Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2441 del 24 gennaio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2441/XII - Orientamenti in merito alla necessità di una revisione del progetto di costruzione della strada di Comboé. (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto dell'ampliamento della Zona di Protezione Speciale Parco Naturale Mont Avic (ZPS IT1202000), in esecuzione della Sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee nella causa C.378/01, procedura di infrazione 1993/2165 ex articolo 288 del Trattato, per insufficiente designazione di zone di protezione speciale ai sensi della Direttiva 79/409/CEE "uccelli selvatici";

Constatato che tale area comprende una porzione del Vallone del Comboè sulla quale insiste il progetto per la costruzione di una strada poderale in via d'approvazione;

Considerato che l'individuazione di una ZPS, come parte integrante di una più ampia rete di zone con particolari caratteristiche (ZSC e ZPS), detta "Natura 2000", impone l'applicazione dei criteri per la valutazione d'incidenza;

Ritenuto opportuno conoscere l'orientamento del Governo regionale in merito alla necessità di rivalutare il progetto di costruzione della strada del Comboè perché inserito in una nuova dimensione di conservazione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) se viene condivisa la necessità di rivalutare il progetto della strada poderale;

2) in caso affermativo, quali procedure, modalità e strumenti intende adottare.

F.to: Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Credo che l'argomento "strada poderale del Comboé" sia noto a tutti, è stato oggetto di grande dibattito, ho tutti gli interventi del collega Salzone.

Diciamo che nel dibattito sulla strada poderale del Comboé, e per favore non si utilizzi più il neologismo inventato dai progettisti di "sentiero carrabile", perché è un insulto alla lingua italiana - e già la dice lunga sulla loro "coda di paglia"... - esiste una novità. Esiste la novità che finalmente, dopo qualche velata, ma non tanto, "minaccia" da parte della Corte di giustizia della Comunità europea, che comunque ha intentato causa... e ha esercitato la procedura di infrazione, cioè correndo il rischio che lo Stato italiano - parlo di anni fa, non solo di pochi mesi fa - dovesse pagare una penale giornaliera che mi pare fosse di alcune migliaia di euro, forse centinaia di migliaia di euro al giorno, quindi sotto questa minaccia che poi il Governo italiano, costretto a pagare la penale, si rivalesse sulle Regioni inadempienti... cosa è capitato? È capitato che con provvedimento di Giunta si è ampliata la zona di protezione speciale Parco naturale del Monte Avic. Certo è un ampliamento, mi permetta la battuta, "obtorto collo", quasi obbligato.

Qual è la novità? Che ampliando la "ZPS", una parte del territorio mi pare posto a quota superiore a 1.600 metri, sia proprio il vallone del Comboé, dove stiamo producendo osservazioni, contro-osservazioni, abbiamo chiesto approfondimenti... insomma, vi è un certo fervore ideale in cui si fronteggiano due modi diversi di concepire l'agricoltura di montagna, tutti e due degni di attenzione, sia l'uno che l'altro. Non abbiamo mai detto che quello che propone il Comune di Charvensod sia disdicevole, abbiamo solo detto che vi sono dei problemi di carattere ambientale e gestionale, e almeno questa onestà intellettuale ce la dovete riconoscere!

Con l'ampliamento della zona di protezione speciale si fa ricadere quella parte dell'area del vallone del Comboé interessata dalla progettazione della strada poderale, e allora... cosa capita? Capita che tutti i progetti che possono rientrare - questo lo dice chiaramente la normativa sulle procedure - devono essere sottoposti ad una valutazione che il legislatore chiama "appropriata", cioè in definitiva non basta più la valutazione di impatto ambientale, ma ci vuole la valutazione di incidenza. Vuol dire che si deve propriamente valutare se il progetto in tutte le sue componenti, ancorché svolto in zone confinanti, che non siano comprese nella "ZPS", ha delle ricadute negative, ha delle incidenze negative, quindi anche se non progetto nulla all'interno del perimetro della "ZPS", ma lo progetto vicino, comunque devo sottoporre questo piano progetto alla valutazione di incidenza.

Allora cosa capita? Capita che all'interno della valutazione di incidenza che ha delle fasi... mi riferisco alla fase 3: analisi delle soluzioni alternative. L'analisi di soluzioni alternative è uno dei pilastri fondamentali della valutazione di incidenza, perché non dice: "no, questo progetto tu non lo fai", ma mette in piedi delle misure di compensazione-mitigazione, e se queste non sono attuabili chiede di stabilire se non vi siano soluzioni alternative. Questo ci dispiace dirlo, abbiamo letto con attenzione gli approfondimenti e ciò che è pervenuto all'ufficio del "VIA", lo studio serio delle soluzioni alternative non ci pare che sia stato affrontato!

Noi chiediamo, in virtù del fatto che l'ampliamento della "ZPS" non è solo un ampliamento sulla carta, ma è un ampliamento che presuppone una certa presa di coscienza e di responsabilità, se questo possa far accendere una scintilla al nostro Assessore Isabellon per dire: "forse, dato che non c'è più il VIA, c'è la valutazione di incidenza, bisogna mettere in campo strumenti di tutela" non dico forti, ma più articolati e più approfonditi dal punto di vista della loro analisi, in modo che questa "lampadina" che speriamo si accenda nell'Assessore Isabellon possa farci rispondere sull'opportunità che si riveda il progetto.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Il problema Comboé, come richiamato in precedenza, è uno dei temi che almeno da un paio di anni è stato dibattuto più volte in quest'aula. Credo che partendo dalle definizioni che sia sentiero carrabile, strada sentierabile e avanti, il discorso da fare sia che ogni cosa che si fa, viene individuata come un qualcosa che, se si fa in una certa direzione, è perché si è obbligati, se si fa in direzione opposta è perché si vuole distruggere.

Il fatto di aver individuato una zona "ZPS" è una normale procedura che abbiamo adottato seguendo le strade da percorrere quando si devono fare certe scelte, scelte che non sono fatte a cuor leggero, perché quando si deve intervenire sul territorio ponendo dei vincoli, si fa sempre attenzione perché si interviene su un territorio dove ci sono delle attività, quindi si deve valutare tutto il problema nel suo complesso, con tutte le ricadute che ci sono, con i giusti coinvolgimenti, con il coinvolgimento delle amministrazioni interessate, cosa che è stata fatta, con il coinvolgimento delle varie sensibilità che sul territorio vi sono. Non vi sono sensibilità di serie "A" e di serie "B", ma bisogna fare una valutazione a 360 gradi, quindi il fatto di dire che "obtorto collo" si siano applicate delle direttive credo sia un po' forzato. Come un po' forzata è questa famosa interpretazione del vallone di Comboé, secondo un'appendice di una teoria copernicana che tutto gravita all'intorno quello che è pro e contro l'ambiente, mi sembra un po' esagerato! Bisogna ricondursi ad un approccio sempre sereno e di buon senso.

Quanto alla motivazione della "ZPS", questa deve rispondere alle finalità per cui è nata, principalmente legate alla "direttiva uccelli", quindi tutto è rivolto a questo. Io potrei anche personalmente pensare che se sono contrario alla caccia al camoscio e dire approfittiamo della "ZPS" per impedire la caccia al camoscio... ma in questo caso magari può anche darsi che la caccia al camoscio sia compatibile anche se si potrebbe prendere spunto, se fossi un animalista convinto, che si può impedire anche la caccia al camoscio. Ci sono tante considerazioni da fare a seconda della sensibilità che si ha.

Per entrare nel merito, in data 22 dicembre 2006 sono stati presentati al Servizio valutazione e impatto ambientale gli approfondimenti per i quali, in data 31 agosto 2006, era stato sospeso l'iter istruttorio relativo all'intervento in oggetto. Tali approfondimenti, oltre che a valutazioni di natura paesaggistica relativa alle varie alternative, a seguito delle richieste contenute nel parere della Direzione tutela beni paesaggistici e architettonici, consistono anche in analisi più dettagliata degli impatti dell'opera sulla componente faunistica dell'area, pertanto ad integrazione dello studio di impatto ambientale è stato prodotto un elaborato dal titolo: "Studio della componente faunistica del vallone di Comboé del progetto esecutivo per migliorare, a completamento del sentiero carrabile Pontey-Comboé" (qui riprendo la dicitura che non piace, ma è quella che è contenuta negli atti).

Nel frattempo, con deliberazione di Giunta n. 4233/2006, la Giunta ha approvato l'ampliamento della zona di protezione speciale "ZPS", Parco naturale Mont Avic, in esecuzione della sentenza della Corte di giustizia della CE nella causa relativa alla procedura di infrazione nei confronti della Repubblica italiana per insufficiente designazione di zone di protezione speciale, ai sensi della direttiva 79/409 della Comunità denominata "uccelli selvatici", la nuova "ZPS" denominata Mont Avic e Monte Emilius ha una estensione pari a 31.544 ettari e porta la percentuale del territorio regionale interessato da misure di conservazione degli uccelli selvatici al 26,5%. Inoltre la rete ecologica "Natura 2000", finalizzata alla salvaguardia della biodiversità e costituita dalle "ZPS" e dai siti di importanza comunitaria (SIC) individuati ai sensi della direttiva 92/43, interessa ora complessivamente il 34,5% del territorio regionale. La direttiva 92/43 che istituisce la rete "Natura 2000", dispone, all'articolo 6, che qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito, ma che possa avere incidenza significativa su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di un'opportuna valutazione dell'incidenza che ha sul sito, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Tale adempimento è previsto anche nella norma di recepimento nazionale della direttiva, DPR 357/1997, successivamente modificato dal DPR 129/2003.

Per favorire l'applicazione corretta dell'articolo 6 della direttiva, la Commissione europea nel 2000 ha pubblicato una guida all'interpretazione dell'articolo 6, nella quale, in merito alla valutazione di incidenza per i progetti si invita a prendere come riferimento la direttiva 85/337 concernente la valutazione di impatto ambientale per i progetti pubblici e privati. La procedura di "VIA" è indicata come riferimento sia per definire la tipologia dei progetti, così come per la definizione ed individuazione dei fattori che devono essere presi in esame, per verificare eventuale incidenza a carico delle componenti naturali, e in particolare degli habitat e specie che hanno portato alla designazione del sito. È quindi evidente che i progetti sottoposti a "VIA" non debbano essere assoggettati anche alla procedura di valutazione di incidenza, in quanto in questi casi è sufficiente che lo studio di impatto ambientale contenga tutti gli elementi della relazione di incidenza, in particolare la descrizione quali-quantitativa e localizzativa degli habitat e delle specie faunistiche e flogistiche per i quali il sito è stato designato e l'analisi degli impatto a carico dei componenti, i criteri per l'applicazione della valutazione di incidenza approvati dalla Giunta regionale - deliberazione di Giunta n. 4550/2002 e n. 2204/2004) - sono coerenti con tale impostazione e, nel caso del progetto di costruzione della strada di Comboé, la procedura di "VIA" dovrebbe offrire sufficienti garanzie di tutela.

Come dicevo prima, a seguito delle procedure di "VIA" in atto, al fine del proseguimento dell'istruttoria, il servizio di "VIA" ha provveduto a inoltrare le integrazioni ricevute anche alla Direzione flora, fauna, caccia e pesca dell'Assessorato agricoltura e risorse naturali, affinché congiuntamente con il Servizio aree protette venga formulato un parere in merito alla valutazione di incidenza dell'intervento. Alla luce della recente istituzione della "ZPS" richiamata in precedenza, gli uffici competenti verificheranno la documentazione prodotta relativamente alla componente avifaunistica e ad eventuali misure di mitigazione, fermo restando la considerazione di base sulla assoluta scarsità di dati scientifici certi nella zona interessata.

Presidente - La parola al Consigliere Venturella.

Venturella (Arc-VA) - No, Assessore, non è così, perché non si può pensare che la valutazione di impatto ambientale presentata con gli approfondimenti possa sostituire la valutazione di incidenza prevista dall'articolo 6 della direttiva habitat, in quanto mancano tutti quegli approfondimenti che erano elencati nell'allegato "G" che lei citava!

Non è vero che ciò che è stato presentato ad integrazione possa essere considerato un documento che si avvicina alla valutazione di incidenza, perché mi ricordo solo una frase - mi riferisco all'approfondimento dal punto di vista zoologico - della relazione che dice: da informazioni ricevute dal progettista, che mi dice che la costruzione della monorotaia implica il taglio di alberi nello stesso modo che la strada poderale, è un'affermazione falsa, ed era anche presente nella relazione di prima, cioè si fondano su affermazioni che denotano il fatto che vi sia pregiudizio. Comunque si giri la "frittata", la strada s'ha da fare e allora si inventano dei costi di costruzione della monorotaia, si inventa poi un itinerario di salita che neppure il più pazzo dei "free climber" potrebbe immaginare! E questo è perché bisogna anche informarsi, Assessore, su quello che scrivono in queste relazioni; inventandosi appunto itinerari fantasiosi si inventano il fatto che il costo di costruzione della monorotaia è 4 volte quello della strada poderale, che è un'altra falsità, dimostrata, perché abbiamo portato in Commissione valutazione di impatto ambientale gli stessi preventivi della ditte svizzere che costruiscono le monorotaie, abbiamo portato delle foto di cantieri "in itinere", e mi dispiace che lei non ne sia a conoscenza, ma la monorotaia si costruisce senza bisogno di una pista di servizio, come i relatori scrivono, perché si costruisce man mano che si va avanti, in quanto il carrello serve per portare il materiale che è al massimo lungo 6 metri, perché i binari della monorotaia sono al massimo lunghi 6 metri. Quando lei dice che "la valutazione di impatto ha tutte le caratteristiche della valutazione di incidenza"... secondo lei, certo, è la sua affermazione...

(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)

... l'ha riportata lei, in Consiglio, non il suo collega Caveri, ma quanto lei afferma non è vero, perché anche lo stesso allegato non segue quelle che devono essere le 4 fasi della valutazione di incidenza.

Ci dichiariamo quindi insoddisfatti e continueremo su questo argomento a proporre iniziative.