Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2292 del 22 novembre 2006 - Resoconto

OGGETTO N. 2292/XII - Integrazioni del Fondo di rotazione per imprese e consorzi industriali. (Interrogazione)

Interrogazione

Vista la D.G. 3055/06, avente per oggetto "Autorizzazione ai sensi dell'art. 3 della L.R. 1/2001, a Finaosta S.p.a. a trasferire la somma di euro duemilioni/00 al Fondo di rotazione per l'industria di cui alla L.R. 6/2003, prelevando la stessa dai Fondi di Rotazione per l'Artigianato di cui alle LL. RR. 101/82 e 22/98";

Considerato che nella suddetta delibera si richiama la necessità di integrare il Fondo di rotazione per le imprese ed i consorzi industriali a discapito di quelli per le piccole imprese e l'artigianato e che tali trasferimenti si presume corrispondano a linee di intervento di natura urgente nel settore;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quali siano le concrete operazioni di immediata realizzazione previste a fronte di questi trasferimenti di spesa o se essi costituiscano normali avvicendamenti di bilancio senza alcun sensibile riscontro di effetti sui settori interessati;

2) quali siano stati, a giudizio della Giunta e per il corrente anno, i più significativi provvedimenti in favore dell'industria e, dall'altro lato, verso le piccole imprese e l'artigianato.

F.to: Bortot - Venturella

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, La Torre.

La Torre (FA) - Il trasferimento di risorse finanziarie dal fondo di rotazione di cui alle leggi regionali n. 101/1982 e n. 22/1998, peraltro abrogate a far data dall'esercizio 2004, al Fondo di rotazione per l'industria di cui alla legge regionale n. 6/2003, disposto dalla Giunta regionale con deliberazione n. 3055/2006, corrisponde semplicemente all'esigenza di assicurare copertura finanziaria alle domande di finanziamento agevolate pervenute nei mesi scorsi da parte di imprese industriali. Tale provvedimento non ha quindi motivazioni strutturali, ma intende esclusivamente porre rimedio ad una situazione contingente di carenza di fondi in un determinato settore di intervento.

È opportuno premettere che gli interventi più significativi promossi dal Governo regionale nel corrente anno non hanno fatto distinzioni fra imprese industriali o artigiane, ma hanno interessato contemporaneamente tali comparti, senza alcuna differenziazione. A seguito di notifica della Commissione europea, è stata approvata la legge regionale n. 10/2006 recante: "Modificazioni alla legge regionale 31 marzo 2003 n. 6, interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane". Per quanto attiene specificatamente agli interventi a sostegno dei consorzi e delle società consortili, composti sia da aziende industriali che artigiane, tale provvedimento legislativo prevede fra le altre cose l'allungamento del periodo di ammortamento dei mutui contratti da consorzi o società consortili da 15 a 20 anni, nonché la possibilità, accanto alla concessione di diritti di superficie su aree di proprietà regionale già prevista dall'articolo 26 della legge n. 6/2003, di alienare tali aree agli stessi consorzi, significando in questo la possibilità di tali consorzi di investire su qualcosa che poi può diventare loro.

Con deliberazione di Giunta n. 1618/2006 sono state apportate modificazioni alle disposizioni applicative della sopraccitata legge n. 6/2003: in primo luogo, vista l'erogazione sinora di numerosi contributi a fondo perduto di modesta entità, con una limitata incidenza sull'effettivo sviluppo del tessuto produttivo valdostano, e considerate altresì le esigenze di contenimento, razionalizzazione e di una migliore programmazione delle risorse di bilancio regionale nell'ambito delle attività produttive, sono state introdotte delle varianti relative al settore di attività e alla tipologia di investimento al fine della concessione dei contributi in conto capitale previsti dall'articolo 18 della legge n. 6/2003. In base a tali nuovi requisiti e criteri, sono state privilegiate le imprese operanti in comparti innovativi, ritenuti strategici e con forti potenzialità di crescita, nonché le imprese attive in settori tradizionali, ma con progetti di investimento innovativi.

Al fine di non penalizzare eccessivamente le piccole imprese, peraltro è attualmente allo studio, così come ci eravamo impegnati in Consiglio con un tavolo di concertazione allargato alle categorie interessate, in collaborazione con le associazioni di categoria, l'introduzione di ulteriori modifiche alla norma che permettano di reintrodurre con opportune limitazioni, ma soprattutto la possibilità di usufruire dei contributi in conto capitale anche da parte di imprese non in possesso dei requisiti di cui sopra. Sostanzialmente si è valutato congiuntamente con le categorie di andare a fare dei ragionamenti anche sugli importi minimi che permettano di accedere al contributo a fondo perso, nel senso che si passa da una realtà dei 5.000 euro a un'ipotesi più solida di un contributo che parte dai 15mila euro, cioè che bisogna avere almeno un progetto che prevede un investimento di 15mila euro: questo sembra poco, ma serve a non diluire troppo la capacità di investimento a fondo perso che la nostra Regione ha.

Si segnala inoltre che, al fine di dotarsi di una specifica disciplina tendente a supportare le imprese che attraversano una difficile congiuntura economico-finanziaria, è stato predisposto un disegno di legge recante interventi regionali a favore delle imprese in difficoltà. Tale disegno di legge, a seguito dell'acquisizione dei competenti pareri del Servizio legislativo e del Dipartimento bilancio, finanze e programmazione, partecipazioni regionali, nonché la Direzione per i rapporti con l'Europa, è stato approvato con deliberazione n. 2950/2006 ed è attualmente in corso la predisposizione della notifica del disegno di legge alla Commissione europea, in quanto tale provvedimento comporta l'ipotesi di aiuti di Stato e deve rispettare gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Si forniscono infine alcuni dati che illustrano l'impegno profuso a favore delle imprese artigiane e industriali. Industria, dati dal 1° gennaio al 31 ottobre 2006: euro 1.801.582, euro 1.806.428, a titolo rispettivamente di contributi in conto capitale e di finanziamenti a tasso agevolato concessi a 101 e a 6 imprese industriali a favore sulla legge regionale n. 6/2003, euro 335.695, a titolo di contributi in conto esercizio concessi a 35 imprese industriali ai sensi dell'articolo 24 - che sarebbe quello sull'internazionalizzazione del sistema produttivo - della legge regionale n. 6/2003, euro 60.786 e euro 27.732 a titolo rispettivamente di contributi in conto capitale e contributi in conto esercizio, concessi a 3 e 5 imprese industriali ai sensi della legge regionale n. 7/2002; articolo 13, investimenti produttivi, articolo 20 internazionalizzazione del sistema produttivo, euro 377.168 a titolo di finanziamento a tasso agevolato concesso a un'impresa industriale ai sensi della legge regionale n. 7/2004, articolo 13 per gli investimenti produttivi. Per quel che riguarda l'artigianato, sempre i dati vanno dal 1° gennaio al 31 ottobre 2006, euro 6.201.616 ed euro 815.058 a titolo rispettivamente di contributi in conto capitale e di finanziamenti a tasso agevolato, concessi a 679 imprese e 8 imprese artigiane e a valere sulla legge regionale n. 6/2003, euro 246.946 a titolo di contributi in conto esercizio, concessi a 35 imprese artigiane ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale n. 6/2003, euro 18.276 ed euro 5.461 a titolo rispettivamente di contributi in conto capitale e contributi in conto esercizio, concessi a 4 imprese artigiane ai sensi della legge regionale 8 giugno 2004, n. 7, articolo 13, investimenti produttivi, e articolo 20, nuovamente internazionalizzazione del sistema produttivo. Questa è una risposta scritta che le fornisco, perché so che lei tiene ad avere dati precisi.

Il tavolo di concertazione quindi è in corso, abbiamo individuato, insieme alle categorie artigiane interessate, un percorso che le soddisfa, vengono sottolineate adesso alcune esigenze che sono quelle della sburocratizzazione dei tempi, della riduzione delle garanzie necessarie per poter accedere a questi contributi, sono state accolte e già valutate insieme a "Finaosta" che le ha già accolte, le stiamo trasformando al tavolo della concertazione in norme, che potremo applicare senza andare a modificare la legge, quindi il contributo a fondo perso sarà spalmato sui 3 anni e non più solo su 1 anno, sarà raggruppato in interventi almeno di 15mila euro e non più di 5.000 euro, saranno abbattute le garanzie fino a 50.000 euro per permettere ai giovani di accedere senza dover impegnare il papà, la mamma, gli zii, i cognati ed eventuali porzioni di alloggio qualora ne avessero, saranno ridotti i tempi burocratici per l'istruzione delle pratiche. Ritengo che questa prima parte del lavoro, che è già stata concertata, abbia dato soddisfazione alle parti interessate al tavolo, quindi la proporremmo a partire da fine anno.

Per quel che riguarda una valutazione ancora più approfondita su una modernizzazione di una legge già nuova, perché la legge n. 6/2003 è una legge buona, ma che richiede di essere modificata, vi è l'impegno del tavolo di continuare ad operare per valutare di introdurre nuove norme più attuali nella legge n. 6/2003.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Ho l'impressione che l'Assessore stia imparando molto bene dall'Assessore Cerise, vi è una "contaminazione" di cose positive e negative, nel senso che l'elenco di cose effettuate sono molto precise e attente dal punto di vista formale; dal punto di vista politico... che erano i dubbi per i quali ho presentato questa interrogazione, vi è un'inversione di rotta a 360 gradi. Lei ha detto, quando si è presentato con questa Giunta - e mi sembra che le dichiarazioni dell'Assessore Marguerettaz in Commissione dove abbiamo esaminato il bilancio l'altro giorno vadano nella stessa direzione -: è ora di finirla con i contributi a pioggia! Mi sembra però dall'elenco che adesso lei mi ha illustrato che vi sia una retromarcia.

Altra cosa: i tavoli di concertazione quanti sono? Mi risulta che ci riuniamo in Commissione per discutere alcune cose, le categorie si presentano e ci dicono: "abbiamo incontrato il Presidente, l'Assessore, non fateci venire qui a perdere tempo perché è stato tutto deciso". Non so se il tavolo della concertazione, per quanto riguarda il settore artigiano e industriale, è il suo o se lei è stato espropriato, perché gli indirizzi sui quali noi eravamo e siamo ancora d'accordo all'inizio del suo mandato mi sembra che siano stati svuotati, nel senso che vi è stata una ribellione delle categorie a cui tutto sommato fanno comodo i contributi a pioggia, i finanziamenti agevolati, ma non per creare sviluppo, ma per creare risorse finanziarie...

(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)

... ma anche lì non mi sembra vi siano stati spostamenti, ma avremo occasione di parlarne.

Faccio un esempio: abbiamo votato contro la legge che alienava i beni e le aree attrezzate della Regione, cosa scopriamo oggi? Scopriamo che le aree attrezzate sono state acquistate ed attrezzate con i soldi della Regione, che gli insediamenti industriali e artigianali sono avvenuti in queste aree in modo agevolato, che abbiamo promosso una legge che aliena queste aree e adesso questi artigiani e imprenditori industriali acquistano le aree di proprietà della Regione con i prestiti e i finanziamenti della Regione. Ma porca miseria! A questo punto faccio anch'io l'imprenditore e vedete che qualche utile me lo metto anch'io da parte! Qui stiamo destinando risorse finanziarie della Regione a speculazioni fondiarie e finanziarie e non ho sentito che questo trasferimento di 2 milioni di euro a "Finaosta" abbia prodotto un solo posto di lavoro!

Facciamo una sospensione: ci ritroviamo al bilancio fra 15 giorni, Assessore, ma ho la netta impressione che vi sia una nuova inversione di tendenza, che si torni al vecchio, perché non si ha il coraggio di litigare con queste categorie, nel senso che le abbiamo abituate ai quattrini facili, ad investimenti sul fondiario e non per creare occupazione. Dobbiamo fare una riflessione, lei deve litigare di più all'interno di questo Governo. Vi è l'Assessore Marguerettaz che adesso è sulle stesse posizioni, vediamo se trovate qualcun altro, avete anche il nostro appoggio, ma orientate questi investimenti all'occupazione e non alla speculazione finanziaria e fondiaria!

Si dà atto che dalle ore 16,28 riassume la Presidenza il Presidente Perron.