Oggetto del Consiglio n. 2470 del 7 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2470/XII - Interventi in materia di formazione professionale. (Interpellanza)
Interpellanza
Considerato che con la legge n. 7 del 31 marzo 2003 "disposizioni in materia di politiche regionali del lavoro, formazione professionale e di riorganizzazione dei servizi per l'impiego" la regione dovrebbe dotarsi di capacità di intervenire sulla formazione professionale in modo strutturale, organico in funzione delle strategie economiche, sociali e produttive che intende perseguire;
Ricordato che dalla relazione al bilancio 07 dell'Assessore al bilancio è previsto per la formazione professionale una spesa non indifferente di 25 milioni di euro;
Osservato e considerato che in soli sei mesi con innumerevoli delibere di Giunta vedi la n. 4213 "... interventi formativi a catalogo per occupati..."; n. 2338 "... interventi di orientamento scolastico e professionale"; n. 3946 "attività di orientamento, creazione d'impresa e di sviluppo locale..."; n. 3945 "progetti per attività di formazione individualizzata..."; n. 4219 "appalto del servizio di assistenza tecnica a supporto dell'attuazione delle azioni previste nel protocollo di intesa per la regolamentazioni transitoria dell'apprendistato professionalizzante..."; n. 4218 "attività di supporto tecnico ed accompagnamento all'attuazione delle procedure relative alla azioni previste nel protocollo di intesa per la regolamentazione transitoria dell'apprendistato professionalizzante..." E altre ancora, vengono finanziate iniziative poco riconducibili a un sistema organico e integrato di "formazione professionale";
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
Il governo regionale per conoscere:
1) e esiste un rapporto che tracci un bilancio annuale sul comparto e se non esiste avere i dati relativi a: numero persone coinvolte, sbocchi occupazionali o imprenditoriali delle persone formate o professionalizzate, valutazione dei vari progetti, spese sostenute, numero enti formativi accreditati e finanziati, rapporto tra la formazione e i finanziamenti ai progetti di ricerca e innovazione finanziati dalla regione alla singole aziende;
2) quali sono i settori: sociali, ambientali, economici nei quali il governo intende orientare maggiore investimenti nei prossimi anni e di conseguenza se si doterà di un piano strategico per la formazione culturale e professionale che supporti tali settori;
3) come intende integrare la formazione culturale-professionale della scuola pubblica rispetto a quella gestita a vari titoli dagli enti di formazione accreditati.
F.to: Bortot
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Brevemente. Due mesi fa abbiamo approvato il bilancio di previsione triennale; 15 giorni or sono, in un convegno nell'aula sottostante, abbiamo parlato di fondi strutturali europei e abbiamo sentito con grande piacere che ci sono stati assegnati gli stessi importi del periodo precedente. Una parte consistente di questi fondi sono sulla formazione. Abbiamo fatto un piccolo riscontro su come sono stati utilizzati e, su questo, niente da dire; il problema diventa non tanto su come sono stati utilizzati, quanto sui risultati. In occasione di un'interrogazione precedente del Consiglio scorso abbiamo sentito, sul problema dei progetti di ricerca della "Dora S.p.a.", per esempio, che questa azienda ha problemi per reperire personale professionalizzato. Vediamo comunque che perdurano tutta una serie di iniziative e di interventi sulla formazione a parere nostro scollegate.
L'interpellanza aveva lo scopo di sollevare il problema, denunciare che è necessario cambiare marcia, dare degli orientamenti, altrimenti il rischio è che dall'Agenzia del lavoro, a tutti quelli che si occupano di formazione, ognuno venga con il suo progetto, senza che questo abbia un indirizzo, un senso o si inserisca in una strategia, nella direzione in cui vogliamo andare con le attività produttive, la formazione, la cultura, le professionalità della nostra Regione, e quindi tutti questi soldi vengano spesi, sì, ci mancherebbe altro, ma senza degli indirizzi strategici!
Il senso dell'interpellanza era per capire meglio gli indirizzi del Governo soprattutto riferiti alle attività produttive che si vogliono incrementare per i prossimi anni, e su quegli indirizzi strategici calare, non dico tutto, ma almeno un pezzo della formazione, perché da quel capisco occorre dare strumenti culturali e formativi pluridisciplinari alle persone, che si adattino anche a situazioni in evoluzione. Non parlo del mercato del lavoro, perché a me che le persone siano in funzione del mercato del lavoro e non sia il mercato del lavoro in funzione delle persone... mi fa venire la "pelle d'oca"! Parlo di indirizzi formativi sui quali poi prevedere e mettere a disposizione delle persone che siano in grado di collocarsi negli indirizzi strategici dal punto di vista produttivo, commerciale e turistico, che la nostra Regione sceglie: questo è il senso dell'interpellanza.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Risponderemo in coppia con l'Assessore Viérin, che si occuperà della terza parte.
Per quel che riguarda l'insieme di richieste formulate dal collega Bortot, vorrei premettere che la legge regionale n. 7/2003 prevede, al Capo II - Atti di programmazione -, in particolare all'articolo 5, che la Regione, in armonia con l'intervento del Fondo sociale europeo, definisca un piano triennale degli interventi di politica del lavoro, dell'azione di formazione professionale, di orientamento e sviluppo dei servizi per l'impiego. Il sistema della formazione professionale, delineato al Capo III della medesima legge, "Disposizioni in materia di formazione professionale", trova quindi il suo quadro di riferimento programmatico e finanziario nei piani regionali di politica del lavoro e nei programmi operativi co-finanziati dal "FSE" (Fondo sociale europeo), i quali vengono adoperati in una logica di integrazione e complementarietà.
Il bilancio di gestione per il triennio 2007-2009 assegna, per il 2007, gli obiettivi di competenza della Direzione agenzia regionale del lavoro e queste risorse; nell'obiettivo "programmazione, coordinamento e finanziamento di attività formative, azioni di politica del lavoro" sono qualcosa più di 3 milioni di euro; nell'obiettivo "interventi per l'orientamento professionale e la formazione professionale nel quadro del piano di politica del lavoro" sono 11,5 milioni di euro; quindi, come si evince dalla descrizione degli obiettivi, le risorse assegnate, pari a circa 15 milioni di euro, non sono destinate ad attività esclusivamente di formazione professionale, quindi non so da dove sia uscito il dato di 25 milioni di euro previsti per la formazione professionale, citato nell'interpellanza.
Passando al 1° punto dell'interpellanza, il regolamento CE 1260, recante disposizioni generali sui fondi strutturali, prevede, all'articolo 37, che l'autorità di gestione di "FSE" trasmetta alla commissione un rapporto annuale di esecuzione delle attività finanziate, previa approvazione dello stesso da parte del Comitato di sorveglianza. Si fa presente che l'ultimo rapporto inviato è reperibile, come tutti i documenti di programmazione e valutazione del "POR FSE", sul sito della nostra Regione, e comunque in sintesi vorrei elencare alcuni dati riferiti al periodo di programmazione 2001-2006. Numero persone interessate dalle diverse azioni finanziate - non esclusivamente formative - 26.500 unità; sbocchi occupazionali o imprenditoriali: a partire dall'ottobre 2004, l'Agenzia del lavoro ha condotto indagini presso un campione di destinatari delle azioni finanziate per capire gli esiti occupazionali e il grado di soddisfazione a 6 e 12 mesi dalla conclusione delle attività formative. Gli esiti indicano un tasso d'inserimento occupazionale lordo pari al 60% che però aumenta in corrispondenza di titoli di studio più elevati. Mediamente all'anno sono 50 le imprese avviate, agevolate dagli interventi previsti. Per quanto concerne la valutazione dei vari progetti, i progetti approvati e finanziati sono attualmente 1.800. I progetti sono acquisiti tramite procedure di evidenza pubblica e la valutazione avviene sulla base di criteri approvati dal Comitato di sorveglianza e dalla Commissione europea. Le spese sostenute attualmente ammontano a 60.500.000 euro, il numero di enti accreditati e finanziati sono a fine 2006 n. 29, di questi la metà sono rappresentati da enti di formazione (16) e i restanti si suddividono in istituzioni scolastiche (9), università (1) e misti (3). Sappiamo cosa capiterà invece con il nuovo periodo di programmazione, dove diciamo che al di sotto dei 18 anni avremo problemi di finanziamento tramite il Fondo sociale europeo.
Nel 2° quesito dell'interpellanza si fa riferimento al Programma operativo occupazione, del Fondo sociale europeo per la programmazione 2007-2013, che stiamo negoziando con Bruxelles e che abbiamo presentato al seminario a cui ha preso parte il collega Bortot. Si fa presente inoltre che la legge regionale 15 dicembre 2006, n. 30 - Legge finanziaria - prevede, all'articolo 10, che: "al fine di armonizzare gli interventi regionali di politica del lavoro con gli indirizzi della politica comunitaria ed in particolare con gli interventi previsti dalla programmazione 2007-2013 dell'obiettivo 2 la definizione di un nuovo Piano triennale di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e sviluppo dei servizi per l'impiego è prevista per l'anno 2008", il che è motivato dal fatto che solo nelle prossime settimane avremo un quadro esaustivo su cui poter intervenire.
Per quanto concerne il 3° punto, vorrei solo dire che questa materia è una materia sulla quale stiamo lavorando, nel senso che, vista l'evoluzione di "FSE", è per noi prioritario fare in modo di trovare tutte le risorse finanziarie necessarie per continuare ad alimentare quella parte del sistema scolastico che perderà i fondi di derivazione comunitaria.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) - Oui, M. Caveri l'anticipait... je remercie le collègue Bortot pour cette initiative, car ça me donne la possibilité d'expliquer et de vérifier aussi ce qui est en train de se passer de notre part, en collaboration avec l'Agence de l'emploi et de l'énorme travail qui est en train d'être fait par les différents acteurs qui travaillent à ce projet.
La loi de finances 2007 prolonge de 2 ans la fin de la scolarité obligatoire et fixe ainsi sa durée à 10 ans: d'après ces nouvelles règles tous les élèves d'au moins 16 ans doivent s'inscrire dans une école secondaire de IIe degré ou entreprendre un parcours expérimental d'éducation et de formation professionnelle sur 3 ans. Cette mesure qui figure dans la circulaire ministérielle relative aux inscriptions pour l'année scolaire 2007-2008, a été considérée par certains secteurs du monde de l'école, de la politique, du syndicalisme, comme une contradiction flagrante avec la modification de la fin de la scolarité obligatoire.
Pour ma part, il me semble parfaitement clair que cet article sur la scolarité obligatoire dénote un compromis politique, les opinions en matière étant fortement partagées comme le démontre le fait que depuis le ministère de M. Berlinguer il n'a guère été facile de modifier la fin de la scolarité obligatoire. Notre Assessorat est convaincu de l'importance d'une scolarité obligatoire effectuée au sein d'un établissement scolaire et correspondant aux 2 premières années d'enseignement dans les écoles secondaires du IIe degré, ce qui permet aux élèves d'acquérir la formation de base nécessaire du point de vue tant de la culture que des compétences, mais nous jugeons néanmoins, il faut le dire, qu'il est indispensable de tout mettre en œuvre afin de lutter contre l'abandon ou la dispersion scolaire notamment au vu des taux d'échec enregistrés durant les 2 premières années dans les écoles secondaires du IIe degré.
Si nous envisageons la question en dehors de tout débat idéologique, rendre la scolarité obligatoire jusqu'à 16 ans ne doit pas simplement vouloir dire rajouter 2 autres années au modèle de formation actuel, sinon l'école perd en quelque sorte la partie et ne parvient pas à garder les jeunes les plus démotivés: voilà pourquoi, en vertu des compétences qui reviennent à la Vallée d'Aoste en matière de formation professionnelle, la circulaire régionale relative aux inscriptions introduit un certain nombre d'innovations particulières dans le cadre du parcours intégré sur 3 ans. Avant tout ne peuvent accepter d'inscriptions que les institutions scolaires dans lesquelles seront mis en places lesdits parcours de formation intégrés, conçus et réalisés avec la collaboration des organismes de formation professionnelle reconnus et, en l'occurrence, lycée professionnel d'Aoste, l'"ISIP", lycée technique, industriel et professionnel de Verrès et Pont Saint-Martin, l'"ISITIP", "Institution Don Bosco", "CNOS", Centre national des œuvres salésien et "FAP", Formation et recyclage professionnel de Châtillon, Fondation pour la formation professionnelle touristique de Châtillon, "IPRA": cela divisé sur les différents domaines et secteurs. Deuxièmement, le service de soutien à l'autonomie scolaire organise, avec la collaboration des institutions scolaires qui sont à la tête des réseaux d'orientation, des réunions pour les responsables d'orientation, afin que les enseignants, les élèves et leurs familles soient informées quant au parcours de formation sur 3 ans, car l'information est très importante.
Voici les points qui figuraient à l'ordre du jour de la Conférence des services des dirigeants scolaires, qui a eu lieu le 5 février, et je lis: "la responsabilité des institutions scolaires quant aux parcours de formation intégrée, les inscriptions, les organigrammes et la formation des classes, le protocole de gestion des parcours, la conception et le curriculum des parcours, l'offre de la formation sur le territoire régionale, la procédure d'approbation des projets...".
D'autre part, il faut rappeler qu'il est prévu de réviser la délibération du Gouvernement régional n° 2077/2004 qui traite du niveau minimum des apprentissages de base visés à l'accord Etat-Région de janvier 2004 et de mettre sur pied, d'une part, un groupe de travail comprenant - contrairement à ce qui a été décidé en 2004 - des représentants des dirigeants scolaires, ainsi que des enseignants et d'autre part un système de suivi et d'accompagnement desdits parcours grâce à la collaboration de la Surintendance des écoles et de l'Agence de l'emploi. L'assistance technique devra également comprendre une action intégrée de formation des formateurs.
Les objectifs du projet de suivi et de l'assistance technique sont les suivants: garantir la base culturelle et méthodologique de l'action du système d'instruction et de formation professionnelle, mettre au point un modèle de programme partagé par les partenaires dispensant la formation en vue d'une action de prévention et de lutte contre l'échec scolaire efficace, observer et suivre la constitution et l'évolution du système dans une perspective de collaboration avec les organismes qui participent au projet de formation, afin que l'Assessorat et l'Agence de l'emploi disposent des informations et des critères qui leur permettront d'évaluer le travail entrepris progressivement et étape par étape, et permettre, enfin, une assistance technique ciblée dans le cadre de chacune des activités qualifiantes du système, mais aussi de chacun des problèmes qui pourront se présenter.
La Surintendance des écoles prendra également part à une initiative importante par le biais du service de soutien de l'autonomie scolaire, c'est-à-dire la rédaction d'une liste des titres professionnels qui servira de référence pour la conception des parcours d'éducation et de formation professionnelle sur 3 ans. Les organisations syndicales de l'école, pour leur part, participeront aux dits parcours et à l'étude des répercussions de ceux-ci sur les dotations en personnel; une première réunion à ce sujet aura d'ailleurs lieu le 16 février prochain. L'Assessorat entend bien évidemment tout mettre en œuvre afin que chaque élève puisse disposer dans son école au sens propre comme au sens figuré du terme, des moyens de réussir sa scolarité obligatoire et profiter au même temps de l'expérience acquise par tous les formateurs, en plaçant l'école au centre de l'action de conception et de coordination.
Nous voulons donc enfin éviter la scission entre l'instruction et la formation comme le disait justement M. Bortot, surtout nous voulons réunir toutes les compétences disponibles, afin d'atteindre notre buts sans piétiner les unes ni exalter les autres plus qu'il ne le faudrait. Excusez-moi si j'ai été technique, mais c'est que le parcours est en phase d'évolution et assez détaillé.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Devo dire che sono abbastanza soddisfatto delle risposte, non interamente, perché, soprattutto da parte del Presidente Caveri, sono state delle risposte di tipo amministrativo che fanno un quadro.
Riconosco che la materia è di una complessità non indifferente, che richiama in causa scelte strategiche che dovremmo fare per la nostra Regione, che implica un'interdisciplinarità fra Assessorati, Consiglio regionale, Governo, aziende, scuola, non da poco... però, alcune problematiche vorrei sollevarle sempre legate alla formazione. Noi diamo un sacco di incarichi a consulenti esterni, molte volte motivati per mancanza di professionalità all'interno della pubblica amministrazione... so che è un comparto specifico con dei suoi finanziamenti, ma non si può considerarlo separato dal resto della formazione!
Stamani abbiamo sentito, ad un'interrogazione del collega Sandri, l'Assessore La Torre rispondere che gli artigiani non sono in grado di certificare gli impianti che installano per le fonti energetiche rinnovabili e il risparmio energetico. Anche qui è c'è una carenza di professionalità e di formazione, oppure non esiste il fatto che in tutto il mondo artigiani e professionisti sono in grado di certificare anche sulle direttive dell'UE gli impianti e le installazioni con i quali operano e poi non sono in grado di assumersi la responsabilità di quel che fanno. Allora, domando: è una carenza di formazione o è un'incapacità professionale che ci permette di creare un "gap" con altri settori e altre Regioni in questo comparto?
Quello che intendevo con l'interpellanza era riuscire a coinvolgere, ho cercato di farlo nel bilancio, ma non ci sono riuscito e neanche oggi, sia il Governo, e farlo discutere in modo interdisciplinare, sia il Consiglio, sulle strategie. Non è che noi dobbiamo decidere qui dentro quanti operatori meccanici deve avere la Regione nei prossimi 50 anni, quanti maestri di sci piuttosto che quanti insegnanti o artigiani o installatori nell'attività del sociale e nella sanità, ma la Regione, il Consiglio, il Governo deve darsi degli indirizzi, deve collocare questa formazione con degli indirizzi dove si possa dire: "quantifichiamo, abbiamo bisogno di tot persone in questi settori", e su quella base diamo indicazioni all'Agenzia del lavoro e alle associazioni produttive, agli imprenditori e all'Amministrazione regionale per stabilire che tipo di interventi di formazione attuare, con che tipo di professionalità e di operatori, che ruolo assegniamo all'Università della nostra Regione in detti settori per questo tipo di indirizzi: questa cosa manca totalmente!
Faccio un altro esempio: abbiamo il problema del turismo perché non è legato all'incapacità, ma è legato a fattori climatici, sappiamo che dobbiamo porci delle domande, sappiamo che occorre riprofessionalizzare, riformare gli operatori di questo settore e anche in questo comparto bisogna intervenire. Ho la netta impressione che chi si occupa della formazione se ne occupa ricevendo le sollecitazioni che arrivano da più comparti, che non ci siano degli indirizzi, se non quelli amministrativi che ci vengono dettati di volta in volta dall'UE per dire: "abbiamo fatto la formazione, l'abbiamo fatta con i crismi amministrativi e burocratici che ci sono stati richiesti, senza collocare gli investimenti in questo comparto in direzione strategica", cosa che questa Regione e questo Consiglio devono fare in questi tempi per non arrivare sempre con il fiato corto, rincorrendo situazioni alle quali si potrebbe mettere mano fin d'ora.
