Oggetto del Consiglio n. 2482 del 7 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2482/XII - Realizzazione di un impianto di depurazione delle acque reflue nella Valdigne. (Interpellanza)
Interpellanza
Richiamata la propria interpellanza n. 289/06 sulla necessità di provvedere al più presto alla realizzazione degli impianti di depurazione nei 3 consorzi di Comuni non provvisti di tali impianti;
Ricordata la risposta dell'Assessore nella quale, facendo esplicito riferimento a due ipotesi di lavoro, la prima di finanziamento pubblico diretto e la seconda di intervento di investitori privati attraverso un "Project financing", si attribuiva il ritardo nella realizzazione dell'opera al fatto che i cinque Comuni e la Comunità montana Valdigne-Mont-Blanc non avevano ancora ultimato le procedure in quanto "il dibattito al loro interno era ancora aperto";
Constatato che il 15 gennaio u.s. il Presidente della C. M. Valdigne-Mont-Blanc, in un'intervista ad un organo di stampa locale avrebbe dichiarato: "Nonostante la corrispondenza intercorsa durante il 2006 in merito al finanziamento dell'impianto di depurazione, allo stato attuale l'amministrazione regionale non ha mai comunicato le modalità con le quali tale finanziamento potrà essere erogato pertanto non ha ancora garantito la copertura degli oneri di progettazione e di realizzazione dell'impianto.";
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono i reali motivi del ritardo nella realizzazione dell'impianto di depurazione;
2) quale ipotesi di copertura degli oneri, intervento pubblico o project financy, si intende perseguire.
F.to: Venturella
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - Con questa interpellanza intendiamo porre all'attenzione del Consiglio e quindi chiedere all'Assessore Cerise conto di 2 distinte, ma non contemporanee dichiarazioni contraddittorie: l'una, resa in Consiglio regionale; l'altra, resa in un'intervista del 15 febbraio 2007... si parla, qui, dell'assenza in 3 consorzi di Comuni dell'impianto di depurazione delle acque. Avevamo, nella seduta pomeridiana dell'8 novembre 2006, posto l'interpellanza su questa mancata progettazione e realizzazione, insomma 3 impianti erano misteriosamente non dico scomparsi, ma i loro contorni si erano sfuocati, non si sapeva con quali soldi, in quali tempi e con quali modalità potevano essere progettati e realizzati.
Cosa risponde l'Assessore Cerise sul perché nel ritardo della progettazione e realizzazione dell'impianto di depurazione (cito): "Chaque décision concernant le financement des travaux est donc liée à la régularisation du service hydrique qui est en cours d'examen par les différentes Communes et Communautés de montagne, et là il est ouvert un débat, dont nous avons parlé tout à l'heure et qui devrait débuter aussi sur la question des financements, non seulement pour la question, mais aussi pour l'approvisionnement d'eau des grands aqueducs de compétence de la Région". Continuava dicendo: "ci sono 2 ipotesi di lavoro, quella dell'affidamento diretto, l'altra del "projet financing" con l'intervento del privato". Neanche 2 mesi dopo leggiamo, su un settimanale, la dichiarazione virgolettata del Presidente della Comunità montana Valdigne che dice, sempre sullo stesso argomento: "Nonostante la corrispondenza intercorsa nel 2006 in merito al finanziamento dell'impianto di depurazione, allo stato attuale l'Amministrazione regionale non ha mai comunicato le modalità con le quali tale finanziamento potrà essere erogato, pertanto non ha ancora garantito la copertura degli oneri di progettazione e di realizzazione degli impianti". Non vorremmo fare dietrologia spicciola, ma c'è qualcosa che non va... queste 2 dichiarazioni sono in contraddizione. Chi cambia le carte in tavola? Sono dichiarazioni in contraddizione palese: da un lato, l'Assessore dice che la responsabilità è dei Comuni; dall'altra parte, il Presidente della Comunità montana Valdigne dice che la responsabilità è della Regione!
Vorremmo capire quali sono i reali motivi del ritardo... finalmente lo dica in Consiglio regionale... e poi, anche per gli altri consorzi e non solo per questo impianto di depurazione, perché nella premessa parlavamo dei 3 impianti di depurazione, quali intendimenti avete. Fate entrare i privati nella gestione dei depuratori, nel servizio idrico integrato con il "projet financing" oppure... il capitale sarà interamente pubblico?
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - Vede, collega Venturella, è difficile instaurare un dialogo riportando pezzi di interviste e pezzi di dichiarazioni, perché sono contestualizzati in ambiti diversi... non è proprio vero che diciamo cose non allineate!
Ho ricevuto una lettera molto accalorata da parte del Presidente della Comunità montana, del tipo: "insomma, ci date questi soldi per andare avanti"... alla quale mi sono rifiutato di rispondere, non per mancanza di riguardo, ma perché mi sono detto che se entravo in un contenzioso epistolare non ne venivo più fuori, è meglio trovarsi invece attorno ad un tavolo per fare serenamente un ragionamento, cosa che peraltro è successa. Nel frattempo abbiamo cercato di fare tutto il possibile per trovare delle fonti di finanziamento, compreso il "projet financing", per far fronte a una spesa che non riguarda solo il collettore e l'impianto fognario della Valdigne, perché la decisione va presa sui 3 grandi impianti per dare una risposta definitiva a questo problema: si tratta di una spesa di 56 milioni di euro! Qualunque percorso che portasse a degli investimenti privati determinerebbe su ciascuno dei 3 depuratori dei costi tariffari - visto il basso numero di utenti - che non sarebbero sostenibili, quindi sarebbe una sorta di ulteriore sovraccosto della vita in montagna.
Fatta questa verifica, siamo arrivati alla conclusione che i soldi li deve tirare fuori l'ente pubblico e ci siamo confrontati, non più tardi di ieri mattina, con il "CELVA" su questo argomento, che è un tavolo di lavoro per cercare di trovare un meccanismo che nell'ambito del sistema idrico integrato vada, da un punto di vista normativo, ad integrare le norme di quel sistema per facilitare la messa in rete dei sistemi di distribuzione e raccolta e quindi restituzione delle acque, compresa la depurazione; dall'altra parte abbiamo dei finanziamenti (8-11 milioni di euro) che ogni anno nell'ambito del "FOSPI" i Comuni spendono per ammodernare le reti di distribuzione e fognarie.
Stiamo cercando di costruire un sistema per il quale, mettendo questi fondi da parte degli enti locali più la quota parte dell'Amministrazione regionale per costruire le reti sia di adduzione dell'acqua, sia di condotte fognarie e quindi di depurazione, e per costruire un montante sufficiente per coprire, nell'arco di 10-15 anni, tutti gli interventi che sono quelli della grande depurazione e con questo c'è già una liberatoria sottintesa, perché loro sanno benissimo di poter andare avanti con la progettazione... non dimentichiamo che per quel depuratore c'è la "VIA" approvata... si tratta ora di dare corso alla fase progettuale esecutiva. Ricordo ancora che sono rimasti fermi perché volevamo capire se c'era la possibilità di fare un "projet financing"; verificato che non c'era, era tacito che si andasse avanti e di questo sono stati informati: questo è il percorso che vogliamo fare e che sarà oggetto di discussione in quest'aula, perché sia l'aspetto normativo che finanziario sarà competenza del Consiglio regionale, poiché si tratta di investimenti che si aggirano, nell'arco di un decennio, a 180 milioni di euro. Abbiamo fatto il conto: 56 milioni di euro per la depurazione, 40 milioni di euro per le grandi reti - collettore della Valpelline, la rete idrica per tutta la Comunità montana Evançon, la terza fase dell'acquedotto della città di Aosta con depurazione connessa -; ci sono poi investimenti che dovremo fare per dare delle risposte che sono molto simpatiche all'amico Bortot, in casi di emergenza idrica o là dove ci sono delle criticità, e quindi dare una risposta completa.
Il tavolo di lavoro con il "CELVA" c'è e conto, nell'arco di poco tempo, di arrivare con una proposta in Consiglio; nel frattempo i nostri amici della Comunità montana Valdigne, che restano amici, ma che hanno impiegato 18 anni per trovare un accordo di dove fare il depuratore... per cui non mi pare che un mese più o un mese meno cambi la vita, possono andare avanti con la progettazione.
Presidente - La parola al Consigliere Venturella.
Venturella (Arc-VA) - L'annuncio di questo impegno da parte dell'Assessore Cerise di riportare la progettazione globale in Consiglio regionale di tutto quello che si definisce "sistema idrico integrato", sia dal punto di vista della progettazione dell'intervento normativo che dal punto di vista finanziario, è una bella notizia. Il Consiglio è la sede a cui compete questa decisione.
Sul ritardo di alcuni consorzi di Comuni sono state giocate diverse partite e diversi ruoli, non solo riferiti a quel Comune o a quella Comunità montana. Non solo le competenze, ma gli interessi in campo erano diversi: 18 anni certo sono troppi, ma i problemi non possono essere semplificati dicendo che non hanno preso una decisione! Le questioni erano complicate, ma non è questa la sede per affrontarle! Certo che 56 milioni di euro per questi interventi sono una cifra che richiede un tavolo di concertazione, della programmazione, il reperimento di risorse sul triennio, e i 180 milioni su un arco temporale molto più ampio.
Il riportare tutto in Consiglio regionale credo sia una buona notizia, siamo soddisfatti per la sua risposta. Una piccola osservazione sul futuro: certamente è il Consiglio regionale la sede adatta per discutere gli indirizzi, i tipi di finanziamento, quali partner finanziari in caso di "projet financing", ma non vorremmo che in corso d'opera, con alcuni piccoli "escamotages", per alcune pratiche che potrebbero essere definite di secondaria importanza, non vorremmo che la decisione che è ora affidata al Consiglio regionale, venisse a pezzettini trasferita alla Giunta! Non vorremmo che in alcuni percorsi che porteranno a questa integrazione, alcune importanti decisioni venissero ricondotte alla Giunta. Crediamo che sia il Consiglio, perché abbiamo assistito troppo spesso a una spogliazione di funzioni del Consiglio per attribuirle invece, a colpi di "omnibus" e di piccole variazioni, alla Giunta!
Ci riteniamo comunque soddisfatti della sua risposta.
