Oggetto del Consiglio n. 2439 del 24 gennaio 2007 - Resoconto
OGGETTO N. 2439/XII - Situazione dell'approvvigionamento di acqua potabile dei Comuni della Valle d'Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza
Premesso che il Gruppo Arcobaleno continua a sollevare l'attualità dell'emergenza acqua nella nostra Regione, in virtù dei cambiamenti climatici che comportano la riduzione delle precipitazioni di neve e il conseguente ritiro dei ghiacciai, appunto per l'innalzamento della temperatura;
Constatato che dalla Relazione al Parlamento del "Comitato di Vigilanza sull'uso delle risorse idriche", anno 2004, emerge che a fronte di una popolazione residente (Censimento 2001) pari a 119.548 e di una popolazione fluttuante (stagionali e giornalieri) pari a 32.500, il volume d'acqua captato è di 23,51 milioni di metri cubi, pari a 228 litri/giorno pro capite, mentre la media nazionale è di 286 litri per abitante al giorno;
Constatato che il volume d'acqua fatturato è pari a 12,72 milioni di metri cubi e quindi il rapporto tra volume d'acqua captato e quello fatturato è pari al 54,1% e, di conseguenza, in Valle d'Aosta, risulterebbe una perdita teorica di rete, pari a circa il 46%, contro il dato nazionale che è il 40% circa;
Appreso da "La Stampa" di giovedì 4 gennaio scorso che il Comune di Pontey, per carenze di acqua potabile, ha siglato una convenzione con privati per utilizzare la sorgente di loro proprietà;
Appurato che il Coordinatore Dipartimento Territorio, Ambiente e Risorse Idriche dell'Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, nel n. 22 di marzo 2003 della rivista "Environnement", pagina 3, in un articolo titolato "Acqua per tutti" affermava: "... Attualmente tutti i Comuni della Regione sono in grado di garantire un rifornimento idro-potabile adeguato, anche se nei periodi di maggiore affluenza turistica e particolarmente in estate, possono determinarsi carenze a carattere locale";
Vista la deliberazione di Giunta n. 4172 del 29 dicembre 2006, avente come oggetto "Approvazione, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, lettera A, del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 32, della Direttiva regionale per l'approvvigionamento di emergenza di acqua da destinare al consumo umano", nella quale, al punto 4, si evidenzia che "in relazione alle particolarità territoriali e meteo-climatiche della Regione, si è rilevata la necessità di intervenire con approvvigionamenti di emergenza in particolari periodi dell'anno, generalmente nella stagione invernale, in zone della Regione ubicate in alta montagna, particolarmente interessate da temperature molto basse per periodi prolungati, al fine di assicurare la fornitura di acqua destinata al consumo umano a tutti gli utenti";
Atteso che dalle dichiarazioni sopra citate e dalla richiamata deliberazione risultano carenze di acqua potabile per gli abitanti della Valle d'Aosta, sia d'estate che d'inverno (giustificato in questo caso con temperature molto basse, nonostante l'innalzamento generale del clima);
Constatato che, come emerge dalla pubblicazione "Cambiamenti climatici in Val d'Aosta", pagina 118, risulta che "per ottenere 2,5 metri quadrati di neve artificiale è necessario un metro cubo d'acqua"; e di conseguenza, per ottenere l'innevamento artificiale nelle località sciistiche della Valle d'Aosta, si sono consumati milioni di metri cubi d'acqua;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
Il Presidente della Regione e l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le località (Comuni, comprensori, oppure villaggi) nelle quali esiste carenza idrica potabile nel periodo invernale o estivo e se sono stati quantificati i fabbisogni relativi;
2) quali sono gli intendimenti del Governo regionale per superare l'emergenza delle misure tecniche di approvvigionamento urgente;
3) quali argomenti si adottano per giustificare un numero sempre maggiore di località con croniche carenze idriche;
4) se il Governo regionale intenda porre un freno al rilascio di sub-concessioni trentennali di captazione di acque da fiumi, torrenti, ruscelli e sorgenti per usi impropri e predisporre invece interventi di tipo strategico, al fine di garantire adeguati livelli di fornitura idrica destinata al consumo di tutta la popolazione valdostani, in tutte le zone abitate.
F.to: Bortot - Squarzino Secondina
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - L'interpellanza prende spunto dalla deliberazione del 29 dicembre 2006, approvazione della direttiva regionale per l'approvvigionamento di emergenza di acqua da destinare al consumo umano... provo a dirlo in altra maniera: sono uno di quelli che preferisce il vino, non va sovente alla ricerca di acqua, mettiamola così... però è da mesi, da quanto ho avuto l'onore di diventare Consigliere regionale, che assieme ai colleghi sollevo il problema dell'acqua, delle priorità, dell'utilizzo, dell'evitare gli sprechi.
Al di là delle popolazioni che poi subiscono questa carenza idrica, credo che anche l'immagine che diamo all'esterno... una Regione come la nostra, in mezzo alle Alpi, che debba preoccuparsi di carenze idriche non credo faccia una bella figura! Al di là della bella figura esistono le popolazioni dei paesi che si ritrovano in stato di emergenza con tutte le conseguenze che ne derivano, e sappiamo l'importanza che l'acqua ha, neppure la vita può esistere senza l'acqua, cito al riguardo una serie di Comuni: Arnad, Challand-Saint-Victor, e l'altro giorno leggevo "Comune di Pontey, sull'acqua è polemica", Comune di Pontey che deve acquistare l'acqua di una sorgente privata... in sostanza, continuiamo a sostenere che non c'è un disegno organico e neppure si stabiliscono le priorità.
Vogliamo capire intanto se ci sono le intenzioni, al di là di quelle delle deliberazioni che arrivano ogni settimana sui nostri tavoli... è dell'altro giorno l'ennesima subconcessione della subconcessione della concessione, rilascio di nullaosta per la concessione di acqua della condotta forzata Goillet-Ferrière, Comune di Valtournenche da parte di "CVA", la Giunta autorizza "CVA" al rilascio di acqua a favore della società "Cime Bianche" per l'uso di innevamento artificiale. Continuo a insistere: non è che sono a priori contrario all'innevamento artificiale, ma ci sono e devono esserci delle priorità; occorre un disegno strategico che porti acqua alle popolazioni e, con quel che rimane, potremmo farne l'uso che riteniamo opportuno, altrimenti si continua a rilasciare concessioni per altri usi secondari, a mio avviso non primari. Adesso non entro nella disquisizione sulla neve artificiale, sul cambiamento climatico, sulla riduzione delle persone che frequentano i comprensori sciistici, sui costi dell'impianto e ripianamento dei debiti delle società impianti a fune, costruzione di nuovi impianti che noi riteniamo inutili, ma almeno si metta mano a un piano regionale che porti acqua potabile innanzitutto con priorità nei Comuni dove c'è carenza idrica! Non è possibile che non esista! Capisco il campanile, il federalismo all'interno dell'autonomia della Valle d'Aosta dove ogni Comune, consorzio irriguo, stazione sciistica e comprensorio fa quello che ritiene più opportuno, "in barba" alla solidarietà, figuriamoci con la Val Soana: non riusciamo più a praticare della solidarietà fra popolazioni e Comuni della nostra Regione, figuriamoci nei confronti di quelli più lontani!
Occorre che la Regione, non solo in fase di emergenza, metta mano a un piano che permetta a tutti di avere acqua sufficiente per gli usi primari.
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.
Cerise (UV) - J'estime qu'il est nécessaire avant tout de vous donner des précisions quant aux données contenues dans le rapport présenté au Parlement et de vous faire remarquer que les calculs visés au préambule de cette interpellation sont erronés.
Les données en question ont été fournies au Comité de surveillance de l'utilisation des ressources hydriques par le "BIM" et sont basées à la fois sur des relevés effectués par les Communes et sur des traitements réalisés par les techniciens du "BIM" même. Les Communes nous ont fourni des renseignements quant aux quantités d'eau facturées et quant aux nombre de fontaines présentes sur le territoire communal. Etant donné que les Communes elles-mêmes ne disposent pas de données précises relativement à la quantité d'eau captée, celle-ci a été déterminée en ajoutant à la quantité d'eau facturée la consommation estimée d'environ 2.000 fontaines qui ne fait l'objet d'aucune facturation (estimation réalisée sur la base d'une consommation théorique de 0,07 l/s pour chaque fontaine). Le total ainsi obtenu a été augmenté de 25% pour prendre en compte les pertes. La valeur de celles-ci, soit 25%, résulte de relevés ponctuels de la différence entre les quantités prélevées et les quantités distribuées qui ont été effectués dans quelques Communes. Si la quantité d'eau captée de 23,51 millions de mètres cubes est divisée par le nombre d'habitants, l'on obtient une consommation quotidienne par personne de 423,6 litres et non pas de 228 litres comme l'indique l'interpellation dans sa prémisse. Je tiens à mettre l'accent sur une donnée contenue dans le rapport présenté au Parlement qui n'a pas été mentionnée, mais que j'estime représentative du niveau des services hydriques dans notre Région: le degré de couverture des services de distribution d'eau est de 99,8%. Il s'agit du pourcentage le plus élevé d'Italie où la moyenne nationale s'élève à 96%.
Pour ce qui est de la fourniture d'un service approprié et de la carence en eau, je rappelle que tous les cas où les conditions sont en dessous de la moyenne - c'est-à-dire pollutions ponctuelles, réduction de la quantité d'eau à certains moments ou pendant des périodes saisonnières et rupture des canalisations - ont été relevés. L'article du n° 22 de la revue "Environnement" doit être interprété dans ce sens, que vous avez cité, c'est-à-dire dans le sens que nous avons un bon service et qu'à chaque fois qu'il arrive quelques inconvénients, ils viennent relevés et on donne la réponse adéquate à l'émergence. Quant à la délibération du Gouvernement régional n° 4172 du 29 décembre 2006, celle-ci fait référence aux conditions de l'hiver dernier - celui de l'année 2005-2006 -, lorsque des températures anormalement basses ont provoqué la rupture de canalisations et le gel de diverses sources, ce qui a entraîné des problèmes d'approvisionnement auxquels on a pu faire face grâce notamment à l'utilisation de camions-citernes. Il s'agit donc d'une délibération d'adresse ou, si vous voulez, de réglementation des prélèvements dans les torrents ou dans d'autres disponibilités d'eau en cas d'émergence et d'urgence. Je le répète: rupture d'aqueducs et de canalisations, pertes de tuyaux, insuffisance des sources et voilà encore d'autres cas qui peuvent se vérifier... J'estime que la référence au "réchauffement climatique" est hors de propos étant donné qu'au dire des experts le changement climatique se manifestera par des conditions extrêmes de chaud et de froid.
Pour répondre au 3e point, je précise que les carences en eau sont dues uniquement aux raisons susmentionnées - c'est-à-dire à des cas d'émergence tout à fait ponctuels, qui surviennent à la suite des inconvénients qui peuvent arriver à quelconque Commune de la Région - et surtout qu'aucune difficulté d'approvisionnement ne peut être définie comme chronique. Quant au 1er point, il n'est pas possible de dresser une liste des localités ayant des carences en eau, étant donné que celles-ci sont dues à des événements imprévisibles. Pour ce qui est du 2e point, la délibération du Gouvernement régional a établi les mesures d'urgence à adopter pour assurer l'approvisionnement extraordinaire en eau en cas d'émergence.
Le 4e point est fondé sur une affirmation erronée: aucune concession de dérivation d'eau n'a été accordée pour des usages inappropriés. En effet, ces concessions sont accordées uniquement si elles sont légitimes et si les cours d'eau concernés sont en mesure de supporter ces dérivations, conformément à la législation et aux dispositions de planification en vigueur. Les lignes directrices en matière de niveaux d'approvisionnement en eau appropriés sont contenues dans le Plan de protection des eaux et les Communes, dans le cadre du "BIM", sont en train d'élaborer les plans d'intervention y afférents. Ce n'est donc pas correct de dire que le secteur n'est pas planifié et qu'il n'existe pas un plan de gestion des eaux à même d'assurer l'utilisation de l'eau appropriée, c'est-à-dire selon une certaine hiérarchie soit l'eau potable pour les besoins humains, l'agriculture, l'environnement, l'énergie et l'industrie. Cela c'est la hiérarchie selon laquelle sont données les autorisations et c'est ça qui règle correctement le plan qui a été approuvé par ce Conseil.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Chiedo all'Assessore di lasciarmi la comunicazione con i dati.
Ho la netta impressione che siamo di fronte a quel contadino che abituava l'asino a vivere senza mangiare e, alla fine, quando l'asino si è abituato, dice: "peccato che mi è morto"... sono a conoscenza perfino io di tutta una serie di Comuni che hanno carenze idriche! Faccio un esempio: in base a regole urbanistiche è stato costituito al Col du Joux un complesso, "Le Pleiadi", ovviamente si è dovuto dare acqua e dando acqua in un complesso urbanistico a quella quota ne viene che ne hanno meno altri Comuni. C'è il Comune di Montjovet che ha problemi di carenza idrica... lei ha citato la rottura di condutture e il gelo di sorgenti nel periodo invernale, ma abbiamo carenze idriche per il periodo estivo e non sono saltuarie, dovute alla rottura delle condutture, ma sono periodiche e verificabili (vedi Challand).
Non voglio fare della scandalistica o della demagogia, ma ritengo che ci sia una sottovalutazione del Governo di tutta la problematica dell'acqua nella nostra Regione. Si dà per scontato che i ghiacciai non si ritirano, si dà per scontato che continui a piovere come pioveva, si dà per scontato che acqua ce ne sia per tutti e si rilasciano concessioni trentennali senza stabilire le priorità, e cose del genere... alla fine ci ritroviamo che dovremo farci la doccia con l'acqua minerale che importeremo da qualche parte! Non credo che siamo a questo punto, ma sono convinto che c'è una sottovalutazione da parte del Governo e del Consiglio della problematica legata all'acqua. Se proiettiamo fra 10 anni le problematiche che abbiamo adesso, corriamo il rischio veramente di fare delle figure in tutto il mondo e lasciare le persone senz'acqua, perché si stanno riducendo le riserve, piove sempre meno, le sorgenti sovente vengono date in subconcessione con vincoli precisi, per cui non è più possibile utilizzarle per le priorità e si può fare l'elenco della spesa.
Insisto, ma torneremo sull'argomento, a dire che da parte del Governo c'è una sottovalutazione di tutta la problematica acqua nella nostra Regione.
