Oggetto del Consiglio n. 2467 del 7 febbraio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2467/XII - Utilizzo dell'INVA come società al totale servizio degli enti pubblici. (Interpellanza)
Interpellanza
Ricordato che l'INVA S.p.a., dopo l'acquisizione da parte della Regione delle quote Telecom Italia S.p.a., diventerà una società "interna", al totale servizio degli Enti pubblici soci;
Tenuto conto che la società in un ruolo essenziale nella diffusione su tutto il territorio regionale dei nuovi e potenti strumenti di comunicazione, come l'ADSL, il WIMAX, il VDSL, ecc...;
Evidenziato inoltre che a fronte di tecnologie "open source", già mature, come il sistema operativo LINUX, esistono importanti spazi di affermazione dei programmi senza licenza, come MOZILLA FIREFOX o OPEN OFFICE, che consentirebbero non solo un accesso più democratico all'utilizzo e al miglioramento del software, ma anche imponenti risparmi di tempo e finanziari per tutte le pubbliche amministrazioni;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta per conoscere se intenda:
1) promuovere la partecipazione degli Enti locali della Valle d'Aosta e degli Enti pubblici valdostani regionali all'azionariato dell'INVA, o a comunque promuovere convenzioni che consentano a tutti questi soggetti a poter utilizzare l'INVA come società strumentale al loro servizio;
2) promuovere una convenzione tra la Regione Valle d'Aosta, l'INVA e Società simili di altre regioni al fine di raggiungere importanti economie di scala;
3) attivare il ruolo di operatore di telecomunicazioni dell'INVA al fine di garantire l'utilizzo delle più moderne tecnologie di telecomunicazioni in ogni centro abitato della Valle ed in ogni unità produttiva, integrando l'offerta dei principali provider commerciali o anche assumendo in prima persona la funzione di provider regionale, come ad esempio nell'attribuzione delle frequenza WIMAX che avverrà nel luglio prossimo;
4) promuovere un'azione a favore del software senza licenza nelle amministrazioni pubbliche e negli Enti pubblici attraverso un progetto specifico che veda INVA come punto di riferimento essenziale.
F.to: Sandri - Fontana Carmela - Ferraris
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Qui cerchiamo di affrontare un tema che non è così disperato come quello del punto precedente, praticamente la "Casinò S.p.a." è in uno stato comatoso, si potrebbe paragonare per certi versi alla "Alitalia", solo che differentemente da questa non si sta cercando una soluzione, ma si lascia che tutto finisca verso il tribunale.
Si parla di una società importante: la "INVA S.p.a.", che negli anni ha assunto un ruolo rilevante e che ha visto il proprio azionariato modificarsi notevolmente negli ultimi mesi dopo l'acquisizione dell'ultima quota privata che era quella detenuta da "Telecom" da parte della Regione. Questo è importante perché è un'azienda che si occupa di telefonia, si occupa soprattutto di una serie di innovazioni e di tecnologie che sono la scommessa per il futuro; in "INVA" ci sono una serie di cose legate alle "ADSe", alla trasmissione ad alta velocità sia via cavo o via "ADSL" o "Wi-Max" per via aerea, ma soprattutto si occupa del settore della "information technology", che è la tecnologia dell'informatica, su cui si gioca la capacità per la nostra Regione di essere competitiva. Qui occorre richiamare tutta quella grande parte, che finora è stata sottoutilizzata dalla Regione, ovvero il cosiddetto "software open source", cioè quel "software" che non si paga dal punto di vista delle licenze e che consente in molte realtà internazionali, soprattutto per quanto riguarda certi "server" con il sistema operativo "Linux", ma anche nell'Amministrazione pubblica della Regione Umbria, con il "software open office", di fare dei grandi risparmi in termini non solo di efficienza, ma anche di costi che vengono ampiamente ridotti. Vista tutta questa attività sia infrastrutturale - le reti informatiche -, sia la parte del "software", si voleva sapere se si voleva fare un'azione rispetto agli enti locali che sono un elemento essenziale delle nostre istituzioni e che potrebbero avere un grande vantaggio, ossia nel momento in cui siamo detentori di tutto il patrimonio di "INVA" ed essendoci ormai una determinata legislazione per le cosiddette "società in house", volevamo sapere se era intenzione della Regione aprire il capitale di "INVA" agli enti locali, in modo che questa possa operare per tutti gli enti locali della Valle d'Aosta, non solo, ma anche per tutti gli enti pubblici regionali (ARER, USL, tutta una serie di società collegate con il servizio pubblico).
La seconda questione che volevamo capire era se, proprio perché questa società deve svolgere un ruolo attivo, non possa fare convenzioni con enti di fuori Valle, ad esempio in attivo è una società di Ivrea insieme con il "CSI Piemonte"... e che con la normativa "in house" potrebbe avere delle difficoltà. Capire se c'è l'intenzione di incentivare questo tipo di rapporti con società pubbliche di altri settori delle Regioni Piemonte, Liguria... e ancora di sfruttare da parte di "INVA" questa sua proprietà di essere un operatore di telecomunicazioni, perché non pensiamo che come adesso per l'"UMTS" abbiamo che i telefonini di terza generazione, essendo un territorio montano, gli operatori non coprono il territorio, per cui se uno utilizza una determinata marca dell'"UMTS", funziona ad Aosta e a Saint-Vincent, ma non funziona tra Aosta e Saint-Vincent, quindi è un danno per i cittadini e per le imprese. La stessa cosa vale per l'"ADSL", che ripetiamo non è a disposizione, se non di 20 Comuni su 74, ma c'è tutta la sfida del "Wi-Max", che è lì alle porte il 1° luglio, sapere quindi se "INVA" non possa giocare un ruolo importante per essere il veicolo di queste tecnologie in tutti i Comuni della Valle, in modo che la montagna e l'orografia non siano un handicap per i cittadini e per le imprese.
Infine, per il "software" senza licenza, visto che l'Amministrazione regionale finora non è riuscita a fare più di tanto, se non utilizzare un po' "Linux" a livello del suo sistema informatico, se non vi è la volontà attraverso questa nuova funzione che raggiunge "INVA", di essere il tramite di un programma per la diffusione del "software" libero.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - "Promuovere la partecipazione degli enti locali della Valle d'Aosta e degli enti pubblici valdostani regionali all'azionariato dell'INVA, o a comunque promuovere convenzioni che consentano a tutti questi soggetti di poter utilizzare INVA come società strumentale al loro servizio": questo è il tema del primo quesito. Richiamo al riguardo quanto già esposto in questo Consiglio nelle sedute precedenti in risposta ad altre interrogazioni, in particolare l'acquisizione delle quote in possesso di "Telecom" da parte della Regione e dell'USL rispondeva a una logica di urgenza, al fine di evitare che la società si trovasse in difficoltà e fossero messi in discussione i servizi essenziali verso la pubblica amministrazione. Negli atti approvati da questo Consiglio inerenti l'acquisizione delle quote "Telecom" sono già evidenziate le disponibilità della Regione a favorire la partecipazione di altri enti pubblici valdostani che lo richiedono al capitale pubblico della società. Questo è il quadro di riferimento, oltre a questo personalmente... ma esso dovrà essere un ragionamento non fatto in tali termini... ritengo sia una cosa positiva quella di dare la possibilità agli enti pubblici di avere una quota parte di questa società, che deve essere una società strumentale, "in house providing", quindi con un controllo analogo. Reputo che questo percorso sia corretto, è ovvio che affinché questo avvenga è necessario che gli enti pubblici si facciano avanti, facciano delle richieste che verranno poi valutate. Tale linea di azione si inserisce nel più generale programma di attuazione dei progetti di "e-government" promossi dalla Regione, ma con il pieno coinvolgimento di tutti gli enti facenti parte della pubblica Amministrazione regionale che hanno sottoscritto l'accordo regionale per l'innovazione declinato nel progetto "Partout", ossia la "RUPAR". Sempre nell'ambito della collaborazione con altri enti della pubblica amministrazione in termini maggiormente specifici, volti alla definizione di modelli riutilizzabili ed estendibili all'intero territorio regionale, la Giunta regionale ha già sottoscritto una convenzione con la Comunità montana "Grand Paradis", che prevede la partecipazione operativa di "INVA", al fine di coinvolgere enti diversi in modo organico, con un disegno che ha una valenza sul territorio, condiviso, assicurando nel contempo la piena autonomia dei vari enti. Per intenderci, c'è una convenzione quadro fra Regione e Comune, il cui attuatore è "INVA" non in quanto "INVA" ha dei rapporti diretti con la Comunità, ma quanto strumento della Regione per dare un certo servizio.
Punto n. 2: "promuovere una convenzione tra Regione Valle d'Aosta, l'INVA e società simili di altre Regioni...", anche qui sono preoccupato, ma forse vi è un'intesa fra il nostro pensiero e quello del Consigliere Sandri, nel senso che noi guardiamo molto positivamente tale percorso, la collaborazione fra Regioni, al fine di utilizzare al meglio le risorse che sono a questo dedicate e derivanti dai progetti europei è essenziale e costituisce una linea di azione già ampiamente applicata in questi anni. A tal fine si ricorda che la nostra Regione ha in corso di rinnovo una convenzione con il Piemonte e la Liguria per proseguire una collaborazione già attiva sin dal 2002, in più abbiamo una convenzione sottoscritta tra Regione e Friuli. Rispetto alla collaborazione con altre Regioni, siamo sul Progetto "Sigma Ter", con Emilia Romagna capofila, Liguria, Toscana; vi è il Progetto "INPA"; il Progetto "Alcotra" con Piemonte e Liguria, quindi abbiamo un insieme di collaborazioni nella logica del sistema della rete che va in quella direzione. La collaborazione con altre Regioni comporta inevitabilmente anche un rapporto sulle attività evolutive e gestionali, successive alla messa in esercizio dei sistemi sviluppati. Si intende proseguire in questa direzione, ricercando ovunque è possibile un rapporto di collaborazione che risulti sostenibile dal punto di vista normativo, organizzativo, tecnico ed economico, essenziale per una realtà di ridotte dimensioni come la nostra.
Terza domanda: la Regione ha in corso di elaborazione il piano triennale, che verrà proposto alla discussione del Consiglio regionale nelle prossime sedute. In tale piano è compresa la definizione di una strategia generale sul tema delle telecomunicazioni sul territorio regionale. Tale impostazione si basa sulla necessità della Regione di proporsi in un ruolo attivo sul tema delle telecomunicazioni, argomento che fino alla privatizzazione del settore non prevedeva nessun ruolo da parte degli enti regionali e della pubblica amministrazione locale. Le infrastrutture di telecomunicazioni ora meritano una grande attenzione in quanto la gestione privata provoca disparità rilevanti fra cittadini, tra imprese e fra i territori serviti e quelli non serviti adeguatamente. È ovvio che il privato risponde a delle logiche economiche e, mantenendo questo criterio rigido, rischieremmo di avere solo il fondovalle che ha una certa struttura. È quindi una questione di competitività, ma anche una questione di democrazia, perché dobbiamo dare a tutti le stesse opportunità. All'interno di quel quadro strategico, dove occorrerà definire ruoli e competenze anche verso nuovi "media" di comunicazione come "Wi-Max", abbiamo avuto diversi incontri; il Ministro Gentiloni su questo tema, nell'ambito della sperimentazione del digitale terrestre, ci ha comunicato di voler favorire la nostra Regione per quanto attiene lo sviluppo della piattaforma "Wi-Max", lo accogliamo con grande entusiasmo. Il 1° luglio vedremo questa liberalizzazione, ma crediamo che la nostra Regione abbia le carte in regola; ha già fatto una sperimentazione in Val d'Ayas insieme alla Sovrintendenza della Fondazione "Bordoni", "Fastweb" e "Siemens". Credo che nello specifico del "Wi-Max" manchino ancora alcuni elementi, ma riteniamo che, rispetto a quello che conosciamo, sia la strada giusta e speriamo di avere un'assegnazione delle frequenze. L'assegnazione delle frequenze non potrà essere data alla Regione, ma ad "INVA" sì, quindi lavoriamo in tal senso.
"Promuovere un'azione a favore del software senza licenza...", l'"open source" nelle pubbliche amministrazioni; nell'ambito di tale introduzione si ritiene di dover ricordare alcuni concetti generali che hanno come scopo quello di omogeneizzare sia la visione del fenomeno, sia il livello di comprensione dei contenuti. Questo "software open source" è nato spontaneamente con la diffusione di "Internet" ed è caratterizzato dalla libertà totale della rete, dallo spazio illimitato alle iniziative singole o collettive, dalla possibilità di creare rapporti fra persone prescindendo da vincoli di spazio e tempo. Il "software" nella visione filosofica dei partecipanti al mondo "open source", sviluppatori e utenti, può assimilarsi a quella che ognuno di noi ha dell'acqua, dell'aria, delle più elementari esigenze umane. Il "software" viene visto come un bene comune, gestito in modo totalmente trasparente, nella certezza che qualsiasi utile contributo porti vantaggio alla Comunità umana. L'affermazione crescente del "software open source" va di pari passo con la diffusione di "Internet" nel mondo; fra i primi benefici va sottolineata la conseguente ugualmente progressiva diffusione di "standard" e formati aperti e i primi passi vanno verso la stabilità e l'affidabilità dei prodotti "open source" attraverso la creazione della "community". Da tale rilevazione delle caratteristiche ad oggi, dal fenomeno "open source" scaturisce la sensazione che sia l'inizio di un processo di trasformazione della realtà del "software", i cui risultati a lungo termine potrebbero modificare in maniera imprevedibile l'intero scenario. La Regione ha da tempo affrontato l'argomento su settori specifici ed oggi alcuni sistemi già sono stati adottati con riferimento a tali "standard", ad esempio "Linux" è sempre più utilizzato. L'argomento merita attenzione, la Regione partecipa attivamente in collaborazione con le organizzazioni nazionali, ad esempio, il centro di competenza costituito presso il "Cnipa", e in collaborazione con altre Regioni per affrontare in un contesto organizzato l'insieme delle problematiche normative, contrattuali, organizzative e tecniche derivanti dal fenomeno e con il coinvolgimento dell'intera pubblica Amministrazione regionale e con il sistema universitario.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri.
Sandri (GV-DS-PSE) - Una brevissima osservazione perché mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore, solo sull'ultimo punto, quello dell'"open source", mi sembra che non ci siamo ancora, nel senso che il passaggio fondamentale è l'adozione di tutti i programmi di normale utilità, quelli d'ufficio, "word processor", piuttosto che l'equivalente di "Excel", dei fogli di organizzazione dei dati, da parte di tutta l'Amministrazione regionale e come veicolo "standard" di comunicazione: questo è un passaggio necessario ed eventuale, tenendo conto che in alcuni Comuni più piccoli, che noi tuteliamo con grande passione, le spese per il "software" cominciano ad essere rilevanti nel bilancio comunale. Dare un buon esempio, ma anche una mano dal punto di vista economico e finanziario quindi non sarebbe sbagliato.
