Oggetto del Consiglio n. 2446 del 24 gennaio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2446/XII - Approvazione dell'acquisto di n. 400.000 azioni di INVA S.p.A. da Telecom S.p.A. ai sensi della l.r. n. 12/1997.
Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 17 agosto 1987, n. 81, e successive modificazioni, con la quale la Regione ha promosso la costituzione di una società per azioni denominata INVA S.p.A. operante nel settore dello sviluppo dell'informatica;
Sottolineata l'importanza che assume l'innovazione tecnologica nell'ambito della evoluzione della Pubblica Amministrazione secondo quanto disposto dal D.Lgs. n. 82 del 2005, Codice della Pubblica Amministrazione Digitale, che rende obbligatoria l'innovazione nella PA attraverso il posizionamento in rete dei propri servizi ed informazioni; rendendo gli stessi accessibili sempre ed ovunque ai cittadini ed alle imprese;
Ricordate le ulteriori sfide cui sono chiamate le pubbliche amministrazioni nel recepire la comunicazione COM (2005) 229 del giugno 2005 della Commissione delle Comunità Europee, denominata I2010, che, nel definire gli orientamenti di massima per le politiche europee della società dell'informazione e dei media, propone tre obiettivi prioritari: la realizzazione di uno spazio unico europeo dell'informazione; il rafforzamento dell'innovazione e degli investimenti nella ricerca sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); la realizzazione di una società dell'informazione e dei media basata sull'inclusione;
Ricordato che, sulla base di quanto disposto dall'articolo 3 della l.r. n. 81/1987 (sostituito dall'articolo 4 della l.r. 12 luglio 1996, n. 16) e dell'articolo 2 dello Statuto della INVA S.p.A., la sua finalità sociale esclusiva è la realizzazione e la gestione del sistema informativo della Regione e che, "in analogia, tale esclusiva finalità sociale può essere applicata anche in riferimento agli enti pubblici territoriali valdostani e all'USL, in possesso della qualità di socio";
Viste le valutazioni positive espresse durante le assemblee della società, oltre che dalla Regione anche dal Comune di Aosta e dall'azienda USL, circa l'importanza di poter disporre di un'organizzazione propria di supporto agli enti che, grazie alla continuità del rapporto, alla valorizzazione delle competenze organizzative, normative e tecnologiche, permetta agli stessi di attuare quanto indicato nei piani di e-government e nel quadro strategico I2010;
Ricordato inoltre, come, nel corso degli anni, la società INVA S.p.A. abbia rappresentato un costante supporto per lo sviluppo di progetti applicativi, tecnologici e di servizi promossi dalla Regione e dagli enti pubblici soci;
Rilevato che il tema dell'affidamento di servizi e di concessione di servizi pubblici alle società miste pubblico-privato (c.d. "in house") è stato oggetto, in questi ultimi anni, di numerosi orientamenti giuridici e giurisprudenziali a livello comunitario e a livello nazionale, volti a stabilire precise condizioni e vincoli;
Richiamato il comma 1 dell'articolo 4 della l.r. n. 81/1987 che prevede che alla Regione sia riservata la proprietà di almeno il quaranta per cento delle azioni e la somma delle azioni di proprietà della Regione, degli altri enti pubblici territoriali valdostani e dell'USL debba essere superiore al cinquanta per cento delle azioni stesse;
Ricordato che, attualmente, la società è partecipata al 40% dalla Regione, al 15% dal Comune di Aosta, al 5% dall'Azienda USL e, per il restante 40%, da un partner privato Telecom Italia S.p.A., società risultante dall'operazione di fusione con la "Ing. Camillo Olivetti & C. S.p.A.", già socio di INVA S.p.A. dalla data della sua costituzione;
Visto che si è proceduto ad un confronto con il socio privato per condividere un percorso evolutivo verso un assetto societario interamente pubblico, percorso che si è concluso con la disponibilità della Telecom Italia S.p.A. a cedere le azioni di INVA S.p.A.;
Considerato che l'Azienda USL ha manifestato, con nota in data 14 novembre u.s., l'intenzione di sottoscrivere n. 50.000 azioni delle 400.000 messe in vendita da Telecom Italia S.p.A.;
Rilevato che in relazione al prezzo richiesto da Telecom Italia S.p.A. per la cessione delle azioni, di euro 1.300.000, è stata incaricata, con deliberazione n. 3487 in data 24 novembre u.s., la Finaosta S.p.A., ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 16 marzo 2006, n. 7, di effettuare, tramite una società specializzata, la verifica del valore richiesto;
Considerato che, con nota prot. n. 181/SAI in data 5 dicembre u.s., la Finaosta S.p.A. ha comunicato gli esiti della verifica del valore richiesto da Telecom Italia S.p.A., ritenuto congruo, propone di acquistare n. 400.000 azioni, pari al 40% delle azioni di INVA S.p.A. da Telecom Italia S.p.A., al prezzo di euro 1.300.000, o un numero di azioni inferiore, nel caso di esercizio del diritto di prelazione da parte degli attuali altri soci, al prezzo proporzionale alla quota di azioni da acquistare;
Atteso che l'obiettivo di assetto societario a medio termine prevede l'allargamento della compagine societaria a favore di altri enti pubblici valdostani e/o l'incremento della quota da parte degli attuali soci, pur mantenendo la maggioranza delle azioni in capo alla Regione;
Ricordato che, ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12, trattandosi di partecipazione che supera il 50%, l'acquisizione è di competenza del Consiglio regionale;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 1766 in data 15 giugno 2006 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2006/2008, con decorrenza 16 giugno 2006, e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore delle Finanze del Dipartimento Bilancio, Finanze, Programmazione e Partecipazioni regionali, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2, della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;
Con l'emendamento della Commissione stessa;
Delibera
1) di approvare l'acquisto di n. 400.000 azioni di INVA S.p.A., pari al 40% del capitale sociale, dalla Telecom Italia S.p.A., al prezzo di euro 1.300.000 (unmilionetrecentomila), o di un numero di azioni inferiore, nel caso di esercizio del diritto di prelazione da parte degli attuali altri soci, al prezzo proporzionale alla quota di azioni da acquistare;
2) di delegare la Giunta regionale ad adottare ogni provvedimento di esecuzione per addivenire alla stipulazione dell'atto di acquisto di cui si tratta;
3) di autorizzare la Giunta regionale a cedere azioni della INVA S.p.A. ad altri enti pubblici, mantenendo la proprietà di almeno il 51% del capitale sociale in capo alla Regione.
Presidente - Originariamente il titolo della proposta di atto amministrativo pervenuta dalla Giunta regionale recava la seguente dicitura: "Approvazione dell'acquisto di n. 350.000 azioni di INVA S.p.A. da TELECOM S.p.A. ai sensi della l.r. n. 12/1997.". Su tale atto c'è il parere unanime della II Commissione con l'emendamento sostitutivo del titolo, proposto dalla Commissione stessa, il cui testo recita:
Emendamento
Il titolo della proposta di atto amministrativo è così sostituito: "Approvazione dell'acquisto di n. 400.000 azioni di INVA S.p.A. da TELECOM S.p.A. ai sensi della l.r. n. 12/1997.".
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Credo che la questione sia ben nota e deriva da una serie di vicende molto complesse che originano da una serie di sentenze della Corte europea di giustizia che si sono occupate delle cosiddette "società in house", cioè interamente o parzialmente pubbliche, che in passato si occupavano, nei diversi settori dei servizi, di fornire questi medesimi servizi ai soci pubblici. La Corte europea di giustizia ha chiarito nel tempo e, in ultimo, si è meglio definito il quadro normativo nazionale sulla base della celebre e recente "legge Bersani"; questo quadro giuridico esplicita in maniera netta la tipologia di necessità che ci deriva dalla situazione di "INVA", con un socio "Telecom" che è in "Telecom", perché questa società ha ereditato le azioni ex "Olivetti".
La scelta di acquisizione di queste azioni consente alla Regione di avere in questo settore strategico per la Valle d'Aosta una "società in house" che possa operare con i limiti della legislazione vigente, in particolare oggi la legislazione vigente - la "Bersani" - fa sì che da una parte le "società in house" non abbiano impedimenti per lavorare per i propri soci, mentre allo stato attuale, con grande protesta di grandi società pubbliche che operano nei servizi, non c'è la possibilità da parte loro di partecipare alle gare di appalto. Questo è un tema oggi di grande discussione soprattutto da parte di chi, come il Friuli Venezia Giulia o altre Regioni italiane, come le Marche, hanno società che, pur essendo a capitale regionale, sono estremamente performanti anche sul mercato, ma questo è altro argomento.
Oggi, con questo acquisto, fotografiamo la situazione, ci dotiamo di una "società in house" senza quei limiti e quegli impedimenti che, invece, derivavano da una parte dalle direttive comunitarie, dalle susseguenti e molto chiare determinazioni giurisprudenziali della Corte europea di giustizia e, in ultimo, anche dalle definizioni ulteriormente calzanti che sono derivate dall'ultima legge nota come "legge Bersani".
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Ci dispiace che non abbiamo potuto discutere dell'interpellanza al punto 21, perché siamo favorevoli all'acquisto, ma vorremmo discutere delle strategie che il Consiglio dovrà darsi e delle indicazioni programmatiche e operative da dare a "INVA". Ho già detto prima: abbiamo previsto dal bilancio, nel triennio a disposizione, decine di milioni di euro; dovremo far sì che vengano spesi non tanto con una serie di deliberazioni scollegate una dall'altra, quanto invece con una strategia precisa, perché si sia in grado di fornire dei servizi agli abitanti della Valle d'Aosta.
Discuteremo dopo l'interpellanza... siamo per il voto favorevole.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Il Presidente Caveri ha giustificato questa operazione esclusivamente da un punto di vista giuridico, imputando al recente "decreto Bersani" la necessità di perfezionare un assetto societario di "INVA" quale esigenza imprescindibile altrimenti determinati servizi non potrebbero essere erogati secondo l'attuale normativa.
Anzitutto diciamo che, al di là di giustificazioni giuridiche, c'è una scelta politica che non so come mai il Presidente non ha voluto evidenziare. La scelta politica è quella di allargare a quasi la totalità del capitale la partecipazione della Regione in questa società "INVA", che indubbiamente si occupa di un settore strategico che è quello dell'informatizzazione del comparto della pubblica Amministrazione regionale, ma che è diventato strategico - e una risposta dell'Assessore Marguerettaz ad una nostra interpellanza nella scorsa edizione consiliare è stata illuminante -, perché chi ha avuto le responsabilità politiche nei vari momenti, dal 1985 ad oggi, ha fatto sì che crescesse a dismisura questa società.
È una società che è cresciuta a dismisura, fino a far diventare la sua presenza potremmo dire "tentacolare" e che ha messo fuori mercato qualsiasi altra iniziativa analoga proveniente da operatori privati che volessero intraprendere rapporti di servizio con la pubblica amministrazione. Questa crescita smisurata si è verificata anche da un punto di vista occupazionale, con "INVA" che è passata dai 15 dipendenti di 20 anni fa ai 200 dipendenti attuali, ma sta di fatto che è diventata una monopolista del mercato. Allora non è la prima volta che la Regione alimenta situazioni di monopolio di mercato in una Valle d'Aosta dove l'economia è già frenata e condizionata da una presenza del pubblico eccessiva in rapporto a un dinamismo privato che lo stesso Presidente Caveri, più volte, ha detto di essere piuttosto "fiacco". Sinceramente non è che abbiamo questo entusiasmo che ha dimostrato poco fa il collega Bortot, forse più per ragioni di disciplina di partito che non può contestare il "decreto Bersani", ma sinceramente, Presidente, le motivazioni politiche ci è parso di non sentirle assolutamente!
Come giustificare questa sottoscrizione di capitale che anche in questa s.p.a. vede la Regione protagonista di un'altra fetta di mercato importante e che marginalizza altre iniziative che potrebbero essere invece utilmente avviate nella nostra Regione nel settore informatico e telematico. Penso che il Presidente Caveri sia a conoscenza delle iniziative che in questi anni sono sorte e che sono morte sul nascere, perché il privato è stato fagocitato o emarginato da "INVA", e questo senza nulla togliere alla professionalità di "INVA", che è qualitativamente cresciuta grazie all'importanza che ha via via assunto, ma è una "INVA" oggi che va ad invadere anche il mercato occupazionale! Sappiamo che diverse professionalità umane sono prestate da "INVA" alla pubblica amministrazione e a vari enti e organismi e assessorati della pubblica amministrazione, e ciò in palese elusione delle norme concorsuali per l'accesso ai pubblici ruoli.
A noi piacerebbe capire da lei, Presidente, qual è la strategia di fondo che la Regione intende attuare in questa società, oggi, alla luce di questa partecipazione maggioritaria e accresciuta che ci sarà a seguito dell'approvazione di questa deliberazione; è un'altra situazione di mercato che riteniamo preoccupante, perché dove c'è il monopolio spesso il servizio perde di qualità e di attrattività e questo a danno dell'utenza. L'utenza in questo caso è la pubblica amministrazione, "in primis" la Regione con questa sua "società in house" che agirà in questo regime di protezione e di esclusività, ma naturalmente non riusciamo a capire quali possano essere le garanzie di affidabilità e di qualità un domani per la Regione che diventa percipiente di questo servizio da parte di "INVA".
Crediamo quindi, Presidente, che, al di là di qualche giustificazione giuridica che lei ha voluto annunciare in esordio di dibattito, siano necessarie delle motivazioni politiche più profonde, perché ad oggi ci sono sconosciute, o perlomeno riusciamo a interpretarle secondo i canoni che poc'anzi ho finito di illustrare.
Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Sono talvolta stupito, collega Tibaldi, di considerare il fatto che lei più volte si è fatto dire da questi banchi le ragioni per le quali riteniamo che "INVA" debba diventare una "società in house", quindi era per brevità che avevo riassunto le ragioni giuridiche che oggi ci portano a questa scelta, che però è una scelta politica che, non più tardi del Consiglio scorso, le è stata ampiamente motivata dall'Assessore responsabile. Le è stato anche ricordato che questo assioma che lei fa fra assenza e scomparsa eventuale di "INVA" e maggiore prosperità delle aziende locali del settore, sia un assioma facilmente smontabile, perché se non avessimo in una logica protettiva del nostro mercato, non protezionistica del mercato, la presenza di un'impresa significativa qual è "INVA", è assai probabile che il lavoro che passa attraverso "INVA" con l'importante presenza di capitale umano residente in Valle d'Aosta e con una miriade di aziende che ruotano attorno a "INVA", sono convinto che, come è facilmente dimostrabile nel settore ad esempio affine delle telecomunicazioni, ci troveremmo di fronte a un triste "Deserto dei Tartari" dell'imprenditoria locale, aggrediti come saremmo da autentici colossi di provenienza esterna, che si farebbero un baffo della necessità di far lavorare, che è invece implicita nella "mission" di "INVA", le aziende locali.
Io non cerco quindi di convincere lei, lei non credo che convincerà me; abbiamo una visione del liberismo che è diversa, ritengo che il mercato in alcuni settori strategici vada attenuato anche da una mano pubblica che possa consentire di evitare delle storture; lei, invece, come più volte ha affermato, è un liberista puro, quindi ritiene che la mano invisibile del mercato possa agire in settori delicati qual è questo. Credo che anche se passassimo l'intero pomeriggio come il serpente di Kipling, a ipnotizzarci reciprocamente, non ci potremmo convincere. Ritengo che questo tipo di scelta sia una scelta giusta sotto il profilo giuridico, ma il profilo giuridico sottende sempre una scelta politica.
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.
Sandri (GV-DS-PSE) - Apprezziamo questo provvedimento, in quanto giunge al termine di una fase abbastanza difficile, soprattutto giunge come "il cacio sui maccheroni", in quanto consente di avere una società totalmente di proprietà pubblica, che può rientrare in tutta quell'evoluzione della normativa nazionale che si è prodotta a partire dal "decreto Bersani", con tutte le liberalizzazioni. Fra l'altro credo che in queste ore si stia trattando il testo della Lanzillotta, per andare a mettere nuovi paletti sulla liberalizzazione in questo settore.
Avere una società totalmente pubblica credo sia assolutamente positivo e i dati positivi poi sono altri 2 che volevo segnalare, che saranno poi occasione di un dibattito in un'interpellanza il prossimo Consiglio e che abbiamo già predisposto. Il primo è che si è messo in questa deliberazione di poter rivendere queste azioni ad altri enti pubblici della Valle d'Aosta: questo è importante, perché consente che "INVA" diventi punto di riferimento per tutti gli enti locali e gli enti pubblici regionali, e non abbia limitazioni di sorta in questa sua attività. La seconda questione è che credo si possa valorizzare la capacità di "INVA" in termini di telecomunicazioni. Bisogna sapere che "INVA" è un operatore di telecomunicazioni a tutti gli effetti, che potrebbe quindi mettersi a gestire un servizio di telefonia pubblica, sia fissa che mobile, potrebbe gestire un "ADSL" oltre che tutta una serie di passaggi estremamente importanti, perché abbiamo visto in questi anni che le grandi società privatizzate "Telecom", "Fastweb"..., vengono a mettere la banda larga ad Aosta, ma ovviamente non si curano di Saint-Barthélemy o di altre zone. "INVA" potrebbe quindi avere come operatore delle telecomunicazioni una straordinaria funzione per mettere tutti i Valdostani, indipendentemente dalla loro residenza, nelle stesse condizioni di fronte alla nuova società dell'informazione e dell'innovazione.
Approveremo pertanto questo progetto di legge e ci riserviamo, nel prossimo Consiglio, di affrontare più nel dettaglio gli obiettivi che riteniamo opportuno dare a questa società, che finalmente diventa della Valle d'Aosta.
Si dà atto che, dalle ore 17,29, presiede il Presidente Perron.
Président - S'il n'y a pas d'autres collègues qui souhaitent intervenir, je soumets au vote l'acte avec l'amendement de la IIe Commission:
Conseillers présents et votants: 29
Pour: 26
Contre: 3
Le Conseil approuve.
