Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2431 del 24 gennaio 2007 - Resoconto

OGGETTO N. 2431/XII - Realizzazione dell'impianto idrometrico dei locali del Museo IVAT. (Interrogazione)

Interrogazione

Vista la Deliberazione di Giunta regionale n. 3910 del 15 dicembre 2006, avente per oggetto "Approvazione del progetto preliminare e definitivo dei lavori di realizzazione dell'impianto di controllo idrometrico dei locali del Museo IVAT...";

Considerato che la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell'opera citata fu deliberata già a luglio 1999, con Deliberazione di Giunta n. 2445;

Considerato che in questo frattempo risultano deliberate perizie suppletive di variante del progetto, con relativo aggravamento di costi;

Atteso che in sede di collaudo è stata verificata la carenza progettuale, cui si riferisce la deliberazione in oggetto, peraltro riconosciuta dallo stesso autore del progetto originario;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

L'Assessore competente per conoscere:

1) le ragioni per le quali sia trascorso un intervallo di tempo così lungo per il completamento dell'opera, dato che il progetto definitivo è del 1999 e, inoltre, per quale motivo vi sia stata una così scarsa capacità di previsione progettuale;

2) quanto in realtà, a tutt'oggi, sia venuta in concreto a costare l'intera opera, viste le numerose varianti e le molteplici verifiche adottate di volta in volta;

3) quali giustificati motivi possono attribuirsi alla decisione dell'Amministrazione regionale di avvalersi ancora della collaborazione del professionista originariamente incaricato e quali emolumenti gli sono stati attribuiti in complesso.

F.to: Bortot

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Questa interrogazione avrebbe bisogno, per completezza di risposta, di una premessa piuttosto lunga, che lascerò al collega Bortot in maniera che ne possa prendere visione, quindi darei subito una risposta ai punti dell'iniziativa, che potrebbero non essere chiarissimi, ma che dovrebbero essere resi più comprensibili dopo aver preso atto della prima parte, che evito di leggere. Vi è in questa premessa la dettagliata specificazione dei tempi e delle motivazioni che hanno caratterizzato il percorso di tali lavori, non ultimo quello complessivo di esecuzione dei lavori e l'intervallo di tempo trascorso fra l'approvazione del primo progetto esecutivo e l'ultimazione dei lavori di completamento della seconda fase esecutiva, rapportato con i tempi contrattuali iniziali, vale a dire 550 giorni più 90 giorni: questo periodo è motivato da sospensioni, riprese e proroghe che sono elencate nella parte che farò avere al Consigliere. Le motivazioni alla base delle sospensioni dei lavori che hanno dilatato i tempi reali di consegna dell'edificio risultano comunque giustificati e sono stati determinati, oltre che dalle prevedibili interruzioni stagionali, climatiche, anche da una serie di decisioni di tipo funzionale e logistico prese a vario titolo dai soggetti interessati alle opere. Voglio citarne solo 3: il caso ad esempio della richiesta, inoltrata dall'Amministrazione comunale di Fénis, di rifacimento totale del tetto del fabbricato esistente, non previsto in progetto in quanto giudicato in un primo momento non necessario e peraltro oneroso, ma che durante il corso dei lavori è stato reputato indispensabile a scongiurare successivi interventi a struttura ultimata: questo anche perché si sono fatti degli interventi che hanno interferito con le preesistenti strutture del tetto. Altro caso significativo è rappresentato dalla rinuncia, da parte della Direzione dell'IVAT, della realizzazione del punto vendita originariamente previsto in una struttura piramidale sovrastante il locale adibito alla sala esposizioni principale nell'interrato, in quanto giudicata dall'IVAT stesso non compatibile con le esigenze attuali della gestione del museo e ingestibile in termini economici e di risorse umane da parte dell'ente stesso. Ulteriore fonte di prolungamento dei tempi di realizzazione è stata una controversia contabile tra l'Associazione temporanea imprese appaltante e la Direzione dei lavori in corso d'opera che ha richiesto l'intervento risolutore del collaudatore, che ha scongiurato la sottoscrizione di riserve e di richieste aggiuntive da parte del raggruppamento d'imprese deputato all'esecuzione delle opere.

Per quanto concerne la capacità previsionale progettuale, definita "scarsa" nell'interrogazione del Consigliere Bortot, faccio presente che l'ottica iniziale che ha guidato i progettisti alla progettazione esecutiva è stata durante il corso dei lavori parzialmente modificata sia da quelle decisioni che ho citato, quindi l'eliminazione del punto vendita dalla gestione museale, sia dall'affidamento della seconda fase di realizzazione e della progettazione dell'allestimento del museo ad un secondo progettista che per ragioni etico-professionali si è trovato ad interpretare in maniera forzatamente diversa ed in funzione dell'allestimento alcune scelte progettuali precedenti, quindi fra i 2 progettisti si sono dovute concordare alcune varianti tecniche suppletive che sono elencate in premessa. Non si è trattato quindi di "scarsa" capacità di previsione progettuale, ma piuttosto di adattamento delle progettazioni alle nuove esigenze.

Stima dei costi sostenuti per la realizzazione delle opere strutturali e impiantistiche: a seguito delle considerazioni che ho espresso... per quanto riguarda la fase 1, relativa all'appalto principale delle opere, lo scostamento tra l'importo lordo previsto, pari ad euro 1,162 milioni e quello liquidato, pari ad euro 1.161.559, rappresenta un risparmio di euro 1.000,59. A tale somma va aggiunta la spesa sostenuta per i lavori in economia di completamento delle aree esterne. Questa spesa non era originariamente prevista, in quanto si pensava di provvedere alla sistemazione dell'area esterna contestualmente e all'interno della sistemazione della strada regionale, ma la sistemazione della strada regionale ha previsto dei tempi che erano incompatibili con quelli necessari all'utilizzo dell'opera. Tale intervento è costato euro 182mila, quindi il costo complessivo è di euro 1.344.000.

La decisione da parte dell'Amministrazione regionale di avvalersi ancora della collaborazione del professionista originariamente incaricato deriva dal fatto che quell'intervento di climatizzazione non era stato previsto, allora cosa ha fatto il collaudatore? Il collaudatore ha rilevato che, dovendo conservare delle opere lignee, era però opportuno che vi fosse questo impianto di climatizzazione, per cui si è convenuto con il vecchio progettista, ing. Croatto, che gli veniva contestata l'insufficienza progettuale, ossia si è detto: "non hai previsto di fare questa climatizzazione, adesso tu ci fai il progetto di tale climatizzazione, ma a costo zero": Questo è stato il motivo per il quale è stato dato incarico al progettista, senza oneri, era da discutere in sostanza perché lì poteva aprirsi una controversia, perché il progettista aveva anche detto di non avere gli elementi per poter vedere l'impianto di climatizzazione in quanto l'area museale era ancora da definire, tant'è che aveva incarico l'ing. Binel di fare tale tipo di progettazione, ma per chiudere la vertenza si è deciso di fare in questo modo. Complessivamente per quanto riguarda gli oneri e la corresponsione del dovuto al progettista... questo riguarda quello che complessivamente era il costo dell'opera, quindi 150mila euro per le 3 fasi di progettazione: coordinamento della sicurezza 18mila euro, coordinamento della sicurezza in fase esecutiva 32mila euro, direzione dei lavori 130mila euro.

Président - La parole au Conseiller Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Bene le risposte dell'Assessore, ma non riesco a capire: quella struttura era preesistente, è stato dato il primo incarico progettuale nel 1999, siamo all'inizio del 2007, sono passati 9 anni per ristrutturare una struttura esistente e non è ancora ultimata. Ci sono voluti 13 provvedimenti per arrivarne a capo e 260mila euro di lavori in economia! Allora o si sbaglia a dare incarico ai progettisti che sono degli incapaci, oppure i tecnici dell'Assessorato non sono più in grado di fare degli appalti, oppure c'è qualcosa che non torna, perché 13 provvedimenti per ristrutturare una struttura esistente mi sembra l'inverosimile!

L'ultima "chicca" è la climatizzazione. Vorrei che il Consiglio prestasse un minimo di attenzione: climatizzare per il giusto "confort" negli uffici amministrativi a Fénis... io sono di fronte e vedo quanto sole ci batte, secondo me se fa caldo 8 giorni all'anno... mi sembra esagerato, poi non vi è nessun rapporto fra l'investimento sulla climatizzazione - 119mila euro - con il volume dell'immobile! Se per ogni climatizzazione che dobbiamo fare in rapporto al volume spendiamo queste cifre, rischiamo che le climatizzazioni costino più delle opere infrastrutturali. Ho parlato anche con degli artigiani dell'IVAT, mi sembra che le opere d'arte in legno e anche in tessuto... l'escursione termica di quei locali non è tale da richiedere... non siamo di fronte alla "Gioconda", senza disprezzare le opere d'arte di nessuno... che richieda una climatizzazione per mantenere a temperatura costante l'umidità e per mantenere integra l'opera d'arte!

Mi sembra che vi sia una grande volontà tutte le volte che si mette in appalto un'opera di tornarci sopra perché ci si dimenticano per strada i pezzi; quindi o c'è una carenza progettuale e allora bisogna cambiare i progettisti, oppure l'importante è farsi assegnare l'incarico, farsi assegnare la costruzione dell'opera e poi in 9 anni figurate quanta fantasia potrei metterci per "far saltare fuori" che bisogna rifare il tetto che non era necessario rifare, che occorre la climatizzazione che non è necessaria, che occorre dare lavori in economia perché non previsti nel progetto: ma quanto vengono a costare questi progettisti che alla fine non progettano assolutamente niente! In questi tipi di deliberazioni, Assessore, lei deve "mettere le mani" perché ne arrivano a pacchi... di revisione di prezzi, di integrazione delle perizie, di suppletive e ogni "ben di Dio" per i progettisti e le imprese, salvo per l'amministrazione pubblica; bisognerà che il Governo o il Consiglio intervenga sul Governo per farla finita! Invito i Consiglieri ad andarsi a vedere decine e decine di deliberazioni di questo genere, la perizia della perizia, la suppletiva della suppletiva, il lavoro a corpo, il lavoro in economia, poi vediamo che con quanto costa l'opera si faceva un gran museo a livello internazionale, altro che un recupero di quella struttura a Fénis! Questo senza avercela con Fénis e con tutto il resto, però occorre che il Consiglio dia un "aut aut" al Governo su questo modo di intervenire sulle opere pubbliche.