Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2440 del 24 gennaio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2440/XII - Lavori di potenziamento e adeguamento dell'acquedotto di La Salle. (Interpellanza)

Interpellanza

Appreso che sono in fase di completamento i lavori di potenziamento e adeguamento dell'acquedotto comunale di La Salle;

Considerato che sono stati realizzati 8 nuovi serbatoi, più precisamente nelle frazioni di Challancin, Cheverel, Remondey, Moyes Dessus, Moyes Dessous, Echarlod, Lentaney e a La Salle Capoluogo;

Constatato che questi manufatti presentano evidenti problematiche e criticità in merito al mancato rispetto delle norme sulle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, delle norme sulle distanze minime da strade comunali, delle prescrizioni sull'interramento e sulla limitazione delle cortine murarie;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) se le opere e i manufatti di cui alle premesse sono stati autorizzati e in che data;

2) quali motivazioni sono state addotte, da parte dell'Amministrazione regionale, per giustificare le deroghe alle norme urbanistiche vigenti.

F.to: Venturella - Bortot

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - L'interrogazione che vado ad illustrare riguarda la realizzazione dell'acquedotto di La Salle. Per evitare che la battuta dell'Assessore Cerise sia confermata dal fatto che non si ricorda più dov'è, come mio solito ho fatto alcune foto in cui dimostro ciò che vado a spiegare.

In questa Regione vengono dimenticati anni e anni di pratiche che il Codice civile classifica come pratiche "del buon padre di famiglia", con un certo criterio, e per i lavori di potenziamento di un acquedotto si approvano - e questa è un'ipotesi che facciamo noi, senza pensare di avere la verità in tasca, ma facendo dei riferimenti precisi - forse per malinteso senso della non misura, adeguamento e potenziamento di acquedotti comunali con vasche che sono un affronto alla concezione di montagna e di paesaggio, perché le vasche, le prese, sono larghe parecchi metri, alte minimo 4 metri, a bordo strada, nonostante le prescrizioni in cui si dice chiaramente di prevedere il mascheramento con riporto di terreno, e mi domando come si possa mascherare un'opera di siffatto impatto, alta 4 metri, con il riporto di terreno.

Noi non diciamo che il potenziamento dell'acquedotto non debba essere realizzato, ma proprio in questa maniera? sconvolgendo ogni parametro anche di buon senso? facendo in modo che dall'altra parte del versante si notino le 9 vasche in cemento armato, quasi come delle costruzioni che poi in quella zona - mi riferisco alla zona di Challancin, Cheverel, Remondey, Echarlod, Moyes Dessus, Moyes Dessous - sembra che si siano volute inserire delle scatole di cemento armato dove, con grande fatica dell'Amministrazione comunale sono state fatte opere di riqualificazione ambientale, opere di ristrutturazione di vecchie case, utilizzando dove e quando possibile legno e pietra.

Le ho fatto un dossier fotografico, Assessore, per dimostrare che non vi è pregiudizio nel senso di "pre-giudizio". Sono state fatte delle opere di captazione delle vasche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, mi riferisco a una vasca che ho fotografato, mi dispiace che l'auto Focus non abbia funzionato, a circa 30-40 metri da quella che tutti conosciamo come una bellissima cascata, la cascata di Lenteney, lì è stata costruita una vasca in cemento armato che è un pugno in un occhio. Mi domando: è vero che è competenza del Comune, ha fatto tutto il Comune, ma... una Conferenza dei servizi non vi è stata? Delle prescrizioni dal punto di vista del Servizio beni paesaggistici, della Direzione ambiente... non sono state date? Non vi è stata una riunione in cui i nostri tecnici regionali - come di solito, una volta apprese le caratteristiche generali del progetto e le caratteristiche di costruzione del manufatto -, hanno fatto le loro giuste osservazioni? Tutto questo sembra che sia completamente mancato, mano libera ai cementificatori! Invito i colleghi a farsi un giro sulla collina di La Salle... addirittura un percorso che va alla finestra di Charvaz, che è bellissimo e frequentato da decine di turisti, è stato sventrato con le macchine movimento terra, non esiste più il sentiero e, per dimostrare che non siamo pregiudizialmente contro i lavori, ho fatto un paio di foto su come venivano fatte le vasche di carico tuttora funzionanti, quando ancora si scavava a mano... a quell'epoca nulla traspariva, impatto zero! Vi è il modo di costruire in questa maniera o... siamo obbligati a costruire in quest'altra maniera, dove il cemento armato la fa da padrone, dove più è impattante la soluzione tecnica, meglio è... Credo non sia questa la strada, passi in zone degradate, ma non è neanche giusto questo, perché si somma degrado a degrado, passi in zone altamente industrializzate, ma non è giusto neanche questo, poiché queste zone hanno bisogno di riqualificazione, ma assolutamente non in zone dove il paesaggio è una delle ricchezze fondamentali per la qualità della vita degli abitanti stessi del Comune! Qui è intervenuto invece in maniera esagerata, con un metodo che nulla ha a che vedere con ciò che dovrebbe essere fatto in quelle zone, che hanno un loro significato! Vorremmo sapere questo.

Credo che l'Assessore mi risponderà sulle fasce di rispetto: c'è l'articolo 39 della legge regionale n. 11 sull'urbanistica che prevede che comunque per opere di interesse pubblico le fasce di rispetto non siano valide, ma il problema è proprio un tipo di approccio che è completamente non in linea con la "ratio" che dovrebbe guidare ogni operatore, sia quello che guida il "bulldozer" sia quello che mette il suo patrimonio di progettualità: mi riferisco ai progettisti, ai tecnici comunali, al Sindaco che deve essere il maestro tutelare del patrimonio del territorio comunale, e invece questo non è successo! Tutto questo è di competenza del Comune, è vero, ma la Regione, alla Conferenza di servizi, cosa ha fatto?

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Cercherò di rispondere, collega Venturella, ma non so a che cosa, perché mi pare che lei questa interpellanza l'abbia fatta al Comune di La Salle!

Cominciamo dall'inizio: questo è un progetto "FOSPI", che prevede procedure molto rigorose, fra l'altro è un progetto vecchio che risale al 2003-2005, questo significa che almeno il preliminare era stato approvato nel 2002 o nel 2001. Per essere approvato dal "FOSPI", il progetto deve avere tutte le autorizzazioni, compresa la coerenza con gli strumenti urbanistici; qui non era previsto il "VIA" perché era un'opera e non rientrava nell'ambito di questa procedura ed era stato fornito il parere favorevole da parte del Servizio beni paesaggistici in data 22 maggio 2003 prot. n. 9663. Questa autorizzazione, firmata dal collega Pastoret, era molto puntuale, perché diceva fra l'altro: "Per quanto di competenza ai sensi delle leggi sopraccitate questo servizio, esaminato il progetto esaminato alle opere in oggetto e considerato che le stesse con opportuni accorgimenti sono compatibili con le esigenze di tutela paesaggistica, esprime parere favorevole a condizione che tutti i manufatti esistenti, là dove è possibile tecnicamente, siano mascherati con riporto di terreno, le cortine murarie siano il più possibile limitate nelle dimensioni e realizzate con finitura visiva a secco tramite conci in pietra di pezzature regolari, medio-piccole e lavorazioni di tipo tradizionali, che non vengano realizzati cordoli in calcestruzzo, che potranno essere invece previsti sul retro dei muri. Tali accorgimenti si rendono necessari al fine di inserire visivamente l'intervento nel contesto paesaggistico ambientale". Poi c'è una frase illuminante: "la verifica del rispetto di tutte le prescrizioni derivanti dalla vigente legislazione urbanistica e dalle norme di PRGP rientra nella competenza dell'autorità comunale. Si fa presente che l'esecuzione di opere difformi comporterà l'applicazione del decreto legislativo..." compresa la demolizione... Ora il cantiere è in atto, abbiamo su queste opere una competenza di tipo contabile, nel senso che verifichiamo, dovendo trasferire i soldi al Comune, che ci sia la corretta documentazione fatta dal coordinatore del ciclo e dal direttore dei lavori, dopodiché non spetta alla Regione fare il controllo.

Qui i casi sono 2: o sono state rispettate le prescrizioni della Sovrintendenza e allora possiamo entrare nell'ottica di dire che la Sovrintendenza non è stata sufficientemente precisa, forse c'è stato qualche equivoco o si pensava di fare qualcosa di meglio di quanto è stato realizzato, oppure - come in parte è vero - molte di queste opere come il mascheramento di muri laterali sono in corso di realizzazione, tanto che ho avuto assicurazione che in primavera i serbatoi verranno mascherati con la realizzazione di muri di ala con finitura in pietra con relativo riporto di terra (esattamente quello che ancora non è stato fatto!).

Per quanto riguarda la coerenza con la normativa urbanistica - non lo ripeto, lo ha già citato lei - c'è l'articolo 39, comma 1, lett. d) della legge urbanistica,; di conseguenza...

(interruzione del Consigliere Venturella, fuori microfono)

... è quello che sto dicendo: finquando le opere non sono terminate, non si può stabilire se le prescrizioni che sono state date dal vincolo paesaggistico sono state rispettate, certo è che quando i lavori saranno finiti i casi sono 2: o queste prescrizioni saranno state assolte, altrimenti, visto che lei ha ottime conoscenze con la forestale, farà le sue osservazioni, ma non le rivolga all'Assessore ai lavori pubblici, perché non sono assolutamente competente nella gestione del vincolo paesaggistico. Se ci fosse questa difformità, vuol dire che le prescrizioni che sono state date dalla Sovrintendenza non sono state rispettate; di conseguenza Comune e Sovrintendenza o gli altri organi preposti all'applicazione di questa legge faranno quello che dovranno fare, ad esempio una diffida a mettersi in regola, oppure la demolizione, o applicare le sanzioni previste... però almeno lasciamo loro ultimare i lavori!

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Qui vengono citate lettere e, dato che cita lei, Assessore, cito anch'io...

Ho un verbale d'intesa della Conferenza dei servizi che riguarda proprio la procedura antecedente la lettera del Servizio dei beni paesaggistici. In questa Conferenza dei servizi le strutture convocate - almeno 4 - dell'Amministrazione regionale - mi riferisco all'anno 2003, 31 marzo, ore 15, presso la sala dell'Assessorato - che avevano parere vincolante rispetto alla progettazione - quindi qui non si parla di Comune, non c'entra nulla - erano il Servizio beni paesaggistici dell'Assessorato dell'istruzione, la Direzione ambiente, il Dipartimento delle risorse naturali della Direzione forestazione, nuovamente la Direzione ambiente, perché una volta deve dare il parere secondo la "1094", un'altra deve dare il parere secondo la legge n. 11/198, quindi sono due direzioni. In questa Conferenza dei servizi, su 4 strutture convocate che avevano parere vincolante, solo una su 4 si è presentata.

È chiaro che, nonostante sia parzialmente d'accordo con quello che lei ha detto, cioè lasciare che siano terminati i lavori, noi dell'opposizione abbiamo il dovere di denunciare ciò che ci appare, perché non abbiamo detto che è per forza così, abbiamo fatto un'interpellanza per sapere se è vero, se non si intende fare una certa cosa, siamo venuti con un interrogativo e con il dubbio, non con la certezza, altrimenti non avremmo fatto un'interpellanza! Nella procedura messa in piedi, che presuppone il verbale d'intesa della Conferenza dei servizi - questa è un'ipotesi che avanziamo - vi è stato quindi qualcosa che non ha funzionato, altrimenti non si spiega ciò che è stato fatto. Lo so che non è competenza, ma qua c'è un po' di scarica barile, il FOSPI è molto rigido, sono d'accordo, ma i lavori ancorché pubblici che sono di competenza dell'ente locale, dovranno essere sottoposti non dico alle forche caudine, a cui di solito i privati vengono giustamente sottoposti, ma lo stesso comportamento che gli uffici regionali hanno nei confronti dei privati dovrebbero averlo ancor di più nei confronti degli enti pubblici, i quali almeno dovrebbero dare l'esempio! Invece nella Conferenza dei servizi, delle quattro strutture che dovevano presentarsi per dare il parere vincolante, solo 1 su 4 si presenta, ed è chiaro che c'è stato qualcosa che non ha funzionato.

Qual è la "ratio" dell'interpellanza? Far riflettere il Consiglio e l'Assessore, denunciare, nel senso di portare a conoscenza che c'è qualcosa che non va e che forse sarebbe meritevole da parte dell'Assessore che si approfondisse cosa è successo, per evitare che a fine lavori non solo vi sia stato un notevole utilizzo di materiale in calcestruzzo, che rappresenta un reddito per le imprese e per i progettisti, ma oltre a questo è anche uno scempio di un ambiente che avrebbe bisogno di tutt'altro tipo di intervento!