Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2468 del 7 febbraio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2468/XII - Iniziative per consentire alla Regione di regolare l'accesso alle prestazioni sanitarie sulla base delle proprie esigenze e intendimenti della Regione in ordine al recepimento delle norme in materia di ticket sanitari contenute nella legge finanziaria. (Interpellanze)

Interpellanza

Ricordato che in termini di spesa sanitaria la nostra Regione si fa carico di tutti gli impegni per il funzionamento dei servizi sanitari, in particolare dal punto di vista finanziario, e non partecipa alla ripartizione del fondo sanitario nazionale;

Preso atto che la Finanziaria nazionale 2007, al comma 796 alla lettera p) ha imposto un contributo fisso di 10 € su tutte le ricette per prestazioni specialistiche, nonché sulle prestazioni non urgenti svolte dal Pronto Soccorso;

Considerata iniqua questa vera e propria tassa sulla salute che rischia di disincentivare l'utilizzo dei presidi specialistici pubblici e di ricadere pesantemente sulle fasce sociali più deboli;

Venuti a conoscenza che il 18 gennaio u.s. il Ministro della Salute ha concordato con gli Assessori regionali alla Sanità di presentare un emendamento in materia di compartecipazione alla spesa per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, al decreto legge cosiddetto "mille proroghe";

Sottolineato che l'applicazione di tali norme ha suscitato non poche perplessità nella popolazione ed un evidente disagio per le fasce sociali in difficoltà;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Governo regionale per conoscere se intenda:

1) avviare, in seno alla Commissione Paritetica Stato Regione un'iniziativa al fine di consentire alla nostra Regione, di regolare l'accesso alle prestazioni sanitarie sulla base delle proprie esigenze, tenuto conto che ha in carico le responsabilità finanziarie;

2) dare attuazione immediata all'accordo del 18 gennaio scorso con il Ministero della Salute e sospendere l'addizionale di 10 € sia sulle prestazioni specialistiche che su quelle del Pronto Soccorso;

3) restituire ai cittadini le addizionali versate dal 1° gennaio ad oggi, se relative a prestazioni prenotate nell'anno 2006;

4) rivedere i criteri di esenzione per ciò che riguarda l'accesso in Pronto Soccorso, estendendoli a tutti gli invalidi, indipendentemente dall'età, e dalle persone al valore IRSEE previsto come limite superiore per accesso alle prestazioni sociali.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Interpellanza

Preso atto della normativa introdotta dalla Legge Finanziaria, in vigore dal 1° gennaio 2007, in materia di partecipazione alla spesa sanitaria per le prestazioni specialistiche ambulatoriali e diagnostiche e per quelle erogate in regime di pronto soccorso;

Vista la deliberazione di Giunta n. 33 del 12 gennaio 2007 con la quale si applica tale normativa a livello regionale;

Atteso che recentemente la materia è stata affrontata in sede di Commissione Stato-Regione, con il Ministro della Sanità per introdurre eventuali correttivi a tale disposizione della finanziaria;

Visto il comportamento diversificato adottato dalle Regioni;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) i suoi intendimenti in merito alla modalità di recepimento della norma finanziaria in materia di ticket.

F.to: Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Qui il problema è legato alla questione dei famosi 10 euro sulle prestazioni specialistiche, all'addizionale e sui ticket per le prestazioni specialistiche di pronto soccorso. Il problema è capire come muoverci su questi rapporti con lo Stato, in cui noi oggettivamente abbiamo una competenza primaria, visto che ci mettiamo noi i soldi per quanto riguarda la sanità e dovremmo avere una maggiore possibilità di muoverci dal punto di vista di come mantenere l'equilibrio dei conti nella sanità. Ho l'impressione che l'aver attuato in maniera automatica il ticket anche ai Valdostani sia stata una scelta non sufficientemente motivata per 2 motivazioni: la prima è molto tecnica, non si può far pagare 10 euro a tutti quelli che hanno prenotato le prestazioni a dicembre 2006, non è colpa loro se è stata rinviata al 2007 la prestazione, quindi sarebbe opportuno, come avviene in altre Regioni, rivedere questo concetto e restituire gli eventuali ticket pagati in sovrappiù per prestazioni prenotate antecedentemente; la seconda è che, visto l'accordo fatto a livello nazionale con il Ministro della salute, che purtroppo non è passato attraverso il "milleproroghe", perché c'è stato il blocco da parte del rigidissimo Presidente della Camera, che ha bloccato tutti gli emendamenti, vorremmo capire qual è la strategia della Regione per evitare che vi sia questo "balzello" che penalizza in modo iniquo tutta una serie di persone. I 10 euro vanno ad incrementare il ticket, ad esempio su una risonanza magnetica, in cui comunque la percentuale del ticket è molto bassa rispetto al costo della prestazione, non è un particolare svantaggio per il cittadino, ma va a colpire la prestazione di laboratorio, per cui a quel punto conviene andarlo a fare da privato che costa meno di 10 euro. È stato un provvedimento quindi poco accorto da parte del Governo nazionale. In questo senso dunque rivedere i criteri per ciò che riguarda l'accesso al Pronto soccorso, perché possiamo avere un atteggiamento più garbato nei confronti della popolazione, per cui, per quanto riguarda gli invalidi o quelli che hanno degli indici IRSEE bassi, poter avere delle esenzioni, quindi avere una gestione più appropriata rispetto alle nostre esigenze di quanto non sia stato fatto in questa maniera un po' automatica.

Infine una cosa su cui volevamo sentire l'intenzione del Governo regionale per quanto riguarda la volontà di mettere fra i provvedimenti da sottoporre alla Paritetica fra Stato-Regione anche questo, perché vi è una disparità di trattamento verso la Regione che si assume l'onere della sanità, piuttosto che le altre Regioni che rientrano nel discorso del Fondo sanitario nazionale. In questo senso si potrebbe richiedere una norma di attuazione, che dia alla Regione dei margini di movimento più ampi per adattarsi maggiormente alle esigenze locali.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che il collega Sandri abbia già illustrato la materia in modo chiaro e preciso, nel senso che vi è una decisione che nella finanziaria è stata presa, ossia quella di applicare un ticket di 10 euro per ogni visita specialistica ambulatoriale per gli assistiti che non sono esenti dalle quote di partecipazione al costo e di portare chi non lo avesse ancora fatto a 25 € le prestazioni erogate in Pronto soccorso, codificate come "codice bianco".

Rispetto alla nostra situazione, mi sembra siano state indicate una serie di categorie esenti, fra cui bambini di età inferiore a 14 anni, cosa che prima invece non consideravamo, però ogni Regione può o far pagare di più, oppure può chiedersi cosa fare di fronte a questa normativa. Non credo che tutte le Regioni abbiano fatto come la nostra, qualche Regione ha provveduto in modo diverso. Se il Governo di Prodi ha agito in modo forse non attento nell'indicare questo ticket, forse era possibile come Regione intervenire prima; in questo senso chiedevamo quali erano gli intendimenti della Regione. Quando ho presentato l'interpellanza c'era solo la deliberazione di Giunta del gennaio 2007 in cui si applicava "tout court" la normativa nazionale; rispetto a questo abbiamo una serie di dubbi, su cui vogliamo sentire cosa pensa l'Assessore.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - In queste presentazioni doppie si vede la differenza dell'approccio. Qui bisogna essere precisi, altrimenti si fa molta confusione, nel senso che, se lei va a leggere il comma 796 della finanziaria, che è legge dello Stato, ha 2 capoversi distinti: il primo, la legge prevede che su ogni ricetta di diagnostica ambulatoriale venga applicata la quota aggiuntiva di 10 euro; vi è poi un altro capoverso, che dice che sui ticket dei pronto soccorso... "sono fatte salve le disposizioni eventualmente assunte dalle Regioni che, per l'accesso al Pronto soccorso ospedaliero, pongono a carico degli assistiti oneri più elevati".

Il Consigliere Sandri ha detto tutta un'altra cosa ed è stato molto più preciso, nel senso che sulla ricetta i 10 euro aggiuntivi sono fissi, non vi è alcuna possibilità delle Regioni, mentre altra possibilità è sul ticket del Pronto soccorso, in cui la legge statale prevede la possibilità per le Regioni che avessero già un'altra legge - erano 12 - di modificarla... per cui la Giunta in data 12 gennaio, presa visione di questa legge nazionale sul Pronto soccorso, visto che la Regione aveva una legge più articolata e a volte anche penalizzante, si è deciso di attuare tale seconda norma, su questo potevamo scegliere, ma sull'altro no. Anche su questa norma del Pronto soccorso che prevede di tassare le prestazioni improprie, ma non gli esenti: se una prestazione è impropria, lo è per chi è esente e per chi non è esente, anche su questo ci sarebbe da andare ad una verifica. Lei sa che alla Camera questo disegno era stato approvato con l'idea di tassare anche i "codici verdi", mentre al Senato è stato modificato, per cui la Regione aveva la possibilità di variare la norma sui ticket del Pronto soccorso, l'altra no. Su questo penso che il Presidente Caveri interverrà, nel senso che non abbiamo potestà primaria in sanità, come ha ad esempio la Provincia di Bolzano, per cui noi sì paghiamo la nostra sanità, lì ha ragione il Consigliere Sandri che questo nella Paritetica può essere rivisto, ma al momento una legge statale deve essere da noi recepita, in quanto non abbiamo potestà statutaria di modificarla.

Le Regioni hanno avuto un comportamento diversificato, solo Trento ha deciso che questi 10 euro in più li paga la Provincia di Trento, la deliberazione è qui, assimilando questi 10 euro in più a una prestazione aggiuntiva, ma non è una prestazione aggiuntiva e forse questa deliberazione di Giunta di Trento sarà impugnata. Giudichiamo la norma sui 10 euro aggiuntivi a ricetta iniqua, come diceva il Consigliere Sandri, non solo perché pone una grossa tassazione alle prestazioni ambulatoriali, ma soprattutto perché vende delle prestazioni a un prezzo superiore al loro valore effettivo, perché prestazioni come un esame delle urine, che già avevano un ticket, con 10 euro aggiuntivi vengono a costare di più del loro valore reale, per cui, laddove c'è un privato sviluppato, la mutua costa di più del privato. Il Ministro ha accolto le osservazioni di tutte le Regioni per questo, il Ministro ha parlato di effetti indesiderati, parliamo sempre e solo del ticket aggiuntivo a ricetta su prestazione diagnostica ma, siccome è legge dello Stato e anche il Ministro lo sa, non può cambiarlo con una circolare, è una legge dello Stato per cui deve di nuovo passare in Parlamento. Abbiamo pensato di impugnare la legge, come hanno fatto alcune Regioni, e siamo ancora nei termini, ma impugnare una legge vuol dire tempi lunghi; aspettiamo ancora la risposta dell'impugnativa che abbiamo fatto al Patto di stabilità nel 2006, quindi questa è una legge dello Stato approvata dal Parlamento italiano. Noi potevamo disubbidire, certo, come possiamo non pagare il bollo dell'auto o non mettere la cintura di sicurezza quando guidiamo, ma questa sui 10 euro è una legge di cui la finanziaria non permette deroghe. Il Ministro, oltre a dire che c'è una legge che prevede i 10 euro aggiuntivi, dice che, se questa legge verrà tolta, bisogna reperire 800 milioni di euro, perché con 10 euro aggiuntivi a ricetta entravano 800 milioni di euro.

La Regione ha manifestato insieme a tutte le altre Regioni non per fare una battaglia politica, ma perché questa legge provoca degli effetti indesiderati... la riunione del 18 gennaio in cui il Ministro ha dato possibilità di modificare la norma, presentando un emendamento che è stato convenuto, ma che non è stato inserito nel decreto "milleproroghe", per cui la legge è ancora in vigore. Il 22 abbiamo scritto ai Parlamentari valdostani, sollecitando una loro presa di posizione; l'On. Nicco mi ha risposto assicurandomi una sua attività in favore di una modifica di questa norma che anche lui giudicava non corretta. Il 2 febbraio il Consiglio dei ministri si è riunito e non ha emesso un decreto legge su questo. "Il Sole 24ore" di ieri dice: "il Consiglio dei ministri ha detto "no" a un decreto legge, il Parlamento recalcitra, il Quirinale ha fatto capire che non era il caso, così ieri dal Governo è arrivato un semplice disegno di legge". Il 2 febbraio il Governo italiano ha preparato una proposta di legge, che va sotto il nome "Turco-Mussi", in cui sembra che l'orientamento sia di eliminare il ticket aggiuntivo a ricetta di 10 euro, ma di dare mandato alle Regioni di fare altrimenti perché questi 800 milioni di euro da qualche parte devono venir fuori. Burlando ha scritto a Prodi e a Padoa Schioppa manifestando ampio disagio nei confronti dei ticket, aggiungendo che la Liguria non sarà in grado di accollarsi un'ulteriore imposta per compensare il ticket.

Cosa ha fatto la nostra Regione di fronte a una legge dello Stato che è in vigore avendo sentito anche le altre Regioni? Ha fatto una riunione di Giunta in data 3 febbraio e ha deciso di percorrere la strada di una proposta di legge regionale urgente da sottoporre al Consiglio, che, prendendo atto della proposta di "legge Turco-Mussi", va nella direzione di dire: "togliamo il ticket aggiuntivo e istituiamo altre norme, eliminiamo questa tassa aggiuntiva che ci penalizza e prevediamo altre soluzioni". La Commissione si è riunita, ha presentato alcune proposte, la settimana prossima verrà portata in Giunta la proposta di legge e presto arriverà in Consiglio.

Sulle altre 2 cose che ha chiesto il Consigliere Sandri, sui ticket che sono stati tariffati nel 2006 vale la tariffazione del 2006, quindi non è aggiuntivo; sul discorso degli esenti bisogna dire che il Ministro Turco ha iniziato un approfondimento, nel senso che è quello che già la Valle d'Aosta ha fatto. Ormai il reddito non può essere più solo calcolato per la voce reddituale, ma deve essere applicato con un indicatore come l'IRSE, come facciamo nel sociale, ma in sanità non è mai stato applicato. Secondo me, è giusto e noi pensiamo di applicarlo alle prestazioni aggiuntive, introdurre anche in sanità il concetto di indicatore di reddito, perché così, di fronte a una prestazione sanitaria, chi paga la prestazione avrà una conformazione del suo reddito più precisa.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.

Caveri (UV) - Una piccola aggiunta su un tema molto significativo. Riteniamo che, nella difficoltà di approvazione della legge finanziaria, quindi nella concitazione della presentazione del maxi emendamento, vi sia stato un gravissimo errore tecnico da parte del Governo, sia per quanto riguarda questa sorta di tassa di 10 euro, sia per quanto riguarda le modalità applicative del ticket sul Pronto soccorso. Questo è stato considerato in maniera "by-partisan" da tutti i Presidenti delle Regioni italiane, che hanno chiesto un'immediata modifica di fronte a quello che può essere ritenuto un errore, perché non si è capito quale tipo di conseguenze avrebbe avuto questa tassazione dei 10 euro. Se vi fosse stato un altro Governo, ci saremmo trovati di fronte ad un immediato sciopero generale, perché questa è una cosa che per le tasche dei cittadini è deflagrante.

Riteniamo che la scelta di non aver voluto il decreto legge non sia del tutto condivisibile: questo è dovuto forse a gravi problemi di copertura finanziaria, perché una "gamba" della finanziaria, per quanto riguarda la ridistribuzione delle percentuali sanitarie alle diverse Regioni, ormai pesa su questo, quindi è probabile che il Ministro Padoa Schioppa e il Quirinale, per una questione di copertura finanziaria, abbia detto "no" al decreto legge, ma va detto che quello strumento era la strada maestra, perché un disegno di legge ordinario impiegherà dei mesi prima di giungere a conclusione.

Come diceva l'Assessore, l'intenzione del Governo regionale, dato per scontato che la strada intrapresa da Trento non è per noi giuridicamente convincente... ossia non riteniamo che la scelta fatta con deliberazione di Giunta, per tutta una serie di delicatissimi equilibri politici di quella Giunta, sia una strada perseguibile e ci è stata sconsigliata dal nostro Ufficio legislativo. Riteniamo di poterci muovere nell'alveo della questione attraverso una legge regionale. Naturalmente è ancora aperto il fatto se si tratta di sopprimere i 10 euro o se si coglierà l'occasione per regolamentare, da un lato, diversamente la normativa concernente il pronto soccorso, perché anche su questo va riportato a un criterio di equità, che era esistente nella normativa regionale sul pronto soccorso, benché in parte non applicata; dall'altro, bisognerà vedere se sotto il profilo dell'appropriatezza qualcosa si inserirà in questa legge, perché è vero che i 10 euro pesano come dei macigni, ma forse qualche euro per un certo numero di analisi eccessive potrebbe evitare la tentazione esistente nel sistema sanitario ad eccedere in alcune prestazioni.

Resta lo scenario prospettato dal Consigliere Sandri che dice: "perché non fare una norma di attuazione che riconosca una maggiore autonomia della Regione nel settore sanitario?". Su questo stiamo lavorando, il vero nodo dell'autonomia della sanità valdostana è il contratto regionale, che è esattamente la stessa problematica della scuola valdostana; quando però una parte dei sindacati si trova di fronte a questa constatazione banale, peraltro esistente nella Provincia di Bolzano... ossia Bolzano il problema dei 10 euro non l'ha avuto grazie a uno Statuto di autonomia che poneva la sanità come competenza esclusiva, ma è evidente che la strada, se vogliamo regionalizzare la sanità valdostana, non può che passare attraverso un'acquisizione della parte ordinamentale attraverso una norma di attuazione.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Prendo atto che su questo tema vi è una forte mobilitazione da parte di tutte le forze politiche del Consiglio, sia di maggioranza che di minoranza. Mi sembra anche che vi sia la volontà non solo di difendere l'autonomia della nostra Regione rispetto a errori clamorosi come è stato questo, ma anche per costruire un sistema più adattato alla nostra realtà che è profondamente diversa da quella delle altre Regioni. Non entro nella disquisizione fra proposta di legge, norma di attuazione... l'importante è che questo si faccia in tempi brevi, se possibile, e che si faccia con la volontà di superare quello che abbiamo detto in questa discussione, che sono i 2 elementi più negativi: il primo è la sperequazione che la norma ha portato; il secondo è che questo non aiuta neppure al miglioramento della qualità della prestazione, perché non indirizza, non dà delle linee guida che consentano di spiegare a tutti i cittadini che certe prestazioni hanno un costo, altre ne hanno un altro e hanno anche significati diversi, perché una cosa è trovarsi come nel Pronto soccorso in una situazione di emergenza, un'altra è essere in Pronto soccorso solo perché il medico della mutua non si è trovato. Vi è quindi una questione di organizzazione sanitaria, su cui noi vogliamo poter dire la nostra senza avere queste "accette" che ci arrivano dallo Stato.

Prendo atto delle dichiarazioni dell'Assessore e del Presidente e su questo tema, se vi è la volontà di collaborare da parte della Giunta, certamente non ci sarà una minor voglia da parte dell'opposizione.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che tutti concordiamo che si tratta di una norma nazionale che era meglio non fosse mai stata partorita. È stato un errore, lo riconosciamo, però quello che in questo momento vorrei sottolineare è che la Regione invece di dire: "è stato un errore", poteva benissimo seguire la strada della Provincia di Trento...

Caveri (fuori microfono) - ... le ho detto che non si può fare!

Squarzino (Arc-VA) - ... come non si può fare! L'ho ascoltata, lei ha detto che, secondo lei, non è giuridicamente convincente...

Caveri (fuori microfono) - ... non convince i nostri dirigenti!

Squarzino (Arc-VA) - ... di fronte a un fatto che si riconosce che crea iniquità e sperequazioni, perché non intervenire subito come ha fatto la Provincia di Trento? È l'unica, è chiaro, ma perché non potevamo anche noi seguire quella strada? Nulla vietava che dopo si arrivasse a un disegno di legge per completare le cose, ma subito si poteva intervenire; l'Assessore e il Presidente hanno già spiegato la loro presa di posizione e spiegato i motivi, posso adesso spiegare i miei? Quante volte noi per valorizzare la nostra autonomia e per affermare i nostri diritti e per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo osato fare alcune iniziative? In questo caso si tratta di dire: "non ha senso chiedere 10 euro in più per ogni prestazione specialistica, noi Regione non vogliamo che i nostri cittadini paghino questa tassa iniqua, allora siamo disposti a prendere dal bilancio regionale..." - questa era la scelta da fare! - "... i soldi per poter far fronte ai 10 euro per ogni ticket e solleviamo i cittadini da questa tassa, perché consideriamo come livello essenziale di assistenza il fatto che i cittadini non debbano ulteriormente pagare quel ticket che già stanno pagando". La Provincia di Trento ha detto: "è inopportuno gravare ulteriormente sul bilancio delle famiglie, allora considero questi come livelli essenziali di assistenza specialistica, azzero la quota fissa per ricetta, esento da questa gli assistiti del servizio sanitario provinciale che fanno riferimento alla Provincia di Trento, determino da un lato l'azzeramento di questa quota fissa con un atto deliberativo, conseguentemente esento dalla stessa gli assistiti e poi accetto che gli oneri derivanti dal presente provvedimenti stimati pari a 9,8 milioni di euro gravino sul Fondo sanitario provinciale". Noi potevamo benissimo fare questo tipo di azione, hanno già impugnato la delibera di Trento? No...

Caveri (fuori microfono) - ... ma come mai le Regioni di Centro-Sinistra non lo hanno fatto! Come mai il Piemonte che voleva farlo, non lo ha fatto! Mi risponde?

Squarzino (Arc-VA) - ... credo perché noi siamo Regioni autonome! Noi abbiamo rispetto al Piemonte un finanziamento diretto della sanità, siamo noi che decidiamo quali livelli ulteriori di assistenza specialistica possiamo fornire, perché siamo noi che li paghiamo. È questa la differenza e mi stupisce che lei non lo ricordi! Era sufficiente che, come Regione, ci accollassimo nel nostro bilancio questa spesa e dicessimo ai cittadini: "il Governo ha sbagliato, cattivo Governo... noi, invece di parlare contro il Governo cattivo, agiamo e vi dimostriamo che siamo in grado di intervenire e ci accolliamo noi nel nostro bilancio questi soldi in attesa che a livello nazionale si decida diversamente": questo non è stato fatto, ne prendiamo atto. Nel momento in cui era possibile utilizzare il fatto che noi paghiamo la nostra salute, chi ci vietava di dire: "quel ticket lo paghiamo noi come Regione e lo accolliamo al nostro bilancio"? Prendiamo atto che non è stata fatta questa scelta, diremo ai nostri cittadini che la Regione avrebbe potuto fare tale operazione e non l'ha fatta!

Lattanzi (fuori microfono) - ... che vergogna, Squarzino!

Squarzino (Arc-VA) - ... macché vergogna! Vergogna voi!

Presidente - Vista l'ora, dichiaro conclusi per questa mattina i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio. I lavori riprenderanno alle ore 15,30.

La seduta è tolta.

---

La séance se termine à 13 heures 1.