di sua competenza. Il tutto è stato presentato nei tempi utili con l'obiettivo importante di dare impulso al settore attraverso questo importante riconoscimento. In contemporanea, per avere un beneficio immediato, è previsto l'inserimento nell'elenco dei prodotti tradizionali della Regione, che a breve verrà presentato in Giunta, anche della mela Valle d'Aosta; questo può portare ad un beneficio di immagine nell'attesa di avere l'approvazione della "DOP".
Infine verranno intensificate le iniziative promozionali sul territorio in concomitanza con tutte le manifestazioni che l'Assessorato, promuove in particolare con l'organizzazione della "Festa della mela della Valle d'Aosta", la cui organizzazione, sarà migliorata introducendo oltre alla tradizionale premiazione dei frutticoltori, anche un'importante azione per quel che riguarda la commercializzazione, con l'obiettivo di far accrescere la redditività di tale settore al momento in difficoltà.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Sono solo parzialmente soddisfatto dalla risposta dell'Assessore, che ha tirato fuori dei dati che mi sembrano estremamente significativi. Il dato fondamentale è che i frutticoltori in Valle d'Aosta sono passati in 10 anni da 350 a 150, abbiamo perso quasi il 60% della forza lavoro delle aziende che si occupano di questo sistema e la tendenza mi sembra di capire che sia a peggiorare, perché, essendo legata all'età, ossia chi faceva il frutticoltore continua ad andare avanti, ma non viene sostituito dalle nuove generazioni così come ha detto l'Assessore, ci troveremo nei prossimi anni ad avere una forte riduzione di chi si occupa di questo sistema, con una conseguente riduzione della produzione che è passata dai 35 q.li del 1997 ai 25 q.li del 2006, di cui solo 8.000 conferiti alla "Cofruits". Se pensiamo che la "Cofruits" è una cooperativa che è stata tarata con strutture e costi fissi per 35.000 q.li, ci rendiamo conto che lì esiste un problema di disparità e di peso dei costi fissi che vanno a gravare sui produttori. Credo che l'Assessorato dovrebbe darsi una mossa, intervenire per sgravare tali produttori di questo costo incredibile che ormai è la "Cofruits", perché è una struttura sovradimensionata notevolmente rispetto all'obiettivo: questo si tramuta, come ha confermato l'Assessore, in una caduta verticale del ritorno economico, perché siamo passati da 40 centesimi del 1997 ai 30 centesimi del 2006, abbiamo perso più o meno la metà del potere di acquisto. Tenuto conto che le rese in Valle d'Aosta sono neanche la metà di quelle del Trentino o di zone del Piemonte, credo che si spieghi anche così lo scarso interesse, perché è chiaro che il ritorno economico su questa cosa non c'è. Cosa fare? Anzitutto intervenire sulla "DOP" e mi sembra importante che adesso l'Assessore si dia da fare a Roma affinché il decreto venga emesso il prima possibile, perché...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
... al Deputato e al Senatore ci ho già pensato io, non si preoccupi, lei pensi a lei che è una cosa importante.
La seconda questione è che bisogna fare del "marketing". Abbia pazienza, su queste cose c'è da fare qualcosa di più serio che le manifestazioni! Trovo sconvolgente che in Valle d'Aosta i nostri bambini nelle scuole non abbiano a disposizione la mela della Valle d'Aosta, c'è una legge del Consigliere Bortot che va in questo senso, credo che investire un po' di q.li di mele nelle mense scolastiche, nelle mense aziendali... ossia che si chieda ai Comuni e alle autorità scolastiche competenti in materia di mettere nei capitolati di appalto che venga distribuita la mela della Valle d'Aosta.... credo che questo sia un "dato" che si possa fare con facilità.
Vi sono poi alcune questioni tecniche su cui l'Assessorato non si è impegnato così tanto, perché non sono voluto entrare nel merito, ma mi sembra che la "Renetta", che era un po' la nostra mela tipica della nostra Regione, stia letteralmente scomparendo, perché tutto quello che lei dice è una produzione che va verso il "Golden Delicious", anzi sono i tecnici dell'Amministrazione regionale che spingono forse per problemi climatici, perché oggi, essendo aumentata la temperatura, la "Renetta" ha più difficoltà a venir su. Lei ha parlato anche di marciumi e di altre cose, nella conservazione mi dicono che c'è maggiore difficoltà a conservare la "Renetta" rispetto alla "Golden", ma credo che l'Assessorato insieme all'"Institut agricole" potrebbe anche cercare nuove strade: ad esempio, i nostri vecchi prendevano le mele e le portavano a 1.500 metri e a primavera ce le avevano come erano state raccolte o quasi, anche pensare a delle vie più naturali e più tradizionali soprattutto legate alla "DOP" potrebbe consentire una maggiore difesa della "Renetta" e di questo prodotto tipico.
Concludo chiedendo un impegno dell'Assessore su un altro tema. Uno dei problemi che sta venendo fuori rispetto alla "Renetta" è il problema degli innesti che non sono sufficientemente forti rispetto al clima e alla nostra tradizione; pensare a misure straordinarie per riportare la produzione tradizionale... anche se c'è un bel po' di tempo da aspettare per avere la produzione, però si ottengono piante più sane e più forti e con un investimento di più lungo periodo, credo che su quello un aiuto della Regione per compensare gli anni in cui non c'è produzione potrebbe aiutare la frutticoltura valdostana a tornare uno degli assi portanti dell'agricoltura, ma per fare questo bisogna "far sistema" e mi sembra che finora di sistema non se ne faccia a sufficienza.
