Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2435 del 24 gennaio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2435/XII - Interventi per sopperire alle carenze di organico di Poste italiane. (Interpellanza)

Interpellanza

Venuto a conoscenza della grave crisi degli organici nelle agenzie delle Poste della nostra Regione, che comporta notevoli disagi sia per il personale, sia per l'utenza;

Considerato che tale situazione potrebbe comportare nel breve periodo la chiusura di agenzie postali dei centri più piccoli, nonché ridurre la qualità del recapito della corrispondenza;

Ribadita la scelta operata dal Governo regionale che con la delibera 2852 del 29 settembre 2006 ha approvato una bozza di convenzione con le Poste italiane S.p.a. con "obiettivo prioritario quello di garantire il mantenimento e lo sviluppo sull'intero territorio regionale di un'offerta di servizi di interesse economico generale e di servizi di pubblica utilità adeguata alle esigenze della comunità valdostana";

Constatato che, malgrado la disponibilità dell'Amministrazione regionale nei confronti delle Poste italiane S.p.a., tale bozza di accordo non è ancora stata accettata dall'Azienda;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Governo regionale per conoscere se intenda:

1) richiedere alle Poste delle garanzie perché proceda in tempi brevi all'assunzione di personale, sia per l'attività di sportello che per quella di recapito;

2) attivarsi presso Poste italiane S.p.a. per giungere alla stipula della convenzione;

3) se intenda studiare la possibilità di interventi economici, nel rispetto delle normative comunitarie e nazionali, a supporto della convenzione e degli obiettivi sopra menzionati sul servizio postale nella nostra Regione.

F.to: Sandri

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Questo è un tema che è stato molto dibattuto ultimamente e che è stato anche oggetto di prese di posizione del sindacato. Un breve riepilogo dei fatti. Abbiamo da un lato una situazione delle poste un po' strana perché le poste, per certi versi, sono molto innovative e performanti su tutta una serie di nuovi settori, fra cui la banca, i servizi accessori, "Internet point"... mentre, per quanto riguarda il servizio di trasporto della posta, che è l'obiettivo fondamentale, abbiamo delle notevoli difficoltà perché è come se fosse un settore non ritenuto sufficientemente strategico da parte della società, che è sempre più una s.p.a. votata al contenimento dei costi e alla produzione di profitti, che non a quella di dare dei servizi. Nella nostra Regione questo si è associato poi a dei momenti di difficoltà per quanto riguarda gli organici, perché, a fronte di assenze programmate, non vi è stato un tentativo serio da parte della direzione di sostituzione, ma si è passati al ricorso degli straordinari. Non vorremmo che da questa situazione non venga fuori intanto un mancato presidio del territorio, in Valle d'Aosta ci sono 69 agenzie che svolgono ruoli importantissimi, ci spiacerebbe che, a fronte di queste carenze di personale, si debba arrivare a delle chiusure anche solo momentanee, poi c'è il grande capitolo di questa scelta del Governo regionale, che condividiamo: la proposta di convenzione con le "Poste italiane" per garantire un minimo di servizio di qualità su tutto il nostro territorio e non solo su quelle aree che economicamente potrebbero essere più attive. Vorremmo quindi sapere che intenzioni ci sono... ad azioni di supporto a tale proposta di convenzione, che non è ancora stata firmata dalle "Poste"... e d'altro lato a prevedere eventualmente integrazioni di questa proposta, in modo da renderla più appetibile.

Président - La parole au Président de la Région, Caveri.

Caveri (UV) - Per quanto concerne il primo punto, senza ripetere quanto affermato nella seduta del Consiglio dell'11 e 12 gennaio, in merito all'importanza attribuita al servizio svolto dalle "Poste" e all'oggettiva difficoltà che si riscontra nel procedere in tempi brevi alla definizione di qualsiasi tipo di accordo, mi limito a ribadire che è mia ferma intenzione continuare ad adoperarmi sia a livello locale che centrale per richiedere il mantenimento di un corretto livello occupazionale che consenta di garantire, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, un performante servizio offerto a tutti coloro che vivono o si trovano nel territorio regionale. Dopo aver avuto, in occasione dell'ultimo Consiglio, un positivo incontro con le rappresentanze sindacali, oggi nell'intervallo del Consiglio incontrerò il Direttore della filiale di Aosta e tutta una serie di dirigenti delegati per la trattativa in corso. È poi sempre imbarazzante perché vengono i "country manager"... che sono il nord Italia, il nord ovest, ossia qui la logica delle divisionalizzazioni fa sì che noi veniamo considerati come una "cacca di mosca", il che è imbarazzante perché effettivamente arrivano con la classica sicumera di non tener conto dell'autonomia speciale; per loro noi siamo una specie di sub-sub-sub-sub Provincia di Torino, che conta meno del passato, perché la logica è addirittura il nord Italia. La mancata assunzione di dipendenti delle "Poste" negli ultimi anni fa sì che ridendo e scherzando, anche se si continua a dire che gli sportelli postali non chiuderanno, un giorno o l'altro chiuderanno perché non ci sarà più personale; questo malgrado i Comuni siano molto disponibili, perché abbiamo Comuni che danno la sede, il riscaldamento, l'elettricità gratuitamente. Visto che sappiamo che queste norme, dal punto di vista delle norme di concorrenza, sono delle note stonate, sarebbe bene che le "Poste" cominciassero a fare un ragionamento efficientistico, altrimenti faccio l'accordo con le "Poste" francesi. Non si può andare avanti che noi veniamo considerati come il Burkina Faso o come il Ghana, ossia un luogo colonialistico, in cui arrivano e la prima cosa che guardano è se il Presidente della Regione ha l'osso nel naso e la sveglia al collo, per vedere che tipo di faccia hanno questi Valdostani perché ci considerano di serie b, c, d... fino alla zeta! Oggi quindi cosa si viene a dire? Oggi mi dicono che probabilmente si firmerà l'accordo, ma solo una parte di esso perché già una specie di tamburo ci dice: "ma comunque noi con le Regioni non firmiamo più nessun accordo", perché il Ministro Gentiloni avrebbe detto che non si firmano più gli accordi con le Regioni, allora andrò dall'ottimo Ministro Gentiloni a chiedergli se questa è la reale volontà.

Abbiamo pronti 170mila euro nel bilancio dello scorso anno per distribuire sul territorio dei "cash dispenser", non siamo ancora riusciti a spenderli perché Tizio rimanda a Sempronio, Sempronio rimanda a Caio, si vocifera che il Direttore della sede di Aosta debba lasciare per carriera la sede di Aosta, se ci arriverà un giovane rampante da chissà dove, anche egli penserà solo ai risultati, e i risultati quali sono? Che noi in attivo abbiamo uno sportello ad Aosta, la posta centrale, tutti gli altri sono in passivo e, se la logica è che le concessioni di servizi pubblici di interesse generale devono essere in attivo, chiudiamo tutto: chiudiamo la Regione, l'Ospedale di Aosta, così come tutti quei servizi al cittadino che nella nostra realtà creano un deficit. Immagino che vi saranno centinaia di uffici postali che sono in attivo soprattutto con i tagli draconiani che ci sono stati, quindi è ovvio che, per quanto concerne il secondo punto, oltre a proseguire il dialogo con la Direzione della filiale di Aosta, cerchiamo di finalizzare il protocollo d'intesa, lo firmeremo parzialmente se necessario, ma lo firmeremo.

Per quanto riguarda il terzo punto, premesso che dalla riunione con i sindacati, alla quale hanno partecipato il Presidente del Celva e il Presidente della Comunità "Grand Combin" che si occupa per le Comunità montane della "questione poste", è emerso che numerosi Comuni hanno concluso accordi con le "Poste italiane" che offrono all'azienda la disponibilità di idonei locali a condizioni molto vantaggiose, confermo che nella logica della precitata bozza di accordo siamo interessati ad attuare forme di investimento mirate che siano finalizzate a migliorare l'offerta dei prodotti e servizi disponibili sul territorio. Se si vuole fare una sala poste qui, se si vuole evitare che siano i nostri uscieri a fare il giro di tutte le sedi della Regione, ma che vi sia un accordo con le "Poste", siamo d'accordo, in quanto noi dobbiamo poter dare alle "Poste" dei soldi, ma che siano commisurati a delle prestazioni che siano accettabili. Questi investimenti saranno realizzati nel rispetto delle normative comunitarie anche perché la direttiva sulle poste ormai sta per entrare in vigore e, quando entrerà in vigore, non ci sarà più una situazione monopolistica delle "Poste" anche nei servizi universali, ma si aprirà il mercato. Il paradosso di prima: "apriamo alle Poste francesi"... allora è un paradosso, perché temo, leggendo la stampa francese, che le "Poste" francesi siano in difficoltà come le "Poste" italiane...

(interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)

... gli Svizzeri hanno una situazione, caro Consigliere Bortot, hanno chiuso molti uffici postali, le persone si sono rassegnate ad avere delle caselle postali, per cui non vanno a consegnare la posta in certi villaggi perché c'è la casella postale in fondo alla strada e cose del genere. Molto interessanti sono i sistemi che vengono dalla Scandinavia, perché lì i sistemi postali sono privatizzati da molti anni con componenti efficientistiche in parte legate al fatto che queste "Poste" forniscono servizi innovativi che non sono più la vecchia posta, perché sappiamo che la posta intesa come consegna delle lettere è destinata con le nuove tecnologie ad essere travolta. Cercheremo di avere un dialogo con le "Poste", ribadisco qui il malessere che nasce ogni volta che si ha a che fare con società o ex statali - il "caso Telecom" è significativo - o che restano saldamente, benché s.p.a., nelle mani dello Stato, come le "Poste" e le "Ferrovie", perché per noi sono sempre guai.

Si dà atto che dalle ore 11,36 presiede il Vicepresidente Fiou.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (GV-DS-PSE) - Non possiamo che condividere il malessere del Presidente Caveri, nel senso che è una situazione quasi "kafkiana" per certi aspetti, perché qui si privatizza ma, di fatto, esiste un monopolista che non ha più nessun tipo di dovere nei confronti delle amministrazioni locali, quindi è una situazione difficile. Concordo sulla necessità di arrivare a portare a casa il possibile, quindi anche ad azioni marginali o parziali della convenzione totale... però credo che a questo punto dobbiamo fare anche un'iniziativa intanto di riflessione politica, ossia, nel momento in cui si è andati alla privatizzazione, questa ha avuto senso laddove, come nel caso dei telefoni, vi era la possibilità che si sviluppassero, ad esempio nella telefonia mobile, più reti in concorrenza effettiva fra di loro, già un po' meno è per il telefono fisso, perché poi l'ultimo miglio è rimasto in mano a una società. Per quanto riguarda le autostrade e i servizi come quello della posta, probabilmente invece le privatizzazioni sono state anche viste in un'ottica errata, perché alla fine le autostrade sono diventate un grosso "business" di finanziari e non di industriali e a livello di "Poste" ci avviamo verso la stessa situazione. Mi pare infatti che qui l'obiettivo finale sia quello di quotare in borsa "Poste S.p.a." e di fare in modo che vi siano i dati di bilancio che lo possano permettere.

Credo si debba assolutamente fare una riflessione che consenta di mettere una serie di paletti a garanzia della nostra autonomia. Da questo punto di vista, la "boutade" delle "Poste" francesi è un paradosso, però penso che, a fronte di un atteggiamento negativo, si possa avere un atteggiamento duro, ossia "usare il bastone oltre che la carota", il che vuol dire il pagare sul mercato l'affitto o l'acquisizione delle loro sedi e se a fronte di un disinvestimento chiudono una sede, si prendono la loro responsabilità. Ritengo si debba quindi utilizzare un doppio binario, negativo e positivo... non sia secondario. Infine, credo che questo sia uno degli argomenti in cui trovare un coordinamento fra il nostro Deputato, il nostro Senatore e il Governo e il Consiglio regionale sia necessario per riuscire a fare a Roma qualche intervento...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... non può riferirsi al sottoscritto... avremo un ambasciatore, ma possiamo anche farlo direttamente, perché mi sembra che su questo argomento riuscire a coordinare un'azione Comune e collettiva sia indispensabile per il destino della Valle d'Aosta.